Forum: vino e tanto altro

GIUDIZIO SUI VINI: ECCO QUELLI CINESI

Il giudizio sui vini si evolve con lo stile di vita e la cultura gastronomica dei mercati principali, è successo con gli USA e ora accade con la Cina

 

Giudizi cinesi sui vini - Cwe - nuovo rating in 10 punti

Cwe – sistema di giudizio cinese sui vini sulla base del gusto e il cibo cinese

di Donatella Cinelli Colombini

In ogni aspetto della civiltà umana esistono valutazioni che rimangono stabili e altre che variano. Pensate alla pittura, nessuno ha mani messo in discussione Raffaello, ma Caravaggio è rimasto un illustre ignoto fino alla metà del Novecento, per non parlare di Giotto e degli artisti medioevali che cent’anni fa venivano disprezzati come “primitivi”.

 

I GIUDIZI SUI VINI VARIANO A SECONDA DEI MERCATI PIU’ IMPORTANTI

Succede lo stesso nel vino: nessuno mette in discussione la classifica del 1855 con i 5 Bordeaux First Growth Lafite, Margaux, Haut Brion, Latour e Mouton ma ora il panorama dei vini super star è più ampio e mi riferisco a etichette come Sassicaia, Grange per non parlare del successo internazionale di denominazioni come il Brunello o di zone come la Nuova Zelanda.

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I cinesi abituati al te e a cibi non grassi hanno un metro di giudizio diverso sul vino

Il giudizio sul vino ha avuto un’evoluzione progressivamente più rapida collegandosi al cambiamento dello stile di vita e al gusto dei mercati più importanti. Ecco che quando il centro del business enoico è passato dall’Europa agli Stati Uniti, i giudizi sui vini sono radicalmente cambiati per la forte influenza di consumatori che amavano vini più opulenti e adatti a pasti più destrutturati e con cibi meno salati.
Come la crescita dei consumi USA ha portato con se l’influenza dei critici statunitensi – Robert Parker/WineAdvocate, Wine Spectator, Wine Enthusiast, Vinous, James Suckling … – con i loro giudizi in centesimi, la crescita di importanza del mercato cinese, che nel 2021 dovrebbe diventare il secondo del mondo,  porta con sè un prevedibile e anzi previsto sistema di valutazione cinese. Il nuovo rating si chiama Cwe – Chinese Wine Evaluator e si basa su un’approfondita analisi dei <<consumatori cinesi di vino, sulla loro cultura del cibo e le loro abitudini alimentari>>, come si legge sul sito della China Alcoholic Drinks Association.
L’obiettivo dei rating Cwe è quello di <<stabilire un sistema di punteggio che si adatti al consumatore cinese>> per rendere più facili le sue scelte e consentirgli <<di gratificare meglio le sue preferenze>>.

 

I GIUDIZI CINESI SUI VINI SONO IN DIECI PUNTI E SI CHIAMANO CWE

Quando dico che il sistema di valutazione cinese era previsto mi riferisco ai rumors in questo senso e al riferimento presente nella guida all’abbinamento fra i piatti cinesi e i vini italiani proposto due anni fa come parte del programma “Chinese Cuisines meet Italian Wines” sostenuto da Ice Pechino.

I PERSONAGGI PIU’ INFLUENTI E POTENTI DEL MONDO DEL VINO

Chi conta davvero nel mondo del vino? E chi ha un’influenza così grande da cambiare la storia mondiale del vino? Ecco i nomi di ieri e di oggi

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Le classifiche uscite negli ultimi anni sono numerose e tutte diverse. Ve ne propongo tre: gli uomini che hanno cambiato la storia del vino, i più influenti in USA primo mercato del mondo, infine chi conta nel vino in Gran Bretagna.

 

I PERSONAGGI PIU’ INFLUENTI NELLA STORIA DEL VINO

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Gli uomini che influenzano il mondo del vino – Robert Parker

La prima lista riguarda dunque un orizzonte temporale lunghissimo e le persone che hanno lasciato una traccia così forte da cambiare per sempre la storia. Ci arriva dalla The Oxford Companion to Wine un autentico repertorio dei personaggi di spicco nel panorama enologico fra i quali “The Street” ha tratto i TOP 10.

