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	<title>Valdichiana &#8211; Cinelli Colombini</title>
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		<title>Blues Challenge le blues band si sfidano in Toscana</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 07:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><i>21 band da 21 nazioni si sfideranno nella <strong><a href="http://www.torritablues.com/ebc2016/?page_id=833" target="_blank">6° European Blues Challenge</a></strong>, per la prima volta ospitato in Italia, a Torrita di Siena, nel cuore della Toscana.</i></p>
<p>Di Consuelo Pallecchi</p>
<p>Torrita di Siena è stata scelta come Capitale del Blues 2016 e dal 7 al 9 aprile ospiterà musicisti, amanti del blues e le band più famose al mondo, che arriveranno nella cittadina della Valdichiana per sfidarsi nella <strong>6° European Blues Challenge</strong>.</p>
<p>Torno a parlarvi di Torrita, paesino a pochi chilometri dalla<strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/fattoria-del-colle" target="_blank"> Fattoria del Colle</a></strong>, che quest&#8217;anno è come un vulcano di eventi e non smette di stupirci con appuntamenti imperdibili.</p>
<p>Dopo la rievocazione storica e festa popolare del “Palio dei Somari” appena conclusa, Torrita si prepara ad un nuovo evento, che questa volta la vedrà in veste “musicale”. La cittadina è infatti stata scelta per ospitare l&#8217;edizione 2016 della European Blues Challenge, il più famoso e importante evento per gruppi blues europei organizzato ogni anno dalla <strong><a href="http://italy.europeanbluesunion.com/" target="_blank">European Blues Union</a></strong>, che dopo il successo delle precedenti edizioni approda per la prima volta in Italia.<span id="more-25992"></span></p>
<p>Per <strong><a href="http://prolocotorritasiena.wix.com/prolocotorritasiena#!torrita-di-siena/c98x" target="_blank">Torrita di Siena</a></strong> è un grandissimo onore essere stata scelta tra tutte le città d’Europa</p>
<p>come Capitale del Blues 2016, soprattutto perché questo paese medievale nel cuore della Valdichiana non è estraneo a questo fenomenale genere musicale, ma ha un cuore che batte al ritmo delle note di grandi artisti del blues. Ogni anno infatti nell&#8217;ultimo weekend di Giugno si svolge il “<strong><a href="https://www.facebook.com/torritablues" target="_blank">Torrita Blues Festival</a></strong>”, appuntamento imperdibile per amanti del blues che, sempre più numerosi, raggiungono la cittadina per assistere all&#8217;evento.&#8230;</p>
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		<title>Colazione di Pasqua toscana con la Ciaccia Pasqualina</title>
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		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/colazione-di-pasqua-toscana-con-la-ciaccia-pasqualina/#respond</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2016 07:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>In <strong><a href="http://www.terresiena.it/it/val-di-chiana" target="_blank">Valdichiana</a></strong> e <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Val_d%27Orcia" target="_blank">Val d&#8217;Orcia</a></strong> non è davvero Pasqua se a tavola non c&#8217;è la “Ciaccia Pasqualina”, quella tradizionale che qui è  fatta con i “friccioli”.</em></p>
<p>Di <strong>Consuelo Pallecchi</strong>, Fattoria del Colle</p>
<p>Nella campagna a sud di Siena dove si trova anche la <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/offerte/agriturismo" target="_blank">Fattoria del Colle</a></strong>, la <strong>Ciaccia di Pasqua</strong>, o Panina, ha una ricetta totalmente diversa dalla classica “torta pasqualina al formaggio” conosciuta un po&#8217; in tutta Italia. La nostra tradizionale Ciaccia è a base di pasta di pane, uova e “friccioli”, ovvero grasso di maiale fatto a pezzettini e unito all’impasto.</p>
<p>Questa ricetta è davvero poco conosciuta e la potete trovare solo in questa zona della <strong>Toscana</strong> e solamente nel periodo di Pasqua, ma vi assicuro che vale il viaggio per poterla assaggiare!</p>
<p>Il nome “ciaccia” in diletto significa “schiacciata” o “focaccia”, sebbene la forma tradizionale di questa pietanza è quella di una pagnotta!</p>
