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	<title>maggiori Paesi consumatori &#8211; Cinelli Colombini</title>
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		<title>Grado alcolico del vino, meno è meglio</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<category><![CDATA[osmosi e nano filtrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[stile internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Vent’anni  fa il problema era arrivare sopra i 12,5% di alcol, oggi il problema è stare sotto i 14% di grado alcolico e paradossalmente è più difficile</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong> Montalcino <strong>Brunello</strong> <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong></p>
<p>E’ finita la moda dei vini “<strong><a href="https://books.google.it/books?id=ktDTBgAAQBAJ&#38;pg=PT103&#38;lpg=PT103&#38;dq=stile+internazionale+vino&#38;source=bl&#38;ots=4odF9d3Zjy&#38;sig=NuFtJ-y1RrPG6MH3cPuYtm32RRA&#38;hl=it&#38;sa=X&#38;ved=0ahUKEwjkz-3fsarMAhVIKsAKHdApAaMQ6AEIJTAC#v=onepage&#38;q=stile%20internazionale%20vino&#38;f=false" target="_blank">stile internazionale</a></strong>”, della fine del Novecento, con tanto frutto, legno e alcool.  Uve surmaturate e ricerca della massima estrazione durante la vinificazione che portava gli estratti abbondantemente sopra 30 e il <strong>grado alcolico</strong> persino sopra i 15. Era il così detto “stile internazionale” che aveva omologato i vini riempiendo le cantine di barriques.</p>
<p>Poi questa tendenza è finita. Lo stile di vita è più salutista e multietnico i cibi sono meno cotti e con più verdure, l’interesse si concentra sulla tipicità dei vini e sulla loro capacità di esprimere il territorio  da cui provengono. Vini più freschi dunque e, a dispetto dell’innalzamento climatico,<a href="http://www.winenews.it/news/41859/grado-alcolico-alla-ricerca-dellequilibrio-perfetto-il-mercato-cerca-vini-leggeri-e-piacevoli-ma-il-clima-cambiato-e-per-le-aziende-tempo-di-intervenire-dallaumento-delle-rese-al-ritorno-alle-botti-cos-unanalisi-winenews-per-vinitaly" target="_blank"><strong> meno alcolici</strong>.</a></p>
<p>Esigenze che rispecchiano cambiamenti molto profondi nelle abitudini alimentari dei consumatori, prima fra tutte l’etnia: vent’anni fa Italia e Francia erano i <a href="http://www.inumeridelvino.it/2015/05/i-consumi-di-vino-nel-mondo-2014-aggiornamento-oiv.html" target="_blank"><strong>maggiori Paesi consumatori</strong> </a>poi sono stati superati dagli Stati Uniti e ora vengono incalzati da Germania e Cina ( rispettivamente 30, 27, 20, 20, 15 milioni di ettolitri all’anno). Tuttavia mentre le due maggiori nazioni  produttrici calano velocemente i consumi pro capite quelle nuove hanno percentuali in crescita. Questo significa che anche la modalità di bere il vino sta cambiando e si associa a cibi sempre più fusion e a situazioni sempre più destrutturate e lontane dal pranzo placé, perché, come dice il proverbio, &#60;&#60;Paese che vai e usanze che trovi&#62;&#62;.&#8230;</p>
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