Forum: vino e tanto altro

Gli assaggi bendati del vino vanno aboliti?  

L’assaggio bendato dei vini è molto criticato, perché diverso da ogni altro parere critico ma soprattutto lontano dal sentiment dei consumatori

 

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assaggi bendati dei vini

di Donatella Cinelli Colombini

Trovo su WineBusiness un articolo di Robert Joseph, celebre critico enologico inglese, che riassume uno studio dei Behavior Architects (Cambridge Wine Blogger) sulla reazione dei consumatori ai marchi. Dimostra in modo incontrovertibile che il collegamento immaginario fra le caratteristiche del prodotto e il brand è più forte di quello reale. Avviene così che la consumatrice del balsamo per tessuti Lenor a cui è stato dato lo stesso prodotto in una confezione anonima sia convinta che i vestiti non abbiano lo stesso odore. Di fronte a una confezione di acqua Evian senza etichetta, il consumatore era addirittura spaventato e chiedeva <<cosa c’è dentro?>>. Stessa cosa con il te, la cioccolata …. La prospettiva di comprare prodotti senza marchio appariva a tutti angosciante. Alla fine anche Robert Joseph, convinto sostenitore dell’assaggio bendato, ammette che il contesto e l’eleganza cui è servito un vino influenzano anche gli assaggiatori professionisti.

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degustazione bendata durante il concorso enologico a Bruxelles

 

L’ASSAGGIO BENDATO E I CRITICI DEL VINO

Non c’è dubbio. Infatti un gran numero di vini ultrapremium sono stati “costruiti” con campagne di comunicazione e marketing basate sul lusso.
L’argomento è caldo ed è da anni al centro delle polemiche. Per questo è stato ripreso da Oliver Styles su WineSearcher. La sua riflessione parte dal confronto con i giudizi degli altri critici che valutano un film, un libro o un’opere d’arte tenendo conto dei nomi di tutti gli artisti coinvolti. Nessuno trova questo scandaloso allora perché il giudizio sul vino non dovrebbe tenere conto della cantina d’origine? E infatti Styles si spinge oltre ricordandoci che i ratings dei vini en primeurs a Bordeaux sono attribuiti nella piena consapevolezza dei nomi degli Chateau perché conoscere <<il “pedigree” di una tenuta come viene spesso chiamato, è un aspetto estremamente importante per valutare la capacità di un vino di invecchiare>>.

 

Il turismo interno riparte dai peccati di gola

Il 92% delle eccellenze alimentari Dop e Igp, così come il 79% delle denominazioni del vino sono in 5.498 piccoli Comuni italiani prevalentemente piccoli

 

Cammini-d'Italia-Francigena-sopralluogo del Comune di Siena

Cammini d’Italia – Francigena – sopralluogo del Comune di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini

Fondazione Symbola ed Ifel (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dell’Anci) cercano di fotografare le caratteristiche di queste aree dove la produzione di eccellenze enogastronomiche e il turismo aveva creato una nuova economia arrestando persino il calo demografico. L’occasione è la presentazione del Rapporto sui “Piccoli Comuni e Cammini d’Italia” da parte di Ermete Realacci.

 

PICCOLI COMUNI E CAMMINI D’ITALIA CON TANTE DOP E IGP

Francigena, cammini e piccoli comuni in Italia

Francigena, cammini e piccoli comuni in Italia

I 44 cammini, 15.400 chilometri di itinerari a piedi  aiutano a capire le potenzialità dei piccoli insediamenti che, in occasione dell’epidemia covid, si sono rivelati il buen retiro di chi scappava dalle città per lavorare on line. Proprio lo smart working potrebbe essere lo strumento di ripopolamento e rivitalizzazione di queste aree, a patto che ci siano investimenti strutturali come la banda larga e che l’agroalimentare di eccellenza qui prodotto, con il turismo del gusto che ha generato, sia adeguatamente promosso e organizzato.
L’idea è grandiosa e parte da un’intuizione di Carlo Azelio Ciampi, ex Presidente della Repubblica, che Realacci sviluppa in una nuova proposta politica i cui i borghi rurali diventano un esempio di <<un’economia più a misura d’uomo che punta sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi>>.
Una ragione in più per difendere i piccoli comuni dando loro il ruolo di locomotore turistico dei territori interni <<in un mondo globalizzato se innoviamo senza indebolire la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia>>.

 

I sommelier più famosi del mondo

Sono forse i sommelier più famosi del mondo ma sono a fumetti Kami no shizuku storia di due fratelli che devono trovare 13 super vini per accaparrarsi l’eredità del padre

 

Brunello 2009 piastrella di Tadashi Agi, pseudononimo usato da Yuko and Shin Kibayashi

Brunello 2009 piastrella di Tadashi Agi, pseudononimo usato da Yuko and Shin Kibayashi

Di Donatella Cinelli Colombini

44 volumetti che hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo e per metà sono stati tradotti in inglese e francese. Kami no shizuku, questo il nome originale del manga giapponese che racconta una sfida sul vino.

