Forum: vino e tanto altro

Mettiamo o no gli ingredienti del vino in etichetta?

I produttori di vino sono contrari e i legislatori favorevoli ma il punto è: lo zucchero aggiunto è da segnalare o no? E’ un ingrediente o no?

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di Donatella Cinelli Colombini

La polemica dura da anni all’interno del Parlamento e delle Commissioni europee. Inizialmente c’erano i rappresentanti inglesi che volevano un’etichetta con calorie e la segnalazione di ogni aggiunta nel succo dell’uva mentre, sul lato opposto, i francesi erano contrari.
Contemporaneamente i sostenitori del vino biodinamico e naturale accusavano i produttori convenzionali di aggiungere al vino prodotti chimici capaci di camuffarne i caratteri e fare male alla salute.

INGREDIENTI E VALORI NUTRIZIONALI IN ETICHETTA

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A questo vanno aggiunte le richieste dei consumatori più salutisti e soprattutto delle donne giovani sull’apporto calorico di ogni calice al fine di salvaguardare la linea.
Insomma, negli ultimi anni, sono stati spesi fiumi di inchiostro sulla normativa relativa agli ingredienti del vino in etichetta. Barnaby Eales dello staff di Wine-Searcher ha provato a fare chiarezza su quella che sembra un’imminente decisione UE.
Allo stato attuale è obbligatorio segnalare nell’etichetta del vino la presenza di ciò che può scatenare allergie come l’uovo o la colla di pesce o i solfiti.

LA DIFFERENZA FRA INGREDIENTI E ADDITIVI

Non è invece obbligatorio segnalare le altre sostanze aggiunte come invece avviene con gli altri alimenti.
Questo perché c’è una gran confusione fra i termini “ingredienti” e “additivi”.
Sembra un problema linguistico e invece è quello più spinoso perché riguarda l’aggiunta di zucchero. Thomas Montagne, presidente della CEVI, l’Associazione europea dei viticoltori indipendenti, aveva preannunciato che la questione dello zucchero sarebbe diventata uno dei punti chiave nei negoziati. In effetti i legislatori hanno difficoltà a dare regole uguali in tutta l’UE in presenza di pratiche ammesse in Francia o in Germania ma considerate sofisticazione in Italia dove lo zuccheraggio è un reato molto grave.

Donne del Vino, Touring Club e i Camper in cantina

Nasce il progetto Donne del Vino camper friendly organizzato con il Touring Club Italiano per offrire soste, visite e assaggi a chi fa viaggi in libertà

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Le Donne del Vino aspettano i turisti in caravan e camper nelle loro cantine per offrire loro la sosta di una notte fra i vigneti e uno sconto sulle bottiglie acquistate. Le aziende del vino al femminile sono in tutta Italia e producono etichette straordinarie in contesti naturali e storici di grande bellezza.

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Il progetto, realizzato in collaborazione con TCI Touring Club Italiano, mira ad avvicinare la grande enologia a chi fa turismo itinerante e, tradizionalmente, intende il viaggio come una scoperta emozionante che lo porta a diretto contatto con la natura, i territori e le persone.
Proprio il concetto di ospitalità costituisce il punto di partenza del progetto “Donne del Vino camper friendly” che intende proporre i luoghi del vino come destinazioni privilegiate di chi fa viaggi itineranti. Per loro, le Donne del Vino hanno pensato anche a speciali pic-nic da organizzare su misura (a pagamento) per vivere ogni sosta in cantina come un momento unico e irripetibile.

 

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Donne del Vino Touring Club Italiano Cantine camper friendly

Touring Club digital e camper: un legame sempre più forte

Il progetto si sviluppa attraverso la raccolta delle adesioni delle cantine camper friendly delle Donne del Vino e la pubblicazione della lista in articoli redazionali postati nel sito del Touring Club a luglio e a settembre in concomitanza con l’invio di informazioni al cluster TCI riservato agli amanti del turismo itinerante. Contemporaneamente ci sarà il lancio di un comunicato stampa e la diffusione di notizie e foto attraverso i canali social nazionali e regionali delle Donne del Vino.

