Forum: vino e tanto altro

Mr Brunello James Suckling cittadino di Montalcino

La cittadinanza onoraria di Montalcino a James Suckling è un segno di stima e di riconoscenza per un uomo a cui il Brunello deve tantissimo

JamesBioDi Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Con grande intelligenza il comune di Montalcino ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a James Suckling, Mr Brunello, come lo chiamano i wine critics statunitensi per la sua grande passione per il rosso toscano.
Il Sindaco Silvio Franceschelli gli consegnerà il documento, domani il 20 gennaio, nel palazzo comunale che svetta nel centro cittadino e fu l’ultimo libero comune italiano. Un luogo che racconta la storia nobile e guerriera delle “città stato” e, in epoca più recente, è diventato il simbolo del Brunello perché all’esterno delle sue mura in pietra sono affisse le mattonelle con le stelle attribuite a ogni vendemmia.
Uomo raffinato, colto e anticonformista, James Suckling parla correntemente francese e italiano. Ha assaggiato oltre 200.000 vini nella sua vita professionale e possiede una cultura enologica sconfinata su ogni regione viticola del mondo.

James si innamorò del Brunello alla fine degli anni ’80, quando era un giovane redattore-degustatore del Wine Spectator. Negli anni successivi trasmise il suo entusiasmo ai più competenti e esigenti consumatori statunitensi fino a farlo diventare una vera moda.

JanesSucking Brunello dinner

JanesSuckling Brunello dinner

A quell’epoca il Brunello era ancora un vino conosciuto da pochi intenditori. Ma lui cominciò a visitare le cantine una per una, assaggiando tutte le bottiglie in una degustazione plenaria annuale e pubblicando i giudizi al pari dei vini di Bordeaux o della Borgogna. <<Erano una quarantina>> racconta << mentre ora ce ne sono duecento>>. Il suo amore per la Toscana lo ha spinto a risiederci e tutt’ ora ha una casa al Borro in provincia di Arezzo, oltre a quella a Hong Kong che gli serve come base per i suoi soggiorni di sei mesi all’anno in Asia.

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Armonia del vino: quanto conta

Quanto pesa l’armonia del vino? Dal giudizio tradizionale a quello più recente che tiene in maggior considerazione i caratteri identitari e la personalità

L'armonia-del-vino-un-carattere da-cercare-nella-natura

L’armonia-del-vino-un-carattere da-cercare-nella-natura

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Orcia Doc, Fattoria del Colle

A volte il nostro giudizio sui vini nasce dall’ abitudine, da parametri che applichiamo quasi inconsapevolmente e oggi, alla luce del global warming e del nuovo movimento dei vini naturali, richiedono un completo ripensamento. Il primo e principale di questi è l’armonia dei vini.
Io sono una fanatica dell’armonia. L’enorme cura delle vigne, l’acquisto di tini di cemento nudo, i follatori, le botticelle da 7 ettolitri per la maturazione … tutto mira a mantenere il naturale equilibrio dell’uva. Ma quando ho letto la frase << Perfection is boring>> la perfezione è noiosa, mi dico <<cavolo ha ragione!>> mi viene in mente Thomas Mann nella “Montagna incantata” quando scrive che la natura rifugge dall’esattezza. Per questo la ricerca di perfezione contiene dentro di se il germe della manomissione della natura. Perchè la natura è piena di diversità.

Riesling alsaziano Zind Humbrecht vigneti biodinamici

Riesling alsaziano Zind Humbrecht vigneti biodinamici

E infatti, come scrive Oliver Styles nel suo bellissimo articolo di WineSearcher , <<show me perfect balance and I’ll show you commercial Pinot Grigio>> mostrami un perfetto esempio di armonia e ecco a voi un Pinot Grigio commerciale.
Ho vissuto l’esperienza di giurato in un concorso enologico internazionale, lo scorso maggio e posso confermare che i vini “da supermercato” quelli senza difetti ma anche senza grande personalità avevano la maggiore probabilità di ottenere alti punteggi. Questo perchè, come ha notato correttamente Oliver Styles, la ricerca di equilibrio fra alcool – frutto – tannino – e acidi – porta, in molti casi a snaturare gli elementi caratterizzanti di una varietà d’uva o di vino. Una pratica che trova opposizione nel movimento dei vini naturali al quale dobbiamo la rivalutazione del concetto di integrità in contestazione con i parametri tradizionali dell’assaggio.