 

KAMI NO SHIZUKU – THE DROPS OF GOD, IL FUMETTO GIAPPONESE SUL VINO

La storia inizia quando Shizuku Kanzaki (biondo e dall’aspetto più occidentale) riceve la notizia della morte del padre, grande esperto di vino che aveva messo insieme una collezione di bottiglie pregiate del valore di 20 milioni di Dollari. Per entrare in possesso di questa eredità Shizuku deve battere un giovane ma apprezzato wine critic, Issei Toomine (moro e con gli occhiali), che il padre aveva adottato poco prima di morire. La sfida si basa sull’identificazione di 12 vini chiamati apostoli e di un vino indicato come “Gocce di Dio”.

 

Kami-no-Shizuku- manga giapponese dedicato al vino

Kami no Shizuku – manga giapponese dedicato al vino

I DUE SOMMELIER A FUMETTI PIU’ FAMOSI DEL MONDO

Le disavventure di Shizuku Kanzaki hanno appassionato milioni di giovani giapponesi diffondendo la cultura e la moda del vino. Mi ha raccontato Michele Bernetti che quando uno dei vini Umani Ronchi apparve nel manga le vendite schizzarono alle stelle in Giappone.
L’importanza del fumetto per la diffusione del vino in Giappone spinse il Consorzio del Brunello a chiedere a Tadashi Agi, pseudononimo usato da Yuko and Shin Kibayashi per i disegni del manga, di realizzare la piastrella della vendemmia 2009 che è ora visibile sul muro esterno del Palazzo Pubblico di Montalcino. Non è il solo legame fra il manga giapponese e Montalcino, infatti uno dei 12 apostoli è il Brunello Poggio di Sotto. Ci sono altri vini italiani nella celebre sfida enoica e sono il Barolo Cannubi Boschis 2001 di Luciano Sandrone ed il Barolo Falletto 2001 di Bruno Giacosa.

 

Ripartenza: ristoranti e centri storici a rischio di morte

Avevamo 3 volte i locali da ristorazione della Francia con meno abitanti e meno turisti. Ora sono vuoti. Possiamo permetterci di improvvisare la ripartenza?

Di Donatella Cinelli Colombini

Alberto Lupini Italia a Tavola progettare la ripartenza

Alberto Lupini Italia a Tavola progettare la ripartenza

Ogni grande crisi, come una guerra o l’epidemia covid, produce un cambiamento permanente con Paesi, economie, imprese … che crescono e altre che affondano. In altre parole, finita l’epidemia tutti ci ritroveremo in una posizione diversa rispetto al passato e non è detto che sia migliore.

LA NECESSITA’ DI UNA RIPARTENZA BEN PROGETTATA

Ora il problema sono gli alberghi chiusi, i ristoranti vuoti, i disoccupati …. Lo shopping di attività da parte di network criminali che sta allarmando Prefetti e Sindaci….
Il prossimo inverno, le imprese con le casse vuote, si chiederanno cosa hanno davanti.
Una buona gestione della ripartenza e delle risorse UE potrebbe spingere l’Italia verso una riduzione dell’overtourism e l’intercettazione di un bel turismo, rispettoso del nostro patrimonio e disposto a spendere. Diversamente potremmo perdere terreno e diventare la destinazione delle masse e dei piccoli prezzi.

LE ANOMALIE DELLA RISTORAZIONE IN ITALIA E IL DISASTRO COVID

Alberto Lupini e Donatella Cinelli Colombini

Alberto Lupini Direttore di Italia a Tavola e Donatella Cinelli Colombini

Traggo da Alberto Lupini di Italia a Tavola una lucida e dettagliata fotografia di quello che era, quello che è e quello che potrebbe essere il comparto ristorativo in Italia. << Va rivisto un modello economico sbagliato e accettare l’idea che dobbiamo “asciugare” il comparto. È amaro doverlo scrivere, ma l’Italia in queste situazioni non può avere quasi 3 volte più dei locali della Francia>>.
Una divisione della torta dei consumi autdoor che non trova giustificazioni perché la Francia ha più abitanti e arrivi turistici dell’Italia (loro 66,9 milioni di abitanti e 86,9 milioni di arrivi turistici, noi 60,3 milioni di abitanti, 58,3 milioni di arrivi).