Nel digitale il Touring Club Italiano è forte: oltre 400 mila utenti iscritti al sito, 8 milioni di utenti unici e 22 milioni di pagine visualizzate nel 2019. Altro elemento da tenere presente è il profilo dei “followers” che corrisponde a persone di età superiore ai 35 anni, prevalentemente con famiglia e laurea. Un identikit abbastanza vicino a quello del tipico turista del vino italiano. Infatti, fra le categorie su cui si orienta la ricerca nei canali del TCI, nelle prime posizioni oltre ai viaggi, c’è il “Food e dining”.

Tornando all’argomento caravan-camper esso costituisce il terzo tematismo, per numero di utenti registrati, fra i cluster proposti dal Touring Club Italiano, con oltre 12.000 persone che ricevono periodicamente informazioni e proposte su questo tema. Le pagine visitate lo scorso anno sono state 800.000 e il dato è in continua crescita.

I promessi sposi, Violante ed Enrico, domani le nozze

I primi amici degli sposi sono già arrivati alla Fattoria del Colle dove fervono i preparativi per le nozze di Enrico e Violante domani

 

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Enrico e Violante promessi sposi

di Donatella Cinelli Colombini

 

Violante ha fatto il suo addio al nubilato, a Firenze in piscina, con le sue testimoni Emanuela Tamburini Jermann, Giulia Di Stefano e  l’amica Federica Ranucci.

 

PROMESSI SPOSI VIOLANTE E ENRICO ALLA VIGILIA DELLE NOZZE

La vigilia delle nozze è il momento giusto per raccontare la storia d’amore di Violante e Enrico. I nostri promessi sposi hanno caratteri opposti: esplosiva lei, riflessivo lui, temeraria lei prudente lui. Violante è un motorino nella vita e nel lavoro, mentre Enrico legge e elabora di più. Alla fine si completano a vicenda.
Si sono conosciuti più di 10 anni fa grazie all’associazione LEO Club – giovani del Lions, di cui entrambi facevano parte. All’inizio non si piacevano perché, mentre era Presidente regionale Violante aveva contrastato le scelte del Leo Club di Enrico guadagnandosi la duratura ostilità dei suoi membri. Nell’autunno 2016, entrambi si lasciano burrascosamente dai rispettivi partners e poco dopo si trovano a Firenze insieme ad altri amici. <<Ero scottato e ce l’avevo col mondo>> racconta Enrico <<e parlai tutto il tempo della mia ex>>. Ma nonostante questo scattò la scintilla e Enrico chiese a Violante di incontrarsi di nuovo a Colle Val d’Elsa.

 

VIOLANTE, ENRICO ED IL PRIMO APPUNTAMENTO

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Violante – addio al nubilato

Lei era impegnata con le riprese di un video aziendale alla Fattoria del Colle, per cui era in ritardo ma poi una deviazione stradale aggravò la situazione per cui arrivò all’appuntamento tardissimo. Mentre aspettava, lui vide un fioraio, comprò un mazzo di fiori e lo nascose nel baule della macchina. Quando finalmente si trovarono Enrico disse <<Stasera non voglio pensare ad altro che a godermi la serata con te>> e chiuse il cellulare nel portaoggetti della macchina. Un segno di attenzione che colpì l’indole molto romantica di Violante. Quando, a fine serata, lui tirò fuori il mazzo di fiori, lei si sentì battere il cuore. Cominciava a nascere qualcosa di più della semplice simpatia.

 

I vini di Sangiovese più conosciuti del mondo

7 Brunello e 3 Supertuscan sono i vini di Sangiovese più cool: Fontodi, Casanova di Neri e Montevertine. La lista arriva da WineSearcher ed è sorprendente

Sangiovese Montalcino

Sangiovese Montalcino Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Come sempre Don Kovanagh ci sorprende con un argomento intrigante per tutti i wine lover e soprattutto gli appassionati di vino toscano. I vini a base di Sangiovese che attraggono maggiormente la curiosità e sono più cercati on line nell’enorme portale Wine Searcher, una banca dati di 6 milioni di offerte che cresce continuamente.

I SANGIOVESE PIU’ POPOLARI NEL MONDO

Al primo posto un Supertuscan l’IGT Flaccianello della Pieve di Fontodi. Medaglia d’argento per il Brunello Tenuta Nuova di Casanova di Neri, il vino arrivato primo nella Top 100 del Wine Spectator del 2006. Terzo posto per Montevertine con il suo Pergole Torte Toscana IGT. Segue un quartetto di Montalcino: Poggione, Biondi Santi, Banfi, Soldera, Frescobaldi e Valdicava tutti con il Brunello salvo Case Basse-Soldera con i IGT a base della stessa uva di Sangiovese dei suoi celebri Brunello.

