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	<title>ricetta &#8211; Cinelli Colombini</title>
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		<title>Tordi finti, ricetta di Montalcino</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 07:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Deliziosi involtini dal sapore così intenso da sembrare tordi in salmì, cacciagione molto apprezzata a Montalcino, con la cottura in tegame</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/casato-prime-donne/"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Montalcino"><strong>Montalcino</strong></a> è un territorio di grandi boschi dove, tanti anni fa, la caccia, era il modo per procurarsi la carne e sopravvivere all’inverno.</p>
<p>Una delle prede più ambite dai cacciatori erano i tordi ed a loro è dedicata la festa dell’ultimo week end di ottobre “<a href="https://www.italybyevents.com/eventi/toscana/sagra-del-tordo-montalcino/"><strong>Sagra del tordo</strong></a>” in cui i 4 quartieri Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio, sfilano in costume medioevale per le vie del centro storico, per poi sfidarsi in un torneo di tiro con l’arco.<br />
I tordi sono uccelli migratori che scendono dal Nord Europa, specialmente in gruppo, per svernare nelle zone calde. Gli stormi arrivano in autunno e il loro arrosto allo spiedo oppure la preparazione in salmì sono particolarmente adatti ad accompagnare grandi <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/i-nostri-vini/"><strong>Brunello</strong></a>.<br />
Ma non tutti amano la cacciagione così come molti gourmand sono contrari alla caccia. Per loro esiste un’alternativa al tordo in salmì, una ricetta inventata dalle massaie di Montalcino per portare in tavola qualcosa di straordinariamente saporito e capace di esaltare il grande Brunello.</p>
<p>&#160;</p>
<p><span id="more-63147"></span></p>
<h2>INGREDIENTI DEI TORDI FINTI IN SALMI’</h2>
<p>Per 4 persone<br />
Facile.  Tempo di esecuzione un’ora e un quarto</p>
<p>4 fette di carne di bue di circa 150 g ciascuna, un uovo, bacche di ginepro, foglie di salvia, qualche oliva nera.<br />
700g di pomodori maturi, 6 fette di prosciutto salato toscano, pan grattato, aglio sale e pepe nero, olio extravergine.&#8230;</p>
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		<title>La focaccia di Rapolano è dolce!</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 07:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Il nome inganna, la focaccia non è una pizza salata ma un dolce semplice e buonissimo con mandorle e crema. La ricetta è solo quella di Rapolano Terme.</em></p>
<p>Di Sara Mazzeschi &#8211; <a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/">Fattoria del Colle</a><br />
<a href="http://www.rapolanoterme.net/" target="_blank" rel="noopener">Rapolano Terme</a>, il paese dove sono nata e vivo, sta diventando sempre più noto in <strong>Toscana</strong> per le <strong><a href="http://www.termesangiovanni.it/it/index.html" target="_blank" rel="noopener">acque termali</a></strong> conosciute fin dai tempi antichi ma pochi sanno che qui e solo qui è stata inventata la ricetta di un dolce incredibilmente buono dal nome che inganna: la <strong>focaccia,</strong> o come tutti chiamano “la focaccia di Rapolano”.  Ogni volta che vado in giro e la nomino gli amici mi guardano male, nessuno crede che il dolce tradizionale del mio paesino è per il resto del mondo una pizza bianca salata…eppure è la verità. Due dischi di pasta frolla e mandorle tenuti insieme da crema pasticcera, la focaccia è in assoluto la torta che preferisco, è così buona che chi la prova ne rimane colpito tanto da chiedere sempre  la ricetta ma non è così facile essere accontentati!<span id="more-25797"></span></p>
<p>Si perché noi rapolanesi ne siamo così orgogliosi che difficilmente sveliamo dosi ed ingredienti, senza considerare che ogni famiglia ha la propria versione. Come il <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/fattoria-del-colle" target="_blank" rel="noopener">vino</a></strong>, altro cosa che adoro, è possibile trovarne di davvero diverse: piccoli dettagli che rendono ogni <strong><a href="http://www.ricettetoscane.it/" target="_blank" rel="noopener" class="broken_link">ricetta</a></strong> unica…ma sempre</p>
<p>insuperabile.</p>
<p>Non ci credete? Ecco la ricetta della mia bisnonna Irma, donna piccolissima ma dal carattere forte, dipingeva ad olio, scriveva poesie ed adorava cucinare…negli anni ’60, prima di partire con una delle figlie ed il genero per l’Angola, ha lasciato la “sua”ricetta a mio nonno Faledro che, amante delle tradizioni come pochi altri al mondo, l’ha sempre preparata e poi fatta preparare a noi terze e quarte generazioni  solo e ripeto solo per i nostri compleanni! &#8230;</p>