<p>La Ciaccia di Pasqua toscana è gustosissima grazie ai friccioli, a cui spesso si aggiungono <span id="more-25731"></span>anche dei pezzettini di rigatino o pancetta per arricchirla ancora più di</p>
<p>sapore.</p>
<p>Come la maggior parte dei piatti tradizionali di questa regione il suo sapore deciso la rende perfetta da abbinare a qualsiasi pietanza del pranzo o della cena, ma soprattutto è ottima per accompagnare la Colazione di Pasqua toscana, dove oltre alla Panina si portano in tavola cibi tipici come affettati, formaggi e ovviamente le uova benedette. Insomma una colazione fuori dall&#8217;ordinario, ma che rispetta le tradizioni di una volta.&#8230;</p>
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		<title>Il Palio dei Somari di Torrita una festa tutta da scoprire</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 08:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Il Palio dei Somari una festa popolare curiosa, divertente e golosa che ogni marzo riporta il paese di Torrita di Siena nel Medioevo con cortei storici, cene in taverna e l&#8217;avvincente corsa dei somari!</em></p>
<p>Di <strong>Consuelo Pallecchi</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/agriturismo/soggiorni" target="_blank">Fattoria di Colle</a></strong></p>
<p>A pochi chilometri dalla Fattoria del Colle sorge il paese di origine medievale di <strong><a href="http://www.comune.torrita.siena.it/index.htm" target="_blank">Torrita di Siena</a></strong>, dove ogni anno si svolge una delle feste popolari più divertenti e curiose della <strong><a href="http://www.terresiena.it/val-di-chiana" target="_blank">Valdichiana</a></strong>: il Palio dei Somari. Quest’anno l’appuntamento è il 20 Marzo con la gara, ma i festeggiamenti iniziano già la settimana precedente. Un’occasione perfetta per ritagliarsi un weekend tra le colline toscane, degustando qualche buon vino, piatti tipici e partecipare agli <strong><a href="http://www.paliodeisomari.it/il-programma/" target="_blank">eventi del Palio</a></strong> più divertenti.</p>
<p>La sola parola “Palio” fa subito pensare alla ben più famosa e antica festa senese; il concetto è lo stesso ma la differenza maggiore sta proprio nell&#8217;animale scelto per correre la carriera, non il cavallo bensì l&#8217;asino, anzi il Somaro, come viene chiamato a Torrita.<span id="more-23560"></span></p>
<p>Nella gara si sfidano le <strong>8 contrade</strong> del paese: Porta a Pago, Porta a Sole, Porta Gavina e Porta Nova (le 4 antiche porte del castello), Fonti, Cavone, Stazione e Refenero.</p>
<p>La  manifestazione nasce circa 60 anni fa, dalla volontà di alcuni cittadini di creare un&#8217;occasione di ritrovo per la comunità torritese e si corre ogni anno la domenica</p>
<p>successiva al 19 marzo, giorno di <strong>San Giuseppe</strong>, patrono dei falegnami, a cui la festa è dedicata.&#8230;</p>
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		<title>Il Pan Santo toscano, ricetta di Quaresima</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/il-pan-santo-toscano-ricetta-di-quaresima/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 08:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><i>Per portare a tavola un pezzo di Toscana ecco una ricetta che si tramanda di generazione in generazione nella campagna tra Valdichiana e Val d’Orcia.</i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Di <a href="https://www.facebook.com/consuelo.pallecchi" target="_blank">Consuelo Pallecchi </a>– <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/agriturismo/soggiorni" target="_blank">Fattoria del Colle</a></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il protagonista assoluto della ricetta del Pan Santo ovviamente è il pane toscano, quello non salato, per questo detto anche “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pane_sciocco" target="_blank"><strong>Pane Sciocco</strong></a>” e cotto nel forno a legna, che gli dà quel sapore unico, insomma la ciliegina sulla torta! Il Pan Santo è un piatto ottimo, a base di pane, fagioli e olio extravergine d’oliva, spesso consumato nel periodo della Quaresima, e perché no, abbinato ad un vino rosso giovane come il <a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/fattoria-del-colle/142-leone-rosso-doc-orcia" target="_blank"><strong>Leone Rosso Orcia Doc</strong></a>. