Forum: vino e tanto altro

I migliori Champagne, le tendenze e i prezzi

Giudizi, prezzi e stili dei migliori Champagne dal pannel del Master of Wine Patrick Schmitt. 200 assaggi alla cieca e tante sorprese

Migliori-Champagne-Perrier-Jouët-Blason-Rosé

Migliori-Champagne-Perrier-Jouët-Blason-Rosé

di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Assaggio di 200 campioni in un solo giorno, rigorosamente alla cieca perché << Or, to put it more bluntly, those who give in to label snobbery could be missing out on some of the best value sparkling wines in the world>> in parole povere, lo snobismo dell’etichetta, potrebbe far perdere alcune fra le migliori bollicine del mondo dice Patrick Schmitt MW.

Lo Champagne master ha fatto emergere la qualità delle cantine cooperative a fianco dei nomi più celebrati: 97 punti su 100 all’Egérie 2006 della cooperativa Pannier, che è stata applaudita per la sua meravigliosa combinazione di sapori complementari, dal limone e miele, al pane tostato e noci alla griglia, insieme ad un piacevole e lungo finale fresco. Costa il doppio del Dom Pérignon e quindi, anche se è caro, vale totalmente il suo prezzo.

Ottima valutazione anche per Piper-Heidsieck, dello stesso gruppo EPI che

Champagne-Piper-Heidsieck-Essentiel

Champagne-Piper-Heidsieck-Essentiel

possiede Biondi Santi nella zona del Brunello. I loro Champagne hanno brillato nelle categorie Brut, Extra Brut e soprattutto rosato con la cuvée 1998 Rare, disponibile oggi solo in magnum, con un prezzo al dettaglio di 422€, che ha letteralmente entusiasmato i giudici ed ha ottenuto 98 punti.

E’ proprio il rosato con il suo innalzamento qualitativo la tendenza più forte emersa dallo Champagne Master.

Di seguito gli Champagne Master, cioè i migliori e quelli giudicati con medaglia d’oro. Chi volesse l’intera classifica per fare gli shopping natalizi con il migliore rapporto qualità prezzo può trovarla in The Drinks Business

Turismo-enogastronomico-Roberta-Garibald

I° Rapporto sul Turismo Enogastronomico

Roberta Garibaldi classifica i turisti enogastronomici: autentico, eclettico, locale, social, innovativo, budget, avventuroso, gourmet … e tu come sei?

Vendemmia-e-svinatura-CasatoPrimeDonne

Turismo-enogastronomico-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

Roberta Garibaldi, maggiore esperta italiana di turismo enogastronomico è venuta a trovarmi in agosto. Sorridente, abbronzata, indossava una grande gonna con strascico e manifestava un’enorme curiosità per la Toscana con le sue campagne brulicanti di turisti. Oltre a farle vedere le mie due cantine – Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle – l’ho portata a una cena con concerto lirico di Solobelcanto da Vitis Vinifera enoteca di Montisi. Una zingarata che credo le sia molto piaciuta.

Roberta Garibaldi, professoressa all’Università di Bergamo, ha recentemente pubblicato il “Primo rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2018” in cui raccoglie le sue ultime indagini. Va detto che questo segmento del turismo cresce come un fiume in piena ma, per trasformarsi in sviluppo e posti di lavoro, andrebbe gestito. Il primo passo in questa

Turismo-enogastronomico-Roberta-Garibald

Turismo-enogastronomico-Roberta-Garibaldi

direzione è un’analisi puntuale e diffusa come quella della Garibaldi. Qui di seguito i punti più nuovi e interessanti.
Il 30% degli italiani ha fatto un viaggio enogastronomico negli ultimi 3 anni ma è la Cina il Paese più attratto dagli itinerari golosi.

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L’ambiente si difende in cucina: Olivier Roellinger

Massimo Bottura: cibi stellati per i poveri. Olivier Roellinger: menù ambientalisti. Possiamo fare qualcosa tutti, mangiano sano si difende il pianeta

cucina-e-difesa-ambientale-insegnamenti-di-Olivier Roellinger

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Di Donatella Cinelli Colombini

Se serve a cambiare il mondo, ben venga un maggiore impegno degli chef stellati sul fronte della salute e dell’ambiente. Dopo le azioni di Massimo Bottura, per due volte primo chef del mondo, che ha messo gli chef stellati di fronte al problema della povertà e dello spreco alimentare (sua la mensa dei poveri durante l’Expo di Milano),
arriva Olivier Roellinger a parlare di alta cucina e ambiente con la campagna “Food for change”.