Vino e arte Cappella del Barolo di David Tremlett e Sol LeWitt,

Vino e arte il nuovo Rinascimento è nel vino

Piemonte e Toscana capofila del mecenatismo culturale che parte dal vino: istallazioni artistiche, cantine d’autore, sculture, concerti. Una gara di visibilità

Vino e arte Cappella del Barolo di David Tremlett e Sol LeWitt,

Vino e arte- Ceretto- Cappella del Barolo di David Tremlett e Sol LeWitt,

Di Donatella Cinelli Colombini

Vino e arte, u mecenatismo che è iniziato con le cantine d’autore. Ma sono ormai troppe per fare notizia e competono con progetti di fabbriche, ponti, centri commerciali … firmati dagli stessi archistar. Per questo, negli ultimi anni l’investimento si è spostato sulle istallazioni artistiche. La più sensazionale è stata la Floating Piers di Christo sul Lago d’Iseo nel distretto della Franciacorta con i suoi 1,2 milioni di visitatori. Un successo clamoroso che probabilmente la colloca al primo posto nel mondo fra le opere più viste del 2016. E ai produttori non è costata niente!
Tre bicchieri – settimanale economico del Gambero Rosso, ci fornisce le percentuali degli investimenti culturali del vino: il 51% sono progetti artistici in senso lato, 15%

Arte e vino- Cà del Bosco-Cancello-Solare

Arte e vino- Cà del Bosco-Cancello-Solare

musei, 9% premi o sponsorizzazioni di opere e restauri, 7% eventi, 5% etichette o packaging, 2% cantine d’autore (fonte WINE+FOOD+ARTS x TOURISM = LA BUONA ITALIA a cura del Laboratorio Gavi).
La maggior parte dei collezionisti d’arte – produttori di vino, coltivano la loro passione da anni, come a Marco Pallanti del Castello di Ama, oppure Maurizio Zanella a Cà del Bosco. Ma solo ora il loro mecenatismo è stato sovraesposto andando su tutti i giornali, ne sono un esempio i Marchesi toscani Antinori e Frescobaldi.

La quercia Italia della Fattoria del Colle

L’albero monumentale della Fattoria del Colle si chiama Quercia Italia ed ha circa 160 anni. Il suo tronco e i suoi rami incorniciano un panorama mozzafiato

Quercia Italia Fattoria del colle  vigneti d'autunno

Quercia Italia Fattoria del colle vigneti d’autunno

Di Donatella Cinelli Colombini

Nacque intorno al 1860 quando la Toscana votò il plebiscito per l’annessione al Regno d’Italia. Per questo è stata battezzata Quercia Italia. I toscani votarono l’11 e il 12 marzo 1860, le schede favorevoli furono 366.571 pari al 96% dei votanti. Da notare che entrando in Italia le donne toscane persero il diritto di voto che invece esisteva nel Granducato dal 1849 anche se non potevano essere elette. La nostra quercia ricorda dunque un momento importante della storia locale.
E’ davanti a Villa Archi in uno dei punti dove il panorama è più bello. Uno scorcio intatto che sembra uscire da un affresco trecentesco. Lo sguardo spazia dal Monte

Alberi Monumentali Quercia Italia Fattoria del Colle Trequanda

Alberi Monumentali Quercia Italia Fattoria del Colle Trequanda

Amiata a destra a Siena sul lato opposto e in mezzo ci sono le dolci colline delle Crete Senesi e della Val d’Orcia. Nessuna fabbrica, nessun viadotto, tutto sembra miracolosamente intatto se non fosse che, al tramonto, si accendono le luci elettriche.
La quercia Italia ha un tronco enorme. A 130 cm da terra misura un diametro di 4,20 metri e poco sopra si apre con rami poderosi. Tuttavia è talmente ben proporzionata da non rivelare la sua grandiosità al primo colpo d’occhio. Anche la chioma è grande ma non grandissima forse perché il terreno sabbioso ha sotto una lastra di calcare compatto che impedisce alle radici degli alberi di scendere fino a grandi profondità. Per questo, nella caldissima e aridissima estate 2014 gran parte delle le querce dei boschi intorno alla Fattoria del Colle sono diventate gialle come se fossero in procinto di seccarsi.