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questa che vi racconto e propongo è una ricetta davvero genuina: pochi ingredienti di qualità, qui a Fattoria del Colle abbiamo il nostro piccolo orto che ci dona in ogni stagione verdure e ortaggi favolosi, e poi per completare la ricetta ci vuole olio d’oliva ma anche molto olio “di gomito” e pazienza. Come dicevo l’ingrediente fondamentale è proprio il pane che richiede una lavorazione molto lunga e tanta manualità. Impastare e lavorare il pane nel modo giusto vi assicurerà un risultato ottimo! E se non ci riuscite la prima volta … una scusa in più per provarci ancora! </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutti conoscono il “pane sciocco”, quello rigorosamente senza sale, tipico della zona sud della Toscana, ma pochi sanno davvero come prepararlo! Il nome del piatto “Pan Santo” deriva probabilmente dal fatto che un tempo veniva mangiato</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">soprattutto nei periodi di Vigilia, quando non si poteva consumare carne, ma come sempre questa non è l’unica storia!</span>&#8230;</p>
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		<title>Patate e cipolle sotto la cenere: il gusto della campagna toscana</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/vivi-e-rivivi-lesperienza-in-fattoria/patate-e-cipolle-sotto-la-cenere-il-gusto-della-campagna-toscana/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2016 08:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Le patate e cipolle sotto la cenere sono un piatto antichissimo della tradizione contadina toscana, una pietanza povera dal gusto ricco molto amata in Valdichiana.</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>Qui in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Val_di_Chiana"><strong>Valdichiana</strong></a>, nel sud della Toscana, le patate e cipolle cotte sotto la cenere si preparano ancora oggi nelle fredde giornate invernali, bastano una stufa, o un camino, e un po’ di cenere e il gioco è fatto! Ed abbinate al <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/dettaglio/chianti-superiore-docg/">Chianti Superiore DOCG</a></strong> della <a href="https://www.cinellicolombini.it/turismo/soggiorni-a-tema/"><strong>Fattoria del Colle</strong></a> faranno faville a tavola.</p>
<p>Preparare questo gustosissimo contorno è davvero semplicissimo, dopo aver messo a cuocere le patate e cipolle ce le possiamo “dimenticare” (o quasi!) sotto la cenere per ore. Il risultato di questa cottura lenta è eccezionale, le patate conservano tutto il loro sapore e le cipolle rimangono molto delicate, con una nota di affumicato che rende il tutto ancora più gustoso.</p>
<p>&#160;</p>
<h2>STORIA DELLE PATATE E CIPOLLE COTTE SOTTO LA CENERE</h2>
<p>Indagando sulla “storia” di questo piatto ho scoperto tante piccole curiosità, ad esempio che una volta era la tipica pietanza per la colazione dei contadini. Il lavoro nei campi infatti richiedeva un pasto sostanzioso per iniziare bene la giornata e generalmente veniva consumato a metà mattina, un po’ come un brunch insomma!</p>
<p><span id="more-23424"></span></p>
<p>La bontà del piatto è data proprio da questa cottura così particolare che esalta il sapore degli ortaggi e in più è un metodo super-economico, e direi anche eco-friendly, di cucinare.</p>
<p>Un tempo, nei casali dei contadini il camino, o la stufa, erano accesi già dalla mattina presto e così si sfruttava la brace per cuocere e cucinare.&#8230;</p>
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		<title>San Valentino a lume di candela alla Fattoria del Colle</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2014 17:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Festa degli innamorati]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em><strong><a title="Festa degli innamorati" href="http://fai.informazione.it/p/B7BD051E-B865-4CAA-9C21-32C397789CF5/San-Valentino-Shopping-in-love-l-evento-di-HSE24-per-la-festa-degli-innamorati" target="_blank">Festa degli innamorati</a></strong> alla <strong>Fattoria del Colle</strong> per gustare antichi piatti afrodisiaci e grandi vini, dove il <a title="Granduca di Toscana " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Granducato_di_Toscana" target="_blank"><strong>Granduca di Toscana</strong> </a>aveva il suo amore segreto</em></p>
