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	<title>Mike Steinberger &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Wine lover USA salvatori o killer dei vitigni autoctoni?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2015 07:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Consumatori USA diavoli o angeli? <a title="Mike Steinberger" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Steinberger" target="_blank"><strong>Mike Steinberger</strong></a> da<a title=" Wine Searcher" href="http://www.wine-searcher.com/m/2014/06/american-drinkers-are-saving-the-wine-world" target="_blank"><strong> Wine Searcher</strong></a> dice che <strong>salveranno la diversità nel vino</strong> con il loro nuovo amore per il piccolo e diverso</p>
<p>Di <a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>Ricordate <a title="Mondovino" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mondovino" target="_blank"><strong>Mondovino</strong></a>, il controverso documentario di <strong>Jonathan Nossiter</strong> del 2004, che scosse l’enologia mondiale denunciando <strong>Robert Parker</strong> e gli Stati Uniti come quelli che avrebbero distrutto le diversità nel vino? Ebbene forse il vento è cambiato e sarebbero proprio i consumatori a stelle e strisce, che nel frattempo sono diventati il maggiore mercato mondiale del vino, a cercare l’<strong>artigianalità e i vitigni rari</strong>. Un’inversione di tendenza che,</p>
<p>secondo Mike Steinberger, vede i Paesi produttori più attratti da gusti nuovi e gli americani indirizzati su quelli tradizionali. L’argomento, nuovo e sicuramente stimolante, arriva da un articolo di Wine Searcher che, sebbene abbia ridotto il numero dei contributi giornalistici, è sempre capace di risvegliare l’attenzione e la discussione. Ed ecco che l’articolo propone diverse testimonianze: il Riesling nella versione tradizionale, con residuo zuccerino percepibile, avrebbe più successo in USA che in Germania. Stessa cosa lo Sherry che dopo anni di rallentamento commerciale, ha trovato nei giovani di New York e San Francisco dei nuovi fan.<span id="more-21817"></span></p>
<p>Indubbiamente l’inversione di tendenza esiste davvero e c’è un progressivo allontanamento dai vini standardizzati con molta struttura, frutto e legno, mentre l’attenzione si concentra su ciò che è naturale, diverso, con un forte vissuto alle spalle. Ma non credo che questa sia una caratteristica esclusiva del mercato statunitense e dunque non condivido l’opinione di Steinberger che gli &#60;&#60; American drinkers are the world&#8217;s grape saviors&#62;&#62; i consumatori americani sono i salvatori dei vitigni del mondo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/wine-lover-usa-salvatori-o-killer-dei-vitigni-autoctoni/">Wine lover USA salvatori o killer dei vitigni autoctoni?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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