Primo, e non poteva essere altrimenti visto il suo carattere divino, Dioniso che leggendariamente insegna agli uomini il segreto della vinificazione.
Segue Dom Pérignon anche lui leggendario creatore dello Champagne visto che i dati storici attribuiscono i meriti a un numero maggiore di persone.
Thomas Jefferson ambasciatore in Francia e poi terzo Presidente Usa, egli conosceva e amava il vino, e mise le basi della produzione americana.
James Busby vero creatore del vino australiano.
Louis Roederer, cioè Cristal, l’uomo del mercato russo e dello Champagne di lusso.
TV Munson l’uomo che capì come salvare il vigneto europeo dalla fillossera innestando le marze sulle radici americane.
Louis Pasteur il genio francese che scoprì come conservare il latte, creare i vaccini e come avviene la fermentazione alcolica.

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Antonio Galloni – Vinous

Emile Peynaud padre dell’enologia moderna.
Jess Jackson fondatore di Kendall-Jackson.
Ultimo e quindi più recente fra gli uomini che hanno cambiato la storia del vino è Robert Parker.

 

CHI E’ PIU’ INFLUENTE NEL VINO IN USA

Passiamo alla seconda classifica tratta da Intowine.com che mette in fila i 100 personaggi che contano nel vino americano e scopriamo che il punto di vista è estremamente diverso da quello che potremmo aspettarci e punta direttamente sul business.
I° posto per Annette Alvares Peters che si occupa degli acquisti di tutti gli alcolici di Costco, il più grande rivenditore statunitense con 488 negozi per un fatturato di quasi quattro miliardi l’anno.
In seconda posizione Wayne Chaplin, presidente della Southern Glazer’s Wine & Spirits, un colosso da 9 miliardi di Dollari di giro d’affari concentrato nella distribuzione di bevande alcoliche di cui la metà ottenuti con il vino.
Nel terzo gradino del podio Tim Turner che guida Walgreen dal 2011. Non propone le piccole cantine ma i 150 grandi marchi del vino. E’ un pioniere del sistema wine delivery.

Addio a Sergio Zavoli

Un grandissimo giornalista e un grandissimo uomo, Sergio Zavoli lascia dietro di sé ammirazione, gratitudine e nostalgia. La mia testimonianza personale 

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli si è spento ieri a 96 anni. Era uno dei più grandi e innovativi giornalisti italiani.

Un uomo che ho conosciuto, a cui ho voluto bene e che mi ha insegnato cose fondamentali.
Di lui mi ricordo soprattutto due momenti. Il primo quando festeggiò alla Fattoria del Colle il suo compleanno e io feci preparare per lui la torta dal campione del mondo di pasticceria Rossano Vinciarelli. C’era la cena in onore dei vincitori del premio che organizziamo ogni anno e di cui Zavoli era uno dei giurati. L’apparecchiatura era elegante con fiori freschi, candelieri d’argento e menù scritti a mano. Quando spegnemmo le luci ed entrò il dolce con le candeline, Zavoli si commosse perché non se lo aspettava.

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

COSA MI HA INSEGNATO SERGIO ZAVOLI

Il secondo ricordo si colloca in un periodo per me molto triste per le grosse discussioni familiari. Eravamo nel cortile della Fattoria del Colle da soli, Sergio Zavoli mi prese per le spalle con entrambe le mani e guardandomi negli occhi mi disse <<non crederà che il suo talento non abbia un prezzo, tutto si paga e per ognuno c’è un prezzo diverso>>. Si riferiva all’imprevisto, ma impressionante successo del turismo del vino di cui ero la promotrice e che mi aveva proiettato sulle pagine di tutti i giornali italiani. Non ho mai dimenticato quelle parole e pur nella consapevolezza che la notorietà mi ha aiutato a far crescere l’azienda ho sempre saputo che aveva un pericoloso rovescio della medaglia.

 

Nell’enoturismo la Toscana vince ancora

Toscana prima destinazione enoturistica italiana con il 45% di preferenze seguita da Piemonte, Trentino A.A., Veneto e Campania. Ma i turisti restano nella propria regione

 

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Enoturismo 2020 – Fattoria del Colle – Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

L’ultimo Rapporto dell’Osservatorio sul Turismo del vino redatto dal Professor Giuseppe Festa per le Città del Vino ci regala alcune autentiche novità insieme a molte conferme. La sorpresa è il carattere regionale dell’enoturismo visto che il 60% dichiara di visitare più frequentemente le cantine della propria regione.

La Toscana preferita destinazione dei viaggi del vino. Batte di molte lunghezze Piemonte, Trentino Alto-Adige, il Veneto al Nord e la Campania al Sud.

 

ENOTURISMO: NEL 2019 LE CANTINE ITALIANE HANNO AVUTO 15 MILIONI DI VISITE

Fra gli intervistati il 45% ha fatto wine trip almeno una volta l’anno. Le percentuali decrescono al 30% per quelli che fanno più di un viaggio l’anno nelle cantine e al 9% per i super appassionati che ci vanno una volta al mese.

