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Vendemmia: consuntivo 2022 dal Brunello e dall’Orcia DOC

Qualità altissima delle uve per omogeneità della maturazione e sanità dei grappoli ma quantità scarsissima e rese basse. Un’annata anticipata e da botte grande

 

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Violante-CinelliCoombini-in-dolce-attesa-davanti-ai-vigneti-di-Sangiovese-BIO-vendemmia-2022

Di Donatella Cinelli Colombini

<<Bella ma non pesa niente>> era l’ironica sintesi dei miei vignaioli nel descrivere la loro uva. Una sagacia e una sintesi tipicamente toscane per raccontare un’annata sofferta e una vendemmia a due facce. Grappoli di Sangiovese piccoli, spargoli, perfettamente maturi con acini di piccolo calibro …. L’uva che ogni produttore sogna ma ….. poca uva e con pochissimo liquido dentro.

 

VENDEMMIA ANTICIPATA, SCARSA MA CON UVA PERFETTE

Questa è la conclusione dell’anno più caldo della storia umana raccontata dai vigneti di Sangiovese della Toscana dove questa vite è la regina incontrastata del paesaggio agricolo. Una pianta rustica che si è acclimatata in questa regione da secoli superando gli optimum – periodi caldi e le “piccole glaciazioni”. Forse per questo ha resistito piuttosto bene al caldo e a un periodo arido di quasi sette mesi.
Vendemmia con 15 giorni di anticipo sul calendario. Una difficoltà enorme a trovare raccoglitori che ha fatto salire fino a 10€ netti all’ora le retribuzioni e ha costretto aziende come la mia, che non lo avevano mai fatto, a prendere una squadra esterna di vendemmiatori per affiancarla alla propria.

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Le viti portavano ancora gli effetti della gelata 2021 e hanno sopportato eroicamente la siccità che, specialmente a Montalcino, è stata fortissima con piogge assenti in inverno, primavera e estate fino ad agosto quando finalmente sono arrivati i temporali. La preparazione invernale del terreno con arieggiamento, letame e sovesci è stata determinante. Così come le zappature frequentissime, la cura della piccola chioma di foglie che non è stata cimata ma “accucciata” cioè avvolta e infilata nell’ultimo filo. Le viti hanno resistito bene ma l’uva che, è nata scarsa, poi è rimasta molto piccola nella dimensione degli acini e dei grappoli.
A complicare le cose è arrivata la grandinata della notte 18 agosto sulle vigne della Fattoria del Colle che, grazie ad alcuni temporali, erano quelle meno colpite dalla siccità.
Uva sanissima e completamente assente dalla chimica grazie ai protocolli BIO, alla stagione che ha scoraggiato gli attacchi parassitari e a Ruggero Mazzilli, il consulente agronomo che usa alghe e agrumi per aiutare le viti a difendersi.

 

LA VINIFICAZIONE 2022 AL CASATO PRIME DONNE DI MONTALCINO

Alla raccolta, nei vigneti del Casato Prime Donne, la maturazione dell’uva risultava anticipata di 15 giorni ma straordinariamente omogenea e senza segni di appassimento grazie alle piogge di agosto e settembre. Contenuti zuccherini alti ma non così alti come negli ultimi anni, elemento collegato ai temporali estivi che sono stati davvero provvidenziali. Incredibilmente sono arrivare in cantina uve perfette – guardarle sul tavolo di cernita apriva il cuore – con un alcol potenziale inferiore al 14% e un PH introno a 3.3. Potremmo dire che la vendemmia 2022 è come Noè “ salvato dalla pioggia”.
La buccia degli acini era molto spessa e questo ha spinto le cantiniere a pigiarla dopo la diraspatura. Le vinificazioni sono state regolari ma delicatissime per non aumentare la quantità di tannini dei mosti che era spontaneamente molto alta. Per questo il “cappello” formato dalle bucce dell’uva non è stato quasi toccato mentre l’ossigenazione necessaria per la fermentazione alcolica veniva apportata con rimontaggi sotto il cappello. Le macerazioni verranno allungate e l’arrivo delle nuove anticipato proprio in relazione alla ricchezza dei tannini del mosto. I tannini presenti nel vino 2022 non sono aggressivi, perché i vinaccioli dell’uva erano ben lignificati, ma la loro quantità richiede di agire con prudenza.

 

COME SARA’ IL BRUNELLO 2022

Il Brunello 2022 sarà molto strutturato perché è nato con un’ottima componente acida, alcolica e tannini abbondanti. In cantina, con un uso attentissimo del legno, bisognerà aiutare i tannini a polimerizzarsi naturalmente diventando setosi. Per questo l’arrivo delle botti nuove è stato anticipato a novembre in modo da mettere il vino nel legno prima di Natale.