Vigne e vini

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

La festa dei vignaioli più grande del mondo

In Svizzera con l’Académie internationale du Vin per la Fete des Vigneron la festa dei vignaioli più grande del mondo e poi vini, Chaplin e il podio olimpico

Di Donatella Cinelli Colombini

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

LA FESTA DEI VIGNAIOLI -FETE DES VIGNERONS

5.500 vignaioli impegnati a ballare, cantare, sfilare in costume e 20.000 spettatori ogni sera in un’arena costruita appositamente. La Fete des vigneron festa dei vignaioli, avviene  ogni 20 anni a Vevey e, se un tempo era una manifestazione dell’orgoglio dei produttori di vino, ora è un’attrazione di prima grandezza che richiama un milione di visitatori di tutto il mondo durante un mese di rappresentazioni. Tutti i vignaioli del territorio partecipano comprando i costumi, a loro spese, e facendo prove da febbraio in poi. Lo spettacolo è impressionante fino dall’arrivo in battello a Vevey accolti da un concerto di enormi corni di montagna. La piccola città appare trasformata con giostre, ristoranti e animazioni ovunque. L’arena è enorme e tutto funziona con precisione svizzera e con garbo vignaiolo. All’interno, l’assistenza agli spettatori è fatto da vignaioli vestiti da cornacchie (quelle che mangiano l’uva). L’arena è coperta da un tappeto a led che permette effetti variopinti mentre le scalinate si alzano per far passare gli allestimenti più grandi e si abbassano per ospitare il coro. Lo spettacolo è grandioso, con balletti senza interruzione, degno di un’inaugurazione olimpica e quando entrano 30 mucche da latte, suonano i cori di montagna e 200 coristi intonano Lyoba, la canzone tradizionale delle mandrie alpine,

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

tutti gli svizzeri si sono commossi. Bellissima la partecipazioni dei disabili e il ringraziamento finale a tutti, persino agli uomini che pulivano dopo il passaggio delle mucche e che hanno ballato sventolando le scope. Alla fine rimane lo stupore per un’organizzazione di dimensioni enormi e la gratitudine per questi vignaioli che hanno saputo

dare dignità al lavoro della terra con un evento di queste dimensioni. Bravi!

I VINI SVIZZERI

Il viaggio in Svizzera con l’Académie Internalionale du Vin è anche l’occasione per ammirare la viticultura eroica lungo il lago Lemano dove ogni angolo di terra, strappato alle Alpi, è coltivato in piccoli vigneti lavorati a mano e trattati con gli elicotteri (spruzzare il rame con la botte e il trattore sarebbe impossibile). I vini sono buoni e diventeranno ancora migliori nel futuro se gli agronomi useranno i vitigni autoctoni come la Petite Arvine in forma di locomotori dei loro distretti enologici e sapranno interpretare il cambiamento climatico che spinge la produzione mondiale proprio verso le montagne dove già sono loro.
I bianchi mostrano una capacità di invecchiamento sorprendente. Abbiamo assaggiato vini Dezaley del 2017, 2015, 1995, 1985, 1979 e gli ultimi due erano straordinari.
La produzione avviene in piccolissimi vigneti, che lo stato aiuta a sopravvivere ( anche con aziende modello come quella di Grand Brûlé) e che stanno cercando di consorziarsi per produrre e commercializzare riunendo le f( orze. Tuttavia alcune individualità spiccano come l’Ermitage di Marie Théresè Chappaz (Liaudisaz) e il Pinot Noir de La Colombe -di Raymond Piccot.

Calici-di-stelle-Castiglion-d'Orcia-degustazione-ONAV

Calici di stelle 2019 brindando al chiaro di luna

Per la giovane e grintosissima Orcia DOC la festa di Calici di Stelle sarà sabato 10 agosto a Castiglion d’Orcia dove sarà in assaggio Cenerentola 2016

Calici-di-stelle-Castiglion-d'Orcia-degustazione-ONAV

Calici-di-stelle-Castiglion-d’Orcia-degustazione-ONAV

CALICI DI STELLE 2019 DEDICATO ALLO SBARCO SULLA LUNA

Il programma nazionale delle serate di Calici di Stelle 2019 inizia il 2 agosto e finisce l’11 con tanti appuntamenti nelle piazze delle Città del Vino e nelle cantine del Movimento Turismo del vino. In occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna l’edizione 2019 sarà incentrata sull’osservazione della volta celeste e in particolare del satellite della terra che, con le sue fasi, influisce da secoli anche sulla produzione del vino e soprattutto sull’imbottigliamento. Per antica tradizione al primo quarto, in fase di luna crescente, è adatto per confezionare i vini frizzanti, all’ultimo quarto, in fase di Luna calante, vanno in bottiglia i vini a lungo invecchiamento, mentre con la luna piena è possibile imbottigliare qualsiasi tipo di vino.