<p>Era il 1782 o giù di li e <strong><a title="Pietro Leopoldo d’Asburgo Granduca di Toscana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leopoldo_II_d'Asburgo-Lorena" target="_blank">Pietro Leopoldo d’Asburgo Granduca di Toscana</a></strong> seguiva personalmente la realizzazione dei canali che trasformarono la <strong><a title="Valdichiana" href="http://www.valdichiana.it/bonifica/storia5.php" target="_blank">Valdichiana</a></strong> da palude in fertile terreno agricolo. Lasciata la moglie a Firenze con i 16 figli, il sovrano ben noto per la sua focosa vita sentimentale, arrivava nel Sud della Toscana con la ferma intenzione di non limitarsi al lavoro. Ed ecco la bellissima Contessina Isabella, dai lungi capelli neri, Pietro Leopoldo la corteggiò audacemente rischiando persino di annegare in un fosso. Meglio protetto del <strong><a title="Presidente Hollande" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois_Hollande" target="_blank">Presidente Hollande</a></strong>, il Granduca ebbe un “rifugio romantico” alla Fattoria del Colle dove si incontrava con Isabella.<span id="more-15513"></span><br />
Ancora oggi la camera del Granduca racconta la storia di questo amore e da un tocco romantico alla fattoria dove i panorami, gli arredamenti di mobili antichi, i grandi vini e i piatti afrodisiaci creano l’atmosfera perfetta per un <a title="San Valentino " href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Valentino_(festa)" target="_blank"><strong>San</strong></a></p>
<p><a title="San Valentino " href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Valentino_(festa)" target="_blank"><strong>Valentino</strong> </a>molto intimo.<br />
Questo è il menù della cena di San Valentino a lume di candela nella veranda dell’Osteria</p>
<p>Ciancifricola senese con uovo di quaglia<br />
<em>Sanchimento IGT Toscana 2012</em><br />
Pinci fatti a mano con oro degli dei –zafferano<br />
<em>Cenerentola <strong><a title="Orcia" href="http://www.consorziovinoorcia.it/ita/" target="_blank">Orcia</a></strong> Doc 2010</em><br />
Tagliata di bue chianino con tartufo bianco delle Crete senesi, fagioli di Sorana e rucola<br />
Cacio pecorino di diversa stagionatura con mostarda piccante<br />
<em><strong>Brunello</strong> di Montalcino DOCG 2009</em><br />
Tortino di cioccolato<br />
Panforte artigianale<br />
<em>Vin santo del Chianti DOC 2004</em></p>
<p>Dopo cena, gli innamorati troveranno nelle camere della Fattoria del Colle candele, calici e spumante secco, per continuare la serata da soli…..&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vivi-e-rivivi-lesperienza-in-fattoria/san-valentino-a-lume-di-candela-alla-fattoria-del-colle/">San Valentino a lume di candela alla Fattoria del Colle</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>La camera del Granduca</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Castello di Montelifrè]]></category>
		<category><![CDATA[fattoria del colle]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Leopoldo]]></category>
		<category><![CDATA[Valdichiana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Questa è la storia della camera più bella e romantica della Fattoria del Colle, la camera del Granduca. </em><br />
<em>Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena  fu il più grande sovrano della Toscana </em></p>
<p style="text-align: justify;">Con l’estinzione dalla famiglia Medici , giovanissimo,  divenne Granduca, si traferì a Firenze e in  25 anni trasformò la Toscana in uno stato efficiente, prospero, senza analfabetismo, dotato di un sistema sanitario, con il voto alle donne e il primo al mondo senza la pena di morte (1786).</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante i suoi  tanti pregi <strong><a title="Pietro Leopoldo d'Asburgo Granduca di Toscana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leopoldo_II_del_Sacro_Romano_Impero" target="_blank">Pietro Leopoldo </a></strong>aveva un difetto. Era un donnaiolo incontenibile. Pare che la moglie Maria Ludovica di Borbone, figlia del Re di Spagna, mentre girava in carrozza per Firenze dicesse ai 16 figli &#60;&#60; salutate, salutate … quei  bambini potrebbero essere i vostri fratelli &#62;&#62;.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la bonifica della <strong><a title="Valdichiana zona palustre bonificata alla fine del settecento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Val_di_Chiana" target="_blank">Valdichiana</a></strong> Pietro Leopoldo fece numerosi viaggi nella zona dell’ex palude e incontrò una gentildonna bruna di grande fascino, Isabella Martinozzi che</p>
