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	<title>Civiltà del bere &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 10</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 05:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia Italiana della Vite e del Vino]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em><strong>ALCUNE INIZIATIVE HANNO AVUTO UN IMPATTO RILEVANTISSIMO SULLA STORIA DEL VINO ITALIANO: FORMAZIONE, STAMPA SPECIALIZZATA, GUIDE, FIERE E SOMMELIER</strong></em></p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/visite-e-degustazioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong> </a>#<a href="https://www.cinellicolombini.it/turismo/soggiorni-a-tema/" target="_blank" rel="noopener"><strong>winedestination</strong></a></p>
<p>Questo gruppo di 5 innovatori riunisce in forma molto, molto, molto riassunta delle iniziative che hanno determinato radicali cambiamenti nel modo di produrre, commercializzare, consumare il vino italiano. Nell’insieme mostrano un processo virtuoso verso l’innalzamento qualitativo e il passaggio dalla vendita del vino sfuso alla commercializzazione di bottiglia con il proprio marchio. Un processo che ha fatto crescere produttori e consumatori e che ha avuto un’accelerata alla fine del Novecento con il fiorire di nuove iniziative per poi consolidarsi nella forma attuale.<br />
Con il post numero 10 di questa serie siamo arrivati a 50 profili. Per andare avanti ho bisogno delle vostre idee e dei vostri suggerimenti e li aspetto a donatella@cinellicolombini.it.<br />
Mi scuso per tutti quelli che avrebbero meritato di essere citati e invece non sono ricordati in questo testo ma non potevo allungare oltre questa scheda che è già molto prolissa.</p>
<h4>LA FORMAZIONE</h4>
<p>La formazione ha giocato un ruolo determinante nella qualificazione del vino italiano partendo dalle <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/scuola-enologica-isiss-gb-cerletti?ldc" target="_blank" rel="noopener"><strong>scuole enologiche</strong> </a>di Conegliano (1876), Avellino (1879) e Alba (1881), con a fianco le associazioni enofile e le cattedre ambulanti.<br />
Un’offerta formativa che si è propagata in tutta Italia, nel corso del Novecento, allungandosi poi nelle università.<span id="more-82938"></span><br />
Fino a una trentina d’anni fa lo sforzo di acculturazione si è concentrato sul settore produttivo formando agronomi e enologi e affiancando alle Facoltà di Agraria-Enologia ad associazioni come l’Accademia dei <a href="https://www.georgofili.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Georgofili</strong></a>, (1753) nel piccolo Granducato di</p>
<p>Toscana e, dal 1949 nell’Italia repubblicana, l’<a href="https://www.aivv.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Accademia Italiana della Vite e del Vino</strong></a>, nate con lo scopo creare condivisione tra</p>
<p>studiosi, titolari e manager di imprese agricole, creando un network virtuoso capace di accelerare la propagazione delle nuove conoscenze di agronomia e enologia.&#8230;</p>
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		<title>Dry January sempre più cool ma fa davvero bene?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/dry-january-sempre-piu-cool-ma-fa-davvero-bene/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/dry-january-sempre-piu-cool-ma-fa-davvero-bene/#respond</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 06:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Alcohol Change UK]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà del bere]]></category>
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		<category><![CDATA[evitare ogni sorta di alcolici per tutto il mese di gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[Institut Français d’Opinion Publique]]></category>
		<category><![CDATA[Preethi Daniel]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong>Fra le tecniche per limitare il consumo degli alcolici il dry January ha fatto breccia soprattutto nella Z generation ma si sta diffondendo ovunque</strong></em></p>
<p>&#160;</p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/visite-e-degustazioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>Il Dry January è una specie di Quaresima in anticipo ma con lo stesso scopo rigenerante dopo un periodo di stravizi come quello delle vacanze di Natale e Capodanno. Consiste nell’<a href="https://winenews.it/it/il-dry-january-e-un-fenomeno-considerato-sempre-piu-cool-ma-solo-dalla-generazione-z_488027/?utm_source=newsletter&#38;utm_medium=email&#38;utm_campaign=winenews-1&#38;utm_content=la-prima" target="_blank" rel="noopener"><strong>evitare ogni sorta di alcolici per tutto il mese di gennaio</strong></a><strong>.</strong></p>