Storie e personaggi della Doc Orcia

Orcia una denominazione giovane in un territorio antico pieno di leggende e di personaggi storici. Ve la racconto e vi invito a venire nelle terre dove nasce

 

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Orcia – Il vino più bello del mondo – San Quirico d’Orcia – Collegiata

di Donatella Cinelli Colombini

Molti studiosi considerano Siena “figlia della strada”, cioè della Via Francigena che, dopo il VII secolo, spostò il passaggio di pellegrini, eserciti, mercanti e regnanti …. dalla via consolare Cassia ad un percorso più collinare che passava appunto da Siena e proseguiva per Buonconvento, Torrenieri, San Quirico, Castiglion d’Orcia, Abbadia San Salvatore …. Le terre dalla Doc Orcia.

 

LA VIA FRANCIGENA CIRCONDATA DALLE TERRE DELLA DOC ORCIA

Le ragioni dello spostamento sono nella guerra fra Bizantini e Longobardi che impediva l’utilizzo del percorso Bologna-Firenze imponendo di valicare l’Appennino più a Nord, ma anche nell’impaludamento della Valdichiana che rendeva impercorribile la strada romana che da Arezzo andava verso Roma.

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Orcia – San Quirico – Festa del Barbarossa

Un cambiamento di percorso che fece la fortuna dei territori collinari. Le cittadine lungo il tragitto si riempirono di torri, chiese, ospedali, castelli, artigiani e opere d’arte diventando degli autentici gioielli.
E’ proprio lungo questo tracciato che avviene la produzione della DOC Orcia, il vino più bello del mondo, perché nato in un paesaggio intatto e straordinariamente armonico, costellato di piccole città d’arte.
Cittadine come San Quirico raccontano nei muri questo passato glorioso e basta osservare con attenzione per vedere gli archi a ogiva delle case torri, le corti interne dove sostavano le merci dei mercanti, l’ospedale per il ricovero dei pellegrini e una ricchezza artistica che sbalordisce.

 

COME COMUNICARE E A CHI VENDERE IL VINO DOPO IL COVID

Reverge spending – spesa della vendetta per i Millennials, le previsioni sul dopo lockdown del vino sono promettenti ma le cantine devono farsi vedere

 

di Donatella Cinelli Colombini

Denis-Pantini-Nomisma-Wine-Monitor- il-vino-dopo-il-covid

Denis-Pantini-Nomisma-Wine-Monitor- il-vino-dopo-il-covid

L’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor ha verificato su un campione di consumatori la propensione a tornare alle vecchie abitudini <<il 58% per cui non cambierà nulla, fatte salve le adeguate misure di sicurezza da prendere (45%)>> spiega Denis Pantini responsabile dell’indagine <<anzi il 10% prevede di spenderne più di prima fuori casa, valore che sale al 15% per i millennials (25-40 anni) e per chi non ha avuto problemi sul lavoro (13%)>>.

 

I MILLENNIALS E LA LORO VOGLIA DI BERE VINO FUORI CASA DOPO IL COVID

Se la previsione è giusta segnerebbe una boccata di ossigeno per le cantine, infatti, in Italia circa un terzo dei consumatori beve prevalentemente fuori casa (42% i millennials), con un valore che incide per il 45% sul totale delle vendite. Il prezzo medio alla bottiglia è di 15,4 Euro, mentre al calice la spesa è di 5,7 Euro. Da Vincenzo Russo, professore di neuromarketing alla Iulm di Milano, arrivano le prime indicazioni sui desideri dei consumatori e la comunicazione del vino dopo la quarantena: è necessario farsi vedere, agire in gruppo, dare attenzione al cliente ed essere empatici.

Il Professor Russo ci fa riflettere sugli studi cinesi riguardanti la modifica dei desideri di chi è stato due mesi chiuso in lockdown. A seconda delle età cambiano le aspirazioni: i giovani (21-30 anni) hanno voglia di stare insieme e andare in ristoranti e bar anche se percepiscono paura e chiedono garanzie contro i contagi. Gli adulti (31-40 anni) sognano di viaggiare, aspirazione molto più diffusa in Cina che da noi.