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Nocchianello Nero nella terra del Pitigliano bianco

Enoturismo e antichi vitigni vulcanici. Pitigliano, città del tufo, cerca di rilanciarsi usando le sue specificità e i vitigni autoctoni Nocchianelli

Pitigliano-Luca-Sani-Presidente-Commissione-Agricoltura-Camera-Deputati- Carlo-Pietrasanta-MTV-Donatella-CinelliColombini

Pitigliano-Luca-Sani-Presidente-Commissione-Agricoltura-Camera-Deputati- Carlo-Pietrasanta-MTV-Donatella-CinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Brunello, Casato Prime Donne

Sabato 13 gennaio, a Pitigliano, un convegno organizzato dalla Banca Tema per rilanciare il vino e il turismo del vino. <<Pitigliano è rimasto fuori dalla fase felice del vino toscano>> ci dicono all’inizio del convegno e Aldo Lorenzoni, del Consorzio Vini Soave, rincara la dose <<per noi dei vini bianchi non è certo un periodo facile>>. Ma è Luca Sani grossetano di Massa Marittima e Presidente della Commissione Agricoltura della Camera a rimettere le cose nella giusta prospettiva <<mio nonno era mezzadro e dovette andare in miniera per sfamare gli otto figli. Ancora all’inizio del Novecento i contadini non trovavano moglie perché la loro vita era troppo dura e le parrocchie facevano venire delle donne dal Sud per farli sposare >> come dire: ma vi ricordate da dove siamo partititi?

Pitigliano-Donatella-CinelliColombini-Violante-Gardini-CinelliColombni

Pitigliano-Donatella-CinelliColombini-Violante-Gardini-CinelliColombni

<<Pitigliano ha una delle prime DOC italiane e un territorio di straordinaria vocazione per il vino>> ha continuato l’Onorevole Sani <<interventi normativi come quelli sull’enoturismo creano nuove opportunità soprattutto per luoghi unici come questo …. il Ministero e la Regione stanno investendo molto e particolarmente sulle aziende agricole condotte da giovani >> come dire: forza non scoraggiatevi, c’è la possibilità di farcela!

Thelema, Sud Africa Chardonnay

I 6 Chardonnay più ricercati del mondo

Dici Chardonnay e pensi alla Francia e invece le bottiglie più ricercate vengono tutte dall’emisfero Sud: Sud Africa, Nuova Zelanda e Australia

Thelema, Sud Africa Chardonnay

Thelema, Sud Africa Chardonnay

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Chianti Superiore, Fattoria del Colle
E’ il vitigno bianco più internazionalizzato e forse più globalizzato. Lo trovate ovunque e, anche se molti lo criticano, non sembra passare mai di moda. Il più famoso è sicuramente lo Chablis della Borgogna ma fra i sei Chardonnay che attraggono maggiormente l’attenzione dei wine lovers, cioè fra quelli più ricercati nell’enorme portale Wine-Searcher, con 90.621 wine merchants listati in tutto il mondo, non c’è neanche uno Chablis. C’è invece una presenza massiccia dell’emisfero Sud con Sud Africa, Nuova Zelanda e Australia.

Chardonnay, Thelema Mountain Vineyards Sutherland, Elgin, Sud Africa

Chardonnay, Thelema Mountain Vineyards Sutherland, Elgin, Sud Africa

C’è da chiedersi il perché di una simile scelta visto che su altre tipologie, per esempio il Brunello, la curiosità dei wine lover si è indirizzata sulle bottiglie più rare e costose. E’ un segno dell’emergere di un nuovo stile più giovane?
Ma ecco la sorprendente lista proposta da Wine-Searcher best value
1) Thelema Mountain Vineyards Sutherland, Elgin, Sud Africa. Ho visitato la cantina Thelema alcuni anni fa. Il suo proprietario e enologo Gyles Webb è una specie di istituzione in Sud Africa e ha trasferito in questa cantina la sua passione per la Borgogna. Ha infatti abbandonato la sua carriera amministrativa a Durban dopo essersi innamorato di un Puligny-Montrachet. Da questa azienda ne è poi nata un’altra quasi accanto, più innovativa e ambiziosa che si chiama Tokara ma non ha oscurato la stella di Thelema.

