Forum: vino e tanto altro

NFT certificato irriproducibile contro i falsari di vino

La tecnologia propone i NFT- token non fungibili cioè immagini digitali uniche della bottiglia da investimento. Sono sicurissime ma danno lo stesso piacere?

NFT-arte-digitale-irriproducibile

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di Donatella Cinelli Colombini

La borsa di Louis Vuitton che costa 2.500€ e nella botteghina di Beijing ti viene offerta a 100€ è falsa, magari ben fatta, ma spudoratamente falsa. Ma come difendersi dai prodotti contraffatti e spacciati per veri che affollano gli scaffali dei supermercati così come le aste dei vini da collezione? Non si tratta di piccoli importi. Le bottiglie più care vendute all’asta sono un Romanee-Conti del 1945 costato 558.000$ nel 2018 e un Screaming Eagle Cabernet Sauvignon del 1992 venduto per 500.000$ nel 2000. L’autenticità è d’obbligo.

2,3 TRILIONI IL BUSINESS DEI FALSI

Yahyn NFT il-primo-vino-con-certificato-digitale-irriproducibile

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E’ stato calcolato che il prossimo anno il mercato mondiale dei falsi varrà 2,3 miliardi di miliardi. Una cifra con un numero coì grande di zeri che è impossibile scriverla. I falsari fanno un danno enorme a chi vende prodotti autentici e lavora per creare la loro reputazione.
Ma come difendersi?

ALIMENTI ITALIAN SOUNDING

Per formaggi e salumi le nuove etichette con l’indicazione d’origine delle materie prime sono un enorme aiuto, ma spesso basta guardare le confezioni. Per esempio, nel caso del falso made in Italy, il tricolore, il Colosseo, il Vesuvio …. sono tipiche dell’italian sounding. Le confezioni che ostentano l’italianità spesso, soprattutto all’estro, contengono parmisan del New jersey oppure mozzarilla tedesca.

Calici di stelle alla Fattoria del Colle

Esprimi il tuo desiderio nella magica terrazza di Cenerentola il 5 agosto. Per Calici di Stelle alla Fattoria del Colle grandi vini, piatti tipici e musica dal vivo

 

Violante-Gardini-Calici-di-stelle-2016

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L’appuntamento con le stelle cadenti, i grandi vini e la musica dal vivo di Andrea Pinsuti è fissato per il 5 agosto alle 19 alla Fattoria del Colle.

 

5 AGOSTO CON UNA VISITA PIENA DI SORPRESE, PIATTI TIPICI, GRANDI VINI E MUSICA DAL VIVO

Accoglienza con un calice di benvenuto e poi una visita guidata piena di piccole sorprese entusiasmanti. Visita all’orto con le erbe spontanee toscane da annusare e assaggiare ,preparandosi a riassaporarle a cena. Poi la visita alla cantina con il murales di Cenerentola dipinto da Silvia Argilli, che racconta del matrimonio fra Sangiovese e Foglia  Tonda.

Calici di stelle Fattoria del Colle

Calici di stelle Fattoria del Colle

C’è la nuova sala che insegna ad ascoltare le vigne e la firma sulla botte dei desideri sulla nuova terrazza con la spettacolare ringhiera in corten creata da Elisa Boldi. Elisa si è ispirata ai boschi invernali di querce della Valdorcia.

 

FATTORIA DEL COLLE MAGICA PER CALICI DI STELLE 2021

Alle venti inizia la festa vera e propria con un buffet a base di specialità toscane preparate dalla chef Doriana Marchi: panzanella con antiche erbe spontanee toscane, pasta al sugo bugiardo, scottiglia di carni miste con patate cotte sotto la cenere, caffè in forchetta e ricotta montata. Il tutto accompagnato da un calice di Leone Rosso Orcia Doc oppure di Sanchimento Supertuscan Bianco IGT 2020. Per i wine lover la gamma di vini si allargherà a Brunello, Supertuscan, Cenerentola Doc Orcia e altri vini premiati in Italia e all’estero con altissimi ratings.

