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	<title>Fior di Montalcino &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Valdorcia  da vedere, fotografare, assaggiare e comprare</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 07:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Castiglion d'OrciaPinci all'aglione]]></category>
		<category><![CDATA[Cenerentola]]></category>
		<category><![CDATA[Dopolavoro La Foce]]></category>
		<category><![CDATA[Fior di Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[Macelleria Mencarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Osteria Pian delle mura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Per i tour giornalieri in Valdorcia ecco le 3 cose da vedere (scelgo Castiglion d’Orcia), da assaggiare, da comprare e i 3 luoghi da selfie</em></p>
<h3>VALDORCIA DA VEDERE</h3>
<p>Vi porto a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castiglione_d%27Orcia"><strong>Castiglion d’Orcia</strong></a>, una località ancora poco toccata dai grandi flussi turistici. Il mio consiglio è culturale – esperienziale e persino sportivo, ma vi sorprenderà!<br />
1. Rocca di Tentennano a Rocca d’Orcia (aprile-ottobre: dal martedì alla domenica 10.00-12.00/15.00-18.00 &#8211; ottobre-marzo: sabato, domenica e festivi 10.00-13.00/15.00-18.00) costruita dagli Aldobrandeschi fra il XII e il XIII secolo, domina la Valdorcia offrendo un panorama spettacoloso ai turisti. Salirci è abbastanza avventuroso perché dopo l’incendio del Cinquecento il luogo è disabitato ed ora si mostra nella sua guerriera austerità. Sotto c’è il borgo di Rocca d’Orcia, un pezzetto di medioevo arrivato miracolosamente intatto fino ai nostri giorni. Ci sono le antiche prigioni all’interno delle quali è stato ricavato il ristorante Perillà (una stella Michelin) e la casa in cui abitò, nel 1320, Santa Caterina che qui, miracolosamente, imparò a scrivere. Camminare per le ripide stradine strette da case in pietra è un esercizio rigenerante per il corpo e lo spirito.</p>
<p>2. Fosso Bianco a Bagni San Filippo: le acque termali calde sgorgano nel bosco formando cascate di calcare bianco e vasche in cui immergersi. Il tempo torna indietro di quasi tremila anni e possiamo immaginare i nobili etruschi che scendono lo stesso sentiero percorso oggi dai turisti, posano elmi e spade, per bagnarsi nelle stesse vasche di rigeneranti acque calde.&#8230;</p>
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		<title>Chironi una storia di coraggio e cacio in Toscana</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 08:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[fattoria del colle]]></category>
		<category><![CDATA[Fior di Montalcino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>I Chironi arrivarono dalla Sardegna in Toscana nel 1961 con un veliero che trasportava anche il gregge, il cane e il somaro. Erano i primi pastori sardi a Montalcino</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/agriturismo/soggiorni-toscana-agriturismo-ville" target="_blank" rel="noopener" class="broken_link">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>&#160;</p>
<h3>LA LORO STORIA</h3>
<p>Fecero un viaggio in mare di tre giorni che si concluse il 18 giugno quando nonno Pietro, capostipite della famiglia, fece il primo formaggio pecorino toscano sulla spiaggia di Talamone. I <strong>Chironi</strong> furono la prima famiglia sarda a stabilirsi nel senese, inizialmente a Chiusure e l’anno successivo fra Buonconvento e Montalcino comprando 4 poderi di 100 ettari complessivi.<br />
Nonno Pietro era un “casaro” abilissimo, aveva affinato il mestiere nella sua casa di legno sulle montagne sarde e contava proprio nella sua capacità di allevare pecore e produrre pecorino per dare un futuro alla sua famiglia nella nuova terra. In quel</p>
<p>momento la campagna Toscana era letteralmente in “svendita” dopo che l’esodo dei contadini verso le città aveva svuotato i poderi e ridotto i campi in abbandono.<br />
I Chironi coltivano la terra, producono i foraggi e tutti i cereali –mais, orzo, fave, avena, triticale e grano tenero &#8211; in modo biologico, secondo la tradizione, per allevare pecore e capre. Con il loro latte fanno i formaggi in un piccolo caseificio con stanze di stagionatura sotto il podere. Una filiera ultracorta che utilizza solo latte aziendale appena munto e sale oltre alla sapienza casearia tramandata da nonno Pietro.<span id="more-33112"></span></p>
<h3>IL FUTURO DI CHIRONI</h3>
<p>Passione, artigianalità e un pizzico di astuzia nel registrare il marchio <strong>Pecorino di Montalcino</strong> e <a href="http://www.fiordimontalcino.it/" target="_blank" rel="noopener" class="broken_link"><strong>Fior di Montalcino</strong></a>.&#8230;</p>
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