Poi è arrivato il covid e la situazione è diventata tragica. <<Fra bar e ristoranti almeno uno su dieci non ha riaperto…. per non parlare degli hotel che, salvo qualche località al mare o in montagna, hanno riaperto in non più di 3 casi su 10>>.
Nei centri storici si sommano la scomparsa dei turisti alla mancanza di chi lavora da casa in smartworking: statali, universitari e bancari in primis..
Una situazione che mette a rischio persino i 215 locali storici italiani veri “musei dell’ospitalità” che hanno scritto al Presidente Conte chiedendo aiuto.

Giornata mondiale della fotografia: impara il foodporn

19 agosto per la giornata mondiale della fotografia, Canon insegna le tecniche digitali e TheFork come fare le immagini del cibo cioè il foodporn

 

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Giornata della fotografia – Canon insegna a usare il digitale

Di Donatella Cinelli Colombini

La Giornata mondiale della fotografia è l’occasione per imparare come migliorare le proprie immagini o trasformarle in scenari da fiaba o video. Canon suggerisce <<lasciati ispirare>> ma poi introduce tecnologie capaci di creare storie, stampare sul tessuto …. Ecco qualche consiglio.

 

CANON 4 CONSIGLI PER LE FOTO DIGITALI

REGOLA LA LUMINOSITÀ: quando c’è molta luce la camera cercherà di ridurla automaticamente, per regolare l’effetto, bisogna usare i comandi presenti nella tavolozza strumenti di DPP.

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giornata della fotografia – TheFork insegna come fotografare il cibo

BILANCIAMENTO DEL BIANCO: è importante catturare i colori ad esempio trasformare un cielo grigio per rendere il paesaggio più suggestivo.
RISPARMIA TEMPO CON I SET PREDEFINITI: con gli ‘Stili Foto’ è possibile uniformare i toni dell’incarnato, aumentare il contrasto e rendere i volti più belli.
RITAGLIA E MIGLIORA LA COMPOSIZIONE: con la funzione ‘Ritaglia’ si può togliere dall’immagine tutto quello che disturba.

 

#winewindow in viaggio con le Donne del Vino

Le Donne del Vino lanciano un nuovo hashtag #winewindow destinato a diventare virale e unire chi ama i grandi vini e i paesaggio viticoli

Di Donatella Cinelli Colombini

 

#winewindow-Donne-del-Vino

#winewindow-Donne-del-Vino

Il progetto nasce da Fiammetta Mussio e dalle Donne del Vino del Piemonte e usa la bellezza dei paesaggi vitati italiani per attrarre un gran numero di wine lovers promettendo loro di incontrare le produttrici, fare trekking all’aria aperta, assaggiare grandi etichette e, ovviamente, fare shopping di bottiglie eccellenti. Nell’anno del covid mentre le cantine sono semichiuse alle visite, vigneti e panorami assumono un nuovo protagonismo turistico. #winewindow intende dunque valorizzare gli scenari agricoli dove il lavoro millenario dell’uomo ha disegnato il paesaggio con le sue diversità culturali e colturali trasformandoli in attrazioni turistiche.
Una bellezza che solo l’Italia riesce ad offrire a livello così alto e diversificato. Una bellezza che ciascuna Donna del Vino vede dalle sue finestre e diventa il fil rouge che unisce i grandi vini ai rispettivi scenari.

FOTO E VIDEO DEI PAESAGGI DEL VINO VISTI DALLA FINESTRA #WINEWINDOW

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#winewindow-Donne-del-Vino Fattoria del Colle Trequanda Toscana

Foto e video visti dalla finestra diventano l’oggetto di una campagna di comunicazione social che partirà dalle pagine Facebook e Instagram dell’associazione nazionale per diventare virale. Le immagini saranno accompagnate da una brevissima nota esplicativa e dai riferimenti aziendali. Nella logica di un enoturismo 2020 quasi interamente nazionale e anzi al 60% regionale (come affermato dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio delle Città del Vino), i testi saranno in italiano.

LE DONNE DEL VINO E LA LORO SENSIBILITA’ AMBIENTALE

Con questa iniziativa le Donne del Vino intendono ribadire l’importanza dell’ambiente, tema 2020 dell’associazione, mettendo l’accento sulla particolare sensibilità femminile per la sostenibilità. Già dal sondaggio effettuato fra socie, nel 2017, la percentuale di aziende biologiche e biodinamiche risultava di 6 punti superiore al dato medio nazionale. Nel caso di #winewindow il concetto di salvaguardia si estende al paesaggio e alle sue virtù rigenerative della psiche che hanno portato alla definizione di “terapia del paesaggio”.

E’ il momento di investire i risparmi in bottiglie?

