Vigne e vini

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Il Rosso di Montalcino DOC 2017 di Donatella

Un Sangiovese potente, piacevolissimo che nel Rosso di Montalcino esprime al meglio i caratteri un’annata calda come il 2017 e lo straordinario terroir del Brunello

Il 2017 nelle vigne è raccontato dalle parole della Divina Commedia di Dante <<guarda il calor del sol che si fa vino>> (25° canto del Purgatorio). Parole poetiche che descrivono un’estate

Rosso-di-Montalcino-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

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caldissima in cui le viti hanno sofferto la sete per mesi e i vignaioli hanno zappato senza sosta fra i filari per impedire che il terreno si inaridisse.

Un’annata, il 2017, che si esprime al meglio nei vini giovani, come il Rosso di Montalcino, ed ha nella piacevolezza e nel vigore mediterraneo i suoi punti di forza. E’ insomma un sangiovese scalpitante, caldo, potente ma vellutato.

MONTALCINO TERROIR DOVE IL SANGIOVESE SI ESPRIME AL MEGLIO

Montalcino è, nel mondo, il territorio in cui il vitigno Sangiovese, esprime il massimo del suo potenziale qualitativo. Un terroir straordinario che permette di fare una cosa talmente difficile da sembrare quasi impossibile: produrre, con la stessa uva e nelle

Rosso-di-Montalcino-2017-sangiovese-vendemmia

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stesse vigne, vini giovani di grande piacevolezza e eleganza, come il Rosso di Montalcino e vini superpremium da lunghissimo invecchiamento come il Brunello.

ANNATA 2017 A MONTALCINO E IN EUROPA

In Europa, la vendemmia 2017 sarà ricordata come la più piccola e travagliata degli ultimi cinquant’anni a causa di una gelata alla fine di aprile, di un’estete asciutta e torrida, infine delle grandinate di settembre. Un clima impazzito che miracolosamente risparmiò Montalcino dove l’unica diversità, con le altre annate, fu l’anticipo del calendario della raccolta nella prima metà di settembre.

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Baldinini e Donatella Cinelli Colombini: wine & fashion

Vendemmia in Via Monte Napoleone con le calzature fashion di Baldinini gustando due vini rari:  Brunello Prime Donne e Rosa ti tetto IGT

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Di Donatella Cinelli Colombini

Fantasia e grande artigianalità, prestigio internazionale e clientela esigente, soprattutto uno stile attuale adatto a chi ama le occasioni di incontro raffinate, questi sono gli ingredienti che legano Baldinini azienda di calzature femminili con oltre cento anni di storia e i vini di Donatella Cinelli Colombini che insieme partecipano alla  Vendemmia milanese 2019 con una shopping and wine experience il 10 ottobre dalle 19,30 alle 21,30 nella boutique di Via Monte Napoleone 25 ( per prenotare boutiqueviamontenapoleone25@baldinini.it).

ROSA DI TETTO 2018 e BRUNELLO PRIME DONNE 2013  PER ASSAGGI MEMORABILI

Una buona occasione per provare le nuove calzature inverno sorseggiando vini che fanno sognare: il Brunello 2013 Prime Donne e IGT Rosa di tetto 2018 ottenuto da

Vendemmia-in-via-Monte-Napoleone-Baldinini-e-Brunello

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Sangiovese e primo vino biologico dell’azienda. Vini curati in ogni dettaglio che trasmettono la passione coraggiosa delle grandi sfide. Il Brunello Prime Donne è una piccola selezione di sole 10.000 bottiglie nata a Montalcino nella prima cantina italiana con organico interamente femminile.

DonatellaCinelliColombini-con-i-sommelier-russi-di -Mosca

Sommelier russi, non immaginate quanto sono bravi!

Due master class sul vino in Toscana, il sangiovese e il Brunello mi fanno scoprire l’impressionate competenza dei sommelier russi

DonatellaCinelliColombini-con-i-sommelier-russi-di -Mosca

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Di Donatella Cinelli Colombini

22 settembre, arrivo a Mosca ed è freddo ma la città è bellissima, non l’ho mai vista così bella. I palazzi ottocenteschi che prima neanche si vedevano, sono stati restaurati e ora rivaleggiano con quelli di San Pietroburgo.

MOSCA PIU’ SPLENDIDA CHE MAI

Tutte le strade sono ben tenute, i marciapiedi rifatti le ringhiere riverniciate, ci sono luci ai cornicioni di tutti gli edifici di pregio … impressionate! Se a questo aggiungiamo le vetrine di alta moda, i ristoranti eleganti, la gente per strada tutta giovane e ben vestita con in mezzo tante donne che ostentano vestiti griffati si ha l’impressione di un gigantesco boom economico. Appena scesi dal taxi assistiamo a uno spettacolo di luci, immagini e suoni sulla facciata del Bolshoi che diventa un enorme palcoscenico. L’albergo è quello del recente scandalo politico, il Metropol, a due passi dal Cremlino e pullula di delegazioni estere in costumi etnici.