In una sua intervista a La Repubblica ha detto <<Raramente i cuochi collegano il cambiamento climatico all’alimentazione … eppure, con l’agricoltura industriale, è fra i principali responsabili. Pesticidi, erbicidi, deforestazione, allevamento intensivo, consumo di carne, prodotti surgelati, mancato rispetto della stagionalità, spreco incidono tutti profondamente sul clima>>. Parole sante.

Le-Fette-Fattoria-de-Colle-

Le-Fette-Fattoria-de-Colle-

 

ROELLINGER: LA DIFESA DELL’AMBIENTE PARTE DALL’ALIMENTAZIONE
Secondo Roellinger gli chef hanno il dovere morale di creare delle tendenze che indirizzino i consumatori e specialmente i bambini, a un’alimentazione più sana e più etica. Insomma a scegliere cibi che migliorino la vita di tutti e contrastino l’appiattimento del gusto.

Quest’ultimo punto è particolarmente caro a Olivier Roellinger e lo avvicina all’agricoltura, alle piccole produzioni tradizionali, <<non lasciamo alle multinazionali il ruolo di nutrire il pianeta ma riappropriamoci della cucina, riscopriamo il piacere di lavorare le materie prime>>.

In occasione del prossimo viaggio in Francia bisogna andare al suo ristorante in Bretagna, si chiama Les Maisons de Bricort ed è a Cancale.

Equilibrio biologico nelle vigne anche fra gli insetti

Ricreare l’equilibrio naturale nei vigneti, distrutto da un Novecento fiducioso nei fitofarmaci, passa attraverso l’equilibrio fra gli insetti che vi abitano

Equilibrio-biologico-nei-vigneti-Andrea-Lucchi

Equilibrio-biologico-nei-vigneti-Andrea-Lucchi

Di Donatella Cinelli Colombini

La natura non riesce a fare tutto da sola, come chi ha preso moltissime medicine e per ritrovare la forma fisica deve aiutarsi con sole, mare, fermenti lattici, vitamine, esercizio fisico e massaggi.
La cosa importante è usare rimedi naturali e puntare a ricostituire un equilibrio biologico.
Un esempio è il “mal dell’esca” un complesso di funghi che seccano la vite in pochissimi giorni. Quest’anno il caldo e le piogge frequenti hanno creato le condizioni favorevoli perché decimasse le viti. Per anni abbiamo cercato una soluzione per poi capire che l’unico modo per mantenere l’integrità della vigna è quello più naturale e indolore: ripartire dalle radici cioè dalla parte sotto l’innesto non toccata dalla malattia.
Altri rimedi naturali sono la confusione sessuale contro la tignoletta e i predatori contro i ragnetti gialli. Questi insetti vengono venduti dalle biofabbriche e pian piano diventano stanziali nel vigneto dove trovano ragnetti da mangiare. Ma si può fare di più ….
La logica di reagire ai problemi

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Angelo-Gaja-CaMarcanda-insegna-l’equilibrio-biologico-nel-vigneto

sanitari della vite ricostruendo l’equilibrio biologico è qualcosa di nuovo nella gestione agronomica e, Università, come quella di Pisa, sono grandi alleate in questo percorso. In pratica l’uso dei fitofarmaci, rompendo l’equilibrio creato nei secoli, ha innescato una situazione di dipendenza dalla chimica perché la natura, soppressi gli antagonisti biologici, non riusciva più a difendersi da sola. Il portabandiera della nuova “alleanza biologica” fra ricerca e vignaioli è il Professore di entomologia Andrea Lucchi. L’ho ascoltato a un convegno promosso dall’Azienda Col d’Orcia presso Ocra a Montalcino e mi ha convinto. Il suo dipartimento ha creato un “extension service” che aiuta azienda del calibro di Gaja Ca Marcanda, Guado al Tasso di Antinori e Ornellaia di Frescobaldi.

