Forum: vino e tanto altro

Michel Rolland esce di scena; la fine di un’epoca

Michel Rolland e Robert Parker, sono stati protagonisti assoluti del mondo del vino per trent’anni. Molto, forse troppo influenti hanno spinto verso la qualità

 

di Donatella Cinelli Colombini

Michel-Rolland-consulente-enologo-si-ritira

Michel-Rolland-consulente-enologo-si-ritira

L’annuncio arriva all’inizio di maggio e lascia tutti a bocca aperta: Michel Rolland e sua moglie Dany cedono la società di consulenza da loro fondata nel 1973 a Bordeaux, alle persone che ci lavorano e che saranno dirette dai collaboratori storici del famoso enologo francese: Julien Viaud, Mikael Laizet e Jean-Philippe Fort.

 

CHI E’ MICHEL ROLLAND ENOLOGO VOLANTE

Sembra un normale pensionamento ma non lo è perché Michel Rolland è stato per trent’anni l’enologo più potente e ascoltato nel mondo. Talmente influente da cambiare lo stile del vino a livello planetario. Il primo vero flying winemaker con consulenze in un centinaio di cantine di alta fascia in oltre 20 Nazioni. Lui stesso possiede una decina di tenute a Bordeaux, in Argentina, in Spagna e in Sud Africa.
I suoi laboratori sono in grado di seguire tutte le fasi della vigna e della cantina. Aerei ed elicotteri per spostarsi incessantemente ed un’organizzazione quasi militare per accorciare i tempi che arrivava persino nel guardaroba personale di Rolland, permettendogli di fare le valigie in pochissimi minuti.
Oltre a questo, un rapporto forte con la stampa più importante e il mondo dei grandi négociant, cioè degli intermediari commerciali, broker del vino capaci di muovere mercati, aste e collezionisti.
Un’influenza così enorme sugli opinion maker da trasformare le scelte di Michel Rolland in favore di vini muscolari con alti estratti e forte impronta di legno nuovo, nei  sinonimi di alta qualità e di successo.

 

E’ la senese Carlotta Salvini la TOP sommelier FISAR

Due lauree, ottima assaggiatrice, spigliata e poliglotta, Carlotta Salvini senese della Contrada della Torre è la migliore sommelier d’Italia 2019 FISAR

 

Carlotta Salvini miglior sommelier FISAR 2019

Carlotta Salvini miglior sommelier FISAR 2019

Di Donatella Cinelli Colombini

Ha 31 anni, una laurea in agraria e una in enologia, ha superato i tre livelli WSET, parla perfettamente inglese e, dal 2016, è Sommelier Fisar. Lavora a Felsina, in Chianti Classico dove dirige la wine hospitality e ora,  durante il periodo di quarantena covid ha rilasciato una video intervista a Marco Montemagno, il mitico Monty, che ha lasciato tutti di stucco per la simpatia, la competenza, l’entusiasmo, la chiarezza espositiva con cui ha parlato di vino ad un pubblico internazionale che segue Montemagno soprattutto per ascoltare marketing e economia.

 

CARLOTTA SALVINI MIGLIOR SOMMELIER FISAR 2019

Ma chi è Carlotta Salvini, la giovane donna che è salita sul gradino più alto dei sommelier FISAR 2019? E’ nata a Siena ed è entrata nel mondo del vino, come tanti studenti, partecipando alla vendemmia.

Carlotta Salvini miglior sommelier FISAR 2019 da Marco Montemagno

Carlotta Salvini miglior sommelier FISAR 2019 da Marco Montemagno

La competizione al titolo nazionale 2019 è avvenuta il 16 novembre nell’acquario di Livorno in occasione del XXVI concorso Miglior sommelier d’Italia Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori). Un concorso a cui Carlotta partecipava in rappresentanza della delegazione di Siena Valdelsa. C’erano una prova scritta di conoscenza sui vini, una prova pratica sulla tecnica di servizio e degustazione, infine una prova orale nella quale è importante anche l’aspetto di comunicazione. I candidati dovevano descrivere un vino assaggiato al buio.

