Vigne e vini

La guerra della Gran Selezione

Il Consorzio Chianti approva la Gran Selezione e il consorzio Chianti Classico, che ha creato questa tipologia nel 2014 si arrabbia

Chianti-Superiore-2015-Fattoria-del-Colle

Gran-Selezione-per-il-Chianti-Chianti-Superiore-Fattoria-del-Colle

di Donatella Cinelli Colombini

Premetto di avere vigneti di Chianti sia alla Fattoria del Colle di Trequanda che al Casato Prime Donne di Montalcino. Sono quindi parte in causa nella vertenza “Gran selezione” con un evidente vantaggio a produrre questa tipologia premium con le mie uve.

GRAN SELEZIONE DEL CHIANTI CLASSICO DAL 2014  TOP DELLA PIRAMIDE QUALITATIVA

Mettendo da parte l’interesse personale provo a guardare con obiettività tutta la vicenda constatando quando possa essere  rischiosa  e per alcuni aspetti controproducente  per il vino toscano, che sta attraversando un periodo complicato con vendite in calo e export in affanno.
Da anni assisto con dispiacere alle difficoltà di dialogo fra i consorzi del Chianti e del Chianti Classico. Speravo che con la costituzione del consorzio IGT Toscana guidato dal bravissimo Cesare Cecchi e dall’altrettanto capace direttore Campatelli, i motivi di frizione fossero superati. Tutti i consorzi toscani sono riunti in AVITO e hanno anche un organismo con cui organizzano collettivamente la partecipazione a Prowein.

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

Castello di Ama Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione

GRAN SELEZIONE DEL CHIANTI  UN PROGETTO DI CUI SI PARLA DA MESI

Per questo rimasi sbalordita, in occasione dello scorso Vinitaly, nel sentire le voci relative alla creazione di una tipologia Gran Selezione per il Chianti.
Ne parlai con il Presidente del Chianti Giovanni Busi invitandolo a riflettere sui possibili effetti di una simile iniziativa. Lo dissi anche alla direttrice del Chianti Classico Avvocato Carlotta Gori suggerendole di negoziare preventivamente una soluzione condivisa.
Invece le cose sono andate avanti e l’assemblea del Consorzio Chianti ha approvato con il 96% di voti favorevoli, la modifica del disciplinare con l’introduzione della Gran Selezione.
La reazione dei vicini del Chianti Classico è arrivata ai giornali subito dopo e il Presidente Giovanni Manetti, celebre e ottimo produttore di Fontodi ha scritto <<Siamo profondamente rammaricati che le scelte proposte del Consorzio Chianti siano tutte rivolte soltanto a riproporre strategie di valorizzazione già messe in campo dal vino Chianti Classico: la Gran Selezione, peraltro con caratteristiche identiche a quelle della Gran Selezione Chianti Classico, come il grado alcolico (13%), i tempi di invecchiamento (30 mesi), il divieto di uso del fiasco e la certificazione obbligatoria per le transazioni di sfuso>>.
La cosa più preoccupate arriva in fondo alla dichiarazione di Giovanni Manetti << Faremo netta opposizione alla proposta di Chianti Gran Selezione in tutte le sedi istituzionali>>.

Solo poco più tardi viene sfoderata la strategia di difesa della Gran Selezione che è considerata come un bene su cui il Gallo Nero ha investito e che vuole tutelare: il marchio è stato registrato in Italia e nei principali mercati nel 2013. Resta da chiarire la legittimità di una simile registrazione visto che il Testo Unico del vino l’autorizza su tutte le denominazioni italiane, ma le vertenze legali vanno avanti per decenni e quindi, in pratica, vendere una bottiglia di Chianti Gran Selezione sarà impossibile. 

Salerno città di Wine Business e di peccati di gola

Il Corso di Wine Business dell’Università di Salerno è l’occasione per insegnare enoturismo e scoprire i migliori ristoranti dell’area salernitana. Ecco quali sono

Corso-wine-business-Università-di-Salerno-Giuseppe-Festa-Donatella-Cinelli-Colombini e gli-studenti

Corso-wine-business-Università-di-Salerno-Giuseppe-Festa-Donatella-Cinelli-Colombini e gli-studenti

Di Donatella Cinelli Colombini

Insegnare mi piace moltissimo. Mi piace trasmettere le cose che ho imparato nel corso degli anni, mi piace incontrare  docenti amici con gli stessi interessi e un talento speciale ma oltre a questo mi piace abbinare alle docenze delle esperienze gastronomiche memorabili.