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Enoturismo Toscana pic-nic con cibi tipici e vino

L’Osservatorio, giunto quest’anno all’XI° edizione conferma il carattere elitario dell’enoturismo che è indubbiamente fra le tipologie di viaggio più costosa: 155€ al giorno per chi dorme fuori casa e 80€ per i semplici escursionisti.

Conferme anche sullo strapotere del web ormai saldamente primo (24%) fra gli strumenti che portano i visitatori in cantina anche se il passaparola continua ad essere molto influente (21%).

Infine erano e dico il verbo al passato con grande malinconia, ottimi i dati sulla crescita di flussi e del business. Il turismo del vino sembra un treno in corsa che il covid ha fermato e che vorrebbe tornare al più presto ai risultati di un tempo. Un 2019 spettacoloso con 15 milioni di visite in cantina (+7%), 2,65 miliardi di Euro di giro d’affari (+6%).

 

TURISMO ESTERO POST COVID VERSO L’ITALIA: VORREI MA NON POSSO

La speranza del rimbalzo dopo la catastrofe coronavirus arriva dai dati sulle intenzioni di viaggio raccolte da ENIT. La situazione attuale è drammatica: cancellazioni per circa 235mila prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali diretti in Italia. Dati simili anche se meno brutti riguardano la Spagna con 231mila disdette e la Francia con 193mila.

Baci da Polignano

Luca Bianchini ha scritto il terzo divertentissimo libro della saga di Don Mimì e Ninella. Baci da Polignano diventerà un film? Forse ma intanto leggete il libro

 

Luca Bianchini - Baci da Polignano

Luca Bianchini – Baci da Polignano

di Donatella Cinelli Colombini

Ricordate “Io che amo solo te” e poi “La cena di Natale” che sono diventati film con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido … e ricordate la canzone interpretata da Alessandra Amoroso con la sua voce potente, calda e sensuale? La storia continua in un libro che dovete assolutamente comprare prima di andare al mare.

 

BACI DA POLIGNANO DI LUCA BIANCHINI

Si intitola “Baci da Polignano” (Mondadori pp. 235 € 18) di Luca Bianchini e ci racconta una Puglia che cavalca il successo turistico alternando ostentazione e tradizionalismo, nomi inglesi come cake designer o fitting insieme alle orecchiette fatte a mano, matrimoni hollywoodiani e piccole gelosie domestiche. Un ritratto ironico divertente ma anche molto vero di una società dove le apparenze, amplificate dai social, condizionano la realtà e i rapporti finché l’amore e i sentimenti rimettono le cose a posto.

Baci da Polignano di Luca Bianchini

Baci da Polignano di Luca Bianchini

 

TANTE STORIE D’AMORE CHE INSEGNANO A CREDERE NEI SENTIMENTI

Amori veri, aspettati per anni come quello fra Don Mimì e Ninella nato in giovinezza e troncato dalle famiglie ma talmente forte da continuare tutta la vita. Amore che stava per finire e invece ricomincia ad ardere fra Chiara e Damiano, giovani sposi con troppe tentazioni extraconiugali. L’amore improbabile fra la presuntuosa Matilde e il suo inserviente Pasqualino che tuttavia è meglio di come sembra. Amore fra amici come quello fra Daniela e Mario entrambi gay che si ficcano in situazioni paradossali fingendosi una coppia e andando a cena da una coppia di scambisti etero.
Mentre leggevo il libro avevo 4 costole rotte per cui ho dovuto letteralmente saltare le pagine più divertenti perché avrei finito di troncare i miei ossicini. Ovviamente le ho lette dopo, erano troppo forti!!!!!

 

Maria Rosaria Ciullo e le borse dei desideri di Gallipoli

Andate al mare in Puglia? Ecco una cosa da non perdere: nel castello di Gallipoli troverete delle borse fatte a mano dove mettere i desideri ed andare per il mondo

 

Gallipoli, borse, Emozioni in libertà, Maria Rosaria Ciullo

Gallipoli, borse, Emozioni in libertà, Maria Rosaria Ciullo

Di Donatella Cinelli Colombini

I primi di ottobre, mentre era ancora in corso la vendemmia, sono andata in Puglia invitata dal mio amico Senatore Dario Stefano per un convegno sul turismo del vino. Ero stanchissima dopo un viaggio in Russia e con le valige già pronte per altri tre impegni di lavoro all’estero uno dietro l’altro.