 

28 tecniche di persuasione spiegate da Montemagno

Trucchi psicologici di marketing in cui tutti cascano, spiegati da uno dei guru della comunicazione internet: il super influencer Marco Montemagno

 

Marco Montemagno

Marco Montemagno marketing e web

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Guardate Marco Montemagno on line?
No? Male, guardatelo e vi aprirà gli occhi sul mondo e sul nuovo.
Montemagno detto Monty, faceva l’avvocato in Lombardia, oggi vive in UK, ha 4 figli e propone tutorial e interviste on line. Ha scritto il libro di business più venduto nel 2019. E’ uno degli influencer più seguiti e più capaci di aprire la mente a chi lo ascolta.
Marco Montemagno ha riassunto in uno spassosissimo video, che vi invito a guardare, le principali tecniche usate per vendere prodotti via internet. Qui l’elenco in modo da lasciarvi qualcosa di scritto, ma non privatevi del piacere di ascoltare Marco e la sua consueta ironia.

 

Enoteche: meno shopping e più talent scout

Le enoteche continuano ad aumentare in Italia, sono 7.209 e diventano luoghi di intrattenimento e scoperta assumendo un’importanza decisiva per il turismo

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Enoteche crescono di numero e di competenze legate al turismo. Andrea Gori Da Burde

di Donatella Cinelli Colombini

Nel turismo moderno le enoteche hanno un ruolo chiave perché l’esperienza enogastronomica è ormai un must del viaggio. Basti pensare che nel 2006 solo il 17% dei turisti faceva un’esperienza di cibo e vino mentre oggi si tratta del 95%, così come è cresciuta, oltre la metà del totale, la quota di quelli che decidono la destinazione del viaggio in base alle proposte golose che offre (3° Rapporto sul turismo enogastronomico di Roberta Garibaldi).

IL RUOLO DELLE ENOTECHE NEL TURISMO MODERNO

In altre parole la presenza di enoteche che organizzano degustazioni o assaggi combinati di vini e cibi tipici così come la possibilità di scoprire e comprare le bottiglie di piccole cantine eccellenti difficilissime da trovare sul mercato, costituisce un elemento di grande arricchimento della scoperta dei luoghi visitati e un modo di conoscerli più profondamente. Ovviamente questo ha significato un drastico cambiamento delle rivendite di vino dove è ormai molto frequente trovare personale poliglotta e sommelier capaci di trasformare una degustazione verticale in un’esperienza emozionate e arricchita da storytelling.

Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

MENTRE I NEGOZI CHIUDONO LE ENOTECHE APRONO

Un “cambiamento di pelle” salutare e premiato con una crescita numerica delle enoteche che perdono l’aspetto di luoghi di shopping per trasformarsi nel posto in cui trovare nuovi amici e condividere con loro momenti unici legati al vino.  Potrebbe essere questa la ragione dell’aumento, mentre il settore del commercio al dettaglio vive, in Italia, il suo periodo più nero con la chiusura di 14 attività commerciali al giorno nel 2019 per un totale veramente impressionante: -0,4% delle vendite, meno un miliardo di business, meno 32.000 negozi dal 2011.

Weekend d’estate tra i vigneti toscani

Due notti e due cene alla Fattoria del Colle nella Toscana più autentica dove gli spazi sono grandi e ogni dettaglio è curato per dare sicurezza ed emozione

 

Fattoria-del-Colle-soggiorni-brevi-in-agriturismo

Fattoria-del-Colle-soggiorni-brevi-in-agriturismo

Nella campagna più bella per trascorrere un weekend in una vera fattoria con quattrocento anni di storia tra vigneti, oliveti e panorami mozzafiato. La Fattoria del Colle propone soggiorni in camere con bagno e appartamenti o con spazi esterni riservati e attrezzati per pranzare. Un’accurata sanificazione interna ed esterna garantirà la sicurezza dei visitatori. Tuttavia, per evitare possibili contaminazioni, ancora non vengono effettuate le pulizie giornaliere ma solo la consegna della biancheria di ricambio.

