Forum: vino e tanto altro

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E’ tempo di cambiare il modo di giudicare i vini?

Polemic

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he, idee e suggerimenti per i wine critics che si trovano alle prese con la crescente influenza delle recensioni dei consumatori nei portali del vino

Polemiche e riflessioni sul ruolo e i metodi della critica enologica. Un argomento caldissimo nell’ultimo anno dopo la campagna social del rivenditore inglese Naked Wines con le sue “5 golden rules to choosing a good bottle of wine” cinque regole d’oro per comprare il vino.

NAKED WINES E LE SUE CINQUE REGOLE D’ORO PER COMPRARE IL VINO

Si tratta di una campagna del 2018 in cui comparivano frasi del tipo << …don’t trust wine critic recommendations either – they need to seem useful, or they’ll be out of a job! So they invent trends and get paid to push you toward certain wines … the best thing to do is look for real customer reviews>> non fidatevi dei consigli dei critici del vino, costoro devono sembrare utili, per non rimanere senza lavoro! Così inventano le tendenze e vengono pagati per spingervi verso determinati vini … la cosa migliore da fare è guardare le recensioni dei veri consumatori>>. Frasi che hanno scatenato un putiferio al punto che Rowan Gormley, responsabile di Naked Wines ha dovuto scusarsi con i critici che minacciavano querele.

La polemica si è affievolita ma non si è spenta del tutto, soprattutto in Gran Bretagna e WineSearcher pubblica un divertente articolo di Oliver Styles che sviluppa,

Firenza-Chianti-Classico-anteprima

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con toni più misurati ma diverse frecciate, l’argomento della critica enologica all’indomani delle degustazioni en primeur sui vini di Bordeaux.

E’ IL MOMENTO DI CAMBIARE I GIUDIZI SUI VINI?

La domanda che viene posta è <<E’ il momento di cambiare i giudizi sui vini?>> Il giudizio del critico che assaggia in solitudine tende a polarizzare i giudizi punendo e premiando molto ma fa emergere i vini di grande personalità. Il panel composto da un gruppo di esperti si avvicina di più al giudizio dei consumatori evoluti, è insomma più “popolare”.
Il punteggio assegnato da un singolo degustatore diventa ancora più complicato in occasione delle “en primeur” quando riguarda un vino di sette mesi in rapida evoluzione per il quale bisogna prevedere il futuro livello qualitativo. Si tratta di rating difficilissimi che costringono molti critici a ripetere il barrel tasting più colte a distanza di giorni evidenziando una grande incertezza.
Da qui un’idea che, appare stravagante, ma forse non è poi così strana: il metodo degli Oscar del cinema. Cioè chiedere ai critici e ai produttori di cercare una valutazione unanime.

Matrimonio in cantina Toscana Fattoria del Colle

WINE WEDDING E LA CANTINA DIVENTA UN NIDO D’AMORE 

L’evento in cantina più remunerativo è il matrimonio. I wine wedding  sono di moda in tutto il mondo. Toscana migliore wedding destination in Italia

Matrimonio in cantina Toscana Fattoria del Colle

Wine-wedding-Matrimonio in cantina Toscana Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Le coppie italiane si sposano sempre meno ma gli stranieri scelgono spesso l’Italia per il giorno che celebra il loro amore. Secondo l’indagine 2018 del Centro Studi Turistici di Firenze, il business dei matrimoni esteri in Italia supera il mezzo miliardo e la Toscana è in posizione leader con il 30,9 % del giro d’affari complessivo pari a 160 milioni di Euro e mezzo milione di presenze.

IL BUSINESS DEI MATRIMONI STRANIERI

Ma sono i dettagli che fanno impressione: le 2.700 coppie che hanno scelto di dire “Si” in Toscana hanno speso una media di 59.000€ per ogni matrimonio. Ovviamente la forbice è

molto ampia fra gli eventi milionari di Castiglion del Bosco – Montalcino (Ferragamo) e quelli molto semplici nei casali, ma sicuramente si tratta di un business lucroso. Le ville sono le più richieste (38,3%) e subito sotto gli agriturismi (20,8%). I mesi preferiti giugno e

wine-wedding-matrimonio-in-cantina-Fattoria-del-Colle-Toscana

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settembre, la destination preferita Firenze (15%) seguita da Fiesole e da Certaldo. Vale la pena soffermarsi su quest’ultima città per esaminare l’opera del Comune come un esempio di marketing turistico ben riuscito.