 

Cresce il prezzo delle visite in cantina

In Italia la visita guidata della cantina con assaggio e spuntino costa spesso più di 20€ a persona quasi come in USA dove la media nazionale è di 25$

 

Visite-in-cantina-Casato-Prime-Donne

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Di Donatella Cinelli Colombini

58 Dollari a Napa, 30 a Sonoma e una media nazionale di 25$ per una visita della cantina con degustazione. Nelle 460 cantine intervistate per il rapporto 2021 della Silicon Valley Bank è avvenuto un incremento di quasi il 100% in soli cinque anni. Le cantine dove l’assaggio costa meno sono nello stato di Washington dove bastano 15-20$.

 

I PREZZI DELLE VISITE IN CANTINA SALGONO E I VISITATORI DIMINUISCONO IN USA

Nella maggior parte delle aziende l’ingresso era libero finché le norme sanitarie del covid hanno imposto la prenotazione e il contingentamento degli accessi. Tuttavia i flussi enoturistici USA hanno risentito del coronavirus e solo la contea di Santa Barbara, ha avuto, fin ora, un numero di visitatori mensili superiori al 2019 mentre Napa e Sonoma hanno una media di accessi mensili dimezzata rispetto a due anni fa. Va tuttavia sottolineato che i visitatori spendono molto più di prima: in Oregon, che è la zona con i maggiori incrementi, il prezzo della degustazione è salito del 66%.

 

Visite-in-cantina-Casato-Prime-Donne

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MANDARE E-MAIL A CHI E’ VENUTO A VISITARE LA CANTINA E’ MOLTO APPREZZATO

Qualche notizia curiosa riguarda le mail mandate dalle cantine ai loro clienti: prima di tutto ai consumatori fanno piacere. Il 37% di questi messaggi viene aperto e nel 14% dei casi conduce a un clic nel sito web della cantina. Più piccola è la cantina, più è probabile che i clienti aprano la posta elettronica che ricevono dai clienti: vengono aperte il 40% delle e-mail inviate da aziende vinicole che producono meno di 120.000 bottiglie all’anno, rispetto al 30% circa delle e-mail mandate da aziende più grandi.

 

Gallo nero è solo Chianti Classico

Almeno in Europa il gallo nero è solo Chianti Classico come ha riconosciuto il Tribunale UE mentre in Usa, purtroppo, gallo è la Gallo Winery

 

gallo-nero-simbolo del Chianti Classico

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di Donatella Cinelli Colombini

Una buona notizia per il Gallo Nero simbolo del Chianti Classico. Il Tribunale Ue ha confermato la bocciatura del marchio simile effettuata nel 2017 da una società di Roma nella classe 33 cioè in quella del vino. Un primo verdetto favorevole al Consorzio del Chianti Classico era arrivata lo scorso anno da parte della Commissione Ricorsi dell’Ufficio Marchi.

 

61 TENATIVI DI COPIARE IL GALLO NERO IN 15 ANNI

Non è la prima volta che i produttori della celebre zona vinicola toscana devono difendere il loro splendido galletto. Negli ultimi 15 anni è successo ben 61 volte e il Consorzio ha sempre avuto la meglio.

 

NEL 1991 QUANDO I FRATELLI GALLO PRESERO L’ESLUSIVA  DEL NOME GALLO IN USA

L’unica volta che è uscito soccombente è stato nel 1991 quando il tribunale di San Francisco dette ragione ai fratelli Ernest e Julio Gallo che divennero gli unici con il diritto di usare questo nome negli Stati Uniti. A quell’epoca, la sentenza venne giudicata scandalosa e di stampo protezionistico.

Cappella di Vitaleta a Vita nuova

Vitaleta, icona del paesaggio toscano, torna ad essere un luogo rigenerante per lo spirito e il corpo con la Riconsacrazione al culto e l’apertura del ristoro

 

Vitaleta-Riconsacrazione-2021

Vitaleta-Riconsacrazione-2021

di Donatella Cinelli Colombini

La cappella di Vitaleta è uno dei luoghi più fotografati della Toscana. Solitaria, in mezzo al paesaggio lunare delle Crete Senesi, la Cappella della Madonna di Vitaleta, sorge, su una piccola collina con due grandi cipressi accanto.

