Forum: vino e tanto altro

Quali etichette di vino piacciono on line?

Con la crescita dell’e-commerce del vino cresce il bisogno di capire i colori e la grafica da usare nelle etichette dei vini destinati al commercio on line 

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di Donatella Cinelli Colombini

I problemi sono tre: la riconoscibilità della bottiglia che deve apparire identica a quella reale per non sembrare contraffatta, i colori che cambiano leggermente nel digitale e la grafica che ha bisogno di maggiore semplicità per colpire l’occhio del consumatore anche attraverso il piccolo schermo del telefonino.

LA PERCEZIONE DELLE ETICHETTE DESTINATE ALL’E-COMMERCE

Purtroppo esistono pochissimi studi sulla percezione delle etichette on line. Nessuno poteva immaginare che l’e-commerce diventasse, in pochi mesi, un canale di vendita determinante, soprattutto per i vini premium. Ovviamente tutti speriamo nel superamento dell’epidemia covid e nella prossima riapertura dei ristoranti nella forma ante-epidemia, tuttavia è molto probabile che la quota di vino venduto on line rimanga molto più alta rispetto ai volumi raggiunti prima del lockdown. Per questo diventa importante capire come cambia la percezione dell’etichetta e il comportamento d’acquisto del consumatore di vino fra reale e virtuale.

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Il primo problema è la sensazione di autenticità.

L’IMPORTANZA DELLA CORRISPONDENZA FRA LA BOTTIGLIA REALE E LA SUA IMMAGINE VIRTUALE

Il consumatore può avere il dubbio che la bottiglia sia falsa perché il colore cambia tra il reale e il virtuale. Nelle tipografie la tavolozza parte da 4 colori: ciano, magenta, giallo e nero. Persino i metalli come oro e argento hanno la stessa origine. I dispositivi elettronici utilizzano rosso, verde e blu arrivando a una gamma finale più limitata che non comprende i metalli come bronzo o oro. Il risultato è simile ma non uguale anche perché alcune tinte appaiono più sature.
Secondo alcuni studiosi questa incertezza potrebbe dissuadere all’acquisto e rimanere nell’inconscio del consumatore come elemento negativo verso quel vino e quel brand.

TripAdvisor e le recensioni false

Il Centro recensioni di TripAdvisor contro i commenti falsi ma anche come servizio di marketing a pagamento perchè chi risponde alle recensioni attrae i clienti

 

Matteo Scibilia

Matteo Scibilia strappa il certificato TripAdvisor

di Donatella Cinelli Colombini

TRIPADVISOR NON CANCELLA LE RECENSIONI FALSE

Circa 4 anni fa un ex dipendente della Fattoria del Colle pubblicò due recensioni identiche usando due account diversi lamentandosi di una festa di battesimo che non è mai stata organizzata. Sottoponemmo la questione a TripAdvisor che si rifiutò di cancellare le recensioni anche se erano evidentemente false. Tantissimi ristoranti hanno avuto problemi simili al mio. Per non parlare del clienti che minacciano di scrivere una recensione negativa mentre chiedono uno sconto lamentandosi di un piccolo disservizio descritto come la tragedia che ha rovinato la loro vacanza …. Se a questo aggiungiamo le recensioni “a pagamento” vendute dalle reputation agency, per sostenere ristoranti e alberghi (non dimentichiamo la condanna a 8 anni di reclusione del tribunale di Lecce) otteniamo una specie di Far West pieno di trappole.

 

66 MILIONI DI RECENSIONI E SOLO IL 4,7% CANCELLATE DA TRIPADVISOR

Fattoria del Colle ristorante agrituristico

Fattoria del Colle e TripAdvisor

Fra i 66 milioni di recensioni 2018 nella piattaforma solo il 4,7% è stato respinto o rimosso perché falso (2,1%) con il risultato che TripAdvisor si è trasformato da uno strumento di trasparenza in un’arma per ricattare, truffare oppure dare sfogo all’aggressività tipo gli ultras del calcio. Il nocciolo della questione è l’anonimato di chi scrive le recensioni, agevolato dalla legge sulla privacy e difeso dalla dirigenza TripAdvisor. Nei fatti è alla base dell’esplosione di violenza verbale di chi usa le recensioni per darsi importanza con gli amici.

