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	<title>Carlo Flamini &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Le 327 piccole denominazioni di vino devono sparire?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/le-327-piccole-denominazioni-di-vino-devono-sparire/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 07:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>76 denominazioni imbottigliano il 92% del vino DOC-DOCG e c&#8217;è chi chiede di concentrare gli sforzi promozionali su queste e sui mercati maggiori</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
<strong>Carlo Flamini</strong>, direttore de “<strong><a title="Il Corriere vinicolo" href="http://www.uiv.it/corriere/" target="_blank">Il Corriere vinicolo</a></strong>” organo di stampa dell’<a title="Unione Italiana Vini " href="http://www.uiv.it/" target="_blank"><strong>Unione Italiana Vini</strong> </a>maggiore confederazione degli industriali del vino ci propone un articolo intitolato “Tempo di scegliere” con un duro attacco alle piccole denominazioni. Il punto di partenza è il resoconto di <a title="Valoritalia " href="http://www.valoritalia.it/" target="_blank"><strong>Valoritalia</strong> </a>più importante ente certificatore dei vini italiani, sull’attività 2012-13. Proiettati su scala nazionale i dati Valoritalia ci mostrano una</p>
<p>concentrazione del 92% delle bottiglie Dop in 76 denominazioni mentre alle restanti 327 sarebbe riferibile solo l’8% dell’imbottigliato con una media di 3.000 hl pari a 40.000 bottiglie ciascuna. Questi numeri conducono il direttore del “Corriere vinicolo” a una riflessione sulle 10 denominazioni –vitigni maggiori &#60;&#60; che hanno bucato i mercati, consentendo la sostenibilità dell’intero settore. E’ tempo di riconoscere laicamente la situazione e di mettere in grado le aziende che li producono di avere strumenti di promozione efficaci e mirati&#62;&#62; In altre parole si chiede di concentrare le risorse OCM secondo un nuovo criterio che privilegi le regioni, le denominazioni e i vitigni più forti: Prosecco, i due <strong><a title="Chianti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chianti_(vino)" target="_blank">Chianti</a></strong>, Montepulciano, Asti, Moscato, Soave, Valpolicella e Toscana IGT, Sicilia, Terre di Sicilia, vini a base di Negroamaro e Primitivo.<span id="more-15153"></span><br />
Alla proposta ha risposto il Presidente di <strong><a title="Federdoc" href="http://www.federdoc.com/" target="_blank">Federdoc</a></strong> <strong><a title="Riccardo Ricci Curbastro" href="http://www.riccicurbastro.it/azienda_agricola_storia/scheda3.html" target="_blank">Riccardo Ricci Curbastro</a></strong>facendo notare che la revoca di una</p>
<p>Doc produrrebbe una sommossa popolare ma anche proponendo l’accorpamento di più denominazioni confinanti all’interno di una DOC più grande di cui quelle diventerebbero delle sottozone.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/le-327-piccole-denominazioni-di-vino-devono-sparire/">Le 327 piccole denominazioni di vino devono sparire?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Ma il vino in Italia si vende o si regala?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 05:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Un’ indagine Cribis –D&#38;B mostra come ristoranti e commercianti paghino male, molto male. Un sistema in crisi ma c&#8217;è un&#8217;alternativa: Filiera Agricola Italiana</em></p>
<p>Il titolo usato da <strong>Carlo Flamini</strong>, direttore del “<strong><a title="Corriere vinicolo" href="http://www.uiv.it/" target="_blank">Corriere vinicolo</a></strong>” sembra una sentenza: Il dominio dell’insolvenza. Purtroppo i dati confermano la premessa: solo il 18% dei ristoranti e il 24% dei dettaglianti salda le fatture puntualmente.</p>
<p>Ancora più preoccupanti le note sui fallimenti: il 14% delle imprese del vino, il 18% dei ristoranti, e</p>
<p>il 22% dei GDO potrebbero non pagare le forniture.  Il rischio chiusura non riguarda solo i parvenù  ma anche chi è sulla breccia da anni e soprattutto molti ristoranti che sono in cima alla classifica dei settori  ad alto ciclo di chiusura. Stupisce di trovare, tra le imprese con pagamenti a rischio anche il 22% di grande distribuzione. Evidentemente non solo le imprese famigliari traballano ma anche quelle più strutturate perché le banche hanno stretto i cordoni della borsa.  Mi chiedo se la nuova norma, voluta dal <strong><a title="Ministro Catania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Catania" target="_blank">Ministro Catania</a></strong>, sui pagamenti a 60 giorni (30 giorni per frutta e verdura), accelererà il collasso invece di risolvere le cose.  Insomma da un lato il Governo manda messaggi rassicuranti e dall’altro cresce il numero di chi chiude i battenti o vede a rischio la sua busta paga.<span id="more-8064"></span></p>
<p>Allo stato attuale l’unico progetto di grande respiro è quello messo in campo dalla Coldiretti  &#8220;<strong>Filiera Agricola Italiana</strong>&#8221; sotto la direzione di <strong><a title="Pietro Pagliuca" href="http://www.sienafree.it/siena/142-siena/35154-consorzio-agrario-di-siena-e-arezzo-pietro-pagliuca-lascia-la-carica-di-direttore-al-suo-posto-giovanni-bizzaro" target="_blank">Pietro Pagliuca</a></strong>, per accorciare la distanza fra chi produce in campagna e chi consuma in città.&#8230;</p>
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