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	<title>Mara Manate &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Ristorazione e turismo del vino</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 07:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>I turisti del vino amano mangiare bene e tipico. Per questo la ristorazione gioca un ruolo fondamentale nel successo turistico dei distretti viticoli</em></p>
<p>Per questo il suo innalzamento qualitativo è importantissimo. Allo stesso tempo è indispensabile indagare, valorizzare e preservare il ricettario tradizionale di ogni denominazione prima che i visitatori ne corrompano l&#8217;integrità. I piatti tipici sono infatti, contemporaneamente, fra le calamite turistiche più potenti e insieme fra le cose più soggette ad alterarsi a causa del turismo. Vediamo il primo punto: enogastronomia come potenziatore dell&#8217;appeal turistico. Secondo l&#8217;Osservatorio delle <a title="Città del Vino" href="http://www.terredelvino.net/node/376" target="_blank"><strong>Città del Vino</strong> </a>curato da Fabio Taiti del <strong><a title="CENSIS" href="http://www.censis.it/1" target="_blank">CENSIS</a></strong> (2011) i turisti del gusto italiani sono circa tre milioni, provengono soprattutto da piccoli centri e sono prevalentemente maschi. Anche i dati dell&#8217; <a title="Osserbatorio Nazionale del Turismo" href="http://www.ontit.it/ont/" target="_blank"><strong>Osservatorio Nazionale del Turismo</strong> </a>(2010) confermano l&#8217;importanza numerica di questo segmento capace di ingenerare 18 milioni di presenze cioè di pernottamenti. Del resto, la nota indagine GPF per Negroni del 2009, che ha stimato il fenomeno &#8220;<strong><a title="foodies" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Foodie" target="_blank">foodies</a></strong>&#8221; per l&#8217;Italia, ha rivelato che l&#8217; 8% della popolazione cioè 4.500.000 dei connazionali vivono la buona tavola come socialità, innalzamento della qualità della vita e sperimentazione di culture diverse.</p>
<p><span id="more-7361"></span>Un esercito con la forchetta in mano! Un esercito che può consentire la sopravvivenza degli artigiani dell&#8217;agroalimentare e delle</p>
<p>produzioni storiche, soprattutto nelle zone rurali. I turisti del gusto sono infatti un mercato ad alta capacità di spesa  e persino un  &#8220;primo mercato d&#8217;esportazione&#8221;. Parliamo ora del rovescio della medaglia: infatti, se il turismo può crescere grazie alla presenza di prodotti alimentari tipici distintivi e qualificati, contemporaneamente può distruggerli.&#8230;</p>
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