Forum: vino e tanto altro

#MeToo una rivoluzione rosa: dal cinema al calcio all’economia

La squadra di calcio femminile USA fa causa alla sua federazione per discriminazione. Un film su Ruth Bader Ginsburg. 1.330.000 imprese rosa in Italia

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Di Donatella Cinelli Colombini

La nazionale di calcio USA vincitrice dei mondiali ha presentato un’azione legale alla corte distrettuale di Los Angeles, accusando di «discriminazione di genere istituzionalizzata» la sua federazione sportiva, United States Soccer Federation, ed ha denunciato pubblicamente la disparità fra uomini e donne nelle buste paga, ma anche altri aspetti della vita sportiva delle atlete come i campi in cui giocano, i trattamenti sanitari e le peggiori condizioni di viaggio durante le trasferte. Tutto questo nonostante la squadra femminile sia ben più popolare di quella maschile, con l’attaccante Alex Morgan che è una delle atlete più apprezzate e tifate dal pubblico.

#metoo dal cinema alla parità fra i generi nella società

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#MeToo #metoo dal 2017 è l’hashtag della lotta contro le molestie sessuali che attraverso i personaggi dello spettacolo ha avuto un’enorme visibilità producendo un reale cambiamento nella società. Ma il cinema ha dato un altro importante contributo alla parità fra i generi.

Una giusta causa, film su Ruth Bader Ginsburg

Una giusta causa”, un film appena uscito e dedicato a Ruth Bader Ginsburg 86enne da 26 anni giudice della corte suprema americana, un’icona pop, conosciuta con il nickname The Notorius R.B.G. Nata a Brooklyn nel 1933, da genitori ebrei immigrati dalla Russia, RBG fu dagli anni ’50 in poi, un’apripista nella lotta per la parità di genere. Nonostante il suo talento, viene però rifiutata da tutti gli studi legali solo perché donna. Sostenuta dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon, accetta un controverso caso di discriminazione di genere. Contro il parere di tutti, Ruth vince il processo che determina un precedente nella storia legale statunitense. Oggi la sua storia è un film con Felicity Jones.

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EREDITA’ DEL PROIBIZIONISMO IN USA

Istruzioni per chi vuole spedire vino a un amico in USA. E’ possibile quasi ovunque anche se le leggi ereditate dal proibizionismo creano limiti e costi

Di Donatella Cinelli Colombini

Punto-vendita-cantina-Fattoria-del-Colle-Toscana

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Se avete un amico americano e volete mandargli qualche ottima bottiglia andate in una cantina convenzionata con buoni corrieri internazionali perché è molto più facile.

QUANTO COSTA SPEDIRE IL VINO IN USA

Spedire 6 bottiglie di vino da una cantina italiana in Arkansas, Iowa, Missouri, Montana, Nebraska, North Dakta, Oklahoma, Texas e Wyoming costa circa 58 Euro.

Il prezzo è leggermente inferiore, 55€, negli altri stati escluso le Isole Vergini. In Mississipi, Invece in Utah, Vermont e South Dakota la spedizione è proibita.

LE EREDITA’ DEL PROIBIZIONISMO E LE RESTRIZIONI NELLA SPEDIZIONE DEL VINO IN USA

proibizionismo-in-USA

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Per i commercianti la spedizione del vino è molto più problematica.
Il proibizionismo che dal 1920 al 1933 vietava in USA di produrre, distribuire e vendere gli alcolici, vino compreso, ha lasciato evidenti strascichi nella cultura americana. Il 21 ° Emendamento vieta, in USA, il commercio di alcolici tra uno stato e l’altro. Inoltre ha determinato una diversa regolamentazione su vendite e spedizioni di alcolici creando un autentico garbuglio che riguarda sia i consumatori che le imprese di commercializzazione.

TANTI LIMITI NEL CONSUMO E NELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEL VINO

In stati come l’Alabama solo le persone che hanno già compiuto 21 anni possono comprare alcolici (National Drinking Age Act, del 1984) ma dai 18 anni in poi è legale consumare alcol in ambienti privati come ad esempio la propria casa.

Vendemmia-2019-Sangiovese -con-due-giorni-di-vinificazione

9 ottobre la super vendemmia 2019 è finita

Cronaca di una vendemmia strabiliante al Casato Prime Donne di Montalcino e alla Fattoria del Colle di Trequanda. Come è nato il Super Brunello 2019

Vendemmia-2019-Sangiovese -con-due-giorni-di-vinificazione

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Di Donatella Cinelli Colombini

Verrà ricordata come la vendemmia del Sangiovese perfetto e indistruttibile perché l’uva è arrivata in cantina perfetta, senza muffe, nonostante due perturbazioni davvero formidabili il 22-23 settembre e il 2 ottobre quando ha persino provato a grandinare. <<Sembra Cabernet>> ha detto l’enologa Valerie Lavigne guardando gli acini piccolissimi e i grappoli molto aperti, quando è venuta per decidere il calendario della vendemmia. E aveva ragione perché il Sangiovese si è comportato esattamente come il più celebre vitigno francese. Cessione di colore immediata e intensissima, grappoli inattaccabili dalla muffa nonostante la pioggia. Che spettacolo!
Mai vista una vendemmia così!
Le viti verdi e rigogliose fino al giorno della vendemmia, come nel 2010 e come in quell’annata magica, l’uva è stata abbondante oltre che di qualità altissima.
A questo punto sappiamo che le grandi vendemmie derivano da inverni o primavere piovose che creano una scorta d’acqua nel terreno, estati molto calde interrotte da temporali.
Abbiamo anche capito che il global warming può far crescere molto il potenziale qualitativo del Sangiovese e del Brunello.