 

RIGENERARSI ALL’APERTO, VISITE CON ASSAGGIO E CENE A TEMA

3 parchi attrezzati in cui godere il sole, il panorama e la quiete della campagna, una piscina, 3 percorsi di trekking segnalati da cartelli dedicati alla scoperta della natura, un percorso di trekking incentrato sulla vite.

 

DOC ORCIA BIO LEONE ROSSO 2018

Primo vino DOC Orcia BIO di Donatella Cinelli Colombini è il Leone Rosso 2018, quasi un Super Tuscan a base di  Sangiovese e Merlot

 

Orcia DOC 2018 Leone Rosso Fattoria del Colle Donatella Cinelli Colombini

Orcia DOC 2018 Leone Rosso Fattoria del Colle Donatella Cinelli Colombini

IL LEONE RAMPANTE E GLI ANTENATI DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Il nome del vino ed il leone rampante nella sua etichetta si riferiscono allo stemma degli antenati di Donatella Cinelli Colombini, che nel 1592 costruirono la Fattoria del Colle dove nasce questo vino. Si tratta di un’antica e ricca famiglia toscana di giuristi e filosofi, i Socini o Sozzini. I nomi di Lelio (1525-1562) e Fausto (1539-1604) Socini sono scritti nei libri di filosofia fra i liberi pensatori per la loro opposizione alla Chiesa e i loro scritti sul dogma della Trinità. Purtroppo queste loro convinzioni, li resero famosi, ma li ridussero in povertà perchè furono scomunicati e i loro beni furono confiscati. La Fattoria del Colle tornò di proprietà della famiglia solo nel 1919 quando fu acquistata dal nonno di Donatella, l’Ingegner Livio Socini.
Ancora oggi lo stemma della famiglia, con il leone rampante, è visibile negli ingressi e nei soffitti della villa del Colle.

 

Che cos’è la consistenza di un vino

Il corpo, la pienezza, in altre parole la consistenza di un vino è spesso usata fra i descrittori di grandi bottiglie. Vicki Denig ci aiuta a capire come nasce

 

Consistenza dei vini Venica e Venica con AGIVI

Consistenza dei vini Venica e Venica con AGIVI

di Donatella Cinelli Colombini

La usano enologi, sommelier, critici per vini di ogni parte del mondo ma spesso i wine lovers hanno difficoltà a capire il significato della parola consistenzatexture riferita a un vino anche perché è un liquido, mentre normalmente la consistenza viene usata per i solidi.

 

I VINI CON MAGGIORE CONSISTENZA HANNO PIU’ STRUTTURA

In effetti la consistenza di un vino dipende dalle sostanze che lo compongono e non sono acqua. Come si sa, il vino contiene il 75-85% di acqua, una componente di alcol che generalmente va dall’11 al 15%, i polialcoli (come la glicerina con il suo effetto di morbidezza) e un gruppo di sostanze diverse come acidi, tannini e polifenoli.
I vini con maggiore consistenza hanno un movimento più lento nel calice, tendono a fermarsi subito dopo che la mano ha smesso di imprimere un movimento rotatorio e lasciano archetti ben visibili. Tutti indici di alta densità e quindi di struttura potente del vino.

Consistenza dei vini Gravner

Consistenza dei vini Gravner

Elementi che, da soli, non garantiscono la qualità, se non associati a finezza e eleganza, ma possono essere un buon punto di partenza per un wine maker capace.

 

LA CONSISTENZA DEL VINO NASCE NELLA VIGNA MA ANCHE IN CANTINA

Ovviamente gran parte della consistenza arriva dal terroir e dal vitigno così come dal livello di maturazione dell’uva nel momento della vendemmia. Ma anche l’enologia può fare la sua parte ed è proprio qui che si appunta l’attenzione di Vicki Denig, in un delizioso articolo di Wine Searcher, che vi invito a leggere.