Sono cari ma gli chateaux di Bordeaux hanno calato i prezzi del 30% promettendo bei guadagni a chi ci investe perché cresceranno più delle azioni

 

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Bordeaux – capitale francese del vino e del commercio del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Come disse Giovanni Agnelli << mal che vada, ve lo berrete>> ma le probabilità che invece i vini di Bordeaux aumentino di valore e l’attuale discesa dei prezzi inneschi un’ottima prospettiva di guadagno è più che probabile.

 

GLI CHATEAUX DI BORDEAUX CALANO I PREZZI EN PREMIERE DEL 30%

Cheval Blanc a Pauillac, la più celebre cantina di vini bianchi del mondo, ha dato l’esempio riducendo i listini 2019 del 30% rispetto all’anno scorso.
Ovviamente non parliamo di bottiglie a buon mercato e nemmeno di vini che possono essere immediatamente versati nel bicchiere perché si tratta di vendite en premiere cioè di vini che devono completare la maturazione in botte, poi essere imbottigliati e infine affinare una decina d’anni nel vetro prima di sprigionare tutto il potenziale qualitativo nato nella vigna. A comprarli sono i mitici négociant di Bordeaux che detengono le chiavi del mercato del super lusso enologico. Generalmente le valutazioni degli esperti e le contrattazioni commerciali avvengono durante la settimana dell’en primeur, organizzata ogni anno dall’Union des Grands Crus, che richiama a Bordeaux migliaia di professionisti del vino di tutto il mondo. Nell’attuale situazione di blocco dei viaggi, gli chateaux hanno spedito migliaia di campioni chiedendo ai loro clienti e critici di assaggiare i vini li dove si trovano.

 

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Bordeaux – Chateau Margaux

2019 OTTIMA ANNATA PER CHI VOLESSE INVESTIRE IN VINO INVECE CHE IN AZIONI

Il risultato è stato un giudizio entusiastico ma i prezzi sono stati comunque ridotti a causa della crisi innescata dall’epidemia covid e forse dei consistenti cali di vendite in Cina (-31%), secondo mercato delle etichette bordolesi, avvenuto già prima del Coronavirus.

Il calo dei listini apre un’opportunità per i wine lovers o i collezionisti che possono ora comprare le bottiglie dai négociant.
Sarà comunque un affare destinato a rendere anche se il ricarico dei buyers è consistente: i rivenditori hanno comprato una futura bottiglia di Mouton Rothshild 2019 a 282€ con il 30,8% in meno rispetto alla vendemmia 2018. Lo stesso vino viene offerto dai clienti di tutto il mondo a un prezzo di 3.588 Sterline per cassa cioè a una cifra più che doppia. Le bottiglie dei grandi chateaux francesi vengono infatti commercializzate in cassette di legno da 6 bottiglie. E’ una bella cifretta anche adesso ma comunque molto meno delle 5.112 Sterline della vendemmia 2018.

 

GIUDIZIO SUI VINI: ECCO QUELLI CINESI

Il giudizio sui vini si evolve con lo stile di vita e la cultura gastronomica dei mercati principali, è successo con gli USA e ora accade con la Cina

 

Giudizi cinesi sui vini - Cwe - nuovo rating in 10 punti

Cwe – sistema di giudizio cinese sui vini sulla base del gusto e il cibo cinese

di Donatella Cinelli Colombini

In ogni aspetto della civiltà umana esistono valutazioni che rimangono stabili e altre che variano. Pensate alla pittura, nessuno ha mani messo in discussione Raffaello, ma Caravaggio è rimasto un illustre ignoto fino alla metà del Novecento, per non parlare di Giotto e degli artisti medioevali che cent’anni fa venivano disprezzati come “primitivi”.

 

I GIUDIZI SUI VINI VARIANO A SECONDA DEI MERCATI PIU’ IMPORTANTI

Succede lo stesso nel vino: nessuno mette in discussione la classifica del 1855 con i 5 Bordeaux First Growth Lafite, Margaux, Haut Brion, Latour e Mouton ma ora il panorama dei vini super star è più ampio e mi riferisco a etichette come Sassicaia, Grange per non parlare del successo internazionale di denominazioni come il Brunello o di zone come la Nuova Zelanda.

