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	<title>Twitter &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Gianluca Morino vignaiolo virtuale</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 07:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Produce Barbera a Nizza Monferrato ed è il vignaiolo più digitale d’Italia. A Gianluca Morino piacciono i tappi a vite e la juve, ma odia i diserbanti</em></p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/?page_id=32098" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a>,<a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/fattoria-del-colle/cenerentola-doc-orcia" target="_blank"><strong> Cenerentola</strong></a>, <strong>Doc Orcia</strong></p>
<p>E’ venuto a trovarci alcuni anni fa a seguito di un articolo del nostro blog. In quel momento nacque l’idea di organizzare un evento congiunto che , tuttavia, prende forma solo quest’anno alla Fattoria del Colle nelle mie amate colline toscane. Rimasi sorpresa dalla sua statura, da giocatore di basket, e dai suoi vini di una personalità coraggiosa. <strong>Gianluca Morino</strong> ha fatto della Barbera e del suo innalzamento qualitativo, lo scopo del suo lavoro e forse persino della sua vita.<br />
Quando scrive nei social ha un approccio diretto, franco fino alla ruvidezza, ma verso la vigna è amorevole. La foto principale nella sua pagina <a href="https://www.facebook.com/GianlucaMorino?lst=100002810544858%3A100000113340933%3A1496593671" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a> lo ritrae mentre sorride a un grappolo d’uva; tutto quello che ruota intorno alla sua azienda, <a href="http://www.cascinagaritina.com/" target="_blank"><strong>Cascina Garitina</strong></a>, ha un carattere quasi intino, cominciando dal nome che è il diminutivo, in dialetto, della bisnonna</p>
<p>Margherita. Proprio l’uso del dialetto dimostra un rapporto profondo con la terra, ecco che l’azienda fondata nell’anno Novecento-neuvsent (in piemontese) da il nome al Barbera Nizza, quello con disciplinare più restrittivo, che Gianluca produce con le vigne piantate nella prima metà del secolo scorso.<br />
I Morino sono vignaioli appassionati, di quelli che passano la maggior parte del loro tempo lavorando manualmente i loro 26 ettari di vigna.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/gianluca-morino-vignaiolo-virtuale/">Gianluca Morino vignaiolo virtuale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Vino vino delle mie brame, qual è il tappo migliore del reame?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2014 06:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Una costante delle discussioni del mondo del vino è la spinosa questione del tappo, tra sostenitori del sughero e dello <strong><a title="Cosa è lo screw cap" href="http://ideavino.net/blog/2012/11/05/la-riscossa-dello-screw-cap/" target="_blank">screw cap</a></strong>.</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da<a title="Bonella Ciacci su facebook" href="https://www.facebook.com/search/results.php?q=Bonella+Ciacci&#38;nomc=0" target="_blank"> <strong>Bonella Ciacci</strong></a></p>
<p>Seguendo <strong><a title="storico della discussione sui tappi di Marilena Barbera" href="https://storify.com/marilenabarbera/a-proposito-di-tappi" target="_blank">Marilena Barbera</a></strong> (@marilenabarbera) e il produttore proprietario di Cascina Garitina, <a title="sito ufficiale della cantina di Gianluca Morino, Cascina Garitina" href="http://www.cascinagaritina.com" target="_blank"><strong>Gianluca Morino</strong> </a>(@gianlucamorino) su <strong><a title="profilo di Gianluca Morino su Twitter" href="https://twitter.com/gianlucamorino" target="_blank">Twitter</a></strong>, leggo alcuni giorni fa di un’interessante ma accesa discussione che si è scatenata sul social network per via di un articolo di Slow Food dove si riportano le idee di <strong><a title="Robert Parker su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_M._Parker,_Jr." target="_blank">Robert Parker</a></strong>. Il celebre e stimato esperto di vino del <strong><a title="Wine Advocate" href="https://www.erobertparker.com/info/wineadvocate.asp" target="_blank">Wine Advocate</a></strong> sostiene che entro il 2015 il tappo di sughero sarà in minoranza sul mercato mondiale.</p>