 

I First growth di Bordeaux oggi sarebbero 11

Quanti sarebbero i first-growth di Bordeaux se la classifica del 1855 fosse fatta oggi? 11 Châteaux e non solo i primi 4 Lafite, Latour, Margaux e Haut Brion

 

di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Montalcino

 

Firist Growth Chateau Lafite Rothschild

Firist Growth Chateau Lafite Rothschild

La classifica degli Chateaux della riva destra di Bordeaux fu redatta nel 1855 su richiesta di Napoleone III che voleva presentare i migliori vini della nazione all’Esposizione Universale di Parigi in programma quell’anno. I commercianti, basandosi sui prezzi delle ultime 5 annate, divisero le cantine bordolesi su 5 livelli di qualità. Il più prestigioso, quello dei Premier Grand Cru Classé‎ – oggi più conosciuti come first growth – comprendeva 4 cantine: Château Lafite, ora Château Lafite Rothschild, Château Latour, Château Margaux e Haut-Brion. Ad essi è stato aggiunto nel 1973 Mouton, ora Château Mouton Rothschild a Pauillac.

 

DAL 1855 LA CLASSIFICA DEGLI CHATEAUX DI BORDEAUX E’ RIMASTA QUASI LA STESSA

Nel corso degli anni sono stati fatti vari tentativi di rivedere la classifica ma nessuno di essi è mai stato accettato. I valori immobiliari e il prezzo dei vini è talmente collegato alla lista del 1855 che, in realtà, cambiarla comporta enormi problemi a troppe persone: dai proprietari delle cantine e dei vigneti, ai commercianti che hanno comprato i vini en primeur, ai ristoranti che hanno le bottiglie in carta fino ai wine lovers che li tengono in cantina per investimento.

 

First Growth Chateau Mouton Rothschild

First Growth Chateau Mouton Rothschild

LIV-EX RICALCOLA OGGI LA CLASSIFICA DEGLI CHATEAUX  CON LO STESSO SISTEMA DEL 1855

Non per questo è impossibile fare una proposta e Liv-Ex, commentato da Rebecca Gibb su Wine Searcher, ha pubblicato la nuova lista dei vini di Bordeaux ottenuta oggi usando lo stesso metodo adottato dai commercianti nel 1855, cioè guardando il prezzo delle bottiglie delle ultime 5 annate. Liv-ex è un portale che assomiglia a quelli della borsa perché propone affari e statistiche sui vini più cari del mondo.

 

Quali etichette di vino piacciono on line?

Con la crescita dell’e-commerce del vino cresce il bisogno di capire i colori e la grafica da usare nelle etichette dei vini destinati al commercio on line 

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di Donatella Cinelli Colombini

I problemi sono tre: la riconoscibilità della bottiglia che deve apparire identica a quella reale per non sembrare contraffatta, i colori che cambiano leggermente nel digitale e la grafica che ha bisogno di maggiore semplicità per colpire l’occhio del consumatore anche attraverso il piccolo schermo del telefonino.

LA PERCEZIONE DELLE ETICHETTE DESTINATE ALL’E-COMMERCE

Purtroppo esistono pochissimi studi sulla percezione delle etichette on line. Nessuno poteva immaginare che l’e-commerce diventasse, in pochi mesi, un canale di vendita determinante, soprattutto per i vini premium. Ovviamente tutti speriamo nel superamento dell’epidemia covid e nella prossima riapertura dei ristoranti nella forma ante-epidemia, tuttavia è molto probabile che la quota di vino venduto on line rimanga molto più alta rispetto ai volumi raggiunti prima del lockdown. Per questo diventa importante capire come cambia la percezione dell’etichetta e il comportamento d’acquisto del consumatore di vino fra reale e virtuale.

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Il primo problema è la sensazione di autenticità.

