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Federico Fellini nei ricordi di Donatella Cinelli Colombini

Federico Fellini

Tre piccoli episodi personali che tratteggiano l’uomo Federico Fellini il suo bisogno di semplicità l’istinto libero e anticonformista, la grande umanità

Federico Fellini con Giulietta Masina e le famiglie Guidotti e Cinelli Colombini

Federico Fellini con la moglie e le famiglie Guidotti e Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

I miei ricordi si riferiscono agli anni fra il 1975 e il 1985, io ero una giovanissima e vivevo tra Montalcino e Siena un’esistenza molto borghese e decisamente provinciale. Ero abituata a incontrare intellettuali e persone famose perché la mia famiglia aveva sempre avuto quel tipo di frequentazioni ma Federico Fellini era decisamente fuori misura.
Quell’uomo era un mito, un genio riconosciuto a livello mondiale con 5 premi Oscar. Una fama talmente gigantesca che avrebbe intimidito gente molto più attrezzata di me. Davanti a lui ero nervosissima, mi sudavano le mani, non riuscivo a stare e ferma e soprattutto dicevo solo qualche frase cortese ma non sapevo dialogarci, mi sembrava di non avere niente di interessante da dire. Peccato!
Federico Fellini e sua moglie Giulietta Masina venivano in Toscana per “passare le acque” a Chianciano. Da li arrivavano a Montalcino per spezzare la monotonia della cura e forse anche per fare qualche stravizio. Spesso li accompagnava Mario Guidotti o l’allora giovanissimo Fabio Carlesi.

Faderico Fellini alla Fattoria dei Barbi

Federico Fellini Lelia Socini Fausto Cinelli Francesca Colombini

FEDERICO FELLINI E GIULIETTA MASINA A MONTALCINO

Fellini era sempre in disordine come se odiasse farsi stirare i vestiti. La moglie invece era sempre impeccabile con i capelli ben pettinati e i vestiti senza una piega. Il Maestro parlava poco ma si guardava intorno con curiosità e si interessava di vino. Amava la buona tavola per cui mia madre lo attraeva con arrosti e Brunello.

L’ANTICONFORMISMO E L’UMANITA’ DI FELLINI

Era anticonformista in modo così spontaneo da lasciare interdetti. Una volta avevamo organizzato per lui una cena in giardino ma era freddo. Gli proponemmo varie cose per coprirsi e lui scelse un orribile scialle rosso di maglia con delle lunghe nappe. Sarebbe stato volgarotto su qualunque donna ma lui se lo drappeggiò addosso godendo del nostro imbarazzo.
Un’altra volta arrivò inaspettato mentre i miei genitori erano fuori e io avevo la casa piena di amici per una merenda. Fra questi giovani c’erano Azelia Batazzi e l’allora fidanzato Franco Becci che mi hanno ricordato l’episodio poco tempo fa. L’arrivo inaspettato del grande maestro mi aveva messo in imbarazzo e non riuscendo a organizzare qualcosa solo per lui decisi di unirlo al gruppo << posso dire a Federico Fellini di unirsi a voi?>> chiesi e loro benché entusiasti di questo incontro inaspettato non riuscirono a rivolgergli la parola mentre lui addentava pane e prosciutto.

FEDERICO FELLINI E GEORGES SIMENON

Federico Fellini

Federico Fellini Montalcino con Francesca Colombini

Ma c’è un altro episodio con maggior piacere. Anche in quel caso ero sola in azienda e Federico Fellini venne per comprare del Brunello da spedire a Georges Simenon. A quel tempo l’ufficio della fattoria era uno stanzino con una sola macchina da scrivere portatile e lui si mise alla tastiera per scrivere la lettera di accompagnamento della scatola del vino. Non era possibile cancellare e ogni volta che faceva un errore di battitura o voleva cambiare il testo era costretto a togliere il foglio e ricominciare. Quando andò via il cestino dell’ufficio era pieno di brogliacci scritti in un meraviglioso italiano e pieni di riferimenti ironici al suo rapporto con il padre dell’Ispettore Maigret. Sono sempre stata molto rigida nel rispetto delle regole e, da buona padrona di casa, distrussi quelle carte ma ho sempre rimpianto di non essere stata più indiscreta conservando i ricordi “rubati” di uno degli uomini più geniali che abbia mai conosciuto.

                                                                       

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