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	<title>Rocco Iannone &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>A Salerno la prima cattedra di Wine business in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2015 07:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Festa]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto sul Turismo del vino delle Città del vino]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Iannone]]></category>
		<category><![CDATA[turismo del vino]]></category>
		<category><![CDATA[visto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[wine business]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><a title="Giuseppe Festa" href="http://www.unisa.it/docenti/giuseppefesta/index" target="_blank"><strong>Giuseppe Festa</strong></a> propone un nuovo modello di insegnamento dove la teoria accademica è massicciamente affiancata da testimonianze d’impresa, un’università aperta</em></p>
<p><strong>Visto per voi</strong> da <a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a><br />
Le mie lezioni sul <a title="turismo del vino" href="http://www.movimentoturismovino.it/it/home/" target="_blank"><strong>turismo del vino</strong></a> all’Univeristà di Salerno, oltre 40.000 studenti in un campus con piscine e campi da tennis come in America, mi mette davanti, anno dopo anno, classi piene di managers che già lavorano in cantine importanti oppure imprenditori che stanno per investire in grandi progetti, insomma, più che una classe è un vivaio di campioni .</p>
<p>E’ l’occasione per riflettere sulla distanza che separa questa da altre esperienze simili ma di più scarso successo.<br />
Tutti gli accademici dicono di farlo ma pochissimi lo fanno davvero: aprirsi al confronto con le imprese affiancandole al percorso formativo con pari dignità della teoria. Ecco la ricetta vincente di Giuseppe Festa che, dietro modi forbiti, quasi ottocenteschi, nasconde un animo innovatore. E vai Giuseppe!<span id="more-20740"></span></p>
<p>A mio avviso l’abitudine dei docenti a studiare quasi solo sui libri ed a lavorare quasi solo dentro le aule è un’autentica iattura per l’università italiana. All’estero infatti gran parte degli insegnanti alterna l’attività accademica con le consulenze o il lavoro d’impresa con il risultato di essere a diretto contatto con le nuove tendenze, i nuovi bisogni, i nuovi prodotti di una civiltà in continuo cambiamento. In Italia gli esempi di questo genere sono pochi: Attilio Scienza a Milano, Riccardo Cotarella a Viterbo, qualche anno fa Giacomo Tachis a Pisa ….&#8230;</p>
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		<title>Mangiare con gli occhi: l’era del food porn</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 07:09:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[bonella ciacci]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Maci]]></category>
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		<category><![CDATA[Female Desire-Women's Sexuality Today]]></category>
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		<category><![CDATA[foodblogger]]></category>
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		<category><![CDATA[pornfood]]></category>
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		<category><![CDATA[Rocco Iannone]]></category>
		<category><![CDATA[Rosalind Coward]]></category>
		<category><![CDATA[visto per voi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>L’immagine di un piatto, il desiderio che scatena, la voglia che fa crescere dentro, quasi il bisogno di toccarlo: eccolo, il <strong><a title="food porn - significato" href="http://www.isabellaradaelli.it/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=315:sapete-cose-il-food-porn&#38;catid=50:diario-di-una-gourmet&#38;Itemid=117" target="_blank">food porn</a></strong>.</em></p>
<p><strong>Visto</strong> e letto <strong>per voi</strong> da <strong><a title="Bonella Ciacci su facebook" href="https://www.facebook.com/search/results.php?q=Bonella+Ciacci&#38;type=users&#38;nomc=0" target="_blank">Bonella Ciacci</a></strong></p>
<p>Forse il termine non vi è nuovo, o forse sì: food porn (o <strong><a title="pornfood definition" href="http://it.urbandictionary.com/define.php?term=Porn%20Food" target="_blank">pornfood</a></strong>). Un termine volutamente forte, che richiama alla pornografia, legata al cibo. Ma no, non stiamo parlando di donne nude ricoperte di cose da mangiare o addirittura di peggio. Allora di cosa si tratta? Ed esiste un’unica accezione del termine?</p>
<p>Il termine, se si cerca il suo significato, su urban dictionary sta a indicare un piatto, un cibo, che è bello e buono mentre lo si mangia, ma che dopo fa stare male o sentire “sporchi”. Quindi cibi calorici, grassi, gustosi ma poco salutari. Ma da qui, il concetto di food porn si è evoluto molto. L&#8217;espressione è comparsa per la prima volta nel libro “<strong><a title="libro di Rosalind Coward" href="http://www.amazon.co.uk/Female-Desire-Womens-Sexuality-Today/dp/000638675X" target="_blank">Female Desire-Women’s Sexuality today</a></strong>”, di <strong><a title="Rosalind Coward autrice e creatrice del termine food porn" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rosalind_Coward" target="_blank">Rosalind Coward</a></strong>.</p>
<p>Innanzitutto, perché “pornografia del cibo”? Il cibo con il sesso ha alcuni punti in comune (tranne l’indecenza, fortunatamente): un bel piatto, presentato in modo attraente, ricco di salse o creme, che richiama alla mente un peccato di gola, che mette l’acquolina in bocca, provoca il desiderio di mangiarlo, e allo stesso tempo l’insoddisfazione dovuta all’impalpabilità di ciò che stiamo guardando. Gioca quindi sullo stesso piano della pornografia, andando a stimolare le stesse reazioni istintive. <span id="more-16902"></span></p>
<p>E’ interessante come tre <strong>foodblogger</strong> ne hanno parlato in un’intervista per <strong><a title="Leiweb - video con foodblogger che parlano di food porn" href="http://video.leiweb.it/food-porno-tutti-sensi/da204f9c-931a-11e2-b26f-833c45051805" target="_blank">Leiweb</a></strong>, <strong><a title="Chiara Maci" href="http://www.chiaramaci.com/" target="_blank">Chiara Maci</a></strong>, <strong><a title="Roberta Deiana" href="http://www.robertadeiana.com/" target="_blank">Roberta Deiana</a></strong> e<a title="Laurel Evans fooblogger" href="http://www.unamericanaincucina.com/" target="_blank"> <strong>Laurel Evans</strong></a>: quali corde toccare, come presentare un piatto per renderlo invitante, scovare il lato erotico del cibo, quello che ti fa venire voglia di toccarlo con un dito.&#8230;</p>
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