 

CAPPELLA DI VITALETA: CAPOLAVORO DEL CLASSICISMO OTTOCENESCO

Fu ricostruita su un edificio preesistente, nel 1884 da Giuseppe Pardini, l’architetto lucchese che, dopo l’Unità d’Italia, interpretò l’eclettismo neorinascimentale di moda nella seconda metà dell’Ottocento, conciliandolo con la sua formazione neoclassica e ispirandosi a Brunelleschi e Bramante.
Vitaleta è forse la sua ultima opera. Le assonanze, anche nella scelta dei materiali, con precedenti come il Tempio di San Biagio di Antonio da Sangallo (Montepulciano) sono più che evidenti e lasciano supporre la volontà di riproporre l’edificio tardo rinascimentale (1590) che sorgeva proprio nello stesso luogo prima della nuova edificazione.
In tempi recenti Vitaleta è diventata un’icona di bel paesaggio, di aspirazione al silenzio, alla meditazione, alla spiritualità, alla natura preservata.

Vitaleta-esposizione di arte contemporanea-intorno-alla-cappella

Vitaleta-esposizione di arte contemporanea-intorno-alla-cappella

Prima i fotografi hanno inserito la Cappella in tutti i calendari, le cartoline, gli articoli giornalistici e i libri sulla Toscana. Ora i turisti vanno a vederla come fosse la Venere di Botticelli.

 

IL CARDINALE LOJODICE RICONSACRA AL CULTO LA CAPPELLA DI VITALETA

Nel tempo, il culto religioso a Vitaleta è stato abbandonato e il 18 luglio è avvenuta la sua riconsacrazione con una Messa officiata da Augusto Paolo Lojudice Cardinale e Arcivescovo metropolita di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino. Nell’omelia il Cardinale si è soffermato sull’importanza del fermarsi per meditare e pregare. Attività per le quali Vitaleta è il posto ideale. Augusto Paolo Lojodice, è Cardinale da pochi mesi, in passato si è distinto per la sua attività in favore dei giovani e degli emarginati. Il motto episcopale da lui scelto “Mihi fecistis” è  tratto dal Vangelo di San Matteo (Mt 25, 40) ed è la frase chiave del brano <<Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi ……ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me>>.

 

Massimo Castellani, Un sogno in Borgogna

In copertina c’è scritto “Romanzo” ma in realtà è un “manuale” in cui Massimo Castellani, Sommelier intellettuale fiorentino, ci porta in Borgogna nel regno del Pinot Noir

 

Massimo-Castellani-Un-sogno-in-Borgogna

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di Donatella Cinelli Colombini

Il titolo di Massimo Castellani è “Un sogno in Borgogna” (edizioni Bertani&C – pp. 199 –  € 18)  ma servirebbe un sottotitolo per chiarire il contenuto: “Come capire i vini della Borgogna viaggiando con una persona da amare”.
E’ il racconto di un viaggio nella patria del Pinot Noir che ha per protagonisti un Sommelier molto preparato e molto colto, Alberto Pieraccini, e la sua amata allieva, l’architetta Valeria Martini.
Un viaggio che permette di scoprire, nel dettaglio, luoghi, storia e caratteristiche gustative dei vini. I due visitano una dopo l’altra, le zone di produzione dello Chardonnay e del Pinot Noir e le descrizioni permettono, anche al lettore, di visualizzare le differenze di suolo e di era geologica che tagliano letteralmente a fette le colline della Borgogna determinando le coltivazioni. Indubbiamente il numero di nomi, date, profili dei vini è rilevante per cui la lettura del libro ha bisogno di tempo e di appunti, per non perdere le informazioni da ricordare, ma, per i wine lovers è un modo dolce per entrare nel distretto enologico più importante del mondo.

