Forum: vino e tanto altro

I vigneti più cari del mondo

Costano 15,5 milioni di Euro l’ettaro i vigneti Grand Cru di Borgogna e sono le viti più care del mondo escludendo i super cru dove si compra anche il mito

 

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vigneti più cari del mondo – Borgogna

di Donatella Cinelli Colombini

In Italia il prezzo dei vigneti oscilla fra 15.000€ in zone senza denominazione a 2 milioni nel Barolo. Sembra tanto ma, se confrontati ai vigneti della Borgogna i più cari italiani sono ancora a buon mercato come hanno detto i responsabili della cantina Biondi Santi che è di proprietà del gruppo francese EPI della famiglia Descours.

 

I VIGNETI DEI GRAND CRU DI BORGOGNA SONO I PIU’ CARI DEL MONDO

E andiamo a vedere i prezzi dei vigneti più cari del mondo.
Sono in Borgogna dove i vigneti Grand Cru di Borgogna costano fino a 15,5 milioni di Euro l’ettaro ed hanno un prezzo medio di 6,5 milioni. Sono cari ma ci sono più compratori che vignerons intenzionati a cedere le loro viti e per questo i valori crescono del 4% all’anno.
E’ inutile cercare dei climat a buon mercato in Borgogna, i prezzi scendono a 1,65 milioni a ettaro per Bourgogne premier cru blanc ma anche qui le parcelle con maggiore reputazione salgono fino a 3 milioni. Per trovare prezzi più “abbordabili” bisogna ripiegare sui vigneti Bourgogne premier cru rouge, che costano da 710.000 a 2.300.000€ l’ettaro.

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Bordeaux – Medoc – vigneto

Cifre da capogiro dunque ma miti come Comanée Conte o Leflaive sono ancora più stellari. Si tratta di un sogno irresistibile per ogni miliardario wine lovers. Se andranno in vendita ci sarà un’autentica corsa ad accaparrarseli a qualunque prezzo.

 

NEI PREZZI DEI VIGNETI LA BORGOGNA BATTE BORDEAUX DI 6 VOLTE

Chi sogna di comprare una vigna francese di grande prestigio ma non è ancora miliardario può andare a Bordeaux. Infatti in Borgogna la media è di 735mila Euro l’ettaro mentre a è di 117.900 Euro nel bordolese. Anche in questi caso ci sono superfici poco vocate acquistabili a 6.000€ (Bergerac rouge) e quelle vicine a Margaux, Marhaux o Palmer dove le quotazioni salgono a 2,5 milioni. Aumenta il prezzo a Saint-Julien e i vigneti di Saint-Emilion, costano solo (si fa per dire) 290.000 Euro ad ettaro con valori in crescita del 7% all’anno.

 

I sapori tradizionali e il turismo

Come e perché la cucina tradizionale può salvaguardare l’economia, l’identità e le prospettive turistiche delle destinazioni: Siena e la terra di Siena

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Ricette-di-Siena-crostini-neri-Fattoria-del-Colle-agriturismo

Di Donatella Cinelli Colombini

Mentre ero Assessore al Turismo del Comune di Siena, ruolo che ho ricoperti per 10 anni (2001-11), ho dedicato molta attenzione alle tradizioni gastronomiche nella convinzione che fosse necessario preservarle dal degrado turistico. Il cosiddetto inquinamento turistico accompagna i flussi dei visitatori e purtroppo erode l’identità locale in modo irreversibile. Un rischio che persino Siena, apparentemente impermeabile ad ogni contaminazione esterna, corre, al pari di ogni destinazione di grande successo.

RICETTARIO SENESE

Con uno staff di bravissime collaboratrici e l’aiuto esterno di Marzia Morganti Tempestini

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Cavolo-con-le-fette-ricette-senesi-Fattoria-del Colle-Agriturismo

furono raccolte le ricette di tradizione orale. Un lavoro certosino fatto di interviste nelle case di riposo e nelle Contrade. Gli artigiani del gusto ebbero un risalto particolare in un volume fotografico che, grazie alle immagini di Bruno Bruchi, dette una dignità e una nuova consapevolezza a pasticceri, fornai, frittellai, macellai, salumieri, affinatori di formaggio …. che recuperarono il ruolo di custodi di una tradizione antica ma importante.
Dolci come il panpepato o il pan cò santi raccontano, infatti, il passato di Siena meglio di un libro di storia; dove potevano cospargere i dolci di pepe nero, che nel medioevo era costoso e usato al posto del denaro, se non in un ricca città di banchieri?