 

CENTRO RECENSIONI TRIPADVISOR COME STRUMENTO DI TRASPARENZA E MARKETING

Ed ecco che nasce il Centro Recensioni di TripAdvisor che dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, arginare le recensioni non autentiche. Il progetto arriva dopo un 2019 italiano caldo, per la celebre piattaforma dei viaggi, con il giudizio definitivo del Consiglio di Stato di multare TripAdvisor per pubblicità mendace: l’azienda – ha stabilito la sentenza di luglio 2019 – non può promuovere le proprie recensioni come “vere e autentiche”, perché non è in grado di garantire l’autenticità di un commento, nonostante gli sforzi per monitorare i numerosissimi contenuti pervenuti ogni giorno. Il punto interrogativo su TripAdvisor diventa una sentenza non più appellabile.

 

Gestire male la ripartenza è peggio dell’epidemia

Camere per turisti da sanificare come quelle ospedaliere, costi di gestione dei ristoranti tripli degli incassi …. La ripartenza dopo il covid è difficile

di Donatella Cinelli Colombini

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Le difficoltà maggiori sono nelle strutture ricettive e di ristorazione. Dopo il covid la produzione in fabbrica oppure in ufficio è ricominciata anche se con forti riduzioni nei fatturati, nel numero degli addetti e negli orari …. Anche le attività commerciali stanno facendo passi avanti ….

RIPARTENZA: SERVE UNA CABINA DI REGIA NAZIONALE PER IL TURISMO

Il settore più colpito è sicuramente il turismo che da solo vale il 16% del PIL e contiene oltre 2,5 milioni di addetti.
Varrebbe la pena creare una cabina di regia sul turismo che affianchi il Consiglio dei Ministri nelle sue decisioni. Non esiste un ministero, che è stato soppresso dal referendum del 1993 e nello sterminato organo tecnico istituito per consigliare il Presidente Conte mancano esperti di turismo. Invece, ora più che mai, servirebbe un regista unico che indirizzi la politica nazionale e coordini gli assessorati regionali del turismo e dell’agricoltura visto che agriturismo e enoturismo fanno capo alle istituzioni rurali.

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La prima necessità è dunque l’unità di intenti.
Poi ci vuole velocità di decisione e di intervento.

SALVARE ALBERGHI E STRUTTURE RICETTIVE CON LE PROSPETTIVE DI LAVORO DEI LORO DIPENDENTI

Bisogna evitare che gli alberghi con l’acqua alla gola diventino facili prede per i network criminali pieni di soldi, come mafia e camorra, oltre che, di investitori asiatici a caccia di affari nell’ultralusso.
La riluttanza del Governo a sostenere finanziariamente le imprese e, all’opposto, la propensione a puntare sull’assistenza potrebbe avere effetti disastrosi. Lasciare collassare le imprese turistiche trasformerebbe un problema congiunturale legato al covid in un problema strutturale di dimensioni enormi. Costa meno salvare le imprese ora, anche con liquidità a fondo perduto, che creare posti di lavoro in sostituzione di quelli perduti. Avete presente quello che è successo con Alitalia e quanto è costato? Nel caso della ricettività turistica la dimensione è molto più grande.

Accoglienza sicura dei turisti nelle aziende del vino

Istruzioni per organizzare l’accoglienza dei wine lovers nelle aziende del vino nel periodo covid. Tutto cambia per rimanere quasi come prima

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Accoglienza-sicura-in-cantina-in-epoca-covid

Di Donatella Cinelli Colombini

Tanti problemi e costi nell’accoglienza sicura in cantina all’epoca del covid. Qui di seguito elenco alcuni elementi utili a produttori e futuri enoturisti
Il lockdown ha sicuramente costretto tutti a una maggiore familiarità con la comunicazione internet e gli acquisti on line, circostanze che rendono meno ostica la necessità di prenotare la visita nelle cantine. Un’operazione che può avvenire per telefono ma verosimilmente è destinata a passare soprattutto attraverso il mezzo elettronico.