LA SCOPERTA DELLA STUPEFACENTE COMPETENZA DEI SOMMELIER RUSSI

Brunello-2013-con-cucina-russa-innovativa-ristorante--Nomo-San-Pietroburgo

Brunello-2013-con-cucina-russa-innovativa-ristorante–Nomo-San-Pietroburgo

Sono in Russia per fare due lezioni ai sommelier russi sul vino toscano, il sangiovese e il Brunello. Le lezioni sono in inglese e io mi sono allenata da dieci giorni per esporle in modo fluente. Ho scelto la tecnica dello storytelling alternando numeri e dati tecnici a racconti storici. Oltre alla lezione frontale c’è la degustazione verticale dal barrel tasting al Brunello 2006.
La prima lezione davanti a 25 sommelier di Mosca è sconvolgente. Sanno tutto. Il quiz finale, che a me era sembrato troppo difficile, non basta a selezionare un vincitore perché 4 danno quasi tutte le risposte esatte.
Mi chiedo se i sommelier italiani reagirebbero allo stesso modo di fronte a una lezione sul Malbec oppure sulla più vicina e facile Borgogna. Mi spiegano che la scuola russa è nozionistica e sta progressivamente diventando ancora più difficile. Per questo loro diventano enciclopedie viventi del settore di cui si occupano e forse per questo i sommelier studiano il vino con una profondità da noi impensabile.

NON SOLO VINO MA ANCHE ARTE GRANCHI REALI A MOSCA

Prima di partire per San Pietroburgo in treno io e mio marito Carlo visitiamo San Basilio e rimaniamo impressionati dalla pittura religiosa russa che è rimasta la stessa per cinquecento anni. Anche le manifestazioni dell’ascetismo dei Santi sono shoccanti con catene di ferro e croci pesantissime di evidente scopo espiatorio. Una devozione vissuta in privato in tante cappelline scintillanti e altissime come qualcosa di riservato agli Zar e alla più alta aristocrazia. Non meraviglia che i rivoluzionari russi avessero chiuso le chiese così come non meraviglia la loro riapertura e restauro da parte di Putin. La religione è in Russia un supporto formidabile dell’identità nazionale.

Sangiovese-perfetto-vendemmia-2013

Il grappolo di Sangiovese perfetto

Il Sangiovese perfetto è maturo, sano, piccolo, regolare e alato. Non sempre la vendemmia lo regala ai produttori ma nel 2019 a Montalcino ce n’è tanto

Di Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese-perfetto-vendemmia-2013

Sangiovese-perfetto-vendemmia-2016-

IL SANGIOVESE PERFETTO E’ MATURO DENTRO E FUORI

Gli acini d’uva devono maturare contemporaneamente nella buccia e nella polpa. La maturazione tecnologica della polpa, valutabile in base al potenziale zuccherino che diventerà alcol e agli acidi -PH che assicureranno la longevità al vino, devono arrivare contemporaneamente alla maturazione polifenolica delle materie nobili contenute nella buccia e insieme serve la lignificazione dei vinaccioli che deve essere completa. Quando il clima non è favorevole può avvenire una maturazione troppo veloce o insufficiente. Nel 2019 la maturazione è perfetta.
Un altro elemento importante della maturità è il carattere omogeneo. Nelle grandi annate ogni vigna ha un livello di maturazione uniforme. Quando questo non avviene i bravi vignaioli passano più volte fra i filari selezionando, a mano, l’uva con la stessa maturità e ripetono la stessa operazione togliendo l’uva pronta per andare in cantina. Un lavoro certosino ma utilissimo per innalzare il livello qualitativo del futuro vino. Le grandi vigne, come la nostra Ardita del Casato Prime Donne di Montalcino portano a perfetta maturazione ogni anno tutti i grappoli contemporaneamente. La cosa sorprendente è che le migliori vigne sono anche quelle più facili da coltivare perché la natura fa tutto da sola.

Di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Negli anni Novanta del Novecento, nell’epoca dei “vini potenti”, l’uva veniva colta quando era surmatura per avere il massimo di estrazione di sostanze nobili. In realtà l’uva è come qualunque frutto che offre il meglio di se al culmine della maturazione, non prima e non dopo. Se infatti prima lascia tracce verdi e ruvide nel vino, quando è surmatura l’uva perde i caratteri varietali e territoriali e i vini che ne derivano hanno poca personalità distintiva. Questo momento magico è valutato attraverso l’assaggio degli acini e determina la scelta del giorno della vendemmia di ogni vigna.

IL SANGIOVESE PERFETTO E’ SANO

Il Sangiovese è un’uva particolarmente delicata perché la buccia è composta da pochi strati di cellule meno della metà del Cabernet. Per questo le grandi piogge nel momento della vendemmia, quando la buccia è ormai delicatissima, hanno effetti disastrosi. Per la stessa ragione i cloni più qualitativi di Sangiovese hanno grappoli piccoli e quindi meno aggredibili dalla muffa. Ancora per proteggersi dalla muffa, la terribile botrite, i vignaioli di Montalcino usavano sfogliare le viti scoprendo i grappoli. Una pratica che permetteva all’uva di asciugarsi velocemente dopo le piogge ma oggi espone i grappoli alle scottature per qui è del tutto sconsigliabile, soprattutto su lato più esposto al sole.
Montalcino ha poche zone con culture irrigue e pochi frutteti concentrati a Sud Ovest. Insieme all’ottima ventilazione, il clima secco e la mancanza dei moscerini suzukii provenienti da frutteti sono elementi determinanti per la sanità dell’uva.
E’ sbagliata la convinzione che usando più prodotti chimici l’uva sia maggiormente protetta dalle muffe e dai parassiti. Anzi è il contrario

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Aspettando la vendemmia di Brunello 2019