LA DIETA DEL VIGNETO

Il vigneto ha “disturbi nutrizionali” come anoressia o bulimia? No ma ha qualcosa di simile e una app australiana aiuta i vignaioli a tenerlo in salute

 

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Nutrizione delle vigne – Montalcino – Casato Prime Donne

di Donatella Cinelli Colombini

Ho sentito parlare per la prima volta di approccio “umanizzato” della vigna all’Università di Bordeaux, circa vent’anni fa, quando la lezione sulla potatura verde veniva definita “sulla sessualità della vite”. In effetti basava gli interventi dell’uomo sul bilanciamento fra il progetto del viticultore, che voleva produrre uva da vino, con quello della vite, che intendeva riprodursi.

 

L’APPROCCIO AUSTRALIANO ALLA NUTRIZIONE DELLA VIGNA PASSA DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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Suzy Rogiers – nutrizione della vigna e intelligenza artificiale

In questo caso la Wine Australia e la Charles Sturt University sono andate oltre ed hanno spinto i ricercatori del National Wine and Grape Industry Center (NWGIC) a creare una app per smartphone per gestire i disturbi nutrizionali nel vigneto come fosse un essere umano. La cosa curiosa è che sia per l’uomo che per la vigna i problemi nutrizionali nascono da un atteggiamento sbagliato dei “genitori”. Sembra un paradosso ma l’approccio australiano alla gestione della vigna ci aiuta a ripensare, in modo più generale, a tutti i nostri comportamenti, nella vita come nelle imprese del vino. Quante volte infatti, i vignaioli sovralimentano le viti e scambiano il vigore con il benessere delle piante così come certe madri esprimono l’amore per i figli riempiendo il loro patto fino a farli diventare obesi.

 

Rapporto Coop: italiani vanesi e amanti degli animali

Particolari sorprendenti di noi italiani, in Europa siamo i meno superstiziosi ma quelli che fanno più trattamenti di bellezza e hanno più animali in casa

 

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Rapporto COOP 2019 sui consumi italiani

Di Donatella Cinelli Colombini

Avevo messo da parte il Rapporto Coop 2019 pensando che, dopo il covid, fosse prematuramente invecchiato, invece il mio amico Albino Russo mi ha sbalordito ancora una volta regalandomi una quantità impressionante di informazioni e di curiosità. Sono soprattutto queste ultime che voglio condividere con voi lasciandovi scoprire il resto nel formidabile volumetto di Ancc-Coop su consumi, economia e stili di vita del BelPaese.
Noi italiani siamo i più vecchi d’Europa. Quasi un terzo della popolazione è sterile. Non facciamo figli ma in una casa su due ci sono animali: 52% contro il 34% dei britannici che tradizionalmente adorano i quadrupedi. In Italia la vendita dei prodotti per cani e gatti ha superato quella di prodotti per bambini.

 

RAPPORTO COOP 2019: NON SIAMO SUPERSTIZIOSI

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Rapporto COOP 2019 sui consumi italiani

Non ci crederete ma siamo i meno superstiziosi in Europa: temono il malocchio il 48% degli slovacchi, il 33% degli spagnoli e il 18% degli italiani battuti solo da tedeschi e inglesi.
Credono nel destino soprattutto in Spagna e Ungheria mentre noi siamo decisamente i più realisti con un imbattibile 24%.

 

Gli assaggi bendati del vino vanno aboliti?  

L’assaggio bendato dei vini è molto criticato, perché diverso da ogni altro parere critico ma soprattutto lontano dal sentiment dei consumatori

 

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assaggi bendati dei vini

di Donatella Cinelli Colombini

Trovo su WineBusiness un articolo di Robert Joseph, celebre critico enologico inglese, che riassume uno studio dei Behavior Architects (Cambridge Wine Blogger) sulla reazione dei consumatori ai marchi. Dimostra in modo incontrovertibile che il collegamento immaginario fra le caratteristiche del prodotto e il brand è più forte di quello reale. Avviene così che la consumatrice del balsamo per tessuti Lenor a cui è stato dato lo stesso prodotto in una confezione anonima sia convinta che i vestiti non abbiano lo stesso odore. Di fronte a una confezione di acqua Evian senza etichetta, il consumatore era addirittura spaventato e chiedeva <<cosa c’è dentro?>>. Stessa cosa con il te, la cioccolata …. La prospettiva di comprare prodotti senza marchio appariva a tutti angosciante. Alla fine anche Robert Joseph, convinto sostenitore dell’assaggio bendato, ammette che il contesto e l’eleganza cui è servito un vino influenzano anche gli assaggiatori professionisti.

