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	<title>Millennials &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>ENOTURISMO PER CONQUISTARE I CONSUMATORI USA UNDER 50</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/enoturismo-per-conquistare-i-consumatori-usa-under-50/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/enoturismo-per-conquistare-i-consumatori-usa-under-50/#respond</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 05:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[una strategia per uscire dall’attuale congiuntura sfavorevole]]></category>
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		<category><![CDATA[WineGlass Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong>I GIOVANI CONSUMATORI DI VINO AMANO PIÙ LA CONVIVIALITÀ DEL LUSSO, IN CANTINA CERCANO SVAGO PIÙ CHE CULTURA. I MILLENNIALS COMPRANO BOTTIGLIE PIÙ CARE DELLA GENX</strong></em></p>
<p>&#160;</p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/visite-e-degustazioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini,</strong></a> #<a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/" target="_blank" rel="noopener"><strong>winedestination</strong></a></p>
<p><a href="https://www.wineglassmarketing.com/blog/" target="_blank" rel="noopener" class="broken_link"><strong>WineGlass Marketing</strong></a>, un’importante agenzia statunitense-canadese di marketing del vino, ha cercato di delineare <a href="https://winenews.it/it/il-vino-deve-andare-verso-genx-e-millennials-e-non-viceversa-lindagine-wine-glass-marketing_534484/#:~:text=In%20sintesi%3A%20il%20vino%20deve,semplicemente%20non%20ci%20sono%20interessati." target="_blank" rel="noopener"><strong>una strategia per uscire dall’attuale congiuntura sfavorevole</strong></a> innescata dalle campagne anti alcol.<br />
Come sempre, il primo passo è stato un’indagine. Sono stati somministrati questionari a 1.613 consumatori abituali statunitensi: 842 della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_X" target="_blank" rel="noopener"><strong>GenX</strong></a> e 771 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Millennials" target="_blank" rel="noopener"><strong>Millennials</strong></a>.</p>
<h4></h4>
<h4>QUANDO, COME, COSA E PERCHE&#8217; BEVONO VINO GLI UNDER 50 STATUNITENSI</h4>
<p>Le domande erano su 5 argomenti: abitudini di consumo, preferenze di scelta, abitudini di acquisto, opinione su cantine e wine club, infine le sensazioni legate al mondo del vino.<span id="more-85186"></span><br />
Sorprendentemente, la frequenza di consumo di vino è risultata più alta fra i Millennials americani che nella GenX. Il 18% dei Millennials beve vino una volta al giorno mentre la GenX fa un consumo più saltuario. In base alle risposte il consumo è stabile, come un anno fa, ma il 35% dei Millennials e il 22% di GenX bene più vino di prima.</p>
<h4>SONO I MILLENNIALS A BERE VINI PIU&#8217; COSTOSI E A BERLI PIU&#8217; SPESSO</h4>
<p>Il vino è nettamente il preferito e colpiscono le motivazioni di questa scelta: piace il sapore, ma affascina l’artigianalità della sua esecuzione, l’assaggio come esperienza culturale, spesso in abbinamento con cibo. Secondo WineGlass c’è più interesse per il consumo conviviale e gioioso che per un’esperienza del lusso.&#8230;</p>
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		<title>Quale vino bevono gli americani?</title>
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		<comments>https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/quale-vino-bevono-gli-americani/#respond</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 07:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<category><![CDATA[Wine Spectator]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Dall’indagine del <strong><a href="http://www.winespectator.com/">Wine Spectator</a></strong> su quale vino bevono gli americani, molti gli stereotipi confermati, qualche novità e una riflessione</em></p>
<p>Di<strong><a href="https://www.facebook.com/alice.bracciali?fref=ts"> Alice Bracciali</a></strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/?page_id=32098">Fattoria del Colle</a></strong></p>
<p>Wine Spectator di febbraio riporta in sintesi i risultati della seconda indagine annuale del <strong><a href="http://www.sonoma.edu/sbe/wine-business-institute/">Sonoma State’s Wine Business</a></strong> Institute sulle preferenze dei consumatori di vino in America. I campioni erano di un’età compresa fra i 21 e i 68anni. Nonostante il mercato in crescita degli ultimi anni per il <strong><a href="http://www.quattrocalici.it/vitigni/pinot-nero">Pinot Noir</a></strong>, i grandi rossi e qualche vino bianco meno conosciuto, il 50% ha incluso lo<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chardonnay_(vitigno)"> Chardonnay</a></strong> nella lista dei vini preferiti. Il 40% ha inserito il<a href="http://www.pinot.it/pinot-grigio/"><strong> Pinot Grigio</strong> </a>che, come aveva predetto <strong><a href="http://www.monchierocarbone.com/index.php?method=news&#38;action=zoom&#38;id=12068">Leonardo Lo Cascio</a></strong> in un’<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=msaHEOuoniQ">intervista al Vinitaly del 2011</a></strong>, ha un mercato in crescita, non come alternativa allo Chardonnay (impossibile da trovare) ma come vino completamente diverso da quest’ultimo, con buona acidità e ottimo rapporto qualità prezzo.<br />