CERTALDO DOVE NACQUE BOCCACCIO E DOVE I MATRIMONI RICHIAMANO IL DECAMERONE

Certaldo è il luogo natale di Giovanni Boccaccio, cioè dell’autore del Decamerone, simbolo del medioevo più godereccio e persino erotico. Ebbene il Comune organizza ogni anno Mercantia, una festa medioevale di grandissimo successo. Oltre a questo ha riunito fotografi, agenzie di teatro, ristoranti e naturalmente wedding planner per dar vita a Certaldo Wedding proponendo la cittadina toscana come luogo di matrimoni unici perché capaci di creare una cornice medioevale e addirittura boccaccesca intorno ai novelli sposi.

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GLI EVENTI DELLA CANTINA PER I SUOI TURISTI

Il turismo è sempre più attratto da esperienze da vivere, momenti unici, che arricchiscono di conoscenze e di amicizie. Le cantine devono offrirli ai loro clienti

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Di Donatella Cinelli Colombini

Per questo l’offerta enoturistica si sta punteggiando di soggiorni a tema e piccoli eventi destinati ai wine lovers. Si tratta, per lo più di degustazioni a pagamento. Sono di questo tipo le verticali di annate antiquarie guidate da un enologo celebre, le degustazioni comparative che coinvolgono cantine di altre zone d’Italia o del mondo, i pranzi cucinati da chef famosi abbinati ai propri vini, oppure le “comparsate” di personaggi televisivi. Si tratta di piccoli eventi che vengono proposti ai clienti più affezionati oppure ai membri del club aziendale (Amici della cantina ….) che si sentono privilegiati partecipanti di qualcosa di esclusivo che accresce le loro conoscenze e il grado di affezione nei confronti della cantina.

EVENTI NELLE CANTINE PER GLI ENOTURISTI:  SINGOLI O A RETE

Gli eventi in cantina destinati ai wine lover possono essere anche all’interno di network più grandi come avviene per “Cantine aperte

Eventi in cantina per enoturisti Cantine aperte 2015 Montalcino Casato Prime Donne

Eventi in cantina per enoturisti Cantine aperte 2015 Montalcino Casato Prime Donne

oppure “Calici di Stelle”, quest’ultimo in partnership con le Città del vino.
In questi due eventi la comunicazione è sviluppata dalle associazioni nazionale e regionale del Movimento Turismo del Vino. L’afflusso dei visitatori è consistente anche se concentrato sui territori e i brand più noti e presenta un target molto vario che raramente coincide con quello delle singole aziende . In particolare Cantine Aperte, che io ho ideato nel 1993 per promuovere l’enoturismo in Italia, mostra segni di stanchezza e andrebbe focalizzata sulle nuove offerte di ogni destination favorendo una diversificazione di proposte e spingendo ogni cantina a azioni di comunicazione e marketing a tutto vantaggio dei flussi permanenti diretti
verso di essa.

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Il Consorzio del Brunello al voto, Fabrizio Bindocci for president

Elezioni del Consorzio del Brunello con un gran numero di candidati e una quasi certezza: Fabrizio Bindocci tornerà a fare il presidente

Consorzio-Brunello-Benvenuto Brunello 2014 Oscar Farinetti

Consorzio-Brunello-Benvenuto Brunello 2014 Fabrizio-Bindocci-Oscar Farinetti

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Consorzio del Brunello è uno dei cinque meglio organizzati in Italia. Missioni all’estero al ritmo di una ogni due mesi, comunicazione on line e tradizionale a livello mondiale, pubblicazioni e l’evento Benvenuto Brunello che nel 1992 inaugurò la presentazione, in anteprima, dei vini delle denominazioni italiane.
Nato nel 1967, subito dopo il riconoscimento della DOC Brunello di Montalcino, il Consorzio è il cervello organizzativo di un distretto vinicolo fra i più importanti del mondo: 3.500 ettari di vigneto di cui 2.100 per il Brunello, 13 milioni e mezzo di bottiglie e un business di 180 milioni di Euro all’anno a cui si aggiunge il turismo del vino in piena espansione.

CONSORZIO DEL BRUNELLO CABINA DI REGIA  DEL  DISTRETTO VITICOLO

 

Consorzio-Brunello-Benvenuto Brunello-pubblicazioni-assaggi

Consorzio-Brunello-Benvenuto Brunello-pubblicazioni-assaggi

Montalcino attrae investimenti milionari da tutto il mondo e annovera fra i suoi produttori tre imprenditori presenti nella classifica Forbes dei 1000 richest in the word. E’ dunque una vetrina e una palestra in cui tutti i produttori e gli enologi migliori vogliono o vorrebbero mettersi alla prova.
Armonizzare le esigenze di 208 cantine imbottigliatrici con caratteristiche molto diverse fra loro -piccole e grandi, storiche e di new entry, innovative e tradizionaliste – è complicato ma, da sempre, il Consorzio ha saputo dare servizi, risposte e coordinamento trasformando una compagine disomogenea di wine makers in uno squadrone in grado di mostrarsi unito a New York, Tokyo, Londra, Toronto, Mosca ….