L’USO DEL WEB PER LE PRENOTAZIONI E LE RACCOMANDAZIONI

Il maggior problema del distanziamento sociale riguarda infatti la gestione delle visite che, soprattutto gli italiani,

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Accoglienza-sicura-in-cantina-in-epoca-covid

tendevano a decidere estemporaneamente una volta arrivati nei territori del vino. E’ proprio su questo elemento che l’alleanza pubblico-privato, con l’utilizzo dei portali regionali, potrebbe essere determinante al fine di aumentare la visibilità e l’accesso ai luoghi di produzione.
Contestualmente alla prenotazione il wine lover inizia a ricevere le raccomandazioni che ormai suonano come un ritornello ben noto: indossare la mascherina, mantenere le distanze dalle persone non appartenenti al proprio nucleo familiare, lavarsi e igienizzarsi le mani con frequenza …..
Raccomandazioni che il turista troverà anche all’arrivo nell’azienda di produzione enologica. E’ infatti necessario guidarlo secondo un percorso che esclude le parti produttive della cantina e lo indirizza verso il punto di accoglienza con cartelli e distanziatori. Prima di incontrare il personale aziendale troverà altre infografiche e gli igienizzanti per le mani come ormai è abituato a incontrare ovunque. E’ importante che la cantina registri i visitatori (con data e orario) in modo da poterli rintracciare nel caso sia necessario segnalare loro un episodio di contagio. Ovviamente, questa documentazione è soggetta alle stesse norme sulla privacy di qualunque archivio di nomi presente in azienda. 

IL NUOVO TURISMO DEL VINO 2020

Degustazioni e pranzi all’aperto, pic nic, trekking nei vigneti, vendita del vino, questi sono i nuovi punti forti del turismo del vino 2020

 

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Trekking nei vigneti – Fattoria del Colle – Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

Nel momento in cui la visita fra tini e botti è pressoché impossibile  sono privilegiate le zone con i paesaggi più belli e incontaminati; quelle che già avevano tracciato e palificato la sentieristica, le cantine che possiedono spazi esterni per servire pasti e assaggi, oppure avevano i segway per visitare le vigne come Argiolas o i cavalli come il Castello del Trebbio … Ma l’Italia del vino è ricca di luoghi bellissimi e panoramici che, in questa occasione possono trovare una riqualificazione. La cosa importante è valorizzare i punti forti di ogni azienda e cercare di diversificarsi dalle altre; magari organizzando piccoli appuntamenti a tema come la passeggiata nei vigneti con l’agronomo, il safari fotografico e i selfie del vino …
Gli investimenti e le nuove proposte turistiche vanno pensati come qualcosa che rimane anche dopo il periodo covid per non bruciarli in pochi mesi e per non appesantire la lista delle spese in un periodo con pochissimi incassi.

 

PIU’ WEB PER PRENOTARE E COMUNICARE CON I TURISTI DEL VINO

Altra premessa riguarda la comunicazione, perché ancora prima di organizzare l’offerta enoturistica bisogna lavorare alla sua divulgazione e commercializzazione. L’uso del web, come canale privilegiato della comunicazione turistica, ha accorciato i tempi ma non per questo è possibile rimandare l’azione on line fino all’ultimo momento.

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Trekking nei vigneti – Casato Prime Donne – Montalcino

C’è tuttavia una circostanza favorevole: se infatti, prima dell’epidemia, l’escursionista partiva per la destinazione di viaggio quasi sempre con un solo indirizzo prefissato, adesso, con la necessità di prenotare le visite, deve necessariamente organizzarsi in anticipo. Circostanza questa che avvantaggia enormemente chi è ben indicizzato e ha un alto numero di giudizi favorevoli, per cui esce fra i primi nei grandi portali turistici.

 

FARE SQUADRA PER FAR RIPARTIRE IL TURISMO DEL VINO

Una raccomandazione che conviene ribadire, riguarda l’opportunità di lavorare in gruppo, collegandosi con le associazioni enoturistiche come Movimento Turismo del Vino, le Strade del Vino, gli organismi preposti alla promozione turistica a livello locale e regionale. La squadra moltiplica le opportunità dei singoli per cui conviene monitorare le iniziative proposte da enti pubblici o associazioni e, nei limiti del possibile, inserire i propri programmi aziendali in network più grandi e più visibili.