 

IL CASTELLO DI GALLIPOLI E LE BORSE CON I DISEGNI DELLE CEMENTINE PUGLIESI

In Puglia mi sono rigenerata: la bellezza raffinata di Lecce, i frantoi ipogei di Gallipoli, la strepitosa cucina locale ed i vini rosati da far innamorare … e ovviamente tanti amici.

Poco prima del convegno, dentro la poderosa fortezza di Gallipoli, località estiva più cool d’Italia, vedo un negozio di artigianato pugliese molto diverso da tutti gli altri.

Puglia - convegno sull'enoturismo organizzato da Dario Stefano

Puglia – convegno sull’enoturismo organizzato da Dario Stefano

In particolare mi colpiscono delle borse in cuoio e tessuto stampato con i disegni delle antiche cementine salentine. Non avevo mai visto oggetti così ben fatti e così capaci di unire la tradizione locale con le nuove tendenze della moda. Adoro le cose fatte a mano, quelle dove la maestria degli artigiani recupera e rinnova la cultura locale. Per questo mi avevano colpito e mi ero complimentata.

 

EMOZIONI IN LIBERTA’ DI MARIA ROSARIA CIULLO

Oggi mi è arrivato un pacco azzurro che sembra dipinto ad acquarello e sopra la scritta <<Emozioni in Libertà – Made in Salento>>, ma erano le frasi sui lati a colpire <<nell’imperfezione la bellezza>> e <<le vere emozioni non si cancellano più, perché hanno toccato il cuore e tutto quello che tocca il cuore non va più via>>. All’interno del coperchio i messaggi continuano <<… riempila di ciò che desideri perché i desideri creano il mondo>>. Dentro trovo una delle bellissime borse che avevo visto nel Castello di Gallipoli, un sacchetto con i fiori di cotone da seminare, un quaderno pieno di disegni e di dediche. C’è anche una lunga lettera scritta a mano e finalmente capisco il motivo di questo dono tanto inaspettato e immeritato quanto gradito. E’ scritta da Maria Rosaria Ciullo, fioraia da 25 anni, che ha scelto di diventare un’artigiana creativa dando vita al progetto “Emozioni in libertà” a Vitigliano, paese del Salento di 900 abitanti. Una storia talmente bella che sembra incredibile.

 

WINE BLOGGER PIU’ FORTI DEL MONDO

Wine blogger ovvero i comunicatori virtuali del vino. Alcuni erano nomi già celebri ma altri sono nati on line. Più friendly, aperti al dialogo e ironici

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Wine-blogger-Julien Miquel-Social-Vignerons-mostra-WineFolly

di Donatella Cinelli Colombini

Le classifiche mondiali dei wine blogger più influenti sono un misto di nomi noti come Wine Spectator o Jancis Robinson e nuove creazioni che precedentemente non avevano la stessa fama e la stessa influenza come Wine Folly o Social Vigneron. In altre parole in certi casi la forza on line dipende da un riposizionamento di chi ha saputo mantenere e accrescere la propria influenza ma certi wine expert sono partiti dal loro talento di comunicatori e assaggiatori usando il web per farsi notare.

 

I WINE BLOGGER PIU’ FORTI DEL MONDO SCELTI DA FEEDSPOT

La classifica di Feedspot, società di comunicazione internet capace di creare i contatti a tutti i livelli,  è recentissima e mette sul trono Wine

VinePair-i-top-wine-blogger

VinePair-i-top-wine-blogger

Spectator seguito da VinePair e WineFolly. La forza della celebre rivista newyorkese è di pubblicare i punteggi e le recensioni di 15.000 vini ogni anno. Ha 432.0000 followers su Instagram.  Insomma era ed è un potenza.

WinePair è il blog ideale per chi beve il vino per piacere e per rilassarsi. Pubblica 7 post al giorno ed ha 59mila follower in Instagram,

WineFolly ha la sua base a Seattle. La sua tattica è diversa e più orientata a scrutare dietro le quinte del vino: pubblica un post alla settimana fra racconti, video, articoli e corsi online. 267.000 followers Instagram. Seguono The Wine Cellar Insider e Social Vignerons del geniale enologo francese Julien Miquel. Sesto il colosso della formazione sul vino WSET   Wine & Spirit Education Trust, poi la lista continua fino al numero 100 ma, almeno all’inizio, mancano nomi italiani.