Più della metà degli intervistati preferisce un vino che sia fruttato, semi dolce e morbido. Solo il 26% si orienta su uno stile più secco. “This is the perfect example of the American palate”, questo è il perfetto esempio del palato americano, ha commentato <strong><a href="https://lizthach.wordpress.com/">Liz Thach</a></strong>, docente di wine business alla Sonoma State University. In effetti la cultura del vino e del cibo negli USA sta iniziando adesso, gli americani si approcciano al vino solo dopo aver bevuto per molto tempo bevande dolci, molto zuccherate. Il gusto americano è ancora immaturo e poco sofisticato, come rivela Lo Cascio nell’intervista.&#8230;</p>
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		<title>Tendenze del vino nel 2016</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/millennials-tendenze-del-vino-nel-2016/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 08:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Una nuova generazione diventa protagonista dei consumi: i millennials e le tendenze del vino 2016 rispecchiano il suo carattere multietnico e ambientalista</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, <strong>Brunello</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong></p>
<p>Secondo il report di <a href="http://www.wineintelligence.com/wp-content/uploads/2016/01/Global-Consumer-Trends-2016-Brochure2.pdf" target="_blank"><strong>Wine intelligence</strong> l</a>e parole chiave 2016 sono: fidelizzazione, fiducia, piccolo, adesso, trasparenza, fusion, interazione, personalizzazione, benessere.<br />
<strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/forum/i-millennials-italiani-chi-sono-e-cosa-bevono/" target="_blank">MILLENNIALS</a></strong> Determinanti nelle <strong>tendenza del vino 2016</strong>. Le loro preferenze vanno ai vini che raccontano una storia vera (e si accorgono subito di quelle false) e rispettano l’ambiente. Piace l’autenticità e la manualità. Ma anche il vino come scoperta e come esperienza di luoghi e civiltà diverse, quindi meno attaccamento alla marca e più esplorazione. I giovani vogliono interagire, capire, condividere.</p>
<p><strong>SEMPRE PIU’SU</strong> Vigneti ad alta quota per combattere il caldo. C’è chi ha piantato viti oltre i mille metri in Argentina e a 2.000 metri in Cile<br />
<strong><a href="http://www.coravin.com/blog/2016winetrends/" target="_blank">PROSECCO</a></strong> La bolla si sta sgonfiando. In Gran Bretagna il 36% dei bevitori abituali consuma Prosecco. La domanda ha superato l’offerta ma c’è una nuova richiesta di qualità e la ricerca di alternative … specialmente nel cava spagnolo.<span id="more-23318"></span><strong>VINI NATURALI</strong> Fra le tendenze del vino 2016 è più forte quella per la qualità ma anche la curiosità per i vini naturali benché nessuno sappia esattamente cosa siano.</p>
<p><strong>LE MEZZE BOTTIGLIE SONO MORTE</strong> Il futuro è nel vino al bicchiere. Le nuove generazioni sono più sperimentaliste, viaggiano e quindi desiderano assaggiare cose sempre diverse. Avere una piccola quantità e condividere la bottiglia fa parte dello sharing system e Coravin permette di assaggiare anche piccole dosi di vini costosi.&#8230;</p>
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		<title>I millennials italiani chi sono e cosa bevono</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/i-millennials-italiani-chi-sono-e-cosa-bevono/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 08:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<category><![CDATA[generazione dell’incertezza]]></category>
		<category><![CDATA[generazione di buongustai]]></category>
		<category><![CDATA[interesse dei giovani per il vino]]></category>
		<category><![CDATA[Millennials]]></category>
		<category><![CDATA[protagonisti della ripresa italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>I <a title="millennials italiani" href="http://www.engage.it/ricerche/i-millennials-in-italia-sono-112-milioni-e-oltre-8-quelli-abitualmente-connessi-lo-smartphone-mezzo-preferito/39927#.Vhl3-vntmko" target="_blank"><strong>millennials</strong></a> ovvero chi ha 18-35 anni sono la generazione dell’incertezza e dello smartphone ma anche buongustai radicati al territorio e consumatori di vino</em></p>