Gli chef più pagati del mondo

Guadagnano più da programmi TV e pubblicità e meno dai fornelli. Lo chef più ricco al mondo è Jamie Oliver mentre in Italia sono i Carea di Da Vittorio

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Jamie-Oliver-chef-più-ricchi-del-mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

La classifica degli chef più pagati del mondo è di Forbes TheRichest and CelebrityNetWorth’s rilanciata da Career Advice e potrebbe risultare sorprendente perché i profitti non vengono dai ristoranti quanto piuttosto dalla TV e dalla pubblicità.

JAMIE OLIVER CHEF CHE GUADAGNA DI PIU’

Primo Jamie Oliver 42 anni, bello, comunicativo, è il miglior prodotto da esportazione della cucina britannica. Ama la cucina italiana e i bambini per i quali ha lavorato moltissimo con l’obiettivo di rendere sana e invitante la loro dieta. Guadagna 208 milioni di Euro all’anno per programmi televisivi, pubblicità, consulenze, libri …. Il suo trono di chef più pagato del mondo ha una crepa. I maligni dicono che la sua catena di ristoranti ha 72milioni di Sterline di debiti.

GORDON RAMSAY CHEF RABBIOSO E MILIONARIO

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Seguono nella classifica dei più pagati Gordon Ramsay con circa 100 milioni di Euro. Scozzese, 51 anni, maratoneta ha un’infinità di ristoranti dove ha ottenuto 16 stelle Michelin. I suoi guadagni derivano soprattutto dalla TV dove il suo carattere iracondo porta in alto gli ascolti.

CHEF MILIONARI E STAR TELEVISIVE

Terzo l’australiano Wolfgang Puck, quarta Rachael Ray specializzata in programmi televisivi su ricette veloci, Emeril Lagasse ha 16 ristoranti ma guadagna soprattutto con il merchandising, Ina Garten ex consulente finanziaria della Casa Bianca e ex gestore del negozio di specialità alimentari Contessa Barefoot a New York, i suoi profitti derivano dal buon sfruttamento del marchio e non dal lavoro ai fornelli. Mario Butali socio di Jo Bastianich e titolare di ristoranti e programmi TV rischia molto a causa di uno scandalo sessuale.

Le tre vite dello Champagne e dello Spumante

La maturazione del vino base, l’affinamento sui lieviti e il periodo dopo la sboccatura non fanno una somma ma una magia variabile in cui cercare la finezza

Champagne Salon il primo vino cult del Novecento

Champagne Salon il primo vino cult del Novecento

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia DOC, Fattoria del Colle

Molto spesso pensiamo allo Champagne o allo Spumante come se avesse una sola vita, come se il suo processo di invecchiamento fosse una somma di segmenti diversi; invece non è così perché la sboccatura è come un’operazione di reset che fa iniziare una nuova vita.
Il delizioso articolo di Margaret Rand pubblicato su Wine Searcher ci guida alla scoperta dei misteri di un vino che, come i gatti, ha più di una vita.

krug-champagne

Krug-Champagne

PRIMA VITA -BASE SPUMANTE

La prima è quella della “base spumante” cioè il vino bianco o rosè che verrà imbottigliato. Proprio in questo momento inizia la seconda vita. I lieviti che dormono sul fondo della bottiglia hanno un processo di autodistruzione grazie ai loro stessi enzimi.

SECONDA VITA -CON I LIEVITI

E’ questo che conferisce al vino quel delizioso profumo di crosta di pane. <<The yeasts gently fall to the bottom of the bottle and lie there, inert. If they knew how useful they are in death they’d demand a pay rise>>ossia <<se i lieviti sapessero quanto sono utili chiederebbero un aumento di stipendio>> commenta divertita la Rand.

Gli amminoacidi (peptidi, glucani, nucleotidi, nucleosidi e mannoproteine) prodotti dall’autolisi dei lieviti rimangono nel vino anche dopo la sboccatura e sono all’origine della finezza dello Champagne ma richiedono tempo. Dopo 18 mesi cominciano ad essere avvertibili ma dopo 5 anni sono piccoli capolavori.