<p>Da queste poche parole, quasi lapidarie per il povero tappo tradizionale, si scatena una guerra a colpi di posizioni forti, sostenute da una parte da chi protende per abbracciare le nuove tecnologie, come lo screw cap, che garantiscono l’eliminazione di rischi come l’ossidazione, e dall’altra chi invece difende tradizione, gestualità, poesia e “rischi naturali da mettere in conto”. L’articolo di <a title="articolo di Slow Food sul tappo di sughero" href="http://www.slowfood.it/sloweb/66295a63ff2c78921c482e05e771b57b/la-cina-sceglie-il-sughero" target="_blank">Slow Food</a>, che ha anche un programma per sostenere la produzione del sughero, si schiera nettamente dalla parte del tappo tradizionale, riportando i dati di uno studio dall’Associazione portoghese del Sughero (<strong><a title="Apcor - Associazione Portoghese del tappo di sughero" href="http://www.apcor.pt" target="_blank">Apcor</a></strong>): l’85%  dei 2001 intervistati vede nel tappo di sughero simbolo di alta qualità e prestigio. Idea comune e anche condivisibile, visto che i più grandi vini del mondo (da un <strong><a title="Consorzio del Brunello di Montalcino" href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it" target="_blank">Brunello</a></strong> Biondi Santi ad un <strong><a title="Chateau Pétrus" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Château_Pétrus" target="_blank">Pétrus</a></strong>, sono rigorosamente tappati in sughero), ma il punto è forse un altro.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/vino-vino-delle-mie-brame-qual-e-il-tappo-migliore-del-reame/">Vino vino delle mie brame, qual è il tappo migliore del reame?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Le aziende devono imparare a cinguettare</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/le-aziende-devono-imparare-a-cinguettare/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2014 07:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>In Italia, ancora poche aziende hanno capito e sfruttato le potenzialità di uno dei social network più importanti, <strong><a title="Twitter su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Twitter" target="_blank" rel="noopener">Twitter</a></strong>. Ecco perché conoscerlo meglio.</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Bonella Ciacci" href="https://www.cinellicolombini.it/vivi-e-rivivi-lesperienza-in-fattoria/bonella-un-nome-antico-per-una-donna-moderna-2/" target="_blank" rel="noopener">Bonella Ciacci</a></strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>Qualche giorno fa il<a title="Social media " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_media" target="_blank" rel="noopener"> <strong>social media</strong></a> strategist ed esperto di personal branding <a title="Riccardo Scandellari e articolo su Twitter" href="http://www.skande.com/twitter-contenuti-201405.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Riccardo Scandellari</strong> </a>ha pubblicato un articolo riguardo l’efficacia e risultati che si possono ottenere per le aziende che imparano a sfruttare al meglio il social dell’uccellino blu, Twitter. Prendo spunto dalle sue parole per evidenziare alcuni punti chiave e riportare l’esperienza diretta fatta nell’azienda di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini produttrice Brunello Chianti Orcia DOC agriturismo Siena" href="http:/colombini.it/" target="_blank" rel="noopener">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, per la quale lavoro.</p>
<p>“Twitter è il social più difficile da comprendere per chi non ha uno spirito da blogger”, ed ha ragione Riccardo in questa sua affermazione. Soprattutto in Italia, dove il social più utilizzato (e abusato) è Facebook, l’utente medio della rete fatica a comprendere le dinamiche del famoso sito di microblogging. Sì, perché così nasce twitter, come un sito di microblogging, dove quindi lo scopo principale è produrre e postare contenuti, che si racchiudano nei 140 caratteri. Da allora di strada ne ha fatta e le cose sono cambiate, aggiungendo molte funzioni, ma rimanendo comunque sostanzialmente un sito minimal, fatto di sostanza e poco di apparenza.</p>