Salvo imprevisti la vendemmia 2019 sarà una delle migliori del nuovo millennio. La raccolta del Brunello nelle date classiche fra fine settembre e primi di ottobre

Di Donatella Cinelli Colombini

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IL CLIMA 2019 NELLE VIGNE DI BRUNELLO

Il 2019 è stata un’annata piuttosto arida. L’inverno ha avuto poche piogge e niente neve. E’ stato freddo ma non freddissimo anche per il gran numero di giornate soleggiate. La primavera, sebbene molto piovosa, non è riuscita a reidratare il terreno del tutto. Tuttavia il maltempo ha ritardato l’inizio del ciclo vegetativo delle viti e ha disturbato la fioritura dando vita a grappoli leggermente sotto dimensionati.
In estate le ondate di caldo africano sono state interrotte da perturbazioni nordiche con piogge di grande entità. Abbiamo registrato fino a 50 mm di precipitazioni in un solo giorno. Piogge che hanno comunque abbassato le temperature e idratato il terreno con più frequenza alla Fattoria del Colle e leggermente di meno al Casato Prime Donne di Montalcino.
La perturbazione più violenta il 28 luglio ha letteralmente sconvolto, con chicchi di grandine grandi come albicocche, la zona di Arezzo mentre da noi ha prodotto solo nubifragi. Dal I°luglio al 15 settembre, sui vigneti del Casato Prime Donne sono caduti 97 mm di pioggia.
In settembre il cielo sereno ha mantenuto le temperature alte fino alla metà del mese per poi rannuvolarsi e accrescere l’escursione termica fra la notte e il giorno. Circostanza quest’ultima, molto favorevole alla sintesi dei profumi nell’uva e nel vino.

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

CALENDARIO DELLA VENDEMMIA 2019

Primo giorno di vendemmia il 9 settembre con la scelta dell’uva di Traminer per il passito che grazie agli ottimi rating della stampa estera più importante è diventato uno dei vini di punta dell’azienda. La vendemmia del vigneto Sanchimento è continuata manualmente per mandare in cantina i grappoli destinati al vino bianco della Fattoria del Colle.
L’11 e il 12 settembre è stata raccolta l’uva di Sangiovese per lo spumante. I grappoli provenivano dai vigneti Fondo di Collepiccino e Cancello nero della Fattoria del Colle e la loro raccolta ha sostituito il diradamento – vendemmia verde in queste due vigne. Infatti mentre l’uva dello spumante deve provenire da viti con tanti grappoli poco maturi, quella per i rossi ha bisogno di viti scariche e grappoli maturi a puntino. Prima di andare nel tino l’uva della “base spumante” è stata raffreddata in un vecchio camion frigo. Il mosto appena pressato aveva una naturale colorazione rosata per l’ottima capacità di cessione delle bucce.
Il 16 settembre è iniziata la vendemmia del Merlot, ancora alla Fattoria del Colle. Alla fine della stessa settimana inizierà la vendemmia del Sangiovese ancora alla Fattoria del Colle. L’uva è pronta e purtroppo anche i cinghiali se ne sono accorti per cui, le due vigne non recintate, sono letteralmente prese d’assalto. Purtroppo i cinghiali costituiscono un problema irrisolto in Toscana ed hanno trasformato le zone del vino in immensi campi di concentramento con reti, recinzioni elettrificate, cannoni … per difendere l’uva dai voraci ungulati.

Brunello 1997 in bicchieri di plastica

Storia quasi comica dello Chef Gegè Mangano, del ristorante Li Jalantuu’mene multato per aver servito all’aperto un Brunello 1997 in calici di cristallo

Di Donatella Cinelli Coombini

Li-Jalantuùmmene-ristorante-Monte-Sant'Angelo-multato-per-aver-servito-Brunello-in-calici-di-cristallo

Li-Jalantuùmmene-ristorante-Monte-Sant’Angelo-multato-per-aver-servito-Brunello-in-calici-di-cristallo

La notizia mi arriva da Paolo Marchi e dal suo “ Identità di Vino”  ma ha fatto il giro di tutta la stampa italiana. A raccontarla è lo chef Gegè Mangano, che all’esterno del suo ristorante Li Jalantuu’mene ha la concessione di una zona di suolo pubblico dove regolarmente apparecchia i tavoli per servire la clientela gourmet che arriva nella deliziosa cittadina pugliese insignita di ben due iscrizioni nel Patrimonio dell’Umanità Unesco.

LO CHEF GEGE’ MAGNANO SERVE ALL’APERTO DEL BRUNELLO IN CALICI DI CRISTALLO E VIENE MULTATO

Ecco che i suoi clienti chiedono un Brunello di Montalcino 1997, un’annata cinque stelle, celebrata dalla critica di tutto il mondo. Ovviamente il vino viene versato in calici di cristallo ma proprio in quel momento sopraggiunge la polizia municipale di Monte Sant’Angelo che intima l’uso dei bicchieri di plastica e multa per 100€ in base a un’ordinanza del comune.