Vendemmia-2019-Sanforte-meno-famoso-e-più-speziato-del-Sangiovese

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CALENDARIO DELLA VENDEMMIA 2019

Una vendemmia durata un mese, per cogliere ogni vigna nel momento perfetto, senza fretta, facendo selezioni estreme con anche tre vendemmie nello stesso vigneto. La scelta di separare tutta l’uva migliore, senza mescolare i grappoli con grado di maturazione diversa, ha richiesto continui spostamenti dei raccoglitori e l’utilizzo di tutti i tini della cantina. Un lavoro certosino e una dimostrazione di rispetto per un’uva super con un potenziale qualitativo mai visto.
In cantina sono arrivati oltre 2.100 quintali d’uva da 33 ettari di vigna.
9-10 settembre Traminer per passito e Sanchimento IGT bianco toscano
16-20 settembre Merlot e sangiovese delle vigne senza recinzione
23 settembre 3 ottobre Sangiovese per Brunello e Rosso di Montalcino
4-7 ottobre Sangiovese per Orcia DOC, Chianti Superiore e Supertuscan
8 ottobre Foglia Tonda e Sangiovese per il Vinsanto Occhio di Pernice
9 ottobre Sagrantino
La vendemmia è finita possiamo andare a cercare i funghi.

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Amazon e la vendita del vino in USA

Amazon il colosso della vendita on line si butta sul vino, apre negozi (apparentemente invisibili) e enormi magazzini che consegnano a casa fino a mezzanotte

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Di Donatella Cinelli Colombini

Per la verità Amazon è nel business del vino dal 2012 quando ha iniziato a vendere bottiglie on line. Poi ha aperto enoteche vere e proprie che consegnano il vino a casa fino a mezzanotte ma nel 2017 ha fatto un vero salto in avanti con l’acquisto della catena di alimentari Whole Foods quasi nazionale perché questo gli consente di vendere al dettaglio in 42 stati USA. Non che la cosa sia semplice: trasformare Whole Foods in una catena di rivendite di alcolici con acqusiti on line e consegna a domicilio cozza con le norme anti trust che negli Stati Uniti impediscono di unire nella stessa attività distribuzione e vendita al pubblico. Un garbuglio legale solo in parte risolto.

L’INVISIBILE NEGOZIO E  IL GRANDE MAGAZZINO PER LA VENDITA DEL VINO DI AMAZON A LOS ANGELES

Amazon-e-il-vino-vendita-on-line

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Le cose poco strane sono più di una. W. Blake Gray di Wine-Searcher ha provato a entrare nella nuova rivendita di vini Amazon a Los Angeles ma non ci è riuscito per cui, nonostante la legge della California imponga l’apertura al pubblico alle ditte per la metà del tempo in cui fanno consegna a domicilio, apparentemente l’apertura al pubblico manca del tutto. Si tratta di un “negozio segreto” che praticamente non esiste, l’unica cosa reale è il magazzino dei vini da consegnare a casa oppure da ritirare sul posto ma sempre comprando on line. Quali sono le sanzioni per aver violato la legge? Fanno ridere: una multa che varia da 750 a 3000 dollari e una sospensione della licenza di 15 giorni. Non credo che il gigante Amazon si intimorisca per simili minacce.

LA FORZA DI AMAZON E LE LEGGI SUL COMMERCIO DEL VINO IN CALIFORNIA

Il portavoce di Amazon spiega che il “negozio” a cui fa riferimento la licenza dello Stato della California << è semplicemente un requisito linguistico semantico come parte del processo di concessione delle licenze>> per cui va benissimo un magazzino che consegna la merce visibili on line.

Milano-Wine-Week-Camilla-Guiggi-Antonietta-Mazzeo-autrici-dell'opuscolo-allegato-al-panettone-con-l'arte-del-vino

Milano wine week: la città degli affari diventa gourmand

Un carnet di 300 eventi di ogni tipo: come abbinare i dolci lievitati al vino, il design del vino e il sughero, la Strada del Vino Olimpica … tante sorprese

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Milano-Wine-Week-Camilla-Guiggi-Antonietta-Mazzeo-autrici-dell’opuscolo-allegato-al-panettone-con-l’arte-del-vino

di Donatella Cinelli Colombini

Eataly Smeraldo a due passi da Porta Garibaldi, nella movida golosa di Milano. Presentazione del “Panettone e l’arte del vino” che viene commercializzato con un opuscolo dedicato ai vini da dessert redatto dalle Sommelier Donne del Vino Cinzia Mattioli, Camilla Guiggi e Antonietta Mazzeo con l’aiuto di Paola Bosani come segretaria di redazione.