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degustazione bendata durante il concorso enologico a Bruxelles

 

L’ASSAGGIO BENDATO E I CRITICI DEL VINO

Non c’è dubbio. Infatti un gran numero di vini ultrapremium sono stati “costruiti” con campagne di comunicazione e marketing basate sul lusso.
L’argomento è caldo ed è da anni al centro delle polemiche. Per questo è stato ripreso da Oliver Styles su WineSearcher. La sua riflessione parte dal confronto con i giudizi degli altri critici che valutano un film, un libro o un’opere d’arte tenendo conto dei nomi di tutti gli artisti coinvolti. Nessuno trova questo scandaloso allora perché il giudizio sul vino non dovrebbe tenere conto della cantina d’origine? E infatti Styles si spinge oltre ricordandoci che i ratings dei vini en primeurs a Bordeaux sono attribuiti nella piena consapevolezza dei nomi degli Chateau perché conoscere <<il “pedigree” di una tenuta come viene spesso chiamato, è un aspetto estremamente importante per valutare la capacità di un vino di invecchiare>>.

 

Il turismo interno riparte dai peccati di gola

Il 92% delle eccellenze alimentari Dop e Igp, così come il 79% delle denominazioni del vino sono in 5.498 piccoli Comuni italiani prevalentemente piccoli

 

Cammini-d'Italia-Francigena-sopralluogo del Comune di Siena

Cammini d’Italia – Francigena – sopralluogo del Comune di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini

Fondazione Symbola ed Ifel (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dell’Anci) cercano di fotografare le caratteristiche di queste aree dove la produzione di eccellenze enogastronomiche e il turismo aveva creato una nuova economia arrestando persino il calo demografico. L’occasione è la presentazione del Rapporto sui “Piccoli Comuni e Cammini d’Italia” da parte di Ermete Realacci.

 

PICCOLI COMUNI E CAMMINI D’ITALIA CON TANTE DOP E IGP

Francigena, cammini e piccoli comuni in Italia

Francigena, cammini e piccoli comuni in Italia

I 44 cammini, 15.400 chilometri di itinerari a piedi  aiutano a capire le potenzialità dei piccoli insediamenti che, in occasione dell’epidemia covid, si sono rivelati il buen retiro di chi scappava dalle città per lavorare on line. Proprio lo smart working potrebbe essere lo strumento di ripopolamento e rivitalizzazione di queste aree, a patto che ci siano investimenti strutturali come la banda larga e che l’agroalimentare di eccellenza qui prodotto, con il turismo del gusto che ha generato, sia adeguatamente promosso e organizzato.
L’idea è grandiosa e parte da un’intuizione di Carlo Azelio Ciampi, ex Presidente della Repubblica, che Realacci sviluppa in una nuova proposta politica i cui i borghi rurali diventano un esempio di <<un’economia più a misura d’uomo che punta sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi>>.
Una ragione in più per difendere i piccoli comuni dando loro il ruolo di locomotore turistico dei territori interni <<in un mondo globalizzato se innoviamo senza indebolire la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia>>.

 

I sommelier più famosi del mondo

Sono forse i sommelier più famosi del mondo ma sono a fumetti Kami no shizuku storia di due fratelli che devono trovare 13 super vini per accaparrarsi l’eredità del padre

 

Brunello 2009 piastrella di Tadashi Agi, pseudononimo usato da Yuko and Shin Kibayashi

Brunello 2009 piastrella di Tadashi Agi, pseudononimo usato da Yuko and Shin Kibayashi

Di Donatella Cinelli Colombini

44 volumetti che hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo e per metà sono stati tradotti in inglese e francese. Kami no shizuku, questo il nome originale del manga giapponese che racconta una sfida sul vino.

 

KAMI NO SHIZUKU – THE DROPS OF GOD, IL FUMETTO GIAPPONESE SUL VINO

La storia inizia quando Shizuku Kanzaki (biondo e dall’aspetto più occidentale) riceve la notizia della morte del padre, grande esperto di vino che aveva messo insieme una collezione di bottiglie pregiate del valore di 20 milioni di Dollari. Per entrare in possesso di questa eredità Shizuku deve battere un giovane ma apprezzato wine critic, Issei Toomine (moro e con gli occhiali), che il padre aveva adottato poco prima di morire. La sfida si basa sull’identificazione di 12 vini chiamati apostoli e di un vino indicato come “Gocce di Dio”.

