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	<title>I numeri del vino &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Il valore dei vigneti italiani</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/il-valore-dei-vigneti-italiani/</link>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 08:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[I numeri del vino]]></category>
		<category><![CDATA[WineNews]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>E’ il terreno agricolo più caro e complessivamente il valore della vigna italiana è di 32 miliardi di Euro. Ma il valore di ogni ettaro varia da 10mila a 2 milioni </em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/turismo/soggiorni/" target="_blank" rel="noopener">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>I 625mila ettari di <strong>vigneto hanno un prezzo</strong> medio di 51.000€ Euro e il loro valore è continuamente cresciuto dal 2000 ad oggi con un ritmo di circa l’1% l’anno e punte del 2% in Piemonte e Friuli Venezia Giulia mentre in Veneto  il fenomeno Prosecco ha fatto lievitare domanda e prezzi per cui un ettaro di Cartizze, il top del Prosecco, arriva a costare 1,5 milioni di Euro.</p>
<p>I dati CREA  (Consiglio per la ricerca in Agricoltura) riproposti dal portale <strong><a href="http://www.inumeridelvino.it/2018/02/il-valore-dei-vigneti-in-italia-per-regione-e-provincia-dati-crea-aggiornamento-2016.html" target="_blank" rel="noopener">I numeri del vino</a>,</strong> mostrano uno scenario molto vasto e quindi necessariamente poco preciso nei dettagli. Ecco che la Toscana (-0,5%) e la provincia di Siena hanno un segno</p>
<p>leggermente negativo mentre posso assicurare che mai come ora ci sono investitori a caccia di vigneti di <a href="https://www.cinellicolombini.it/dettaglio/brunello-montalcino-docg/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Brunello</strong></a> a prezzi che variano da mezzo a un milione di Euro a seconda della qualità, prestigio, età … Ancora in Toscana, fra le denominazioni più note, i prezzi più abbordabili sono nella Vernaccia di San Gimignano 70-90.000€ l’ettaro e nel Chianti con valori simili mentre dopo la zona montalcinese le quotazioni più alte sono a Bolgheri (350-450.000€ l’ettaro).</p>
<p>Dopo le vendite milionarie nel Barolo il <strong>valore dei vigneti</strong> della maggiore DOC piemontese è schizzata al primo posto nella classifica dei più cari d’Italia superando Bolzano che tradizionalmente era in cima alla lista.&#8230;</p>
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		<title>Consumatori e Paesi consumatori di vino</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/consumatori-e-paesi-consumatori-di-vino/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 08:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[I numeri del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Wine News]]></category>
		<category><![CDATA[wineinstitute]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>USA saldamente in testa fra i Paesi che bevono più vino con 3.217.000.000 litri in un anno ma per il consumo pro capite vince il Vaticano con 54 litri</em></p>
<p>Di<strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"> Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, <strong><a href="http://www.wine-searcher.com/find/donatella+cinelli+colombini+docg+brunello+montalcino+tuscany+italy" target="_blank">Brunello</a>, </strong> <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong></p>
<p>Prendo da<strong><a href="http://www.winenews.it/" target="_blank"> Wine News</a></strong> lo spunto per esaminare le classifiche dei consumi di vino. Curiosamente lo stato del Papa è quello dove le percentuali sono più alte: 54,26 litri all’anno. Ovviamente non dipende dalle Sante Messe quanto piuttosto dai turisti in rapporto alla popolazione residente. Infatti al secondo posto troviamo un altro micro stato, Andorra con 46,26 litri e poi una sorprendente Croazia con 44,20 litri seguita a ruota alla vicina Slovenia 44,07. Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di Paesi con bassa popolazione in rapporto alle presenze turistiche e quindi a consumi che sebbene statisticamente imputati ai residenti, non vengono fatti solo da loro.</p>