VINI PREMIUM VITTIME DEL CORONAVIRUS

Il coronavirus cambia il mercato del vino che ora tende all’austerità e poi si polarizzerà fra il primo prezzo e l’ultra caro, i premium in mezzo rischiano

 

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Vini premium e coronavirus – le diverse reazioni delle cantine e l’uso dei wine club

Di Donatella Cinelli Colombini

Tutte le cantine dei grandi vini, ovunque nel mondo, soffrono per l’epidemia coronavirus insieme ai ristoranti che erano il loro principale canale di vendita. Meno colpiti i vini di fascia più bassa destinati soprattutto alla vendita in supermercato e al consumo domestico.
Un vero collasso per le bollicine con lo Champagne che segna un meno 75% nei primi mesi della crisi dopo un 2019 da record con 4 miliardi di fatturato.

 

PRIMA REAZIONE AL CORONAVIRUS E’ L’AUSTERITA’

Coronavirus-Bordeaux

Coronavirus – Bordeaux

Kathleen Willcox in un lunghissimo articolo di Wine Searcher, che vi invito a leggere, intervista produttori di tutto il mondo ottenendo più o meno le stesse risposte ovunque: i vini da 10 Dollari si vendono ma quelli premium sono in enorme difficoltà. Secondo il Bureau of Labor Statistics, il settore del tempo libero e dell’ospitalità negli Stati Uniti ha perso 7,7 milioni di posti di lavoro in aprile.
Le tendenze del settore fashion e lusso possono dare qualche indicazione su quello che potrebbe avvenire anche nel comparto vino premium. Apparentemente ora c’è una forte virata dei consumi verso l’austerità e l’utilizzo di ciò che i clienti già possiedono senza fare nuovi acquisti. <<J. Crew in bancarotta, la settimana della moda cancellata, Christian Dior, Burberry, Christian Siriano e Ralph Lauren che sformano maschere e dispositivi di protezione individuale al posto dell’alta moda>>.
La ricerca di Kathleen Willcox punta su cosa sta succedendo ora e cosa potrebbe avvenire più avanti. Il primo quesito è capire come conciliare l’immagine <<inaccessibilmente aspirazionale>> dei super brand del vino con un mercato che chiede quasi solo “vino di medio livello” senza svendere, perdere reputazione o andare in bancarotta.

 

Mettiamo o no gli ingredienti del vino in etichetta?

I produttori di vino sono contrari e i legislatori favorevoli ma il punto è: lo zucchero aggiunto è da segnalare o no? E’ un ingrediente o no?

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di Donatella Cinelli Colombini

La polemica dura da anni all’interno del Parlamento e delle Commissioni europee. Inizialmente c’erano i rappresentanti inglesi che volevano un’etichetta con calorie e la segnalazione di ogni aggiunta nel succo dell’uva mentre, sul lato opposto, i francesi erano contrari.
Contemporaneamente i sostenitori del vino biodinamico e naturale accusavano i produttori convenzionali di aggiungere al vino prodotti chimici capaci di camuffarne i caratteri e fare male alla salute.

INGREDIENTI E VALORI NUTRIZIONALI IN ETICHETTA

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A questo vanno aggiunte le richieste dei consumatori più salutisti e soprattutto delle donne giovani sull’apporto calorico di ogni calice al fine di salvaguardare la linea.
Insomma, negli ultimi anni, sono stati spesi fiumi di inchiostro sulla normativa relativa agli ingredienti del vino in etichetta. Barnaby Eales dello staff di Wine-Searcher ha provato a fare chiarezza su quella che sembra un’imminente decisione UE.
Allo stato attuale è obbligatorio segnalare nell’etichetta del vino la presenza di ciò che può scatenare allergie come l’uovo o la colla di pesce o i solfiti.

LA DIFFERENZA FRA INGREDIENTI E ADDITIVI

Non è invece obbligatorio segnalare le altre sostanze aggiunte come invece avviene con gli altri alimenti.
Questo perché c’è una gran confusione fra i termini “ingredienti” e “additivi”.
Sembra un problema linguistico e invece è quello più spinoso perché riguarda l’aggiunta di zucchero. Thomas Montagne, presidente della CEVI, l’Associazione europea dei viticoltori indipendenti, aveva preannunciato che la questione dello zucchero sarebbe diventata uno dei punti chiave nei negoziati. In effetti i legislatori hanno difficoltà a dare regole uguali in tutta l’UE in presenza di pratiche ammesse in Francia o in Germania ma considerate sofisticazione in Italia dove lo zuccheraggio è un reato molto grave.