CORSO IN WINE BUSINESS DELL’UNIVERSITA’ DI SALERNO

Non sempre è possibile, a volte devo ripartire subito ma quando posso fermarmi mi lascio andare alle tentazioni gastronomiche. Questo è uno dei motivi per cui insegnare al corso di Wine Business dell’Università di Salerno, diretto da Giuseppe Festa è un appuntamento annuale che mi attrae moltissimo. Il corso è giunto quest’anno all’ottava edizione e prepara i futuri manager del vino. Io  insegno dall’inizio e, in certi anni, ho avuto studenti davvero smart con cui poi sono rimasta in contatto. Si tratta di adulti che già lavorano, persone che puntano in alto e stimolano  i docenti con commenti e domande  intelligenti.
Dopo il dovere il piacere e quindi dopo la lezione, che si conclude con la degustazione (Brunello, Orcia Cenerentola, IGT Supertuscan ), c’è sempre una cena da fare venire

Pensando-a-te-Baronisi-dopo-il-corso-di-Wine-Business

Pensando-a-te-Baronisi-dopo-il-corso-di-Wine-Business

l’acquolina in bocca.

LA MAPPA GOLOSA DEI MIGLIORI RISTORANTI DEL SALERNITANO

Il Professor Festa è un cultore della buona tavola e mi ha fatto scoprire i ristoranti che meglio esprimono la tradizione e l’innovazione nella cucina salernitana. Ecco l’elenco:
Casa del Nonno 13 a Mercato Saraceno
Pappa Carbone a Cava dei Tirreni
Pizzeria Madison (campione del mondo di pizza) ad Avellino
Acquapazza a Citara
Il Timone a Salerno
Pensando a te a Baronissi
Un mappa golosa molto diversificato che comprende un campione mondiale di pizza, locale dove, chi è celiaco come me, può assaggiare il più celebre piatto campano nella sua versione migliore.
I ristoranti sono tutti orientati sull’alta cucina salvo quello di Salerno che, per soddisfare la mia predilezione per il pesce freschissimo preparato con semplicità, è stato scelto per essere un’eccellenza della tradizione campana.

Hong Kong, James Suckling, Cina e il Brunello

A Hong Kong con le 100 cantine italiane scelte da James Suckling. In Cina con il Brunello fra i grattacieli di Shanghai, Hangzhou, Shenzen, Guangzhou, Zhuhai

James-Suckling-Hong-Kong- Great-wines-of-Italy-2019

James-Suckling-Hong-Kong- Great-wines-of-Italy-2019

Di Donatella Cinelli Colombini

Dopo il piovosissimo autunno italiano Hong Kong sembra il paradiso. Temperature primaverili, sole e una città sfavillante dove le vetrine traboccano di prodotti luxury. La città è un immenso centro commerciale del lusso lungo le strade e dentro i grattacieli collegati da passerelle coperte. Dalla baia lo spettacolo notturno sbalordisce, sembra di essere dentro un cartone animato gigantesco con centinaia di grattacieli si colorano di disegni e luci.

HONG KONG IL PARADISO DEL LUSSO E I DANNI DELLE PROTESTE

Io e mio marito Carlo Gardini non vediamo gli studenti protagonisti delle proteste di cui hanno parlato i media di tutto il mondo, ma incontriamo gruppi di poliziotti in assetto anti sommossa e leggiamo sui quotidiani il resoconto dei danni che hanno fatto: 85 delle 94 principali stazioni della metropolitana danneggiate e 62 delle più piccole. Distrutti 1800 tornelli 1100 macchine di biglietteria, 1200 telecamere di sorveglianza e 170 fra scale mobili e ascensori. Se questi sono i danni visibili, quelli più disastrosi sono i danni all’economia di Hong Kong dove il turismo è letteralmente collassato. A ottobre il calo degli arrivi è stato del 43,7% rispetto allo stesso mese del 2018.
Gli effetti sulla ristorazione sono stati pesantissimi: 300 ristoranti chiusi dallo scorso giugno. Per il vino italiano è un disastro perché gli importatori non vendono e quindi non

Bucci-CinelliColombini-Cortonesi-Bindocci-Hong-Kong- Great-wines-of-Italy-2019

Bucci-CinelliColombini-Cortonesi-Bindocci-Hong-Kong- Great-wines-of-Italy-2019

comprano.

JAMES SUCKLING GREAT WINES OF ITALY A HONG KONG

L’evento di James Suckling Great Wines of Italy 2019 è stato un segno di forte incoraggiamento verso la filiera commerciale del vino italiano e questo ha prodotto un afflusso senza precedenti al wine tasting organizzato in modo impeccabile all’interno del Four season. Duemila persone con tantissimi importatori, buyer e ristoratori.
Gli operatori di Hong Kong non si arrendono ma sono preoccupati. Tutti vogliono mantenere la libertà del loro paradiso dorato ma temono gli effetti delle proteste e non capiscono cosa sta realmente accadendo perché fra i 1100 arrestati al Politecnico solo 46 erano realmente studenti.
Io e Carlo andiamo nella zona più suggestiva di Hong Kong per la cena di benvenuto ai produttori italiani nel nuovo locale very cool “James Suckling wine central”. Partecipiamo a una cena e a un pranzo nel ristorante Giando del nostro importatore dove incontriamo manager e imprenditori italiani e cinesi. La preoccupazione è generalizzata anche fra quelli che si occupano di moda <<se la situazione non si normalizza e i cinesi non tornano è un disastro>>.
Speriamo che l’incoraggiamento dei 100 produttori italiani scelti da Suckling serva a aiutarli, anche psicologicamente.