<p>&#160;</p>
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<p>&#160;</p>
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<h4>DRY JANUARY IN UK E IN USA</h4>
<p>I miei amici della city di Londra mi hanno raccontato che nel mondo della finanza il Dry January è molto praticato. Nel Regno Unito, infatti, dal 2013 l’<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dry_January" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alcohol Change UK</strong></a> conduce grandi campagne per promuoverlo e aiuta i partecipanti con un’azione di coaching mediante un’app gratuita. Dentro non ci sono solo suggerimenti ma persino il calcolo delle calorie e dei soldi risparmiati nel mese senza alcol.<br />
Il sondaggio Morning Consult condotto dal 4 al 5 gennaio 2021 con 2.200 adulti statunitensi ha rilevato che il 13% degli intervistati americani stava partecipando a Dry January.<span id="more-76939"></span></p>
<p>&#160;</p>
<h4>DRY JANUARY IN FRANCIA</h4>
<p>Anche fra i giovani francesi <em>&#60;&#60;lo fanno in tanti&#62;&#62;</em> come ha provato il sondaggio Ifop (<a href="https://winenews.it/it/il-dry-january-e-un-fenomeno-considerato-sempre-piu-cool-ma-solo-dalla-generazione-z_488027/?utm_source=newsletter&#38;utm_medium=email&#38;utm_campaign=winenews-1&#38;utm_content=la-prima" target="_blank" rel="noopener"><strong>Institut Français d’Opinion Publique</strong></a>) su 985 soggetti. Il 27% dei francesi intende ridurre il consumo di vino, birra e alcolici a gennaio, con il 7% che si cimenta nel Dry January per la prima volta, percentuale che sale al 18% tra i 18-24enni.&#8230;</p>
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		<title>Pellucci Pellaccia</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/pellucci-pellaccia/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 07:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà del bere]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Montalcino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Emanuele Pellucci, giornalista e assaggiatore, a cui dobbiamo il primo e principale libro sul Brunello ci racconta la sua storia da Fiesole alle Ande</em></p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/casato-prime-donne/"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>Pochi riescono a raccontare la propria vita come in un diario lungo 70 anni che riporta con precisione date, luoghi e nomi. Il libro autobiografico di Emanuele Pellucci descrive con precisione meticolosa il “piccolo mondo antico” di Fiesole dalla metà del Novecento. Figlio di un diplomatico, Emanuele ha trascorso lunghi periodi della sua infanzia in Svizzera ma senza mai smettere di appartenere alla piccola comunità fiesolana che, nonostante la promiscuità con Firenze, viveva una vista sua più intima e familiare quasi fosse un paese.</p>
<h2>IL LIBRO SUL BRUNELLO DI EMANUELE PELLUCCI</h2>
<p>L’incontro con il vino e specificamente con il <a href="https://www.cinellicolombini.it/dettaglio/brunello-montalcino-docg/"><strong>Brunello </strong></a>di cui <strong>Emanuele Pellucci</strong> diviene il primo e principale narratore, è del 1974. Quando lui arriva a <a href="http://www.comunedimontalcino.gov.it/index.php/it/" class="broken_link"><strong>Montalcino</strong> </a>c’è un solo albergo e una sola osteria. Incontra Franco Biondi Santi, il Conte Emilio Costanti e mia madre Francesca Colombini poco dopo Primo Pacenti e Nello Baricci insieme a tutta la generazione dei pionieri del Brunello moderno compreso Ezio Rivella enologo manager di Banfi.</p>
<p>Il progetto di scrivere un libro sul Brunello, che oggi appare persino banale, era in quel momento pionieristica e coraggiosa perché &#60;&#60;nessun editore credeva in un possibile interessamento da parte del pubblico per un libro che parlava di un vino che a quell’epoca era conosciuto soltanto dagli appassionati più avveduti&#62;&#62;.&#8230;</p>
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		<title>La questione di genere e il vino</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/la-questione-di-genere-e-il-vino/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/la-questione-di-genere-e-il-vino/#respond</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2020 07:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà del bere]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[marketing delle bevande alcoliche]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Searcher]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Gli stereotipi di genere femminile – maschile, nella descrizione del vino vanno definitivamente mandati in pensione perché sono offensivi </em></p>