CALICI DI STELLE A CASTIGLION D’ORCIA

Calici-di-stelle-Castiglion-d'Orcia-banchi-di-assaggio-coi-produttori

Calici-di-stelle-Castiglion-d’Orcia-banchi-di-assaggio-coi-produttori

Piccolo anticipo della festa il 9 agosto, nel pomeriggio con la Masterclass di musica tenuta dalla scuola di percussioni Octomusic School di San Quirico d’Orcia e alle 21 il concerto dei Psychomoles, batteria, percussioni e musica elettronica in piazza Cesare Battisti
Il 9 e l’11 agosto i ristoranti di Castiglion d’Orcia ospiteranno le “Cene con i produttori” Io vi aspetto nel ristorante Le Rocche  domenica 11 agosto,  per cenare insieme gustando cucina valdorciana e grandi vini.

Il 10 agosto, come di consueto, Calici di Stelle vive il suo momento più bello e trasforma Castiglion d’Orcia in un borgo in festa. La Doc Orcia entra nella cornice di una delle piccole città d’arte più belle d’Italia.
Inizio alle ore 18 quando il centro storico si riempirà di bancherelle con prodotti artigianali e specialità gastronomiche della Valdorcia. Ci sarà anche un’esposizione di veicoli antichi e le opere dell’artista Susanna Deiana, il cooking show di cucina castiglionese e lo street food preparato dai ristoranti del borgo. La sala d’arte con le due splendide Madonne di Simone Martini e Pietro Lorenzetti, sarà aperta per visite guidate con assaggi dei vini Orcia. Ci sarà uno spazio per i bambini con la Piccola Fattoria Forte e le animazioni di Circusbandando.
Dalle 20 inizieranno le degustazioni di vini Orcia Doc con tavoli dove saranno presenti personalmente i produttori e la degustazione guidata condotta dagli assaggiatori ONAV.
Ancora alle 20 inizierà l’intrattenimento musicale dei TriTone clarinetto, fisarmonica, chitarra e contrabbasso Jazz che eseguirà una kermesse folk and world music trascinante e ballabile.

PUNTEGGI-ECCELLENZA-Donatella-Vinelli-Colombini

6 vini oltre i 90/100 su Wine Advocate-Robert Parker

Donatella Cinelli Colombini festeggia i rating ottenuti da Brunello, Doc Orcia, Igt Toscana, Passito e Vin Santo da parte di Robert Parker – Wine Advocate

Wine-Advocate-Robert-Parker-6 vini-di-Donatella-Cinelli Colombini

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I giudizi positivi fanno sempre piacere ma quando arrivano da Robert Parker fanno ancora più piacere perché le valutazioni in centesimi della rivista creata nel 1978 dall’avvocato di Baltimora, sono accettati come autorevoli in tutto il mondo e influenzano i monopoli canadesi così come i grandi buyer.
Per questo avere da Wine Advcate Robert Parker un giudizio sopra i 90/100 su sei vini in una stessa annata è una cosa entusiasmante e importantissima. Donatella Cinelli Colombini fa salti di gioia!
Fra i vini con punteggi stellari ci sono i due Brunello di Montalcino usciti quest’anno (annata 2014 e riserva 2013), il Vin Santo e il Passito che si accaparrano i voti più alti con grande gioia del marito di Donatella, Carlo Gardini, vero artefice di questi vini insieme alla cantiniera Barbara Magnani. Ma ci sono anche le due etichette principali della Fattoria del Colle: la Doc Orcia Cenerentola e l’IGT Toscana Il Drago e le 8 colombe.

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Un risultato che premia il grande lavoro fatto nei vigneti, coltivati in modo biologico e molto manuale, ma anche la scelta di puntare su fusti in rovere di media e grande dimensione realizzati in piccoli laboratori artigiani. Vengono scelti ogni anno in 5 tonnellerie in base alle caratteristiche della vendemmia con un criterio tailor made – cucito su misura, quasi ottocentesco.

MONICA LARNER SCRIVE UN ARTICOLO SULLA DOC ORCIA PER WINE ADVOCATE ROBERT PARKER

L’occasione di far recensire i vini della Fattoria del Colle è arrivata quando Monica Larner, la bravissima Italian reviewer per Wine Advocate -Robert Parket ha ceduto all’insistenza di Donatella ed ha dedicato un articolo alla DOC Orcia. Un articolo che comincia con questa frase <<It may be Italy’s most beautiful wine territory>> forse il territorio del vino più bello d’Italia.
Quando Monica Larner chiese la documentazione per l’articolo la figlia di Donatella, Violante, si buttò <<mamma mandiamo anche gli altri vini della Fattoria del Colle, chiedi a Monica il favore di assaggiarli>> e, con grande buona volontà, Monica nonostante sia sommersa di lavoro, li ha assaggiati e recensiti tutti.