Brunello-di-Montalcino-2012-Casato-Prime-Donne

Brunello-di-Montalcino–Casato-Prime-Donne

Tale ordinanza sembra un’applicazione maldestra della circolare Gabrielli del 2018 sull’uso dei contenitori in vetro in occasione di eventi in luoghi pubblici, emessa a seguito dei 1500 feriti e i due morti in Piazza San Carlo a Torino durante la finale di Champions League quando il suolo era coperto di bottiglie di rotte. La giunta di Monte Sant’Angelo ha infatti approvato un documento in cui compare la frase «ai titolari o gestori di alimenti e bevande (bar, chioschi abilitati alla somministrazione ed ambulanti itineranti e in sede fissa) è fatto divieto di vendere per asporto o cedere a terzi, a qualsiasi titolo, alimenti e bevande dalle 21 alle 7, nonché bevande di qualsiasi specie in contenitori di vetro; agli stessi è consentita la somministrazione di bevande alcoliche in contenitori di vetro esclusivamente all’interno dei propri locali; negli spazi esterni di propria pertinenza la somministrazione di tutti i tipi di bevande deve avvenire solo in contenitori di plastica>>.
I vigili urbani hanno applicato alla lettera questo provvedimento anche se il sindaco , Pierpaolo D’Arienzo, ha ribattuto alle critiche che gli sono arrivate dai giornali di mezza Italia, dando proprio la colpa a loro <<La mia ordinanza è chiara nel caso specifico purtroppo c’è stata una leggerezza dell’operatore della Polizia municipale che sarà prontamente risolta nel ricorso alle autorità competenti>>.

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

La festa dei vignaioli più grande del mondo

In Svizzera con l’Académie internationale du Vin per la Fete des Vigneron la festa dei vignaioli più grande del mondo e poi vini, Chaplin e il podio olimpico

Di Donatella Cinelli Colombini

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

LA FESTA DEI VIGNAIOLI -FETE DES VIGNERONS

5.500 vignaioli impegnati a ballare, cantare, sfilare in costume e 20.000 spettatori ogni sera in un’arena costruita appositamente. La Fete des vigneron festa dei vignaioli, avviene  ogni 20 anni a Vevey e, se un tempo era una manifestazione dell’orgoglio dei produttori di vino, ora è un’attrazione di prima grandezza che richiama un milione di visitatori di tutto il mondo durante un mese di rappresentazioni. Tutti i vignaioli del territorio partecipano comprando i costumi, a loro spese, e facendo prove da febbraio in poi. Lo spettacolo è impressionante fino dall’arrivo in battello a Vevey accolti da un concerto di enormi corni di montagna. La piccola città appare trasformata con giostre, ristoranti e animazioni ovunque. L’arena è enorme e tutto funziona con precisione svizzera e con garbo vignaiolo. All’interno, l’assistenza agli spettatori è fatto da vignaioli vestiti da cornacchie (quelle che mangiano l’uva). L’arena è coperta da un tappeto a led che permette effetti variopinti mentre le scalinate si alzano per far passare gli allestimenti più grandi e si abbassano per ospitare il coro. Lo spettacolo è grandioso, con balletti senza interruzione, degno di un’inaugurazione olimpica e quando entrano 30 mucche da latte, suonano i cori di montagna e 200 coristi intonano Lyoba, la canzone tradizionale delle mandrie alpine,

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

tutti gli svizzeri si sono commossi. Bellissima la partecipazioni dei disabili e il ringraziamento finale a tutti, persino agli uomini che pulivano dopo il passaggio delle mucche e che hanno ballato sventolando le scope. Alla fine rimane lo stupore per un’organizzazione di dimensioni enormi e la gratitudine per questi vignaioli che hanno saputo

dare dignità al lavoro della terra con un evento di queste dimensioni. Bravi!

I VINI SVIZZERI

Il viaggio in Svizzera con l’Académie Internalionale du Vin è anche l’occasione per ammirare la viticultura eroica lungo il lago Lemano dove ogni angolo di terra, strappato alle Alpi, è coltivato in piccoli vigneti lavorati a mano e trattati con gli elicotteri (spruzzare il rame con la botte e il trattore sarebbe impossibile). I vini sono buoni e diventeranno ancora migliori nel futuro se gli agronomi useranno i vitigni autoctoni come la Petite Arvine in forma di locomotori dei loro distretti enologici e sapranno interpretare il cambiamento climatico che spinge la produzione mondiale proprio verso le montagne dove già sono loro.
I bianchi mostrano una capacità di invecchiamento sorprendente. Abbiamo assaggiato vini Dezaley del 2017, 2015, 1995, 1985, 1979 e gli ultimi due erano straordinari.
La produzione avviene in piccolissimi vigneti, che lo stato aiuta a sopravvivere ( anche con aziende modello come quella di Grand Brûlé) e che stanno cercando di consorziarsi per produrre e commercializzare riunendo le f( orze. Tuttavia alcune individualità spiccano come l’Ermitage di Marie Théresè Chappaz (Liaudisaz) e il Pinot Noir de La Colombe -di Raymond Piccot.

Calici-di-stelle-Castiglion-d'Orcia-degustazione-ONAV

Calici di stelle 2019 brindando al chiaro di luna

Per la giovane e grintosissima Orcia DOC la festa di Calici di Stelle sarà sabato 10 agosto a Castiglion d’Orcia dove sarà in assaggio Cenerentola 2016

Calici-di-stelle-Castiglion-d'Orcia-degustazione-ONAV

Calici-di-stelle-Castiglion-d’Orcia-degustazione-ONAV

CALICI DI STELLE 2019 DEDICATO ALLO SBARCO SULLA LUNA

Il programma nazionale delle serate di Calici di Stelle 2019 inizia il 2 agosto e finisce l’11 con tanti appuntamenti nelle piazze delle Città del Vino e nelle cantine del Movimento Turismo del vino. In occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna l’edizione 2019 sarà incentrata sull’osservazione della volta celeste e in particolare del satellite della terra che, con le sue fasi, influisce da secoli anche sulla produzione del vino e soprattutto sull’imbottigliamento. Per antica tradizione al primo quarto, in fase di luna crescente, è adatto per confezionare i vini frizzanti, all’ultimo quarto, in fase di Luna calante, vanno in bottiglia i vini a lungo invecchiamento, mentre con la luna piena è possibile imbottigliare qualsiasi tipo di vino.