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		<title>Colazione di Pasqua toscana con la Ciaccia Pasqualina</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2016 07:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>In <strong><a href="http://www.terresiena.it/it/val-di-chiana" target="_blank">Valdichiana</a></strong> e <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Val_d%27Orcia" target="_blank">Val d&#8217;Orcia</a></strong> non è davvero Pasqua se a tavola non c&#8217;è la “Ciaccia Pasqualina”, quella tradizionale che qui è  fatta con i “friccioli”.</em></p>
<p>Di <strong>Consuelo Pallecchi</strong>, Fattoria del Colle</p>
<p>Nella campagna a sud di Siena dove si trova anche la <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/offerte/agriturismo" target="_blank">Fattoria del Colle</a></strong>, la <strong>Ciaccia di Pasqua</strong>, o Panina, ha una ricetta totalmente diversa dalla classica “torta pasqualina al formaggio” conosciuta un po&#8217; in tutta Italia. La nostra tradizionale Ciaccia è a base di pasta di pane, uova e “friccioli”, ovvero grasso di maiale fatto a pezzettini e unito all’impasto.</p>
<p>Questa ricetta è davvero poco conosciuta e la potete trovare solo in questa zona della <strong>Toscana</strong> e solamente nel periodo di Pasqua, ma vi assicuro che vale il viaggio per poterla assaggiare!</p>
<p>Il nome “ciaccia” in diletto significa “schiacciata” o “focaccia”, sebbene la forma tradizionale di questa pietanza è quella di una pagnotta!</p>
<p>La Ciaccia di Pasqua toscana è gustosissima grazie ai friccioli, a cui spesso si aggiungono <span id="more-25731"></span>anche dei pezzettini di rigatino o pancetta per arricchirla ancora più di</p>
<p>sapore.</p>
<p>Come la maggior parte dei piatti tradizionali di questa regione il suo sapore deciso la rende perfetta da abbinare a qualsiasi pietanza del pranzo o della cena, ma soprattutto è ottima per accompagnare la Colazione di Pasqua toscana, dove oltre alla Panina si portano in tavola cibi tipici come affettati, formaggi e ovviamente le uova benedette. Insomma una colazione fuori dall&#8217;ordinario, ma che rispetta le tradizioni di una volta.&#8230;</p>
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		<title>Il Pan Santo toscano, ricetta di Quaresima</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 08:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><i>Per portare a tavola un pezzo di Toscana ecco una ricetta che si tramanda di generazione in generazione nella campagna tra Valdichiana e Val d’Orcia.</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Di <a href="https://www.facebook.com/consuelo.pallecchi" target="_blank">Consuelo Pallecchi </a>– <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/agriturismo/soggiorni" target="_blank">Fattoria del Colle</a></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il protagonista assoluto della ricetta del Pan Santo ovviamente è il pane toscano, quello non salato, per questo detto anche “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pane_sciocco" target="_blank"><strong>Pane Sciocco</strong></a>” e cotto nel forno a legna, che gli dà quel sapore unico, insomma la ciliegina sulla torta! Il Pan Santo è un piatto ottimo, a base di pane, fagioli e olio extravergine d’oliva, spesso consumato nel periodo della Quaresima, e perché no, abbinato ad un vino rosso giovane come il <a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/fattoria-del-colle/142-leone-rosso-doc-orcia" target="_blank"><strong>Leone Rosso Orcia Doc</strong></a>. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questa che vi racconto e propongo è una ricetta davvero genuina: pochi ingredienti di qualità, qui a Fattoria del Colle abbiamo il nostro piccolo orto che ci dona in ogni stagione verdure e ortaggi favolosi, e poi per completare la ricetta ci vuole olio d’oliva ma anche molto olio “di gomito” e pazienza. Come dicevo l’ingrediente fondamentale è proprio il pane che richiede una lavorazione molto lunga e tanta manualità. Impastare e lavorare il pane nel modo giusto vi assicurerà un risultato ottimo! E se non ci riuscite la prima volta … una scusa in più per provarci ancora! </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutti conoscono il “pane sciocco”, quello rigorosamente senza sale, tipico della zona sud della Toscana, ma pochi sanno davvero come prepararlo! Il nome del piatto “Pan Santo” deriva probabilmente dal fatto che un tempo veniva mangiato</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">soprattutto nei periodi di Vigilia, quando non si poteva consumare carne, ma come sempre questa non è l’unica storia!</span>&#8230;</p>