I-cinesi-abituati-al-te-e-a-cibi-non-grassi-hanno-un-metro-di-giudizio-diverso-sul-vino

I cinesi abituati al te e a cibi non grassi hanno un metro di giudizio diverso sul vino

Il giudizio sul vino ha avuto un’evoluzione progressivamente più rapida collegandosi al cambiamento dello stile di vita e al gusto dei mercati più importanti. Ecco che quando il centro del business enoico è passato dall’Europa agli Stati Uniti, i giudizi sui vini sono radicalmente cambiati per la forte influenza di consumatori che amavano vini più opulenti e adatti a pasti più destrutturati e con cibi meno salati.
Come la crescita dei consumi USA ha portato con se l’influenza dei critici statunitensi – Robert Parker/WineAdvocate, Wine Spectator, Wine Enthusiast, Vinous, James Suckling … – con i loro giudizi in centesimi, la crescita di importanza del mercato cinese, che nel 2021 dovrebbe diventare il secondo del mondo,  porta con sè un prevedibile e anzi previsto sistema di valutazione cinese. Il nuovo rating si chiama Cwe – Chinese Wine Evaluator e si basa su un’approfondita analisi dei <<consumatori cinesi di vino, sulla loro cultura del cibo e le loro abitudini alimentari>>, come si legge sul sito della China Alcoholic Drinks Association.
L’obiettivo dei rating Cwe è quello di <<stabilire un sistema di punteggio che si adatti al consumatore cinese>> per rendere più facili le sue scelte e consentirgli <<di gratificare meglio le sue preferenze>>.

 

I GIUDIZI CINESI SUI VINI SONO IN DIECI PUNTI E SI CHIAMANO CWE

Quando dico che il sistema di valutazione cinese era previsto mi riferisco ai rumors in questo senso e al riferimento presente nella guida all’abbinamento fra i piatti cinesi e i vini italiani proposto due anni fa come parte del programma “Chinese Cuisines meet Italian Wines” sostenuto da Ice Pechino.

I PERSONAGGI PIU’ INFLUENTI E POTENTI DEL MONDO DEL VINO

Chi conta davvero nel mondo del vino? E chi ha un’influenza così grande da cambiare la storia mondiale del vino? Ecco i nomi di ieri e di oggi

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Le classifiche uscite negli ultimi anni sono numerose e tutte diverse. Ve ne propongo tre: gli uomini che hanno cambiato la storia del vino, i più influenti in USA primo mercato del mondo, infine chi conta nel vino in Gran Bretagna.

 

I PERSONAGGI PIU’ INFLUENTI NELLA STORIA DEL VINO

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Gli uomini che influenzano il mondo del vino – Robert Parker

La prima lista riguarda dunque un orizzonte temporale lunghissimo e le persone che hanno lasciato una traccia così forte da cambiare per sempre la storia. Ci arriva dalla The Oxford Companion to Wine un autentico repertorio dei personaggi di spicco nel panorama enologico fra i quali “The Street” ha tratto i TOP 10.

Primo, e non poteva essere altrimenti visto il suo carattere divino, Dioniso che leggendariamente insegna agli uomini il segreto della vinificazione.
Segue Dom Pérignon anche lui leggendario creatore dello Champagne visto che i dati storici attribuiscono i meriti a un numero maggiore di persone.
Thomas Jefferson ambasciatore in Francia e poi terzo Presidente Usa, egli conosceva e amava il vino, e mise le basi della produzione americana.
James Busby vero creatore del vino australiano.
Louis Roederer, cioè Cristal, l’uomo del mercato russo e dello Champagne di lusso.
TV Munson l’uomo che capì come salvare il vigneto europeo dalla fillossera innestando le marze sulle radici americane.
Louis Pasteur il genio francese che scoprì come conservare il latte, creare i vaccini e come avviene la fermentazione alcolica.

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Antonio Galloni – Vinous

Emile Peynaud padre dell’enologia moderna.
Jess Jackson fondatore di Kendall-Jackson.
Ultimo e quindi più recente fra gli uomini che hanno cambiato la storia del vino è Robert Parker.

 

CHI E’ PIU’ INFLUENTE NEL VINO IN USA

Passiamo alla seconda classifica tratta da Intowine.com che mette in fila i 100 personaggi che contano nel vino americano e scopriamo che il punto di vista è estremamente diverso da quello che potremmo aspettarci e punta direttamente sul business.
I° posto per Annette Alvares Peters che si occupa degli acquisti di tutti gli alcolici di Costco, il più grande rivenditore statunitense con 488 negozi per un fatturato di quasi quattro miliardi l’anno.
In seconda posizione Wayne Chaplin, presidente della Southern Glazer’s Wine & Spirits, un colosso da 9 miliardi di Dollari di giro d’affari concentrato nella distribuzione di bevande alcoliche di cui la metà ottenuti con il vino.
Nel terzo gradino del podio Tim Turner che guida Walgreen dal 2011. Non propone le piccole cantine ma i 150 grandi marchi del vino. E’ un pioniere del sistema wine delivery.

Addio a Sergio Zavoli

Un grandissimo giornalista e un grandissimo uomo, Sergio Zavoli lascia dietro di sé ammirazione, gratitudine e nostalgia. La mia testimonianza personale 

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli si è spento ieri a 96 anni. Era uno dei più grandi e innovativi giornalisti italiani.

