Vigne e vini

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Brunellomania

Brunellomania: è la febbre di appassionati e ricchi collezionisti nei confronti del Brunello, i prezzi delle bottiglie e dei vigneti salgono

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Arrivano i punteggi di Wine Advocate-Robert Parker Jr per il Brunello 2012 e le nostre bottiglie vengono premiate con due ottimi rating: 94+/100 al Brunello Prime Donne e 93/100 al Brunello classico.
Insieme ai giudizi sull’intera produzione Monica Larner ha pubblicato un lungo commento che fotografa la realtà 2017 di Montalcino. Va detto che Monica Larner, giovane wine citics di Robert Parker Jr- Wine Advocate ha una capacità di raccontare i territori del vino spettacolare, degna della più grande tradizione del giornalismo anglosassone. Si potrebbe pensare che esperti come lei vengano selezionati solo per il talento nell’assaggio del vino, invece non è così. Monica ha raccontato che quando Robert Parker le propose di diventare editor per i vini italiani aveva già

Benvenuto-Brunello-2017-Monica-Larner

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verificato sia la sua capacità di degustazione sia la sua capacità espositiva e il suo acume di giornalista. Insomma per lavorare nel più temuto giornale di rating sul vino, bisogna eccellere su più fronti e Monica Larner eccelle senza ombra di dubbio.
Andiamo dunque a leggere cosa ha scritto Monica Larner nell’articolo <<Italy, Tuscany: Brunello di Montalcino (New Releases) and the Undeniable Effects of Brunellomania>> l’innegabile effetto della Brunellomania.
Per Monica la Brunellomania ha la faccia sorridente dei produttori, commercianti e gestori di attività turistiche di Montalcino e si manifesta in alcuni fenomeni ben evidenti: in primo luogo l’aumento dei prezzi del Brunello al consumo in USA.

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Addio Nello Baricci nonno del Brunello

Oggi ci ha lasciato Nello Baricci uno dei patriarchi del Brunello

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Di Donatella Cinelli Colombini

Uomo di straordinaria sensibilità per la vigna e la cantina ha saputo interpretare il mestiere di produttore di vino con umiltà e grandezza. Pensiamo a lui con gratitudine e affetto
Nato contadino con grandi sacrifici, nel 1955, riesce a comprare il podere dove lavora, il Colombaio di Montosoli, 16 ettari su una collina nota da secoli per la sua vocazione enologica. Scommette sulla terra, Nello Baricci, mentre tutti scappavano in città, lui resta e pazientemente coltiva le sue viti portandole a un perfetto equilibrio . E’ fra i fondatori del Consorzio nel 1967 e l’anno dopo imbottiglia il suo primo Rosso di Montalcino. Nel 1971 riesce a produrre il Brunello che da quel momento in poi si distinguerà nel panorama montalcinese per un’estrema armonia e eleganza.
Nello Baricci è l’esempio concreto dell’antico proverbio <<contadino scarpe grosse e cervello fino>> un uomo che ha imparato dall’esperienza e dal rapporto con la natura come far nascere un grande vino.

Wine-Advocat-Robert-Parker-Brunello-Brunello-Prime-Donne-2012

Brunello e Brunello Prime Donne 2012 94-93-94-92

Ottimi giudizi sui Brunello 2012 del Casato Prime Donne da parte di Wine Advocate, Jancis Robinson, James Suckling e Vinous

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I due Brunello 2012 di Donatella Cinelli Colombini piacciono proprio a tutti e sono fra i migliori prodotti al Casato Prime Donne. L’annata accreditata di 5 stelle ha diviso la stampa internazionale, l’unica cosa certa è la sua estrema piacevolezza che fa felici i ristoratori perché, dopo pochi minuti dall’apertura della bottiglia, è già in grado di donare profumi complessi e sensazioni appaganti.
I due Brunello del Casato Prime Donne nascono nella parte più fresca del comune di Montalcino che nel 2012 fu poco colpita dagli effetti del caldo estivo. Questo insieme alla preparazione del terreno, che in inverno è coltivato con vescia e favino mentre in luglio e agosto viene zappato frequentemente, hanno permesso la produzione di Brunello di eccellente qualità.

Qui di seguito trascrivo i giudizi di Monica Larner per Wine Advocate – Robert Parker Jr e poi di seguito quelli di altri wine critics.

