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	<title>Rob McMillan &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>LE CANTINE TURISTICHE USA NON GUADAGNANO PIÙ COME PRIMA</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/le-cantine-turistiche-usa-non-guadagnano-piu-come-prima/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 09:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Casato Prime Donne Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[Direct to Consumer Report]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Rob McMillan]]></category>
		<category><![CDATA[Silicon Valley Bank]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong>COSA DICE IL REPORT DELLA SILICON VALLEY BANK, SULLA VENDITA DIRETTA NELLE CANTINE USA: ROB MCMILLAN È OTTIMISTA PER I SEGNI DI LUCE MA IL MOMENTO È BUIO</strong></em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/i-nostri-vini/" target="_blank" rel="noopener">Donatella Cinelli Colombini</a>, winedestination, <a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/" target="_blank" rel="noopener">Casato Prime Donne Montalcino</a>, Fattoria del Colle Trequanda </strong></p>
<p>Momento complicato per il vino con le cantine USA che cercano di allargare il numero dei contatti per mantenere le vendite di bottiglie. Infatti oltre metà del loro vino è acquistato dai wine lovers che visitano le loro cantine e dopo lo ricomprano online. Il <a href="https://www.svb.com/globalassets/trendsandinsights/reports/wine/2025-svb-direct-to-consumer-wine-report.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Direct to Consumer Report</strong> </a>della <a href="https://www.svb.com/dtc-report/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Silicon Valley Bank</strong></a> disegna un quadro in calo ma con qualche segno di ripresa.</p>
<h4></h4>
<h4>IL WEB CHIAVE DEL SUCCESSO TURISTICO E DELLE VENDITE DIRETTE</h4>
<p>Uno dei principali problemi delle cantina USA è il dialogo con i consumatori giovani che usano internet più delle generazioni precedenti, hanno decisioni di acquisto repentine e chiedono di ricevere il vino a casa altrettanto velocemente.<br />
Per coinvolgere i consumatori giovani lo strumenti digitale ha un ruolo chiave e le cantine che lo usano efficacemente danno priorità a:<br />
– Creare comunità e incoraggiare la comunicazione tra pari rispetto alla messaggistica dall&#8217;alto verso il basso.<br />
– Narrazione del marchio autentica e differenziata, ovvero osare rinunciando ad essere tradizionali.<span id="more-90614"></span><br />
– Offrire esperienze personalizzate ai clienti, basate su investimenti nella gestione dei dati e in solidi sistemi CRM.<br />
– Creare esperienze condivisibili affinché i clienti delle aziende vinicole possano entrare in contatto con loro. Instagram è efficace in questo senso.&#8230;</p>
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		<title>Quali consumatori USA sono wine lovers?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 07:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[Wine News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>I Boomers comprano il 44% del vino ma sono i più giovani Millennials a bere le bottiglie più care. Una riflessione su come dialogare con il consumatore USA</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
E’ la generazione nata dopo la seconda guerra mondiale in pieno boom economico (1945-1964) che guida saldamente i consumi di vino in USA. Una fetta del 30% di shopping enologico va alla Generation X che gradualmente sostituirà il target precedente via via che invecchia. I Millennials, cioè i consumatori nati negli anni ’80 che hanno ora dai 20 ai 30 anni comprano poco meno del 13% del vino come gli ultra sessantenni.</p>
<p>Questa ripartizione arriva da <strong><a title="Rob McMillan" href="http://www.svb.com/profile/Rob-McMillan/" target="_blank">Rob McMillan</a></strong>, fondatore della Silicon Valley Bank’s Premium Wine division ed è stata ben commentata da <strong><a title="Wine News" href="http://www.winenews.it/" target="_blank">WineNews</a></strong>. Ad essa vanno aggiunti i dati sulla tipologia delle bottiglie consumate. Quando Rob McMillan dichiara che i Millennials non sono ancora una risorsa per l’industria del vino si riferisce infatti più al segmento commodity che ai vini premium o ultra premium come il <strong>Brunello</strong> o il Barolo.<span id="more-10714"></span></p>
<p>Quando la <strong><a title="Nielsen" href="http://www.nielsen.com/it/it.html" target="_blank">Nielsen</a></strong>, alla fine del 2010, domandò a un campione selezionato di persone di diversa età quanti dei loro</p>
<p>acquisti di vino superavano i 20$ risultò che la percentuale era del 12% per i boomers, del 14% per la Generation x mentre i Millennials compravano una bottiglia cara su quattro con un ritmo praticamente doppio degli altri.</p>
<p>Infatti il 24% dei consumatori di <a title="Krug" href="http://www.krug.com/en" target="_blank"><strong>Krug</strong> </a>negli Stati Uniti hanno fra 21 e 24 anni.&#8230;</p>
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