 

ENOTURISMO COVID SENZA VISITE IN CANTINA

Alleanza fra imprese e istituzioni per rilanciare l’enoturismo, mentre le visite alle cantine offriranno solo assaggi all’aperto e  trekking nei vigneti

 

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Antinori Cantina del Chianti Classico – Bariccaia

di Donatella Cinelli Colombini

SERVE UN’ALLEANZA FRA IMPRESE E ISTITUZIONI PER RILANCIARE L’ENOTURISMO

Sostituire velocemente il turismo straniero diretto ai territori del vino con visitatori italiani richiede uno sforzo congiunto di istituzioni e imprese.
Rimettere in funzione l’attrattore turistico costituito dal vino significa far ripartire una grossa fetta dei flussi diretti alle zone interne dell’Italia. Un’operazione complessa che richiede l’impegno delle cantine nel riorganizzare la propria offerta; ma insieme ha bisogno delle istituzioni perché attivino azioni di comunicazione di notevoli dimensioni e facciano un miglior utilizzo di network già esistenti.
Potrebbe essere strategica la comunicazione attraverso la radio televisione pubblica: Decanter Radio2, Eat Parade TG2, LineaVerde RAI1 …. Per proporre i territori del vino come destinazioni turistiche alternative, meno affollate e più salutari perché capaci di offrire scenari naturali e sport all’aria aperta.

Capezzana-cantina

Capezzana Cantina

Altrettanto importante sarebbe la riorganizzazione della proposta enogastronomica all’interno del portale Italia.it di ENIT, dove l’offerta enogastronomica è davvero misera. Servirebbe che esso si collegasse a database capaci di offrire proposte di viaggio attrattive come quelle presenti nei siti turistici di alcune Amministrazioni regionali, del Movimento Turismo del vino e delle sue associazioni regionali come quella toscana.
Da non sottovalutare la possibilità di accordi con i grandi portali del turismo come Expedia, TripAdvisor, Booking, ….. e anche con i sistemi di navigazione e georeferenziazione, affinchè l’offerta enogastronomica sia più visibile e abbia un’accessibilità più immediata.

 

Quando un vino è verticale, rotondo oppure angoloso

Fra i descrittori di un vino ci sono quelli tattili come setoso e ruvido, ma anche quelli geometrici ad esempio pieno, verticale, lungo e corto. Vediamo questi ultimi

di Donatella Cinelli Colombini

Vino lungo Vin Santo Toscana Fattoria del Colle

Vino lungo Vin Santo Toscana Fattoria del Colle

Le parole usate per descrivere un vino sono spesso un linguaggio cifrato, da addetti ai lavori, anche perché dipendono da caratteristiche dell’uva o del processo produttivo che non tutti conoscono.
I wine lovers non devono preoccuparsi, la cosa importante è che il vino piaccia a chi lo beve. Deve dargli piacere ed emozione, tutto il resto conta poco. Tuttavia, conoscere le parole che descrivono un vino serve per scrivere le recensioni su Wine Searcher o Vivino oppure per il commento alla foto postata nei social.
E’ facile, più ovvio e intuitivo di quanto si immagina.
Qui vorrei spiegare i termini che, nella descrizione del gusto del vino, arrivano dalla geometria.

VINO AMPIO

Viene usato soprattutto per i profumi. Ampio quindi grande. Indica il profumo intenso e pieno di suggestioni, che richiama tante cose diverse come frutta esotica, spezie, caffè, tostato ….

Vino con profumi ampi Brunello Riserva 2008 Donatella Cinelli Colombini

Vino con profumi ampi Brunello Riserva 2008 Donatella Cinelli Colombini

VINO ANGOLOSO – SPIGOLOSO

La sensazione in bocca è spiacevole come un corpo troppo piccolo da cui sporgono delle punte. In genere si tratta di vini disarmonici dove la componente acida rimane troppo evidente. Servendo il vino a una temperatura più elevata il problema, generalmente, si risolve.