Massimo-Castellani-e-isommelier-AIS-con-i-produttori-della-Doc-Orcia

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Molto spesso, infatti, la competenza sul vino di un wine lover o di un wine writer viene letteralmente misurata sulla conoscenza della Cote d’Or. A noi fa rabbia ma è così: nell’aula dei futuri Sommelier di Tokyo è appesa la mappa della Borgogna e non quella delle denominazioni toscane. Non è un modo di dire, l’ho proprio vista.
Per questo, consiglio agli appassionati di leggere questo manuale, travestito da romanzo d’amore, perché alla fine, anche se non ricorderanno tutto, avranno acquisito una certa familiarità sul regno del Pinot Noir.

 

DONATELLA E LA BOGOGNA: RICORDI DI GIOVENTU’

Anch’io adoro la Borgogna. E’ la prima regione del vino che ho visitato a 16 anni, la prima volta con un gruppo di amici senesi. Eravamo ospiti nelle case dei membri del Rotary di Beaune. Ricordo che io, topolino di campagna toscana, ero intimidita dal loro stile di vita: anche in famiglia in casa, la sera a cena, c’erano candelieri, fiori freschi e bisognava indossare l’abito lungo.

Descrivere gli odori non aiuta a ricordarli

Gli esperti di vino sono più bravi degli altri a riconoscere gli aromi enologici ma non gli odori comuni. Per ricordare i profumi non serve dar loro un nome

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di Donatella Cinelli Colombini

Sono sempre stata affascinata dal pentagramma e dalla possibilità di trasformare i suoni in segni ma anche dall’epoca in cui Guido Monaco ci riuscì a fare questa trascrizione su 5 righe, perché è molto antica, intorno all’anno mille. Con la pittura, la scultura, i sapori …. questa possibilità di codificazione per segni non esiste. Abbiamo solo delle descrizioni.

GLI ESPERTI DI VINO RICONOSCONO MEGLIO DEGLI ALTRI SOLO GLI ODORI DEL VINO

Alcuni studiosi dell’Università di Utrecht e Radboud (Olanda) e del Karolinska Institut (Svezia) che precedentemente avevano scoperto che gli esperti di vino sono più bravi a descrivere il vino degli esperti di caffè a descrivere il caffè, hanno cercato di capire quanto fossero preciso il riconoscimento degli odori, quanto durasse e quanto fossero efficaci le descrizioni verbali.
Gli esisti dell’indagine “Wine Experts’ Recognition of Wine Odors Is Not Verbally Mediated” sono pubblicati nel “Journal of Experimental Psychology” e sono in parte scontati e per certi versi

riconoscere -gli-odori-del-vino

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sorprendenti.
La prima cosa rivelata dal test è che gli esperti di vino hanno una maggiore capacità di percepire gli odori enoici rispetto ai bevitori esordienti ma questo maggiore talento si ferma li perché quando annusano qualcosa di diverso dal nettare di Bacco la loro performance si allinea con quella degli altri.

DARE UN NOME AGLI ODORI NON SERVE A RICORDARLI MEGLIO

La cosa sembra aver stupito i ricercatori perché pare non coincida con quello che avviene per gli esperti di espressioni visive o auditive. Questi hanno sempre una sensibilità superiore ai dilettanti.
Altra sorpresa riguarda il linguaggio perché negli studi precedenti s riteneva che l’uso della descrizione verbale aiutasse la memoria olfattiva e invece il test sembra dimostrare il contrario cioè che la mente trattiene il ricordo dell’odore indipendentemente dalla sua descrizione.
Il panel dell’analisi era costituito da 48 persone di cui metà sommelier, enologi e produttori e l’altra metà bevitori esordienti. Nel secondo tentativo il gruppo era stato aumentato a 146 partecipanti anche in questo caso divisi in 66 esperti e 66 neofiti.