<p>&#160;</p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>Vicki Denig ci regala un’autentica perla intitolata &#60;&#60;Time to Kill Gender Stereotypes in Wine&#62;&#62; e pubblicata su <a href="https://www.wine-searcher.com/m/2020/10/time-to-kill-gender-stereotypes-in-wine?utm_source=DWN&#38;utm_campaign=991a4366b2-DWN_CAMPAIGN_October_2020&#38;utm_medium=email&#38;utm_term=0_1787000e4c-991a4366b2-225184802" target="_blank" rel="noopener" class="broken_link"><strong>Wine Searcher</strong></a>. Il punto di partenza sono gli stereotipi di genere nella descrizione dei vini: quelli &#8220;femminili&#8221; morbidi, eleganti e delicati, quelli &#8220;maschili&#8221; potenti, muscolosi e robusti. Un modo di esprimersi vecchiotto ma che secondo Vicki Denig è ancora diffuso &#60;&#60;nel Vecchio Mondo, in particolare in Francia&#62;&#62;.</p>
<p>&#160;</p>
<h2>GLI STEREOTIPI DI GENERE NELLA DESCRIZIONE DEL VINO</h2>
<p>La maggior parte degli esperti interpellati da Vicki ammette di aver usato termini come femminile/maschile nel descrivere i vini, ma di averlo abbandonato trovandolo lontano dal sentimento attuale per cui suona quasi offensivo. Tuttavia c’è chi continua &#60;&#60;lo odio, ma lo uso&#62;&#62; dice Jeff Harding, direttore beverage al Waverly Inn di New York.</p>
<p>Molti considerano l’uso di <strong>stereotipi di genere</strong> una scorciatoia &#60;&#60;che tutti capiscono&#62;&#62;.<br />
Sarà anche vero ma, come sottolinea Richard Betts &#60;&#60;chiamare un vino maschile o femminile significa sottoscrivere una vecchia idea del mondo (e per giunta binaria) che non prevede la vasta gamma di diversità della nostra meravigliosa umanità&#62;&#62;. In altre parole da per scontato che i gay non esistano.</p>
<p>&#160;</p>
<h2>MARKETING DEL VINO SEMPRE PIU’ ROSA</h2>
<p>Ma la <strong>questione di genere, riguardo al vino</strong>, può essere guardata anche da altri punti di vista, come giustamente fa notare <a href="https://www.civiltadelbere.com/questioni-di-genere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Civiltà del Bere</strong></a>.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/la-questione-di-genere-e-il-vino/">La questione di genere e il vino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>QUAL’È LA CANTINA DI SUCCESSO PER VINO VIP: COMMERCIALE O AGRICOLA?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/quale-la-cantina-di-successo-per-vino-vip-commerciale-o-agricola/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/quale-la-cantina-di-successo-per-vino-vip-commerciale-o-agricola/#respond</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2019 07:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà del bere]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Wine economics]]></category>
		<category><![CDATA[Wine News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>A Vino Vip il confronto fra le cantine con vigneto con quelle commerciali rivela che le prime sono immediatamente più remunerative ma alla lunga la vigna paga</em></p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p><strong>Vino Vip</strong> a Cortina, l’appuntamento annuale organizzato dal Direttore di <a href="http://vinovipcortina.it/"><strong>Civiltà del Bere</strong></a> <strong>Alessandro Torcoli</strong> riunisce le più prestigiose cantine italiane, propone degustazioni e incontri utili al business insieme a conferenze e seminari di grandissimo interesse.<br />
Ero stata invitata anch’io, in rappresentanza delle Donne del Vino, ma proprio non sono riuscita ad andare. Troppi appuntamenti … e niente VinoVip, peccato!</p>
<h3>VINO VIP 2019 SVELA QUALI SONO LE CANTINE DI SUCCESSO</h3>
<p>&#160;</p>
<p>Lo straordinario interesse di VinoVip 2019 nasce dallo studio “Le variabili del successo”, firmato dal professor Luca</p>
<p>Castagnetti, a capo del Centro Studi Management DiVino. Un’analisi che ribalta le più radicate convinzioni: le cantine commerciali fanno profitti e quelle agricole arrancano sommerse dai mutui.<br />
