Un bicchiere di grande vino rosso contro il coronavirus

Perché bere poco grande vino rosso fa bene mentre siamo in isolamento collettivo per colpa del Coronavirus? Non basta a proteggerci ma, un bicchiere aiuta

Di Donatella Cinelli Colombini

Benvenuto Brunello 2020

Benvenuto Brunello 2020 sala delle degustazioni della stampa

Il 21 febbraio, da Codogno, in Lombardia cominciava la diffusione del Coronavirus in Italia. Contemporaneamente, fra il 21 e il 24 febbraio, a Montalcino c’era Benvenuto Brunello. 127 cantine presenti con i loro titolari, wine maker e addetti commerciali, oltre a decine di sommelier per il servizio e migliaia di visitatori moltissimi dei quali provenienti dalla Lombardia. Il consorzio del Brunello aveva predisposto dei moduli per accertare la provenienza dei visitatori ma alla fine tutti o quasi sono entrati nei due chiostri medioevali, in cui si svolge l’evento e l’affollamento, era notevole anche se inferiore agli anni precedenti.
Condizioni ottimali per il contagio. E tutti ci aspettavamo che dopo 15 giorni un bel numero di produttori di Brunello avesse il Coronavirus, invece niente … neanche uno, per fortuna.

A BENVENUTO BRUNELLO 2020 NESSUN CONTAGIO

Oltre a riempirmi di gioia questa circostanza ha suscitato in me degli interrogativi <<sta a vedere che le virtù benefiche del Brunello funzionano anche contro il Convid19?>>  I medici dicono di no, non basta per fermare l’infezione ma è un alimento assolutamente sano perché nel vino il coronavirus non riesce a sopravvivere come ha dichiarato Riccardo Cotarella
Più scientificamente di come potrei fare io ecco la spiegazione di UIV Unione Italiana Vini. E’ stata scritta all’indomani dell’epidemia quando le cantine hanno cominciato a ricevere richieste di certificati “coronavirus free” da parte di clienti e importatori.

Il vino rosso

Il vino rosso ha piccoli effetti antivirali utili anche con il coronavirus

IL VINO E’ UN ALIMENTO SANO E NON PUO’ CONTENERE VIRUS

Mentre è ancora sulla vite, l’uva produce composti organici per difendersi dai fitopatogeni invasori. Questi metaboliti includono numerosi composti fenolici, tra cui il resveratrolo, che sono anche attivi contro i patogeni umani, tra cui virus (adeno, citomegalo, epatite, noro, rota) (Agric. Food Chem. 2014, 62, 26, 6025-6042). Dall’uva queste sostanze vanno nel vino.
Sia il vino rosso che il resveratrolo riducono il livello di RNA virale in modo dose-dipendente. Secondo uno studio realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori e pubblicato nel 2017 nella rivista BMC Infectious Diseases “Infectious Diseases, Effective inhibition of MERS-CoV infection by resveratrol”  questa sostanza ha un effetto inibitore sulle malattie respiratorie provocate da un coronavirus identificato nel 2012 in Arabia Saudita. Più in generale, il resveratrolo avrebbe, secondo questo studio, proprietà antivirali. Quindi si potrebbe pensare che il vino, sia un mezzo particolarmente inospitale per lo sviluppo dei virus e quindi anche del SARS-CoV2.

QUANTO VINO BERE PER AVERE EFFETTI BENEFICI

Ecco che il mio consiglio: in questi giorni di isolamento non concedetevi un bicchiere in più ma aprite una bella bottiglia di Brunello, Barolo o di Amarone non vi salverà  dal Coronavirus, ma vi spingerà a cambiarvi d’abito, apparecchiare la tavola con cura e cucinare qualcosa di buono. Sarà insomma un antidoto contro la  solitudine. Senza esagerare naturalmente, le dosi fisiologiche giornaliere sono di mezza bottiglia per gli uomini e un terzo per le donne, per entrambi i sessi il vino va dosato nell’arco di tutta la giornata e non bevuto tutto insieme.

                                                                       

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