<p>“L’utente Twitter è maggiormente disposto a cliccare il link contenuto del post e molto più disponibile a ricondividerlo se lo ritiene utile e interessante.”. Questo è l’altro punto chiave che reputo estremamente importante, e che è comunque strettamente legato alla natura principale di Twitter, ovvero un sito che punta sui contenuti. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/le-aziende-devono-imparare-a-cinguettare/">Le aziende devono imparare a cinguettare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Vino, passione e&#8230;un nuovo lavoro</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/vino-passione-e-un-nuovo-lavoro/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2014 06:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Siete dei <strong><a title="winelovers" href="http://www.wineloverspage.com/" target="_blank">winelover</a></strong>? Amate il vino e vorreste fare della vostra passione una professione? Sempre di più le cantine oggi ricercano figure nuove da inserire nel proprio organico.</em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Bonella Ciacci su facebook" href="https://www.facebook.com/bonella.ciacci" target="_blank">Bonella Ciacci</a></strong></p>
<p>Fino a poco tempo fa le figure ricercate dalle cantine erano ben specifiche, e limitate a quelle che sono le varie fasi del processo produttivo del vino, fino a raggiungere la sua commercializzazione: enologi, agronomi, cantinieri, operai agricoli capaci di vendemmiare o potare…fino a responsabili commerciali sia per l’Italia che per l’estero.</p>
<p>Ma oggi, per vendere un vino, non basta più soltanto un prodotto di qualità, e dei buoni agenti. La comunicazione, i <strong><a title="new media" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuovi_media" target="_blank">new media</a></strong>, e l’accoglienza in cantina sono i nuovi settori che si stanno sviluppando sempre di più, facendo nascere l’esigenza di nuove figure professionali. Non a caso, nel sito italiano specializzato nell’incontro domanda/offerta per il lavoro nel settore del vino <strong><a title="winejob" href="http://winejob.it/it/home/" target="_blank">WineJob.it</a></strong>, tra 8 offerte di lavoro al momento aperte, ben 4 sono riferite al settore marketing. Come non sorprende che tra il personale ricercato negli USA, tramite il sito <strong><a title="winejobsusa" href="http://www.winejobsusa.com/" target="_blank">winejobsusa.com</a></strong>, ci sia una specifica richiesta per i <strong>wine enthusiasts</strong>. Queste figure dovranno lavorare in modo indipendente, organizzando a casa o comunque privatamente eventi di degustazione, e percepiranno un compenso a percentuale sulla base degli ordini raccolti dopo questi eventi. E non solo. Sono richiesti molti consulenti, la cui mansione principale è accogliere clienti in cantina e presentare e vendere i vini dell’azienda, così come assistenti nelle sale degustazioni, e la principale caratteristica del candidato deve essere una grande passione per il vino e una spiccata personalità entusiasta e coinvolgente.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/vino-passione-e-un-nuovo-lavoro/">Vino, passione e&#8230;un nuovo lavoro</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>6toscana? Allora vantatene</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 07:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ATO Toscana Sud]]></category>
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		<category><![CDATA[visto per voi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Il 9 gennaio 2014 aprii <a title="Twitter" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Twitter" target="_blank"><strong>Twitter</strong> </a>e trovai che tutti rivendicano la propria origine toscana con grande orgoglio. Tra battute e stereotipi, ecco perché esserne davvero fieri.</em></p>
<p><strong>Visto per voi</strong> da <strong><a title="Bonella Ciacci" href="https://www.cinellicolombini.it/vivi-e-rivivi-lesperienza-in-fattoria/bonella-un-nome-antico-per-una-donna-moderna-2/" target="_blank">Bonella Ciacci</a></strong></p>
<p>Da senese DOC, vedere che su twitter si fa un gran parlare della toscanità non poteva che colpirmi. Alle 9 di mattina del 9 gennaio l’hashtag (le parole precedute dal simbolo #) era al 3° posto nei TT di twitter.<br />