Un uomo che ho conosciuto, a cui ho voluto bene e che mi ha insegnato cose fondamentali.
Di lui mi ricordo soprattutto due momenti. Il primo quando festeggiò alla Fattoria del Colle il suo compleanno e io feci preparare per lui la torta dal campione del mondo di pasticceria Rossano Vinciarelli. C’era la cena in onore dei vincitori del premio che organizziamo ogni anno e di cui Zavoli era uno dei giurati. L’apparecchiatura era elegante con fiori freschi, candelieri d’argento e menù scritti a mano. Quando spegnemmo le luci ed entrò il dolce con le candeline, Zavoli si commosse perché non se lo aspettava.

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

COSA MI HA INSEGNATO SERGIO ZAVOLI

Il secondo ricordo si colloca in un periodo per me molto triste per le grosse discussioni familiari. Eravamo nel cortile della Fattoria del Colle da soli, Sergio Zavoli mi prese per le spalle con entrambe le mani e guardandomi negli occhi mi disse <<non crederà che il suo talento non abbia un prezzo, tutto si paga e per ognuno c’è un prezzo diverso>>. Si riferiva all’imprevisto, ma impressionante successo del turismo del vino di cui ero la promotrice e che mi aveva proiettato sulle pagine di tutti i giornali italiani. Non ho mai dimenticato quelle parole e pur nella consapevolezza che la notorietà mi ha aiutato a far crescere l’azienda ho sempre saputo che aveva un pericoloso rovescio della medaglia.

 

Nell’enoturismo la Toscana vince ancora

Toscana prima destinazione enoturistica italiana con il 45% di preferenze seguita da Piemonte, Trentino A.A., Veneto e Campania. Ma i turisti restano nella propria regione

 

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Enoturismo 2020 – Fattoria del Colle – Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

L’ultimo Rapporto dell’Osservatorio sul Turismo del vino redatto dal Professor Giuseppe Festa per le Città del Vino ci regala alcune autentiche novità insieme a molte conferme. La sorpresa è il carattere regionale dell’enoturismo visto che il 60% dichiara di visitare più frequentemente le cantine della propria regione.

La Toscana preferita destinazione dei viaggi del vino. Batte di molte lunghezze Piemonte, Trentino Alto-Adige, il Veneto al Nord e la Campania al Sud.

 

ENOTURISMO: NEL 2019 LE CANTINE ITALIANE HANNO AVUTO 15 MILIONI DI VISITE

Fra gli intervistati il 45% ha fatto wine trip almeno una volta l’anno. Le percentuali decrescono al 30% per quelli che fanno più di un viaggio l’anno nelle cantine e al 9% per i super appassionati che ci vanno una volta al mese.

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Enoturismo Toscana pic-nic con cibi tipici e vino

L’Osservatorio, giunto quest’anno all’XI° edizione conferma il carattere elitario dell’enoturismo che è indubbiamente fra le tipologie di viaggio più costosa: 155€ al giorno per chi dorme fuori casa e 80€ per i semplici escursionisti.

Conferme anche sullo strapotere del web ormai saldamente primo (24%) fra gli strumenti che portano i visitatori in cantina anche se il passaparola continua ad essere molto influente (21%).

Infine erano e dico il verbo al passato con grande malinconia, ottimi i dati sulla crescita di flussi e del business. Il turismo del vino sembra un treno in corsa che il covid ha fermato e che vorrebbe tornare al più presto ai risultati di un tempo. Un 2019 spettacoloso con 15 milioni di visite in cantina (+7%), 2,65 miliardi di Euro di giro d’affari (+6%).

 

TURISMO ESTERO POST COVID VERSO L’ITALIA: VORREI MA NON POSSO

La speranza del rimbalzo dopo la catastrofe coronavirus arriva dai dati sulle intenzioni di viaggio raccolte da ENIT. La situazione attuale è drammatica: cancellazioni per circa 235mila prenotazioni di passeggeri aeroportuali internazionali diretti in Italia. Dati simili anche se meno brutti riguardano la Spagna con 231mila disdette e la Francia con 193mila.

Baci da Polignano

Luca Bianchini ha scritto il terzo divertentissimo libro della saga di Don Mimì e Ninella. Baci da Polignano diventerà un film? Forse ma intanto leggete il libro

 

Luca Bianchini - Baci da Polignano

Luca Bianchini – Baci da Polignano

di Donatella Cinelli Colombini

Ricordate “Io che amo solo te” e poi “La cena di Natale” che sono diventati film con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido … e ricordate la canzone interpretata da Alessandra Amoroso con la sua voce potente, calda e sensuale? La storia continua in un libro che dovete assolutamente comprare prima di andare al mare.