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San Valentino d’amore e di – vino

Alla Fattoria del Colle per il 14 febbraio oppure il weekend successivo per vinoterapia e massaggi di coppia nella zona benessere e qualche peccato di gola

San-Valentino-Fattoria-del-Colle-

San-Valentino-Fattoria-del-Colle-

Tre trattamenti benessere studiati appositamente per l’inverno e per preparare alle serate di coppia, una cena a base di cibi afrodisiaci a lume di candela e, in camera, i calici e la bottiglia per un brindisi romantico. Completa i riti degli innamorati, in occasione di San Valentino, la promessa d’amore davanti all’albero d’oro di Lucignano.

Tutto nella cornice rilassante e intima della Fattoria del Colle, nella campagna toscana dei panorami più belli e dei grandi vini rossi. La fattoria è un luogo antico e pieno di fascino. La visita guidata che porta gli ospiti nella cantina della Doc Orcia e del Chianti Superiore e nelle sale storiche della villa Cinquecentesca fra cui c’è la camera del Granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Granduca di Toscana.

Fattoria-del-Colle-Ristorante

Fattoria-del-Colle-Ristorante

La proposta comprende un pernottamento in camera matrimoniale con bagno e prima colazione. Cena di 4 portate (vino escluso), un trattamento, la visita guidata della Fattoria del Colle con degustazione itinerante, bottiglia e calici per il brindisi romantico in camera.

Costo € 184 a persona

Il programma viene organizzato il 14-15 e 17-18 febbraio

Per il programma e per prenotare  clicca qui

Andrea-Gori-su Au-.Brion

Enoteche quando le scelte coraggiose premiano

Ricerca, scelte forti e esclusività: ecco le parole che fanno rinascere le enoteche come i luoghi preferiti dai wine lovers. Natura, tradizione e personalizzazione

Andrea-Gori-enoteche

Andrea-Gori- wine expert e blogger ci fa conoscere 2 enoteche fiorentine cult

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Tre esempi che fanno riflettere sul ruolo dei wine store in un’epoca di e-commerce selvaggio e GDO imperante. Tre esempi di enoteche molto diversi ma caratterizzati da scelte coraggiose che non possono piacere a tutti ma si rivolgono a una nicchia e questo li porta al successo.
A Milano, nel nuovo shopping district di City Life ha appena aperto “Svinazzando” il primo Personal Wine Bar. Tutto può essere personalizzato: bottiglie ed etichette, percorsi di degustazione e signature cocktail, ma anche allestimenti come la mise en place – dai bicchieri, alle posate fino agli stessi tovaglioli – e, in futuro, anche le opere d’arte esposte dentro l’enoteca.

Pitti Gola e Cantina Edoardo Fioravanti

Pitti Gola e Cantina Edoardo Fioravanti

Un anno fa lessi che una delle nuove tendenze mondiali era l’esclusività “a prezzi abbordabili” e Svinazzando è un esempio spettacolare di questa moda. Partendo da un’ottima gamma di bianchi, rossi, rosati e bollicine è possibile creare la propria bottiglia e firmarla. Esattamente come da noi in cantina. Solo che nello store milanese di Matteo De Pedys la scelta riguarda anche i materiali dell’etichette (pvc, fibra di carbonio, tessuto, platino, oro, argento, cioccolato), fino al colore delle capsule, ai materiali di imbottigliamento e persino alle dimensioni (standard 0,75 litri, magnum 1,5 litri, Jèroboam 3 litri e Mathusalem 6 litri). Fantastico vero!

David-Taddei

David Taddei e i segreti della comunicazione

Quando affermare la propria unicità e eccezionalità può essere controproducente: David Taddei ci spiega che cosa sono la ridondanza e i messaggi senza contenuto

David-Taddei

David-Taddei

David Taddei formidabile comunicatore e esperto di comunicazione, animatore culturale (attualmente responsabile del Teatro Politeama di Poggibonsi) in un dialogo con Donatella Cinelli Colombini che parte da un post di questo stesso blog intitolato Marketing psicologia e vino.