Il PANETTONE E L’ARTE DEL VINO

Milano-Wine-Week-a-Porta-Garibaldi

Milano-Wine-Week-a-Porta-Garibaldi

Il panettone è di tipo classico ed ha vinto, nel 2017 e nel 2018, il Superior Taste Award assegnato a Bruxelles ai migliori dolci del mondo. Il suo produttore Muzzi è il leader italiano dei lievitati di alta gamma perché realizza i suoi dolci con le stesse attrezzature di un piccolo laboratorio artigiano. Ovviamente se la pasticceria sotto casa ha solo un’impastatrice da lui ce ne sono quasi quaranta. L’opuscolo “I lievitati e l’arte del vino” contiene un elenco dei vini da dessert divisi per regioni, gli abbinamenti con 74 panettoni e soprattutto le istruzioni per accoppiare dolci e vini.

LE REGOLE DELL’ABBINAMENTO PERFETTO DOLCE-VINO

1) Gli abbinamenti vino-dolce si basano sempre e solo sull’affinità e mai sul contrasto
2) Bisogna privilegiare un legame: la regionalità, la tradizione, l’affezione …
3) Maggiore è il numero degli ingredienti e la complessità aromatica-gustativa del dolce maggiore dovrà essere la complessità aromatica-gustativa del vino
4) La persistenza dei sapori del dolce (ad esempio legata alla presenza di cioccolato) richiede vini ugualmente persistenti

Violante-Gardini-Cinellicolombini-Jr-al-Food-and-Travel-award-2019

Violante Gardini – Cinellicolombini Jr, produttrice volante

In una settimana è tornata dagli USA è andata a Londra, ha ricevuto il premio Food and Travel in Sardegna e poi è andata al Casinò di Venezia per una degustazione

Violante-Gardini-Cinellicolombini-Jr-al-Food-and-Travel-award-2019

Violante-Gardini-Cinellicolombini-Jr-al-Food-and-Travel-award-2019

Di Donatella Cinelli Colombini

Violante convive con le valige. Per questo, quando è tornata dopo un viaggio di lavoro negli stati Uniti dove ha visitato sette stati in dieci giorni prendendo un aereo dietro l’altro e arrivando a Firenze ha perso la valigia, non si è agitata più di tanto. Ne ha preparata un’altra ed è andata a Londra.

A LONDRA DEGUSTAZIONE DA HEDONISM

Violante-Gardini-Cinellicolombini-Jr-a-Londra

Violante-Gardini-Cinellicolombini-Jr-a-Londra

Aveva in programma una degustazione da Hedonism wines a Chelsea, l’enoteca dei nababbi wine lover. C’è una collezione di Chateau d’Yquem con bottiglie da 100.000£ l’una, magnum di Petrus, la serie intera di Margot, Latour, Lafite … uno scrigno di bottiglie preziose e celebri circondate da opere d’arte contemporanea che sembrano giocare con il vino come le mani che si muovono, i suoni tenebrosi nel corridoio dei bagni e, all’esterno, il portoncino per i topi. Un humor tipicamente british, tipo Famiglia Addams, che alleggerisce l’atmosfera quasi sacrale. La degustazione di Violente è un successo e alla fine Hedonism avrà il nostro Brunello IOsonoDonatella in esclusiva. Che bellezza! Essere da Hedonism è importante per i vini che offre, per la clientela che lo frequenta, ma anche perché gli assaggi sono guidati da Master of Wine. Insomma è davvero un tempio del vino!

L’irrefrenabile Violante, che sembra non essere mai stanca, conduce un assaggio per i VIP di una banca e, oltre agli acquisti di vino, riceve la richiesta di un winery tour al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle. Welcome!

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Puglia delle meraviglie e del vino

Il barocco di Lecce e i frantoi ipogei di Gallipoli, il Senatore Dario Stefano e il turismo del vino, gli oliveti secchi e i sapori di una Puglia incantata

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Di Donatella Cinelli Colombini

Arrivo in Puglia per un convegno sul turismo del vino mentre è appena uscita la lista dei dazi USA che, almeno per ora, salva il vino italiano e colpisce quello francese, spagnolo, tedesco e britannico.

