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	<title>FleishmanHillard Italia &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Le aziende devono imparare a cinguettare</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2014 07:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>In Italia, ancora poche aziende hanno capito e sfruttato le potenzialità di uno dei social network più importanti, <strong><a title="Twitter su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Twitter" target="_blank" rel="noopener">Twitter</a></strong>. Ecco perché conoscerlo meglio.</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Bonella Ciacci" href="https://www.cinellicolombini.it/vivi-e-rivivi-lesperienza-in-fattoria/bonella-un-nome-antico-per-una-donna-moderna-2/" target="_blank" rel="noopener">Bonella Ciacci</a></strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>Qualche giorno fa il<a title="Social media " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_media" target="_blank" rel="noopener"> <strong>social media</strong></a> strategist ed esperto di personal branding <a title="Riccardo Scandellari e articolo su Twitter" href="http://www.skande.com/twitter-contenuti-201405.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Riccardo Scandellari</strong> </a>ha pubblicato un articolo riguardo l’efficacia e risultati che si possono ottenere per le aziende che imparano a sfruttare al meglio il social dell’uccellino blu, Twitter. Prendo spunto dalle sue parole per evidenziare alcuni punti chiave e riportare l’esperienza diretta fatta nell’azienda di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini produttrice Brunello Chianti Orcia DOC agriturismo Siena" href="http:/colombini.it/" target="_blank" rel="noopener">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, per la quale lavoro.</p>
<p>“Twitter è il social più difficile da comprendere per chi non ha uno spirito da blogger”, ed ha ragione Riccardo in questa sua affermazione. Soprattutto in Italia, dove il social più utilizzato (e abusato) è Facebook, l’utente medio della rete fatica a comprendere le dinamiche del famoso sito di microblogging. Sì, perché così nasce twitter, come un sito di microblogging, dove quindi lo scopo principale è produrre e postare contenuti, che si racchiudano nei 140 caratteri. Da allora di strada ne ha fatta e le cose sono cambiate, aggiungendo molte funzioni, ma rimanendo comunque sostanzialmente un sito minimal, fatto di sostanza e poco di apparenza.</p>
<p>“L’utente Twitter è maggiormente disposto a cliccare il link contenuto del post e molto più disponibile a ricondividerlo se lo ritiene utile e interessante.”. Questo è l’altro punto chiave che reputo estremamente importante, e che è comunque strettamente legato alla natura principale di Twitter, ovvero un sito che punta sui contenuti. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/le-aziende-devono-imparare-a-cinguettare/">Le aziende devono imparare a cinguettare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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