L’IMPORTANZA DELLA CORRISPONDENZA FRA LA BOTTIGLIA REALE E LA SUA IMMAGINE VIRTUALE

Il consumatore può avere il dubbio che la bottiglia sia falsa perché il colore cambia tra il reale e il virtuale. Nelle tipografie la tavolozza parte da 4 colori: ciano, magenta, giallo e nero. Persino i metalli come oro e argento hanno la stessa origine. I dispositivi elettronici utilizzano rosso, verde e blu arrivando a una gamma finale più limitata che non comprende i metalli come bronzo o oro. Il risultato è simile ma non uguale anche perché alcune tinte appaiono più sature.
Secondo alcuni studiosi questa incertezza potrebbe dissuadere all’acquisto e rimanere nell’inconscio del consumatore come elemento negativo verso quel vino e quel brand.

TripAdvisor e le recensioni false

Il Centro recensioni di TripAdvisor contro i commenti falsi ma anche come servizio di marketing a pagamento perchè chi risponde alle recensioni attrae i clienti

 

Matteo Scibilia

Matteo Scibilia strappa il certificato TripAdvisor

di Donatella Cinelli Colombini

TRIPADVISOR NON CANCELLA LE RECENSIONI FALSE

Circa 4 anni fa un ex dipendente della Fattoria del Colle pubblicò due recensioni identiche usando due account diversi lamentandosi di una festa di battesimo che non è mai stata organizzata. Sottoponemmo la questione a TripAdvisor che si rifiutò di cancellare le recensioni anche se erano evidentemente false. Tantissimi ristoranti hanno avuto problemi simili al mio. Per non parlare del clienti che minacciano di scrivere una recensione negativa mentre chiedono uno sconto lamentandosi di un piccolo disservizio descritto come la tragedia che ha rovinato la loro vacanza …. Se a questo aggiungiamo le recensioni “a pagamento” vendute dalle reputation agency, per sostenere ristoranti e alberghi (non dimentichiamo la condanna a 8 anni di reclusione del tribunale di Lecce) otteniamo una specie di Far West pieno di trappole.

 

66 MILIONI DI RECENSIONI E SOLO IL 4,7% CANCELLATE DA TRIPADVISOR

Fattoria del Colle ristorante agrituristico

Fattoria del Colle e TripAdvisor

Fra i 66 milioni di recensioni 2018 nella piattaforma solo il 4,7% è stato respinto o rimosso perché falso (2,1%) con il risultato che TripAdvisor si è trasformato da uno strumento di trasparenza in un’arma per ricattare, truffare oppure dare sfogo all’aggressività tipo gli ultras del calcio. Il nocciolo della questione è l’anonimato di chi scrive le recensioni, agevolato dalla legge sulla privacy e difeso dalla dirigenza TripAdvisor. Nei fatti è alla base dell’esplosione di violenza verbale di chi usa le recensioni per darsi importanza con gli amici.

 

CENTRO RECENSIONI TRIPADVISOR COME STRUMENTO DI TRASPARENZA E MARKETING

Ed ecco che nasce il Centro Recensioni di TripAdvisor che dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, arginare le recensioni non autentiche. Il progetto arriva dopo un 2019 italiano caldo, per la celebre piattaforma dei viaggi, con il giudizio definitivo del Consiglio di Stato di multare TripAdvisor per pubblicità mendace: l’azienda – ha stabilito la sentenza di luglio 2019 – non può promuovere le proprie recensioni come “vere e autentiche”, perché non è in grado di garantire l’autenticità di un commento, nonostante gli sforzi per monitorare i numerosissimi contenuti pervenuti ogni giorno. Il punto interrogativo su TripAdvisor diventa una sentenza non più appellabile.