Produttori evitate le critiche sui vostri stessi vini

Frequente errore dei produttori italiani: dire male dei colleghi, della denominazione e del territorio, presentare con supponenza i propri vini più semplici

rosati-una-tipologia-di-tendenza-da-guardare-con-rispetto

rosati-una-tipologia-di-tendenza-da-guardare-con-rispetto

Di Donatella Cinelli Colombini, Agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Cominciamo con una storia molto strana raccontata da W. Blake Gray su Wine Sercher. Il giornalista era andato sul Lago di Garda con un press tour organizzato dal Consorzio del Bardolino e si è trovato di fronte a un atteggiamento quasi distruttivo nei confronti del nuovo rosè da parte dei suoi stessi produttori. Una situazione talmente paradossale da sbalordire. <<In Italy, rosé is seen as a girly wine. Men drink red>>, in Italia i rosati sono vini da donne. Gli uomini bevono rosso, ha dichiarato Paolo Antonaci, export manager di Monte Del Frá.

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Facciamo un passo indietro: con il nome Bardolino vengono prodotti un rosso leggero e il Chiaretto, che è un rosato secco. Entrambi partono dalle stesse uve dell’Amarone: Corvina a volte aggiunta di piccole quantità di Rondinella e Molinara. Dopo anni di declino del Bardolino, nel 2014 il consorzio decise di puntare sulla nuova moda dei rosè spingendo i produttori a ispirarsi allo stile provenzale con il risultato che ormai quasi la metà del Bardolino è prodotta nella tipologia rosato Chiaretto e in un prossimo futuro il 75% sarà rosè.

Zafferano e ricetta della trippa alla montalcinese

Per fare un chilo di zafferano servono 150mila fiori. Nel medioevo era usato al posto dell’oro e oggi è nella cucina dei grandi chef ma a Montalcino va nella trippa.

Arnolfo-ColleDiValD'Elsa-risotto al limone astice blu zafferano

Arnolfo-ColleDiValD’Elsa-risotto al limone astice blu zafferano

Di Donatella Cinelli Colombini

STORIA

Il suo nome è persiano Zaafran e in effetti è originario dell’Asia e della costa meridionale del Mediterraneo anche se, da secoli viene coltivato in Marche, Abruzzo, Sardegna, Umbria, Toscana e Basilicata.

Lo zafferano è la spezia dal maggiore valore economico, la più cara di tutte.

Intorno a questo fiore c’è un alone di leggenda: Omero scrive che lo Zafferano serviva da giaciglio a Zeus, gli antichi romani ne utilizzavano i fiori per coprire le strade al passaggio dei principi e degli imperatori. Era usato anche nelle acconciature dei sacerdoti durante le cerimonie e per tingere i loro abiti. Per questo, oltre che per le

zafferano

Zafferano

citazioni di Plinio e Ovidio, siamo certi che i romani conoscessero lo zafferano ma la sua coltivazione si fosse poi persa nel Medioevo, e che si fosse diffusa nuovamente a L’Aquila, grazie a Padre Domenicano Santucci , che lo importò di nascosto dalla Spagna.

COLTIVAZIONE

Lo zafferano è un croco di circa 5 cm da cui generalmente nascono tre fiori viola, con al centro degli stimmi rossi. Ama i climi secchi e i terreni sabbiosi, come quelli della Val d’Orcia, dove viene coltivato da epoca immemore. La tipologia più preziosa e ricercata dagli amanti della buona cucina è il Crocus sativus che è sterile e si riproduce solo per clonazione. Fu selezionato a Creta da appassionati coltivatori che cercarono di migliorare la produzione di stimmi.

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Lezione a 5 stelle per lo staff Cinelli Colombini

Lezione di Franco Pallini all’Hotel Continental di Siena per 15 addetti alla produzione, vendita e servizio dei vini di Donatella Cinelli Colombini

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Lunedì 17 dicembre 2018, si inaugura un modo nuovo di fare formazione aziendale nel vino. Niente aula ma un albergo storico, raffinatamente decorato da affreschi e mobili d’antiquariato, nel cuore di Siena: l’Hotel Continental 5 stelle lusso.

