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	<title>Riserva &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>IAN D’AGATA E IL BRUNELLO 2019 DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 05:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em><strong>LA DEGUSTAZIONE DI IAN D’AGATA DI BRUNELLO 2019 E RISERVA 2018 PREMIA I VINI DI DONATELLA CON 93,94 E 93 CENTESIMI E OFFRE UNA VISIONE D’INSIEME SU MONTALCINO</strong></em></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong><a href="https://www.iandagata.com/about-ian/" target="_blank" rel="noopener">Ian</a> D’Agata</strong> è italiano di origine ma è cresciuto in Canada dove i genitori gli hanno fatto frequentare le scuole di lingua francese per cui Ian ha tre lingue madri. Una ginnastica che poi gli è servita quando è diventato medico e ha scelto la pediatria e la ricerca approdando all’università più selettiva del mondo la Harvard Medical School. Insomma era un giovane genio della ricerca scientifica finchè non si è innamorato del vino e anche in questo campo ha dato un tocco magistrale orientando l’interesse sui terroir e sui vitigni autoctoni. Il suo contributo riguarda eventi e degustazioni ma anche libri di grandissimo successo come “ The Ecco Guide to the Best Wines of Italy” e in monumentale “Native Wine Grapes of Italy”. E’ uno dei massimi esperti mondiali dei vini di Italia, Alsazia, Bordeaux e Canada.</p>
<p>C’è da chiedersi come faccia a sapere così tante cose e la risposta è: ha una memoria di ferro e non dorme mai. E’ sempre in movimento fra una nazione e l’altra e fra un argomento e l’altro. Quando preparavo con lui le degustazioni di Vinitaly delle <a href="https://ledonnedelvino.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donne del Vino</strong></a> mi rispondeva a qualunque ora del giorno e della notte, sempre con battute divertenti e autoironiche. Ovviamente l’esperienza della ricerca medica ha lasciato una traccia in lui: non vuole dati generici &#60;&#60;dire che un terreno è composto di sabbie e argille non basta senza le percentuali &#62;&#62; ma poi sa tirare le somme come pochi, decide e arriva sull’obiettivo con il sorriso sulle labbra, come se fosse stato tutto facile.&#8230;</p>
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		<title>BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2015</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 07:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>2015 vendemmia cinque stelle caratterizzata da profumi ricchi e in bocca tannini setosi, grande armonia gustativa e straordinaria finezza. Un grande Brunello</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>E’ difficile spiegare la fortuna di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Montalcino"><strong>Montalcino</strong></a> nel 2015, un anno che verrà ricordato, da tutte le zone intorno, per gli eccessi del clima particolarmente capriccioso. A Buonconvento il 24 agosto il fiumicello Arbia inondò l’intero paese, a Torrita grandine grande come arance sfondò i tetti. Nel territorio del Brunello nessun problema, come se <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sangiovese"><strong>Sangiovese</strong></a> si fosse trasformato in San Giovese a proteggere i vigneti.</p>
<p>&#160;</p>
<h2>VIGNETO &#8216;IMPECCABLE&#8217;  PER IL BRUNELLO RISERVA 2015</h2>
<p>Infatti, poco prima della vendemmia, quando la consulente dell’azienda Valerie Lavigne venne a predisporre la raccolta dell’uva portando con lei il Preside dell’Università di Bordeaux ed enologo di fama mondiale Denis Dubourdieu, egli descrisse i vigneti del Casato Prime Donne con una sola parola &#60;&#60;impeccable&#62;&#62; cioè perfetti.</p>
<p>L’annata, la 2015, è stata caratterizzata da un andamento a singhiozzo. Dopo il germoglio il ciclo vegetativo delle viti è stato più veloce del solito per poi bloccarsi con il luglio più caldo degli ultimi 200 anni. Sia ad agosto che a settembre gli sbalzi termici causati dai temporali e dalle notti decisamente fresche favorirono un’ottima sintesi dei profumi nell’uva creando la nota caratterizzante di questa annata di Brunello.</p>
<p>&#160;</p>
<h2>CASATO PRIME DONNE A MONTALCINO</h2>
<p>Il <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/casato-prime-donne/"><strong>Casato Prime Donne</strong></a>, dove sono i vigneti usati per produrre questo vino, si trova nella zona Nord del Brunello, quella che ha maggiormente beneficiato dei cambiamenti climatici.&#8230;</p>