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		<title>LE CHIOCCIOLE DI SAN QUIRICO</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2016 08:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
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		<category><![CDATA[San Quirico d'Orcia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>A soli 30 minuti dalla<strong> <a href="https://www.cinellicolombini.it/?page_id=32098">Fattoria del Colle</a></strong>, nel piccolo paese di<strong><a href="http://www.comunesanquirico.it/"> San Quirico d’Orcia</a></strong>, viene tramanda una ricetta tipica che ha dato il nome agli abitanti di questo borgo.</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.facebook.com/giulia.mencaglia.1?fref=ts">Giulia Mencaglia</a></strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/?page_id=32098">Fattoria del Colle</a></strong></p>
<p>Nel viaggio gastronomico di oggi, ci fermiamo nell’antichissimo borgo di San Quirico d’Orcia, immerso in uno splendido paesaggio fatto di colline, oliveti, vigneti e boschi di querce. Nel piccolo paese è possibile assistere ad un connubio perfetto tra la natura e le opere dell’uomo e proprio qui osserviamo delle maestose rocche e splendide pievi medievali; è caratterizzato da importanti monumenti come la <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_dei_Santi_Quirico_e_Giulitta">Collegiata</a></strong> e gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Horti_Leonini"><strong>Horti Leonin</strong>i</a>; <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Quirico_d%27Orcia">Palazzo Chigi</a></strong> del XVII domina l’intero borgo medievale, conosciuto da sempre come luogo di grande transito perché posizionato lungo la<strong> <a href="http://www.viefrancigene.org/it/">Via Francigena</a></strong>. Durante tutte le feste di quartiere organizzate a San Quirico, gli abitanti sono soliti proporre un piatto che li contraddistingue nella zona: le<strong> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiocciola">Chiocciole</a></strong>; anche per questo motivo gli abitanti stessi sono chiamati in gergo “Chiocciolai”.</p>
<p>La ricetta di questo piatto è molto antica e tipica della zona, poiché il territorio e il clima</p>
<p>umido sono adatti per la ricerca di chiocciole e lumache. A San Quirico, presso il ristorante<strong> <a href="http://www.ilgaribaldisanquirico.it/">“Il Garibaldi</a>”</strong>, il proprietario<strong> <a href="https://www.facebook.com/luca.vagnoli.7?fref=ts">Luca Vagnoli</a></strong> conserva con passione la ricetta antica delle chiocciole tramandatagli da sua suocera Pasqualina che lo affianca in cucina e mi permette di assistere alla preparazione di questo piatto, ricordandomi che tutto inizia nell’allevamento di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campiglia_d%27Orcia">Campiglia d’Orcia</a></strong>, da dove partono le piccole chiocciole; queste vengono allevate e nutrite con foglie di insalata fatte spurgare per almeno 2 settimane immerse nella semola, in modo da potersi addormentare e andare in letargo.&#8230;</p>
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		<title>Trippa alla Montalcinese: il gusto della tradizione</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 08:16:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[zafferano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>La maggior parte delle regioni italiane hanno una ricetta a base di trippa accostata ad un particolare ingrediente: a Montalcino è cucinata con lo zafferano e si chiama &#8220;Trippa alla Montalcinese&#8221;!</em></p>
<p><a href="https://www.cinellicolombini.it/chi-siamo/le-fattorie-di-donatella-cinelli-colombini/">Donatella Cinelli Colombini,</a> <a href="https://www.cinellicolombini.it/turismo/ristorante/">Osteria della Fattoria del Colle</a></p>
<p>E&#8217; iniziato il Carnevale, il periodo che precede la Quaresima, cioè i 40 giorni prima della Pasqua che mirano a purificare il corpo e lo spirito di ogni uomo che osservi un digiuno rinunciando alla carne.</p>
<h3>L&#8217;ARCIVESCOVO AMBROGIO</h3>