Hotel Continental 5 stelle lusso a Siena

Si tratta di un palazzo nobiliare costruito all’inizio del Cinquecento come dono di nozze alla nipote di Papa Alessandro VII Chigi. Nei secoli, le sue sale hanno ospitato i visitatori più importanti e esigenti di passaggio nella città del Palio, fra cui la Regina d’Italia Margherita di Savoia.
Nel contesto lussuoso dell’Hotel Continental i 15 addetti alla produzione, vendita e al servizio dei vini di Donatella Cinelli Colombini seguiranno una lezione-degustazione tenuta da Franco Pallini assaggiatore, consulente e noto giornalista di ambito enologico.

Franco Pallini lezione-degustazione

Hotel-Continental-masterclass-di-Franco-Pallini-allo-staff-di-Donatella-CinelliColombini

Hotel-Continental-masterclass-di-Franco-Pallini-allo-staff-di-Donatella-CinelliColombini

<<L’esperienza ha lo scopo di accrescere le conoscenze sul vino delle persone del mio staff, specialmente delle più giovani, a contatto con i visitatori >> ha detto Donatella Cinelli Colombini presentando il format didattico <<insieme alle informazioni sulle denominazioni Brunello, Orcia e Chianti Superiore desidero che i miei collaboratori visitino una struttura ricettiva di altissimo livello, cioè un albergo come quelli frequentati dalla clientela più esigente e internazionale dei nostri vini>>. Una lezione a tutto campo dunque, che metta l’accento sull’importanza della formazione continua e il confronto con realtà turistiche di prestigio <<dove ogni particolare è trattato con cura, dall’analisi organolettica che accompagna un grande vino alla tovaglia sotto il calice>>

Logo città del vino

Territori del vino e paradisi da pensionati?

Pensioni senza tasse nei territori del vino a rischio spopolamento. Ecco la proposta di Floriano Zambon riconfermato presidente delle Città del Vino

Territori-del-vino-progetto-Città-del-vino

Territori-del-vino-progetto-Città-del-vino

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Fattoria del Colle

Tutti abbiamo qualche conoscente, amico, parente che al momento di andare in pensione ha scelto di trasferirsi in Portogallo dove il clima è ottimo, la popolazione cordiale, la lingua assonante all’italiano e soprattutto i redditi senza tasse. Questa migrazione ha ormai assunto proporzioni importanti, talmente importanti da spingere il governo a farci un pensierino: perché lasciare questa opportunità al Portogallo e alla Tunisia? Diamo la stessa opportunità alle zone del Sud che rischiano di spopolarsi.

Territori-del-vino-progetto-Città-del-vino

Territori-del-vino-progetto-Città-del-vino

Creare una disparità di tassazione all’interno del territorio italiano non mi sembra facilissimo, visto il danno erariale che comporta, ma neanche impossibile, perchè andando in Portogallo i pensionati potrebbero comunque evitare il fisco. Così come prevedo grossi conflitti per delimitare i paradisi fiscali dei pensionati. Ed ecco che arriva la proposta di Floriano Zambon, rieletto presidente dell’Associazione Città del Vino nella convention d’autunno in Sardegna.

La Mandragola: dall’orto a Machiavelli

Le mandragola è considerata afrodisiaca ma anche assassina e ha ispirato novelle e commedie. Venite a vederla nell’orto della Fattoria del Colle

Mandragola-Mandragora -autumnalis Bertol

Mandragola-Mandragora -autumnalis Bertol

Nell’orto grande della Fattoria del Colle ci sono 80 specie e 500 piante. Alcune di esse hanno una storia e un mito come la mandragola-mandragora, considerata afrodisiaca e assassina.

COMMEDIA LA MANDRAGOLA DI MACHIAVELLI
Niccolò Machiavelli scrisse la commedia La Mandragola in cinque atti, per le nozze di Lorenzo dé Medici e Margherita de La Tour, all’inizio del Cinquecento. Narra una vicenda divertente e irriverente che ebbe un grande successo.
La storia si svolge a Firenze nel 1504 il giovane e ricco Callimaco torna da Parigi a

La-Mandragola-commedia-di-Macchiavelli

La-Mandragola-commedia-di-Macchiavelli

Firenze attirato dalla fama della bellezza di Lucrezia, moglie fedele di un marito vecchio, borioso e stolto, Messer Nicia. Nicia crede che la moglie sia sterile e per rimediare a questo problema interpella un medico che lo convince a far bere a Lucrezia una pozione di mandragora, lei rimarrà incinta ma l’uomo che giacerà con lei morirà. Ovviamente Nicia non ha nessuna intenzione di perire d’amore e quindi decide di rapire uno sconosciuto per le vie di Firenze e metterlo nel letto di Lucrezia. Con l’aiuto di un frate corrotto, Nicia convince la moglie a lasciarsi amare da questo sconosciuto e il complotto viene messo in atto.