CALICI DI STELLE A CASTIGLION D’ORCIA

Calici-di-stelle-Castiglion-d'Orcia-banchi-di-assaggio-coi-produttori

Calici-di-stelle-Castiglion-d’Orcia-banchi-di-assaggio-coi-produttori

Piccolo anticipo della festa il 9 agosto, nel pomeriggio con la Masterclass di musica tenuta dalla scuola di percussioni Octomusic School di San Quirico d’Orcia e alle 21 il concerto dei Psychomoles, batteria, percussioni e musica elettronica in piazza Cesare Battisti
Il 9 e l’11 agosto i ristoranti di Castiglion d’Orcia ospiteranno le “Cene con i produttori” Io vi aspetto nel ristorante Le Rocche  domenica 11 agosto,  per cenare insieme gustando cucina valdorciana e grandi vini.

Il 10 agosto, come di consueto, Calici di Stelle vive il suo momento più bello e trasforma Castiglion d’Orcia in un borgo in festa. La Doc Orcia entra nella cornice di una delle piccole città d’arte più belle d’Italia.
Inizio alle ore 18 quando il centro storico si riempirà di bancherelle con prodotti artigianali e specialità gastronomiche della Valdorcia. Ci sarà anche un’esposizione di veicoli antichi e le opere dell’artista Susanna Deiana, il cooking show di cucina castiglionese e lo street food preparato dai ristoranti del borgo. La sala d’arte con le due splendide Madonne di Simone Martini e Pietro Lorenzetti, sarà aperta per visite guidate con assaggi dei vini Orcia. Ci sarà uno spazio per i bambini con la Piccola Fattoria Forte e le animazioni di Circusbandando.
Dalle 20 inizieranno le degustazioni di vini Orcia Doc con tavoli dove saranno presenti personalmente i produttori e la degustazione guidata condotta dagli assaggiatori ONAV.
Ancora alle 20 inizierà l’intrattenimento musicale dei TriTone clarinetto, fisarmonica, chitarra e contrabbasso Jazz che eseguirà una kermesse folk and world music trascinante e ballabile.

PUNTEGGI-ECCELLENZA-Donatella-Vinelli-Colombini

6 vini oltre i 90/100 su Wine Advocate-Robert Parker

Donatella Cinelli Colombini festeggia i rating ottenuti da Brunello, Doc Orcia, Igt Toscana, Passito e Vin Santo da parte di Robert Parker – Wine Advocate

Wine-Advocate-Robert-Parker-6 vini-di-Donatella-Cinelli Colombini

Wine-Advocate-Robert-Parker-6 vini-di-Donatella-Cinelli Colombini

I giudizi positivi fanno sempre piacere ma quando arrivano da Robert Parker fanno ancora più piacere perché le valutazioni in centesimi della rivista creata nel 1978 dall’avvocato di Baltimora, sono accettati come autorevoli in tutto il mondo e influenzano i monopoli canadesi così come i grandi buyer.
Per questo avere da Wine Advcate Robert Parker un giudizio sopra i 90/100 su sei vini in una stessa annata è una cosa entusiasmante e importantissima. Donatella Cinelli Colombini fa salti di gioia!
Fra i vini con punteggi stellari ci sono i due Brunello di Montalcino usciti quest’anno (annata 2014 e riserva 2013), il Vin Santo e il Passito che si accaparrano i voti più alti con grande gioia del marito di Donatella, Carlo Gardini, vero artefice di questi vini insieme alla cantiniera Barbara Magnani. Ma ci sono anche le due etichette principali della Fattoria del Colle: la Doc Orcia Cenerentola e l’IGT Toscana Il Drago e le 8 colombe.

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Un risultato che premia il grande lavoro fatto nei vigneti, coltivati in modo biologico e molto manuale, ma anche la scelta di puntare su fusti in rovere di media e grande dimensione realizzati in piccoli laboratori artigiani. Vengono scelti ogni anno in 5 tonnellerie in base alle caratteristiche della vendemmia con un criterio tailor made – cucito su misura, quasi ottocentesco.

MONICA LARNER SCRIVE UN ARTICOLO SULLA DOC ORCIA PER WINE ADVOCATE ROBERT PARKER

L’occasione di far recensire i vini della Fattoria del Colle è arrivata quando Monica Larner, la bravissima Italian reviewer per Wine Advocate -Robert Parket ha ceduto all’insistenza di Donatella ed ha dedicato un articolo alla DOC Orcia. Un articolo che comincia con questa frase <<It may be Italy’s most beautiful wine territory>> forse il territorio del vino più bello d’Italia.
Quando Monica Larner chiese la documentazione per l’articolo la figlia di Donatella, Violante, si buttò <<mamma mandiamo anche gli altri vini della Fattoria del Colle, chiedi a Monica il favore di assaggiarli>> e, con grande buona volontà, Monica nonostante sia sommersa di lavoro, li ha assaggiati e recensiti tutti.