<p>Di <a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a> <a title="Brunello" href=" https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne/136-brunello-di-montalcino-docg "><strong>Brunello</strong></a> Casato Prime Donne</p>
<p>MILLENNIALS E LAVORO</p>
<p>In Italia è la <a title="generazione dell’incertezza" href="http://www.wired.it/play/cultura/2014/10/24/giovani-sfide-incertezze-generazione-startup/" target="_blank"><strong>generazione dell’incertezza</strong></a>, soprattutto lavorativa. “Sono in viaggio, non in fuga” racconta l’indagine <strong>Episteme e Bocconi per Axa Italia</strong>. Una generazione che oscilla fra coraggio e rassegnazione. Persone che trovano nell’affettività, nel pragmatismo di chi va all’estero, nella flessibilità totale di chi si inventa un mestiere una continua ricerca di soluzioni ai pochi soldi e alle prospettive incerte.</p>
<p>MILLENNIALS A TAVOLA</p>
<p>A fianco di questo quadro complicato ne troviamo un altro più sereno che riguarda la convivialità dei giovani. Le notizie arrivano dall’<strong>Osservatorio Birra Moretti</strong> (602 millennials) e mostrano una vera e propria <a title="generazione di buongustai " href="http://www.mark-up.it/food-trend-le-5-abitudini-dei-millennials-italiani/" target="_blank"><strong>generazione di buongustai</strong> </a>in contrapposizione con l’immagine di apatia e assenza di caratteri stabili che usciva dalla prima analisi.<br />
Prima parola chiave #<strong>identificazione</strong> i giovani si rispecchiano (86%) in ciò che mangiano e in come mangiano. #<strong>territorialità</strong> legame alla gastronomia regionale (84%) oppure addirittura locale (75%). #<strong>trasparenza</strong> questo sentimento va a braccetto con la battaglia Coldiretti in favore del luogo di origine in etichetta, del Km 0, della filiera corta …. e di tutte le azioni che mirano a rendere comprensibile l’origine degli alimenti. Ottima notizia il 50% dei millennials pratica volentieri il turismo enogastronomico.<span id="more-22242"></span></p>
<p>#<strong>salute</strong> nella mente dei giovani l’alimentazione è intimamente connessa al benessere del corpo e “curarsi con il cibo” mangiare sano sono ormai dei must, infatti il 60% consuma alimenti biologici.&#8230;</p>
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		<title>Siete pronti a trovare un pesce nel bicchiere?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/siete-pronti-a-trovare-un-pesce-nel-bicchiere/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2015 07:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[millennials arriva un consumatore più informale]]></category>
		<category><![CDATA[Pearl & Ash]]></category>
		<category><![CDATA[yoga prima di bere e ballare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Nei prossimi 5 anni regionalità e stagionalità passeranno dal piatto al bicchiere, protagonista ciò che è insolito e “<a title="healthonism" href="https://www.jwtintelligence.com/wp-content/uploads/pdfs/singles/yoga-beer.pdf" target="_blank"><strong>healthonism</strong></a>” cioè salutare ma divertente</em></p>
<p>Di <a title="Brunello" href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong> <strong>Brunello</strong></a> <a title="Casato Prime Donne" href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank"><strong>Casato Prime Donne</strong></a></p>
<p>Nel futuro prossimo assisteremo, nelle bevande, alla stessa evoluzione che è avvenuta nel cibo con la proposta di prodotti di nicchia estremamente locali che cambiano ad ogni stagione. Una riscossa del “fatto a mano” e del “fatto in casa” che diventa trendy perché è diverso e in piccole quantità. Alimentarsi diventa qualcosa di sofisticato &#60;&#60;food and drink as an experiential luxury and reflection of their personal identity&#62;&#62; cibo e bevande come esperienza di lusso e acquisizione di identità.<br />
Come spesso avviene le notizie arrivano da <a title="Drinks Business " href="http://www.thedrinksbusiness.com/2015/09/top-drinks-trends-to-watch/" target="_blank"><strong>Drinks Business</strong> </a>che a sua volta le ha tratte dal rapporto 2015 “<strong>Future Food and drink</strong>” dello studio J Walter Thompson Intelligence e riguardano un campione di popolazione UK e USA.</p>
<p>E come sempre nelle tendenze c’è sia una dimensione artigianale che una dimensione industriale. Ecco che i colossi stanno creando bevande ibride come gli americani dei whisky Whistlepig che lancia una tipologia affinata in barili usati per il Sauternes e il Madeira. E ancora la birra Innis &#38; Gunn con infuso di Bourbon.<br />
Nel settore cocktail c’è un revival anni ‘Settanta &#8211; Grasshopper, Tequila Sunrise and Sex on the Beach – in alcuni casi gli ingredienti sono stati sostituiti con altri più naturali e freschi, in altre c’è un’aggiunta di elementi divertenti come sabbia o pesci commestibili (speriamo siano finti!).&#8230;</p>