ELEZIONI DEL CONSIGLIO DEL CONSORZIO: 23 CANDIDATI PER 15 SEDIE

Il 4 giugno ci saranno le elezioni del nuovo consiglio con 23 candidati per 15 posti. La voglia di entrare nella cabina di regia della denominazione è diffusa così come la convinzione che essere amministratori offra visibilità e contatti con i wine critics che contano. Per questo, contrariamente alle denominazioni vicine come la giovane Doc Orcia dove per 11 posti in consiglio c’erano 11 candidature, nel Brunello c’è una lista abbondante di aspiranti consiglieri. Per questo Montalcino si è animato di incontri, più o meno carbonari, nella ricerca di consenso, con le aziende più grandi, concentrate nell’Unione Agricoltori decise a essere presenti in consiglio (Banfi, Pian delle Vigne-Antinori, Castelgiocondo-Frescobaldi, Poggione, fattoria dei Barbi) la Coldiretti ancora divisa dalle lotte interne che hanno caratterizzato gli ultimi anni e la CIA Confederazione Italiana Agricoltori che sembra la più convinta sui candidati da sostenere.

Donatella-Cinelli Colombini-castello-medioevale-Guardia-Sanframondi

Falanghina: sarà il super vino bianco del futuro?

Bianco, vulcanico, minerale, longevo … la Falanghina ha tutti i caratteri di tendenza. Ma serve la voglia di puntare molto, molto in alto per vincere nel mondo

Giulia-Falato-Valeria-Lingua-Guardia-Sanframondi-Progetto-Falanghina

Giulia-Falato-Valeria-Lingua-Guardia-Sanframondi-Progetto-Falanghina

Di Donatella Cinelli Colombini

Vado a Guardia Sanframundi Città europea del vino 2019, con Valentina Carputo Delegata campana delle Donne del Vino per il progetto “Donne per Sannio Falanghina”, che riunisce 25 comuni del beneventano, un distretto viticolo formidabile: 12.000 ettari vitati, 10.000 aziende produttrici d’uva, 3 DOP e 1 IGP, 160 cantine, nel complesso il 50% della produzione campana.

GUARDIA SAFRAMONDI E LA FALANGHINA

Donatella-Cinelli Colombini-castello-medioevale-Guardia-Sanframondi

Donatella-Cinelli Colombini-castello-medioevale-Guardia-Sanframondi

L’idea del bravissimo sindaco Floriano Panza è quella di usare le donne come apripista verso la qualificazione produttiva <<le cose vanno bene>> mi spiega << qui al Sud abbiamo fatto il 7,5% in più di fatturato dal 2018 e un + 3,7% di occupazione nel settore vitivinicolo, ma le donne possono essere un elemento di accelerazione>>. In effetti <<in Campania le aziende agricole in rosa sono passate dal 34 al 37% del totale mentre la media nazionale è del 29>>. Partendo da questi numeri il sindaco Panza ha affidato a Giulia Falato il coordinamento del progetto che punta a lanciare la Falanghina e il suo distretto produttivo come eccellenze.
Le carte da giocare ci sono, basta assaggiare il vino di Paola Mustilli, la sua complessità minerale, la densità, la persistenza della sua Falanghina vocata al lungo invecchiamento.

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Turismo dei panorami agricoli: come farlo rendere

Secondo la fondazione FICO ogni Euro investito nel paesaggio rurale ne genera 3 nel business agricolo e, a mio avviso, anche nel turismo

Turismo-dei-panorami-Valdichiana2

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il paesaggio rurale può diventare una superstar capace di dare slancio all’agricoltura e al turismo rurale, per questo la Fondazione FICO di Bologna (Eataly) ha proposto un manifesto finalizzato a difenderlo dando seguito alla Convenzione Europea del Paesaggio del 2000 firmata da 39 Paesi Europei a esclusione della Germania.  Ecco che la Fondazione FICO riparte facendo sottoscrivere un impegno all’agricoltura sostenibile che serva anche a mantenere il paesaggio storico e limitare i rischi idrogeologici innescati dal suo abbandono. Il Ministero ha censito 119 paesaggi agricoli da tutelare per un totale di 119 mila ettari (la Fattoria del Colle è all’interno di uno di essi dedicato all’olivo).