L’innesco è la frase di Damasio (1994) <<non siamo macchine pensanti che si emozionano bensì macchine emotive che pensano >>
DAVID TADDEI E’ un argomento estremamente affascinante. Ed ha ragione Donatella anche se più che macchine noi siamo dei “sistemi complessi adattativi”. Di certo il sistema “Emotivo” è precedente al pensiero come lo intendiamo noi. Per “pensare”

David-Taddei

David-Taddei

abbiamo bisogno delle parole, i mattoni per costruire la strategia del sapere chiamata “Logico – astratta”. Ma la parola arriva molto tardi nella storia dell’uomo, prima guidato solo dalle emozioni: la paura per sfuggire ai pericoli, il coraggio per affrontarli, la gioia e l’amore per costruire una famiglia e via così. E’ in questa fase che si sviluppa la prima strategia del sapere quella “Semiotico – indiziaria” dove l’uomo impara a prevedere (abdurre) da osservazioni del reale che ancora non sa nominare. Si dice che dalle orme lasciate sulla terra fresca, l’uomo preistorico abbia iniziato a prevedere dove si potesse trovare l’animale da cacciare e che la lettura di quelle orme (segni) avrebbe sviluppato la capacità di incidere e pitturare prime e poi addirittura la scrittura. Anche a livello biologico vi è traccia di questa separazione con il sistema nervoso più propriamente “logico” (ma non solo ovviamente) e il sistema endocrino che con scariche ormonali guida le nostre emozioni. Oggi è tutto più complesso ed un pensiero può diventare una fortissima emozione. I grandi scrittori compiono la magia di trasformare le emozioni in bellissime parole.

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Il vino, la fortuna e la scaramanzia

Esistono dei vini che portano fortuna o almeno dei comportamenti scaramantici riguardanti il vino? Si ci sono e non solo in Italia

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Vino-la-fortuna-e-la-scaramanzia-cena augurale-in-cantina-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino la fortuna e la scaramanzia. La cosa certa, quella che tutti conoscono, è l’esistenza di comportamenti anti iella che riguardano il vino: soprattutto, porta male, versare il vino con la mano sinistra “ alla traditora” come fece Giuda nell’ultima cena. In certe regioni meridionali è considerato persino offensivo.
Anche versare il vino con la mano rivolta verso il basso è sconveniente. Il connotato negativo di questo gesto nasce tanti secoli fa quando, nelle corti, i sicari uccidevano con il veleno nascosto dentro l’anello. Allora facevano cadere la polvere assassina nel bicchiere girando verso il basso la mano che versava il vino.
Ci sono invece gesti che portano fortuna come quello di rovesciare qualche goccia di vino, durante un brindisi augurale, intingerci le dita e toccarsi dietro le orecchie. E’ un rito che dovrebbe far diventare ricchi.

Agriturismo-Toscana-Fattoria-del-Colle-panorami e Brunello

Agriturismo-Toscana-Fattoria-del-Colle-panorami e Brunello

Ma le tradizioni che legano il vino alla fortuna non sono solo italiane: in Spagna è tradizione (dal 1909) mangiare 12 chicchi d’uva gli ultimi 12 secondi dell’anno, uno dietro l’altro in modo da cominciare il nuovo millesimo con la bocca piena d’uva. Questo dovrebbe portare prosperità nei 12 mesi successivi, se non si rimane strozzati subito. Un altro rito propiziatorio legato al capodanno arriva dalla Germania. Allo scadere della mezzanotte bisognerebbe essere travestiti, mangiare dolcetti a forma di maiale di marzapane rosa e bere Feuerzangenbowle una bevanda fatta di vino rosso, spezie, bucce d’arancia e rum.

Locanda-del-Loggiato-cena-del-Brunello-Cinelli-Colombini-Enoteca-Molesini

Quando il turismo fa male: il caso Cortona

Morti di fama, ecco come il successo turistico cannibalizza i territori con un fenomeno che si chiama “over tourism”. Touring Club ci mostra Cortona

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Cortona Locanda-del-Loggiato-cena-del-Brunello-Cinelli-Colombini-Enoteca-Molesini