Vincenzo Russo-la-comunicazione-del-vino-dopo-il-covid

Vincenzo Russo-la-comunicazione-del-vino-dopo-il-covid

Quelli con età fra i 41 e i 50 anni, vorrebbero comprare prodotti salutari e di più alta qualità. Il 73% del totale dichiara che spenderà di più soprattutto nei prodotti alimentari.

 

TRASPARENZA, SICUREZZA, AUTENTICITA’, SEMPLICITA’ E SOBIETA’: LE PAROLE CHIAVE DEL DOPO COVID

Una fotografia che non corrisponde del tutto a quella dei consumatori italiani. Infatti la produzione industriale cinese è ritornata sopra i livelli del 2019 nell’aprile scorso, mentre in Italia la caduta del PIL e dei redditi saranno più forti.
Per questo il Professor Russo ipotizza, in Italia, un’evoluzione che poggia su 5 parole chiave: trasparenza, sicurezza, autenticità, semplicità e sobrietà. Tradotto in strategie di marketing c’è dunque bisogno di rassicurare chi compra ma anche <<sviluppare una comunicazione sempre più capace di interattività, riconoscibilità dell’interlocutore, desideroso di socialità, e coinvolgimento emotivo>> in altre parole bisogna che i produttori imparino a dialogare direttamente con i propri clienti.

 

Il lockdown ha cambiato per sempre il mercato del vino?

Il boom dell’e-commerce del vino durante la quarantena covid è destinato a durare o no? Tutto fa credere che il cambiamento sia permanente

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Durante il lockdown, le vendite di vino on line sono cresciute di cinque volte negli Stati Uniti. E’ probabile che la necessità di trovare un canale di approvvigionamento alternativo abbia rotto il ghiaccio e molti si siano familiarizzati con l’e-commerce e dopo aver rotto il ghiaccio continueranno a comprare via web anche in futuro.

 

DELIVERY ED E-COMMERCE, IL COMPORTAMENTO DEI CONSUMATORI CAMBIA PER SEMPRE

Il dubbio è che anche altre abitudini dei consumatori stiano cambiando.
Infatti la paura dei contagi e l’effetto dissuasivo che questo ingenera sulla frequentazione dei ristoranti, anche a causa dei distanziamenti, delle mascherine e delle barriere in plexiglass, porterà come conseguenza un maggior consumo di pasti a casa con servizi delivery che riguarderanno sia vini che cibi.

 

SUCCESSO DEL VINO QUOTIDIANO E DEL ROSATO NELL’ E-COMMERCE DURANTE LA QUARANTENA

vino e e-commerce-durerà-il-boom-del-lockdow

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Bob Orlandi di Aabalat ha detto a Wine Searcher che la sua agenzia di vendita on line ha visto crescere gli acquisti di vini quotidiani anche in cartoni misti come se i clienti comprassero ciò che serve per pranzi a casa. Al contrario i collezionisti, che sono lo zoccolo duro della clientela, durante l’epidemia hanno saccheggiato le proprie cantine domestiche. Ecco che le bottiglie da 6 a 30€ sono state molto richieste e il flusso dell’e-commerce è cresciuto, durante la quarantena, con il passare dei giorni.

 

Michel Rolland esce di scena; la fine di un’epoca

Michel Rolland e Robert Parker, sono stati protagonisti assoluti del mondo del vino per trent’anni. Molto, forse troppo influenti hanno spinto verso la qualità

 

di Donatella Cinelli Colombini

Michel-Rolland-consulente-enologo-si-ritira

Michel-Rolland-consulente-enologo-si-ritira

L’annuncio arriva all’inizio di maggio e lascia tutti a bocca aperta: Michel Rolland e sua moglie Dany cedono la società di consulenza da loro fondata nel 1973 a Bordeaux, alle persone che ci lavorano e che saranno dirette dai collaboratori storici del famoso enologo francese: Julien Viaud, Mikael Laizet e Jean-Philippe Fort.