Rosso-Montalcino-2011-bottle with walnuts

Rosso di Montalcino DOC un vino da scoprire

Rosso di Montalcino, il fratello più giovane e sorridente del Brunello ottenuto dalla stessa uva di Sangiovese e nella stessa zona di Montalcino ma destinato ad essere bevuto prima

Rosso-Montalcino-2011-bottle with walnuts

Rosso-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

Montalcino, la terra dove l’uva di Sangiovese si esprime meglio nel mondo e fa nascere vini centenari, riesce a produrre anche un grandissimo rosso giovane. Sembra un controsenso ma non lo è. Dimostra la sapienza dei vignaioli di questo territorio. Infatti le caratteristiche del futuro vino nascono nei grappoli; le uve destinate al Brunello oppure al Rosso di Montalcino vengono coltivate per questo loro destino fino dalla nascita. Più poveri i terreni del primo più fertili quelli del secondo. Meno grappoli per il primo, leggermente di più per il secondo. Soprattutto nel momento della vendemmia le specificità di ciascuno devono venire fuori scegliendo con precisione il giorno della vendemmia e vinificando in modo più delicato.

Location: Casato Prime Donne a Montalcino

Il Casato Prime Donne è una proprietà di 40 ettari nel lato Nord di Montalcino. E’ di proprietà della famiglia di Donatella Cinelli Colombini almeno dalla fine del Cinquecento quando i suoi avi pagavano già le tasse per i prodotti agricoli che vi si coltivavano. Nelle ultime tre generazioni è passato di madre in figlia: era della nonna Giuliana Tamanti, poi della madre Francesca Colombini e Donatella la lascerà alla figlia Violante.
Donatella Cinelli Colombini dirige questa azienda dal 1998 e le ha ridato lo splendore di quando i suoi antenati vi trascorrevano la luna di miele. Ha anche dato a questo luogo uno speciale significato facendone la prima cantina italiana dove lavorano solo donne, una bandiera per l’enologia al femminile. Ogni anno il Casato Prime Donne finanzia un premio che porta il suo nome e valorizza le donne che sono di esempio e di incoraggiamento al genere femminile. Ogni vincitrice detta una dedica che rimane in modo permanente lungo un percorso meditativo nei vigneti e in cantina. Accanto a ogni scritta c’è un’opera d’arte di un’artista toscano che arricchisce ulteriormente lo splendido territorio della Valdorcia in cui si trova la cantina

Bottiglie Prodotte

Sangiovese grappolo 2012 Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese grappolo Donatella Cinelli Colombini

Da 30.000 a 50.000 ogni anno in base alla produzione di Brunello di Montalcino.

Riconoscimenti

90 – 91/100 da parte delle principali testate specializzate internazionali

Uvaggio e vigneti

100% Sangiovese

Le vigne del Casato Prime Donne sono coltivate in modo biologico e complessivamente hanno un’estensione di 16 ettari, di cui 3 sempre destinati alla produzione di Rosso di Montalcino. Si trovano nella zona Nord di Montalcino, quella più fresca, su una collina di 225 con una splendida esposizione a mezzogiorno. Il terreno è di origine neo-quaternaria composto da argille e sabbie marine. I vigneti sono divisi in 6 piccole particelle e contengono 5.500 viti per ettaro. Sono coltivate a cordone speronato. La produzione media è di 60 quintali d’uva per ettaro.

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Wine Show Todi: festa di vino nel gioiello dell’Umbria

Apre oggi Wine Show Todi: cene stellate, 100 cantine in degustazione, masterclass, concerti e premi nella cornice della bellissima città umbra

Todo-wine-show-sunset_wine

Todo-wine-show-sunset_wine

Anche Donatella Cinelli Colombini fra le premiate della quarta edizione del Wine Show Todi (7-9 giugno) insignita del #BeWine insieme alla giornalista svedese Asa Johansson. Altri premi a Niccolò Mario Zanchi cofondatore di Gotto Wine Tour e alla direttrice della scuola di alta formazione di sala Intrecci, Marta Cotarella.

WINE SHOW TODI

Con la cerimonia nel Nido dell’Aquila di Todi inizia una kermesse di tre giorni dedicata al vino  con i premi  coordinati dalla wine critic e blogger Chiara Giorleo.
La prima serata ha per tema “Todi, una città, una donna e i suoi tanti volti. Colori, Gusti e Sorsi”, e vede impegnate 5 chef di altissimo profilo: Catia Ciofo coadiuvata dalle Lady Chef umbre Gianna Farfano e Anna Maria Lombardo e le