Nel numero 227 -2018 di <a href="https://www.wine-economics.org/journal/"><strong>Wine Economics,</strong></a> Stefano Castriota,dell’Università di Bolzano, pubblicò un saggio dimostrando che i vini che fanno guadagnare non sono quelli di eccellenza. Secondo lui, infatti, chi guadagna di più sono gli imbottigliatori perché gli enormi investimenti richiesti dall’acquisto di vigneti, cantine, attrezzature enologiche, creazione del brand e della rete commerciale … produce un innalzamento qualitativo del vino ma manda in rosso i bilanci. Viceversa i commercianti comprano vini mediocri, li imbottigliano con la loro etichetta e concentrano gli investimenti per venderli. Il capitale investito è minimo e quindi anche se la marginalità sui vini venduti è piccola alla fine, questo tipo di impresa, guadagna di più.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/quale-la-cantina-di-successo-per-vino-vip-commerciale-o-agricola/">QUAL’È LA CANTINA DI SUCCESSO PER VINO VIP: COMMERCIALE O AGRICOLA?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Troppe fake news on line</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/troppe-fake-news-on-line/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/troppe-fake-news-on-line/#respond</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2017 08:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà del bere]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Ferraro]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Tesi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Troppe fake News, troppa aggressività (spesso anonima), pochi articoli memorabili … alla fine il troppo parlare on line diventa un rumore indistinto</em></p>
<p><strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/agriturismo/soggiorni-toscana-agriturismo-ville" target="_blank">Di Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Confesso di essere una fan di<a href="http://divini.corriere.it/?refresh_ce-cp" target="_blank"><strong> Luciano Ferraro</strong></a>, perché tutto quello che scrive mi insegna qualcosa e anche il suo articolo <em>Vendemmia 2017 memorabile? Vanno in scena le fake news</em>, su “<a href="http://www.civiltadelbere.com/" target="_blank"><strong>Civiltà del bere</strong></a>” mi spinge a una riflessione che vorrei condividere con voi.  Ferraro parte dal Festival di Venezia con Jane Fonda e Robert Redford in “Our souls at night” con i due che bevono vino (lei) e birra (lui) a casa. &#60;&#60;E’ solo un piccolo esempio di come il vino può raccontare la società e i suoi cambiamenti&#62;&#62; dice Ferraro e ripercorre le bevute cinematografiche più celebri: da “Il Cacciatore”  a “Il Padrino”.</p>
<p>L’argomento è intrigante ma è soprattutto il modo con cui Ferraro lo racconta che</p>
<p>colpisce. Quasi una lezione di giornalismo e lui stesso lo sottolinea &#60;&#60;se la critica enologica riducesse il linguaggio tecnico e scegliesse di raccontare l’esistente, con gli strumenti della cronaca e della narrazione, molti più lettori-consumatori potrebbero avvicinarsi&#62;&#62;. Parole da incorniciare  e una spiegazione chiara di cos’è lo storytelling che tutti gli esperti di marketing invocano. Eppure come lo stesso Ferraro ammette, mai prima d’ora si è parlato così tanto di vino: giornali, guide, TV,e internet contengono un fiume di vino. La massa di parole è così abbondante che risulta un rumore indistinto dove troppi parlano e pochi sentono.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/troppe-fake-news-on-line/">Troppe fake news on line</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Le vendemmie d’oro di tutto il mondo</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/le-vendemmie-doro-di-tutto-il-mondo/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/le-vendemmie-doro-di-tutto-il-mondo/#respond</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 07:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà del bere]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Pellucci]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Basso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Quali sono le vendemmie d’oro delle principali zone viticole del mondo? Lo dice Civiltà del Bere e rivela gli effetti del global warming sulla qualità</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/agriturismo" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Le <strong>vendemmie d’oro</strong> sono una al decennio. Sono da mito proprio perché sono rare e memorabili ma quelle eccellenti sono enormemente aumentate di numero con il global warming.<br />
Un interessantissimo articolo pubblicato su <a href="http://www.civiltadelbere.com/" target="_blank"><strong>Civiltà del Bere</strong></a> di maggio-giugno 2017 mi conferma sulla necessità di abbonarmi a questa rivista che offre pareri autorevoli, analisi lucide sul passato e idee utili per costruire il futuro. L’articolo in questione esamina le vendemmie dal 1970 a oggi in 8 aree viticole italiane e in 17 zone importanti del resto del mondo. I pareri sono di personalità di prestigio internazionale, dal sommelier campione del mondo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Basso" target="_blank"><strong>Paolo Basso</strong></a> alla Master</p>