TURISMO DEL VINO IN MOTO

Moto, vespa e bicicletta …. viaggiare nelle zone del vino su due ruote è un modo per respirare, sentirsi più liberi e immergersi nella natura

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Giro d’Italia ha attraversato i territori della Doc Orcia e del Brunello usando strade a sterro in mezzo ai vigneti e regalando immagini ed emozioni che hanno fatto breccia nel cuore degli appassionati di bicicletta di tutto il mondo. Poco dopo, ancora a Montalcino, l’Eroica ha richiamato i ciclisti italiani e stranieri più attratti dalle imprese memorabili e la magia si è ripetuta. L’armonia del paesaggio agricolo più bello del pianeta, che dal 2004 è protetto dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità, trasforma la pedalata all’aria aperta in un’esperienza rigenerante e appagante.
L’effetto di questa campagna, curata da millenni dalla mano dell’uomo, è un benessere del corpo e della mente che gli psicologi chiamano “terapia del paesaggio”. Rasserena, rinvigorisce con una sensazione simile a quella descritta da Giacomo Leopardi nel suo Infinito << mirando, interminati/ spazi di là da quella, e sovrumani/ silenzi, e profondissima quiete ….. tra questa/ immensità s’annega il pensier mio:/e il naufragar m’è dolce in questo mare>>.

 

TURISMO DEL VINO IN BICI, MOTO E VESPA

Naturalmente non tutti amano il ciclismo, c’è chi preferisce le passeggiate a piedi, chi corre per sentieri sterrati, oppure i motociclisti e gli amanti dei Vespa tour, ma tutti cercano un contatto più diretto con la natura e il territorio fuori dalla cabina dell’auto con la sua confortevole aria condizionata e l’isolamento, anche sonoro, dall’ambiente circostante.
Per loro la Valdorcia e le Crete Senesi sono una destinazione ideale che associa bellezza del paesaggio, cultura e piaceri enogastronomici.

 

Il vino unisce, la sbornia divide

Troppo binge drinking fra i giovani. Come far capire ai ragazzi che chi abusa puzza, non piace alle ragazze ed è un problema per gli amici?

 

binge-drinking

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Di Donatella Cinelli Colombini

Secondo me i divieti non servono. Anzi, sui giovani, fanno l’effetto del drappo rosso davanti al toro. Purtroppo lo stress causato dal lockdown è visibile anche nell’aumento del consumo deviato di alcolici e delle violenze domestiche sulle donne. Il coprifuoco ha dato la spinta finale alle bevute accelerate.
I dati diffusi dal Ministero della Salute sono brutti: il “binge drinking”, cioè le quattro – sei bevute in successione veloce, riguarda 3,8 milioni di consumatori italiani (2,8 milioni maschi e un milione di femmine). Di questi 830mila hanno fra gli 11 ed i 25 anni (21,8 % del totale). Per molti di questi giovani l’effetto negativo è psicologico e fisico infatti prima dei 18 anni il corpo non produce gli enzimi capaci di metabolizzare l’alcol che quindi causa una sorta di avvelenamento. Chi fa binge drinking prima della maggiore età rischia immediatamente il ricovero al pronto soccorso e poi di ammalarsi e dover rinunciare per sempre a ogni tipo di bevanda alcolica prima dei 30 anni.  I dati ci mostrano invece che ci sono 750.000 minorenni a rischio, soprattutto nell’età 16-17 anni.

 

COS’E’ IL BINGE DRINKING E COME VIENE CONTRASTATO

In genere il binge drinking avviene usando cocktails fatti mischiando un distillato molto forte, una bevanda effervescente, ghiaccio e succhi.
L’azione per contrastare questi abusi è diversa a secondo dei Paesi. In UK si punta sul dry January, in Francia c’è una sorta di rivolta ai divieti capitanata da David Khayat che ha scritto il libro “Arrêtez de vous priver!” Quindi l’ida è di anteporre all’abuso un consumo responsabile. <<Chiudono le osterie e aprono le farmacie>> era il grido di allarme della stampa specializzata, qualche anno fa, per l’esponenziale aumento dell’uso di antidepressivi a seguito della chiusura dei luoghi di incontro e di socializzazione.