GALLIPOLI CONVEGNO SUL TURISMO DEL VINO PROMOSSO DA DARIO STEFANO

Siamo a Gallipoli nella sala d’armi del castello sotto un’immensa volta a mattoni. Davanti a noi ci sono i rappresentanti di tutte le maggiori cantine pugliesi. Il Senatore Dario Stefano ex ottimo assessore regionale all’agricoltura è un idolo per la gente del vino di questa terra e lancia un’idea <<i dazi di Trump sono grande opportunità per noi, perché in questa regione produciamo rosato e gli USA consumano enormi quantità della stessa

Dario-Stefano-e-la-sua-passione-per-il-vino-rosato

Dario-Stefano-e-la-sua-passione-per-il-vino-rosato

tipologia proveniente dalla Provenza. Ma ora loro sono appesantiti dalle tasse di importazione e noi no >> poi con un coraggio da leone lancia un progetto audace <<affittiamo un aereo e andiamo a New York tutti insieme presentando i rosati italiani, a marzo, appena è pronta l’annata 2019 >>. Nella sala cala il silenzio. Nessuno si aspettava un progetto così ambizioso e così forte. Poi gli occhi si riempiono di speranza. Forse la grande occasione di trasformare il vino sfuso in bottiglie vendute a prezzo remunerativo è a portata di mano.
Del resto sono le grandi sfide e il coraggio di cogliere le occasioni favorevoli, che cambiano la storia e non solo nel vino.

NOVITA’ DEL TURISMO DEL VINO ITALIANO: NOIA, DONNE E AMBIENTE

Io porto i dati più recenti sul turismo del vino e i 3 maggiori elementi di cambiamento: la noia, le donne e l’ambiente. Le cantine turistiche italiane sono “troppo uguali” e poco capaci di mettere in mostra le specificità che distinguono ciascuna di loro. Un tempo l’enoturismo era un “affare da uomini” oggi le donne sono la maggioranza in California e Stagna ma crescono anche in Italia. Questo richiede dei cambiamenti anche nell’offerta delle wine destination perché se per i maschietti funziona l’accoppiata sport-vino, per le donne è meglio associare cultura e vino.
Il rispetto ambientale è diventato un must e i turisti preferiscono chi è ecocompatibile e fa scelte etiche. Ogni azienda è padrona di praticare l’agricoltura che vuole ma non pensi che sia ininfluente nel momento di vendere vino o turismo.

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Brunello: è meglio la vendemmia 2010 oppure la 2019?

Tanta uva fantastica con acini piccoli come il Cabernet e grappoli completamente aperti. Abbiamo portato in cantina un Brunello 5 stelle “lusso”

Di Donatella Cinelli Colombini

2019-vendemmia -Brunello-Casato-Prime-Donne

2019-vendemmia -Brunello-Casato-Prime-Donne

Oggi finisce la vendemmia 2019 di Brunello e siamo euforici.

2010 e 2019: due vendemmie abbondanti d’uva e altissime di qualità.
Qual è la migliore?
Nel 2010 l’inverno e la primavera furono piovosissimi e l’estate calda e arida. Nel 2019 l’inverno è stato arido mentre la primavera, specialmente aprile e maggio, con piogge continue. Entrambe le annate hanno cominciato l’estate con il terreno pieno d’acqua e questo ha permesso alle viti di sopportare agevolmente i successivi mesi caldissimi che, nel 2019 sono stati interrotti solo da due grandi perturbazioni (I° luglio 15 settembre) per un totale di quasi 200 mm d’acqua. Hanno idratato il suolo ma non più di tanto.
Al momento della vendemmia l’uva delle due annate era molto simile: grappoli piccoli con acini molto piccoli e perfettamente sani.
Quindi la ricetta del Brunello 5 stelle “lusso” parrebbe questa: piogge fino a primavera, caldo e siccità estiva, autunno sereno.

VENDEMMIA 2019 BRUNELLO 5 STELLE LUSSO

Un’uva che è rimasta perfetta nonostante un diluvio proprio all’inizio della vendemmia: 95 millimetri in due temporali il 22 e 23 settembre e nonostante l’altro diluvio (40 mm) con qualche chicco di grandine il 2 ottobre.
Vendemmia memorabile per la straordinaria qualità, la quantità abbondante dell’uva ma anche per l’incidente stradale della cantiniera Barbara Magnani. Sotto il diluvio di lunedì 23 settembre un automobilista, che proveniva in senso opposto, ha perso il controllo ed ha colpito frontalmente come un proiettile la Jeep di Barbara. Lei è stata estratta dall’abitacolo dai pompieri e trasportata in ambulanza, immobilizzata nel lettino, fino al pronto soccorso di Siena. Tanta paura, lividi ovunque, auto distrutta ma niente conseguenze gravi. La vendemmia è andata avanti con la giovane enologa, vice cantiniera Sabrina catapultata in prima linea e il vignaiolo Efisio scioccato ma orgoglioso dell’uva che stava portando in cantina.

Vendemmia-2019-piovosità-dell

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Durante la vendemmia io o mia figlia Violante siamo sempre in azienda. Quest’anno, per la prima volta, nei giorni della vendemmia, avevamo due viaggi all’estero quasi impossibili da spostare: Violante in USA con un tour di sette città in dieci giorni e io in Russia per due seminari per cinquanta sommelier di Mosca e San Pietroburgo. Quando Barbara mi ha avvertito del suo incidente volevo tornare immediatamente in azienda ma lei mi ha convinto <<stia tranquilla che è tutto sotto controllo>>. Ed era vero, ho una squadra fantastica!