 

Gestire male la ripartenza è peggio dell’epidemia

Camere per turisti da sanificare come quelle ospedaliere, costi di gestione dei ristoranti tripli degli incassi …. La ripartenza dopo il covid è difficile

di Donatella Cinelli Colombini

Ripartenza-addetti-al-turismo-Istituto alberghiero Artusi

Ripartenza-addetti-al-turismo-Istituto alberghiero Artusi

Le difficoltà maggiori sono nelle strutture ricettive e di ristorazione. Dopo il covid la produzione in fabbrica oppure in ufficio è ricominciata anche se con forti riduzioni nei fatturati, nel numero degli addetti e negli orari …. Anche le attività commerciali stanno facendo passi avanti ….

RIPARTENZA: SERVE UNA CABINA DI REGIA NAZIONALE PER IL TURISMO

Il settore più colpito è sicuramente il turismo che da solo vale il 16% del PIL e contiene oltre 2,5 milioni di addetti.
Varrebbe la pena creare una cabina di regia sul turismo che affianchi il Consiglio dei Ministri nelle sue decisioni. Non esiste un ministero, che è stato soppresso dal referendum del 1993 e nello sterminato organo tecnico istituito per consigliare il Presidente Conte mancano esperti di turismo. Invece, ora più che mai, servirebbe un regista unico che indirizzi la politica nazionale e coordini gli assessorati regionali del turismo e dell’agricoltura visto che agriturismo e enoturismo fanno capo alle istituzioni rurali.

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La prima necessità è dunque l’unità di intenti.
Poi ci vuole velocità di decisione e di intervento.

SALVARE ALBERGHI E STRUTTURE RICETTIVE CON LE PROSPETTIVE DI LAVORO DEI LORO DIPENDENTI

Bisogna evitare che gli alberghi con l’acqua alla gola diventino facili prede per i network criminali pieni di soldi, come mafia e camorra, oltre che, di investitori asiatici a caccia di affari nell’ultralusso.
La riluttanza del Governo a sostenere finanziariamente le imprese e, all’opposto, la propensione a puntare sull’assistenza potrebbe avere effetti disastrosi. Lasciare collassare le imprese turistiche trasformerebbe un problema congiunturale legato al covid in un problema strutturale di dimensioni enormi. Costa meno salvare le imprese ora, anche con liquidità a fondo perduto, che creare posti di lavoro in sostituzione di quelli perduti. Avete presente quello che è successo con Alitalia e quanto è costato? Nel caso della ricettività turistica la dimensione è molto più grande.

Accoglienza sicura dei turisti nelle aziende del vino

Istruzioni per organizzare l’accoglienza dei wine lovers nelle aziende del vino nel periodo covid. Tutto cambia per rimanere quasi come prima

Accoglienza-sicura-in-cantina-in-epoca-covid

Accoglienza-sicura-in-cantina-in-epoca-covid

Di Donatella Cinelli Colombini

Tanti problemi e costi nell’accoglienza sicura in cantina all’epoca del covid. Qui di seguito elenco alcuni elementi utili a produttori e futuri enoturisti
Il lockdown ha sicuramente costretto tutti a una maggiore familiarità con la comunicazione internet e gli acquisti on line, circostanze che rendono meno ostica la necessità di prenotare la visita nelle cantine. Un’operazione che può avvenire per telefono ma verosimilmente è destinata a passare soprattutto attraverso il mezzo elettronico.

L’USO DEL WEB PER LE PRENOTAZIONI E LE RACCOMANDAZIONI

Il maggior problema del distanziamento sociale riguarda infatti la gestione delle visite che, soprattutto gli italiani,