Robert-Parker-Brunello-Prime-Donne-2012

Robert-Parker-Brunello-Prime-Donne-2012

BRUNELLO DI MONTALCINO 2012 PRIME DONNE 94+
Mostra note floreali di estratto di viola e petali di rosa rossa che lo distinguono. Questi toni delicati sono molto in linea con il Sangiovese malgrado la stagione calda in cui l’uva è maturata. Un fondo di cassis, prugne secche e spezie nel finale. Appare una mineralità che richiama la pietra pomice e il granito. Questo vino mostra un meraviglioso bouquet che infonde eleganza e grazia. La sensazione in bocca è pulita e estremamente fine. La persistenza è inferiore al 2010 ma questo vino, grazie al suo aroma, mostra una qualità più alta. Maturità anticipata 2018-20130

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Rivoglio il simbolo del vino da vigneto biologico

Ci sono molti ottimi motivi per coltivare le vigne in modo eco-compatibile, ho invece dei dubbi sull’eliminazione dei solfiti in cantina

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

La ragione principale per coltivare la vigna in modo biologico o biodinamico è l’amore del vignaiolo per le sue piante e il desiderio di vederle in equilibrio perfetto. In piccolo, con lo stesso sentimento che si sente per un figlio. Avere viti sane, capaci di reagire da sole elle avversità del clima e quindi anche di dare un’uva di qualità superiore, questo dovrebbe essere il secondo motivo. Infatti uno studio della Prestigiosa University of California Los Angeles UCLA (ha 13 premi Nobel fra i suoi laureati) su un campione di 74.000 vini degustati da Wine Advocate-Robert Parker, Wine Enthusiast e Wine Spectator ha rivelato che il giudizio medio sui rossi da uve biologiche e biodinamiche è di 5,6 punti più alto rispetto agli altri. Un vantaggio che scende a 1,3 punti per i bianchi. Un segno forte che andrebbe considerato con attenzione da chi aspira a produrre vini di eccellenza.

DonatellaCinelliColombini-vigneto-coltivazione-biologica

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Le ragioni per scegliere un sistema di coltivazione rispettoso della natura sono anche legate al desiderio di abitare in mezzo alle vigne. Senza arrivare alle situazioni di vero inquinamento mostrate dal programma France 2 Cash Investigation nel febbraio 2016 relativamente alla zona di Bordeaux, dove l’analisi dei capelli dei bambini rivelò l’assorbimento di sostanze proibite e cancerogene, ebbene anche senza arrivare a questi estremi, la nuova consapevolezza ambientale spinge tutti a vivere in ambienti sani. Ambienti che sono messi a rischio da coltivazioni agricole in cui si fa ricorso alla chimica anche in forma controllata come nella lotta guidata.
Allo stesso modo come, chiunque pratica l’agricoltura biologica, si rende conto che non basta per consegnare un ambiente naturale alle future generazioni, bisogna fare di più. Il rame è un metallo inquinante il cui uso nel vigneto va ridotto. E’invece necessario imparare a usare funghi, la confusione sessuale, accrescere la popolazione dei predatori già presenti in quell’ambiente per creare equilibri biologici che rafforzino le “difese immunitarie” delle piante così come ricorrere a altri presidi naturali tipo le alghe.

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Super selezione di 320 bottiglie di Passito di Traminer

Passito 2015:un  piccolo capolavoro dolce che nasce in un vigneto di 50 anni coltivato in modo biologico e diventa grande per le cure di Carlo e Barbara

Passito-di-Traminer-Fattoria-del-Colle

Passito-di-Traminer-Fattoria-del-Colle

Una produzione esclusiva a cui Carlo Gardini, marito di Donatella Cinelli Colombini, dedica cure assidue con l’aiuto della cantiniera Barbara Magnani. Il vigneto Sanchimento da cui proviene l’uva del Passito ha quasi 50 anni ed è il più vecchio della Fattoria del Colle. Un’età che conferisce al vino elementi di finezza, complessità e mineralità.
Si tratta di un Passito artigianale fatto con tanta passione e nient’altro. Carlo e Barbara curano le cassettine traforate in cui sono distesi i grappoli di uva Traminer come fossero culle di neonati. Le spostano con il sole, le ripongono se piove e controllano ogni giorno tutti i grappoli per essere sicuri che l’appassimento naturale proceda in modo perfetto. Un lavoro enorme per 120 litri di produzione finale giustificato solo dalla gran passione che i due hanno per i vini dolci.