<p>of Wine Cathy Van Zyl mentre il coordinamento è di <strong>Alessandro Torcoli</strong>, grandissimo esperto che ha esaminato le vendemmie della California in prima persona.<br />
Invitandovi a consultare Civiltà del Bere per gli interessantissimi dettagli tecnici ecco gli anni d’oro del vino italiano:<br />
LANGHE 1970, 1971, 1974, 1978, 1982, 1985, 1988, 1989, 1990, 1996, 1997, 1999, 2001, 2009, 2010,<br />
VALPOLICELLA 1983, 1988, 1990, 1995, 1997, 2006,2007, 2012, 2015, 2016<span id="more-32904"></span>COLLIO 1990, 1997, 1999, 2006, 2016<br />
MONTALCINO 1975, 1985, 1997, 2010<br />
IRPINIA 1977, 1985, 1987, 1988, 1990, 1993, 1999, 2000, 2001, 2004, 2005, 2008<br />
PUGLIA 1990, 1994, 1997, 2001, 2004, 2007, 2008, 2011<br />
SICILIA 1975, 1985, 1993, 2004,<br />
SARDEGNA 2005,</p>
<p>Come è evidente alcuni critici, in particolare Roger Sesto con le Langhe, ha dato il massimo voto anche alle vendemmie eccellenti mentre altri, come <a href="https://www.facebook.com/emanuele.pellucci" target="_blank"><strong>Emanuele Pellucci</strong> </a>con Montalcino, ha distinto i millesimi da mito da quelli ottimi.&#8230;</p>
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		<title>Il Vinitaly delle donne</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 08:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà del bere]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Donne del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Ramasso]]></category>
		<category><![CDATA[Stevie Kim]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[violante]]></category>
		<category><![CDATA[visto per voi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><a title="Vinitaly" href="http://www.vinitaly.com/" target="_blank"><strong>Vinitaly</strong></a>, chiude con numeri da capogiro: 150mila visitatori di cui un terzo stranieri e le donne del vino sempre più protagoniste che io vi farò scoprire</em></p>
<p><strong>Visto per voi</strong> da <a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a><br />
Tanto business al Vinitaly 2015: buyer da 140 Paesi con Thailandia, Vietnam, Singapore, Malesia … e la supercoppia USA-Canada molto ben rappresentata con oltre il 20% di tutti gli operatori esteri. Insomma un grande Vinitaly dove gli stand sono stati impegnati fino alle ultime ore di fiera.<br />
Un Vinitaly festoso, con cene, balli e eventi tutte le sere come la degustazione organizzata da Andrea Gori nell&#8217;elegantissimo e storico Hotel Due Torri.</p>
<p>Un Vinitaly dove le donne si sono poste come nuove protagoniste. Sono loro che</p>
<p>chiudono la fiera con Finitaly alla Gran Guardia davanti all’Arena. Ingioiellate come principesse con collane, spille, bracciali di Gerardo Sacco – l’orafo calabrese divenuto celebre per aver adornato le dive del cinema dentro e fuori dai set – le <a title="Donne del vino " href="http://ledonnedelvino.com/le-donne-del-vino.php?pg=home" target="_blank"><strong>Donne del vino</strong> </a>hanno fatto festa a <strong>Stevie Kim</strong> la vulcanica coreana che ha rivoluzionato Vinitaly con un concetto di marketing più interattivo e partecipativo. <span id="more-20354"></span></p>
<p>E lei si commuove … stupenda quella piccola donna apparentemente di ghiaccio, sul palco con Elena Martusciello, presidente delle Donne del vino.<br />
Due giorni prima aveva presentato il convegno “Profumo di donna, viaggio nel senso ancestrale” con Alessandro Torcoli direttore di “<a title="Civiltà del Bere" href="http://www.civiltadelbere.com/" target="_blank"><strong>Civiltà del Bere</strong></a>” che ha guidato una sala stracolma alla scoperta dei vini delle donne e soprattutto delle impronte olfattive più femminili.&#8230;</p>
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		<title>Barolo, Alto Adige e Supertuscan ecco chi amano le guide</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 05:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[analisi delle guide dei vini]]></category>
		<category><![CDATA[analizzato le guide per Civiltà del bere]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà del bere]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Supertuscan]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>L’<strong><a title="analisi delle guide dei vini" href="http://www.imille.it/progetti/top-wines/" target="_blank">analisi delle guide dei vini</a></strong> rivela che i super esperti del vino concentrano la loro attenzione su meno della metà delle denominazioni</em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="http:/colombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>L’autunno, per il vino italiano, è anche l’epoca delle guide: bicchieri, grappoli, stelle che manifestano l’apprezzamento delle numerosissime guide italiane. Siamo il solo Paese ad averne così tante: otto forse dieci. Dietro ciascuna di esse c’è un piccolo esercito di assaggiatori che, per mesi, si sottopongono a un ritmo forsennato di degustazioni, 50-80 vini al giorno scrivendo note di valutazione su tutti. Un tour de force che alla fine va in stampa prima di Natale.<br />
