Chi sono i turisti del vino? Gli enoturisti per caso

visite-in-cantina

I turisti del vino sono un piccolo esercito armato di cavatappi. Qui vi presenteremo quelli che arrivano in cantina senza un vero interesse ma poi … 

cantina spumante

cantina spumante

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

5 milioni di visitatori per un totale di circa 10 milioni di ingressi nelle cantine italiane (Wine Monitor  2014). E’ uno dei flussi che cresce di più e soprattutto spende di più. L’indagine 2015 di GFK su commissione della Fondazione Italia patria della bellezza, ha esaminato un campione di 5.000 turisti esteri in Italia scoprendo che il 60% di loro ha comprato del vino (56% degli europei 64% dei non EU). I russi hanno dimostrato il maggior apprezzamento per le nostre bottiglie seguiti da cinesi, statunitensi e tedeschi ( rispettivamente 75%, 67%, 64%, 62%). Dalla stessa indagine emergono anche le parole chiave che gli stranieri collegano al nostro agroalimentare, sono in ordine decrescente: qualità, genuinità e notorietà.

turismo nei vigneti

turismo nei vigneti

L’indagine riconferma il primato dell’agroalimentare fra i motivi di soddisfazione dei turisti esteri di ritorno dal nostro paese. Infatti se il turismo è secondo all’arte, come calamita dei turisti esteri, è invece saldamente in testa fra le cose più apprezzate del Bel Paese.
Un successo in crescita confermato dai 7 itinerari italiani fra i 52 scelti in tutto il mondo, dalla potentissima guida Lonely Planet 2015 “Wine trails”. Ci sono Toscana (concentrata sul Chianti Classico), Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte, Friuli e Puglia per un’edizione di oltre cento milioni di guide. L’Italia è dunque, a buon diritto, fra le maggiori wine destination del mondo e in questa veste si mostra al pubblico internazionale. Un pubblico composto da turisti e non solo da turisti del vino.

degustazione in cantina

degustazione in cantina

Scopriamo dunque chi sono e come si comportano i turisti che entrano nelle cantine italiane. L’identikit ci rivela un uomo fra i 30 e i 50 anni con ottima situazione economica. Nel 38% dei casi questi visitatori sono stranieri (MTV Cst 2012).
La sosta nelle cantine è generalmente inserita in un percorso di viaggio più articolato che comprende arte, paesaggio, amici … che, molto spesso, dura solo poche ore. WineNews (2012) ha stimato che l’86% delle esperienze fra le botti, avvengano durante viaggi giornalieri. Solo il 7% dei wine tour comprende più di un pernottamento fra le vigne.
Difficilmente il turista arriva in cantina da solo, più spesso è in coppia o con amici. Sia gli individuali che i gruppi organizzati sono in crescita. Le novità degli ultimi anni sono le donne -più numerose e competenti di prima- e la crescita di wine tour organizzati che costituiscono un segmento di clientela, soprattutto estera, in velocissima crescita.
I visitatori delle cantine vanno divisi in
• INDIVIDUALI

visite-in-cantina

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o I turisti del vino per caso (1.5/2.000.000)
o I turisti del vino (2/3.000.000
o Amanti del lusso e i grandi esperti (5-800.000
• GRUPPI
Ciascuno ha interessi e bisogni diversi per cui è necessario scoprire questi visitatori e accogliere ognuno in modo diverso
TURISTI DEL VINO PER CASO
A Montalcino direbbero <<quelli che l’ha portati la piena>> cioè quelli arrivati fra le botti senza avere un reale interesse per il vino. Una bella fetta di queste persone arrivano con gruppi organizzati. Infatti, molti tour operator spezzano il classico viaggio in Italia: Venezia, Firenze, Roma, Napoli con una visita in campagna. L’indigestione di bellezze artistiche risulta infatti poco digeribile per chi vive in luoghi privi o quasi privi di antichità e dunque interromperla con una giornata distensiva fra cose più semplici come il vino, l’olio e magari una lezione di cucina è oltremodo gradito. Si tratta di gruppi di adulti sopra i 50 anni e con capacità di spesa media. Persone che non viaggiano spesso da sole e dunque preferiscono ancora acquistare tour organizzati.

Montalcino bottaia

Montalcino bottaia

Fra i turisti del vino per caso bisogna inserire gli individuali o i piccoli gruppi che bussano alla porta delle cantine semplicemente perché abitano oppure fanno vacanze vicino a un’area di produzione. Come chi è sul lago di Garda oppure a Forte dei Marmi o sulla Riviera del Conero…. Depliant, guide turistiche e la nascita di piccole società di incoming che commercializzano escursioni, anche in accordo con le strutture ricettive, hanno agevolato lo sviluppo di questo escursionismo negli ultimi anni.
I turisti del vino per caso sono molto incuriositi dalla storia e dalla tradizione dei luoghi. Con loro è meglio iniziare la visita dalle parti più antiche e suggestive della cantina, quelle che innalzano la temperatura emotiva. E’ invece opportuno limitare la visita alle zone moderne della cantina. Purtroppo, infatti, c’è una diffusa opinione che la tecnologia conduca all’adulterazione, a manomissione della natura e persino a processi nocivi alla salute. Inutile tentare di smontare queste convinzioni tecnofobiche che, nel tempo, sono state alimentate da scandali come la mucca pazza, le mozzarelle blu e altre vere truffe. Ormai è diffusa una aspirazione alla naturalezza totale che ha aspetti positivi come l’apprezzamento per le coltivazioni biologiche e il consumo di alimenti locali di stagione, ma ha anche aspetti negativi nella prevenzione verso il nuovo e la tecnologia.

punto vendita cantina

punto vendita cantina

Con i turisti del vino per caso è meglio dunque insistere sugli aneddoti che più e meglio illustrano il rispetto della natura e delle tradizioni locali. Questo target compra poco vino e quasi mai le bottiglie care, si orienta invece su vini di qualità media e sull’oggettistica. Infatti non è raro che fra di loro ci siano degli astemi, oppure quasi astemi, e questi orientino il loro shopping su olio, salumi o, in seconda battuta, artigianato locale. I turisti del vino per caso sono molto attenti al prezzo del vino, fanno eccezione i gruppi composti da persone inesperte ma con alta capacità di spesa che, se ben guidate, capiscono l’opportunità di portare a casa bottiglie rare, di cui possono raccontare la storia e dunque fanno acquisti importanti.
Il nostri visitatori “wine lover per caso” fanno volentieri visite in gruppo, brevi e animate da spiegazioni poco enologiche e molto aneddotiche. Le degustazioni superiori a due vini sono poco apprezzate così come quelle formali -seduti e con schede da degustazione- perché fanno sentire a disagio in nostri enoturisti della prim’ora. Un elemento di grande richiamo per loro è la cucina tipica per cui le cantine che offrono una ristorazione capace di evocare il territorio e magari anche una lezione di cucina, sono decisamente avvantaggiate. Alla fine anche se nel punto vendita di cantina questi clienti danno poche soddisfazioni spesso lasciano in azienda una spesa pro capite uguale e qualche volta superiore dei wine lover propriamente detti. Per questo è importante curare la loro accoglienza e predisporre percorsi e spiegazioni capaci di interessarli.

                                                                                               

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