Traminer-per-il Passito-Carlo-Gardini-con-l'uva

Traminer-per-il Passito-Carlo-Gardini-con-l’uva

Donatella Cinelli Colombini non condivide il loro entusiasmo, anzi per lei il vino deve avere un bel colore rosso intenso e non partecipa agli assaggi con cui Carlo e Barbara studiano Sauternes, Tokay, vini muffati e passiti di tutto il mondo. Per fortuna non tutti la pensano come Donatella e i loro sforzi sono stati premiati con 93 centesimi per la produzione 2013 da parte dell’importante rivista statunitense “Wine Advocate”.
Il Passito nasce su suoli profondi e ben drenati di epoca neo quaternaria caratterizzati da calcare anche in forma conglomerata. Il vigneto di Traminer è coltivato in modo biologico. Si trova accanto alla Cappella della Fattoria del Colle, a 404 metri sul livello del mare.

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Il Principe di Galles incontra il Brunello

Il I° aprile ho incontrato il Principe di Galles Carlo che mi letteralmente affascinato. Vi assicuro che non è un “pesce d’aprile” anzi vi racconto tutto

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Principe-di-Galles-Carlo-e-Donatella-CinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Brunello, Casato Prime Donne

Noi produttori eravamo convocati per le sei ma la coppia reale sarebbe arrivata due ore dopo. Allegra Antinori, Jacopo Biondi Santi, Leonardo Frescobaldi, Vittorio Moretti di Petra, Giuseppe Mazzacolin di Felsina, Giovanni Manetti di Fontodi …. Tutti pronti a servire le bottiglie impeccabilmente presentate dai sommelier FIS Fondazione Italiana Sommelier guidati da Franco Ricci in persona. La cornice è spettacolare: Villa San Michele, una terrazza su Firenze con una facciata disegnata da Michelangelo. Il panorama è simile a quello di casa mia, dove nel Trecento Giovanni Boccaccio ambientò il “Ninfale fiesolano”, anzi forse la mia vista di Firenze più bella,

Donatella-CinelliColombini, FrancoRicci-Sommelier-FIS-AllegraAntinori- JacopoBiondiSanti-Leonardo-Frescobaldi-VittorioMoretti-Petra-GiuseppeMazzacolin-Felsina-GiovanniManetti-Fontodi

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ma io non ho la squisita eleganza dei saloni di questo esclusivo e romantico albergo. E’ forse per questo “lusso invisibile” che il Principe di Galles Carlo e sua moglie Camilla lo hanno scelto per il loro soggiorno italiano.
Mi aspettavo un personaggio triste, raggelato dall’etichetta e invece il Principe Carlo è un uomo delizioso, con un “sense of humour” stupendamente britannico e una capacità di stare con le persone frutto di in una vita al servizio del suo Paese. E’ uno straordinario ambasciatore del Regno Unito, si fa amare. Quando gli ho detto che il mio Brunello riserva nasceva in una cantina di sole donne si è divertito immaginando come venisse coccolato e si è invece interessato alla coltivazione biologica dei vigneti <<è difficile qui da voi? E come curate le malattie>> ha voluto sapere.

Drago e le 8 colomne IGT Toscana 2014

Supertuscan multietnico Il Drago e le 8 colombe 2014

2014 ci sorprende con vini di grandissima piacevolezza alla Fattoria del Colle, vini “stile Novecento” eleganti, complessi e profumati come Il Drago e le 8 colombe

Drago e le 8 colomne IGT Toscana 2014

Drago e le 8 colomne IGT Toscana 2014

2014 l’anno del biologico. Solo chi, come noi, ha scelto di coltivare le sue vigne senza prodotti sistemici ha portato in cantina uve mature e sane. Contro la diffusa convinzione che << nelle annate piovose solo la chimica permette di produrre della buona uva >> sono stati proprio i vignaioli più attenti all’ambiente a fare il raccolto migliore.