VINO CORTO – LUNGO

Il vino è corto se il sapore finisce appena viene deglutito mentre è lungo se lascia la bocca ben saporita per diversi secondi. Per capirlo pensate al cioccolato fondente che è molto lungo.

VINO PIENO

In bocca ha un effetto di consistenza simile a quello di un cibo specialmente al centro. Indica vini di grande struttura e intensità. Quando si accompagna all’armonia siamo al top

Pètrus il più famoso Merlot del mondo

Aneddoti personali e storia di Château Petrus, il mito del Merlot perfetto che snobba e supera le classificazioni di Bordeaux senza avere neanche il castello

Chateau Pètrus Pomerol Francia

Chateau Pètrus Pomerol Francia

di Donatella Cinelli Colombini

Sono cresciuta in una famiglia di produttori di vino di Montalcino, ma nel 1998, quando i miei genitori mi donarono la Fattoria del Colle e il Casato in Toscana perché le ristrutturassi e vi creassi le cantine dove realizzare i miei sogni, non mi sentivo pronta a questo compito e andai a fare 3 corsi alla Facoltà di enologia dell’Università di Bordeaux. Fu come ritornare giovane. Ogni mattina, io e gli altri corsisti produttori e enologi toscani, partivamo in bus con lo zainetto sulle spalle e passavamo ore nei banchi ascoltando le lezioni e facendo le degustazioni sui vini rossi da invecchiamento. Nel pomeriggio ci portavano nelle cantine … e che cantine! Visitammo Haut Brion insieme al Professor Yves Glories che ne era il consulente e ci guidò in una verticale di 5 annate.

Chateau Pètrus Pomerol Francia

Chateau Pètrus Pomerol Francia

DONATELLA CINELLI COLOMBINI A PETRUS

Un pomeriggio umido e freddo, scendendo dal pullman ci trovammo in un vigneto appena potato accanto a un edificio basso, bianco e lungo, aperto da finestre. In alto c’era la scritta Pètrus. In un primo momento rimasi sbalordita, mi sembrava impossibile. Mi aspettavo un castello grandioso e protetto da mura merlate …. Commisurato alla fama di quella cantina. Invece era una sobria costruzione orizzontale molto aristocratica ma piccola. Per me Pètrus era associato a un altro mito John Kennedy, il presidente USA giovane, colto e raffinato che prediligeva, fra tutti i vini di Bordeaux, questo Pomerol.
Qualche anno prima, quando una bottiglia di Brunello di mia madre, firmata dal baritono Renato Bruson che aveva cantato a Montalcino, era riuscita a superare Pètrus in un’asta milanese io avevo fatto salti di gioia. Per me Pètrus era un autentico mito. Arrivando davanti a quella cantina ero così eccitata che telefonai a mio marito, che lavorava in banca in Italia, per condividere la gioia ma anche per farlo morire d’invidia.

COME RACCONTARSI AI TURISTI DEL VINO

Storytelling per l’accoglienza in cantina: come raccontarsi in modo convincente e avvincente per trasformare i turisti del vino in clienti fedeli

 

Come accogliere i turisti in cantina lo storytelling

Come accogliere i turisti in cantina lo storytelling

Di Donatella Cinelli Colombini

Chiunque può diventare bravissimo nell’accoglienza in cantina. Basta prendere sul serio questa attività e prepararla in anticipo, magari sfruttando i periodi senza visitatori quando è possibile sedersi e riflettere su quello che distingue una specifica cantina da tutte le altre. Infatti il turismo è basato sull’unicità. Solo le cose uniche, vere e irripetibili valgono il viaggio e aprono il cuore dei winelovers.

 

LE PICCOLE REGOLE DA RICORDARE PER LO STORYTELLING IN CANTINA

1. Se non ti distingui ti estingui

Turismo del vino Montalcino Toscana

Turismo del vino Montalcino Toscana

2. Le informazioni non si sommano ma si dividono
3. Le emozioni si ricordano più delle informazioni
4. La sensorialità delle informazioni può accrescere l’apprezzamento

Partiamo dal primo consiglio; il cliente sceglie i vini, come il visitatore sceglie la cantina in cui andare, partendo dal confronto con gli altri che conosce.
Per questo bisogna che ogni produttore abbia ben chiari i suoi propri punti di forza, le cose in cui << è il migliore>> e impari a raccontarle come uno storytelling da collegare strettamente al proprio brand. Questo è il “racconto dei racconti”, il principale e caratterizzante dell’azienda, quasi un “tormentone” da ripetere fino a farlo incollare all’immagine della cantina come fosse la scheda segnaletica.