 

Kami-no-Shizuku- manga giapponese dedicato al vino

Kami no Shizuku – manga giapponese dedicato al vino

I DUE SOMMELIER A FUMETTI PIU’ FAMOSI DEL MONDO

Le disavventure di Shizuku Kanzaki hanno appassionato milioni di giovani giapponesi diffondendo la cultura e la moda del vino. Mi ha raccontato Michele Bernetti che quando uno dei vini Umani Ronchi apparve nel manga le vendite schizzarono alle stelle in Giappone.
L’importanza del fumetto per la diffusione del vino in Giappone spinse il Consorzio del Brunello a chiedere a Tadashi Agi, pseudononimo usato da Yuko and Shin Kibayashi per i disegni del manga, di realizzare la piastrella della vendemmia 2009 che è ora visibile sul muro esterno del Palazzo Pubblico di Montalcino. Non è il solo legame fra il manga giapponese e Montalcino, infatti uno dei 12 apostoli è il Brunello Poggio di Sotto. Ci sono altri vini italiani nella celebre sfida enoica e sono il Barolo Cannubi Boschis 2001 di Luciano Sandrone ed il Barolo Falletto 2001 di Bruno Giacosa.

 

Ripartenza: ristoranti e centri storici a rischio di morte

Avevamo 3 volte i locali da ristorazione della Francia con meno abitanti e meno turisti. Ora sono vuoti. Possiamo permetterci di improvvisare la ripartenza?

Di Donatella Cinelli Colombini

Alberto Lupini Italia a Tavola progettare la ripartenza

Alberto Lupini Italia a Tavola progettare la ripartenza

Ogni grande crisi, come una guerra o l’epidemia covid, produce un cambiamento permanente con Paesi, economie, imprese … che crescono e altre che affondano. In altre parole, finita l’epidemia tutti ci ritroveremo in una posizione diversa rispetto al passato e non è detto che sia migliore.

LA NECESSITA’ DI UNA RIPARTENZA BEN PROGETTATA

Ora il problema sono gli alberghi chiusi, i ristoranti vuoti, i disoccupati …. Lo shopping di attività da parte di network criminali che sta allarmando Prefetti e Sindaci….
Il prossimo inverno, le imprese con le casse vuote, si chiederanno cosa hanno davanti.
Una buona gestione della ripartenza e delle risorse UE potrebbe spingere l’Italia verso una riduzione dell’overtourism e l’intercettazione di un bel turismo, rispettoso del nostro patrimonio e disposto a spendere. Diversamente potremmo perdere terreno e diventare la destinazione delle masse e dei piccoli prezzi.

LE ANOMALIE DELLA RISTORAZIONE IN ITALIA E IL DISASTRO COVID

Alberto Lupini e Donatella Cinelli Colombini

Alberto Lupini Direttore di Italia a Tavola e Donatella Cinelli Colombini

Traggo da Alberto Lupini di Italia a Tavola una lucida e dettagliata fotografia di quello che era, quello che è e quello che potrebbe essere il comparto ristorativo in Italia. << Va rivisto un modello economico sbagliato e accettare l’idea che dobbiamo “asciugare” il comparto. È amaro doverlo scrivere, ma l’Italia in queste situazioni non può avere quasi 3 volte più dei locali della Francia>>.
Una divisione della torta dei consumi autdoor che non trova giustificazioni perché la Francia ha più abitanti e arrivi turistici dell’Italia (loro 66,9 milioni di abitanti e 86,9 milioni di arrivi turistici, noi 60,3 milioni di abitanti, 58,3 milioni di arrivi).

Poi è arrivato il covid e la situazione è diventata tragica. <<Fra bar e ristoranti almeno uno su dieci non ha riaperto…. per non parlare degli hotel che, salvo qualche località al mare o in montagna, hanno riaperto in non più di 3 casi su 10>>.
Nei centri storici si sommano la scomparsa dei turisti alla mancanza di chi lavora da casa in smartworking: statali, universitari e bancari in primis..
Una situazione che mette a rischio persino i 215 locali storici italiani veri “musei dell’ospitalità” che hanno scritto al Presidente Conte chiedendo aiuto.

