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James Suckling il re dei Brunello lovers

JanesSuckling Brunello dinner

Invito a cena dal giornalista e degustatore James Suckling l’uomo che ha creato il mito del Brunello fra i grandi consumatori e collezionisti statunitensi

JanesSucking Brunello dinner

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il Brunello deve molto a James Suckling. James si innamorò di questo rosso toscano alla fine degli anni ’80, quando era un giovane redattore-degustatore del Wine Spectator. Negli anni successivi trasmise il suo entusiasmo ai più competenti e esigenti consumatori statunitensi fino a farlo diventare una vera moda.
A quell’epoca il Brunello era ancora un vino conosciuto da pochi intenditori. Ma lui cominciò a visitare le cantine una per una, assaggiando tutte le bottiglie in una degustazione plenaria annuale e pubblicando i giudizi al pari di come avveniva per i vini di Bordeaux o della Borgogna. <<Erano una quarantina>> racconta << mentre ora ce ne sono duecento>>. Il suo amore per la Toscana lo ha spinto a risiederci e tutt’ora ha una casa al Borro in provincia di Arezzo, oltre a quella a Hong Kong che gli serve come base per i suoi soggiorni di sei mesi all’anno in Asia.
A Montalcino Suckling ha tanti amici ed è circondato dalla gratitudine dei produttori che gli debbono tutti molto, anche quelli che hanno ricevuto giudizi severi sui loro vini, perché comunque hanno beneficato della sua divulgazione del brand collettivo.

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E’ in questo ambiente che James Suckling ha organizzato una cena di mezzo inverno, invitando il consiglio del Consorzio del Brunello più

alcuni amici. La sua idea era quella di assaggiare vecchie annate di Brunello durante la cena come fece circa una decina d’anni fa al Borro.
Nonostante il mio nome faccia parte della storia del Brunello, io sono arrivata a questo appuntamento intimidita dalla giovane età della mia azienda. Ho nascosto la mia bottiglia di Brunello 1999 in un angolino pensando che gli altri avessero portato vini di venti, trent’anni e oltre. Quando ci siamo seduti a tavola ed ho scoperto che tutti avevano bottiglie dal 1997 in poi, ma  era troppo tardi per rimediare. Manderò il mio 1999 a Suckling perché le beva in qualche occasione successiva.

All’inizio della cena il nostro ospite ci spiega che, da molti anni, assaggia i vini con i suoi bicchieri. Attualmente usa una serie che ha disegnato per Ferragamo ed è contenuta in una valigetta di legno. Si tratta di calici di cristallo con coppa grande a forma di tulipano e stelo tornito e molato con un elegantissimo contrasto lucido-opaco. Costano una cifra astronomica e tutti siamo stati ben attenti a non urtarli.

JanesSuckling Brunello dinner

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Cena super tipica al Ristorante Il Giglio, con una minestra di ceci e un peposo eccellenti. Un ritmo serrato di assaggi per 15 vini alcuni dei quali davvero entusiasmanti. Peccato non fossero tutti decantati e questo portasse una bella quantità di sospensioni nei bicchieri di noi, che eravamo alla fine del tavolo. Colpisce la ricchezza del Brunello e l’evoluzione avvenuta nel corso degli anni, dalla ricerca di potenza degli anni ‘Novanta alla maggiore eleganza attuale. <<Oggi il Brunello rispecchia la caratteristica che Emile Peynot attribuiva ai grandi vini – essere eccellenti da giovani e da vecchi>> ha commentato Suckling concludendo con una frase di incorniciare <<il 2010 è decisamente la migliore annata mai prodotta>>. Questo mentre la cena finiva con lo Château d’Yquem servito con il dessert. Grazie James!