Forum: vino e tanto altro

Ristoranti italiani ad alto gradimento on line

La soddisfazione dei clienti per i ristoranti italiani supera l’85%, piace soprattutto l’accoglienza e meno il prezzo. In testa Toscana, Umbria e Veneto

Ristoranti-Italiani

Ristoranti-Italiani

Di Donatella Cinelli Colombini

Il rapporto Travel Appeal analizza ogni anno le recensioni nei principali portali turistici on line che per metà riguardano i ristoranti. Nel periodo settembre 2018- agosto 2019 i giudizi dei clienti sono stati oltre venti milioni e costituiscono dunque un capione di valutazione amplissimo.

TRAVEL APPEAL E IL GIUDIZIO ON LINE SUI RISTORANTI ITALIANI

L’87,9% dei clienti dei ristoranti italiani ha dato un giudizio favorevole all’esperienza e soprattutto al modo con cui è stato accolto elemento che appare il più gradito con il 90% dei consensi. La cordialità dei rapporti con chi serve i pasti piace addirittura più del cibo che pure è apprezzato dall’86,7% dei commensali.
Quello che invece risulta indigesto è il prezzo, ben accetto solo al 61% dei clienti, mentre dei ristoranti italiani piace la posizione, l’estetica e la pulizia.
I giudizi degli stranieri sono solo il 18% del totale ma sono favorevoli. I più entusiasti, come era prevedibile, sono gli americani che esprimono l’89,6% degli apprezzamenti, seguono inglesi, tedeschi, spagnoli e francesi.
Le regioni con un “indice di gradimento” migliore sono Toscana (85%), seguita a ruota da Umbria e Veneto.

16 case offerte su Airbnb ogni 1000 abitate da italiani

La nuova ricettività turistica si concentra nel Sud della Toscana: a Montalcino una casa su 10 è affittabile su Airbnb e a Gaiole in Chianti 343 su mille

Airbnb-nuova-ricettività-turistica

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Di Donatella Cinelli Colombini

L’Italia è il secondo Paese europeo per numeri di posti letto turistici.
A livello mondiale è superata da Sati Uniti e Cina che, tuttavia, sono nazioni molto più popolose e estese della nostra. In Italia l’incidenza della “popolazione turistica” rispetto a quella residente evidenzia una dinamica a grosso rischio, soprattutto nei piccoli centri.

POSTI LETTO TURISTICI IN HOTEL E STRUTTURE EXTRALBERGHIERE

Nel nostro Paese ci sono 2.200.000 posti letto alberghieri e 2.700.000 extra alberghieri.

Airbnb

Airbnb

E’ questa seconda tipologia che ha spinto in avanti l’offerta facendola crescere addirittura più dei flussi turistici. Uno studio del Sole 24 Ore su numeri forniti da onData ha mostrato come in Italia ci siano 415.000 alloggi affittabili sul sito Airbnb, per un totale di 1,8 milioni di posti letto.

L’ENORME CRESCITA DEGLI AFFITTI AIRBNB

In pratica le città italiane si stanno trasformando in alberghi diffusi. Basta camminare per le vie di Firenze intorno al centro storico, nella tarda mattinata, per vedere un traffico di furgoncini o piccoli rishow che trasportano l’occorrente per la pulizia e il cambio biancheria degli alloggi. Gli addetti, spesso asiatici, posteggiano il loro mezzo sul marciapiede, salgono a riordinare la casa, escono e proseguono velocissimi fino all’indirizzo Airbnb successivo e via così fino al primo pomeriggio.

I migliori ristoranti italiani nel mondo

Vince Passerini a Parigi, secondo posto per Don Alfonso di Toronto e medaglia di bronzo per il locale di Tokyo di Heinz Beck

Migliori-ristoranti-italiani-nel-mondo-Giovanni-Passerinie

Migliori-ristoranti-italiani-nel-mondo-Giovanni-Passerini

Di Donatella Cinelli Colombini

La classifica 50 Top Italy con i migliori 50 ristoranti italiani del mondo è consultabile on line ed è il primo risultato del progetto LSDM (storico congresso di cucina d’autore che si svolge a Paestum) curato dai suoi ideatori, Barbara Guerra e Albert Sapere, insieme al giornalista Luciano Pignataro.