Il Tempio del Brunello

Il museo che fa vivere le emozioni dei grandi rossi di Montalcino e dà una cornice prestigiosa , aggiornata e glamour al Brunello trattandolo come un’opera d’arte

 

Tempio-del-Brunello-Montalcino

Tempio-del-Brunello-Montalcino

di Donatella Cinelli Colombini

Il Tempio del Brunello usa le parti gotiche dell’antico convento di Sant’Agostino, nel cuore di Montalcino, per offrire ai wine lovers di tutto il mondo, un’esperienza emozionante sul vino e sul territorio. Soluzioni architettoniche e tecnologiche molto moderne sui muri medioevali che sovrespongono la doppia anima di Montalcino: quella antica e quella attuale. Due motivi di grande orgoglio che si esaltano a vicenda.

 

OPERA LABORATORI E IL TEMPIO DEL BRUNELLO

Tempio-del-Brunello-Montalcino

Tempio-del-Brunello-Montalcino

Opera Laboratori, è forse la più grande impresa culturale italiana, e sicuramente quella che ha saputo meglio interpretare il concetto moderno di museo come spazio da vivere, dove i viaggiatori acquisiscono informazioni anche attraverso un’esperienza emotiva e coinvolgente.

 

BRUNELLO COME OPERA D’ARTE

Colpisce la volontà di rispettare l’offerta turistica delle cantine, degli agriturismi e di quanti, nel territorio, offrono visite con degustazione, lezioni di cucina, ricerca del tartufo e altre esperienze dirette della civiltà locale.  Colpisce il rispetto di certe regole, anche a rischio di complicare la comprensione dei messaggi. Il territorio di Montalcino è infatti descritto nella sua attuale dimensione comprensiva del municipio di San Giovanni d’Asso anche se non fa parte del territorio di produzione del Brunello.
Così come colpisce il ruolo protagonista affidato al territorio, raccontato dalla visita aerea dei luoghi attraverso la visione a 360 gradi, attraverso le terre esposte accanto ai paesaggi vitati e attraverso i colori che permettono di creare immagini da ricevere online.

 

Manuale del vino a fumetti

Francesco Scalettaris manuale a fumetti per bere con gusto: completo, divertente, chiaro e autoironico alla barba di chi pontifica

Francesco Scalettaris il vino a fumetti

Francesco Scalettaris il vino a fumetti

di Donatella Cinelli Colombini

Ma chi dice che per insegnare bisogna essere noiosi? Questo è il manuale sul vino più efficace che abbia mai visto ed è divertente. Chiaramente insegna solo le nozioni base ma mette voglia di imparare di più e questa è la cosa più importante. Conoscere il vino ( pp139 €18) è un libro delizioso e un antidoto alle spiegazioni supponenti e complicate che allontanano i giovani dal vino perché lo fanno apparire difficile.

CONOSCERE IL VINO COME INSEGNARE IL VINO IN MODO DIVERTENTE

Puntare sulla vista, che fra tutti i sensi è quello a cui il cervello dedica più cellule e più impegno, è un modo per rendere più memorizzabili le informazioni anche perché, in molti casi, l’ironia aiuta. I tannini trasformati in soldati napoleonici che legano i nemici cioè la saliva ma, col passare del tempo, diventano sempre più stanchi e quindi fanno meno prigionieri …. È efficacissima per descrivere cosa avviene in bocca con i vini giovani astringenti e i vini vecchi più morbidi.

Scalettaris e Di Qual Conoscere il Vino

La qualità del tratto grafico poi è sicura, pulita e di grande qualità artistica.

I TANNINI COME SOLDATI NAPOLEONICI, I CARATTERI OLFATTIVI COME GLI STRUMENTI MUSICALI,

E’ tutto ben fatto, questo manuale a fumetti sul vino. Ci sono anche alcuni personaggi deliziosi come Ilda che spiega i concetti di intensità, complessità e qualità olfattiva usando la musica.
Alla fine <<mamma mia, ho creato un mostro!>> il nostro protagonista diventa un saccentino come il sommelier che lo ha sconvolto all’inizio del libro. Anche questa è ironia! Come dire <<non prendiamoci troppo sul serio, il vino, anche quello cult, è un dono della natura da godere sensualmente, come un dipinto, o un concerto>>.

