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Sabrina, Giada e i segreti dei tonneaux francesi

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Sabrina Buzzolan e Giada Sani, enologhe del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle ci raccontano del loro viaggio in Francia nelle Tonnellerie Adour

 

Sabrina-Buzolan-Giada-Sani-viaggio-alle-tonnellerie-Adour

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Di Sabrina Buzzolan e Giada Sani

Partenza all’alba, nel vero senso della parola: l’appuntamento era il 5 luglio alle 6 di mattina a Montecatini Terme. Assieme a noi c’erano i tecnici di altre aziende: Randi di Ravenna, Tenuta Marchesi Ginori Lisci di Querceto, Tenuta San Beda di Montecarlo (Lucca), Podere Fedespina in Lunigiana e Poggio Cagnano a Manciano in Maremma. Guida autista d’eccezione Matteo Malpassi direttore commerciale Adour per l’Italia.

 

TONNELLERIE DE L’ADOUR E I SEGRETI DELLA STAGIONATURA DEL LEGNO

Le visite sono iniziate il giorno dopo con la Tonellerie de l’Adour che ha sede a Plaisance du Gers, nel Sud-Ovest francese, regione Midi-Pyrénées. Un’esperienza che ci ha permesso di capire meglio come viene prodotto un fusto di rovere concepito per maturare grandi vini.
Il legno di quercia utilizzato per la realizzazione i tonneaux come quelli che usiamo al Casato Prime Donne, proviene dalle foreste della Massiccio Centrale Francese. La tonnelleire Adour controlla tutta la filiera: dall’albero al manufatto finale. I legni vengono stagionati naturalmente all’aperto per un periodo che va dai 24 ai 48 mesi.

Sabrina-Buzolan-Giada-Sani-e-il-gruppo-italiano--viaggio-alle-tonnellerie-Adour

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La regione dove ha sede Adour è particolarmente vocata per la stagionatura dei legni, in quanto le abbondanti piogge soprattutto nei mesi autunno-invernali provocano un cospicuo dilavamento meccanico dei tannini più amari ed idrosolubili. Al contrario le estati molto calde permettono un’asciugatura ottimale delle fibre del legno creando stabilità strutturale.

 

L’ARTIGIANALITA’ DELLE BOTTI

Adour produce circa 5.000 fusti di rovere all’anno, numero che gli permette di lavorare in modo artigianale e di prestare particolare cura nell’assemblaggio di ogni singolo esemplare.
Nel nostro percorso all’interno di Adour abbiamo visto tutto il processo produttivo: dalla scelta e prima lavorazione delle doghe, la creazione dei fondi, l’assemblaggio delle doghe nel cerchio che permette di dare al fusto la forma curva definitiva.

Tonnellerie-Adour-

Tonnellerie-Adour-

La piegatura può essere fatta a fuoco e a vapore, quest’ultima tecnica evita una prima tostatura e dilava maggiormente i tannini.
Dopo la piegatura avviene la tostatura che può essere a fuoco o a brace, per questa seconda tecnica sono utilizzati dei bracieri che vengono alzati ed abbassati in modo da tostare l’intera superficie interna.

 

CANTINE CONSACRATE ALLA SPERIMENTAZIONE, TANNAT, OCHE PER FOIS GRAS E CANOA

Nel pomeriggio abbiamo visitato la cantina sperimentale della Cave cooperative de Saint Mont. Si tratta di una cantina adibita esclusivamente alle microvinificazioni. Un investimento importante e lungimirante che permetterà di indagare le potenzialità dei vitigni autoctoni della regione Midi-Pyrénées attualmente abbandonati.
La giornata è proseguita alla cave de Crouseilles dove abbiamo assaggiato varie espressioni del vitigno bandiera della regione: il Tannat. Si tratta di una varietà caratterizzata da grande acidità e tannicità che lo rendono adatto ai lunghi invecchiamenti.
Serata conviviale a casa del direttore della Tonnellerie Adour, Sylvain Delon. Cena deliziosa durante la quale sono stati assaggiati i nostri vini e quelli degli altri produttori partecipanti al viaggio. Erano presenti alcuni esperti francesi e questo ha reso particolarmente interessante il confronto di opinioni.
Il giorno successivo di relax con la visita di un allevamento di anatre da foie gras e, nel pomeriggio, un’esperienza in canoa sul fiume Adour.
Giada e Sabrina tonano dalla Francia con gli occhi pieni di immagini e nella mente le emozioni di un viaggio breve ma ricco e vario.