<p>Molto più interessante la classifica dei Paesi consumatori di vino: primo posto per gli USA che supera i tre miliardi di litri e batte la Francia che è scesa a 2,7 e l’Italia poco sopra i due. Quello che colpisce soprattutto è il calo delle percentuali dal 2011 al 2014, nelle due nazioni principali produttrici che è stato rispettivamente del 4,8 e di un disastroso 11,5%. Parlare di un crollo, specialmente in Italia, non è esagerato. Sono invece con segno più dei mercati strategici per le nostre bottiglie come Germania, Cina e Giappone, quest’ultimo con uno spettacolare incremento del 21% negli stessi tre anni.&#8230;</p>
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		<title>Caccia al sito quasi perfetto, consigli per l&#8217;uso</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/caccia-al-sito-quasi-perfetto-consigli-per-luso-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 07:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Bereilvino]]></category>
		<category><![CDATA[CentoVigneItalia]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini. Italy Fine Wines]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[I numeri del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing Day]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Design, scelta del CSM e e-commerce, le indicazioni di<a title="Fabio Italiano" href="http://www.mywinemarketing.com/2015/06/15-siti-web-di-cantine-da-utilizzare-come-modelli/" target="_blank"><strong> Fabio Italiano</strong></a> <a title="Bereilvino" href="http://www.bereilvino.it/" target="_blank"><strong>Bereilvino</strong></a>, <strong>Gian Piero Staffa <a title="CentoVigneItalia" href="http://centovigneitalia.it/vino_italiano/blog/" target="_blank">CentoVigneItalia</a></strong>, <a title="Italy Fine Wines" href="http://www.slideshare.net/centovigne/cosa-vogliono-gli-importatori-di-vino-allestero-dai-produttori-italiani" target="_blank"><strong>Italy Fine Wines</strong></a> e I numeri del vino</em></p>
<p>Di <a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini </strong></a><strong><a title="Brunello" href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/" target="_blank">Brunello </a>Casato Prime Donne</strong><br />
Riprendiamo l’argomento iniziato due giorni fa partendo dal post “15 siti web di cantine da utilizzare come modelli” scritto da Fabio Italiano, per esaminare tre aspetti decisivi: design, CSM e e-commerce. Infine qualche consiglio per chi deve fare un sito nuovo, tanto per diventare più resistenti alle fregature.</p>
<p>DESIGN<br />
Ovviamente il sito deve essere bello, ma anche semplice e compatibile con il maggior numero di browser, soprattutto deve essere responsive, cioè adatto ad essere visualizzato in tutti i dispositivi mobile, tipo smartphone e tablet. Il visitatore va letteralmente catturato al primo colpo d’occhio – effetto wow!!- e spinto a continuare a guardare e soprattutto a comprare, quindi il sito deve “convertire” trasformando il navigatore in compratore.</p>
<p>Per questo la ricerca dei contenuti deve essere facilissima e intuitiva. Rimanendo sull’argomento aggiungo qualche notizia tratta da Italy Fine Wines, nell’articolo ”<strong>Cosa vogliono gli importatori”</strong>.<span id="more-21615"></span>Nei siti del vino una grafica adeguata aumenta l’attenzione del 70%, immagini belle e</p>
<p>numerose del 290%, se riguardano solo di vini e cantina la crescita è solo (si fa per dire) del 74%, la presenza di video fa il botto + 470% e la permanenza nel sito aumenta di 7 volte, la slide show da sola può catturare l’attenzione per 2 minuti.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/caccia-al-sito-quasi-perfetto-consigli-per-luso-2/">Caccia al sito quasi perfetto, consigli per l&#8217;uso</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Il vero costo di una bottiglia</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/il-vero-costo-di-una-bottiglia/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2015 07:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[I numeri del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Nomisma]]></category>