Giornata mondiale della fotografia: impara il foodporn

19 agosto per la giornata mondiale della fotografia, Canon insegna le tecniche digitali e TheFork come fare le immagini del cibo cioè il foodporn

 

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Giornata della fotografia – Canon insegna a usare il digitale

Di Donatella Cinelli Colombini

La Giornata mondiale della fotografia è l’occasione per imparare come migliorare le proprie immagini o trasformarle in scenari da fiaba o video. Canon suggerisce <<lasciati ispirare>> ma poi introduce tecnologie capaci di creare storie, stampare sul tessuto …. Ecco qualche consiglio.

 

CANON 4 CONSIGLI PER LE FOTO DIGITALI

REGOLA LA LUMINOSITÀ: quando c’è molta luce la camera cercherà di ridurla automaticamente, per regolare l’effetto, bisogna usare i comandi presenti nella tavolozza strumenti di DPP.

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giornata della fotografia – TheFork insegna come fotografare il cibo

BILANCIAMENTO DEL BIANCO: è importante catturare i colori ad esempio trasformare un cielo grigio per rendere il paesaggio più suggestivo.
RISPARMIA TEMPO CON I SET PREDEFINITI: con gli ‘Stili Foto’ è possibile uniformare i toni dell’incarnato, aumentare il contrasto e rendere i volti più belli.
RITAGLIA E MIGLIORA LA COMPOSIZIONE: con la funzione ‘Ritaglia’ si può togliere dall’immagine tutto quello che disturba.

 

#winewindow in viaggio con le Donne del Vino

Le Donne del Vino lanciano un nuovo hashtag #winewindow destinato a diventare virale e unire chi ama i grandi vini e i paesaggio viticoli

Di Donatella Cinelli Colombini

 

#winewindow-Donne-del-Vino

#winewindow-Donne-del-Vino

Il progetto nasce da Fiammetta Mussio e dalle Donne del Vino del Piemonte e usa la bellezza dei paesaggi vitati italiani per attrarre un gran numero di wine lovers promettendo loro di incontrare le produttrici, fare trekking all’aria aperta, assaggiare grandi etichette e, ovviamente, fare shopping di bottiglie eccellenti. Nell’anno del covid mentre le cantine sono semichiuse alle visite, vigneti e panorami assumono un nuovo protagonismo turistico. #winewindow intende dunque valorizzare gli scenari agricoli dove il lavoro millenario dell’uomo ha disegnato il paesaggio con le sue diversità culturali e colturali trasformandoli in attrazioni turistiche.
Una bellezza che solo l’Italia riesce ad offrire a livello così alto e diversificato. Una bellezza che ciascuna Donna del Vino vede dalle sue finestre e diventa il fil rouge che unisce i grandi vini ai rispettivi scenari.

FOTO E VIDEO DEI PAESAGGI DEL VINO VISTI DALLA FINESTRA #WINEWINDOW

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#winewindow-Donne-del-Vino Fattoria del Colle Trequanda Toscana

Foto e video visti dalla finestra diventano l’oggetto di una campagna di comunicazione social che partirà dalle pagine Facebook e Instagram dell’associazione nazionale per diventare virale. Le immagini saranno accompagnate da una brevissima nota esplicativa e dai riferimenti aziendali. Nella logica di un enoturismo 2020 quasi interamente nazionale e anzi al 60% regionale (come affermato dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio delle Città del Vino), i testi saranno in italiano.

LE DONNE DEL VINO E LA LORO SENSIBILITA’ AMBIENTALE

Con questa iniziativa le Donne del Vino intendono ribadire l’importanza dell’ambiente, tema 2020 dell’associazione, mettendo l’accento sulla particolare sensibilità femminile per la sostenibilità. Già dal sondaggio effettuato fra socie, nel 2017, la percentuale di aziende biologiche e biodinamiche risultava di 6 punti superiore al dato medio nazionale. Nel caso di #winewindow il concetto di salvaguardia si estende al paesaggio e alle sue virtù rigenerative della psiche che hanno portato alla definizione di “terapia del paesaggio”.

E’ il momento di investire i risparmi in bottiglie?

Sono cari ma gli chateaux di Bordeaux hanno calato i prezzi del 30% promettendo bei guadagni a chi ci investe perché cresceranno più delle azioni

 

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Bordeaux – capitale francese del vino e del commercio del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Come disse Giovanni Agnelli << mal che vada, ve lo berrete>> ma le probabilità che invece i vini di Bordeaux aumentino di valore e l’attuale discesa dei prezzi inneschi un’ottima prospettiva di guadagno è più che probabile.