Donne del Vino, Touring Club e i Camper in cantina

Nasce il progetto Donne del Vino camper friendly organizzato con il Touring Club Italiano per offrire soste, visite e assaggi a chi fa viaggi in libertà

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Le Donne del Vino aspettano i turisti in caravan e camper nelle loro cantine per offrire loro la sosta di una notte fra i vigneti e uno sconto sulle bottiglie acquistate. Le aziende del vino al femminile sono in tutta Italia e producono etichette straordinarie in contesti naturali e storici di grande bellezza.

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Il progetto, realizzato in collaborazione con TCI Touring Club Italiano, mira ad avvicinare la grande enologia a chi fa turismo itinerante e, tradizionalmente, intende il viaggio come una scoperta emozionante che lo porta a diretto contatto con la natura, i territori e le persone.
Proprio il concetto di ospitalità costituisce il punto di partenza del progetto “Donne del Vino camper friendly” che intende proporre i luoghi del vino come destinazioni privilegiate di chi fa viaggi itineranti. Per loro, le Donne del Vino hanno pensato anche a speciali pic-nic da organizzare su misura (a pagamento) per vivere ogni sosta in cantina come un momento unico e irripetibile.

 

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Touring Club digital e camper: un legame sempre più forte

Il progetto si sviluppa attraverso la raccolta delle adesioni delle cantine camper friendly delle Donne del Vino e la pubblicazione della lista in articoli redazionali postati nel sito del Touring Club a luglio e a settembre in concomitanza con l’invio di informazioni al cluster TCI riservato agli amanti del turismo itinerante. Contemporaneamente ci sarà il lancio di un comunicato stampa e la diffusione di notizie e foto attraverso i canali social nazionali e regionali delle Donne del Vino.

Nel digitale il Touring Club Italiano è forte: oltre 400 mila utenti iscritti al sito, 8 milioni di utenti unici e 22 milioni di pagine visualizzate nel 2019. Altro elemento da tenere presente è il profilo dei “followers” che corrisponde a persone di età superiore ai 35 anni, prevalentemente con famiglia e laurea. Un identikit abbastanza vicino a quello del tipico turista del vino italiano. Infatti, fra le categorie su cui si orienta la ricerca nei canali del TCI, nelle prime posizioni oltre ai viaggi, c’è il “Food e dining”.

Tornando all’argomento caravan-camper esso costituisce il terzo tematismo, per numero di utenti registrati, fra i cluster proposti dal Touring Club Italiano, con oltre 12.000 persone che ricevono periodicamente informazioni e proposte su questo tema. Le pagine visitate lo scorso anno sono state 800.000 e il dato è in continua crescita.

I promessi sposi, Violante ed Enrico, domani le nozze

I primi amici degli sposi sono già arrivati alla Fattoria del Colle dove fervono i preparativi per le nozze di Enrico e Violante domani

 

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Enrico e Violante promessi sposi

di Donatella Cinelli Colombini

 

Violante ha fatto il suo addio al nubilato, a Firenze in piscina, con le sue testimoni Emanuela Tamburini Jermann, Giulia Di Stefano e  l’amica Federica Ranucci.

 

PROMESSI SPOSI VIOLANTE E ENRICO ALLA VIGILIA DELLE NOZZE

La vigilia delle nozze è il momento giusto per raccontare la storia d’amore di Violante e Enrico. I nostri promessi sposi hanno caratteri opposti: esplosiva lei, riflessivo lui, temeraria lei prudente lui. Violante è un motorino nella vita e nel lavoro, mentre Enrico legge e elabora di più. Alla fine si completano a vicenda.
Si sono conosciuti più di 10 anni fa grazie all’associazione LEO Club – giovani del Lions, di cui entrambi facevano parte. All’inizio non si piacevano perché, mentre era Presidente regionale Violante aveva contrastato le scelte del Leo Club di Enrico guadagnandosi la duratura ostilità dei suoi membri. Nell’autunno 2016, entrambi si lasciano burrascosamente dai rispettivi partners e poco dopo si trovano a Firenze insieme ad altri amici. <<Ero scottato e ce l’avevo col mondo>> racconta Enrico <<e parlai tutto il tempo della mia ex>>. Ma nonostante questo scattò la scintilla e Enrico chiese a Violante di incontrarsi di nuovo a Colle Val d’Elsa.

 

VIOLANTE, ENRICO ED IL PRIMO APPUNTAMENTO

Violante-addio-al-nubilato

Violante – addio al nubilato

Lei era impegnata con le riprese di un video aziendale alla Fattoria del Colle, per cui era in ritardo ma poi una deviazione stradale aggravò la situazione per cui arrivò all’appuntamento tardissimo. Mentre aspettava, lui vide un fioraio, comprò un mazzo di fiori e lo nascose nel baule della macchina. Quando finalmente si trovarono Enrico disse <<Stasera non voglio pensare ad altro che a godermi la serata con te>> e chiuse il cellulare nel portaoggetti della macchina. Un segno di attenzione che colpì l’indole molto romantica di Violante. Quando, a fine serata, lui tirò fuori il mazzo di fiori, lei si sentì battere il cuore. Cominciava a nascere qualcosa di più della semplice simpatia.