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

<<Di turismo si può morire. >> Inizia così un articolo del Touring Club Italiano che spiega cosa succede a una piccola località quando diventa meta di un turismo di massa il famigerato “mordi e fuggi”.
Introduce il documentario “The Genius of a Place – L’anima di un luogo”, della regista americana Sarah Marder e di Olo Creative Farm , che per 5 anni hanno seguito la vita quotidiana nella cittadina Toscana e il suo lento adattarsi ai gusti dei turisti fino a cambiare volto.
La voce parlante è quella della regista, un’americana cresciuta in una fattoria del Kansas, che 30 anni fa si è spostata in Toscana << quando sono arrivata questo paese non aveva ancora scoperto il valore economico della sua bellezza. In modo ingenuo speravo che Cortona non sarebbe mai cambiata>>. Un cambiamento che appare a lei ma anche a molti altri come un’autodistruzione e, nel documentario, diventa un autentico atto di accusa <<Cosa puoi fare quando il luogo che ami non sa più come prendersi cura di sé?>>

Cortona, le tradizioni a tavola

Cortona, le tradizioni a tavola

Sarah Marder ha indagato gli effetti della globalizzazione – spopolamento del centro storico, consumo delle risorse idriche, cambiamento del tessuto commerciale …. – sollecitando una riflessione sulla necessità di tutelarle il nostro patrimonio. L’appello è insomma a ricercare di un equilibro fra sviluppo economico e salvaguardia, strategia apparentemente messa da parte privilegiando i posti di lavoro, gli investimenti e i guadagni generati dal turismo.
Condivido l’opinione di Sarah Marder: si tratta di una scelta suicida. Il problema della tutela è più grave e urgente di quanto si pensi perché, oltre a avvelenare la vita dei residenti con l’innalzamento del costo della vita, mette in forse le prospettive economiche di questi stessi luoghi. Insomma il turismo consuma centinaia di località italiane per poi dopo abbandonarle perché “troppo turistiche”.

Brunello 2013 annata vecchio stile

Un Brunello elegantissimo, complesso, profondo e di grande armonia che vivrà decine d’anni. Dopo la maturazione in botte il Brunello 2013 si rivela straordinario

Nel 2013 la maturazione dell’uva fu lenta e la vendemmia avvenne alla fine di settembre. Un’annata “vecchio stile” la definì Attilio Scienza celebre e stimatissimo professore di viticultura all’Università di Milano, che fu il primo a capirne il potenziale qualitativo.
Temperature estive più basse degli anni precedenti, terreni ricchi d’acqua e un ciclo

Brunello 2013 Casato Prime Donne

Brunello 2013 Casato Prime Donne

vegetativo lungo sono le caratteristiche del 2013 e quelle che, tradizionalmente, danno origine a vini longevi, complessi e memorabili.

Queste caratteristiche si associano a un altro elemento altrettanto importante: nel 2013 la pioggia aveva disturbato la fioritura e quindi il numero e la dimensione dei grappoli era inferiore al normale. Le vendemmie scarse sono quasi sempre di altissima qualità.

In un primo momento, tuttavia, non tutti prevedevano l’eccezionalità del futuro Brunello 2013 che invece, dopo la maturazione in botte si è rivelato di straordinaria complessità, eleganza e finezza. Circostanza simile al 1999 annata che, partita in sordina, fu poi considerata una delle migliori vendemmie del Novecento.

Asta-vini-rari-delle-Donne-del-Vino

Gender gap: che vergogna essere dopo il Burundi

Nella classifica mondiale della differenza fra uomini e donne dell’World Economic Forum l’Italia è 82° superata da Mongolia, Uganda, Bolivia e Perù

Asta-vini-rari-delle-Donne-del-Vino

Gap gender Donne-del-Vino, l’impegno solidale verso chi è più debole

Di Donatella Cinelli Colombini, Donne del Vino

Si chiama Global Gender Gap ed è la differenza fra uomini e donne che in Italia è davvero forte, più forte di quanto venga percepita. Secondo il World Economic Forum l’umanità impiegherà 100 anni per superare le disparità di stile di vita fra i sessi e 217 a dare le stesse possibilità economiche a maschi e femmine.
Se questa è la media all’Italia serviranno tre secoli.
Fra 144 Paesi del mondo l’Italia è all’82° posto dopo Burundi, Bolivia, Mozambico, Kazakhstan, Mongolia, Uruguay, Uganda, Perù …
Leggo queste brutte notizie in un articolo di Linda Laura Sabbadini l’esperta di