 

GLI CHATEAUX DI BORDEAUX CALANO I PREZZI EN PREMIERE DEL 30%

Cheval Blanc a Pauillac, la più celebre cantina di vini bianchi del mondo, ha dato l’esempio riducendo i listini 2019 del 30% rispetto all’anno scorso.
Ovviamente non parliamo di bottiglie a buon mercato e nemmeno di vini che possono essere immediatamente versati nel bicchiere perché si tratta di vendite en premiere cioè di vini che devono completare la maturazione in botte, poi essere imbottigliati e infine affinare una decina d’anni nel vetro prima di sprigionare tutto il potenziale qualitativo nato nella vigna. A comprarli sono i mitici négociant di Bordeaux che detengono le chiavi del mercato del super lusso enologico. Generalmente le valutazioni degli esperti e le contrattazioni commerciali avvengono durante la settimana dell’en primeur, organizzata ogni anno dall’Union des Grands Crus, che richiama a Bordeaux migliaia di professionisti del vino di tutto il mondo. Nell’attuale situazione di blocco dei viaggi, gli chateaux hanno spedito migliaia di campioni chiedendo ai loro clienti e critici di assaggiare i vini li dove si trovano.

 

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Bordeaux – Chateau Margaux

2019 OTTIMA ANNATA PER CHI VOLESSE INVESTIRE IN VINO INVECE CHE IN AZIONI

Il risultato è stato un giudizio entusiastico ma i prezzi sono stati comunque ridotti a causa della crisi innescata dall’epidemia covid e forse dei consistenti cali di vendite in Cina (-31%), secondo mercato delle etichette bordolesi, avvenuto già prima del Coronavirus.

Il calo dei listini apre un’opportunità per i wine lovers o i collezionisti che possono ora comprare le bottiglie dai négociant.
Sarà comunque un affare destinato a rendere anche se il ricarico dei buyers è consistente: i rivenditori hanno comprato una futura bottiglia di Mouton Rothshild 2019 a 282€ con il 30,8% in meno rispetto alla vendemmia 2018. Lo stesso vino viene offerto dai clienti di tutto il mondo a un prezzo di 3.588 Sterline per cassa cioè a una cifra più che doppia. Le bottiglie dei grandi chateaux francesi vengono infatti commercializzate in cassette di legno da 6 bottiglie. E’ una bella cifretta anche adesso ma comunque molto meno delle 5.112 Sterline della vendemmia 2018.

 

GIUDIZIO SUI VINI: ECCO QUELLI CINESI

Il giudizio sui vini si evolve con lo stile di vita e la cultura gastronomica dei mercati principali, è successo con gli USA e ora accade con la Cina

 

Giudizi cinesi sui vini - Cwe - nuovo rating in 10 punti

Cwe – sistema di giudizio cinese sui vini sulla base del gusto e il cibo cinese

di Donatella Cinelli Colombini

In ogni aspetto della civiltà umana esistono valutazioni che rimangono stabili e altre che variano. Pensate alla pittura, nessuno ha mani messo in discussione Raffaello, ma Caravaggio è rimasto un illustre ignoto fino alla metà del Novecento, per non parlare di Giotto e degli artisti medioevali che cent’anni fa venivano disprezzati come “primitivi”.

 

I GIUDIZI SUI VINI VARIANO A SECONDA DEI MERCATI PIU’ IMPORTANTI

Succede lo stesso nel vino: nessuno mette in discussione la classifica del 1855 con i 5 Bordeaux First Growth Lafite, Margaux, Haut Brion, Latour e Mouton ma ora il panorama dei vini super star è più ampio e mi riferisco a etichette come Sassicaia, Grange per non parlare del successo internazionale di denominazioni come il Brunello o di zone come la Nuova Zelanda.