Chiara-Giorleo-organizzatrice-del-Todi-Wine-show

Chiara-Giorleo-coordinatrice-dei-premi-del-Todi-Wine-show

toscane Sara Barbara Guadagnoli e Sandra Paccetti. La brigata tutta al femminile proporrà quattro piatti abbinati a quattro dipinti del pittore umbro Alvaro Quagliarini e a quattro pezzi musicali. Il tutto ovviamente accompagnato dal vino prodotto delle 13 cantine aderenti all’associazione “Todi terra di vini” che dopo la recente costituzione si presenterà ufficialmente proprio in occasione di Wine Show.
Dal pomeriggio di sabato 8 giugno Wine Show entrerà poi nel vivo con il ricco cartellone di iniziative e degustazioni che ruoteranno intorno alla mostra mercato con circa 100 cantine provenienti da tutta Italia ospitate nei palazzi comunali di Todi. Da non perdere, a partire dalle 19 di sabato, il Sunset Wine al Nido dell’Aquila con una degustazione di vini pugliesi al tramonto, in virtù del gemellaggio con il DueMari Wine Fest di Taranto, unita ad una emozionante milonga di tangheri. In serata, in piazza del Popolo, il concerto degli Swingle Kings con una degustazione di birra artigianale. In programma nei due giorni anche il Wine Tour a cura della Fisar Orvieto e le masterclass “Doc Excellence”, dedicata al Grechetto di Todi e guidata dal referente per l’Umbria della guida Vitae dell’Ais Gianluca Grimani, e “Un4gettable”, i migliori vini del Mondo secondo la rivista Wine Spectator raccontati da Maurizio Dante Filippi, miglior sommelier d’Italia Ais 2016.

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DOC Orcia: Donatella Cinelli Colombini ancora Presidente

I vicepresidenti sono Giulitta Zamperini dell’azienda Poggio Grande e Roberto Terzuoli di SassodiSole e nel consiglio Orcia entrano le nuove leve delle aziende storiche

 

Orcia-DOC-nuovo-consiglio-consorzio-Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente

Orcia-DOC-nuovo-consiglio-consorzio-Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente

Donatella Cinelli Colombini riconfermata alla presidenza della DOC Orcia, una denominazione nata nel 2000 nel Sud della Toscana, in 12 comuni fra i territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano. In una zona collinare di grande pregio per i vini rossi e di grande bellezza paesaggistica al punto da aver ispirato il claim “Orcia, il vino più bello del mondo”.

ORCIA IL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

Giovane e performante la DOC Orcia, negli ultimi anni, ha fatto un balzo in avanti sotto i profili qualitativo e di apprezzamento commerciale al punto da essere considerata fra le denominazioni emergenti italiane.
Il Consiglio di Amministrazione rinnovato dall’ingresso di Angelo Capitoni, Elena Salviucci, Giovanna Santi e Carlo Pilenga che affiancano Antonio Rovito, Giuseppe Olivi, Roberto Rappuoli e Gabriella Giannetti e i due vicepresidenti Giulitta Zamperini e Roberto Terzuoli già presenti nel board precedente, ha eletto di nuovo Donatella Cinelli Colombini alla Presidenza per il prossimo triennio.

Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente-Doc-Orcia

Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente-Doc-Orcia

PROGRAMMI DEL CONSORZIO DOC ORCIA

Il Consiglio intende continuare l’intenso lavoro di eventi, degustazioni e visite svolto nel passato puntando a consolidare la propria visibilità e commercializzazione nell’area di produzione. Un territorio che registra ogni anno un milione e mezzo di presenze turistiche e circa un milione di escursionisti soprattutto stranieri, per cui ha il mercato di esportazione “sotto casa”.
Due progetti immediati: il primo è un piano di marketing innovativo all’interno di un progetto di filiera che collega le cantine con la rete commerciale locale. Prevede di offrire a enoteche e ristoranti cantinette climatizzate in vetro e acciaio da usare per conservare le bottiglie Orcia e mostrare le aziende e le bellezze del territorio attraverso un display posizionato sul davanti. Per le cantine che vendono in grande distribuzione saranno prodotti espositori in grado di rendere più visibile la denominazione.
Altro progetto, ancora alle prime battute, riguarda direttamente i turisti con la realizzazione di master class studiate appositamente per loro. Un modo nuovo di mescolare cultura del vino e intrattenimento puntando sul nuovo ruolo assunto dall’enogastronomia nell’esperienza di viaggio e come attrattore turistico.

Violante-Gardini-e-i-produttori-di-Brunello-in-Giappone

Violante ci racconta il suo viaggio in Giappone

Diario di viaggio di Violante in Giappone: degustazioni di Brunello con l’ottima regia del consorzio ma anche shopping, turismo e qualche curiosità

 

Violante-Gardini-e-i-produttori-di-Brunello-in-Giappone

Violante-Gardini-e-i-produttori-di-Brunello-in-Giappone

Violante GardiniCinelliColombini Jr

Appena arrivata, anche se ero stanca morta e persino prima di fare il check in dell’albergo, sono andata a prendere un bicchiere con Noriko, mia amica e compagna di corso all’Università UC Davis in California, durante il Master OIV. Ora lei lavora per una cantina di Champagne.

Lunedì mattina palestra e poi incontro con Ikeda, responsabile per i vini dell’importatore Japan Salt.

Matrimoni, templi e usanze giapponesi

Siamo andati al Happo-En la prestigiosa location dove il Consorzio del Brunello organizzò un tasting due anni fa. Si tratta di uno dei luoghi più apprezzati di Tokio per gli eventi, soprattutto per i matrimoni. Infatti abbiamo trovato due novelli sposi tutti agghindati che ricevevano applausi dai passanti. Avevano pochi invitati ma erano vestiti in molto tradizionale, soprattutto lei aveva un abito molto lussuoso con un cappello enorme che sicuramente .. le avrà fatto soffrire un caldo spaventoso.