Vigneti urbani: viti antiche per i wine lover moderni

I vigneti urbani: iniziano ad essere un’attrazione turistica e il luogo di esperienze emozionanti per i wine lovers specialmente in vendemmia

Vigneti-urbani-Siena-Senarum-Vinea

Vigneti-urbani-Siena-Senarum-Vinea

Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Firmata a Torino la carta di intenti che collega i vigneti urbani più belli. L’obiettivo è di mettere in comune le esperienze e puntare sulla trasformazione di queste reliquie del passato in luoghi di cultura enologica e di esperienze partecipate, dedicate ai wine lovers, ma anche agli studenti e a tutti coloro che vogliono riavvicinarsi alla natura e ai ritmi millenari della coltivazione agricola. Tutela e cultura come direttrici di marcia e la Vigna reale della Villa della regina di Torino come capofila. La firma è avvenuta durante

Vigneti-urbani-Vigna-della-Regina-Torino

Vigneti-urbani-Vigna-della-Regina-Torino

Torino-grapes (19-21 ottobre): la vendemmia della capitale piemontese che riscuote un crescente successo. Creare un network dei vigneti urbani è meno facile di quello che sembra perché gran parte di queste vigne, specialmente quelle legate alle case reali, hanno legami gestionali e commerciali con strutture private: Torino ha una sinergia con le Cantine Balbiano e l’associazione Amici di Villa della Regina, a Pompei esiste una partnership tra la Soprintendenza Speciale e l’Azienda Mastroberardino, Siena ha un progetto interdisciplinare che fa capo all’Università, la vigna di San Silvestro all’interno della Reggia di Caserta verrà gestita per 15 anni dalla Cantina Fontana di Benevento. Inoltre i vigneti urbani di Brescia e Napoli sono completamente privati, mentre quello di Venezia è gestito da un associazione di promozione sociale …

Sveva Casati Modignani suite 405

Una bellissima storia d’amore che inizia in modo imbarazzante e finisce… Il messaggio di Sveva Casati Modignani è: la ricerca del vero amore è sempre giusto

Suite 405, Sveva Casati Modignani

Suite 405, Sveva Casati Modignani

Di Donatella Cinelli Colombini

Non importa l’età, i soldi che si possiedono, non importano neanche gli errori perché quelli sono quasi inevitabili nella vita, ma per essere felici ci vuole bontà e coraggio perché poi si trasformano in bellezza e amore.
Quando Sveva Casati Modignani che ormai ritengo una cara amica e chiamo con il suo vero nome Bice Cairati, mi disse <<sto scrivendo un libro sul lavoro>> mi aspettavo un libro diverso soprattutto perché mi confidò da dove era partita <<ho incontrato più volte Maurizio Landini, un uomo straordinario, di grande umanità>>. E Landini è un personaggio del libro che, con le dovute licenze letterarie, gli calza a pennello: onesto, grande lavoratore, appassionato e aperto.
Suite 405 (Sperling 6 Kupfer pp. 488 € 19,90) è una bellissima storia d’amore che ruota intorno a Lamberto Rissotto Loredan conte di Sant’Anna. Un ingegnere di origine veneta che aveva lasciato le sue vigne venete per creare un’impresa industriale facendo anche la gavetta in fabbrica. E’ proprio questa