PAESAGGIO RURALE E CEMENTIFICAZIONE

Turismo-dei-panorami-Monticchiello

Turismo-dei-panorami-Monticchiello

Ripartire da azioni concrete sulla loro valorizzazione non è un’impresa da poco perché l’ Italia, dal 1960 ad oggi, ha perso 8,5 milioni di ettari agricoli cioè una superficie pari a Piemonte e Lombardia, mentre la superficie coltivata si è ridotta a 12,5 milioni di ettari. Questo perché zone poco abitate  e con agricoltura più difficile tendono all’abbandono. Il turismo del paesaggio può essere la carta vincente per questi territori se viene collegato al turismo lento (trekking e biciclette) ai soggiorni e al consumo di specialità agroalimentari tipiche.

Non è facile ma è fattibile con interventi di legge che pianifichino promozione, valorizzazione e tutela. Serve mettere in campo, insieme ad azioni di marketing e a investimenti strutturali che incentivano la nascita di attività agricole e turistiche, anche il contrasto alla cementificazione. L’Italia è fra i cinque Paesi più costruiti  d’Europa con 2,1 milioni di ettari che ogni giorno crescono di altri 15 ettari cementificati.

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LA RIPETIZIONE DEGLI EVENTI IN CANTINA E LA LORO COMUNICAZIONE

Gli eventi di comunicazione e marketing nelle cantine turistiche posso essere molto grandi o molto ripetuti ma esistono solo se sono ben comunicati

di Donatella Cinelli Colombini

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Vendemmia-notturna-Donnafugata-eventi-ripetuti-in-cantina

Riproporre la stessa iniziativa e con qualche variazione, in modo che non sembri stanca e vuota di significati, è indispensabile per radicarla come rafforzativo del brand e della destinazione.

LA RIPETIZIONE DEGLI EVENTI: VENDEMMIA NOTTURNA A DONNAFUGATA

E’ in caso della vendemmia notturna di Donnafugata che si ripete ogni anno come un rito agreste e che il 10 agosto 2018, in occasione della ventunesima edizione, si è arricchita della proiezione di immagini e della musica del Quiet Ensemble. I wine lovers che partecipavano a Calici di Stelle, hanno vissuto un momento unico e emozionante che rispecchia la passione vignaiola e la ricerca di qualità nelle uve che anima la famiglia Rallo.
Ogni evento viene copiato. Gli imitatori, possono investire di più tentando di superare il creatore dell’evento, oppure, spesso,

eventi-ripetuti-in-cantina

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banalizzano e impoveriscono i significati della proposta capofila. Per arginare questo problema è indispensabile puntare su cose fortemente collegate a luoghi e persone in modo da risultare difficilmente replicabili.

L’EVENTO ESISTE SE E’ COMUNICATO

<<L’albero che cade nella foresta non fa rumore>> cioè nessuno ne parla. Lo stesso albero che cade sulla vetrata dello studio ovale del Presidente USA diventa una notizia mondiale nel giro di pochi secondi. Quini non è l’evento in se, ma la quantità e qualità di comunicazione che lo riguardano, a fare la differenza.
In modo diverso, lo stesso principio è applicabile agli eventi delle destinazioni enoturistiche. L’azione degli uffici stampa con i comunicati, gli inviti, l’invio di foto, video, omaggi … va combinata con il web marketing esterno e interno all’azienda: blog, house organ, club, canali social … Un investimento economico, anche piccolo aumenta sensibilmente la visibilità on line.

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EVENTI IN CANTINA: MEGLIO SOLI O INSIEME AD ALTRI?

<<Il turismo è uno sport di squadra>> da soli, in un comparto mondiale da 1.300 miliardi di Dollari, è praticamente impossibile essere visti

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Per questo, soprattutto le piccole cantine, devono lavorare in gruppo facendo massa critica. Vedere i vicini come alleati e non come concorrenti è il prerequisito per un piano di marketing turistico di successo. L’altro elemento indispensabile è la scelta di una proposta inedita -direi quasi sorprendente- e coerente con il territorio, vino e il target di quest’ultimo.