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		<title>I Millennials UK come quelli USA bevono solo buon vino</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/i-millennials-uk-come-quelli-usa-bevono-solo-buon-vino/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 07:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Carpe vinum]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Letto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[London Wine Fair]]></category>
		<category><![CDATA[Millennials]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Meridien]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 13px;"><strong>Carpe vinum</strong> fotografa il giovane <strong><a title="consumatore inglese" href="http://it.bab.la/dizionario/italiano-inglese/consumatori" target="_blank">consumatore inglese</a></strong> attratto più dalla storia delle bottiglie che dagli sconti e incuriosito dal  nuovo come i coetanei USA </span></em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="http:/colombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Il Regno Unito è il &#60;&#60; principale Paese di importazione al mondo in termini di volumi (760 milioni di litri nel 2013) e il secondo, dopo gli Usa, in termini di valore (circa 3,5 miliardi di dollari nel 2013) &#62;&#62; scrive <strong>Fabio Piccoli</strong> nel blog “<strong><a title="Wine Meridien" href="http://www.winemeridian.com/" target="_blank">Wine Meridien</a></strong>”. Si tratta dunque di un mercato enorme che compra per se ma anche per rivendere, soprattutto in Asia. La <strong>London Wine Fair</strong> rispecchia questo orientamento al trade e quest’anno ha presentato con un’indagine sul più giovane segmento dei consumatori, quello sotto i 35 anni &#8211; la così detta generazione Y o millennials – scoprendoli infedeli, curiosi e propensi a spendere. L’analisi è stata realizzata da “Wine Intelligence” su un campione di 4.000 utenti e si intitola “Carpe vinum”.<br />
Il 56% dei sudditi di Sua Maestà consuma vino almeno una volta al mese ma con delle differenze nette fra le persone sopra e sotto i 35 anni. Gli adulti si orientano su bottiglie fra le 5 e le 6 Sterline mentre i più giovani arrivano a 8 “prezzo scaffale”. E’ una differenza sostanziale e sostanziosa visto che, nota sempre Fabio Piccoli, in UK il valore medio del vino importato dall’Italia, nel 2013 &#60;&#60; è stato di 2,05 Euro/litro, il prezzo più basso per i nostri vini tra i primi 15 mercati mondiali&#62;&#62;.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/i-millennials-uk-come-quelli-usa-bevono-solo-buon-vino/">I Millennials UK come quelli USA bevono solo buon vino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Le 10 tendenze 2014 del vino secondo The Drinks Business</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Feb 2014 07:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[birra anti Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Letto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[Millennials]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze del vino del 2014]]></category>
		<category><![CDATA[the drink business]]></category>
		<category><![CDATA[wine bloggers]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong><a title="Millennials" href="http://www.winenews.it/news/32654/i-millennials-riscrivono-le-regole-del-vino-in-usa-poca-importanza-a-guide-riviste-specializzate-e-guru-comandano-i-social-network-le-occasioni-di-consumo-sono-sempre-pi-informali-e-la-fedelt-al-brand-non-nel-loro-dna" target="_blank">Millennials</a></strong>, vini di nuovi territori, ambientalismo, Chardonnay, filo diretto fra produttori e consumatori, <strong><a title="wine bloggers" href="http://wineblogawards.org/" target="_blank">wine bloggers</a></strong> …ecco il 2014 visto dall’UK</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
On line <a title="The Drink Business " href="http://www.thedrinksbusiness.com/2014/02/villa-maria-buys-second-hawkes-bay-vineyard/" target="_blank"><strong>The Drink Business</strong> </a>è un osservatorio del vino fra i migliori del mondo: fornisce classifiche di tutti i generi, ha un database immenso, raccoglie opinioni, assegna premi. Trovi le cose più diverse dalla <a title="birra anti Putin " href="http://attual.it/notizie/dalla-scozia-cassa-di-birra-a-putin-contro-legge-gay" target="_blank"><strong>birra anti Putin</strong> </a>per la legge sull’omosessualità, all’acquisto dei nuovi vigneti da parte della cantina neozelandese Villa Maria… Ha una news letter quotidiana che arriva a 20.000 lettori professionisti di tutto il mondo e un sito con 1,2 milioni di visitatori unici all’anno. Insomma indubbiamente è un opinion maker da ascoltare con attenzione.<br />
Per questo le 10<strong> <a title="tendenze del vino del 2014 " href="http://www.thedrinksbusiness.com/2014/01/top-10-wine-trends-for-2014/11/" target="_blank">tendenze del vino del 2014</a> </strong>indicate da The Drinks Business vanno prese in considerazione, non come relative all’UK, ma come fenomeni globali<br />
