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Benvenuto Brunello un successo durato 28 anni

Benvenuto Brunello 2020

Edizione trionfale di Benvenuto Brunello con le 5 stelle della super annata 2019, Vittorio Sgarbi, il presidente del Coni Malagò e un assalto di wine lovers

Benvenuto brunello 2020

Benvenuto Brunello 2020 Violante Gardini Cinelli Colombini con vip friends

di Donatella Cinelli Colombini

COME NASCE BENVENUTO BRUNELLO

Si racconta che l’idea delle anteprime nacque durante un viaggio a Tokyo del Consorzio del Brunello quando l’allora presidente Sante Turone annunciò al suo vice Andrea Costanti e al direttore Stefano Campatelli <<faremo un evento per presentare il Brunello che sta per entrare in commercio e dare la valutazione (da una a 5 stelle) dell’ultima vendemmia. Si chiamerà Benvenuto Brunello>>. Nonostante la reazione sbalordita dei due interlocutori il progetto andò in porto e la prima edizione venne organizzata nel 1992 nelle sale polivalenti sotto il Comune di Montalcino mentre la mattonella con le due stelle della vendemmia fu dipinta da Roberto Turchi.
Anno dopo anno l’evento crebbe spostandosi sotto un tendone allestito nella fortezza trecentesca di Montalcino e poi (con un mio contributo

Benvenuto Brunello la piastrella di Giovanni Malagò

Giovanni Malagò firma la piastrella del Brunello 2019

personale), nella sede attuale del complesso di Sant’Agostino. Cresceva di pari passo l’afflusso di giornalisti specializzati di tutto il mondo e quello dei buyer a cui tradizionalmente sono riservati gli ultimi due giorni delle degustazioni. Nel successo di Benvenuto Brunello ha avuto un ruolo determinante l’agenzia montalcinese WineNews di Irene e Alessandro Regoli che cresceva di reputazione e di importanza quasi alla stessa velocità.

LE REPLICHE DI BENVENUTO BRUNELLO DIVENTA IL FENOMENO DELLE ANTEPRIME DEI VINI

Mentre l’evento montalcinese veniva replicato a New York e poi in altri mercati strategici esteri, altri consorzi del vino italiano iniziarono a seguire la scia del Brunello. In Toscana Chianti Classico, Vino Nobile e Vernaccia furono poi seguiti dagli altri consorzi coordinati dall’Amministrazione Regionale. Nelle altre parti d’Italia tutte le grandi denominazioni hanno organizzato le anteprime fino a formare un calendario estenuante sia per i buyer che per i wine critics.

Benvenuto Brunello 2020

Benvenuto Brunello 2020 Antonella Presneta i vini di Donatella Cinelli Colombini

Il proliferare di repliche dell’evento montalcinese ha innescato una sorta di competizione basata sul gigantismo e sul lusso per cui le cene dovevano essere di stellati sempre più stellati ma sempre meno vicini al territorio di origine del vino, le localition dovevano avere allestimenti sempre più scenografici e sempre più estranei alla semplicità della campagna.

BENVENUTO BRUNELLO SI SVUOTA DEI SUOI ELEMENTI PORTANTI

Nel frattempo i principali giornalisti iniziarono a chiedere delle degustazioni separate nella sede del consorzio Brunello. Richiesta che si è progressivamente estesa a quasi tutte le guide e le riviste principali svuotando Benvenuto Brunello di molti dei personaggi più importanti e rompendo quel legame bellissimo fra i produttori e i degustatori. Un legame che nasceva dalla possibilità di assaggiare e poi incontrare, nello spazio attiguo, il produttore del vino.
Nonostante il tentativo di riempire Benvenuto Brunello di contenuti leggermente diversi ogni anno: convegni, piastrelle dipinte da personaggi famosi, prestigiosi vincitori del premio Leccio D’Oro assegnato ogni anno a ristoranti e enoteche che valorizzano il vino di Montalcino …. Ebbene nonostante questo, nonostante l’enorme successo di pubblico e i wine lovers che arrivano da tutto il mondo …… l’evento è invecchiato.

IL CONSORZIO BRUNELLO ANNUNCIA IL RINNOVAMENTO DEL BENVENUTO

Benvenuto Brunello 2020

Benvenuto Brunello 2020 è l’occasione per portare al Casato Prime Donne un grande numero di giornalisti

Per questo, a Montalcino, è cresciuta la voglia di reinventarlo con una formula nuova. Il progetto, in cantiere per 2021 è stato annunciato dal Presidente Fabrizio Bindocci a Trebicchieri settimanale del Gambero Rosso precisando l’intenzione di creare una sorta di laboratorio di idee con tutti i produttori.

Si tratta di una svolta coraggiosa perché cambiare, per un territorio che ha raggiunto il successo come il Brunello, non è facile. Evidenzia una capacità di accettare i rischi da veri leader e la presenza di un DNA particolare che ha permesso a Montalcino, nei secoli, di distinguersi e arrivare in cima. Non scordiamoci che nel 1559 fu l’ultima città stato in Italia.

I NUMERI DEL SUCCESSO DEI VINI DI MONTALCINO

Montalcino-Casato-Prime -Donne-seminario-sul-sangiovese

Montalcino Casato Prime Dinne seminario sul Sangiovese durante Benvenuto Brunello

Corre ora l’obbligo di mettere in evidenza i numeri che definiscono la dimensione del successo di Montalcino e che traggo da WineNews.
Il valore dei vigneti è salito del 4.500% in 50 anni. Oggi per comprare un ettaro di Brunello bisogna spendere circa 1 milione di Euro. Possiamo dunque dire che la collina di Montalcino è coperta da un manto verde che vale oltre due miliardi di Euro.
Anche il tesoro liquido conservato nelle cantine arriva a cifra da capogiro: 400 milioni che triplicano una volta che il vino viene imbottigliato e immesso nel mercato superando il miliardo.

                                                                       

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