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	<title>Il vino e i marchi &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Barolo, Chianti &#8230; come difendere i marchi del vino</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/barolo-chianti-come-difendere-i-marchi-del-vino/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/barolo-chianti-come-difendere-i-marchi-del-vino/#respond</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 07:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Il vino e i marchi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>E’ possibile difendere il marchio dei grandi vini italiani oppure dobbiamo rassegnarci a scippi come lo Champagne made in USA? La parola agli esperti</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/?page_id=32098" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, <strong>cantine</strong>, <strong>agriturismo</strong> in <strong>Toscana</strong></p>
<p>Le immagini del pranzo di insediamento di <strong>Donald Trump</strong> alla Casa Bianca con il brindisi di <strong>Champagne Korbel’s Special Inaugural Cuvée</strong> della California, hanno fatto agitare non poco i produttori Francesi. &#60;&#60;E’ legale&#62;&#62; dicono i tecnici &#60;&#60;Korbel usa la parola Champagne da prima del 2006 e quindi può continuare a scriverla sulle etichette&#62;&#62;. Sarà anche legale ma è sicuramente di estremo cattivo gusto!<br />
Questo è un esempio di quanto sia difficile <strong>difendere i marchi</strong> delle <strong>denominazioni</strong> fuori dai confini europei. Se i francesi , con la forza di un governo che ha sempre considerato i vini come un patrimonio nazionale quasi sacro, sono riusciti a attuare una politica difensiva efficace, noi italiani dobbiamo ricorrere al “fai da te”. Bisogna ricordare che le denominazioni sono protette in Europa ma fuori dell’UE il loro valore legale è praticamente inesistente e questo innesca problemi enormi. Ecco la necessità di un manuale come “ <strong><a href="http://www.academia.edu/26198695/IL_VINO_E_I_MARCHI._Teoria_e_pratica_dell_uso_e_della_difesa_dei_marchi_nel_settore_enologico_e_degli_spiriti" target="_blank">Il vino e i marchi</a></strong> ” (Edizioni <strong><a href="http://www.oicce.it/" target="_blank">OICCE</a></strong>, pp. 320, 25€) di Maria Cristina Baldini e <strong><a href="http://www.lanuovaprovincia.it/pages/pierstefano-berta-entra-nellaccademia-che-si-batte-contro-la-flavescenza-31157.html" target="_blank">Pierstefano Berta</a></strong> che è stato recentemente presentato a Roma alla Camera dei Deputati.</p>
<p>Il libro è destinato soprattutto alle cantine e fornisce spiegazioni e esempi reali a cui fare riferimento per difendere il proprio marchio. Nella parte dedicata ai brand delle denominazioni, evidenzia la necessità di usare due binari paralleli la tutela “pubblicistica” della denominazione e quella “privatistica” attraverso la registrazione del marchio collettivo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/barolo-chianti-come-difendere-i-marchi-del-vino/">Barolo, Chianti &#8230; come difendere i marchi del vino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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