DOC ORCIA STRATEGIA DI SUCCESSO – EVENTI IN CANTINA E NON SOLO

Desidero citare, come esempio, uno dei progetti che ho creato: riguarda la Doc Orcia, denominazione nata nel 2000 fra i territori del Brunello e del Vino Nobile di Montepulciano in una zona che, dal 2004, fa parte del patrimonio dell’Umanità Unesco per il paesaggio agricolo che, nei secoli, ha assunto una straordinaria armonia. L’area registra ogni anno circa un milione di pernottamenti e riceve un numero altrettanto

Orcia-press-tour-2018-visite-in-cantina

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grande di escursionisti. Questi visitatori sono il principale obiettivo commerciale della DOC Orcia, quasi un “mercato d’esportazione sotto casa” perché composto, nella stragrande maggioranza, da wine lovers stranieri. Il filo conduttore dell’azione è stato il claim “Orcia il vino più bello del mondo” in diretto riferimento all’area di produzione. Le cantine hanno realizzato, in mezzo alle vigne, dei belvedere attrezzati con sedili e spiegazioni in due lingue, diventando “Cantine con vista”. Questo aggiunto a eventi sul territorio, mappe, depliant, bicchieri per l’assaggio dell’Orcia, press tour, degustazioni e cantinette climatizzate con display in cui scorrono le fotogallery del vino e del territorio (verranno posizionati in enoteche e ristoranti), … ha consentito alla DOC Orcia di acquisire un’identità propria distinguendosi dalle aree viticole vicine e facendosi spazio nel mercato locale. La richiesta del vino e delle visite in cantina è aumentate visibilmente insieme alla qualità dei vini.

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Vino italiano: pochi sanno da dove viene, escluso il Brunello

Fra le 45 regioni viticole conosciute dai consumatori USA solo 5 sono italiane: Toscana, Sicilia, Chianti, Prosecco e Piemonte

vino-italiano-in-USA-San-Francisco - Biondivino - Brunelli in esposizione

vino-italiano-in-USA-San-Francisco – Biondivino – Brunelli in esposizione

Di Donatella Cinelli Colombini

L’indagine sulla riconoscibilità dei distretti vitati, è di Wine Intelligence ed ha riguardato statunitensi che bevono vino almeno una volta al mese. Per chi giudica troppo saltuario questo consumo è giusto precisare che nel mondo 108 milioni di persone bevono vino una volta all’anno, 84.000.000 una volta al mese e 61 milioni ogni settimana. Per questo, la scelta di consumatori “mensili” appare rappresentativa di un enorme numero di bevitori.

WINE INTELLIGENCE SULLA RICONOSCIBILITA’  DEI DISTRETTI VITICOLI

Ed ecco i risultati: fra le 45 regioni del vino più conosciute troviamo al primo posto Napa

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Valley e al secondo la Toscana indicata dal 60% degli intervistati. Seguono la Sicilia e il Chianti pari merito al 9° posto, seguite dal Prosecco 13° con il 36% di risposte positive e il Piemonte conosciuto solo dal 22% del campione.
Il confronto con la Francia è sconfortante; infatti se le regioni USA sono le più conosciute dai connazionali, 18 di quelle d’oltralpe sono state indicate fra le 45 più conosciute.
Situazione simile nell’indagine riguardante i consumatori tedeschi. In questo caso le zone viticole più conosciute sono 42 e il campione degli intervistati è ancora quello di chi beve vino almeno una volta al mese (27,5 milioni di tedeschi). Prima posizione per Bordeaux seguita da ben 12 regioni francesi del vino. I distretti viticoli italiani presenti nella lista sono 5 con il Chianti al 10° posto (65% di riconoscibilità) seguito da Prosecco, Trentino, Sicilia e Piemonte.

La lezione di Costellation: via dai vini commodity

Costellation Brands vende a Gallo Winery 30 cantine senza i vigneti. Gallo diventa il maggiore acquirente di uve del mondo. Cosa insegna questo accordo

Costellation Brands portafoglio

Costellation Brands portafoglio

Di Donatella Cinelli Colombini

La notizia è talmente importante da leggerla nel “The Wall Street Journal” e la cifra è impressionante: 1 miliardo e settecento milioni per la cessione di 30 marchi di vini del segmento commodity, quello che generalmente è esposto nello scaffale più in basso del supermercato. La lista comprende alcuni dei più noti negli Stati Uniti: Ravenswood, Black Box, Clos du Bois, Estancia, Franciscan, Wild Horse e Mark West.

Gallo Winery un mare di vino

Costellation Brands

Costellation Brands

Gallo, l’acquirente, è il numero uno nella classifica dei wine brand più forti del mondo con 900 milioni di bottiglie all’anno cioè tre volte di più del secondo classificato, il cileno Concha y Toro. La famiglia Gallo ha un business concentrato sui vini e una enorme forza su tutti i ripiani dello scaffale da quello super premium alle confezioni più povere e meno qualificate.
L’acquisto delle cantine Costellation rinforza la gamma nel gradino più basso, quello delle bottiglie primo prezzo e trasforma Gallo nel primo acquirente di uve del mondo perché i 30 brands sono stati venduti senza vigneti.