L’annata 2014 de Il Drago e le 8 colombe si caratterizza per grande eleganza, bevibilità e piacevolezza, con alcolicità moderata e grande armonia. Le notti fresche dell’estate 2014 hanno favorito una maturazione lenta dell’uva e una ricchezza aromatica superiore al solito.

Il nome e l’etichetta di questo vino – il Drago e le 8 colome – raccontano la curiosa situazione della prima cantina italiana in cui lavorano solo donne, ma dove c’è

Cenerentola-Doc-Orcia-Fattoria-del-colle-Leslie-Brienza

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anche una presenza maschile. Si tratta di Carlo Gardini, il marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini, che esprime la sua passione per i grandi vini seguendo le tipologie dolci Vin Santo e Passito.
E’ lui il drago dell’etichetta mentre le otto colombe sono Donatella, la figlia Violante, l’enologa Valerie Lavigne, la cantiniera Barbara e tutto lo staff del vino della Fattoria del Colle: Debora, Alessia, Antonella e Margherita.

Il Drago e le 8 colombe è un “Supertuscan” cioè un vino toscano con un uvaggio più libero rispetto a quello delle DOC e infatti contiene, oltre al Sangiovese anche Merlot e Sagrantino. Un vitigno, quest’ultimo, tipico della vicina Umbria che nella Fattoria del Colle cresce in modo perfetto. In questo vino i tre vitigni apportano caratteri diversi: il Sangiovese conferisce eleganza, il Merlot piacevolezza e il Sagrantino accresce la struttura.

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Remo Farina: a cena nel cuore della Valpolicella

Serate di Vinitaly: il lavoro continua a tavola con importatori e colleghi produttori. Per me con Banville Wine Merchans da Remo Farina

Remo-Farina-ingresso-vecchia-cantina

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Aprile 2016: arriviamo nelle cantine Farina in ritardo, <<come al solito>> dice mio marito Carlo che mi assilla costantemente perché ho più impegni che tempo e questo mi porta a rosicchiare minuti a ogni appuntamento. Gli altri ospiti sono già tutti a tavola ma, stringendosi un pochino, ci fanno posto accanto alle altre cantine importate da Banville Wine Merchants. Agli altri tavoli ci sono i migliori clienti USA dei nostri vini e il “capo” il super Boss Lia Tolaini Banville che, in pochi anni, ha portato la sua compagnia di importazioni a essere

Remo-Farina-cena-con-produttori-importati-da Banville-Wine-Merchans

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una delle più rispettate e performanti di tutti gli Stati Uniti. Il clima è goliardico, da gita scolastica e in effetti dopo le giornate indaffaratissime del Vinitaly tutti hanno voglia di togliersi la cravatta e farsi quattro risate.
La mia inguaribile curiosità e il mio pessimo inglese che mi impedisce di capire le battute in uno slang che richiederebbe anni di vita in America, mi spinge su altri percorsi <<posso vedere la cantina>> chiedo ai padroni di casa ben sapendo di interferire con la cena dei quaranta ospiti, ma loro sorridono gentilmente<<si prego venga>>. Dal sito dell’azienda è praticamente impossibile capire l’anima di questa cantina … arrivando mi sono accorta che è quasi nel centro abitato … ma i vini della Valpolicella di  Remo Farina, mi sono piaciuti molto e dunque, qual’è la speciale magia di questo posto?

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Le Donne del vino sbancano il Sakura

Il concorso del vino più importante del Giappone, il Sakura vede il trionfo delle Donne del Vino italiano che si accaparrano 51 medaglie

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Di Donatella Cinelli Colombini, Cantina, Montalcino, Casato Prime Donne

Anche il mio Brunello di Montalcino riserva 2010 vince una medaglia d’oro.
Sakura è dopo Feminalise (Beaune FR) la maggiore competizione mondiale con giuria femminile, cioè una gara dove i vini vengono valutati da enologhe, sommelier e giornaliste donne. Ma a differenza del concorso francese, quello nipponico è il principale del Paese e quest’anno ha avuto 4.212 concorrenti provenienti da 37 diverse nazioni.
Vincere una medaglia significa aprire le porte del mercato perché, in Asia, il gentil sesso ricopre posti chiave nel commercio e nel consumo del vino.
Per questo il grande successo delle bottiglie delle Donne del vino è un autentico “colpo grosso”: 12 doppio oro, 26 oro, 14 argento per un totale di 51 medaglie. Un vero trionfo per le cantine italiane in rosa!