Le esperienze enogastronomiche di viaggio +51%

Nell’anno covid 2020 i turisti italiani attratti dalle attività enogastronomiche sono aumentati del 10%. Il Rapporto di Roberta Garibaldi e i turisti golosi

di Donatella Cinelli Colombini

 

Turismo-enogastronomico-chiocciole-di-San-Quirico

Turismo-enogastronomico-chiocciole-di-San-Quirico

La vacanza più desiderata è quella al mare collegata ai piaceri enogastronomici e quindi non meraviglia che Sicilia e Napoli risultino le mete top. Le regioni più desiderate per i peccati di gola sono nell’ordine Sicilia, Emilia Romagna, Campania e Puglia. Fra le città svettano Napoli, Bologna, Palermo e Firenze.

IN CIMA AI DESIDERI DEI TURISTI GOLOSI MARE, SICILIA E NAPOLI

Vince l’accoppiata mare -enogastronomia seguita dal binomio cultura-arte e enogastronomia. Meno forti appaiono le proposte legate a montagna o termalismo.
Roberta Garibaldi ha presentato il suo Rapporto 2021 sul Turismo enogastronomico in Italia al Senato della Repubblica con il Ministro Massimo Garavaglia e il Sottosegretario Gian Marco Centinaio dando una forte spinta alla volontà politica di puntare su Food&Wine per la ripartenza dei viaggi e delle vacanze.

IL 71% DEGLI ITALIANI VA DOVE MANGIA BENE MA ANCHE DOVE C’E’ BELLEZZA E RISPETTO DELLA NATURA

Turismo-enogastronomico-brustico-di-Chiusi

Turismo-enogastronomico-brustico-di-Chiusi

E i numeri sono chiari indicatori del peso dei piaceri golosi sulla scelta delle mete turistiche: il 71% degli italiani (era il 59% nel 2019) decide dove andare in base alla possibilità di fare esperienze enogastronomiche. In altre parole se la destinazione ha una meravigliosa abbazia medioevale ma pessimi ristoranti e nessun prodotto tipico da assaggiare e comprare sarà inevitabilmente scartata. Per fortuna posti del genere sono rari in Italia.
E’ chiaro che l’attrattiva gourmand non basta, la destinazione deve avere un paesaggio molto bello e una solida offerta culturale che va oltre il cibo, mentre il rispetto ambientale conta sempre di più sia nel piatto che nel territorio.

ITALIANI VIAGGIATORI GOLOSI E ESIGENTI APPASSIONATI DI ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE

Aumenta il numero dei turisti del gusto (51%). Nel complesso il 70% degli Italiani ha fatto almeno un viaggio, negli ultimi tre anni, con l’enogastronomia come motivazione primaria. Tuttavia è diminuito del 10% il numero delle esperienze vissute.
Un calo sicuramente da collegare ai lunghi periodi di lockdown,  alla difficoltà di prenotare e rispettare tutte le procedure covid.
I viaggiatori sono più esigenti, attivi e attratti dall’aria aperta, chiedendo cose nuove, sostenibili e sicure per la salute. Sono insomma diventati delle sentinelle dei comportamenti virtuosi dirigendosi verso le destination dove c’è maggior rispetto del paesaggio, delle biodiversità e delle comunità locali.

Il vino “Quickie!” sveltina

Un’immagine volgare e un nome imbarazzante per un vino venduto in Gran Bretagna che sembra uscito da un film sulla mafia americana di mezzo secolo fa

 

Quickie wine austalia

Quickie wine Australia

di Donatella Cinelli Colombini

La bottiglia è una bordolese con tappo a vite, prodotta in Australia ed ha una grande etichetta in cui si vede un disegno a colori raffigurante una procace bionda in sottoveste che si aggiusta il reggicalze inginocchiata su un divano. Dietro di lei c’è un uomo in camicia che stringe il nodo della cravatta. Sembra il momento successivo a un incontro sessuale fra due persone che non hanno avuto il tempo di spogliarsi e il nome del vino sembra confermare questa impressione “Quickie!” cioè “sveltina“.