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COME VALUTARE IL RISULTATO DEGLI EVENTI IN CANTINA

Gli eventi destinati a promuovere l’enoturismo devono portare visitatori e business in cantina. Il solo ritorno di immagine non basta anche se rafforza il brand

Vino e arte Cappella del Barolo di David Tremlett e Sol LeWitt,

Vino e arte- Ceretto- Cappella del Barolo di David Tremlett e Sol LeWitt,

Di Donatella Cinelli Colombini

Torniamo a parlare strettamente degli eventi che servono a promuovere il turismo in cantina lasciando da parte quelli, per altro importantissimi, che riguardano soprattutto il brand o i vini.
Per valutare il risultato di un evento destinato a promuovere l’enoturismo bisogna misurare l’aumento dei visitatori o, ancora meglio, delle vendite dirette in cantina. Quasi sempre tali iniziative accrescono anche la fama e il prestigio del brand e hanno quindi un effetto tonico sull’insieme del business aziendale. Tuttavia è bene essere quanto più possibile obiettivi e non lasciarsi trascinare dalla bellezza dell’evento e dal suo impatto mediatico valutando invece l’effettivo risultato economico.

CONCRETEZZA: VALUTARE CON OBIETTIVITA’  I RISULTATI

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Inaugurazione-Antinori-cantina-del-Chianti-Classico-eventi in cantina

Cito, a titolo di esempio le infrastrutture create da Bruno Ceretto nelle sue cantine e nei suoi vigneti: la Cappella del Barolo di Sol Lewitt e David Tremlett del 1999, Il Cubo del 2000, l’Acino del 2009 e nel 2017-2018 le mostre dedicate a artisti contemporanei di fama internazionale che hanno creato un indotto culturale e turistico diretto ad Alba nell’area della sua produzione enologica dove ovviamente ha sede la produzione Ceretto.

NON DISDEGNARE I PICCOLI EVENTI

In questo senso vanno presi in seria considerazione anche iniziative più piccole, meno glamour e più direttamente rivolte a stampa e operatori del settore. A volte gli esiti sono persino superiori a iniziative molto costose. Ricordo la visita di un gruppo di blogger specializzati in viaggi del vino, organizzata da un’agenzia di incoming nella mia cantina di Montalcino. Un piccolissimo evento, con un brunch spartano a base di zuppa di pane e formaggi tipici che ha suscitato articoli su importanti quotidiani esteri e una catena di pubblicazioni on line attirando l’interesse di agenzie di winery tour e molti wine lovers. Questa è la tattica scelta anche dal Movimento Turismo del Vino Puglia con frequenti press tour e ispections di agenzie turistiche. Le cantine ospitano giornalisti, blogger o buyer facendo sperimentare direttamente la propria proposta e le proprie specificità. Gli eventi sono quindi piuttosto semplici e spesso ripetuti più volte ma hanno consolidato l’enoturismo pugliese.

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Gli eventi dell’enoturismo

Eventi in cantina: ecco quelli destinati a promuovere l’azienda del vino come wine destination facendola conoscere a operatori turistici e stampa

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eventi-in-cantina-Cantine-aperte

Di Donatella Cinelli Colombini

L’ hanno chiamata festivalizzazione ed è la trasformazione dell’offerta culturale in una moltitudine di eventi di grande impatto mediatico che ha avuto il suo culmine intorno al 2010 ed da spostato risorse e attenzione dall’offerta stabile a quella effimera.
Nel vino sta succedendo la stessa cosa con un proliferare di appuntamenti che non ha eguali nel passato. Il caso più eclatante sono le anteprime dei vini nate a Montalcino nel 1992 e poi divenute un must annuale per tutte le denominazioni più importanti.
Cantine, consorzi, Amministrazioni Regionali propongono eventi sempre più grandi, più costosi e purtroppo più simili. Una corsa ad apparire che ha finito per avere un effetto cannibale e offre ritorni di immagine e di vendite, ormai, decisamente deludenti.

Eventi-in-cantina-Calici-di-stelle-Fattoria-del-Colle

Eventi-in-cantina-Calici-di-stelle-Fattoria-del-Colle

Diventa dunque importante, soprattutto per le cantine piccole o medio piccole, seguire una strategia rigorosa senza sentirsi fuori gioco in una corsa al gigantismo, al lusso e alla spettacolarizzazione che qualche volta è più un’espressione di vanagloria che di serio marketing.