 

 

Vini naturali a norma di legge

Si chiamano “Vin méthode nature” e, in Francia, hanno un disciplinare, un logo e una certificazione. Fra poco saranno in vendita le prime 130.000 bottiglie

 

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Jacques Carroget presidente del sindacato dei Vin méthode nature

Di Donatella Cinelli Colombini

La Francia è la prima a dare una forma definita ai vini “come natura crea” ponendo regole certe alla loro produzione, come ci informa WineNews.
Da anni cresce l’interesse del mercato e dei critici verso la produzione enologica più rigorosamente “naturalista” con un fiorire di sigle, eventi e associazioni: vini liberi, biodinamici, naturali, free, senza solfiti …..

 

VINI NATURALI FAVOREVOLI E CONTRARI

Molto sperimentalismo, voglia di ribellarsi alle manipolazioni della tecnologia, dell’agrindustria reazione all’appiattimento dei caratteri causato dalla globalizzazione, etica ma anche romanticismo nel vagheggiare una natura che fa da sola e fa sempre bene. Un mix di sensibilità e di aspirazioni che portano, nel mondo del vino, il vento rivoluzionario di Greta Thunberg e danno una risposta a quei consumatori che esprimono, nelle loro scelte alimentari, un forte sentimento ambientalista.

Vin méthode nature

Vin méthode nature

I vini “naturali” vengono prodotti in tutte le regioni viticole del mondo e da oltre 10 anni i loro artefici chiedono un riconoscimento. Qualcosa di più della fogliolina BIO dei vini certificati biologici che a loro sembra troppo poco.
Non sono mancate le critiche soprattutto riguardo all’aroma, talvolta non troppo invitante di certi vini “naturali” che, molti enologi, bocciavano come difettosi. In realtà si tratta di una tipologia completamente diversa dai vini classici. Un po’ come quando la pittura della seconda metà dell’Ottocento passò dal classicismo degli accademici all’impressionismo di Monet e poi all’espressionismo di Matisse. E’ impossibile valutarli tutti con lo stesso criterio.
La Francia fu la culla di quella rivoluzione in pittura ed oggi è il Primo Paese a riconoscere legalmente i vini naturali.

 

Toscana, Brunello due brand che nel vino sono un mito

Toscana percepita come la miglior regione per i vini rossi e la miglior destinazione enoturistica. Brunello al TOP, costa 382$ a New York e 339£ a Londra

 

Anteprime di Toscana 2020

Anteprime di Toscana 2020

Di Donatella Cinelli Colombini

Se il consumatore italiano pensa a una regione dove il vino rosso è buono, pensa alla Toscana (19%) e solo in seconda battuta al Piemonte e alla Puglia.

 

TOSCANA PRIMA  PER I VINI ROSSI E COME DESTINAZIONE DI TURISMO DEL VINO

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Toscana vince come destinazione enoturistica dati Nomisma Wine monitor

La Toscana vince e soprattutto vince come destinazione di turismo del vino: i connazionali la scelgono al 27%, i tedeschi al 23%, gli inglesi all’11% e gli statunitensi al 10% ma è sempre la prima meta dei wine lovers, mentre al secondo poso si alternano Veneto, Sardegna e Sicilia.

In altre parole nell’immaginario degli appassionati dei calici importanti, la mia regione, è proprio la terra promessa del dio bacco. Una specie di paradiso di paesaggio, grandi assaggi, opere d’arte e cucina che innamora.