50 TOP ITALY MIGLIORI RISTORANTI ITALIANI NEL MONDO

L’ iniziativa accende i riflettori sull’alta cucina italiana che mette in evidenza la sua diffusione planetaria: infatti l’Europa primeggia

Migliori-ristoranti-italiani-nel-mondo-Don-Alfonso-Toronto

Migliori-ristoranti-italiani-nel-mondo-Don-Alfonso-Toronto

con 18 insegne, ma non domina la scena. Il Nord America ha 16 ristoranti nella classifica, (14 negli Stati Uniti e 2 in Canada) l’Asia 10, l’America latina 3 l’Australia 1, come 1 in Sud Africa e 1 negli Emirati Arabi.

NEW YORK: LA CITTA’ DOVE IL CIBO ITALIANO E’ PIU’ BUONO

La città alfiere del Made in Italy in cucina è New York con 7 ristoranti seguita da Parigi e Hong Kong con 4 e Ginevra con 3. Ecco che le grandi metropoli del mondo, con le loro enormi ricchezze e il loro stile di vita sofisticato, diventano il palcoscenico migliore per talenti come il romano Giovanni Passerini nel suo locale di Parigi, il campano Alfonso Iaccarino  a Toronto, oppure Mario Gamba (quarto fra i migliori ristoranti italiani del mondo) con il suo Acquarello di Monaco di Baviera oppure Umberto Bombana, arrivato quinto con 8 ½ Bombana di Hong Kong.

I 100 nomi più famosi del mondo del vino

Pochi italiani fra i 100 nomi più conosciuti del vino: Gaja, Masseto, Ornellaia, Sassicaia, Solaia, Tignanello e Zenato. A livello internazionale tutti i big

Social Vignerons

i 100 nomi del vino più famosi Social Vignerons

Di Donatella Cinelli Colombini

La lista completa è in Social Vigneron, uno dei blog più influenti e meglio fatti nel mondo con un esercito di followers: 397 mila su Twitter, 23 mila su Facebook, 46 mila su Instagram. Il suo autore Julien Miquel è un enologo, comunicatore, influencer veramente geniale. Nel 2015 il suo blog ha vinto il titolo di Wine blog award cioè di miglior wine blog del mondo.
Per questo vi consiglio di seguirlo per avere un punto di vista più internazionale ma anche per imparare.

I 100 NOMI DEL VINO PIU’ FAMOSI DEL MONDO

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Quello che troverete sotto è giusto un assaggio: vi lascio la curiosità di andare a leggere l’articolo di Social Vigneron.

NOMI PIU’ FAMOSI CON LA LETTERA A

Ace of Spades (Armand de Brignac by Cattier), Champagne, FranceAngélus (Château), Saint-Emilion Grand Cru, France
Astralis Shiraz (Clarendon Hills), McLaren Vale, Australia
Ausone (Château) Saint-Emilion Grand Cru, Bordeaux, France

Impressionante lo strapotere dei francesi.

I NOMI PIU’ FAMOSI CHE INIZIANO CON LA LETTERA B

Beaucastel (Château), Châteauneuf-du-Pape, France
Beaux Freres ‘The Beaux Freres Vineyard’ Pinot Noir, Ribbon Ridge Oregon, USA
Belle Epoque (Perrier-Jouet), Champagne, France
Beaulieu Vineyard BV Georges de Latour Private Reserve Cabernet Sauvignon, Napa Valley, USA
Billecart-Salmon, Champagne, France
Bin 707 Cabernet Sauvignon (Penfolds), South Australia

Brunello 2015 di Donatella Cinelli Colombini

Una grandissima annata di Brunello cinque stelle che ha iniziato ad essere celebrata ancora prima di entrare nel mercato e unisce potenza, eleganza e  longevità

Brunello di Montalcino 2015

Brunello di Montalcino 2015 casato Prime Donne

L’andamento climatico mostra le tipiche caratteristiche dei migliori millesimi del Brunello con inverno e primavera piovosi che hanno idratato il terreno, luglio caldissimo che ha bloccato un sviluppo vegetativo determinando un calibro ridotto degli acini, agosto con temporali alternati a giornate calde, settembre con fortissima escursione termica fra notte e giorno che ha favorito la sintesi dei profumi. Un copione che si ripete per tutte le grandi annate di Brunello e sembra dimostrare che il global warming è un’autentica fortuna per il vigneto di Montalcino perché moltiplica le annate cinque stelle e ne innalza il livello qualitativo fino a vertici mai raggiunti nel passato.