LA SFOGLIATURA FA MALE E NON BENE ALL’UVA

Il 27 settembre è arrivata la consulente Valerie Lavigne ed ha constatato la sbalorditiva qualità dell’uva, alla Fattoria del Colle e soprattutto al Casato Prime Donne di  Montalcino: <<è la prima volta che vedo un Sangiovese che pare Cabernet>> ha detto complimentandosi del piccolo calibro degli acini, la maturità perfetta di tutta l’uva e il colore del mosto che dopo tre ore è già rosa e in un giorno diventa rosso. Le analisi confermano che stiamo raccogliendo nel momento top, quello magico dove maturità e freschezza combaciano. Il 25 settembre il contenuto di antociani estraibili dell’uva iniziava a calare  in tutta la collina di Montalcino.

Freschezza e acidità del vino: sembrano uguali!

Freschezza, acidità e PH del vino sono tutti riferiti alla struttura acida ma non sono uguali e non si percepiscono allo stesso modo durante l’assaggio

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Chianti-Classico-Champagne-

Freschezza-e-acidità-scopriamo-le-differenze-Chianti-Classico-Champagne-

Margaret Rand ci guida a scoprire i motivi di quello che a prima vista sembra un mezzo imbroglio, infatti mentre l’acidità è qualcosa di misurabile in laboratorio la freschezza è una sensazione che viene citata sempre più spesso nelle descrizioni dei vini. La cosa singolare è che queste citazioni coincidono con un calo della struttura acida dei vini collegata al global warming e alle temperature di maturazioni dell’uva sempre più alte. Una situazione che potrebbe far venire cattivi pensieri come il tentativo di nascondere la minore capacità di invecchiamento del vino.
In realtà non è così.

DIFFERENZA FRA FRESCHEZZA, ACIDITA’ E PH DEL VINO

Il primo punto da affrontare è che il sapore dei diversi acidi del vino è differente ed è diversa anche la loro percezione in bocca. L’acidità del vino è soprattutto tartarica e malica. Quando l’acido malico si trasforma in acido lattico la percezione di acidità cambia molto ma non il PH che rimane quasi lo stesso.

Champagne-e-spumante-freschezza-acidità-e-PH-scopriamo-le-differenze

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Il PH fornisce la scala di acidità e alcalinità (ricordate le cartine di tornasole che facevamo a scuola?) cioé misura la concentrazioni di ioni di idrogeno. Siccome l’acido tartarico è più ionizzato di quello malico è possibile abbassare il contenuto di acido malico senza far cambiare la cifra del PH.
Forse i vini a basso PH sono più stabili e, se bianchi, hanno una maggior concentrazione di monoterpeni con una conseguente più spiccata aromaticità floreale, mentre nei rossi l’effetto potrebbe essere la particolare brillantezza. Ma certo il PH dice poco sul sapore del vino e la sua freschezza.

VINI FRESCHI A BASSA ACIDITA’

Per capirlo la Rand cita un suo recente viaggio nella regione di Gredos in Spagna dove i vini Granacha avevano acidità bassa ma un’ottima freschezza all’assaggio.
Sono i produttori stessi a spiegare la differenza fra freschezza e acidità <<la freschezza è l’opposto della sovrammaturazione>> dice Francesco Ricasoli del Castello di Brolio.
Le grandi regioni del vino sono infatti quelle in cui le due maturazioni dell’uva coincidono quasi ogni anno: quella tecnologica (acidità e zuccheri) e quella polifenolica. Quando tutta le componenti dell’acino sono pronte nello stesso momento e non si è costretti ad aspettare con il risultato di produrre vini stile “anni Novanta” con troppa opulenza e povertà di freschezza.
Un’annata esemplare è la caldissima 2017 che ha dato vini sorprendentemente freschi grazie alla scelta di una vendemmia leggermente anticipata e di vinificazioni molto delicate. Per usare le parole di Odilon de Varine di Champagne Gosset <<l’acidità fa parte della freschezza ma non vogliamo che l’acidità sia acida>>, bisogna far desiderare un secondo bicchiere e senza freschezza questo non avviene.

PROSECCO RE DEL VINO ON LINE

Wine lovers on line: gli italiani meno attivi di francesi, statunitensi e canadesi. Nel web il vino più cercato al mondo è il Prosecco

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il turismo del vino è anche virtuale ma gli appassionati italiani hanno troppi distretti enologici nei dintorni per preferire la ricerca on line ed ecco che i wine lover di Francia, USA e Canada risultano molto più attivi nel web. L’analisi “Il Vino nei Paesi del G7”, eseguita dalla società di marketing ByTek, riguarda le ricerche online tra il 2015 e il 2018. Insieme ad alcune conferme fornisce anche qualche sorpresa.