EVENTI: COERENZA CON L’AZIENDA, I VINI E IL TERRITORIO

Gli eventi servono per richiamare l’attenzione sull’offerta permanente della cantina e per portarla al successo. Tanti anni fa il Professor Fabio Taiti mi disse <<esistono gli eventi meteorite, eclatanti ma estranei ai flussi turistici esistenti, e eventi cometa che formano una scia attaccata alla stella cioè alla destinazione turistica. I primi danno più svantaggi che benefici mentre i secondi aumentano il business>> La definizione è adatta anche al turismo del vino: gli eventi che accrescono e qualificano i flussi verso le cantine sono coerenti con al loro offerta permanete e la rendono più visibile aumentando i visitatori e il business. Sono insomma un’espressione eccellente di ciò che gli enoturisti trovano sempre. Immaginiamo un’azienda che fa creare dei biscotti salati per il suo migliore Barolo da una star di prima grandezza come Madonna. La presentazione dei salatini con la celebre cantante vestita da chef avrebbe una risonanza mondiale ma la prospettiva di assaggiare i biscottini salati con il Barolo potrebbe essere un motivo di attrazione verso quella cantina.

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Sommelier e enoturismo un matrimonio d’amore

Il Presidente dei Sommelier AIS Maietta ha dedicato al turismo la giornata nazionale 2019 della Cultura del vino e dell’olio aprendo nuovi orizzonti professionali 

Di Donatella Cinelli Colombini

Giornata-dei-Sommeier-al-Castello-di-Brolio

Giornata-dei-Sommeier-al-Castello-di-Brolio

Io ho partecipato alla giornata dei Sommelier in Toscana, al Castello di Brolio, rinunciando all’invito in Sicilia del mio amico Camillo Privitera e all’inaugurazione delle nuove sale di Vini e Capricci a Gozo-Malta. La data era la stessa e i Sommelier toscani mi avevano “prenotata” per primi.
L’argomento era ghiotto per me: sommelier e turismo.
Il momento per fare il punto sul turismo del vino e sulle sue prospettive, davanti a un centinaio di “narratori del vino” ai delegati provinciali AIS e ai responsabili della Regione Toscana.

TURISMO DEL VINO FRA OPPORTUNITA’ E SALVAGUARDIA

Francesco-Ricasoli-Castello-di-Brolio-giornata-dei-Sommelier-2019

Francesco-Ricasoli-Castello-di-Brolio-giornata-dei-Sommelier-2019

Il turismo del vino nasce in Italia il 9 maggio 1993, una domenica in cui 100 cantine della Toscana decisero di aprire le porte, tutte insieme, ai visitatori. Oggi è un comparto con un business di 2,5-3,5 miliardi di Euro che comprende vendita di bottiglie, visite, degustazioni, pasti, pernottamenti, winery tours …. A queste attività si aggiunge un indotto enorme e diversificato: dal benzinaio, all’arredo dei punti vendita, alla lavanderia e al fioraio, al notaio, ai matrimoni…. La Toscana è tuttora in posizione leader ma, non è il caso di dormire sugli allori, perché il successo turistico va riconquistato anno per anno, mese per mese. Il turista è un amante infedele, sempre alla ricerca di nuove destinazioni e quindi bisogna sempre proporre qualcosa di nuovo, interessante ma vero. Si vero perché la falsificazione è la vera malattia causata dal successo turismo che porta le destination alla massificazione e poi al

declino. L’antidoto è la professionalizzazione degli addetti e la regolazione dei flussi, puntando più sulla qualità che sulla quantità. Ecco che i Sommelier possono avere un ruolo chiave per innalzare il livello dell’offerta e quindi anche il target dei visitatori. Due settori sono particolarmente adatti a loro. Il primo è quello delle dei winery tour che conducono i piccoli gruppi di wine lovers, soprattutto nordamericani, nei territori del vino. Il secondo, forse persino ancora più bisognoso di personale, è costituito da manager e addetti all’incoming in cantina per gestire visite e degustazioni guidate, creare esperienze e animazioni legate al vino.