CLIMA DELL’ANNATA 2015

Il 2015 verrà ricordato per il suo clima capriccioso che nel Sud della Toscana, risparmiò Montalcino, ma fece enormi danni tutto intorno: a Torrita il 5 luglio, chicchi di grandine grossi come arance, distrussero tetti e auto, a Buonconvento la piena del fiume Arbia, il 24 agosto, portò l’acqua in musei, case, negozi e persino nel teatro, un vero disastro.

Brunello-Vendemmia 2015 Violante Gardini aspettando le 5 stelle

Brunello-Vendemmia 2015 Violante Gardini aspettando le 5 stelle

MONTALCINO E LA SUA OTTIMA VENDEMMIA 2015

Montalcino sembrava avere una protezione divina e l’uva arrivò alla vendemmia in condizioni perfette.
Infatti il 14 settembre quando arrivò la nostra consulente enologa Valerie Lavigne l’uva era quasi pronta per la raccolta e si presentava nel modo migliore. Valerie aveva con lei un ospite d’eccezione, il preside della facoltà di enologia di Bordeaux Denis Dubourdieu uno degli uomini più potenti e temuti di tutto il mondo del vino. Il Professor Dubourdieu ebbe solo una parola per descrivere i vigneti del Casato Prime Donne dopo averli ispezionati a piedi << impeccable>> cioè perfetti.

BRUNELLO 2015 CARATTERI

TIPOLOGIA:

rosso secco

ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Gli influencer del vino da tenere d’occhio

Chi vuole creare il sui wine blog e chi vuole essere sempre informato sulle novità del mondo del vino: ecco i Top Wine Influencer

wine-influencer-Jancis_Robinson

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Di Donatella Cinelli Colombini

La lista arriva da Sommelier Choice Award e quindi esprime il punto di vista dei sommelier, cioè di un’utenza internet molto, molto esigente e di lingua inglese.  Io ho riassunto alcuni concetti ma vi invito a consultare l’articolo originario per avere tutte le informazioni.

Gli influencer hanno un’importanza crescente, creano tendenza, orientano le scelte dei consumatori, specialmente dei consumatori giovani. Il loro target è meno elitario di quello dei grandi guru, i super assaggiatori del Wine Spectator, Robert Parker e simili.

Julien Miquel

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Parlano un linguaggio più semplice e non strettamente legato alla qualità contenuta nelle bottiglie. Nel mondo dei wine critics, gli infuencer sono guardati con grande sospetto e a volte con esplicita condanna soprattutto perché i canali social non hanno gli stessi codici etici del giornalismo e infatti pullulano di fake news e “incompetenti virali”. Anche il grande Luciano Ferraro si è espresso con termini molto duri contro gli influencer durante il forum dei giovani del vino organizzato durante la Milano Wine Week 2019.  In realtà quasi in cima alla classifica doveva esserci anche il suo Divini blog che fa davvero tendenza.

I WINE INFLUENCER PIU’ FORTI DEL MONDO

Che piacciano o non piacciano, i wine influencer ci sono e la loro capacità di orientare il mercato è sempre più forte. Quindi è bene saper chi sono quelli più forti.

THE WINE WANKERS

Australiani di Sidney viaggiano in tutto il mondo per conoscere i territori del vino e per raccontarli. Il loro stile è molto discorsivo e spiritoso. Anche il nome dice molto infatti i “wine wankers” sono quelli che si danno arie e ostentano la propria competenza facendo sentire gli altri inferiori, tutto il contrario di Conrad e Drew, i proprietari del blog.

L’adulazione, la carriera e i potenti

L’Italia con il suo esercito di adulatori senza qualità e di talenti senza sbocchi professionali avrà un futuro? Una riflessione sui cortigiani e il potere

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Di Donatella Cinelli Colombini

Scrivo queste note all’indomani di un piccolo episodio che ritengo emblematico della realtà italiana. In un’amministrazione locale una persona di talento è stata sottomansionata e un adulatore promosso.