Enzo Vizzari, Linda Laura Sabbadini, Fiammetta Fadda, Marzia Morganti

Enzo Vizzari, Linda Laura Sabbadini, Fiammetta Fadda, Marzia Morganti Premio Casato Prime Donne

statistica che per prima rivelò la dimensione delle molestie sessuali in Italia (6.700.000 casi) con un’indagine ISTAT del 2006 che scioccò l’intera nazione abituata a valutare il problema sulla base delle denunce a Carabinieri e Polizia. Esse sono invece sono il 7% del totale.
Linda è stata oggetto di una sorta di epurazione all’interno dell’ISTAT ed ha ancora una voce pubblica, in difesa delle donne, solo grazie allo spazio datole dai giornali. L’ho conosciuta nel 2013 quando le fu conferito il premio Casato Prime Donne e posso dire che è un tecnico competente e corretto. Per questo le notizie sul divario di genere di cui ha scritto su La Stampa mi preoccupano e dovrebbero preoccupare anche voi.

chef e cocaina - cucina di ristorante

Chef e cocaina: Cernilli apre una nuova polemica

Daniele Cernilli Doctor Wine si conferma coraggioso e provocatorio. E’ il primo a parlare in Italia dell’argomento chef e cocaina ma il problema esiste

chef e cocaina - cucina di ristorante

chef e cocaina – cucina di ristorante

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Chef e cocaina: tutti sussurrano ma ufficialmente nessuno lo dice, anche perché l’antidoping per gli chef non esiste, come non esiste per il mondo dello spettacolo, per gli scrittori, i manager, per gli avvocati, per i broker di borsa e per tante altre professioni con orari pesanti e stress forti. Sono questi lavori dove molti si aiutano con stimolanti e poi con sonniferi per adattarsi ai tempi e alla concentrazione che serve a mantenere performance altissime.
Invece, non ci crederete, l’antidoping c’è per i trattoristi e noi aziende agricole siamo obbligati a sottoporre chi guida il trattore a una visita specialista in modo che risultino ufficialmente non tossicodipendenti.

chef e cocaina

chef e cocaina

Quindi gli chef stellati che fanno uso di cocaina ci sono, e non sono i soli ma, come tante cose italiane, “è un segreto di Pulcinella” di evidenza incontrovertibile, altrimenti non si spiegherebbe perchè l’aria di Roma contiene tracce di mitica polvere bianca. Se la cocaina non fosse molto diffusa come avrebbe fatto ad inquinare persino l’aria ele acque reflue di Firenze?

Natale

Il 2017 di Donatella: anno ricco con vendemmia povera

Con gli auguri più affettuosi di un bellissimo 2018 vi mando qualche ricordo dell’anno 2017che è stato davvero fantastico anche se con poca uva

Natale

2017 – 2018 Capodanno alla Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini

Finisce un 2017 con poca uva ma con grandi risultati commerciali. Le cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle a Trequanda vendono in 37 Paesi esteri e il vino delle nostre vigne è appena sufficiente a coprire le richieste del mercato. Anzi per alcune tipologie, come il Rosso di Montalcino, il Cenerentola DOC Orcia e l’IGT Drago e le 8 colombe, abbiamo venduto il vino di due vendemmie dando fondo alle scorte mentre il Brunello 2012 è stato razionato per farlo arrivare fino a Natale. Il volume d’affari segna un + 17% spettacoloso considerando che l’ufficio commerciale di Violante non disponeva del Brunello riserva .

Cenerentola Natale 2012 in cantina

Cenerentola 2017-2018 capodanno in cantina alla Fattoria del Colle

Un successo che fa leva sulla qualità del vino (brave cantiniere!) e parte dalle vigne dove la cura quotidiana delle piante -oltre al ritorno ai vecchi sistemi di potatura invernale e al biologico- ha permesso la produzione di ottima uva anche nelle annate, come questa ultima, dove il clima ha fatto i capricci. La raccolta 2017 è stata scarsa, soprattutto alla Fattoria del Colle che ha un terreno sabbioso e è stata letteralmente presa d’assalto da cinghiali e caprioli. Per questo dopo aver recintato le vigne di Montalcino vengono recintate anche quelle di Trequanda.
Bene anche l’agriturismo e il ristorante che segnano un + 55% di fatturato e ancora meglio le vendite in cantina che ormai rappresentano il 15% del business del vino. Le nostre scelte legate alla tradizione e all’accoglienza hanno finalmente dato i frutti sperati.

                                               

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