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	<title>Simonit e Sirch &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>COME ERAVAMO, COME SIAMO E COME DIVENTEREMO</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 05:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Foglia Tonda]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto Prime Donne]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong><em>Il sogno di produrre grandi vini che si realizza. Donatella Cinelli Colombini racconta l’inizio difficile e la lenta creazione di un brand con un’identità forte</em></strong></p>
<p>&#160;</p>
<h4>1998-2002 ANNI EROICI</h4>
<p>20 ettari di vecchio vigneto e 5 ettari di nuovo impianto su uno sbancamento che avranno purtroppo molti problemi e vita breve.<br />
Non ci sono cantine e il vino è parte alla Fattoria dei Barbi e parte in spazi in affitto da amici produttori.<br />
La produzione del vino inizia l’attività con una “dote” di futuro Brunello 1993,  94,  95,  96 e 97<br />
Viene creato il brand “<a href="https://www.cinellicolombini.it/chi-siamo/la-storia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a>”, il logo e le etichette dei primi vini. Nasce il<a href="https://www.cinellicolombini.it/progetto-prime-donne/cose/" target="_blank" rel="noopener"><strong> progetto Prime Donne</strong> </a>con la cantina gestita da uno staff femminile, il Brunello selezionato da un gruppo assaggiatrici donne e il premio Casato Prime Donne dedicato al nuovo ruolo femminile nella società e nel lavoro.<br />
Nel 2001 viene inaugurata la cantina della Fattoria del Colle<br />
Nel 2002 viene inaugurata la cantina del Casato Prime Donne<br />
Inizia l’impianto dei nuovi vigneti: Cenerentola e Pieve alla Fattoria del Colle, Ardita e Pero al Casato Prime Donne di Montalcino<br />
Sperimentazione del vitigno autoctono <a href="https://www.quattrocalici.it/vitigni/foglia-tonda/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Foglia Tonda</strong></a> partendo da 400 marze del vitarium della Regione Toscana<br />
Le vigne sono coltivate in modo convenzionale, in cantina ci sono botti e barriques. Gli enologi sono inizialmente Luigino Casagrande e poi Fabrizio Ciufoli.</p>
<p>&#160;</p>
<p><span id="more-72605"></span></p>
<h4>2002 -2009 GLI ANNI DI CARLO FERRINI E GIOIA CRESTI – VOGLIA DI UN NUOVO</h4>
<p>Continua la sostituzione dei vecchi vigneti: al Casato Prime Donne Croce, Croce nuova alla Fattoria del Colle Cancello Nero, Ristorante e Fondo.&#8230;</p>
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		<title>QUANDO LA VIGNA NON FA UVA LE 3 REGOLE PER SALVARLA</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/quando-la-vigna-non-fa-uva-le-3-regole-per-salvarla/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 04:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Palliotti]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Giordano]]></category>
		<category><![CDATA[Simonit e Sirch]]></category>
		<category><![CDATA[VVQ Vigne Vini e Qualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong><em>Vigna vecchia fa buon vino dice il proverbio ma solo seguendo tre regole principali: sostituire le fallanze, mantenere la struttura, rinnovare il cordone</em></strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>“Le vigne vecchie non fanno uva” dicono molti produttori e la spiantano. Ma è un errore. Così facendo non produrranno mai dei vini di eccellenza e inoltre il modo per mantenerle c’è. Più gli anni passano più le fallanze aumentano e più vengono fuori i problemi legati alle virosi, ai danni causati dagli attrezzi di coltivazione o all’incuria nel mantenimento delle strutture, oppure dagli errori nella gestione del suolo. Questo è particolarmente vero per chi usa prodotti chimici che riducono la vitalità della terra oppure attrezzi pesanti che compattano il suolo e mandano in asfissia le radici. Hanno effetti simili anche pratiche che spingono l’apparato radicale delle viti verso l’alto rendendole vulnerabili agli stress idrici.</p>
<p>&#160;</p>
<p><span id="more-71369"></span></p>
<h4>MANTENIMETO E RESTAURO DEI VECCHI VIGNETI</h4>
<p>Il mantenimento e il restauro dei vecchi vigneti sono stati studiati da <a href="https://www.unipg.it/personale/alberto.palliotti" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alberto Palliotti</strong> </a>e <a href="https://www.linkedin.com/in/lucia-giordano-1513501b3/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lucia Giordano</strong></a>, dell’Università di Perugia che hanno pubblicato un interessante articolo su <a href="https://vigneviniequalita.edagricole.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>VVQ Vigne, Vini e Qualità</strong></a>. Perdere una gemma per pianta in un vigneto con una densità di 5.000 ceppi significa avere da 7 a 17 quintali d’uva in meno. E non è poco.<br />
Tuttavia per produrre vini di eccellenza è indispensabile disporre di vigneti adulti e quindi il problema del loro mantenimento nel tempo va preso molto sul serio. Gli interventi da prendere in esame sono tre: sostituzione delle piante morte, mantenimento annuale delle strutture, ringiovanimento.&#8230;</p>
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