Donatella e Sveva Casati Modignani Portopiccolo Trieste

Donatella e Sveva Casati Modignani Portopiccolo Trieste

esperienza diretta del mondo del lavoro che lo rende attento ai bisogni degli operai che invece i suoi manager sembrano non ascoltare. Lamberto è a Roma per un incontro di lavoro quando i suoi fornitori gli fanno trovare una escort al bar dell’Hotel Excelsior. Lui la saluta ammirando la sua fresca bellezza e stupendosi del fatto che, nell’attesa, legga Thomas Mann ma l’incontro finisce li. Poco dopo lui scoprirà che il tradimento della moglie è diventato un video virale, si precipiterà in auto a Milano per trovarla morta di infarto. Una morte che somiglia a un suicidio perché lei ha bevuto alcolici pur sapendo che le sarebbero stati fatali. Era una ex modella che nella prima giovinezza aveva subito la violenza del padre e non era mai uscita, nonostante l’aiuto di molte persone di buon cuore, da un vortice tenebroso e autolesionista. Il conte accetta il decesso con rassegnazione e si rimette a lavorare riempiendo la sua vita con un nuovo progetto sui rasoi di lusso, ma sul suo cammino riappare più volte Chiara Montini la giovane che era stata mandata a tenergli compagnia per cena quando era il cliente della Suite 405 dell’Excelsior di Roma.

Larner, O’Keefe, Napjus le 3 super assaggiatrici del vino italiano

Monica Larner per Wine Advocate, Kerin O’Keefe per Wine Enthusiast, Alison Napjus per Wine Spectator sono le wine lady del vino italiano

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Monica-Larner-e-il-suo-cane-tappo

Di Donatella Cinelli Colombini

Scrivono i giudizi sui vini italiani, nei più influenti giornali statunitensi del vino e hanno le chiavi che aprono le porte dei mercati che contano. Sono tre giovani donne talentuose e super competenti: Monica Larner per Wine Advocate-Robert Parker, Kerin O’Keefe per Wine Enthusiast, Alison Napjus per Wine Spectator (escluso i vini di Piemonte e Toscana assaggiati da Bruce Sanderson).

Nel maschilista mondo del vino questa circostanza può apparire sorprendente ma in realtà è il segno di un nuovo protagonismo femminile che tuttavia, anche per loro, non è stato forse così facile.

MONICA LARNER

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Kerin-O’Keefe-DonatellaCinelliColombini

A Montalcino Monica raccontò di quando assaggiava per Wine Enthusiast e le arrivò un email di sole 2 righe con cui Robert Parker le chiedeva di diventare recensore dei vini italiani per il suo “Wine Advocate”. Era a Montalcino per Benvenuto Brunello 2013 e non parlò con nessuno della proposta mentre, intorno a lei, fra i maggiori critici del vino, era tutto un chiacchierare su chi fosse il prescelto per quell’ambitissimo incarico. Quando la sua designazione fu resa pubblica le reazioni furono cattive, soprattutto da parte dei colleghi uomini.

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500 Fiat color rosso Brunello

Basta con il rosso Bordeaux cominciamo a dire rosso Brunello che è molto più figo. Ed ecco la 500 bicolore grigio e rosso Brunello per chi vuol essere trendy

di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

FIAT-500-rosso-Brunello

FIAT-500-rosso-Brunello

Esiste un’ Alfa Romeo rosso Brunello e persino un gel per unghie color Brunello.
In India c’è una fabbrica di scarpe Rosso Brunello con un consistente commercio on line e una galleria fotografica di celebrity che le indossano.
Il nome Brunello viene dunque usato spesso, su prodotti molto diversi e non solo in Italia.
Ma la Fiat 500 rosso Brunello colpisce al cuore. E’ un “lovemark”, come ci insegna Kevin Roberts di Saatchi & Saatchi, perché fa leva su un legame affettivo che tutti abbiamo per la piccola macchina simbolo del miracolo italiano e per il vino italiano, forse più amato nel mondo. Un doppio lovemark dunque!

FIAT-500- Collezione -rosso-Brunello

FIAT-500- Collezione –

Matteo Ascheri, figlio della mia amica Cristina e Presidente del Consorzio del Barolo, sarà rimasto malissimo. Lo capisco; dalla fabbrica di Torino era più probabile aspettarsi una Fiat 500 rosso Barolo! Ma, come ha giustamente osservato WineNews il compianto amministratore delegato Sergio Marchionne , morto lo scorso 25 luglio, a cui presumibilmente si deve la scelta di questa 500 rossa, era un grande estimatore del vino montalcinese.

                                               

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