Sakura-gold-medal-Brunello-riserva-2010-Donatella-CinelliColombini

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Lo strepitoso risultato ribadisce le capacità delle Donne del vino attive nella produzione e nel marketing enologico e il lavoro di divulgazione di Antonella Cantarutti, delegata dall’associazione a seguire i rapporti con i concorsi del vino con giuria femminile. Grazie a lei le DDV produttrici hanno ricevuto notizie e moduli di adesione incrementando la loro partecipazione al Sakura. Il risultato è strepitoso, con 52 vini premiati. Possiamo presumere che la quasi totalità delle bottiglie delle Donne del vino concorrenti abbiano ricevuto medaglie.

British-Fizz-Nyetimber

British Fizz il nome dello spumante di Sua Maestà

Mentre i produttori inglesi sono ancora alla ricerca di un nome per le loro bollicine gli americani l’hanno già battezzate in modo orribile: British fizz

British-Fizz-Nyetimber

British-Fizz-Nyetimber

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Agriturismo, Fattoria del Colle

British Fizz …..  suona anche male e fa pensare a frizzy, i capelli che con la pioggia diventano come un cespuglio selvatico. Poi ci sono le bevande FIZZ cioè miscelate con limone e soda. Chi non conosce il Gin Fizz?
Insomma dopo averci pensato tanto i produttori di spumante inglese potevano scegliere un nome che nobilitasse le loro bottiglie invece di un termine precedentemente utilizzato per l’effervescenza del seltz.
Mamma mia, e dire che le bollicine inglesi sono carissime! Altro che Fizz.
Poco convincente, direi anzi l’opposto di ogni logica di marketing, è il modo con cui è stato scelto il termine. La storia viene raccontata in un delizioso articolo di The Drinks Business. Pare che tutto sia nato dalla lista dei vini del Jones Wood pub di New York che è stata fotografata e postata su Twitter il 5 gennaio scorso. Il cartoncino elencava 6 British Fizz seguiti da 11 Champagne e sparkling fra cui un Lambrusco. Dopo questo fatto Bob Lindo

British-Fizz-Gusbourne

British-Fizz-Gusbourne

chairman dell’associazione dei produttori britannici UKVA ha dichiarato di voler registrare il nome FIZZ affinchè diventi quello della denominazione inglese dei vini spumanti inglesi prodotti con metodo classico . Anzi il progetto è più ampio perché le DOP inglesi sarebbero tre:
British Fizz
British Sparkling
Wine from Great Britain
La Duchessa di Cornovaglia, che è la presidente del UKVA ha commentato l’uscita di Bob Lindo con un tatto regale e britannico <<new name needs to be found to better describe English sparkling wine>> suggerendo un nome che descriva nel miglior modo gli spumanti britannici. Qualche giorno dopo, tuttavia mentre le polemiche sul nome infuriavano sulla stampa si è mostrata molto più positiva sul British Fizz.

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Festa delle Donne del Vino al Casato Prime Donne

Sabato 4 marzo Donatella Cinelli Colombini apre le porte della sua cantina di Montalcino per due visite multisensoriali guidate da lei alle 16 e alle 17

Fesa.Delle-Donne-del-vino.Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

Fesa.Delle-Donne-del-vino.Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

Due degustazioni itineranti alla ricerca della multisensorialità in equilibrio perfetto nella cantina Casato Prime Donne un luogo dove la passione per il vino e la cultura locale di Donatella hanno dato vita a un percorso con caratteri originali e di grande suggestione. Le botti ed i tonneau sono infatti intercalati da dipinti storici e nella nuova sala da vinificazione un video esprime lo spirito del popolo montalcinese.