1. Scoperta di nuove regioni del vino. I grandi brand rimarranno sempre forti ma cresce la voglia di vini nuovi provenienti da zone come l&#8217;Ungheria, la Turchia o la Basilicata.<br />
2. I Millennials faranno tendenza nel vino. Un nuovo modo di bere che si unisce alla convivialità, alla scoperta della cultura del Paese da cui proviene il vino<br />
3. Non più eccedenze di vino. Ci sarà un sostanziale equilibrio fra domanda e offerta con i Paesi europei che vedranno scendere i consumi mentre cresceranno in USA, Cina e altri grandi Nazioni che stanno scoprendo il vino.<span id="more-15605"></span><br />
4. La <a title="sostenibilità " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sostenibilit%C3%A0" target="_blank"><strong>sostenibilità</strong> </a>diventerà sempre più importante, i consumatori esigeranno il rispetto dei criteri ambientali</p>
<p>e sociali nella produzione del vino.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/le-10-tendenze-2014-del-vino-secondo-the-drinks-business/">Le 10 tendenze 2014 del vino secondo The Drinks Business</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>EnoLions il primo concorso di vino con una giuria di giovani</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/enolions-il-primo-concorso-di-vino-con-una-giuria-di-giovani/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 07:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Una rivoluzione, nel mondo del vino! EnoLions designerà il vino italiano più vicino al gusto dei giovani a fianco di un progetto sul bere consapevole</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donantella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
Una giuria di enologi, giornalisti e sommelier con meno di 40 anni per il primo concorso di vino orientato sui giovani. E’ organizzato dal <strong><a title="Lions Club International" href="http://www.lionsclubs.org/IT/" target="_blank">Lions Club International</a></strong>, l’associazione di service più grande del mondo, che, nel distretto 108 LA Toscana, terra di grandi vini, intende sostenere il bere responsabile e contrastare l’abuso d’alcool fra i giovani. Ecco che il Governatore <strong><a title="Fiorenzo Smalzi" href="https://www.facebook.com/smalzi.fiorenzo" target="_blank">Fiorenzo Smalzi</a></strong> ha affidato a Piero Fontana e a Luciano Bandini la creazione di un progetto che guarda ai giovani per spingerli a bere poco e bene. Collaborano a EnoLions Assoenologi e Associazione Italiana Sommelier.<br />
Il 2 marzo 2014, nella splendida cornice della villa medicea “<strong><a title="La Ferdinanda" href="http://www.artimino.com/" target="_blank">La Ferdinanda</a></strong>” di  Artimino (Prato), EnoLions riunirà i giovani esperti chiedendo loro di scegliere il vino più buono. Le commissioni, ciascuna di 7 membri – 4 enologi, 2 sommelier ed 1 giornalista &#8211; assaggeranno bottiglie rese anonime da un notaio, sulla base del rigido protocollo dell’ ”<strong><a title="Union International des Oenologues" href="http://www.uioe.org/index.cfm/1,114,0,0,html/Francais" target="_blank">Union International des Oenologues</a></strong>”. Le cantine interessate a concorrere dovranno spedire adesione e bottiglie entro il 15 febbraio come indicato dal Regolamento pubblicato all’indirizzo<strong> Enolions</strong>:  <a href="http://www.enolions.it">www.enolions.it</a></p>
<p><span id="more-14411"></span><br />
Un diploma di merito andrà a tutti i vini che supereranno la valutazione di 82/100. Ai migliori di ognuna delle 10</p>
<p>tipologie previste dal concorso verranno conferite le medaglie d’oro, argento e bronzo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/enolions-il-primo-concorso-di-vino-con-una-giuria-di-giovani/">EnoLions il primo concorso di vino con una giuria di giovani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Bio, insolito, salutare ecco i gusti dei Millennials</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/bio-insolito-salutare-ecco-i-gusti-dei-millennials/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/bio-insolito-salutare-ecco-i-gusti-dei-millennials/#respond</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2013 07:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[BevSupport]]></category>
		<category><![CDATA[Boomers]]></category>
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		<category><![CDATA[Nielsen]]></category>
		<category><![CDATA[Wine News]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Spetator]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px;"><strong><a title="Millennials" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y" target="_blank">Millennials</a></strong> o Ygeneration, giovani nati dopo il 1980, guidano il mercato del vino anche se i <strong><a title="boomer" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baby_boomer" target="_blank">boomer</a></strong> sono ancora quelli che consumano più bottiglie </span></p>