		<category><![CDATA[Poco valore nella vigna e forse troppo nel mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Seracher]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Come e perché una bottiglia di vino esce dalla cantina a 2 Euro e arriva al consumatore USA a 10 Dollari.<a title=" Poco valore nella vigna e forse troppo nel mercato" href="http://agriregionieuropa.univpm.it/content/article/31/27/la-catena-del-valore-nella-filiera-vitivinicola" target="_blank"><strong> Poco valore nella vigna e forse troppo nel mercato</strong></a></em></p>
<p>Di <a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a><br />
Un interessantissimo articolo di<a title=" Wine Seracher" href="http://www.wine-searcher.com/m/2015/03/the-real-cost-of-a-10-bottle-of-wine-2-40" target="_blank"><strong> Wine Seracher</strong></a> ci mostra come il prezzo del vino in USA cresce a causa del trasporto per nave, le tasse e la complessa catena commerciale in cui la legge statunitense, nata durante il proibizionismo, ha diviso la catena di vendita: importatore, distributore e dettagliante. La sequenza dei ricarichi moltiplica il prezzo: importatore applica aumenta del 35%, il distributore aggiunge il 40% sulla cifra precedente che viene poi raddoppiata dal dettagliante.<br />
Anche le tasse contribuiscono a aumentare il prezzo del vino e si concentrano su quelli di bassa qualità mentre sono più leggere sui premium e super premium <a title="I numeri del vino" href="http://www.inumeridelvino.it/?s=tasse+del+vino" target="_blank"><strong>(I numeri del vino</strong></a>). Per esempio in USA è mediamente del 10% ma scende fino al 3% per vini costosi come il <a title="Brunello" href=" https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne/136-brunello-di-montalcino-docg "><strong>Brunello</strong></a> Riserva. Il carico fiscale più forte è in Irlanda 141%, Finlandia 119%, Gran Bretagna 116% e Svezia 96%. <span id="more-20315"></span>Il prezzo del vino tende quindi a aumentare molto nell’ ultima parte del ciclo che dalla</p>
<p>cantina arriva al consumatore. Ma se andiamo a vedere cosa succede ancora prima, cioè dalla vigna fino alla bottiglia, ci troviamo un’ulteriore compressione del valore. Nel rapporto <a title="Nomisma " href="http://www.nomisma.it/index.php/it/newsletter/focus-on/item/810-13-marzo-2015-trend-di-mercato-e-redditivita-nel-vitivinicolo-italiano" target="_blank"><strong>Nomisma</strong> </a>uscito alla metà di marzo, vediamo una sorta di divaricazione fra le imprese enologiche più focalizzate sul processo produttivo e quelle dove &#60;&#60; una maggiore propensione all’export corrisponde una più elevata redditività&#62;&#62;.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/il-vero-costo-di-una-bottiglia/">Il vero costo di una bottiglia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		</item>
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		<title>Quanto rendono le cantine?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/quanto-rendono-le-cantine/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/quanto-rendono-le-cantine/#respond</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 08:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache di gusto]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[I numeri del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Letto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[mercato azionario crede nel vino]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto MediobancaAnna Di Martino]]></category>
		<category><![CDATA[tornare ad amare la terra]]></category>
		<category><![CDATA[vino è davvero un mondo dorato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Il <a title="Il vino è davvero un mondo dorato" href="http://www.repubblica.it/economia/2014/04/03/news/vino_vinitaly_mediobanca_borsa-82651260/" target="_blank"><strong>vino è davvero un mondo dorato</strong></a>? Si per le 229 cantine con oltre i 50.000 hl di produzione no per le 66mila piccole e medie in chiara difficoltà</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a><br />