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Rosso di Montalcino DOC un vino da scoprire

Rosso di Montalcino, il fratello più giovane e sorridente del Brunello ottenuto dalla stessa uva di Sangiovese e nella stessa zona di Montalcino ma destinato ad essere bevuto prima

Rosso-Montalcino-2011-bottle with walnuts

Rosso-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

Montalcino, la terra dove l’uva di Sangiovese si esprime meglio nel mondo e fa nascere vini centenari, riesce a produrre anche un grandissimo rosso giovane. Sembra un controsenso ma non lo è. Dimostra la sapienza dei vignaioli di questo territorio. Infatti le caratteristiche del futuro vino nascono nei grappoli; le uve destinate al Brunello oppure al Rosso di Montalcino vengono coltivate per questo loro destino fino dalla nascita. Più poveri i terreni del primo più fertili quelli del secondo. Meno grappoli per il primo, leggermente di più per il secondo. Soprattutto nel momento della vendemmia le specificità di ciascuno devono venire fuori scegliendo con precisione il giorno della vendemmia e vinificando in modo più delicato.

Location: Casato Prime Donne a Montalcino

Il Casato Prime Donne è una proprietà di 40 ettari nel lato Nord di Montalcino. E’ di proprietà della famiglia di Donatella Cinelli Colombini almeno dalla fine del Cinquecento quando i suoi avi pagavano già le tasse per i prodotti agricoli che vi si coltivavano. Nelle ultime tre generazioni è passato di madre in figlia: era della nonna Giuliana Tamanti, poi della madre Francesca Colombini e Donatella la lascerà alla figlia Violante.
Donatella Cinelli Colombini dirige questa azienda dal 1998 e le ha ridato lo splendore di quando i suoi antenati vi trascorrevano la luna di miele. Ha anche dato a questo luogo uno speciale significato facendone la prima cantina italiana dove lavorano solo donne, una bandiera per l’enologia al femminile. Ogni anno il Casato Prime Donne finanzia un premio che porta il suo nome e valorizza le donne che sono di esempio e di incoraggiamento al genere femminile. Ogni vincitrice detta una dedica che rimane in modo permanente lungo un percorso meditativo nei vigneti e in cantina. Accanto a ogni scritta c’è un’opera d’arte di un’artista toscano che arricchisce ulteriormente lo splendido territorio della Valdorcia in cui si trova la cantina

Bottiglie Prodotte

Sangiovese grappolo 2012 Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese grappolo Donatella Cinelli Colombini

Da 30.000 a 50.000 ogni anno in base alla produzione di Brunello di Montalcino.

Riconoscimenti

90 – 91/100 da parte delle principali testate specializzate internazionali

Uvaggio e vigneti

100% Sangiovese

Le vigne del Casato Prime Donne sono coltivate in modo biologico e complessivamente hanno un’estensione di 16 ettari, di cui 3 sempre destinati alla produzione di Rosso di Montalcino. Si trovano nella zona Nord di Montalcino, quella più fresca, su una collina di 225 con una splendida esposizione a mezzogiorno. Il terreno è di origine neo-quaternaria composto da argille e sabbie marine. I vigneti sono divisi in 6 piccole particelle e contengono 5.500 viti per ettaro. Sono coltivate a cordone speronato. La produzione media è di 60 quintali d’uva per ettaro.

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Wine Show Todi: festa di vino nel gioiello dell’Umbria

Apre oggi Wine Show Todi: cene stellate, 100 cantine in degustazione, masterclass, concerti e premi nella cornice della bellissima città umbra

Todo-wine-show-sunset_wine

Todo-wine-show-sunset_wine

Anche Donatella Cinelli Colombini fra le premiate della quarta edizione del Wine Show Todi (7-9 giugno) insignita del #BeWine insieme alla giornalista svedese Asa Johansson. Altri premi a Niccolò Mario Zanchi cofondatore di Gotto Wine Tour e alla direttrice della scuola di alta formazione di sala Intrecci, Marta Cotarella.

WINE SHOW TODI

Con la cerimonia nel Nido dell’Aquila di Todi inizia una kermesse di tre giorni dedicata al vino  con i premi  coordinati dalla wine critic e blogger Chiara Giorleo.
La prima serata ha per tema “Todi, una città, una donna e i suoi tanti volti. Colori, Gusti e Sorsi”, e vede impegnate 5 chef di altissimo profilo: Catia Ciofo coadiuvata dalle Lady Chef umbre Gianna Farfano e Anna Maria Lombardo e le

Chiara-Giorleo-organizzatrice-del-Todi-Wine-show

Chiara-Giorleo-coordinatrice-dei-premi-del-Todi-Wine-show

toscane Sara Barbara Guadagnoli e Sandra Paccetti. La brigata tutta al femminile proporrà quattro piatti abbinati a quattro dipinti del pittore umbro Alvaro Quagliarini e a quattro pezzi musicali. Il tutto ovviamente accompagnato dal vino prodotto delle 13 cantine aderenti all’associazione “Todi terra di vini” che dopo la recente costituzione si presenterà ufficialmente proprio in occasione di Wine Show.
Dal pomeriggio di sabato 8 giugno Wine Show entrerà poi nel vivo con il ricco cartellone di iniziative e degustazioni che ruoteranno intorno alla mostra mercato con circa 100 cantine provenienti da tutta Italia ospitate nei palazzi comunali di Todi. Da non perdere, a partire dalle 19 di sabato, il Sunset Wine al Nido dell’Aquila con una degustazione di vini pugliesi al tramonto, in virtù del gemellaggio con il DueMari Wine Fest di Taranto, unita ad una emozionante milonga di tangheri. In serata, in piazza del Popolo, il concerto degli Swingle Kings con una degustazione di birra artigianale. In programma nei due giorni anche il Wine Tour a cura della Fisar Orvieto e le masterclass “Doc Excellence”, dedicata al Grechetto di Todi e guidata dal referente per l’Umbria della guida Vitae dell’Ais Gianluca Grimani, e “Un4gettable”, i migliori vini del Mondo secondo la rivista Wine Spectator raccontati da Maurizio Dante Filippi, miglior sommelier d’Italia Ais 2016.