 

I vini di Sangiovese più conosciuti del mondo

7 Brunello e 3 Supertuscan sono i vini di Sangiovese più cool: Fontodi, Casanova di Neri e Montevertine. La lista arriva da WineSearcher ed è sorprendente

Sangiovese Montalcino

Sangiovese Montalcino Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Come sempre Don Kovanagh ci sorprende con un argomento intrigante per tutti i wine lover e soprattutto gli appassionati di vino toscano. I vini a base di Sangiovese che attraggono maggiormente la curiosità e sono più cercati on line nell’enorme portale Wine Searcher, una banca dati di 6 milioni di offerte che cresce continuamente.

I SANGIOVESE PIU’ POPOLARI NEL MONDO

Al primo posto un Supertuscan l’IGT Flaccianello della Pieve di Fontodi. Medaglia d’argento per il Brunello Tenuta Nuova di Casanova di Neri, il vino arrivato primo nella Top 100 del Wine Spectator del 2006. Terzo posto per Montevertine con il suo Pergole Torte Toscana IGT. Segue un quartetto di Montalcino: Poggione, Biondi Santi, Banfi, Soldera, Frescobaldi e Valdicava tutti con il Brunello salvo Case Basse-Soldera con i IGT a base della stessa uva di Sangiovese dei suoi celebri Brunello.

Storie e personaggi della Doc Orcia

Orcia una denominazione giovane in un territorio antico pieno di leggende e di personaggi storici. Ve la racconto e vi invito a venire nelle terre dove nasce

 

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Orcia – Il vino più bello del mondo – San Quirico d’Orcia – Collegiata

di Donatella Cinelli Colombini

Molti studiosi considerano Siena “figlia della strada”, cioè della Via Francigena che, dopo il VII secolo, spostò il passaggio di pellegrini, eserciti, mercanti e regnanti …. dalla via consolare Cassia ad un percorso più collinare che passava appunto da Siena e proseguiva per Buonconvento, Torrenieri, San Quirico, Castiglion d’Orcia, Abbadia San Salvatore …. Le terre dalla Doc Orcia.

 

LA VIA FRANCIGENA CIRCONDATA DALLE TERRE DELLA DOC ORCIA

Le ragioni dello spostamento sono nella guerra fra Bizantini e Longobardi che impediva l’utilizzo del percorso Bologna-Firenze imponendo di valicare l’Appennino più a Nord, ma anche nell’impaludamento della Valdichiana che rendeva impercorribile la strada romana che da Arezzo andava verso Roma.

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Orcia – San Quirico – Festa del Barbarossa

Un cambiamento di percorso che fece la fortuna dei territori collinari. Le cittadine lungo il tragitto si riempirono di torri, chiese, ospedali, castelli, artigiani e opere d’arte diventando degli autentici gioielli.
E’ proprio lungo questo tracciato che avviene la produzione della DOC Orcia, il vino più bello del mondo, perché nato in un paesaggio intatto e straordinariamente armonico, costellato di piccole città d’arte.
Cittadine come San Quirico raccontano nei muri questo passato glorioso e basta osservare con attenzione per vedere gli archi a ogiva delle case torri, le corti interne dove sostavano le merci dei mercanti, l’ospedale per il ricovero dei pellegrini e una ricchezza artistica che sbalordisce.

 

COME COMUNICARE E A CHI VENDERE IL VINO DOPO IL COVID

Reverge spending – spesa della vendetta per i Millennials, le previsioni sul dopo lockdown del vino sono promettenti ma le cantine devono farsi vedere

 

di Donatella Cinelli Colombini

Denis-Pantini-Nomisma-Wine-Monitor- il-vino-dopo-il-covid

Denis-Pantini-Nomisma-Wine-Monitor- il-vino-dopo-il-covid

L’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor ha verificato su un campione di consumatori la propensione a tornare alle vecchie abitudini <<il 58% per cui non cambierà nulla, fatte salve le adeguate misure di sicurezza da prendere (45%)>> spiega Denis Pantini responsabile dell’indagine <<anzi il 10% prevede di spenderne più di prima fuori casa, valore che sale al 15% per i millennials (25-40 anni) e per chi non ha avuto problemi sul lavoro (13%)>>.