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I cinesi abituati al te e a cibi non grassi hanno un metro di giudizio diverso sul vino

Il giudizio sul vino ha avuto un’evoluzione progressivamente più rapida collegandosi al cambiamento dello stile di vita e al gusto dei mercati più importanti. Ecco che quando il centro del business enoico è passato dall’Europa agli Stati Uniti, i giudizi sui vini sono radicalmente cambiati per la forte influenza di consumatori che amavano vini più opulenti e adatti a pasti più destrutturati e con cibi meno salati.
Come la crescita dei consumi USA ha portato con se l’influenza dei critici statunitensi – Robert Parker/WineAdvocate, Wine Spectator, Wine Enthusiast, Vinous, James Suckling … – con i loro giudizi in centesimi, la crescita di importanza del mercato cinese, che nel 2021 dovrebbe diventare il secondo del mondo,  porta con sè un prevedibile e anzi previsto sistema di valutazione cinese. Il nuovo rating si chiama Cwe – Chinese Wine Evaluator e si basa su un’approfondita analisi dei <<consumatori cinesi di vino, sulla loro cultura del cibo e le loro abitudini alimentari>>, come si legge sul sito della China Alcoholic Drinks Association.
L’obiettivo dei rating Cwe è quello di <<stabilire un sistema di punteggio che si adatti al consumatore cinese>> per rendere più facili le sue scelte e consentirgli <<di gratificare meglio le sue preferenze>>.

 

I GIUDIZI CINESI SUI VINI SONO IN DIECI PUNTI E SI CHIAMANO CWE

Quando dico che il sistema di valutazione cinese era previsto mi riferisco ai rumors in questo senso e al riferimento presente nella guida all’abbinamento fra i piatti cinesi e i vini italiani proposto due anni fa come parte del programma “Chinese Cuisines meet Italian Wines” sostenuto da Ice Pechino.

I PERSONAGGI PIU’ INFLUENTI E POTENTI DEL MONDO DEL VINO

Chi conta davvero nel mondo del vino? E chi ha un’influenza così grande da cambiare la storia mondiale del vino? Ecco i nomi di ieri e di oggi

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Le classifiche uscite negli ultimi anni sono numerose e tutte diverse. Ve ne propongo tre: gli uomini che hanno cambiato la storia del vino, i più influenti in USA primo mercato del mondo, infine chi conta nel vino in Gran Bretagna.

 

I PERSONAGGI PIU’ INFLUENTI NELLA STORIA DEL VINO

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Gli uomini che influenzano il mondo del vino – Robert Parker

La prima lista riguarda dunque un orizzonte temporale lunghissimo e le persone che hanno lasciato una traccia così forte da cambiare per sempre la storia. Ci arriva dalla The Oxford Companion to Wine un autentico repertorio dei personaggi di spicco nel panorama enologico fra i quali “The Street” ha tratto i TOP 10.

Primo, e non poteva essere altrimenti visto il suo carattere divino, Dioniso che leggendariamente insegna agli uomini il segreto della vinificazione.
Segue Dom Pérignon anche lui leggendario creatore dello Champagne visto che i dati storici attribuiscono i meriti a un numero maggiore di persone.
Thomas Jefferson ambasciatore in Francia e poi terzo Presidente Usa, egli conosceva e amava il vino, e mise le basi della produzione americana.
James Busby vero creatore del vino australiano.
Louis Roederer, cioè Cristal, l’uomo del mercato russo e dello Champagne di lusso.
TV Munson l’uomo che capì come salvare il vigneto europeo dalla fillossera innestando le marze sulle radici americane.
Louis Pasteur il genio francese che scoprì come conservare il latte, creare i vaccini e come avviene la fermentazione alcolica.

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Antonio Galloni – Vinous

Emile Peynaud padre dell’enologia moderna.
Jess Jackson fondatore di Kendall-Jackson.
Ultimo e quindi più recente fra gli uomini che hanno cambiato la storia del vino è Robert Parker.

 

CHI E’ PIU’ INFLUENTE NEL VINO IN USA

Passiamo alla seconda classifica tratta da Intowine.com che mette in fila i 100 personaggi che contano nel vino americano e scopriamo che il punto di vista è estremamente diverso da quello che potremmo aspettarci e punta direttamente sul business.
I° posto per Annette Alvares Peters che si occupa degli acquisti di tutti gli alcolici di Costco, il più grande rivenditore statunitense con 488 negozi per un fatturato di quasi quattro miliardi l’anno.
In seconda posizione Wayne Chaplin, presidente della Southern Glazer’s Wine & Spirits, un colosso da 9 miliardi di Dollari di giro d’affari concentrato nella distribuzione di bevande alcoliche di cui la metà ottenuti con il vino.
Nel terzo gradino del podio Tim Turner che guida Walgreen dal 2011. Non propone le piccole cantine ma i 150 grandi marchi del vino. E’ un pioniere del sistema wine delivery.