Violante-Gardini-al-tempio-a-Tokyo

Violante-Gardini-al-tempio-a-Tokyo

Dopo aver aperto le bottiglie io ed Ikeda siamo andati a mangiare e ho scoperto che i giapponesi usano molto il kerry ma è un kerry diverso dal nostro, molto gustoso e più scuro di colore. Comunque il nostro piatto di verdure e riso era delizioso. Prima dell’inizio dell’evento Ikeda mi ha portato a vedere il giardino spiegandomi che i loro templi sono sempre circondati dal verde perchè la natura stessa è una divinità per loro. Il tempio è preceduto da una fontana dove vanno lavate le mani e la bocca. Non bisogna camminare al centro ma solo di lato. Alla porta del tempio ci sono due leoni che non sono uguali, uno ha la bocca aperta e l’altro chiusa per ragioni legate ad altre credenza religiose.

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Polonia: dove i vini francesi e italiani combatto a armi pari

Polonia: un Paese in pieno sviluppo, nuove costruzioni ovunque, tanti giovani, tanta tecnologia, tutto in ordine e un grande interesse per i vini italiani

Polonia-Poznan-Donatella-CinelliColombini-Carlo-Gardini-Negro-e-altri-produttori-

Polonia-Poznan-Donatella-CinelliColombini-Carlo-Gardini-Negro-Montioni-e-altri-produttori-

Di Donatella Cinelli Colombini

Tutti conosciamo la proverbiale laboriosità dei polacchi, giganti instancabili e tenaci che nel passato condividevano con gli italiani i lavori più duri: dalle miniere del Belgio, alle fonderie di Chicago e Detroit. Erano un Paese di emigranti ma oggi non hanno disoccupazione … anzi l’economia va a mille.

POLONIA UN PAESE IN CRESCITA

Ci sono nuove costruzioni ovunque con architetture poco appariscenti ma molto solide e arredi di tendenza, il terreno agricolo è perfettamente coltivato e si avvantaggia dall’essere piano come una tavola, le città sono piene di giovani come se i vecchi fossero relegati a casa, WiFi va come una scheggia per cui la fibra ottica e la tecnologia sono diffusissime, ci sono tanti nuovi locali a mostrare una gran voglia di vivere, monopattini ovunque da prendere in

Polonia-Poznan

Polonia-Poznan

sharing usando il telefonino….
La cucina paga il prezzo delle dominazioni straniere del passato e di una più recente esterofilia che ha soppiantato la cucina tipica. Peccato perché i pochi piatti polacchi serviti nei ristoranti sono squisiti. La popolazione ama l’Italia e i vini italiani quasi più di quelli francesi. Nle bicchiere piace uno stile muscoloso e intenso che favorisce anche i vini spagnoli. Intanto cresce la cultura enologia e l’associazione sommelier. Tanti ristoranti, bar e enoteche mostrano un interesse per il cibo e il vino superiore a quello per i vestiti. Meno male!!!!

GLI EVENTI DEL VINO IN POLONIA

Il nostro importatore Wineonline ha organizzato due degustazioni a Varsavia e Poznan in due strutture nuove. Quella della capitale è una ex fabbrica restaurata in modo ultra trendy. Ci sono assaggi arround the table a cui partecipano wine lovers e dettaglianti. Alle degustazioni guidate sono presenti soprattutto giovani e quasi la metà donne. C’è un Ape con distributore di Prosecco “alla spina” e tante sdraio per prendere il primo sole di primavera. I nostri vini piacciono moltissimo soprattutto il Chianti Superiore e il Brunello Prime Donne. Anche la storia dell’azienda convince e tutte le donne vogliono in selfie con me.

Cantine-aperte-2019-Casato-Prime-Donne

Cantine aperte nel segno di Leonardo da Vinci

Cantine aperte 2019, al Casato Prime Donne, propone un percorso a lume di candela con musiche, cibi dell’epoca di Leonardo e grandi Brunello e Chianti

Calici-di-stelle-2017 fattoria-del-Colle

Cantine-aperte-2019-Casato-Prime-Donne

Nella cantina del Casato Prime Donne illuminata dai candelieri ascoltando le musiche del tardo Quattrocento con un calice di Brunello in mano e qualche cibo rinascimentale. Donatella Cinelli Colombini ha voluto dedicare Cantine aperte 2019, nella sua azienda di Montalcino, al genio toscano Leonardo da Vinci di cui ricorrono i cinquecento anni dalla morte.
Leonardo possedeva una vigna a Milano poco lontano da Santa Maria delle Grazie dove dipinse il Cenacolo. Nel 1515 scrisse le regole per la corretta produzione enologica e attribuiva al vino un ruolo quasi spirituale “Il vino, il divino licore dell’uva” . A Leonardo si attribuiscono l’ideazione del decanter e del ricolmatore per impedire il contatto fra l’aria e il vino delle botti.