<p><span style="font-size: 13px;"><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella cinelli colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></span></p>
<p>Per decidere quale vino comprare i millennials si lasciano affascinare dalla sua storia, stanno attenti alla regione di origine e al packaging, ascoltano i consigli del personale addetto alla vendita più che i wine critics. I millennials canadesi (<strong><a title="BevSupport" href="http://canadianmillennials.ca/wp-content/uploads/2013/06/Abacus-Data-Bevsupport-Canadian-Millennials-and-Beverage-Alcohol.pdf" target="_blank">BevSupport</a></strong>), a cui si riferisce l’ultima indagine, amano i vini italiani che mettono poco sotto i francesi con un netto distacco su tutte le altre zone vinicole del mondo.<br />
<span style="font-size: 13px;">Non c’è niente da meravigliarsi, i nostri vini sono vicino ai gusti di questi nuovi consumatori per i quali contano la sostenibilità ambientale, il carattere insolito, familiare e non globalizzato della produzione, caratteri di moltissime piccole cantine italiane. Caratteri ben illustrati nell’articolo di <strong><a title="Wine News" href="http://www.winenews.it/" target="_blank">WineNews</a></strong>  che riporta l’intervista di “Fox Business” a Rowan Gormley, Ceo di Naked Wines e Chris Fehrnstrom, chief marketing officer di Constellation Brands.<span id="more-14289"></span></span></p>
<p>Ecco che invece di essere attratti dalle marche più pubblicizzate, loro le evitano perché la pubblicità</p>
<p>invece di persuaderli li insospettisce. La scelta cade sui vini che non conoscono con un continuo cambiamento che esclude la fidelizzazione a brand, regioni vinicole o denominazioni.<br />
Nelle occasioni conviviali, che sono tipiche del consumo giovanile, le bottiglie vengono servite tutte insieme: bianchi, rossi, invecchiati, novelli … con i cibi più diversi: sushi, salmone norvegese, pollo tandoori, pizza, tacos, mescolati persino con cose dolci come tiramisu o crepes ….Le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/bio-insolito-salutare-ecco-i-gusti-dei-millennials/">Bio, insolito, salutare ecco i gusti dei Millennials</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Bambini e Millennials cambiano i consumi nel vino</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/bambini-e-millennials-cambiano-i-consumi-nel-vino/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/bambini-e-millennials-cambiano-i-consumi-nel-vino/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2013 06:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Muzio]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Petrini]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Jefferies e Alix Partners]]></category>
		<category><![CDATA[Letto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Up]]></category>
		<category><![CDATA[Mediobanca]]></category>
		<category><![CDATA[Millennials]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>I bambini spingono i genitori verso scelte ambientaliste, i <strong><a title="Millennials" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y" target="_blank">Millennials</a></strong> disertano i supermercati e le grandi marche e lo shopping del vino torna in cantina </em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
A 3 anni il bambino fa le prime richieste, a 4 riesce a farsi comprare quello che vuole. In un’epoca di crisi economica la capacità dei piccoli di influenzare le scelte dei genitori arretra di fronte al bisogno di risparmiare. Tuttavia sono proprio i giovani che spingono le famiglie verso scelte ambientaliste, come il km 0 e questo finisce per influenzare anche gli acquisti del vino. Ma la vera svolta riguarda i Millennials. Uno studio di <strong><a title="Jefferies e Alix Partners" href="http://www.highbeam.com/doc/1G1-295076082.html" target="_blank">Jefferies e Alix Partners</a></strong> ha rivelato che la generazione nata dopo il 1980, adotta uno stile di consumo diverso dalle precedenti. Insomma dopo decenni di spesa al supermercato e predominio delle marche si cambia strada. Maggiore attenzione all’ambiente e alla salute, uso continuo del web e acquisti in campagna o al negozio bio che vende solo alimenti fatti in zona. La grande marca è presa in considerazione solo quando c’è una promozione oppure la ricarica del telefonino.<span id="more-13307"></span><br />
Chi pensa che tutto questo sia un fenomeno circoscritto agli stati Uniti, sbaglia. Come ha giustamente sottolineato <strong><a title="Anna Muzio" href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=105394578&#38;authType=NAME_SEARCH&#38;authToken=dsVW&#38;locale=it_IT&#38;srchid=2f8a7b6e-41ff-4712-a207-5e5418bbeb9c-0&#38;srchindex=2&#38;srchtotal=5&#38;goback=%2Efps_PBCK_*1_Anna_Muzio_*1_*1_*1_*1_*2_*1_Y_*1_*1_*1_false_1_R_*1_*51_*1_*51_true_*1_it%3A0_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2&#38;pvs=ps&#38;trk=pp_profile_photo_link" target="_blank">Anna</a></strong></p>