 

 

Roberta Garibaldi e il suo terzo rapporto

Tutti i turisti vogliono fare esperienze enogastronomiche ma soprattutto i giovani e cercano qualcosa di nuovo, unico e sorprendente

 

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Roberta Garibaldi terzo Rapporto sul turismo enogastronomico

di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2007 solo il 17% dei viaggiatori mondiali aveva partecipato a un’esperienza di tema enogastronomico (TIA & Edge 2007) ma già nel 2013 questa percentuale era salita al 77% (Mandala Research 2013) oggi secondo il Rapporto sul turismo enogastronomico di Roberta Garibaldi, la quasi totalità (94%) dei visitatori vuole arricchirsi partecipando a un appuntamento sul vino o sul cibo.
Il 71% dei turisti francesi, del Regno Unito, canadesi, statunitensi, messicani e cinesi parte proprio per vivere momenti unici legati all’enogastronomia, mentre il 59% sceglie la destinazione di viaggio in base a questo tipo di offerte.

 

TREND DI TRIPADVISOR SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO

 

Sfoglia ripiena di mele con cioccolato al rosmarino

Sfoglia ripiena di mele con cioccolato al rosmarino

Per quanto riguarda i trend, TripAdvisor ha dichiarato che, nel 2018, in Italia, la categoria “Cibo, vino e vita notturna” ha avuto una crescita di prenotazioni del 141% risultando il segmento più attrattivo. Il picco dell’incremento riguarda le fabbriche di cioccolato (+195%) e le distillerie (+779%) .
Il 69% dei turisti cerca dove mangiare prima di partire, ma il 68% fa la stessa ricerca on line mentre è arrivato nella destinazione del viaggio.

 

I MILLENNIALS E LA GENERAZIONE Z SONO FOODIES

Le nuove generazioni di turisti – i Millennials e la Generazione Z – sono dei super foodie con crescente attenzione al cibo come chiave per capire i territori visitati e come salute del corpo. Le esperienze, specialmente se uniche e memorabili, attraggono il 79% di chi è nato intorno al 1997.

 

Turismo del vino ucciso dal covid

La crisi del turismo mondiale blocca un business da 1.300 miliardi svuotando aerei, alberghi, ristoranti, agenzie viaggi e cantine che perdono i migliori clienti

 

Donatella Cinelli Colombini esperta di turismo del vino

Donatella Cinelli Colombini esperta di turismo del vino ideatrice Cantine Aperte

Donatella Cinelli Colombini, ideatrice della giornata Cantine aperte e prima promotrice del turismo del vino in Italia fa il punto sugli effetti del covid nelle cantine che, passata la fase 1 dell’epidemia avranno molta difficoltà a ripartire  con il turismo, perdendo business e posti di lavoro.

Il turismo è la vittima economica principale dell’epidemia covid: un miliardo e quattrocento milioni di viaggiatori l’anno con un business mondiale intorno a 1.300 miliardi bloccato dalla paura. Paura di salire in aereo dove potrebbero esserci dei passeggeri contagiosi oppure di andare in alberghi o ristoranti dove il viaggiatore precedente, forse malato di covid, potrebbe aver starnutito su coperte o cestini del pane…. La reclusione in casa ha aumentato la percezione di pericolo rispetto a tutto quello che sta fuori delle mura domestiche per cui le vacanze, più che momenti di evasione, appaiono come esperienze ansiogene con il coronavirus sempre in agguato.

TURISMO VACANZE E CORONAVIRUS

Turismo del vino ucciso dal covid

Turismo del vino ucciso dal covid

Meglio evitare? Una prospettiva che la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha espresso con la frase <<non prenotare le vacanze della prossima estate>> e che il Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro ha ripreso il 17 aprile <<è presto per pensare alle vacanze>>.

In questo disastroso 2020 ogni Paese cercherà di tenere i cittadini nei propri confini nazionali e probabilmente anche gli Italiani faranno viaggi di prossimità. Per questo le destinazioni turistiche dove i viaggiatori sono prevalentemente italiani saranno meno colpite rispetto a regioni, come la Toscana, dove gli arrivi dall’estero hanno percentuali molto alte e fra loro gli Statunitensi sono numerosi (9% degli arrivi totali). Qui si sta delineando un autentico tracollo. Non dimentichiamo che il turismo estero vale oltre 40 miliardi per l’Italia.

