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Supermercato e vino: opportunità o minaccia per le cantine

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Come scegliere il vino al supermercato? Quanto spazio hanno le piccole cantine? Infine il binomio supermercato e vino vale anche per le bottiglie di qualità?

Brunello-a-Firenze-supermercato-e-vino

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Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Un articolo di Wine Searcher riporta l’attenzione su supermercati e vino e mi spinge a una piccola ricognizione sul canale di vendita che, secondo Mediobanca distribuisce il 46% del vino in Italia. Faremo quindi una piccola analisi per poi porci la domanda: quali vini sono venduti in GDO e soprattutto come fare un buon shopping?
Con la crescita di importanza del vino in GDO sono più che raddoppiate le etichette, rispetto a 20 anni fa, toccando le 3.600 referenze. Un aumento che coincide con il contemporaneo calo del settore HORECA- alberghi, ristorazione e catering (15% del totale) ma soprattutto con la crisi delle enoteche-wine bar che scendono al livello più basso di sempre (7%). Va invece sottolineato un rinnovato interesse per gli acquisti in cantina che riguardano il 10% del vino venduto ma salgono al 15% considerando solo le bottiglie pregiate.

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E’ proprio sui vini di qualità che vorrei soffermare la mia attenzione. Le bottiglie sopra i 25€ che nei supermercati sono più difficili da vendere (3%) vengono commercializzate soprattutto nei ristoranti (41%), in seconda battuta nelle enoteche ma in modo crescente nelle cantine stesse (17%).
Le denominazioni più vendute nei supermercati italiani sono Chianti, Lambrusco, Vermentino e Prosecco quest’ultimo con un deciso aumento che corrisponde al suo successo planetario.
Ed eccoci al secondo punto: quali vini arrivano sugli scaffali del supermercato? Liza B. Zimmerman ci racconta in WineSearcher, di essere cresciuta a New York dove è proibito vendere vini insieme ai prodotti alimentari e quando si è trasferita in California, dove invece i supermercati hanno anche il reparto vino, pensava che questa situazione fosse molto favorevole, invece … ha lavorato per un piccolo importatore accorgendosi che la grande distribuzione è un segmento adatto solo ai colossi. Chi è piccolo non ha la forza organizzativa e finanziaria per competere. Alla fine, per i vini delle piccole cantine e delle denominazioni meno note è quasi meglio commercializzare in

sommelier-in-supermercato

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quei mercati dove i supermercati non hanno il reparto vino anche se le donne, che in USA, comprano la metà del vino totale sono restie a fare shopping di bottiglie fuori dal momento della spesa. Alla fine la vendita del vino in supermercato è guidata dal prezzo e dalle offerte per cui sono i grandi gruppi industriali a guidare il gioco.
Qualcosa di simile avviene anche in Italia al punto da spingere Giancarlo Gariglio a scrivere nel blog Slowine << il vino non andrebbe acquistato al supermercato, perché la scelta sugli scaffali pare fintamente ampia e poi perlopiù vengono propinati vini industriali la cui unica qualità è quella di presentare un prezzo basso e forse un packaging carino>>. Il suo consiglio è di andare a fare shopping in cantina. Un consiglio a cui mi associo volentieri.
Per le piccole cantine è praticamente impossibile arrivare nei supermercati se non con piccole forniture destinate alle rivendite della zona di produzione. Nei GDO tutto costa: essere su uno scaffale ben visibile o, meglio ancora, all’inizio dello scaffale. Il vantaggio di vendere grandi volumi esiste solo se la cantina produce grandi volumi con tutti i risparmi di scala che ne derivano, dal prezzo delle bottiglie vuote ai tempi di imbottigliamento…. I

Giancarlo-Gariglio

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vignaioli che fanno quasi tutto a mano, in vigna e in cantina, sono nella stessa situazione dell’artigiano rispetto al prodotto industriale. C’è poi il problema del brand: il grande nome è avvantaggiato rispetto alla piccola cantina semisconosciuta.
Quindi chi ama scoprire i piccoli eccellenti deve cercarli fra le vigne comprando direttamente in cantina oppure rivolgersi a un’enoteca di talent scout. Ma se invece proprio bisogna comprare il vino in supermercato ecco le 3 regole d’oro direttamente da Giancarlo Gariglio:
• Non comprare bottiglie sotto i 5€
• Leggere l’etichetta puntando sui vini “prodotto e imbottigliato” oppure “imbottigliato all’origine” ricordando che parole come fattoria, podere, vignaiolo … sono ammesse solo per chi imbottiglia la sua uva. Diffidare invece di sigle e nomi che non fanno capire subito chi ha prodotto uva e vino.
• Puntare su DOC, DOCG controllando che la provincia di imbottigliamento coincida con quella della denominazione, ad esempio capita di trovare vini Doc Sicilia imbottigliati a Verona.

Ultima ma non meno importante (per me) notizia: i miei vini non sono in nessun supermercato del mondo.

                                               

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