<p><strong><a title="Anna Muzio" href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=105394578&#38;authType=NAME_SEARCH&#38;authToken=dsVW&#38;locale=it_IT&#38;srchid=2f8a7b6e-41ff-4712-a207-5e5418bbeb9c-0&#38;srchindex=2&#38;srchtotal=5&#38;goback=%2Efps_PBCK_*1_Anna_Muzio_*1_*1_*1_*1_*2_*1_Y_*1_*1_*1_false_1_R_*1_*51_*1_*51_true_*1_it%3A0_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2&#38;pvs=ps&#38;trk=pp_profile_photo_link" target="_blank">Muzio</a></strong> nel suo articolo per “<strong><a title="Mark up" href="http://www.mark-up.it/" target="_blank">Mark up</a></strong>” di aprile. Basta leggere il programma del <strong><a title="Movimento 5 stelle" href="http://www.beppegrillo.it/movimento/" target="_blank">Movimento 5 stelle</a></strong> per trovare lo stesso impasto di km zero, biologico e web. Una conferma arriva dai dati sul mercato degli alimenti eco compatibili che crescono su tutti i canali comprese mense scolastiche, gruppi d’acquisto e soprattutto supermercati che restano il luogo di maggiore approvvigionamento.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/bambini-e-millennials-cambiano-i-consumi-nel-vino/">Bambini e Millennials cambiano i consumi nel vino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Dove va il vino italiano?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/dove-va-il-vino-italiano/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/dove-va-il-vino-italiano/#respond</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 07:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[baby boomers]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[Letto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[Millennials]]></category>
		<category><![CDATA[vendita diretta]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>All’estero ma se resta in Italia in supermercato o nella <strong><a title="Vendita diretta" href="http://www.winenews.it/news/26733/tra-gdo-e-vendita-diretta-in-cantina-soffrono-le-enoteche-ditalia-ma-da-milano-parte-la-crociata-degli-enotecari-che-propongono-un-patto-a-produttori-e-distributori-per-recuperare-correttezza-commerciale-coerenza-ed-etica-professionale" target="_blank">vendita diretta</a></strong> delle cantine. I nuovi consumatori sono in America e in Asia, sono <strong><a title="Millennials" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y" target="_blank">millennials</a></strong> e donne</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>E’ dunque oltre confine il destino di gran parte delle bottiglie italiane. I primi dati 2012 indicano per l’<strong><a title="Export vino" href="http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-11-26/terapia-anticrisi-vino-italiano-144559.shtml?uuid=AbAq8Z6G" target="_blank">export</a></strong> un aumento del 6,3%, un valore che diventa un 7,5% se consideriamo solo i rossi con denominazione. Crescono quasi tutti i principali mercati esteri  del vino italiano che sono in ordine decrescente USA, Germania, Regno Unito, Canada, Svizzera, Giappone, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia. Le performance migliori in Giappone (+32%) e Svezia ( + 23%) ma è la dimensione del mercato statunitense la cosa più impressionante: 640.168.534€ importati in un anno.</p>
<p>Questi dati sono la diretta conseguenza di un cambiamento di “peso” dei Paesi consumatori.  Insomma benchè l’Europa rimanga il primo mercato mondiale per il vino  in realtà  la sua importanza cala a vista d’occhio mentre America e Asia crescono. Nel periodo fra il 91-95 e il 2011 vediamo che  la prima nazione consumatrice, la Francia, perde il 20%,  l’Italia e la Spagna cedono del 34% mentre  gli Stati Uniti segnano un +53%, la Cina un + 233% e la Russia un + 80%. <span id="more-11676"></span></p>
<p>I 31 miliardi di bottiglie che vengono stappate ogni anno nel mondo sono destinate dunque ad aumentare con il bel</p>
<p>ritmo del 5,3% all’anno ma verranno aperte in posti diversi.  Eccoci dunque la necessità di puntare sull’export.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/dove-va-il-vino-italiano/">Dove va il vino italiano?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Le Doc dei vini hanno 50 anni ma servono ancora?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/le-doc-dei-vini-hanno-50-anni-ma-servono-ancora/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 07:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Buonitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[ICE]]></category>
		<category><![CDATA[Letto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[Marsala]]></category>