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DOC Orcia: Donatella Cinelli Colombini ancora Presidente

I vicepresidenti sono Giulitta Zamperini dell’azienda Poggio Grande e Roberto Terzuoli di SassodiSole e nel consiglio Orcia entrano le nuove leve delle aziende storiche

 

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Donatella Cinelli Colombini riconfermata alla presidenza della DOC Orcia, una denominazione nata nel 2000 nel Sud della Toscana, in 12 comuni fra i territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano. In una zona collinare di grande pregio per i vini rossi e di grande bellezza paesaggistica al punto da aver ispirato il claim “Orcia, il vino più bello del mondo”.

ORCIA IL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

Giovane e performante la DOC Orcia, negli ultimi anni, ha fatto un balzo in avanti sotto i profili qualitativo e di apprezzamento commerciale al punto da essere considerata fra le denominazioni emergenti italiane.
Il Consiglio di Amministrazione rinnovato dall’ingresso di Angelo Capitoni, Elena Salviucci, Giovanna Santi e Carlo Pilenga che affiancano Antonio Rovito, Giuseppe Olivi, Roberto Rappuoli e Gabriella Giannetti e i due vicepresidenti Giulitta Zamperini e Roberto Terzuoli già presenti nel board precedente, ha eletto di nuovo Donatella Cinelli Colombini alla Presidenza per il prossimo triennio.

Donatella-Cinelli-Colombini-Presidente-Doc-Orcia

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PROGRAMMI DEL CONSORZIO DOC ORCIA

Il Consiglio intende continuare l’intenso lavoro di eventi, degustazioni e visite svolto nel passato puntando a consolidare la propria visibilità e commercializzazione nell’area di produzione. Un territorio che registra ogni anno un milione e mezzo di presenze turistiche e circa un milione di escursionisti soprattutto stranieri, per cui ha il mercato di esportazione “sotto casa”.
Due progetti immediati: il primo è un piano di marketing innovativo all’interno di un progetto di filiera che collega le cantine con la rete commerciale locale. Prevede di offrire a enoteche e ristoranti cantinette climatizzate in vetro e acciaio da usare per conservare le bottiglie Orcia e mostrare le aziende e le bellezze del territorio attraverso un display posizionato sul davanti. Per le cantine che vendono in grande distribuzione saranno prodotti espositori in grado di rendere più visibile la denominazione.
Altro progetto, ancora alle prime battute, riguarda direttamente i turisti con la realizzazione di master class studiate appositamente per loro. Un modo nuovo di mescolare cultura del vino e intrattenimento puntando sul nuovo ruolo assunto dall’enogastronomia nell’esperienza di viaggio e come attrattore turistico.

Violante-Gardini-e-i-produttori-di-Brunello-in-Giappone

Violante ci racconta il suo viaggio in Giappone

Diario di viaggio di Violante in Giappone: degustazioni di Brunello con l’ottima regia del consorzio ma anche shopping, turismo e qualche curiosità

 

Violante-Gardini-e-i-produttori-di-Brunello-in-Giappone

Violante-Gardini-e-i-produttori-di-Brunello-in-Giappone

Violante GardiniCinelliColombini Jr

Appena arrivata, anche se ero stanca morta e persino prima di fare il check in dell’albergo, sono andata a prendere un bicchiere con Noriko, mia amica e compagna di corso all’Università UC Davis in California, durante il Master OIV. Ora lei lavora per una cantina di Champagne.

Lunedì mattina palestra e poi incontro con Ikeda, responsabile per i vini dell’importatore Japan Salt.

Matrimoni, templi e usanze giapponesi

Siamo andati al Happo-En la prestigiosa location dove il Consorzio del Brunello organizzò un tasting due anni fa. Si tratta di uno dei luoghi più apprezzati di Tokio per gli eventi, soprattutto per i matrimoni. Infatti abbiamo trovato due novelli sposi tutti agghindati che ricevevano applausi dai passanti. Avevano pochi invitati ma erano vestiti in molto tradizionale, soprattutto lei aveva un abito molto lussuoso con un cappello enorme che sicuramente .. le avrà fatto soffrire un caldo spaventoso.

Violante-Gardini-al-tempio-a-Tokyo

Violante-Gardini-al-tempio-a-Tokyo

Dopo aver aperto le bottiglie io ed Ikeda siamo andati a mangiare e ho scoperto che i giapponesi usano molto il kerry ma è un kerry diverso dal nostro, molto gustoso e più scuro di colore. Comunque il nostro piatto di verdure e riso era delizioso. Prima dell’inizio dell’evento Ikeda mi ha portato a vedere il giardino spiegandomi che i loro templi sono sempre circondati dal verde perchè la natura stessa è una divinità per loro. Il tempio è preceduto da una fontana dove vanno lavate le mani e la bocca. Non bisogna camminare al centro ma solo di lato. Alla porta del tempio ci sono due leoni che non sono uguali, uno ha la bocca aperta e l’altro chiusa per ragioni legate ad altre credenza religiose.