 

QUICKIE IN INGLESE SIGNIFICA CONSUMO VELOCE DI ALCOOL O SESSO

In inglese la parola indica un consumo veloce di bevande alcoliche o di sesso.
Nell’insieme -immagine e nome- fanno pensare a qualcosa d’altri tempi, ai film americani della metà del Novecento.
Invece il vino era in vendita proprio ora in Gran Bretagna. Per questo sono stati presentati due reclami al Portman Group, cioè all’organismo che controlla la responsabilità sociale dell’alcol nel Regno Unito. Le denunce riguardavano il contenuto sessista dell’immagine e il termine quickie come incoraggiamento al consumo rapido del vino.

 

I 50 PIONIERI DELLA NEXT GENERATION DEL CIBO

Gli uomini e le donne giovani che ispirano il futuro dell’alimentazione con creatività, coraggio e maggiore responsabilità verso il pianeta

 

50-Next-food-generation Manuel Choqque, a Peruvian

50-Next-food-generation Manuel Choqque,

Di Donatella Cinelli Colombini

Sono ristoratori, insegnanti, tecnologi, attivisti con età inferiore ai 35 anni e un pensiero visionario sul cibo. 50 next non è una classifica di merito ma una lista di persone che pensano avanti verso un mondo più attento alle persone e all’ambiente perché mangiare è un “atto politico” come dice il mio amico Carlin Petrini. In altre parole cambiare l’alimentazione può cambiare il mondo.

 

THE WORLD’S 50 BEST – NUOVA GENERAZIONE DEL CIBO

I rivoluzionari del cibo sono giovani sotto i 35 anni e provengono da 34 Paesi situati in tutti i continenti. Sono divisi i sette categorie:

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1. Produttori rivoluzionari;
2. Disgregatori tecnologici;
3. Responsabilizzazione degli educatori;
4. Creativi imprenditoriali;
5. Innovatori scientifici;
6. Pionieri dell’ospitalità;
7. Attivisti pionieri.

 

NUOVO TURISTA DIFENSORE DEI TERRITORI

Prima le destinazioni turistiche venivano trasformate sulle esigenze dei viaggiatori ora i turisti vogliono contribuire a preservarle come sono

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

crostini-neri-senesi-fattoria-del-Colle-nuovi-turisti-difensori-dei-territori-e-delle-biodiversità

crostini-neri-senesi-fattoria-del-Colle-nuovi-turisti-difensori-dei-territori-e-delle-biodiversità

Il covid ha cambiato i desideri dei turisti ma internet ha cambiato il rapporto fra ciò che sta nel display e quello che vale il viaggio.

 

COME IL COVID HA CAMBIATO I TURISTI

Il covid ci ha dato la paura dei contagi, di stare, toccare e respirare con altre persone. La popolazione del mondo è più povera e più spaventata. Risparmia, cerca sicurezze sanitarie, sente il bisogno di spazi aperti e di natura oltre il piacere ma quasi come una necessità fisica.
Pian piano passerà. Il miglioramento di vaccini e terapie, la ripresa economica ci ridaranno fiducia.

COME INTERNET HA CAMBIATO I TURISTI

treno natura-nuovi-turisti-difensori-delle-identità-lovali

treno natura-nuovi-turisti-difensori-delle-identità-lovali

Quello che invece rimarrà e anzi crescerà sarà la presenza della tecnologia e soprattutto delle finestre virtuali sul mondo che passano da internet. E sono queste che influiscono in modo più radicale sul comportamento dei turisti. Non solo per scegliere le destinazioni, prenotare e poi mantenersi in contatto con i residenti…. Il primo innesco di questo cambiamento sta nella possibilità di vedere, ora per ora cosa succede in ogni angolo del mondo, crea una familiarità con contesti lontani ma contemporaneamente accelera la loro trasformazione in set cinematografici.
Da sempre chi riceve i turisti tende ad adattarsi alle loro attese cioè di diventare simile agli stereotipi e i desiderata presenti nella mente di chi viaggia. Dopo l’avvento di internet, il processo si è radicalizzato perché chi offre una destinazione a chi cerca un viaggio online, attua un processo che chiamerei “sono come tu mi vuoi”.