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	<title>ICE &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Le Doc dei vini hanno 50 anni ma servono ancora?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 07:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Buonitalia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Nel 1963 il <strong><a title="Marsala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marsala_(vino)" target="_blank">Marsala</a></strong> fu il 1°vino italiano DOC. Oggi ci sono 334 vini Doc e 73 Docg. Ma la filosofia di legare i vini al loro territorio di origine vale ancora? </em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Secondo me si, perché le denominazioni sono esattamente quello che oggi vuole il mercato: caratteri distintivi, storia, amore per la terra, alti livelli qualitativi …. Un mix di tradizione e innovazione, di naturalezza e tecnologia, di passione e creatività, l’unione di grandi realtà produttive e microaziende familiari.</p>
<p>Ma ci sono profonde differenze rispetto a 50 anni fa perché la sfida si è spostata dalla produzione alla commercializzazione. Insomma, se prima dovevamo imparare a fare buoni o ottimi vini, ora bisogna imparare a venderli. La mia riflessione sulle Doc verte proprio su questo.</p>
<p>Parto da lontano, dai Paesi dove si concentrerà il consumo di vino che, nei prossimi anni, è previsto in crescita con percentuali del 5,3% l’anno. Fra 5 anni le nazioni consumatrici saranno nell’ordine USA, Germania, poi la coppia storica Francia-Italia, quindi la Cina, seguita da un Regno Unito in contrazione e una Russia in espansione.</p>
<p><span id="more-11178"></span>Andiamo ora a vedere chi consuma  vino nel colosso americano che già adesso compra  2,5 milioni di ettolitri dall’Italia.</p>
<p>Và ricordato che questa nazione è tradizionalmente in anticipo sulle tendenze dello stile di vita e che spesso le diffonde nel resto del mondo.  Ebbene, nel Paese a stelle e strisce consumano vino soprattutto le persone della generazione nata nel dopoguerra  cioè i boomer (1945-64), ma sono i millennials, che hanno oggi fra i 20 e i 30 anni, quelli che comprano le bottiglie di prezzo superiore ai 20$ con frequenza doppia degli altri.&#8230;</p>
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		<title>Il Brunello alla conquista del Brasile</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 15:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Banfi]]></category>
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		<category><![CDATA[esposizione di design italiano Casa Cor]]></category>
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		<category><![CDATA[San Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Societade Brasileira Amigos do Vinho]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Uno squadrone di 32 produttori di Montalcino, guidati da me, in qualità di  vicepresidente del Consorzio, e dal Direttore Stefano Campatelli è appena tornato da San Paolo, capitale economica del gigante sudamericano, dove ha presentato il Brunello alla stampa e agli operatori. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un vero trionfo, con <strong>afflussi record</strong> di operatori e vip a tutte le iniziative: nel workshop per importatori e dettaglianti all’<strong>Hotel Unique</strong> (tempio del lusso e della grande architettura in cui soggiornano i piloti di F1 durante il gran premio di Interlagos) <strong>erano attese 200 persone e ne sono arrivate 500</strong>. All’happy wine del Brunello per la “<strong><a title="Societade Brasileira Amigos do Vinho" href="http://www.sbavsp.com.br/" target="_blank">Societade Brasileira Amigos do Vinho</a></strong>” organizzato nell’<strong>esposizione di design italiano Casa Cor</strong> sono intervenute 150 persone invece delle 50 previste e tutta la San Paolo che conta.<br />
Se il Brunello voleva fare colpo sui brasiliani che fanno tendenza, indubbiamente c’è riuscito.<br />
Ecco i partecipanti: <a title="Banfi cantina di Brunello " href="http://www.castellobanfi.it/tastroom/"><strong>Banfi</strong>,</a> Barbi, Camigliano, Canneta, Capanna, Caparzo, Caprili, Castelli-Martinozzi, Castello di Romitorio, Col d’Orcia, Collemattoni, Corte Pavone, <strong>Donatella Cinelli Colombini</strong>, Fanti, Gianni Brunelli, Il Poggione, La Gerla, La Magia, Le Chiuse, Mocali, Poggio di Sotto, Poggio il Castellare, Salvioni, Sassodisole, Siro Pacenti, Talenti, Tassi, Tenuta di</p>
<p style="text-align: justify;">Collesorbo, Tenute Friggiali e Pietranera, Val di Cava, Verbena, Villa le Prata.<br />
Il Brasile è  fra gli stati Bric  &#8211; cioè fra i <strong>grandi Paesi in boom economico</strong> – il solo con una fortissima e influente presenza italiana. Nel solo stato di San Paolo ci sono 16.000.000 di persone con  discendenza italiana.&#8230;</p>
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