 

BACI DA POLIGNANO DI LUCA BIANCHINI

Si intitola “Baci da Polignano” (Mondadori pp. 235 € 18) di Luca Bianchini e ci racconta una Puglia che cavalca il successo turistico alternando ostentazione e tradizionalismo, nomi inglesi come cake designer o fitting insieme alle orecchiette fatte a mano, matrimoni hollywoodiani e piccole gelosie domestiche. Un ritratto ironico divertente ma anche molto vero di una società dove le apparenze, amplificate dai social, condizionano la realtà e i rapporti finché l’amore e i sentimenti rimettono le cose a posto.

Baci da Polignano di Luca Bianchini

Baci da Polignano di Luca Bianchini

 

TANTE STORIE D’AMORE CHE INSEGNANO A CREDERE NEI SENTIMENTI

Amori veri, aspettati per anni come quello fra Don Mimì e Ninella nato in giovinezza e troncato dalle famiglie ma talmente forte da continuare tutta la vita. Amore che stava per finire e invece ricomincia ad ardere fra Chiara e Damiano, giovani sposi con troppe tentazioni extraconiugali. L’amore improbabile fra la presuntuosa Matilde e il suo inserviente Pasqualino che tuttavia è meglio di come sembra. Amore fra amici come quello fra Daniela e Mario entrambi gay che si ficcano in situazioni paradossali fingendosi una coppia e andando a cena da una coppia di scambisti etero.
Mentre leggevo il libro avevo 4 costole rotte per cui ho dovuto letteralmente saltare le pagine più divertenti perché avrei finito di troncare i miei ossicini. Ovviamente le ho lette dopo, erano troppo forti!!!!!

 

Maria Rosaria Ciullo e le borse dei desideri di Gallipoli

Andate al mare in Puglia? Ecco una cosa da non perdere: nel castello di Gallipoli troverete delle borse fatte a mano dove mettere i desideri ed andare per il mondo

 

Gallipoli, borse, Emozioni in libertà, Maria Rosaria Ciullo

Gallipoli, borse, Emozioni in libertà, Maria Rosaria Ciullo

Di Donatella Cinelli Colombini

I primi di ottobre, mentre era ancora in corso la vendemmia, sono andata in Puglia invitata dal mio amico Senatore Dario Stefano per un convegno sul turismo del vino. Ero stanchissima dopo un viaggio in Russia e con le valige già pronte per altri tre impegni di lavoro all’estero uno dietro l’altro.

 

IL CASTELLO DI GALLIPOLI E LE BORSE CON I DISEGNI DELLE CEMENTINE PUGLIESI

In Puglia mi sono rigenerata: la bellezza raffinata di Lecce, i frantoi ipogei di Gallipoli, la strepitosa cucina locale ed i vini rosati da far innamorare … e ovviamente tanti amici.

Poco prima del convegno, dentro la poderosa fortezza di Gallipoli, località estiva più cool d’Italia, vedo un negozio di artigianato pugliese molto diverso da tutti gli altri.

Puglia - convegno sull'enoturismo organizzato da Dario Stefano

Puglia – convegno sull’enoturismo organizzato da Dario Stefano

In particolare mi colpiscono delle borse in cuoio e tessuto stampato con i disegni delle antiche cementine salentine. Non avevo mai visto oggetti così ben fatti e così capaci di unire la tradizione locale con le nuove tendenze della moda. Adoro le cose fatte a mano, quelle dove la maestria degli artigiani recupera e rinnova la cultura locale. Per questo mi avevano colpito e mi ero complimentata.

 

EMOZIONI IN LIBERTA’ DI MARIA ROSARIA CIULLO

Oggi mi è arrivato un pacco azzurro che sembra dipinto ad acquarello e sopra la scritta <<Emozioni in Libertà – Made in Salento>>, ma erano le frasi sui lati a colpire <<nell’imperfezione la bellezza>> e <<le vere emozioni non si cancellano più, perché hanno toccato il cuore e tutto quello che tocca il cuore non va più via>>. All’interno del coperchio i messaggi continuano <<… riempila di ciò che desideri perché i desideri creano il mondo>>. Dentro trovo una delle bellissime borse che avevo visto nel Castello di Gallipoli, un sacchetto con i fiori di cotone da seminare, un quaderno pieno di disegni e di dediche. C’è anche una lunga lettera scritta a mano e finalmente capisco il motivo di questo dono tanto inaspettato e immeritato quanto gradito. E’ scritta da Maria Rosaria Ciullo, fioraia da 25 anni, che ha scelto di diventare un’artigiana creativa dando vita al progetto “Emozioni in libertà” a Vitigliano, paese del Salento di 900 abitanti. Una storia talmente bella che sembra incredibile.

