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	<title>Sanguis Jovis &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Attilio Scienza, il gigante della vigna</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[professore ordinario all’Università di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Sanguis Jovis]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Il più famoso studioso di viticultura in Italia, Attilio Scienza e il suo sogno di sviluppo sostenibile, di genome editing e di innovazione che non fa paura</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/i-nostri-vini/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>Per spiegare perché <strong>Attilio Scienza</strong> è un gigante nel mondo accademico italiano, permettetemi una premessa.<br />
Fino alla metà del Novecento, quasi un secolo fa, i baroni universitari erano una casta di potenti che creavano una scuola. Essere allievi di uno o dell’altro faceva la differenza nella successiva carriera e dipendeva dalla reputazione del maestro che, in certi casi, era leggendaria. Ovviamente anche a quell’epoca c’erano le svampite di bell’aspetto che andavano avanti per meriti non intellettuali, oppure i parenti o le clientele politiche, ma erano una minoranza rispetto agli allevi veri che eccellevano per il talento che venivano scelti e poi sottoposti ad anni di studio e lavoro massacranti. Il risultato era un livello di docenti straordinari. Il mio bisnonno docente di dermatologia e rettore universitario, li descriveva come una “razza cannibale” perché era composta da autentici fenomeni, di intelligenza, capacità e combattività.<br />
Una delle loro caratteristiche era il livello molto alto di cultura generale. Ovviamente conoscevano a fondo la loro materia e intrattenevano epistolari con la community internazionale dei colleghi, ma parlavano in latino, leggevano la letteratura contemporanea, suonavano il pianoforte, andavano a teatro e partecipavano ai salotti letterari…. Insomma tutt’altra cosa rispetto ai geni dell’elettronica attuale che non sanno quando sono vissuti Carlo Magno o Napoleone….. salvo qualche<strong> eccezione.</strong>&#8230;</p>
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		<title>I terreni del Sangiovese: Chianti Classico e Montalcino</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 08:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Costantini]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sangiovese del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Sanguis Jovis]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>La natura del suolo imprime uno specifico carattere sensoriale al vino,  per cui capire i terreni è determinate per capire il vitigno più variabile: il Sangiovese</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/casato-prime-donne/"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>E’ ben noto che il Sangiovese ha il maggior numero di cloni (108) e la maggiore variabilità. E’ insomma un vitigno “mutante” che si esprime al meglio in due zone: il Chianti Classico e Montalcino.</p>
<p>&#160;</p>
<h3>I SUOLI DEL SANGIOVESE NEL CHIANTI CLASSICO E A MONTALCINO</h3>
<p>Capire i suoli di queste due aree serve per individuare le specificità dei vini nelle loro versioni più eccezionali. Ci facciamo condurre dal Professor <a href="http://www.resolve-organic.eu/images/Chianti-terroir_Costantini.pdf" class="broken_link"><strong>Edoardo Costantini</strong></a> e dalle sue lezioni alla Scuola di alta formazione “<a href="https://fondazionebanfi.it/it/sanguis-jovis/"><strong>Sanguis Jovis</strong></a>” della <strong>Fondazione Banfi</strong> pubblicate nel Quaderno “<a href="http://www.montalcinonews.com/2019/11/%E2%80%9Cil-sangiovese-del-futuro%E2%80%9D-il-2%C2%B0-quaderno-by-fondazione-banfi/"><strong>Il Sangiovese del futuro</strong></a>” (2019).</p>
<p>&#160;</p>
<h3></h3>
<h3>COS&#8217;E&#8217; IL SUOLO</h3>
<p>Va premesso e ben sottolineato, il concetto generale di suolo: esso è la parte superficiale della crosta terrestre, quella che varia a seconda del clima e dell’intervento dell’uomo. I suoli italiani rappresentano il 51% della variabilità geologica mondiale. Nel nostro paese c’è dunque un’enorme concentrazione di epoche: da quella più antica (Gallura) a quelle secondaria, terziaria e quaternaria.</p>
<p>&#160;</p>
<h3>L&#8217;EFFETTO DEL SUOLO SUL VITIGNO E SUL VINO</h3>
<p>L’effetto del terreno sul vino è maggiore nelle annate calde e asciutte quando i caratteri distintivi del terroir sono più evidenti.<br />
La vite, come qualunque pianta, reagisce in base alla quantità d’aria, d’acqua del suolo su cui è piantata. A seconda della profondità a cui le radici riescono a scendere e a trovare questi elementi per tutto il ciclo vegetativo annuale.&#8230;</p>
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