PROSECCO, PINOT GRIGIO, CABERNET SAUVIGNON, RIBOLLA GIALLA I PIU’ CERCATI

Nei Paesi del G7 USA, Giappone, Germania, Canada, Francia, Italia e Gran Bretagna il vino italiano suscita un crescete interesse fra gli utenti internet. Il vino più cercato è il Prosecco escluso in Giappone dove l’interesse si concentra sullo Chardonnay.

Shopping on line

Shopping on line vino

Nella classifica mondiale delle denominazioni che riscuotono maggior interesse, dopo le celebri bollicine venete, troviamo Pinot grigio, Cabernet Sauvignon, Ribolla Gialla e Lambrusco.
Tuttavia ci sono differenze di interessi e comportamenti a seconda delle nazionalità. I tedeschi chiedono soprattutto come si fa il vino, gli eventi e gli accessori. In Giappone vengono cercati i corsi da Sommelier e le regioni di produzione.
Il mese più adatto per una campagna di marketing web sul vino in UK e Canada è dicembre.
Gli italiani cercano il nome del vino, oppure le classifiche, i produttori e le tipologie. Ecco che dopo la parola Prosecco, che è la più cercata anche da noi, spesso associata ai nomi delle cantine Drusian, Soligo e Mionetto. Se invece viene digitato Chardonnay le cantine sono Banfi e Ca’ del Bosco e nel caso di Ribolla Gialla i produttori più cercati sono Bastianich e Felluga.

I dazi di Trump e  l’ottimismo della Von der Leyen

Mentre la presidente UE Ursula Von der Leyen parla di “green deal” il vino europeo è davanti al baratro per i dazi USA

Donald-Trump-nuove-tasse-sul-vino-importato-in-USA?

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Di Donatella Cinelli Colombini

Com’era previsto Trump ha vinto l’arbitrato sulla questione Airbus-Boeing e il Wto cioè l’organizzazione mondiale del commercio lo ha autorizzato a mettere dazi sulle merci provenienti dall’Europa fino al raddoppio delle attuali tassazioni per raggiungere l’ importo di 11,2 miliardi di Dollari. Nel listone dei prodotti da tassare c’è il vino insieme a moda, cosmetica, moto, formaggi, caffè … . La Francia appare la più colpita dalle sanzioni come il Presidente Trump, aveva anticipato e nonostante i tentativi del Premier Macron di ammorbidirlo durante il G7 di Biarritz quando lo ha persino invitato a un pranzo privato. Da notare che nel consorzio Airbus, troppo generosamente finanziato dall’Europa, ci sono UK, Germania, Francia e Spagna ma non l’Italia che quindi ha avuto solo danni da questa vertenza internazionale.

Prevedibilmente i dazi arriveranno i primi di ottobre. Non sappiamo ancora se comporteranno il raddoppio delle tasse di importazione su specifici prodotti a rotazione, per periodi limitati di tempo, oppure saranno più bassi ma generalizzati. E’ anche possibile che varino a seconda della provenienza delle merci per colpire soprattutto il vino francese e proprio su questo stanno lavorando i nostri rappresentanti a Washington, mettendo in evidenza che l’Italia è estranea al consorzio Airbus e alle recenti tasse francesi sulle attività on line.

FRANCIA E ITALIA PIU’ COLPITE DAI NUOVI DAZI DI TRUMP

L’Italia è seconda fra i Paesi più danneggiate dai dazi e il vino prende il contraccolpo più forte. Infatti gli USA sono il primo mercato delle nostre bottiglie e l’importo delle esportazioni dello scorso anno era di 1,5 miliardi di Euro.
Argentini, Cileni, Australiani e, ovviamente Californiani, staranno saltando di gioia pensando all’enorme opportunità commerciale che si apre davanti a loro con l’aumento di prezzo di tutto il vino europeo causato dai nuovi dazi.

Vino-italiano-in-USA-Tasting at South Lyndale Liquors - Minneapolis MN

Vino-italiano-in-USA-Tasting at South Lyndale Liquors – Minneapolis MN

CHI SI AVVANTAGGIA GRAZIE AI  DAZI

Brindano anche le fabbriche dei prodotti falsi, i così detti italian sounding, perché sono quasi tutte in Wisconsin, California e nello Stato di New York e quindi sono immuni dai dazi. Anzi potranno aumentare i prezzi visto che tutto il vero parmigiano, mozzarella, pecorino romano arriverà in minore quantità e con listini maggiorati a causa dalle tasse di importazione.
Per le nostre cantine la situazione è drammatica. Se a questo si aggiunge la possibile hard brexit con l’arrivo delle tasse di importazione per la Gran Bretagna, c’è da tremare.
Mentre lo scenario commerciale per le nostre imprese prende i colori bui dei magazzini pieni, difficoltà di riscossione e licenziamenti …. la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen scrive una “mission letter” di 5 pagine al nuovo commissario all’agricoltura, il polacco Wojciechowski, Una missiva piena di sogni dorati prospettando, per il settore rurale, un ruolo principale nel Green Deal europeo da realizzare nei prossimi 5 anni.