PROGRAMMA DI CANTINE APERTE

<<L’itinerario in cantina, a lume di candela gustando grandi vini, musiche e semplici cibi di ispirazione rinascimentale sarà divertente anche se

Cantine-aperte-2019-CasatoPrimeDonne-Montalcino

Cantine-aperte-2019-CasatoPrimeDonne-Montalcino

è costruito su solide basi culturali >> dice Violante Gardini, la Cinellicolombini Jr che guida il Movimento del turismo del vino della Toscana e organizza la giornata dell’enoturismo in tutta la regione.
Visite guidate alle 11, 13, 15 e 17 da prenotare in anticipo  al numero 0577 849421 (18€ a persona per le 4 visite guidate e visite informali con piccolo assaggio dalle 11 alle 18).  All’ingresso i visitatori riceveranno un calice di cristallo e la richiesta di silenziare i telefoni per godersi le sensazioni auditive, visive, olfattive e gustative che rimandano a un passato lontano. Prima sosta nella tinaia per immergersi nell’atmosfera medioevale di Montalcino con immagini suoni e musiche assaggiando Chianti Superiore accompagnato da pane fatto in casa condito con olio 2018.

Orcia Wine Festival 2019

Orcia Wine Festival dal 25 al 28 aprile

A San Quirico d’Orcia, il “Vino più bello del mondo” fa festa nei palazzi e nella via Francigena durante il lungo ponte di primavera

Orcia Wine Festival 2019

Orcia Wine Festival 2019

Di Donatella Cinelli Colombini

Orcia Wine Festival 2019 segna un punto di svolta nella storia della giovane denominazione Orcia: interesse di stampa e clienti come mai prima d’ora, un finanziamento PIF in arrivo che metterà cantine climatizzate e i video dell’Orcia DOC nei punti vendita del territorio di produzione e una imminente tornata elettorale che rinnoverà i vertici dei comuni e del consorzio di tutela.
Finisce un ciclo con grossi motivi di soddisfazione. L’Orcia è ormai considerata fra le denominazioni emergenti in Italia e i suoi vignaioli sono il simbolo di come, da piccole superfici, possano nascere grandi vini grazie al lavoro artigiano, la passione e l’attaccamento al territorio: valori che sono riassunti nel claim <<Orcia il vino più bello del mondo>>

ORCIA WINE FESTIVAL 2019

Orcia Wine Festival 2019

Orcia Wine Festival 2019

La decima edizione del festival, dal 25 al 28 aprile, trasformerà per 4 giorni San Quirico d’Orcia in un paese di vino con le degustazioni di 20 produttori e delle specialità gastronomiche nel Palazzo Chigi Zondadari, la degustazione guidata da Simone Loguercio miglior sommelier italiano Ais, le altre degustazioni a tema condotte da ONAV, la conferenza di Giampietro Comolli (Osservatorio Vini Spumanti) in vista del cambio di disciplinare che introdurrà le bollicine nell’Orcia e un’infinità di eventi e animazioni descritte nel programma pubblicato nel sito del Consorzio.

ORCIA WINE FESTIVAL– FRANCIGENA DI VINO

Torna l’Orcia Wine Festival, con un’edizione che si prospetta più bella e ricca che mai sviluppando il tema “Francigena di Vino”. E’ infatti la via Francigena che dette origine a San Quirico d’Orcia con i suoi palazzi e le sue chiese. La strada maestra del medioevo da cui passarono Federico Barbarossa, Santa Caterina, Enrico di Nassau della casa reale d’Olanda che morì proprio a San Quirico nel 1451 e ancora Lorenzo il Magnifico … personaggi che tornano ad animare la Francigena nel tratto urbano mentre le vetrine dei negozi si riempiono di bottiglie e lo splendido Palazzo Chigi, sorto nel Seicento per ospitare un Papa che non venne mai, diventano la cornice delle degustazioni e dei banchetti dedicate al vino Orcia.

Malta-Valletta-Mercato-Centrale

Abraham Said e la suite di Donatella a Gozo

Nella spettacolosa “Vini e Capricci” di Abraham Said a Gozo c’è una “Venue Suite” dedicata a Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Vini-e-Capricci-Gozo-Venue-Suite-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Vini-e-Capricci-Gozo-Venue-Suite-di-Donatella-Cinelli-Colombini

 

Vini e capricci è uno scrigno di prelibatezze nell’isola più antica e intatta del Mediterraneo: Gozo, dove ci sono i luoghi di culto più antichi del mondo (Gigantija 3.600 a C) , la spiaggia di Ulisse e Calipso, i muretti a secco e le torri di avvistamento dell’epoca dei crociati.