 

I MILLENNIALS E LA LORO VOGLIA DI BERE VINO FUORI CASA DOPO IL COVID

Se la previsione è giusta segnerebbe una boccata di ossigeno per le cantine, infatti, in Italia circa un terzo dei consumatori beve prevalentemente fuori casa (42% i millennials), con un valore che incide per il 45% sul totale delle vendite. Il prezzo medio alla bottiglia è di 15,4 Euro, mentre al calice la spesa è di 5,7 Euro. Da Vincenzo Russo, professore di neuromarketing alla Iulm di Milano, arrivano le prime indicazioni sui desideri dei consumatori e la comunicazione del vino dopo la quarantena: è necessario farsi vedere, agire in gruppo, dare attenzione al cliente ed essere empatici.

Il Professor Russo ci fa riflettere sugli studi cinesi riguardanti la modifica dei desideri di chi è stato due mesi chiuso in lockdown. A seconda delle età cambiano le aspirazioni: i giovani (21-30 anni) hanno voglia di stare insieme e andare in ristoranti e bar anche se percepiscono paura e chiedono garanzie contro i contagi. Gli adulti (31-40 anni) sognano di viaggiare, aspirazione molto più diffusa in Cina che da noi.

Vincenzo Russo-la-comunicazione-del-vino-dopo-il-covid

Vincenzo Russo-la-comunicazione-del-vino-dopo-il-covid

Quelli con età fra i 41 e i 50 anni, vorrebbero comprare prodotti salutari e di più alta qualità. Il 73% del totale dichiara che spenderà di più soprattutto nei prodotti alimentari.

 

TRASPARENZA, SICUREZZA, AUTENTICITA’, SEMPLICITA’ E SOBIETA’: LE PAROLE CHIAVE DEL DOPO COVID

Una fotografia che non corrisponde del tutto a quella dei consumatori italiani. Infatti la produzione industriale cinese è ritornata sopra i livelli del 2019 nell’aprile scorso, mentre in Italia la caduta del PIL e dei redditi saranno più forti.
Per questo il Professor Russo ipotizza, in Italia, un’evoluzione che poggia su 5 parole chiave: trasparenza, sicurezza, autenticità, semplicità e sobrietà. Tradotto in strategie di marketing c’è dunque bisogno di rassicurare chi compra ma anche <<sviluppare una comunicazione sempre più capace di interattività, riconoscibilità dell’interlocutore, desideroso di socialità, e coinvolgimento emotivo>> in altre parole bisogna che i produttori imparino a dialogare direttamente con i propri clienti.

 

Il lockdown ha cambiato per sempre il mercato del vino?

Il boom dell’e-commerce del vino durante la quarantena covid è destinato a durare o no? Tutto fa credere che il cambiamento sia permanente

 

e-commerce-del-vino-Winelivery

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di Donatella Cinelli Colombini

Durante il lockdown, le vendite di vino on line sono cresciute di cinque volte negli Stati Uniti. E’ probabile che la necessità di trovare un canale di approvvigionamento alternativo abbia rotto il ghiaccio e molti si siano familiarizzati con l’e-commerce e dopo aver rotto il ghiaccio continueranno a comprare via web anche in futuro.

 

DELIVERY ED E-COMMERCE, IL COMPORTAMENTO DEI CONSUMATORI CAMBIA PER SEMPRE

Il dubbio è che anche altre abitudini dei consumatori stiano cambiando.
Infatti la paura dei contagi e l’effetto dissuasivo che questo ingenera sulla frequentazione dei ristoranti, anche a causa dei distanziamenti, delle mascherine e delle barriere in plexiglass, porterà come conseguenza un maggior consumo di pasti a casa con servizi delivery che riguarderanno sia vini che cibi.

 

SUCCESSO DEL VINO QUOTIDIANO E DEL ROSATO NELL’ E-COMMERCE DURANTE LA QUARANTENA

vino e e-commerce-durerà-il-boom-del-lockdow

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Bob Orlandi di Aabalat ha detto a Wine Searcher che la sua agenzia di vendita on line ha visto crescere gli acquisti di vini quotidiani anche in cartoni misti come se i clienti comprassero ciò che serve per pranzi a casa. Al contrario i collezionisti, che sono lo zoccolo duro della clientela, durante l’epidemia hanno saccheggiato le proprie cantine domestiche. Ecco che le bottiglie da 6 a 30€ sono state molto richieste e il flusso dell’e-commerce è cresciuto, durante la quarantena, con il passare dei giorni.

 

                                                                       

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