I colossi esteri quotati in borsa letteralmente volano: Costellation Brand ha un valore di 16 miliardi di Euro e si aspetta oltre 700 milioni di utili nel 2015. Tutti gli altri sembrano pigmei di fronte al colosso statunitense ma, escluso le cantine cinesi, hanno moltiplicato il loro valore di borsa: Concha y Toro e Distell, Trearury Wine Estate. Insomma anche il <a title="mercato azionario crede nel vino" href="http://www.bsnstrategies.com/main/wp-content/uploads/2011/03/CsWinett2011consuntivo.pdf" target="_blank"><strong>mercato azionario crede nel vino</strong></a> e ci investe volentieri …. se le imprese sono grandi. <a title="I numeri del vino" href="http://www.inumeridelvino.it/2015/02/la-valutazione-delle-aziende-vinicole-aggiornamento-2014.html" target="_blank"><strong>I numeri del vino</strong></a>, sito informatissimo e attendibile su ogni analisi eno-economica, scrive infatti &#60;&#60; le due piccole che abbiamo nel</p>
<p>campione, Delegat’s e Baron de Ley sono il 40% meno care in termini di prezzo utili e valore di impresa su MOL e EBIT, mentre viaggiano sulla medesima valutazione in base alle vendite (2.4 volte). Ciò sta a significare che la loro “superiore profittabilità” non viene attualmente riconosciuta dal mercato.&#62;&#62; Ovviamente si tratta di “piccoli giganti” non di piccoli davvero piccoli come la stragrande maggioranza delle cantine italiane.<br />
Da noi il comparto vino è composto da un mosaico di 383.000 viticoltori con poco più di un ettaro e mezzo ciascuno. Coriandoli che, per fortuna sono aggregati in larga misura all’interno delle cantine sociali. Una situazione che certo non ci avvantaggia quando affrontiamo la sfida globale come un esercito di pigmei rispetto, ad esempio al Cile, dove il grado di concentrazione nelle 4 più grandi cantine è dell’ 85%, Nuova Zelanda 80%, Australia 61%, 50% USA … Italia 7,6%.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/quanto-rendono-le-cantine/">Quanto rendono le cantine?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<item>
		<title>I debiti delle grandi cantine italiane</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/i-debiti-delle-grandi-cantine-italiane/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 08:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Antinori]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Frescobaldi]]></category>
		<category><![CDATA[I numeri del vino]]></category>
		<category><![CDATA[indebitamento delle grandi cantine italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Letto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[Mediobanca]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong><a title="Antinori" href="http://www.antinori.it/" target="_blank">Antinori</a></strong> è la più indebitata ma sta recuperando sull’enorme investimento della cantina del Chianti Classico. Ancora nei guai Lavis mentre sfavilla Frescobaldi</em><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="http:/colombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
<strong><a title="I numeri del vino" href="http://www.inumeridelvino.it/2014/11/indebitamento-e-leva-delle-principali-aziende-vinicole-dati-2013-mbres.html" target="_blank">I numeri del vino</a></strong> è un sito fra i più interessanti dell’intero panorama enologico web e qualche volta indaga argomenti davvero scottanti come l’<strong><a title="indebitamento delle grandi cantine italiane" href="http://www.annadimartino.it/vino-2013/" target="_blank">indebitamento delle grandi cantine italiane</a></strong>. Ovviamente i debiti non sono tutti uguali &#60;&#60;se investi i debiti non devono farti paura&#62;&#62; diceva mio nonno Giovanni Colombini. Infatti quelli di Antinori, legati alla realizzazione della cantina del Chianti Classico, un capolavoro assoluto di architettura e una delle più geniali infrastrutture enoturistiche mondiali, non hanno spaventato il marchese fiorentino. In un anno ha già recuperato quasi il 10% della sua esposizione, che ora è di 170 milioni di Euro. Incrociamo le classifiche dei numeridelvino con quelle di <strong><a title="Mediobanca" href="http://www.mbres.it/it/publications/wine-industry-survey" target="_blank">Mediobanca</a></strong> e Anna Di Martino, dove Piero Antinori risulta terzo in Italia come performance economica e solidità patrimoniale (con un indice di 0,9 superato solo da Masi e Carlo Botter) passiamo dalla preoccupazione all’ammirazione: non solo ha creato un’infrastruttura in grado di rilanciare tutta l’immagine del Chianti Classico, ma il Marchese Piero la sta pagando velocemente. Infatti la sua azienda è di gran lunga la prima in Italia per utile operativo. <span id="more-18896"></span>Meno entusiasmante è invece la situazione delle altre cantine nella lista dei maggiori indebitamenti: Giv, Mezzacorona, Cantineriunite,</p>