Il 4 marzo in occasione della Festa delle Donne del Vino che si celebra in tutta Italia con oltre 70 eventi, Donatella Cinelli Colombini Presidente delle Donne del Vino, guiderà personalmente, nella sua cantina di Montalcino,  due degustazioni itineranti (gratuite). Il percorso prevede l’assaggio di 4 vini in abbinamento con 4 formaggi e

Fesa.Delle-Donne-del-vino-Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

Fesa.Delle-Donne-del-vino-Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

con l’ascolto di 4 brani musicali scelti dal sommelier musicista Igor Vazzaz.
Ogni dettaglio è stato studiato da grandi esperti di vino, musica e formaggio per proporre un evento unico capace di donare l’emozione irripetibile di un’armonia multisensoriale.
Ecco i vini e le musiche
• Chianti Superiore DOCG 2014 Claudio Monteverdi, Ouverture da L’Orfeo (1607).
• Rosso di Montalcino 2015 Thelonious Monk, Cootie Williams, ‘Round Midnight (1944)
Brunello di Montalcino DOCG 2012 Zoltàn Kodàly nella Sonata for solo cello opus 8, Adagio con grand’espressione (1915)
• Passito di uva Traminer 2015 Frank Zappa con Mother People (1968)

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Sua maestà il Brunello in anteprima

2012 Brunello cinque stelle, 2015 Rosso di Montalcino cinque stelle e cinque stelle per il 2016 appena nato che promette punte di eccellenza mai viste

Violante-e-Alessia-a-Benvenuto-Brunello

Benvenuto-Brunello-2017-Violante-e-Alessia

Da Donatella Cinelli Colombini

Montalcino in grande spolvero festeggia i 50 anni del Consorzio del Brunello con l’inaugurazione della nuova sede nel cuore del centro storico medioevale ma soprattutto con una sequenza strabiliante di vendemmie al TOP. Il nostro Brunello 2012 è già arrivato agli importatori e la risposta è stata entusiastica: ordini a pioggia! Ci aspettiamo grandi risultati anche dal Rosso di Montalcino 2015 imbottigliato a grande velocità dopo che l’annata precedente aveva letteralmente volato.

Benvenuto-Brunello-premiazione-Leccio-d'Oro

Benvenuto-Brunello-premiazione-Leccio-d’Oro

Ma la cosa più entusiasmante è vedere come l’intero gruppo dei 208 produttori di Brunello cresce in qualità e capacità di presentarsi al mercato. Benvenuto Brunello,

alla sua 25 edizione, sente gli anni di una formula un po’ invecchiata, ma è sempre una bellissima festa che ora può contare sul complesso monumentale di Sant’Agostino recuperato all’antico splendore e sul teatro settecentesco degli Astrusi appena restaurato. E’ bello anche questo: sentire che il vino di Montalcino fa festa nei luoghi che ha contribuito a riportare all’originaria bellezza.

Benvenuto-Brunello Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio

Benvenuto-Brunello Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio

Certo, è sempre più difficile emergere in un sovraffollato calendario di presentazioni. Se nel 1992 il Brunello inventò la formula delle anteprime dei nuovi vini con una degustazione collettiva per stampa e mercato, ora fanno la stessa cosa decine di consorzi. Anche in Toscana la competizione diventa dura, soprattutto con il colosso Chianti Classico sempre più glamour e capace di mettere in campo eventi spettacolari sfruttando gli spazi della Leopolda e il gemellaggio con lo Champagne.

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Potatura invernale, servono mille occhi

Storie di vigna: la potatura invernale si insegna con le forbici che fanno male. In questi giorni i miei vignaioli sono in vigna 

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Potatura-invernale-Toscana-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, cantine Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

La vigna d’inverno è bruttissima, dopo aver perso le foglie in autunno i tralci nudi rimangono come lunghe dita secche. Il momento peggiore è con la prepotatura cioè quando i sarmenti dello scorso anno vengono tagliati a macchina e rimangono appesi ai fili metallici agitandosi al vento. L’effetto è cimiteriale. Le fasi successive sono la stralciatura, fatta a mano per buttare a terra i tralci in modo che poi vengano rimossi con una sorta di rastrellone. C’è chi li trita nella vigna ma, in attesa di avere certezze sulla

Simonit&Sirch-scuola-di-potatura

Simonit&Sirch-scuola-di-potatura

possibile diffusione dei funghi, io preferisco portali via e bruciarli. Per la verità la prima operazione invernale è il taglio delle viti morte per il mal dell’esca, una vera strage, che speriamo in futuro di arginare con un sistema chirurgico messo a punto da Simonit&Sirch. Rimuovere le viti morte serve a impedire che l’infezione si propaghi.
La potatura invernale ridona alla vigna l’aspetto di un giardino pieno di promesse. Si tratta del primo e più importante passo verso la futura vendemmia. Viene fatta prima sui vitigni tardivi e poi su quelli precoci. Prima nelle zone più calde e dopo nei punti dove il rischio di gelata primaverile è più alto. Infatti esiste una correlazione fra la data della potatura e quella del germoglio. Il rischio di perdere il raccolto a causa del freddo è molto diminuito con il global warming. Da noi l’ultima gelata primaverile è del 1987 ma le terribili immagini della Borgogna, lo scorso anno, con i fuochi notturni nei filari, sono ancora nella mente di tutti i vignaioli del mondo.

