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	<title>Terroir &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Bolgheri, il Bordeaux della Toscana, alla ricerca di identità</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 07:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Igt, Bolgheri Doc, Sassicaia Doc, una gran confusione definita “il solito pasticcio all’italiana”che però ha dato vita ad alcuni dei migliori vini al mondo</em></p>
<p>Sara Mazzeschi</p>
<p>Sassicaia, Paleo, <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Super_tuscan" target="_blank">Super Tuscan </a></strong>, vini toscani per lo più della zona di <strong>Bolgheri</strong>, tra i più apprezzati ma allo stesso tempo ritenuti il tipico esempio del caos italiano perché vini da tavola dai costi esorbitanti. Questo è più o meno quello che il mondo sa su di loro ma non è proprio la verità! Molti di questi vini hanno ottenuto &#8211; faticosamente &#8211; la Denominazione di Origine Controllata e Bolgheri è da anni teatro di discussioni, modifiche al disciplinare, acquisizioni da parte di grandi investitori. Un’area in pieno fermento dove “identità” e “terroir” sono sentiti più che mai perché se da una parte sono punto di partenza per la produzione enologica, dall’altra non c’è ancora un’idea precisissima di dove sia la zona, pur conoscendo ed apprezzandone i vini.<span id="more-26508"></span></p>
<p>Come spiegava tempo fa il Presidente del Consorzio di tutela vini Bolgheri Federico Zileri Dal Verme &#60;&#60; E’ ancora un luogo più virtuale che reale. Bolgheri è Sassicaia, <a href="http://www.ornellaia.com/it/vini/" target="_blank">Ornellaia</a>, ma i più non sanno cosa facciamo e quanti siamo&#62;&#62;</p>
<p>Bolgheri, in questa sua ricerca di individualità va controcorrente, da sempre, basti pensare alle sperimentazioni sui vitigni bordolesi in anni in cui il resto d’Italia e buona parte del mondo danno importanza agli autoctoni. Per una scelta ben precisa il disciplinare di questa Doc è tra i più flessibili, stabiliti i parametri qualitativi quali la resa per ettaro, sono i vignaioli a scegliere lo stile del vino in base ai caratteri delle loro vigne e del terroir e non il Consorzio ad imporre regolamenti ferrei. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/bolgheri-il-bordeaux-della-toscana-alla-ricerca-di-identita/">Bolgheri, il Bordeaux della Toscana, alla ricerca di identità</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>E’  il momento dei Superitalians</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 14:02:05 +0000</pubDate>
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<dl id="attachment_1791" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="https://i0.wp.com/www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2011/07/Tinaia-del-vento.jpg?ssl=1"><img onerror="this.src='https://www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2018/01/logo-dcc-home.png'" class="size-thumbnail wp-image-1791" title="Tinaia del vento" src="https://i0.wp.com/www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2011/07/Tinaia-del-vento.jpg?resize=150%2C150&#038;ssl=1" alt="Tinaia del vento" width="150" height="150" data-recalc-dims="1" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Tinaia del vento</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: right;">[gplusone]</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Due o più vitigni autoctoni usati insieme: sembra ovvio ma fino a pochi anni fa il blend di maggior successo era a base di Sangiovese e vitigni internazionali, oggi invece, il bisogno di identità, di originalità, di  caratteri distintivi spinge gli enologi a nuove soluzioni che associano vitigni tradizionali dello stesso territorio, ma c’è di più</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Valerie Lavigne enologa francese" href="http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Professioni/A-Valerie-Lavigne-il-Progetto-Prime-Donne-di-Montalcino_4214553633.html" target="_blank">Valerie Lavigne</a></strong>, l’enologa che <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini titolare di cantine a Montalcino e nel Chianti" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong> ha portato dall’ <strong><a title="Università di Bordeaux celebre per la sua facoltà di enologia" href="http://www.u-bordeaux2.fr/V-00-/0/fiche___defaultstructureksup/" target="_blank">Università di Bordeaux</a> </strong>nelle sue cantine del Casato Prime Donne a <strong><a title="Montalcino paese del Sud della Toscana noto per il suo vino" href="http://www.montalcinonet.com/" target="_blank">Montalcino </a></strong>e della Fattoria del Colle nel Sud del <strong><a title="Chianti maggiore denominazione enologica italiana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chianti_(vino)" target="_blank">Chianti</a></strong>, ci spiega il suo concetto di fare vino di eccellenza. Qualcosa di opposto alla globalizzazione ma comunque capace di competere ai più alti livelli qualitativi su uno scenario internazionale. </p>
<p style="text-align: justify;">Il suo ragionamento parte con un punto interrogativo che mette in dubbio il concetto stesso di “vitigno internazionale”. Per l’esperta francese &#60;&#60; Le varietà autoctone che producono un grande vino – il Sangiovese del <strong>Brunello</strong>, per esempio &#8211;  sono sempre coltivate al loro limite Nord. Cioè sono coltivate dove è più difficile, raggiungere una completa maturazione. E’ in queste condizioni che l’espressione dell’ uva è la più originale e la più inimitabile. Allo stesso modo le varietà internazionali come <strong><a title="Merlot vitigno internazionale a bacca rossa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Merlot" target="_blank">Merlot</a></strong>, <strong><a title="Cabernet Sauvignon vitigno internazionale a bacca rossa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cabernet-sauvignon" target="_blank">Cabernet Sauvignon </a></strong>o Chardonnay, che crescono in Borgogna o a Bordeaux sono nel loro limite più a Nord. Gli aromi di queste varietà, in queste situazioni climatiche, sono unici e identificabili. Se coltivati in zone con climi più caldi o più secchi possono dare buoni vini ma non grandi vini perché la loro espressione aromatica perde il suo particolare carattere.&#8230;</p>
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