 

CHI E’ MICHEL ROLLAND ENOLOGO VOLANTE

Sembra un normale pensionamento ma non lo è perché Michel Rolland è stato per trent’anni l’enologo più potente e ascoltato nel mondo. Talmente influente da cambiare lo stile del vino a livello planetario. Il primo vero flying winemaker con consulenze in un centinaio di cantine di alta fascia in oltre 20 Nazioni. Lui stesso possiede una decina di tenute a Bordeaux, in Argentina, in Spagna e in Sud Africa.
I suoi laboratori sono in grado di seguire tutte le fasi della vigna e della cantina. Aerei ed elicotteri per spostarsi incessantemente ed un’organizzazione quasi militare per accorciare i tempi che arrivava persino nel guardaroba personale di Rolland, permettendogli di fare le valigie in pochissimi minuti.
Oltre a questo, un rapporto forte con la stampa più importante e il mondo dei grandi négociant, cioè degli intermediari commerciali, broker del vino capaci di muovere mercati, aste e collezionisti.
Un’influenza così enorme sugli opinion maker da trasformare le scelte di Michel Rolland in favore di vini muscolari con alti estratti e forte impronta di legno nuovo, nei  sinonimi di alta qualità e di successo.

 

E’ la senese Carlotta Salvini la TOP sommelier FISAR

Due lauree, ottima assaggiatrice, spigliata e poliglotta, Carlotta Salvini senese della Contrada della Torre è la migliore sommelier d’Italia 2019 FISAR

 

Carlotta Salvini miglior sommelier FISAR 2019

Carlotta Salvini miglior sommelier FISAR 2019

Di Donatella Cinelli Colombini

Ha 31 anni, una laurea in agraria e una in enologia, ha superato i tre livelli WSET, parla perfettamente inglese e, dal 2016, è Sommelier Fisar. Lavora a Felsina, in Chianti Classico dove dirige la wine hospitality e ora,  durante il periodo di quarantena covid ha rilasciato una video intervista a Marco Montemagno, il mitico Monty, che ha lasciato tutti di stucco per la simpatia, la competenza, l’entusiasmo, la chiarezza espositiva con cui ha parlato di vino ad un pubblico internazionale che segue Montemagno soprattutto per ascoltare marketing e economia.

 

CARLOTTA SALVINI MIGLIOR SOMMELIER FISAR 2019

Ma chi è Carlotta Salvini, la giovane donna che è salita sul gradino più alto dei sommelier FISAR 2019? E’ nata a Siena ed è entrata nel mondo del vino, come tanti studenti, partecipando alla vendemmia.

Carlotta Salvini miglior sommelier FISAR 2019 da Marco Montemagno

Carlotta Salvini miglior sommelier FISAR 2019 da Marco Montemagno

La competizione al titolo nazionale 2019 è avvenuta il 16 novembre nell’acquario di Livorno in occasione del XXVI concorso Miglior sommelier d’Italia Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori). Un concorso a cui Carlotta partecipava in rappresentanza della delegazione di Siena Valdelsa. C’erano una prova scritta di conoscenza sui vini, una prova pratica sulla tecnica di servizio e degustazione, infine una prova orale nella quale è importante anche l’aspetto di comunicazione. I candidati dovevano descrivere un vino assaggiato al buio.

 

28 tecniche di persuasione spiegate da Montemagno

Trucchi psicologici di marketing in cui tutti cascano, spiegati da uno dei guru della comunicazione internet: il super influencer Marco Montemagno

 

Marco Montemagno

Marco Montemagno marketing e web

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Guardate Marco Montemagno on line?
No? Male, guardatelo e vi aprirà gli occhi sul mondo e sul nuovo.
Montemagno detto Monty, faceva l’avvocato in Lombardia, oggi vive in UK, ha 4 figli e propone tutorial e interviste on line. Ha scritto il libro di business più venduto nel 2019. E’ uno degli influencer più seguiti e più capaci di aprire la mente a chi lo ascolta.
Marco Montemagno ha riassunto in uno spassosissimo video, che vi invito a guardare, le principali tecniche usate per vendere prodotti via internet. Qui l’elenco in modo da lasciarvi qualcosa di scritto, ma non privatevi del piacere di ascoltare Marco e la sua consueta ironia.

 

Enoteche: meno shopping e più talent scout

Le enoteche continuano ad aumentare in Italia, sono 7.209 e diventano luoghi di intrattenimento e scoperta assumendo un’importanza decisiva per il turismo

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Enoteche crescono di numero e di competenze legate al turismo. Andrea Gori Da Burde

di Donatella Cinelli Colombini

Nel turismo moderno le enoteche hanno un ruolo chiave perché l’esperienza enogastronomica è ormai un must del viaggio. Basti pensare che nel 2006 solo il 17% dei turisti faceva un’esperienza di cibo e vino mentre oggi si tratta del 95%, così come è cresciuta, oltre la metà del totale, la quota di quelli che decidono la destinazione del viaggio in base alle proposte golose che offre (3° Rapporto sul turismo enogastronomico di Roberta Garibaldi).