Vini e capricci con la Venue Suite

La struttura creata da Abraham Said è una specie di Eataly: c’è una cella per la stagionatura del formaggio, una stanza per i sigari che emana un aroma sexy, un caveau per le bottiglie pregiate di grande formato, un banco di macelleria con le bistecche di fassona frollate a puntino, i banchi di oltre 20 metri per salumi, formaggi, dolci e cioccolato con leccornie rare. E’ possibile mangiare nella cantina e nella stanza dei liquori con le tavole imbandite, letteralmente circondati dalle bottiglie. Al primo piano c’è una sala con terrazza per le feste e le esposizioni d’arte: si tratta della “Venue Suite” ed è dedicata a me. Ho scoperto la targa con il mio nome sabato scorso in anticipo rispetto all’inaugurazione ufficiale che avrà luogo alla presenza del Primo Ministro Joseph Muscat e degli altri titolari delle sale, Chiarlo, Felluga e Berta. Sono davvero grata ad Abraham per questo dono che mi lega ancora di più alla mia isola del cuore.

Malta-Valletta-Mercato-Centrale

Malta-Valletta-Mercato-Centrale

In questi giorni Gozo è verde per la pioggia dello scorso inverno. Venire qui dalla Toscana è sconvolgente perché certi giorni è quasi più freddo che in Italia.

Gozo, isola sospesa nel tempo

Ma è sempre bello arrivare nelle isole maltesi e trovare gli amici, soprattutto in questo periodo pasquale. Qui la religione cattolica è molto sentita e le processioni portano per le strade enormi statue di legno dipinto.
Lo stato maltese è grande come il comune di Montalcino, ma ha 700mila abitanti, un Pil che cresce alla velocità di quello cinese e cantieri ovunque. Il turismo ha un autentico boom grazie a un’accorta politica di acquisizione di rotte aeree e crociere.

2018-vendemmia-sangiovese-Fattoria-del-Colle-Toscana

Rosa di tetto IGT 2018 BIO

Donatella Cinelli Colombini presenta il suo rosato Rosa di Tetto 2018 IGT Toscana: per la prima volta BIO e per la prima volta in versione “fine wine”

2018, prima vendemmia con certificazione biologica per le cantine di Donatella Cinelli Colombini e primo rosato “Rosa di tetto” BIO.  I nostri vigneti sono da sempre coltivati con cura manuale, ma dal 2014 abbiamo iniziato a seguire i protocolli e ad avere i controlli di un ente esterno, attività che ci ha permesso di ottenere la certificazione e quindi la foglia verde – simbolo biologico, in etichetta.

STORIA DI UN NOME E DI UN VINO DI FATTORIA

Alla Fattoria del Colle, la produzione di vino rosato è iniziata oltre trent’anni fa con il nome “Acqua di tetto”. Quando Donatella Cinelli Colombini ricevette da suo padre la Fattoria decise di cambiare questo nome che creava confusione facendo pensare a un vino rosso annacquato.

Scelse Rosa di Tetto, che richiama il primo nome ma si ispira alle rose rampicanti che crescono sulla facciata della villa

2018-vendemmia-sangiovese-Fattoria-del-Colle-Toscana

2018-vendemmia-sangiovese-Fattoria-del-Colle-Toscana

cinquecentesca fino ad infilarsi sotto le tegole.

ROSA DI TETTO – FAMILY WINE

Il rosato Rosa di Tetto è prodotto in una piccola serie di 2.500 bottiglie ottenute da uve di Sangiovese dei vigneti della Fattoria del Colle che sono state vendemmiate e vinificate in azienda. Si tratta dunque di un “family wine” o, come si direbbe in Toscana, di un “Vino di Fattoria”

Vinitaly 2019 cena inaugurale

Un Vinitaly pieno di sorprese

Dopo tanti Vinitaly questa fiera ancora sorprende: la sua crescita costante, le opportunità, gli insegnamenti e gli stimoli che offre

festa-di-fine-Vinitaly-delle-Donne-del-Vino

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Finale in bellezza con la grande festa delle Donne del Vino e il presidente di Veronafiere – Vinitaly Maurizio Danese che da il via ai corsi di formazione Future e E-learning nati per creare la generazione 4.0 del vino al femminile.

VINITALY 2019 BATTE I RECORD SI RIEMPIE DI POLITICI E DI COMPRATORI ITALIANI

E’ stato il Vinitaly del mercato italiano che è tornato protagonista nonostante le minacce di recessione e la presenza massiccia di 33mila buyer esteri, provenienti anche da mercati nuovi come il Kenia. Complimenti a Gianni Bruno, brand manager Vinitaly che anche quest’anno è riuscito a superare le attese.
E’ stato l’anno dei politici, mai così tanti: Conte, Salvini, Di Maio, Centinaio, la commissione Agricoltura della Camera al completo …

VINITALY PAROLA D’ORDINE CREARE VALORE

Vinitaly 2019 cena inaugurale

Vinitaly 2019 cena inaugurale

C’è una parola d’ordine nel Vinitaly 2019 <<creare valore>> lo dice Giovanni Geddes da Filicaja mentre riceve il premio Internazionale Vinitaly (lo stesso che ho avuto io sei anni fa) durante la spettacolare cena offerta da Vinitaly e intramezzata da balletti ispirati a Leonardo da Vinci. Lo ha detto Giovanni Mantovani DG di Veronafiere durante la cerimonia inaugurale, presentando il nuovo programma di eventi all’estero che avranno una piattaforma italiana e non si appoggeranno più su fiere altrui.