Facebook-Instagram-mettono-al-bando-il-vino

FACEBOOK INSTAGRAM E IL VINO UN AMORE FINITO?

Facebook e Instagram mettono il divieto di pubblicare contenuti per vendere, regalare o scambiare alcolici e tabacco

Di Donatella Cinelli Colombini 

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Facebook-Instagram-mettono-al-bando-il-vino

E pensare che Facebook è il social network più utilizzato dalle cantine italiane e Instagram è in rapidissima crescita come luogo di incontro fra wine lovers e wine makers!
Ed ecco la doccia fredda. Con l’inizio di agosto è vietato pubblicare contenuti collegati con la compravendita di alcolici o tabacco, cioè vendere, scambiare, trasferire, regalare alcol e tabacco su Facebook e Instagram. I due canali social di Mark Zuckerberg obbligano cantine, enoteche e anche semplici appassionati, che vogliono utilizzarlo, a restringere tali contenuti agli utenti di età superiore a 18 anni.

Facebook e Instagram mettono al bando il vino

Almeno per il momento gli influencer possono pubblicare foto con botti, vigneti, calici, tavolate, degustazioni ma il colosso del social ha dichiarato che sta lavorando per capire come gestire i contenuti sponsorizzati che, anche indirettamente, influenzano le vendite. Vietare la visualizzazione dei post su alcolici e tabacchi, ai minori di 18 anni, è l’estensione di una restrizione simile che già esisteva in Facebook Marketplace, l’hub di e-commerce della piattaforma dedicata agli scambi da utente a utente. Il sistema di controlli sarà elettronico e umano e le probabilità di ricevere la cancellazione di profilo o pagina, a causa di contenti anche molto ingenui, legati al vino, appare purtroppo probabile.

2015 Greenhough Hope Vineyard Pinot Noir, Nelson, New Zealand

I Pinot Noir con cui fare un figurone

Mettete da parte i luoghi comuni come il buon Pinot Noir è carissimo, il miglior vino neozelandese è il Sauvignon … ecco 9 Pinot strepitosi ma abbordabili

2015 Greenhough Hope Vineyard Pinot Noir, Nelson, New Zealand

2015 Greenhough Hope Vineyard Pinot Noir, Nelson, New Zealand

Di Donatella Cinelli Colombini

Il nome stesso evoca eleganza: Pinot Noir, come il tubino di velluto nero da indossare a una cena di gala.
La parola che si associa automaticamente a Pinot Noir è Borgogna e subito dopo la cantina più celebre e celebrata Domaine de la Romanée-Conti. Da qui un’altra associazione di idee: Pinot Noir uguale alto prezzo. Certo che se pensiamo a quella appena citata le cifre sono astronomiche: 20.600 Dollari a bottiglia di media. Una cassetta da sei costa quanto una casa.

I NUOVI TERRITORI DEL PINOT NOIR

Ma forse, uscendo da questi luoghi comuni e soprattutto esplorando le nuove regioni produttrici è

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possibile gustare splendidi Pinot Noir senza vuotare il conto corrente: Nuova Zelanda, Oregon, Cile, Australia, Germania, Argentina …
Da Wine Searcher arriva la lista dei Pinot Noir con la qualità più alta e il prezzo più abbordabile. Deriva da una semplice divisione fra la media dei punteggi della critica e la media dei listini di vendita.

NUOVA ZELANDA REGINA DEI PINOT NOIR CON OTTIMO RAPPORTO QUALITA’ PREZZO

Il risultato è la possibilità di comprare un Pinot Noir da 91/100 a 20 Euro. I best buy arrivano quasi tutti dalla Nuova Zelanda e dalle regioni di Martinborough e Marlborough. Hanno tutti un rating superiore a 90/100 e sorprendentemente superano le etichette argentine, tradizionalmente note per i prezzi bassi, e Australiane nel rapporto qualità prezzo. La cosa ancora più sorprendente è che i Pinot Noir neozelandesi sono più convenienti dei Sauvignon provenienti dalla stessa isola kiwi, benché siano meno costosi e più facili da produrre.

Wine Searcher: l’interesse per i vino italiano cresce

Nel 2018 gli utenti di Wine Searcher il portale con i prezzi di tutti i vini del mondo hanno fanno 151 milioni di ricerche: 47% sui francesi e 16% sui nostri

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Di Donatella Cinelli Colombini

Wine searcher è un enorme portale, con base in Nuova Zelanda, in cui confluiscono le proposte commerciali delle migliori rivendite di tutto il mondo. Chi vuole sapere il prezzo di un determinato vino può cercarlo con il nome oppure fotografare la sua etichetta. Riceverà la lista dei prezzi e dei negozi in cui comprarlo compreso l’e-commerce. Poi potrà dare il suo giudizio.