<p>Caviro e Lavis. Soprattutto Mezzacorona che vede aumentare il suo debito a 156 milioni di Euro e Lavis che ha un rapporto fra debiti e patrimonio netto di 4 volte con un indice del 16,7 che, questo si, fa davvero paura.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/i-debiti-delle-grandi-cantine-italiane/">I debiti delle grandi cantine italiane</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Quante tasse ci sono nel tuo bicchiere di vino</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/quante-tasse-ci-sono-nel-tuo-bicchiere-di-vino/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2014 07:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[american association of wine economists]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[I numeri del vino]]></category>
		<category><![CDATA[una bottiglia su due va nelle casse dello stato]]></category>
		<category><![CDATA[vino è tassato il doppio della birra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Il <strong><a title="vino è tassato il doppio della birra" href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:62005CJ0167" target="_blank">vino è tassato il doppio della birra</a></strong> ma i vini più cari e pregiati sono quelli con aliquote più basse. Dunque per pagare meno tasse bisogna bere bene</em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="http:/colombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Il vino base con il 64,5% ha un’aliquota addirittura più alta dei superalcolici al 57%.  Sembra un argomento da addetti ai lavori ma in realtà non lo è, infatti queste tasse le pagano i consumatori. Se cumuliamo l’intero carico fiscale, in Italia, <strong><a title="una bottiglia su due va nelle casse dello stato" href="http://www.grandain.com/2013/10/11/iva-sul-vino-una-bottiglia-su-due-va-allo-stato-in-tasse/" target="_blank">una bottiglia su due va nelle casse dello stato</a></strong>. E il nostro non è fra i Paesi che tartassano di più i winelover!<br />
<strong><a title="I numeri del vino" href="http://www.inumeridelvino.it/2014/10/la-tassazione-del-vino-e-delle-bevande-alcoliche-nel-mondo-working-paper-aawe.html" target="_blank">I numeri del vino</a></strong>, blog sempre informatissimo, che vi invito a leggere, affronta il tema delle tasse nel bicchiere e ci fa scoprire un mondo sorprendente. Lo studio è dell’ <strong><a title="American Association of Wine Economists" href="http://www.wine-economics.org/" target="_blank">American Association of Wine Economists</a></strong>– AAWE &#8211; e rivela che i grandi Paesi produttori Francia, Italia e soprattutto Stati Uniti tassano poco il vino. Solo l’Australia si discosta da questa logica.</p>
<p>Sorprendentemente i vini più colpiti sono quelli comuni mentre i premium e soprattutto i superpremium pagano “solo” il 26,7% di tasse. In sostanza i vini pregiati, nel mondo, sono le bevande alcoliche meno tassate di tutte. Se invece andiamo a vedere quali sono le nazioni che tartassano maggiormente il vino mettiamo in fila Irlanda 267%, Finlandia 220% e Gran Bretagna 218%. Un’enormità se consideriamo che la media mondiale è 64%. Il povero John residente a Dublino che amerebbe bere un bicchiere di vino a pasto finisce per diventare un grande contribuente dell&#8217;EIRE.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/quante-tasse-ci-sono-nel-tuo-bicchiere-di-vino/">Quante tasse ci sono nel tuo bicchiere di vino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Le wine lover indiane e il calice con-turbante</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/le-wine-lover-indiane-e-il-calice-con-turbante/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2014 07:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache di gusto]]></category>
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		<category><![CDATA[emancipazione delle donne indiane]]></category>