IL RUOLO DELLE ENOTECHE NEL TURISMO MODERNO

In altre parole la presenza di enoteche che organizzano degustazioni o assaggi combinati di vini e cibi tipici così come la possibilità di scoprire e comprare le bottiglie di piccole cantine eccellenti difficilissime da trovare sul mercato, costituisce un elemento di grande arricchimento della scoperta dei luoghi visitati e un modo di conoscerli più profondamente. Ovviamente questo ha significato un drastico cambiamento delle rivendite di vino dove è ormai molto frequente trovare personale poliglotta e sommelier capaci di trasformare una degustazione verticale in un’esperienza emozionate e arricchita da storytelling.

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Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

MENTRE I NEGOZI CHIUDONO LE ENOTECHE APRONO

Un “cambiamento di pelle” salutare e premiato con una crescita numerica delle enoteche che perdono l’aspetto di luoghi di shopping per trasformarsi nel posto in cui trovare nuovi amici e condividere con loro momenti unici legati al vino.  Potrebbe essere questa la ragione dell’aumento, mentre il settore del commercio al dettaglio vive, in Italia, il suo periodo più nero con la chiusura di 14 attività commerciali al giorno nel 2019 per un totale veramente impressionante: -0,4% delle vendite, meno un miliardo di business, meno 32.000 negozi dal 2011.

Weekend d’estate tra i vigneti toscani

Due notti e due cene alla Fattoria del Colle nella Toscana più autentica dove gli spazi sono grandi e ogni dettaglio è curato per dare sicurezza ed emozione

 

Fattoria-del-Colle-soggiorni-brevi-in-agriturismo

Fattoria-del-Colle-soggiorni-brevi-in-agriturismo

Nella campagna più bella per trascorrere un weekend in una vera fattoria con quattrocento anni di storia tra vigneti, oliveti e panorami mozzafiato. La Fattoria del Colle propone soggiorni in camere con bagno e appartamenti o con spazi esterni riservati e attrezzati per pranzare. Un’accurata sanificazione interna ed esterna garantirà la sicurezza dei visitatori. Tuttavia, per evitare possibili contaminazioni, ancora non vengono effettuate le pulizie giornaliere ma solo la consegna della biancheria di ricambio.

 

RIGENERARSI ALL’APERTO, VISITE CON ASSAGGIO E CENE A TEMA

3 parchi attrezzati in cui godere il sole, il panorama e la quiete della campagna, una piscina, 3 percorsi di trekking segnalati da cartelli dedicati alla scoperta della natura, un percorso di trekking incentrato sulla vite.

 

DOC ORCIA BIO LEONE ROSSO 2018

Primo vino DOC Orcia BIO di Donatella Cinelli Colombini è il Leone Rosso 2018, quasi un Super Tuscan a base di  Sangiovese e Merlot

 

Orcia DOC 2018 Leone Rosso Fattoria del Colle Donatella Cinelli Colombini

Orcia DOC 2018 Leone Rosso Fattoria del Colle Donatella Cinelli Colombini

IL LEONE RAMPANTE E GLI ANTENATI DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Il nome del vino ed il leone rampante nella sua etichetta si riferiscono allo stemma degli antenati di Donatella Cinelli Colombini, che nel 1592 costruirono la Fattoria del Colle dove nasce questo vino. Si tratta di un’antica e ricca famiglia toscana di giuristi e filosofi, i Socini o Sozzini. I nomi di Lelio (1525-1562) e Fausto (1539-1604) Socini sono scritti nei libri di filosofia fra i liberi pensatori per la loro opposizione alla Chiesa e i loro scritti sul dogma della Trinità. Purtroppo queste loro convinzioni, li resero famosi, ma li ridussero in povertà perchè furono scomunicati e i loro beni furono confiscati. La Fattoria del Colle tornò di proprietà della famiglia solo nel 1919 quando fu acquistata dal nonno di Donatella, l’Ingegner Livio Socini.
Ancora oggi lo stemma della famiglia, con il leone rampante, è visibile negli ingressi e nei soffitti della villa del Colle.