Addio a Sergio Zavoli

Un grandissimo giornalista e un grandissimo uomo, Sergio Zavoli lascia dietro di sé ammirazione, gratitudine e nostalgia. La mia testimonianza personale 

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli si è spento ieri a 96 anni. Era uno dei più grandi e innovativi giornalisti italiani.

Un uomo che ho conosciuto, a cui ho voluto bene e che mi ha insegnato cose fondamentali.
Di lui mi ricordo soprattutto due momenti. Il primo quando festeggiò alla Fattoria del Colle il suo compleanno e io feci preparare per lui la torta dal campione del mondo di pasticceria Rossano Vinciarelli. C’era la cena in onore dei vincitori del premio che organizziamo ogni anno e di cui Zavoli era uno dei giurati. L’apparecchiatura era elegante con fiori freschi, candelieri d’argento e menù scritti a mano. Quando spegnemmo le luci ed entrò il dolce con le candeline, Zavoli si commosse perché non se lo aspettava.

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

COSA MI HA INSEGNATO SERGIO ZAVOLI

Il secondo ricordo si colloca in un periodo per me molto triste per le grosse discussioni familiari. Eravamo nel cortile della Fattoria del Colle da soli, Sergio Zavoli mi prese per le spalle con entrambe le mani e guardandomi negli occhi mi disse <<non crederà che il suo talento non abbia un prezzo, tutto si paga e per ognuno c’è un prezzo diverso>>. Si riferiva all’imprevisto, ma impressionante successo del turismo del vino di cui ero la promotrice e che mi aveva proiettato sulle pagine di tutti i giornali italiani. Non ho mai dimenticato quelle parole e pur nella consapevolezza che la notorietà mi ha aiutato a far crescere l’azienda ho sempre saputo che aveva un pericoloso rovescio della medaglia.

 

Nell’enoturismo la Toscana vince ancora

Toscana prima destinazione enoturistica italiana con il 45% di preferenze seguita da Piemonte, Trentino A.A., Veneto e Campania. Ma i turisti restano nella propria regione

 

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Enoturismo 2020 – Fattoria del Colle – Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

L’ultimo Rapporto dell’Osservatorio sul Turismo del vino redatto dal Professor Giuseppe Festa per le Città del Vino ci regala alcune autentiche novità insieme a molte conferme. La sorpresa è il carattere regionale dell’enoturismo visto che il 60% dichiara di visitare più frequentemente le cantine della propria regione.

La Toscana preferita destinazione dei viaggi del vino. Batte di molte lunghezze Piemonte, Trentino Alto-Adige, il Veneto al Nord e la Campania al Sud.

 

ENOTURISMO: NEL 2019 LE CANTINE ITALIANE HANNO AVUTO 15 MILIONI DI VISITE

Fra gli intervistati il 45% ha fatto wine trip almeno una volta l’anno. Le percentuali decrescono al 30% per quelli che fanno più di un viaggio l’anno nelle cantine e al 9% per i super appassionati che ci vanno una volta al mese.

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Enoturismo Toscana pic-nic con cibi tipici e vino

L’Osservatorio, giunto quest’anno all’XI° edizione conferma il carattere elitario dell’enoturismo che è indubbiamente fra le tipologie di viaggio più costosa: 155€ al giorno per chi dorme fuori casa e 80€ per i semplici escursionisti.

Conferme anche sullo strapotere del web ormai saldamente primo (24%) fra gli strumenti che portano i visitatori in cantina anche se il passaparola continua ad essere molto influente (21%).

Infine erano e dico il verbo al passato con grande malinconia, ottimi i dati sulla crescita di flussi e del business. Il turismo del vino sembra un treno in corsa che il covid ha fermato e che vorrebbe tornare al più presto ai risultati di un tempo. Un 2019 spettacoloso con 15 milioni di visite in cantina (+7%), 2,65 miliardi di Euro di giro d’affari (+6%).

 

TURISMO ESTERO POST COVID VERSO L’ITALIA: VORREI MA NON POSSO

La speranza del rimbalzo dopo la catastrofe coronavirus arriva dai dati sulle intenzioni di viaggio raccolte da ENIT. La situazione attuale è drammatica: cancellazioni per circa 235mila prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali diretti in Italia. Dati simili anche se meno brutti riguardano la Spagna con 231mila disdette e la Francia con 193mila.

                                                                       

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