		<category><![CDATA[I numeri del vino]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>L’<strong><a title="emancipazione delle donne indiane" href="http://ingenere.it/finestre/il-cammino-delle-indiane-tredici-voci" target="_blank">emancipazione delle donne indiane</a></strong> passa attraverso il vino? La moda dei brindisi fra donne dopo il lavoro segna una svolta nei costumi sociali</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>1.237 milioni di abitanti, il secondo Paese del mondo per popolazione, con i consumi più bassi del mondo 1,12 litri all’anno pro capite, l’<strong><a title="India" href="http://it.wikipedia.org/wiki/India" target="_blank">India</a></strong> è un gigante quasi astemio. Appena quattro anni fa il blog “<strong><a title="I numeri del vino" href="http://www.inumeridelvino.it/tag/india" target="_blank">I numeri del vino</a></strong>” paragonava i consumi indiani di vino a quelli di un piccolo mercato europeo, ma rilevava una certa importazione di vini bianchi di elevatissima qualità. Insomma un consumo da maharaja.<br />
Tuttavia qualcosa sta cambiando velocemente.</p>
<p>A Mumbai è nato, nel 2009, un Women wine club con il nome di 3W Wine, Women and Wit cioè vino, donna e sfizio. E l’India ha cominciato a esportare i vini di sua produzione. Nella catena britannica Waitrose, specializzata in gastronomia di lusso è possibile acquistare vini indiani adatti per accompagnare la cucina più speziata e piccante. Si tratta di vino bianco Ritu, parola che significa stagione, e un rosso a base di Syrah che si chiama Zampa. <span id="more-16776"></span></p>
<p>Ecco che al <strong><a title="Symposio dei Master of wine a Firenze" href="http://www.winenews.it/news/31344/il-simposio-mondiale-del-vino-dei-masters-of-wine-con-listituto-grandi-marchi-per-la-prima-volta-in-italia-firenze-15-18-maggio-2014-antinori-italia-non-solo-supe" target="_blank">Symposio dei Master of Wine a Firenze</a></strong> arriva <strong>Rajeev Samant</strong> della Sula Vineyards, una delle maggiori cantine indiane, e spiega che il mercato indiano è “sull’orlo di una grande esplosione dei consumi di vino grazie a una rinnovata crescita del Pil” e sarà trainato dalle donne. Secondo lui questo fa parte di un articolato cambiamento nei costumi sociali.&#8230;</p>
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		<title>La classifica 2013 delle maggiori griffe del vino nel mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2014 07:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em><strong><a title="Pavie" href="http://www.vignoblesperse.com/" target="_blank">Pavie</a></strong>, <strong><a title="Angelus" href="http://www.angelus.com/" target="_blank">Angelus</a></strong>, <strong><a title="Petrus" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ch%C3%A2teau_P%C3%A9trus" target="_blank">Petrus</a></strong>, ecco il podio mondiale delle cantine con le migliori performance commerciali nel 2013 secondo <strong><a title="Liv Ex " href="http://liv-ex.com/staticPageContent.do?pageKey=Research" target="_blank">Liv Ex</a></strong></em><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
E’ il borsino dei vini di lusso, il sito di Liv Ex pare quello di un broker di borsa con in alto una stringa in cui scorrono le quotazioni delle bottiglie da sogno come fossero titoli. Fantastico! Vedi scorrere Petrus 2009 a 12.343£, Lautor 2000 a 7.050, Margaux 1996 a 4.150 e Sassicaia 2010 a un modesto 1.033 Sterline…insomma prezzi da supermercato!<br />
Come ogni anno <strong><a title="Liv Ex Power 100" href="http://www.blog.liv-ex.com/2013/11/liv-ex-releases-the-2013-power-100.html" target="_blank">Liv Ex Power 100</a></strong> propone la classifica dei brand più forti, quelli che fanno segnare i giudizi qualitativi, i prezzi e gli incrementi di valore più vertiginosi. Un olimpo dominato dai vini di Bordeaux dove il primo italiano è Masseto al 33° posto. Quest’anno il sistema di calcolo della classifica è cambiato e questo ha favorito le “seconde linee” portando in vetta Pavie, al secondo posto Angelus e solo al terzo Pétrus. 9 cantine di Bordeax nei primi nove posti seguite dall’australiana Penfolds e <strong><a title="Chapoutier della Cotes du Rhone" href="http://www.chapoutier.com/cotes-du-rhone,A-O-C-wine,cdr.html" target="_blank">Chapoutier della Cotes du Rhone</a></strong>. <span id="more-15600"></span><br />