Accoglienza-sicura-in-cantina-in-epoca-covid

Accoglienza-sicura-in-cantina-in-epoca-covid

tendevano a decidere estemporaneamente una volta arrivati nei territori del vino. E’ proprio su questo elemento che l’alleanza pubblico-privato, con l’utilizzo dei portali regionali, potrebbe essere determinante al fine di aumentare la visibilità e l’accesso ai luoghi di produzione.
Contestualmente alla prenotazione il wine lover inizia a ricevere le raccomandazioni che ormai suonano come un ritornello ben noto: indossare la mascherina, mantenere le distanze dalle persone non appartenenti al proprio nucleo familiare, lavarsi e igienizzarsi le mani con frequenza …..
Raccomandazioni che il turista troverà anche all’arrivo nell’azienda di produzione enologica. E’ infatti necessario guidarlo secondo un percorso che esclude le parti produttive della cantina e lo indirizza verso il punto di accoglienza con cartelli e distanziatori. Prima di incontrare il personale aziendale troverà altre infografiche e gli igienizzanti per le mani come ormai è abituato a incontrare ovunque. E’ importante che la cantina registri i visitatori (con data e orario) in modo da poterli rintracciare nel caso sia necessario segnalare loro un episodio di contagio. Ovviamente, questa documentazione è soggetta alle stesse norme sulla privacy di qualunque archivio di nomi presente in azienda. 

IL NUOVO TURISMO DEL VINO 2020

Degustazioni e pranzi all’aperto, pic nic, trekking nei vigneti, vendita del vino, questi sono i nuovi punti forti del turismo del vino 2020

 

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Trekking nei vigneti – Fattoria del Colle – Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

Nel momento in cui la visita fra tini e botti è pressoché impossibile  sono privilegiate le zone con i paesaggi più belli e incontaminati; quelle che già avevano tracciato e palificato la sentieristica, le cantine che possiedono spazi esterni per servire pasti e assaggi, oppure avevano i segway per visitare le vigne come Argiolas o i cavalli come il Castello del Trebbio … Ma l’Italia del vino è ricca di luoghi bellissimi e panoramici che, in questa occasione possono trovare una riqualificazione. La cosa importante è valorizzare i punti forti di ogni azienda e cercare di diversificarsi dalle altre; magari organizzando piccoli appuntamenti a tema come la passeggiata nei vigneti con l’agronomo, il safari fotografico e i selfie del vino …
Gli investimenti e le nuove proposte turistiche vanno pensati come qualcosa che rimane anche dopo il periodo covid per non bruciarli in pochi mesi e per non appesantire la lista delle spese in un periodo con pochissimi incassi.

 

PIU’ WEB PER PRENOTARE E COMUNICARE CON I TURISTI DEL VINO

Altra premessa riguarda la comunicazione, perché ancora prima di organizzare l’offerta enoturistica bisogna lavorare alla sua divulgazione e commercializzazione. L’uso del web, come canale privilegiato della comunicazione turistica, ha accorciato i tempi ma non per questo è possibile rimandare l’azione on line fino all’ultimo momento.

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Trekking nei vigneti – Casato Prime Donne – Montalcino

C’è tuttavia una circostanza favorevole: se infatti, prima dell’epidemia, l’escursionista partiva per la destinazione di viaggio quasi sempre con un solo indirizzo prefissato, adesso, con la necessità di prenotare le visite, deve necessariamente organizzarsi in anticipo. Circostanza questa che avvantaggia enormemente chi è ben indicizzato e ha un alto numero di giudizi favorevoli, per cui esce fra i primi nei grandi portali turistici.

 

FARE SQUADRA PER FAR RIPARTIRE IL TURISMO DEL VINO

Una raccomandazione che conviene ribadire, riguarda l’opportunità di lavorare in gruppo, collegandosi con le associazioni enoturistiche come Movimento Turismo del Vino, le Strade del Vino, gli organismi preposti alla promozione turistica a livello locale e regionale. La squadra moltiplica le opportunità dei singoli per cui conviene monitorare le iniziative proposte da enti pubblici o associazioni e, nei limiti del possibile, inserire i propri programmi aziendali in network più grandi e più visibili.

