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Più il vino è caro meno è sicura la sua gradazione alcolica

C’è una diffusa abitudine a scrivere sull’etichetta una percentuale d’alcool leggermente falsa ma vicina a quella ideale dei vini di alta qualità

Cile Vigneti

Cile Vigneti

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

I più sinceri i portoghesi quelli che barano di più sono i cileni per i rossi e i canadesi per i bianchi.
La cosa sorprendente è che l’imbroglio riguarda quasi solo i vini in vendita sopra i 40 Dollari. Ma andiamo per ordine; la notizia ha avuto una diffusione mondiale grazie a Wine Searcher ma arriva dal Journal of Wine Economics che ha pubblicato uno studio su 91.000 analisi di laboratorio effettuate dal LCBO Liquor Control Board of Ontario cioè il

Malbec Argentina

Malbec Argentina

monopolio statale per la vendita degli alcolici in Ontario. Sono stati esclusi dall’analisi i vini dolci e i Riesling. Il LCBO analizza tutti i vini che distribuisce e nel corso di 18 anni ha raccolto una banca dati senza eguali nel mondo che ha permesso a Julian Alston, Kate Fuller, James Lapsley, George Soleas e Kabir Tumber, di arrivare a scoperte davvero sorprendenti.Va detto che non si tratta di frodi perché il grado dichiarato in etichetta ha una tolleranza che in Italia è di mezzo grado e in USA arriva a 1,5 per i vini sotto i

LCBO negozio

LCBO negozio di vini

14°alcolici. In Canada addirittura non c’è un parametro nazionale. Quindi i trucchetti di cui stiamo parlando non sono frodi e sono del tutto ammesse. Rimane da capire dove e perché i produttori sentono l’esigenza di dichiarare il falso scrivendone  un contenuto alcolico diverso di circa mezzo grado.
La prima scoperta è che l’aumento del grado alcolico dei vini dichiarato in etichetta è diverso da quello causato dal riscaldamento atmosferico.
La seconda sorpresa è che il fenomeno non è generalizzato: i più furbetti sono i cileni ( che lo abbassano) seguiti da spagnoli, argentini e sudafricani. Per i vini bianchi invece i meno sinceri sono i produttori di Canada e Nuova Zelanda

Vera o Falsa la gradazione indicata in etichetta?

Vera o Falsa la gradazione indicata in etichetta?

Ma la cosa più sbalorditiva è che la discrepanza fra il reale e il dichiarato cresce con il prezzo. I vini sotto i 10 Dollari riportano la vera gradazione in etichetta ma quelli sopra i 40 Dollari no.
Rimane da capire perché gli enologi decidono di scrivere in etichetta dati poco sinceri. All’apparenza cercano di dichiarare quella che viene ritenuta l’alcolicità ideale per vini di alta qualità. In altre parole l’errore è voluto e dipende da motivi commerciali e in certi casi anche per evitare tasse troppo pesanti. Per questo alcuni alzano e altri abbassano i valori. Un interessantissimo articolo pubblicato da Wine Spectator e relativo al parere degli appassionati sul grado alcolico ottimale per il vino rosso dava questi risultati: 23% del campione indicava 13°Vol, il 19% preferiva 14° Vol e il 7% un’alcolicità inferiore a 12°Vol. In pratica gli enologi non fanno altro che adattarsi alle attese dei wine lovers.
In Borgogna, regione dove i prezzi dei vini sono aumentati, il grado alcolico medio dei vini è invece calato. Non è l’unico caso, anche la gradazione media dei vini dell’Oregon è diminuita mentre quella di Piemonte e Washington è rimasta la stessa nei 18 anni presi in esame.

                                                                                               

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