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Polonia: dove i vini francesi e italiani combatto a armi pari

Polonia: un Paese in pieno sviluppo, nuove costruzioni ovunque, tanti giovani, tanta tecnologia, tutto in ordine e un grande interesse per i vini italiani

Polonia-Poznan-Donatella-CinelliColombini-Carlo-Gardini-Negro-e-altri-produttori-

Polonia-Poznan-Donatella-CinelliColombini-Carlo-Gardini-Negro-Montioni-e-altri-produttori-

Di Donatella Cinelli Colombini

Tutti conosciamo la proverbiale laboriosità dei polacchi, giganti instancabili e tenaci che nel passato condividevano con gli italiani i lavori più duri: dalle miniere del Belgio, alle fonderie di Chicago e Detroit. Erano un Paese di emigranti ma oggi non hanno disoccupazione … anzi l’economia va a mille.

POLONIA UN PAESE IN CRESCITA

Ci sono nuove costruzioni ovunque con architetture poco appariscenti ma molto solide e arredi di tendenza, il terreno agricolo è perfettamente coltivato e si avvantaggia dall’essere piano come una tavola, le città sono piene di giovani come se i vecchi fossero relegati a casa, WiFi va come una scheggia per cui la fibra ottica e la tecnologia sono diffusissime, ci sono tanti nuovi locali a mostrare una gran voglia di vivere, monopattini ovunque da prendere in

Polonia-Poznan

Polonia-Poznan

sharing usando il telefonino….
La cucina paga il prezzo delle dominazioni straniere del passato e di una più recente esterofilia che ha soppiantato la cucina tipica. Peccato perché i pochi piatti polacchi serviti nei ristoranti sono squisiti. La popolazione ama l’Italia e i vini italiani quasi più di quelli francesi. Nle bicchiere piace uno stile muscoloso e intenso che favorisce anche i vini spagnoli. Intanto cresce la cultura enologia e l’associazione sommelier. Tanti ristoranti, bar e enoteche mostrano un interesse per il cibo e il vino superiore a quello per i vestiti. Meno male!!!!

GLI EVENTI DEL VINO IN POLONIA

Il nostro importatore Wineonline ha organizzato due degustazioni a Varsavia e Poznan in due strutture nuove. Quella della capitale è una ex fabbrica restaurata in modo ultra trendy. Ci sono assaggi arround the table a cui partecipano wine lovers e dettaglianti. Alle degustazioni guidate sono presenti soprattutto giovani e quasi la metà donne. C’è un Ape con distributore di Prosecco “alla spina” e tante sdraio per prendere il primo sole di primavera. I nostri vini piacciono moltissimo soprattutto il Chianti Superiore e il Brunello Prime Donne. Anche la storia dell’azienda convince e tutte le donne vogliono in selfie con me.

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Cantine aperte nel segno di Leonardo da Vinci

Cantine aperte 2019, al Casato Prime Donne, propone un percorso a lume di candela con musiche, cibi dell’epoca di Leonardo e grandi Brunello e Chianti

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Cantine-aperte-2019-Casato-Prime-Donne

Nella cantina del Casato Prime Donne illuminata dai candelieri ascoltando le musiche del tardo Quattrocento con un calice di Brunello in mano e qualche cibo rinascimentale. Donatella Cinelli Colombini ha voluto dedicare Cantine aperte 2019, nella sua azienda di Montalcino, al genio toscano Leonardo da Vinci di cui ricorrono i cinquecento anni dalla morte.
Leonardo possedeva una vigna a Milano poco lontano da Santa Maria delle Grazie dove dipinse il Cenacolo. Nel 1515 scrisse le regole per la corretta produzione enologica e attribuiva al vino un ruolo quasi spirituale “Il vino, il divino licore dell’uva” . A Leonardo si attribuiscono l’ideazione del decanter e del ricolmatore per impedire il contatto fra l’aria e il vino delle botti.

PROGRAMMA DI CANTINE APERTE

<<L’itinerario in cantina, a lume di candela gustando grandi vini, musiche e semplici cibi di ispirazione rinascimentale sarà divertente anche se

Cantine-aperte-2019-CasatoPrimeDonne-Montalcino

Cantine-aperte-2019-CasatoPrimeDonne-Montalcino

è costruito su solide basi culturali >> dice Violante Gardini, la Cinellicolombini Jr che guida il Movimento del turismo del vino della Toscana e organizza la giornata dell’enoturismo in tutta la regione.
Visite guidate alle 11, 13, 15 e 17 da prenotare in anticipo  al numero 0577 849421 (18€ a persona per le 4 visite guidate e visite informali con piccolo assaggio dalle 11 alle 18).  All’ingresso i visitatori riceveranno un calice di cristallo e la richiesta di silenziare i telefoni per godersi le sensazioni auditive, visive, olfattive e gustative che rimandano a un passato lontano. Prima sosta nella tinaia per immergersi nell’atmosfera medioevale di Montalcino con immagini suoni e musiche assaggiando Chianti Superiore accompagnato da pane fatto in casa condito con olio 2018.

                                               

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