 

ENOTURISMO COVID SENZA VISITE IN CANTINA

Alleanza fra imprese e istituzioni per rilanciare l’enoturismo, mentre le visite alle cantine offriranno solo assaggi all’aperto e  trekking nei vigneti

 

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Antinori Cantina del Chianti Classico – Bariccaia

di Donatella Cinelli Colombini

SERVE UN’ALLEANZA FRA IMPRESE E ISTITUZIONI PER RILANCIARE L’ENOTURISMO

Sostituire velocemente il turismo straniero diretto ai territori del vino con visitatori italiani richiede uno sforzo congiunto di istituzioni e imprese.
Rimettere in funzione l’attrattore turistico costituito dal vino significa far ripartire una grossa fetta dei flussi diretti alle zone interne dell’Italia. Un’operazione complessa che richiede l’impegno delle cantine nel riorganizzare la propria offerta; ma insieme ha bisogno delle istituzioni perché attivino azioni di comunicazione di notevoli dimensioni e facciano un miglior utilizzo di network già esistenti.
Potrebbe essere strategica la comunicazione attraverso la radio televisione pubblica: Decanter Radio2, Eat Parade TG2, LineaVerde RAI1 …. Per proporre i territori del vino come destinazioni turistiche alternative, meno affollate e più salutari perché capaci di offrire scenari naturali e sport all’aria aperta.

Capezzana-cantina

Capezzana Cantina

Altrettanto importante sarebbe la riorganizzazione della proposta enogastronomica all’interno del portale Italia.it di ENIT, dove l’offerta enogastronomica è davvero misera. Servirebbe che esso si collegasse a database capaci di offrire proposte di viaggio attrattive come quelle presenti nei siti turistici di alcune Amministrazioni regionali, del Movimento Turismo del vino e delle sue associazioni regionali come quella toscana.
Da non sottovalutare la possibilità di accordi con i grandi portali del turismo come Expedia, TripAdvisor, Booking, ….. e anche con i sistemi di navigazione e georeferenziazione, affinchè l’offerta enogastronomica sia più visibile e abbia un’accessibilità più immediata.

 

Quando un vino è verticale, rotondo oppure angoloso

Fra i descrittori di un vino ci sono quelli tattili come setoso e ruvido, ma anche quelli geometrici ad esempio pieno, verticale, lungo e corto. Vediamo questi ultimi

di Donatella Cinelli Colombini

Vino lungo Vin Santo Toscana Fattoria del Colle

Vino lungo Vin Santo Toscana Fattoria del Colle

Le parole usate per descrivere un vino sono spesso un linguaggio cifrato, da addetti ai lavori, anche perché dipendono da caratteristiche dell’uva o del processo produttivo che non tutti conoscono.
I wine lovers non devono preoccuparsi, la cosa importante è che il vino piaccia a chi lo beve. Deve dargli piacere ed emozione, tutto il resto conta poco. Tuttavia, conoscere le parole che descrivono un vino serve per scrivere le recensioni su Wine Searcher o Vivino oppure per il commento alla foto postata nei social.
E’ facile, più ovvio e intuitivo di quanto si immagina.
Qui vorrei spiegare i termini che, nella descrizione del gusto del vino, arrivano dalla geometria.

VINO AMPIO

Viene usato soprattutto per i profumi. Ampio quindi grande. Indica il profumo intenso e pieno di suggestioni, che richiama tante cose diverse come frutta esotica, spezie, caffè, tostato ….

Vino con profumi ampi Brunello Riserva 2008 Donatella Cinelli Colombini

Vino con profumi ampi Brunello Riserva 2008 Donatella Cinelli Colombini

VINO ANGOLOSO – SPIGOLOSO

La sensazione in bocca è spiacevole come un corpo troppo piccolo da cui sporgono delle punte. In genere si tratta di vini disarmonici dove la componente acida rimane troppo evidente. Servendo il vino a una temperatura più elevata il problema, generalmente, si risolve.

VINO CORTO – LUNGO

Il vino è corto se il sapore finisce appena viene deglutito mentre è lungo se lascia la bocca ben saporita per diversi secondi. Per capirlo pensate al cioccolato fondente che è molto lungo.

VINO PIENO

In bocca ha un effetto di consistenza simile a quello di un cibo specialmente al centro. Indica vini di grande struttura e intensità. Quando si accompagna all’armonia siamo al top

                                                                       

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