La rivista <strong><a title="Civiltà del Bere" href="http://www.civiltadelbere.com/" target="_blank">Civiltà del Bere</a></strong> ha fatto un’analisi complessiva su queste pubblicazioni esaminando specificamente quelle uscite lo scorso anno ed ha scoperto come Barolo DOCG, Alto Adige DOC e Toscana IGT portano a casa la maggior parte dei premi nelle guide enologiche italiane, sono dunque le più amate dalla critica. La riflessione parte dalle DOC minori quelle su cui, nei mesi scorsi si è accesa una vasta discussione. Vengono infatti accusate di essere troppe e di ingenerare, all’estero, una gran confusione fra i consumatori. <span id="more-18253"></span>L’analisi di Civiltà del bere mira dunque a capire se le guide fungono da talent scout, sostengono questi territori minori e</p>
<p>vi trovano dei reali valori qualitativi. In realtà non è così, su 330 DOC esistenti al momento dell’uscita delle guide, solo 139 risultano citate almeno in uno di questi repertori. In altre parole 191 denominazioni non vengono prese minimamente in considerazione.&#8230;</p>
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		<title>Marzia Morganti Tempestini fra le 3 migliori PR d’Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jul 2013 06:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Carpenè Malvolti]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà del bere]]></category>
		<category><![CDATA[Diam]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Marte Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marzia Morganti Tempestini]]></category>
		<category><![CDATA[Master COMET]]></category>
		<category><![CDATA[Miramonti Majestic]]></category>
		<category><![CDATA[VinoVip]]></category>
		<category><![CDATA[visto per voi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><a title="Marzia Morganti Tempestini" href="https://www.facebook.com/marzia.morganti.5" target="_blank"><strong>Marzia Morganti Tempestini</strong> </a>– <a title="Marte Comunicazione" href="http://www.martecomunicazione.com/" target="_blank"><strong>Marte Comunicazione</strong> </a>fra i finalisti del premio “Who’s Who in Wine” per i comunicatori d’azienda a Cortina il 14 luglio</em><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
Oltre 25 anni di esperienza nel giornalismo di settore e, dal 1998, nella gestione di uffici stampa di aziende e enti pubblici che si occupano di enogastronomia, turismo e artigianato questa è la Marte Comunicazione, agenzia di pr e ufficio stampa che ha sede a Prato e che ha, al timone, Marzia Morganti Tempestini, giornalista enogastronomica e docente universitaria di turismo enogastronomico.<br />
Oggi Marte Comunicazione è uno dei tre finalisti del premio &#8220;Who&#8217;s Who in Wine-Miglior comunicatore d&#8217;azienda&#8221;, organizzato dalla prestigiosa rivista “<strong><a title="Civiltà del bere" href="http://www.civiltadelbere.com/" target="_blank">Civiltà del bere</a></strong>” per scegliere il miglior ufficio di PR d&#8217;Italia in campo enogastronomico. I 3 finalisti si disputeranno il titolo il prossimo 14 luglio nel Salone delle Feste del <strong>Miramonti Majestic</strong> Grand Hotel a Cortina nel corso del Gala Dinner di <strong><a title="Vino vip" href="http://www.vinovipcortina.it/" target="_blank">VinoVip</a></strong>. La giuria che li ha scelti è composta da 250 giornalisti in rappresentanza delle più importanti testate di settore, si tratta dei giurati più idonei a valutare professionalità, tempestività, precisione e affidabilità della migliore “agenzie di consulenza esterna” tra 48 concorrenti. In finale, insieme alla Marte Comunicazione, lo studio trevigiano Gheusis e la fiorentina Thurner Pr.<span id="more-13220"></span><br />
“La nomination mi riempie di orgoglio – ha commentato Marzia Morganti – perché rappresenta un riconoscimento dell’</p>
<p>importante lavoro portato avanti da me e dai miei collaboratori.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/marzia-morganti-tempestini-fra-le-3-migliori-pr-ditalia/">Marzia Morganti Tempestini fra le 3 migliori PR d’Italia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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