Facciamo un passo indietro. Cosa sono i TT, ovvero i <strong><a title="Cosa sono i Trending Topics, o TT" href="http://www.posizionamentocreativo.it/web-marketing/item/i-topic-trends-di-twitter" target="_blank">Trending Topics</a></strong> di twitter? Sono quegli argomenti che fanno tendenza (trend, appunto) su twitter durante la giornata, e la classifica dei 10 trending topics è in costante aggiornamento. Un argomento entra in questa classifica quando una parola o un hashtag è twittato e retwittato da moltissimi utenti in un breve lasso di tempo e genera conversazioni che coinvolgono più utenti possibili. Ecco che l’algoritmo di Twitter lo individua e lo segnala come argomento caldo del momento. Esempi eclatanti di TT possono essere stati ultimamente per esempio l’incidente sugli sci di <strong><a title="Michael Schumacher" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Schumacher" target="_blank">Schumacher</a></strong>, o l&#8217;accordo sulla legge elettorale tra <a title="Sito ufficiale di Matteo Renzi segretario PD" href="http://www.matteorenzi.it/" target="_blank"><strong>Renzi</strong> </a>e Berlusconi, oppure l’insediamento del nuovo Papa.<span id="more-15474"></span></p>
<p>Questo può farvi capire perché allora mi sono stupita di vedere <strong>#seitoscana</strong>al terzo posto. Perché tanto orgoglio regionale? Per dovere di cronaca devo dire</p>
<p>che la maggior parte dei tweet che si trovavano seguiti da questo hashtag erano giochi di parole e rivendicazioni del nostro dialetto, del gergo e delle abitudini di chi si sente orgogliosamente toscano.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/6toscana-allora-vantatene/">6toscana? Allora vantatene</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Il vino ha bisogno di un social media su misura</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 06:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[Wine economics]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong><a title="Facebook" href="http://www.facebook.com/#!/DonatellaCinelliColombini" target="_blank">Facebook</a></strong> e <strong>Twitter</strong> forse non bastano per dare al mondo del vino notizie e contatti come per gli studenti USA che usano un canale specifico</em></p>
<p>Un recente studio di Marianne McGarry Wolf, Mitch Wolf, Leanne Brady, Hanna Peszynski, Lindsey Higgins and Shane Wolf  pubblicato in “<strong><a title="Wine Economics" href="http://www.wine-economics.org/" target="_blank">Wine economics</a></strong>” mostra come  il mondo del vino faccia un uso crescente dei social media. 11,5 milioni di utilizzatori statunitensi di Facebook sono interessati a vino, birra o superalcolici. Per questo il comparto enologico usa internet per dialogare con i clienti e definire il loro profilo. Ma non solo, lo usa anche per stabilire relazioni industriali e trovare fornitori. Un’indagine di ABLE “Social Media Marketing” 2012  ha rivelato che il 94% delle cantine americane sono su Facebook , il 73% sono su Twitter e quasi la metà ritiene che i social media agevolino la vendita dei vini.<span id="more-8186"></span></p>
<p>Con queste premesse i ricercatori sono andati a vedere se e come i migliori centri di formazione preparino i</p>
<p>futuri managers all’utilizzo dei social network. L’indagine ha riguardato la <a title="California Polytechnic State university" href="http://www.calpoly.edu/" target="_blank"><strong>California Polytechnic State University</strong> </a>dove quasi il 20% degli studenti frequenta facoltà di agraria e enologia. Sorprendentemente, fra tutti gli allievi dell’Università, quelli del settore agroalimentare sentono più degli altri il bisogno di ricevere informazioni e contatti via internet.</p>
<p>Forse è il carattere stesso degli studi agricoli che si esprimono in spazi grandi e isolati per cui gli addetti sentono il bisogno dei contatti più di chi lavora in affollati grattacieli di città.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/il-vino-ha-bisogno-di-un-social-media-su-misura/">Il vino ha bisogno di un social media su misura</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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