WINE SEARCHER IL PORTALE CON I PREZZI DI TUTTI I VINI DEL MONDO

I Paesi dove Wine Searcher viene maggiormente usato sono Stati Uniti, dal quale provengono un terzo di tutte le ricerche dei vini, seguito da Regno Unito, Cina, Hong Kong e Francia. Da notare che il 30% della popolazione statunitense non beve vino mentre l’utilizzo di Wine Searcher corrisponde al 10% degli abitanti evidenziando una fortissima abitudine a verificare on line le proprie scelte oppure, come ipotizza Don Kavanagh, un rapporto quasi ossessivo con il vino. Un atteggiamento che riguarda soprattutto la Gran Bretagna dove gli utenti sono il 12% della popolazione totale. Tuttavia i più entusiasti di Wine-Searcher sono

WINE SEARCHER

WINE SEARCHER-il-super-portale-con-i-prezzi-di-tutti-i-vino

gli abitanti di Hong Kong. Infatti gli abitanti dell’ex colonia britannica sono solo 7,5 milioni di persone e le ricerche sul portale enoico neozelandese equivalgono all’80% di essi.

L’INTERESSE PER I VINI ITALIANI DA PARTE DEGLI UTENTI WINE SEARCHER

Nel 2019 le ricerche dei vini italiani, nell’immenso data base di Wine Searcher, sono cresciute toccando il 16,4% mentre, purtroppo, l’offerta dei rivenditori non ha preso la scia ed è ancora il 16,9% del totale dei vini listati. Situazione opposta per le bottiglie a stelle e strisce la cui proposta è aumentata al 22,4% pur riscuotendo meno interesse che in passato (14,9%) da parte degli utenti.

Sangiovese-perfetto-vendemmia-2013

Il grappolo di Sangiovese perfetto

Il Sangiovese perfetto è maturo, sano, piccolo, regolare e alato. Non sempre la vendemmia lo regala ai produttori ma nel 2019 a Montalcino ce n’è tanto

Di Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese-perfetto-vendemmia-2013

Sangiovese-perfetto-vendemmia-2016-

IL SANGIOVESE PERFETTO E’ MATURO DENTRO E FUORI

Gli acini d’uva devono maturare contemporaneamente nella buccia e nella polpa. La maturazione tecnologica della polpa, valutabile in base al potenziale zuccherino che diventerà alcol e agli acidi -PH che assicureranno la longevità al vino, devono arrivare contemporaneamente alla maturazione polifenolica delle materie nobili contenute nella buccia e insieme serve la lignificazione dei vinaccioli che deve essere completa. Quando il clima non è favorevole può avvenire una maturazione troppo veloce o insufficiente. Nel 2019 la maturazione è perfetta.
Un altro elemento importante della maturità è il carattere omogeneo. Nelle grandi annate ogni vigna ha un livello di maturazione uniforme. Quando questo non avviene i bravi vignaioli passano più volte fra i filari selezionando, a mano, l’uva con la stessa maturità e ripetono la stessa operazione togliendo l’uva pronta per andare in cantina. Un lavoro certosino ma utilissimo per innalzare il livello qualitativo del futuro vino. Le grandi vigne, come la nostra Ardita del Casato Prime Donne di Montalcino portano a perfetta maturazione ogni anno tutti i grappoli contemporaneamente. La cosa sorprendente è che le migliori vigne sono anche quelle più facili da coltivare perché la natura fa tutto da sola.

Di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Negli anni Novanta del Novecento, nell’epoca dei “vini potenti”, l’uva veniva colta quando era surmatura per avere il massimo di estrazione di sostanze nobili. In realtà l’uva è come qualunque frutto che offre il meglio di se al culmine della maturazione, non prima e non dopo. Se infatti prima lascia tracce verdi e ruvide nel vino, quando è surmatura l’uva perde i caratteri varietali e territoriali e i vini che ne derivano hanno poca personalità distintiva. Questo momento magico è valutato attraverso l’assaggio degli acini e determina la scelta del giorno della vendemmia di ogni vigna.

IL SANGIOVESE PERFETTO E’ SANO

Il Sangiovese è un’uva particolarmente delicata perché la buccia è composta da pochi strati di cellule meno della metà del Cabernet. Per questo le grandi piogge nel momento della vendemmia, quando la buccia è ormai delicatissima, hanno effetti disastrosi. Per la stessa ragione i cloni più qualitativi di Sangiovese hanno grappoli piccoli e quindi meno aggredibili dalla muffa. Ancora per proteggersi dalla muffa, la terribile botrite, i vignaioli di Montalcino usavano sfogliare le viti scoprendo i grappoli. Una pratica che permetteva all’uva di asciugarsi velocemente dopo le piogge ma oggi espone i grappoli alle scottature per qui è del tutto sconsigliabile, soprattutto su lato più esposto al sole.
Montalcino ha poche zone con culture irrigue e pochi frutteti concentrati a Sud Ovest. Insieme all’ottima ventilazione, il clima secco e la mancanza dei moscerini suzukii provenienti da frutteti sono elementi determinanti per la sanità dell’uva.
E’ sbagliata la convinzione che usando più prodotti chimici l’uva sia maggiormente protetta dalle muffe e dai parassiti. Anzi è il contrario

                                                                                               

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