<p>Esiste anche una leggenda sul perché la quaresima del calendario ambrosiano inizia qualche giorno dopo rispetto a quella comunemente applicata in tutto il mondo cristiano:  a Milano, in una chiesa gremita di gente durante il Mercoledì delle Ceneri, l’arcivescovo Ambrogio annunciò solennemente l’inizio della Quaresima, ribadendo con forza: “Da oggi inizia un periodo di digiuno, penitenza e meditazione ed in particolare la completa astensione dalle feste e dalla carne”. In fondo alla chiesa un uomo povero, sempre vissuto nella miseria, non assaggiava la carne da anni e proprio quel giorno era riuscito a procurarsi un piatto di trippa che non vedeva l’ora di poter gustare. Dopo aver ascoltato le parole dell’arcivescovo, che sembravano</p>
<p>proprio indirizzate a lui, esclamò: “Basta, è da quando sono entrato in chiesa che tutti mi fissano! Questa trippa non la voglio più…. Sono destinato a soffrire la fame!”</p>
<p>L’arcivescovo Ambrogio, impietosito da tali parole, esclamò: “Per un atto di carità verso questo pover uomo disagiato e affinché possa gustare in tranquillità ciò che tanto desidera, stabilisco che il Carnevale si protragga per altri quattro giorni in tutta la diocesi.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vivi-e-rivivi-lesperienza-in-fattoria/trippa-alla-montalcinese-il-gusto-della-tradizione/">Trippa alla Montalcinese: il gusto della tradizione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Il dolce di Natale di Siena è il Panforte pampepato</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Dec 2013 07:33:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Vin Santo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong><a title="Afrodisiaco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Afrodisiaco" target="_blank">Afrodisiaco</a></strong>, medioevale, intrigante, facile da preparare e sorprendentemente morbido. Ecco la <strong><a title="ricetta" href="http://www.giallozafferano.it/ricette-cat/Ricette-di-Natale/Dolci/" target="_blank">ricetta</a></strong> del vero <strong><a title="panforte" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panforte" target="_blank">panforte</a></strong> di <strong><a title="Siena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siena" target="_blank">Siena</a></strong> il <strong><a title="dolce di Natale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dolci_natalizi" target="_blank">dolce di Natale</a></strong> più antico</em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
Nel passato dicevano che serviva a salvare i matrimoni grazie alle sue virtù afrodisiache. Per questo e per il suo contenuto di spezie, che lo rendevano un dolce costosissimo, veniva servito raramente e sempre in grandi occasioni. Il panforte era già conosciuto nel 1205 e fu inizialmente prodotto nei conventi per una clientela di ricchi aristocratici. Deve il suo nome a un procedimento produttivo diverso da quello attuale che prevedeva di far fermentare il pane con la frutta.<br />
Il panforte è dunque il più antico e nobile dolce di Natale a cui si lega anche un gioco: il gioco del panforte, tradizionale passatempo delle feste. Il dolce viene incartato e poi i giocatori lo lanciano su un tavolo. Vince chi lo manda più vicino, o addirittura in bilico, sul bordo opposto del tavolo. Le distanze vengono misurate col manico di un mestolino di legno e il vincitore prende in premio il panforte.<br />
Tradizionalmente il panforte viene servito con il <strong><a title="Vin Santo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vin_santo" target="_blank">Vin Santo</a></strong>, il vino bianco da dessert che tutte le fattorie toscane producevano nei barilotti (caratelli) conservati nei sottotetti.<br />
Chi non riuscisse a cucinare un ottimo panforte pampepato può venire a impararlo alla<a title=" fattoria del Colle " href="http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g644285-d671469-Reviews-Fattoria_del_Colle_Agriturismo-Trequanda_Tuscany.html" target="_blank"><strong> fattoria del Colle</strong> </a>durante le vacanze di <strong><a title="Capodanno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capodanno" target="_blank">Capodanno</a></strong> quando la pasticcera Patrizia insegnerà come preparare i dolci senesi.<span id="more-14967"></span>Ingredienti:</p>
<p>200 g di canditi di melone e arancia dolce, 4 fichi secchi, 250 gr di mandorle, 120 gr di noci, 200 g di farina, 200 g di miele di acacia, 200 g di zucchero di camma.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vivi-e-rivivi-lesperienza-in-fattoria/il-dolce-di-natale-di-siena-e-il-panforte-pampepato/">Il dolce di Natale di Siena è il Panforte pampepato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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