Come correttamente avverte il blog <strong><a title="I numeri del vino" href="http://www.inumeridelvino.it/" target="_blank">I numeri del vino</a></strong>, bisogna ricordare che Liv Ex è l’emanazione di un</p>
<p>trader inglese cioè un commerciante di vini di lusso e risente di questa circostanza. Tuttavia rimane una finestra importantissima sul mercato delle bottiglie da sogno. Gli sconvolgimenti della classifica 2013 dipendono dal cattivo andamento dei grandi marchi di Bordeaux rispetto all’impennata del 2010-11 che fu innescata dal mercato cinese.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/la-classifica-2013-delle-maggiori-griffe-del-vino-nel-mondo/">La classifica 2013 delle maggiori griffe del vino nel mondo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Costellation Brands ecco i più grande del mondo nel vino</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Nov 2013 07:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Biondi Santi]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
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		<category><![CDATA[I numeri del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Mondavi]]></category>
		<category><![CDATA[Ruffino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Primo produttore di vini di lusso nel mondo, primo importatore di birra mondiale, questo super colosso produce anche <a title="Brunello" href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne/136-brunello-di-montalcino-docg"><strong>Brunello</strong> </a>a <strong><a title="Montalcino" href="http://www.montalcinonet.com/" target="_blank">Montalcino</a></strong></em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
<strong><a title="Costellation Brands" href="http://www.cbrands.com/" target="_blank">Costellation Brands</a></strong> è una multinazionale di dimensioni davvero enormi e continua a crescere. I suoi fatturati del primo semestre 2013 pubblicati da <strong><a title="I numeri del vino" href="http://www.inumeridelvino.it/" target="_blank">I numeri del vino</a></strong> mostrano come ormai i profitti generati dalla birra abbiano superato quelli del vino: 220 milioni i primi e 155 i secondi prima dei costi corporate e degli aggiustamenti. Cifre da capogiro che corrispondono a volumi in crescita di oltre il 15%.<br />
Il vino ha fatto un fatturato 629 milioni di Dollari in 6 mesi ed ha un mercato prevalentemente statunitense anche se la Costellation vende in 100 Paesi del mondo.<span id="more-14260"></span><br />
Nel portafoglio ci sono veri gioielli dell’enologia acquisiti quando erano già famosi e hanno mantenuto il marchio originale:</p>
<p><strong><a title="Robert Mondavi" href="http://www.robertmondaviwinery.com/" target="_blank">Robert Mondavi</a></strong>, Clos du Bois e Ruffino che compaiono nella prima pagina della lista. Non male visto che nella seconda pagina c’è un’eccellenza come SIMI e nella terza il Mouton Cadet del Barone Philippe de Rothschild.<br />
In Italia la Costellation possiede la <strong>Ruffino</strong> dal 2011 dove è subentrata alla famiglia Folonari che ha vissuto anni particolarmente complicati. La Ruffino è un marchio storico di reputazione internazionale: fondata nel 1877 con 600 ettari di vigneti e 15 milioni di bottiglie prodotte in splendide tenute: soprattutto grandi Chianti Classico ma anche Brunello nella tenuta Greppone Mazzi.<br />
Il Greppone è una villa con giardino interno e sale affrescate, si trova nella zona storica del Brunello, quella dove fu individuata la straordinaria capacità di invecchiamento del rosso montalcinese dai</p>
<p><strong><a title="Biondi Santi" href="http://www.biondisanti.it/" target="_blank">Biondi Santi</a></strong>, a mezza strada fra il Greppo e il Colle al Matrichese dei Conti Costanti.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/costellation-brands-ecco-i-piu-grande-del-mondo-nel-vino/">Costellation Brands ecco i più grande del mondo nel vino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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