		<category><![CDATA[Millennials]]></category>
		<category><![CDATA[Yellow Tail]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Nel 1963 il <strong><a title="Marsala" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marsala_(vino)" target="_blank">Marsala</a></strong> fu il 1°vino italiano DOC. Oggi ci sono 334 vini Doc e 73 Docg. Ma la filosofia di legare i vini al loro territorio di origine vale ancora? </em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Secondo me si, perché le denominazioni sono esattamente quello che oggi vuole il mercato: caratteri distintivi, storia, amore per la terra, alti livelli qualitativi …. Un mix di tradizione e innovazione, di naturalezza e tecnologia, di passione e creatività, l’unione di grandi realtà produttive e microaziende familiari.</p>
<p>Ma ci sono profonde differenze rispetto a 50 anni fa perché la sfida si è spostata dalla produzione alla commercializzazione. Insomma, se prima dovevamo imparare a fare buoni o ottimi vini, ora bisogna imparare a venderli. La mia riflessione sulle Doc verte proprio su questo.</p>
<p>Parto da lontano, dai Paesi dove si concentrerà il consumo di vino che, nei prossimi anni, è previsto in crescita con percentuali del 5,3% l’anno. Fra 5 anni le nazioni consumatrici saranno nell’ordine USA, Germania, poi la coppia storica Francia-Italia, quindi la Cina, seguita da un Regno Unito in contrazione e una Russia in espansione.</p>
<p><span id="more-11178"></span>Andiamo ora a vedere chi consuma  vino nel colosso americano che già adesso compra  2,5 milioni di ettolitri dall’Italia.</p>
<p>Và ricordato che questa nazione è tradizionalmente in anticipo sulle tendenze dello stile di vita e che spesso le diffonde nel resto del mondo.  Ebbene, nel Paese a stelle e strisce consumano vino soprattutto le persone della generazione nata nel dopoguerra  cioè i boomer (1945-64), ma sono i millennials, che hanno oggi fra i 20 e i 30 anni, quelli che comprano le bottiglie di prezzo superiore ai 20$ con frequenza doppia degli altri.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/le-doc-dei-vini-hanno-50-anni-ma-servono-ancora/">Le Doc dei vini hanno 50 anni ma servono ancora?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Quali consumatori USA sono wine lovers?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/quali-consumatori-usa-sono-wine-lovers/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/quali-consumatori-usa-sono-wine-lovers/#respond</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 07:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[Rob McMillan]]></category>
		<category><![CDATA[wine lovers]]></category>
		<category><![CDATA[Wine News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>I Boomers comprano il 44% del vino ma sono i più giovani Millennials a bere le bottiglie più care. Una riflessione su come dialogare con il consumatore USA</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
E’ la generazione nata dopo la seconda guerra mondiale in pieno boom economico (1945-1964) che guida saldamente i consumi di vino in USA. Una fetta del 30% di shopping enologico va alla Generation X che gradualmente sostituirà il target precedente via via che invecchia. I Millennials, cioè i consumatori nati negli anni ’80 che hanno ora dai 20 ai 30 anni comprano poco meno del 13% del vino come gli ultra sessantenni.</p>
<p>Questa ripartizione arriva da <strong><a title="Rob McMillan" href="http://www.svb.com/profile/Rob-McMillan/" target="_blank">Rob McMillan</a></strong>, fondatore della Silicon Valley Bank’s Premium Wine division ed è stata ben commentata da <strong><a title="Wine News" href="http://www.winenews.it/" target="_blank">WineNews</a></strong>. Ad essa vanno aggiunti i dati sulla tipologia delle bottiglie consumate. Quando Rob McMillan dichiara che i Millennials non sono ancora una risorsa per l’industria del vino si riferisce infatti più al segmento commodity che ai vini premium o ultra premium come il <strong>Brunello</strong> o il Barolo.<span id="more-10714"></span></p>
<p>Quando la <strong><a title="Nielsen" href="http://www.nielsen.com/it/it.html" target="_blank">Nielsen</a></strong>, alla fine del 2010, domandò a un campione selezionato di persone di diversa età quanti dei loro</p>
<p>acquisti di vino superavano i 20$ risultò che la percentuale era del 12% per i boomers, del 14% per la Generation x mentre i Millennials compravano una bottiglia cara su quattro con un ritmo praticamente doppio degli altri.</p>
<p>Infatti il 24% dei consumatori di <a title="Krug" href="http://www.krug.com/en" target="_blank"><strong>Krug</strong> </a>negli Stati Uniti hanno fra 21 e 24 anni.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/quali-consumatori-usa-sono-wine-lovers/">Quali consumatori USA sono wine lovers?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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