VINITALY 2019 E DONNE DEL VINO

E’ stato l’anno trionfale delle Donne del Vino: mai così tante, attive, unite in tutti i 15 eventi che hanno organizzato. Meravigliosa la degustazione di 8 vini creati da giovani donne e guidata dal super assaggiatore Ian D’Agata, vini che hanno dimostrato l’apporto rivoluzionario delle wine makers rosa.
La cosa stupefacente dopo aver partecipato a tanti Vinitaly è che questa edizione è riuscita ancora a sorprendermi e a insegnarmi.
Ecco alcune perle che ho annotato e vorrei condividere con voi.

Sanchimento IGT Toscana 2018 BIO

Bianco Sanchimento 2018 della Fattoria del Colle, per la prima volta BIO. Donatella Cinelli Colombini presenta i primi frutti della sua scelta ambientalista:

Il bianco “Sanchimento” e il rosato “Rosa di tetto” sono i primi vini con certificazione biologica della Fattoria del Colle. E’ ottenuto con le uve del piccolo vigneto intorno alla cappella della Fattoria; il suo nome deriva infatti dal Santo patrono della chiesetta, Clemente I, Papa martire nel 97 d.C. a Sebastopoli. San Chimento è infatti il nome medioevale toscano dello stesso Santo ancora oggi usato dalla popolazione locale.

SANCHIMENTO, UN VINO  DI FATTORIA CON LA SUA CAPPELLA

Il vigneto fu piantato nel 1989 con viti Traminer ed è a un’altitudine di 404 metri sul livello del mare con un terreno a prevalenza calcarea.

Sanchimento è dunque un “family wine” ottenuto da uve prodotte in fattoria, vendemmiate a mano, vinificato a regola d’arte e

2018-vendemmia-traminer-Fattoria-del-Colle

2018-vendemmia-traminer-Fattoria-del-Colle

imbottigliato in una piccola serie di soli 2.000 esemplari.

L’annata 2018 è caratterizzata da una straordinaria ricchezza aromatica grazie a un’estate fresca e un autunno assolato ma con forti escursioni termiche fra la notte e il giorno.

2016 Il drago e le 8 colombe Super Tuscan

2016: ancora un vendemmia a 5 stelle e finalmente una vendemmia perfetta per i vini a lungo invecchiamento.  Il Drago e le 8 colombe, un Vino d’autore per grandi wine lovers

Nel 2016 il ciclo vegetativo delle viti fu lunghissimo: le viti germogliarono 15 giorni prima del solito ma la vendemmia avvenne a ottobre, nel calendario tradizionale. Questo perchè la maturazione dell’uva fu graduale e lenta: una cosa rara nell’epoca del cambiamento climatico, che ha entusiasmato noi produttori. Infatti la maturazione della buccia dell’uva (polifenolica) e quella della polpa (tecnologica) andarono di pari passo e questa circostanza produce sempre vini di grandissima eleganza.

IL NOME IL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Questo vino nasce per celebrare l’unico uomo delle mie cantine , ovvero mio  marito Carlo Gardini. Le cantine sono le prime in Italia con un organico interamente femminile. Ma Carlo è comunque presente con i suoi consigli e la sua passione per i grandi vini che, qualche volta, sono completamente diversi da quelli amati da me.

STORIA DEL DRAGO E LE 8 COLOMBE

Il Drago e le 8 colombe” si chiamava in origine “Il Drago e le 7 colombe” ed è stato ribattezzato in occasione dell’arrivo dell’enologa consulente donna Valerie Lavigne. In quell’occasione fu cambiato anche l’uvaggio che oggi è composto da 60% Sangiovese, 20% Merlot e 20% Sagrantino. Tre vitigni che apportano cose diverse al vino: il Sangiovese conferisce eleganza, il Merlot piacevolezza e il Sagrantino accresce la struttura. Tutte le uve sono coltivate in fattoria, con sistema biologico, e vengono raccolte, vinificate e maturate in botte separatamente per essere assemblate prima dell’imbottigliamento.
Si tratta di una piccola produzione, di 8000-16.000 bottiglie all’anno di “vino d’autore”. Una tipologia che viene spesso chiamata Super tuscan perchè pur non appartenendo a nessuna denominazione punta all’alta qualità, anche se in modo più libero rispetto alle regole imposte dai disciplinari DOC. Per questo ho voluto inserire  nell’uvaggio del Drago e le 8 colombe il Sagrantino, tipico dell’Umbria, i cui confini amministrativi distano solo una decina di chilometri dai vigneti della Fattoria del Colle.

                                               

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