TALENTI SOTTOMANSIONATI E CORTIGIANI PROMOSSI

Trattare i dipendenti come valigie è tipico delle strutture pubbliche dove conta più l’appartenenza che la capacità. Questo è uno dei principali motivi per cui non funzionano. Non mi sorprende, mi ha invece colpito la sbalorditiva capacità di un adulatore che è riuscito a diventare il beniamino di tre potenti di colore politico diverso, in rapida successione. Benchè lo disprezzi devo ammettere di ammirarlo perché ha portato la sua tecnica di cortigiano a un livello di raffinatezza quasi artistica. La sua carriera si fonda su questo perché oltre che adulare e dire maldicenze sui presunti nemici del potente a cui si è attaccato, non sa fare altro.
Quest’episodio mi ha spinto a una riflessione sull’adulazione e il suo ruolo nella società italiana attuale.

Giotto-Invidia-adulazione

Giotto-Invidia-adulazione

IL RUOLO DELL’ADULAZIONE NELLA CARRIERA

Meno nelle imprese private e molto nella struttura pubblica l’adulazione è un lubrificante della carriera. La piaggeria degli YES MAN, l’arte di “saperci fare” per conquistare il favore di chi conta con l’adulazione è diventata la strada maestra delle promozioni.
Nel passato, quando i valori erano i pilastri dell’esistenza fino a rischiare la propria vita per onorarli, basta pensare al Risorgimento, l’adulazione era disprezzata come espressione dell’animo vile.

Il turismo del vino ama la tecnologia?

Il turismo del vino fra tradizione e ambienti virtuali. Per rinnovare e diversificare l’offerta ci vuole più tecnologia o più conservazione?

uso-della-tecnologia-nel-turismo-del-vino-Masi-discovery-muesum

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Di Donatella Cinelli Colombini

E’ giusto mantenere le cantine come dei “piccoli mondi antichi” dove il turista trova il ricordo dei nonni oppure è meglio introdurre touch screen, ambienti digitali, realtà aumentata ….

RAPPORTO SULL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA NEL TURISMO ENOGASTRONOMICO

Nel recente interessantissimo Rapporto sull’innovazione tecnologica nel turismo enogastronomico Roberta Garibaldi ci pone davanti a questo dubbio a cui lei da una risposta positiva proponendo l’innovazione come strumento per ottenere più coinvolgimento e interesse da parte dei visitatori.

I MUSEI, LE MOSTRE E L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

In molti musei aziendali dedicati all’agroalimentare c’è un ampio uso della tecnologia. In quello Lavazza, ad esempio, ci sono tazzine

Vernaccia Wine Experience

Vernaccia Wine Experience

multimediali, oppure in Olanda l’Heineken Experience fa vivere ai turisti l’esperienza della birra per cui vengono scossi, spruzzati d’acque e esposti al calore. Anche nella Cité du Vin a Bordeaux è possibile percorrere la storia del vino con una sequenza di piccoli teatrini digitali mentre al MAVV- Museo dell’arte, del vino e della vite della Reggia di Portici ci sono videogiochi sulle fasi della vinificazione con un sommelier “virtuale” che giudica alla fine. Persino nel piccolo museo della Vernaccia di San Gimignano è la tecnologia a creare emozione, creando personaggi virtuali e visita degli ambienti di produzione con visione a 360°.

CONTIENE SOLFITI

Anche nei vini con la scritta “Non contiene solfiti aggiunti” ci sono solfiti e chi è allergico non deve berli. Qualche chiarimento su una norma che confonde

i-solfiti-nel-vino-naturali-e-aggiunti

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Di Donatella Cinelli Colombini

Tutto il vino contiene solfiti.
I solfiti sono presenti in natura e quindi scritte del tipo “Non contiene solfiti” sulle bottiglie di vino sono errate, proibite e persino pericolose perché chi è allergico ai solfiti potrebbe essere indotto a pensare di poter bere il nettare di Bacco e invece non è così. I solfiti ci sono sempre anche se in piccole quantità.

NESSUN VINO PUO’ RIPORTARE LA SCRITTA “NON CONTIENE SOLFITI”

Tuttavia la maggior parte dei solfiti arrivano nel vino durante la sua produzione. Nelle pratiche di cantina l’anidride solforosa oppure il metabisolfito di potassio vengono utilizzati con funzioni antiossidanti, conservanti e antisettiche. Quando, tali aggiunte innalzano il quantitativo di solfiti presenti nel vino sopra i 10 milligrammi per litro, cioè quasi sempre, la bottiglia deve riportare la frase “Contiene solfiti aggiunti” nella lingua del Paese in cui viene commercializzata. Per questo motivo la maggior parte delle etichette riportano questa indicazione in moltissime lingue diverse.