Addio a Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni

Due capitani coraggiosi che da giovani hanno lasciato Lucca per diventare leader in Canada e negli Stati Uniti Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni

Pier-Luigi-Tolaini

Pier-Luigi-Tolaini

Di Donatella Cinelli Colombini

Un addio pieno di gratitudine per questi due uomini che hanno dato lustro all’Italia nel mondo. Due personaggi molto diversi accomunati dalla zona di origine – Lucca – e dalla morte: il 19 aprile per Pier Luigi Tolaini e il 20 aprile per Siro Maccioni.

PER LUIGI TOLAINI

Ho conosciuto Tolaini attraverso la figlia Lia Tolaini Banville. Ero intimorita da quest’uomo partito dalla Garfagnana con il solo biglietto di andata verso l’America e capace di costruire da niente, a Winnipeg in Canada una delle maggiori impresedi trasporti  e logistica del Nord America,  la TransX. Era pragmatico, con una mente veloce e un’estrema

Siro-Maccioni-con-gli-chef-de-Le-Cirque

Siro-Maccioni-con-gli-chef-de-Le-Cirque

determinazione nel fare. Quando ho dovuto discutere con lui, pur sapendo di essere nel giusto, non sono riuscita a tenergli testa, perché aveva una personalità fortissima. Ho visto lo stesso tratto in tutti i grandi imprenditori che ho incontrato. Hanno quasi un’energia che cattura gli altri.

I LUCCHESI NEL MONDO

I lucchesi hanno una caratteristica diversa dagli altri toscani che fanno fatica a lasciare la loro terra di origine. L’avevano capito i Medici che mandavano i lucchesi nelle sedi estere della loro banca: ricordate il Ritratto dei coniugi Arnolfini (Jan van Eyck 1434)? Per capire la forza dei lucchesi nel mondo bisogna andare alla processione del Volto Santo il 13 settembre quando la città è interamente illuminata a candele e dietro al Crocifisso sfilano tutte le parrocchie e i comuni del lucchese e poi i lucchesi nel mondo con i labari dove si legge Sidney, Toronto, San Paolo ….
Pier Luigi Tolaini e Siro Maccioni erano fra questi lucchesi di cui la Toscana e l’Italia andava fiera.

Preparando la ripartenza dopo il coronavirus

Semplicità, sobrietà, autenticità e socialità: ecco le parole chiave del dopo coronavirus secondo Vincenzo Russo. Perché questa epidemia ci cambierà per sempre

 

 I consumi dopo il coronavirus

Donatella Cinelli Colombini con Vincenzo Russo – I consumi dopo il coronavirus

di Donatella Cinelli Colombini

Sicuramente avremo le tasche più vuote ma forse riscopriremo i valori importanti, gli affetti veri e le cose che desideriamo sinceramente. Quasi come dopo una guerra, quando i superstiti si scoprono diversi, ma anche più forti e più solidali. Ovviamente questo presuppone una ripartenza, perché <<se dovesse continuare questa emergenza sarebbe la recessione economica più grave della storia dell’umanità>> dice Russo, quindi dobbiamo mettercela tutta e scommettere sul futuro.

 

VINCENZO RUSSO E LE PAROLE CHIAVE PER LA RIPARTENZA

Cronache di Gusto ci porta l’opinione di Vincenzo Russo, professore alla IULM di Milano e principale esperto italiano di neuromarketing.
Russo parte dall’analisi di Giampaolo Fabris all’indomani della crisi economica del 2008 (“La società post-crescita. Consumi e Stili di vita” 2010) quando il boom del consumismo, con la ricerca degli abiti griffati, del lusso, dell’effimero e dell’eccesso, che aveva caratterizzato la fine del Novecento, perse la sua attrattività.
Uno choc simile a quello del coronavirus che, secondo Vincenzo Russo, cambierà i comportamenti dei consumatori <<andranno a cercare la semplicità, la sobrietà e l’autenticità. Penso ai prodotti biologici, naturali, fatti in casa, fatti bene, del territorio, insomma tutte cose che garantiscono autenticità del territorio e che saranno di grandissimo interesse>>.

 

                                                                       

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