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Orcia Doc con me all’AIS di Arezzo

Vi racconto una bellissima esperienza: la degustazione di 8 Doc Orcia dei competentissimi Sommelier AIS di Arezzo. La gioia di farla scoprire

AIS-Arezzo-Massimo-Rossi-Degustazione-DOC-Orcia

AIS-Arezzo-Massimo-Rossi-Degustazione-DOC-Orcia

Cronaca di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, cantina e agriturismo

AIS Arezzo, una fra le più organizzate e competenti delegazioni di Sommelier d’Italia, sforna campioni italiani e internazionali da anni e ha soci competentissimi.  E’ guidata da Massimo Rossi, una persona che tutti stimano in modo incondizionato, a lui vengono affidate degustazioni complicatissime durante le anteprime dei vini toscani perché <<è una sicurezza>>. Insomma è un condottiero  impavido e competente.  Qualche mese fa, a Firenze, dopo la presentazione della Guida ai sapori e ai piaceri di Toscana de la Repubblica mi disse <<se vuole, possiamo organizzare una degustazione dei vini Orcia Doc all’AIS di Arezzo>> Se voglio? << Certo che voglio! >> gli risposi entusiasta e senza esitazioni.

AIS-Arezzo-Degustazione-Orcia-DOC-Donatella-Cinelli-Colombini-

AIS-Arezzo-Degustazione-Orcia-DOC-Donatella-Cinelli-Colombini-

Tornata  a casa  misi in moto la segreteria del Consorzio per portare i miei piccoli vignaioli Orcia davanti ai sommelier più temuti della Toscana.  Via via che si avvicinava l’evento cominciavo a tremare:  i Sommelier AIS di Arezzo saranno incuriositi da una denominazione così vicina ma anche così nuova? Che diranno dei vini?

Una settimana prima dell’evento arriva la prima buona notizia, la degustazione è fully booked i 66 posti disponibili sono tutti pieni e c’è una lista di attesa.

Arriviamo a martedì 24 gennaio, data della degustazione, e la mia tensione sale. La sede AIS è in una villa storica dove c’è una sala perfettamente attrezzata.

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Visite in cantina al Casato Prime Donne

Due visite in cantina per riscoprire le suggestioni del Brunello: degustazioni itineranti fra le botti dedicate a vino e musica oppure a vino e storia

Visite-in-cantina-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Visite-in-cantina-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Casato Prime Donne a Montalcino è uno scrigno di passione per il vino e per il territorio e propone ai wine lovers in visita due esperienze capaci di emozionare anche i più esperti conoscitori del Brunello. La degustazione itinerante enomusicale con 4 assaggi in punti diversi della cantina per i quali i sommelier musicista Igor Vazzaz ha scelto brani musicali in abbinamento. Ecco che nella penombra della sala più grande della bottaia i calici di Brunello arrivano insieme alla musica della Sonata for solo cello opus 8, Adagio con grand’espressione (1915) di Zoltàn Kodàly.

Visite-in-cantina-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Visite-in-cantina-Montalcino-Casato-Prime-Donne

<<Sua Maestà il Brunello sontuoso e austero, grave e regale. Il pronunciato spessore gustativo necessita di musica e frequenze capaci d’assecondare le caratteristiche di rara profondità che un vino come questo presenta a chi lo assaggia>> ha scritto Vazzaz.

DEGUSTAZIONE ITINERANTE ENO-STORICA
La novità, inaugurata il 18 settembre 2016, è la degustazione eno-storica adatta ai cultori del vino e del territorio montalcinese. Anche in questo caso l’assaggio è itinerante durante il percorso in cantina e riguarda 4 vini:  IGT Rosa di Tetto, Chianti Superiore DOCG, Rosso e Brunello di Montalcino.

                                               

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