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Il mio “vicino” miliardario Alejandro Bulgheroni

E’ uno dei mille uomini più ricchi del mondo, petroliere, possiede vigne in Argentina, Uruguay, a Bordeaux e in Toscana davanti alle mie a Poggio Landi

Alejandro-Bulgheroni-Poggio-Landi-Montalcino-cantina-Belvedere

Alejandro-Bulgheroni-Poggio-Landi-Montalcino-cantina-Belvedere

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ il secondo uomo più ricco dell’Argentina e il 715° più ricco del mondo nelle classifiche Forbes. Un patrimonio personale di 3,1 miliardi di Dollari che supera il PIL di molti piccoli stati. Ha 75 anni ma non li dimostra. E’ piccolo, magro, un bel volto con un sorriso aperto e gli occhi sempre vigili, padre bergamasco, una laurea in ingegneria industrale, sette figli e una giovane moglie deliziosa Bettina che, tuttavia, dopo il matrimonio, gli ha fatto smettere di bere vino.
E’ pieno di energia, ha iniziato a lavorare a 22 anni, affiancando il padre, e poi non ha mai smesso.

Alejandro Bulgheroni miliardario produttore di vino

Alejandro Bulgheroni ha una parte delle sue vigne di Montalcino davanti alle mie del Casato Prime Donne ma io non l’ho mai incontrato fra i filari, benchè lui sia venuto li almeno una volta. L’ho conosciuto all’inaugurazione della sua cantina che è stata battezzata Belvedere per lo spettacolare

Alejandro-Bulgheroni-Poggio-Landi-Montalcino-cantina-Belvedere

Poggio-Landi-Montalcino-cantina-Belvedere

panorama intorno. Una vista mozzafiato nel vero senso della parola con dolci colline di un verde primaverile che danno un’impressione quasi subacquea.

Alejandro Bulgheroni appariva rilassato e felice per l’inaugurazione anche se, a causa della vita frenetica che conduce, la sua familiarità con il luogo era evidentemente molto diversa da quella di un normale produttore con la sua cantina. Per lui il vino è un amore recente, come ha detto ad Alessandro Regoli di Wine News << un percorso iniziato in Uruguay nel 2006-2007, quando ho conosciuto l’enologo toscano Alberto Antonini, che ha fatto crescere in me prima l’interesse e poi la passione>>. Adesso Bulgheroni ha vigneti in Argentina, Uruguay e in Francia a Bordeaux. In Toscana possiede 330 ettari di vigna a Dievole nel Chianti Classico, Poggio Landi a Montalcino e nelle Tenuta le Colonne e Tenuta Meraviglia a Bolgheri per le quali sta costruendo una spettacolare cantina in un’antica cava di pietra abbandonata. 15 milioni di Euro di investimento, in quest’ultima impresa, che si aggiungono ai 120 già spesi nelle tenute esistenti e la promessa di nuove acquisizioni nei prossimi 5 anni <<poi vedremo>> ha detto Bulgheroni.

Alimentazione-sana-orto-della-Fattoria-del-Colle

L’orto domestico è buono la fettina di vitello no

La nuova logica dell’alimentazione rispettosa dell’ambiente premia cibi e vini che non inquinano con gas, liquami, pesticidi… sotto accusa la carne di bue 

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Di Donatella Cinelli Colombini

C’è una nuova etica del cibo che coinvolge un crescente numero di persone nei Paesi più sviluppati: per salvare il pianeta bisogna mettere nel piatto solo quello che è ecosostenibile. Ecco che gli alimenti che la lunghezza dei trasporti (il famoso km 0) il carbon footprint, l’utilizzo o l’inquinamento dell’acqua … diventano elementi che discriminano ciò che è buono da ciò che è cattivo per l’ambiente.

I CIBI ECO FRIENDLY

Nella lista dei meritevoli ci sono gli alimenti fatti artigianalmente e ancora meglio in casa,

alimentazione-sana-passato-di-ceci-con-olio-extravergine

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quelli ottenuti dagli scarti come l’olio prodotto facendo esplodere con il freddo le molecole delle bucce di arancia, sperimentato all’Università di Pisa. Poi ci sono le alternative alla carne di bue come l’hamburger di barbabietola o la carne cresciuta in laboratorio dalle cellule staminali che arriva da Israele, oppure gli insetti, per chi ha lo stomaco di mangiarli. Promosso anche il pesce povero dei nostri mari nella stagione della pesca, i legumi tradizionali che, oltre tutto rigenerano il terreno dove crescono, pere, mele e patate che consumano poca acqua e possono essere prodotti in autentiche oasi naturali.

I CIBI POCO ECO FRIENDLY

Nel banco degli imputati c’è anche il vino  Prosecco , per la sua grande produzione, insieme alla carne di bue, i pesci di importazione oppure quelli che impoveriscono le coste come i gamberetti di allevamento, i cereali OCM e coltivati con pesticidi, l’olio di palma presente anche nelle merendine.

                                                                                               

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