 

Che cos’è la consistenza di un vino

Il corpo, la pienezza, in altre parole la consistenza di un vino è spesso usata fra i descrittori di grandi bottiglie. Vicki Denig ci aiuta a capire come nasce

 

Consistenza dei vini Venica e Venica con AGIVI

Consistenza dei vini Venica e Venica con AGIVI

di Donatella Cinelli Colombini

La usano enologi, sommelier, critici per vini di ogni parte del mondo ma spesso i wine lovers hanno difficoltà a capire il significato della parola consistenzatexture riferita a un vino anche perché è un liquido, mentre normalmente la consistenza viene usata per i solidi.

 

I VINI CON MAGGIORE CONSISTENZA HANNO PIU’ STRUTTURA

In effetti la consistenza di un vino dipende dalle sostanze che lo compongono e non sono acqua. Come si sa, il vino contiene il 75-85% di acqua, una componente di alcol che generalmente va dall’11 al 15%, i polialcoli (come la glicerina con il suo effetto di morbidezza) e un gruppo di sostanze diverse come acidi, tannini e polifenoli.
I vini con maggiore consistenza hanno un movimento più lento nel calice, tendono a fermarsi subito dopo che la mano ha smesso di imprimere un movimento rotatorio e lasciano archetti ben visibili. Tutti indici di alta densità e quindi di struttura potente del vino.

Consistenza dei vini Gravner

Consistenza dei vini Gravner

Elementi che, da soli, non garantiscono la qualità, se non associati a finezza e eleganza, ma possono essere un buon punto di partenza per un wine maker capace.

 

LA CONSISTENZA DEL VINO NASCE NELLA VIGNA MA ANCHE IN CANTINA

Ovviamente gran parte della consistenza arriva dal terroir e dal vitigno così come dal livello di maturazione dell’uva nel momento della vendemmia. Ma anche l’enologia può fare la sua parte ed è proprio qui che si appunta l’attenzione di Vicki Denig, in un delizioso articolo di Wine Searcher, che vi invito a leggere.

 

I First growth di Bordeaux oggi sarebbero 11

Quanti sarebbero i first-growth di Bordeaux se la classifica del 1855 fosse fatta oggi? 11 Châteaux e non solo i primi 4 Lafite, Latour, Margaux e Haut Brion

 

di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Montalcino

 

Firist Growth Chateau Lafite Rothschild

Firist Growth Chateau Lafite Rothschild

La classifica degli Chateaux della riva destra di Bordeaux fu redatta nel 1855 su richiesta di Napoleone III che voleva presentare i migliori vini della nazione all’Esposizione Universale di Parigi in programma quell’anno. I commercianti, basandosi sui prezzi delle ultime 5 annate, divisero le cantine bordolesi su 5 livelli di qualità. Il più prestigioso, quello dei Premier Grand Cru Classé‎ – oggi più conosciuti come first growth – comprendeva 4 cantine: Château Lafite, ora Château Lafite Rothschild, Château Latour, Château Margaux e Haut-Brion. Ad essi è stato aggiunto nel 1973 Mouton, ora Château Mouton Rothschild a Pauillac.

 

DAL 1855 LA CLASSIFICA DEGLI CHATEAUX DI BORDEAUX E’ RIMASTA QUASI LA STESSA

Nel corso degli anni sono stati fatti vari tentativi di rivedere la classifica ma nessuno di essi è mai stato accettato. I valori immobiliari e il prezzo dei vini è talmente collegato alla lista del 1855 che, in realtà, cambiarla comporta enormi problemi a troppe persone: dai proprietari delle cantine e dei vigneti, ai commercianti che hanno comprato i vini en primeur, ai ristoranti che hanno le bottiglie in carta fino ai wine lovers che li tengono in cantina per investimento.

 

First Growth Chateau Mouton Rothschild

First Growth Chateau Mouton Rothschild

LIV-EX RICALCOLA OGGI LA CLASSIFICA DEGLI CHATEAUX  CON LO STESSO SISTEMA DEL 1855

Non per questo è impossibile fare una proposta e Liv-Ex, commentato da Rebecca Gibb su Wine Searcher, ha pubblicato la nuova lista dei vini di Bordeaux ottenuta oggi usando lo stesso metodo adottato dai commercianti nel 1855, cioè guardando il prezzo delle bottiglie delle ultime 5 annate. Liv-ex è un portale che assomiglia a quelli della borsa perché propone affari e statistiche sui vini più cari del mondo.

 

                                                                       

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