<p style="text-align: justify;"> divenne la sua amante. Per difendere la privacy del sovrano fu quindi organizzato un “nido d’amore” alla <strong>Fattoria del Colle</strong>. Lei arrivava, attraverso il bosco, dal vicino <strong><a title="Castello di Montelifrè comune di San Giovanni d'Asso" href="http://www.castellitoscani.com/italian/montelifre.htm" target="_blank">Castello di Montelifrè</a></strong>, lui arrivava dalla strada maestra e poi si appartavano nella parte dell’edificio appositamente creata per loro: la camera del Granduca, la più grande e panoramica di tutta la villa.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi Pietro Leopoldo divenne Imperatore d’Austria (1790-92) e la Fattoria del Colle tornò ad essere un luogo tranquillo. Di quel periodo avventuroso rimane la camera del Granduca con soffitto affrescato e arredamento di mobili antichi,  dove spesso gli sposi trascorrono la loro luna di miele.  &#8230;</p>
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		<title>Il sogno del Gigante bianco</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 16:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[Aboca]]></category>
		<category><![CDATA[Antinori]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione tutela Valdichiana]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[fattoria del colle]]></category>
		<category><![CDATA[Valdichiana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Chi è il Gigante bianco? E’ il bue chianino, l’emblema della Valdichiana, potente, nobile e generoso, vive da millenni in questo territorio ed è il più grande animale da carne esistente al mondo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>Ma perché il sogno? Perché la Valdichiana sta sognando un nuovo futuro. Questa valle che un tempo era palustre ha un’identità tutta da valorizzare. Le fattorie monumentali sono il suo elemento architettonico più caratterizzante e qualificante. Edifici in mattoni che, nella versione cinquecentesca, hanno per prototipo le ville di Baldassarre Peruzzi e in quella settecentesca prendono il nome di Leopoldine dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo d’Asburgo che, dopo aver risanato la <strong><a title="Valdichiana zona agricola in provincia di Siena e Arezzo" href="http://www.valdichiana.it/" target="_blank">Valdichiana</a></strong> dalla palude, la popolò con le prime vere case contadine. </p>
<p style="text-align: justify;">La Valdichiana ha anche un cucina sua basata sugli ortaggi e sulla carne.<br />
La nana, cioè l’anatra muta delle antiche paludi che viene usata per i sughi, la carne di bue chianino per gli arrosti e gl<a href="https://www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2011/12/Monticchiello.bmp"><img onerror="this.src='https://www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2018/01/logo-dcc-home.png'" class="alignright size-full wp-image-3857" title="Monticchiello" src="https://www.cinellicolombini.it/wp-content/uploads/2011/12/Monticchiello.bmp" alt="Monticchiello" /></a>i umidi, infine il maiale cinta senese per gli affettati.  Roba da leccarsi i baffi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma torniamo al sogno della Valle del Gigante bianco e cerchiamo di capire se al risveglio potrà concretizzarsi.  Il termine tecnico è distretto agricolo (ma che brutto nome! Distretto militare, distretto di polizia …) ed è un sistema di gestione integrata del territorio che riguarda aree con caratteri e produzioni distintive e qualificate. Secondo il Professor Alessandro Pacciani, pioniere del concetto agricolo,  l’Europa favorisce e cofinanzia ( all’interno della Pac e dei Leader) questi sistemi territoriali quando contengono elementi di sviluppo economico e occupazionale a basso impatto ambientale (greening) e integrazione fra vari comparti produttivi e con la città (Rural &#8211; urban).&#8230;</p>
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