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		<title>Vernaccia di San Gimignano, il bianco di Toscana</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 07:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Le 16 torri di San Gimignano vegliano sui filari di Vernaccia, il vino bianco che migliora invecchiando e sa di pietra focaia</em></p>
<p>di Sara Mazzeschi</p>
<p>Ricordo bene la mia prima degustazione orizzontale, a Siena l’Enoteca Italiana aveva riunito nelle esclusive sale sotteranee molti produttori di <strong><a href="http://www.sangimignano.com/#" target="_blank">San Gimignano </a></strong> e per me, appena uscita dal 2°corso <strong>AIS</strong>, era un’incredibile occasione per conoscere meglio il vino bianco toscano per eccellenza, la <a href="http://www.vernaccia.it/" target="_blank"><strong>Vernaccia Docg</strong></a>.  Che delusione! Al sesto assaggio già i vini mi sembravano tutti uguali ed in più la beffa, quel bianco asciutto dal retrogusto amarognolo e minerale proprio  non “andava giù”! Ho impiegato un po’ di tempo e numerosi bicchieri per apprezzarlo ed oggi, come spesso accade nel mondo del vino, non solo ho cambiato idea ma  ne sono diventata un’appassionata estimatrice, soprattutto della versione Riserva.<span id="more-26696"></span></p>
<p>La buona parte dei grandi vini va conosciuta e capita, la convinzione che una bottiglia</p>
<p>da 98 punti su <strong>Wine Spectator</strong> ricordi l’ambrosia è assolutamente sbagliata e la Vernaccia non fa eccezione. Secondo disciplinare è ottenuta da uve dell’omonimo vitigno con possibilità, per un massimo del 10%, di altre uve a bacca bianca ma non aromatiche, un anno di attesa per la versione classica, 2 anni per la Riserva, prodotta con il meglio della vendemmia. Come è solito per le Docg toscane, vinificazione ed affinamento devono avvenire nell’area di produzione ossia nei vigneti del comune di San Gimignano, terreni ricchi di tufo, elemento che conferisce al vino la nota sapidità.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/vernaccia-di-san-gimignano-docg-il-grande-bianco-di-toscana/">Vernaccia di San Gimignano, il bianco di Toscana</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Chianti Classico ma non troppo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 07:09:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><em>Il Chianti Classico , vino rosso della Toscana tra i più famosi, non è poi così “classico” anzi, quest’anno 300 candeline per lui ma in realtà è una Docg giovane e alla moda</em></p>
<p>Di Sara Mazzeschi</p>
<p>Lo scorso febbraio  si è svolta a <strong>Firenze</strong> “<strong><a href="http://www.chianticlassicocollection.it/" target="_blank">Chianti Classico Collection</a></strong>”, presentazione delle nuove annate ed occasione per festeggiare un  compleanno importante, 300°annivesario dall’emanazione del bando di Cosimo III de Medici che fissò, per la prima volta nella storia, i confini delle zone di produzione del <a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/fattoria-del-colle" target="_blank">Chianti</a>. Aveva capito l’importanza di tutelare un vino che secoli dopo sarebbe diventato il Chianti Classico e per questo creò anche delle Congregazioni di Vigilanza, veri e propri antenati dei Consorzi che oggi controllano e promuovono le denominazioni.  Nel 1932 viene</p>
<p>aggiunto il suffisso “classico” proprio per distinguere  quei Comuni, tra Siena e Firenze, delimitati nel 1716 da Granduca di Toscana.</p>
<p>Il <strong><a href="http://www.chianticlassico.com/vino/caratteristiche/" target="_blank"> Consorzio del Chianti Classico</a></strong> è prodotto oggi con uve <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sangiovese" target="_blank">Sangiovese </a></strong> per almeno l’80%, nel restante 20% possono andare altri vitigni a bacca rossa – dal 2006 sono state vietate uve bianche &#8211; sia autoctoni come Canaiolo o Colorino sia internazionali come Merlot e Cabernet.  La produzione media annua si aggira sui 270 mila ettolitri che in termini di bottiglie equivale a circa 35 milioni, vendute in oltre 100 Paesi.  Questo vino ha caratteri simili a quelli del Chianti ma più eleganti e raffinati, i profumi che lo contraddistinguono richiamano giaggiolo, mammola e frutti di bosco, grazie poi ad un affinamento in legno di minimo 11 mesi (24 per la Riserva), note speziate e balsamiche rendono il rosso toscano particolarmente complesso ed armonico.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/chianti-classico-non/">Chianti Classico ma non troppo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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