 

WINE BLOGGER PIU’ FORTI DEL MONDO

Wine blogger ovvero i comunicatori virtuali del vino. Alcuni erano nomi già celebri ma altri sono nati on line. Più friendly, aperti al dialogo e ironici

Wine-blogger- Joulien-Miguel-Social-Vignerons-mostra-WineFolly

Wine-blogger-Julien Miquel-Social-Vignerons-mostra-WineFolly

di Donatella Cinelli Colombini

Le classifiche mondiali dei wine blogger più influenti sono un misto di nomi noti come Wine Spectator o Jancis Robinson e nuove creazioni che precedentemente non avevano la stessa fama e la stessa influenza come Wine Folly o Social Vigneron. In altre parole in certi casi la forza on line dipende da un riposizionamento di chi ha saputo mantenere e accrescere la propria influenza ma certi wine expert sono partiti dal loro talento di comunicatori e assaggiatori usando il web per farsi notare.

 

I WINE BLOGGER PIU’ FORTI DEL MONDO SCELTI DA FEEDSPOT

La classifica di Feedspot, società di comunicazione internet capace di creare i contatti a tutti i livelli,  è recentissima e mette sul trono Wine

VinePair-i-top-wine-blogger

VinePair-i-top-wine-blogger

Spectator seguito da VinePair e WineFolly. La forza della celebre rivista newyorkese è di pubblicare i punteggi e le recensioni di 15.000 vini ogni anno. Ha 432.0000 followers su Instagram.  Insomma era ed è un potenza.

WinePair è il blog ideale per chi beve il vino per piacere e per rilassarsi. Pubblica 7 post al giorno ed ha 59mila follower in Instagram,

WineFolly ha la sua base a Seattle. La sua tattica è diversa e più orientata a scrutare dietro le quinte del vino: pubblica un post alla settimana fra racconti, video, articoli e corsi online. 267.000 followers Instagram. Seguono The Wine Cellar Insider e Social Vignerons del geniale enologo francese Julien Miquel. Sesto il colosso della formazione sul vino WSET   Wine & Spirit Education Trust, poi la lista continua fino al numero 100 ma, almeno all’inizio, mancano nomi italiani.

VINI PREMIUM VITTIME DEL CORONAVIRUS

Il coronavirus cambia il mercato del vino che ora tende all’austerità e poi si polarizzerà fra il primo prezzo e l’ultra caro, i premium in mezzo rischiano

 

Vini-premium-e-coronavirus-le-diverse-reazioni-delle-cantine-e-l'uso-dei-wine-club

Vini premium e coronavirus – le diverse reazioni delle cantine e l’uso dei wine club

Di Donatella Cinelli Colombini

Tutte le cantine dei grandi vini, ovunque nel mondo, soffrono per l’epidemia coronavirus insieme ai ristoranti che erano il loro principale canale di vendita. Meno colpiti i vini di fascia più bassa destinati soprattutto alla vendita in supermercato e al consumo domestico.
Un vero collasso per le bollicine con lo Champagne che segna un meno 75% nei primi mesi della crisi dopo un 2019 da record con 4 miliardi di fatturato.

 

PRIMA REAZIONE AL CORONAVIRUS E’ L’AUSTERITA’

Coronavirus-Bordeaux

Coronavirus – Bordeaux

Kathleen Willcox in un lunghissimo articolo di Wine Searcher, che vi invito a leggere, intervista produttori di tutto il mondo ottenendo più o meno le stesse risposte ovunque: i vini da 10 Dollari si vendono ma quelli premium sono in enorme difficoltà. Secondo il Bureau of Labor Statistics, il settore del tempo libero e dell’ospitalità negli Stati Uniti ha perso 7,7 milioni di posti di lavoro in aprile.
Le tendenze del settore fashion e lusso possono dare qualche indicazione su quello che potrebbe avvenire anche nel comparto vino premium. Apparentemente ora c’è una forte virata dei consumi verso l’austerità e l’utilizzo di ciò che i clienti già possiedono senza fare nuovi acquisti. <<J. Crew in bancarotta, la settimana della moda cancellata, Christian Dior, Burberry, Christian Siriano e Ralph Lauren che sformano maschere e dispositivi di protezione individuale al posto dell’alta moda>>.
La ricerca di Kathleen Willcox punta su cosa sta succedendo ora e cosa potrebbe avvenire più avanti. Il primo quesito è capire come conciliare l’immagine <<inaccessibilmente aspirazionale>> dei super brand del vino con un mercato che chiede quasi solo “vino di medio livello” senza svendere, perdere reputazione o andare in bancarotta.

 

                                                                       

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