IL GIGANTE CINESE E LA CITTA’ DI ALIBABA

In Cina invece l’economia è in piena corsa. Gli effetti dei dazi USA ci sono ma meno del previsto.
Tutti i cinesi  hanno gli occhi fissi sui telefonini e il contante non circola quasi più perché persino le patatine nel distributore automatico vengono pagate col cellulare.

Violante Gardini Cinellicolombini presidente AGIVI

29 novembre 2019  AGIVI l’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani ha eletto Violante Gardini presidente nazionale per i prossimi tre anni

Succede a Federico Terenzi e avrà al suo fianco, come vicepresidenti Marzia Varvaglione e Enrico Gobino. Il consiglio AGIVI è composto anche da Emanuela Tamburini, Nicola Guidi, Silvia Franco, Matteo Magnabosco, Vittoria Rocca, Ernesto Rocca, Anna Maria Sorricchio, Giulia Goretti.

VIOLANTE GARDINI UNA PICCOLA GRANDE DONNA

35 anni toscana Violante Gardini è il responsabile commerciale delle cantine della madre Donatella Cinelli Colombini (Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a

Violante Gardini Cinelli Colombini

Violante Gardini Cinelli Colombini

Trequanda), una laurea in Economia Aziendale all’Università di Firenze e un Master OIV a Parigi che l’ha portata a visitare tutte le regioni viticole e i principali mercati enologici del mondo.
Nella storia professionale e umana di Violante l’associazionismo ha sempre avuto un ruolo importante: nel 2008 – 2009 è stata presidente Toscana dei Leo (giovani del Lions), a giugno 2013 è stata eletta Presi

dente toscana del Movimento Turismo del Vino portando la sua regione ad essere la più numerosa in Italia. E’ vicepresidente AGIVI dal 2016 ed ora ha deciso di dedicare tutto il suo tempo libero a questa

associazione rinunciando a ogni altra carica.

<<Credo moltissimo nel fare squadra>> ha detto Violante dopo l’elezione avvenuta all’unanimità per acclamazione a Mondodelvino -Wine Experience di Priocca << e intendo applicare in AGIVI quel metodo di decidere e lavorare in gruppo che nelle esperienze precedenti mi ha perm

Violante-Gardini-Calici di stelle

Violante-Gardini-Calici di stelle

esso di aumentare i soci e organizzare iniziative importanti>>.

AGIVI ASSOCIAZIONE GIOVANI IMPRENDITORI VINICOLI ITALIANI

AGIVI è nata nel 1989 per volontà di un gruppo di giovani imprenditori, già appartenenti all’Unione Italiana Vini e alla Confederazione della Vite e del Vino. Riunisce under 40 di tutte le regioni italiane che sono o stanno per diventare titolari e manager di importanti imprese del vino. Agivi li stimola a “fare sistema” creando un reticolo di rapporti che parte dalla comunanza di interessi e si trasforma in amicizia. Rapporti che, nella vita professionale permettono di scambiarsi esperienze e progettare insieme.

Il Rosso di Montalcino DOC 2017 di Donatella

Un Sangiovese potente, piacevolissimo che nel Rosso di Montalcino esprime al meglio i caratteri un’annata calda come il 2017 e lo straordinario terroir del Brunello

Il 2017 nelle vigne è raccontato dalle parole della Divina Commedia di Dante <<guarda il calor del sol che si fa vino>> (25° canto del Purgatorio). Parole poetiche che descrivono un’estate

Rosso-di-Montalcino-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

Rosso-di-Montalcino-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

caldissima in cui le viti hanno sofferto la sete per mesi e i vignaioli hanno zappato senza sosta fra i filari per impedire che il terreno si inaridisse.

Un’annata, il 2017, che si esprime al meglio nei vini giovani, come il Rosso di Montalcino, ed ha nella piacevolezza e nel vigore mediterraneo i suoi punti di forza. E’ insomma un sangiovese scalpitante, caldo, potente ma vellutato.

MONTALCINO TERROIR DOVE IL SANGIOVESE SI ESPRIME AL MEGLIO

Montalcino è, nel mondo, il territorio in cui il vitigno Sangiovese, esprime il massimo del suo potenziale qualitativo. Un terroir straordinario che permette di fare una cosa talmente difficile da sembrare quasi impossibile: produrre, con la stessa uva e nelle

Rosso-di-Montalcino-2017-sangiovese-vendemmia

Rosso-di-Montalcino-2017-sangiovese-vendemmia

stesse vigne, vini giovani di grande piacevolezza e eleganza, come il Rosso di Montalcino e vini superpremium da lunghissimo invecchiamento come il Brunello.

ANNATA 2017 A MONTALCINO E IN EUROPA

In Europa, la vendemmia 2017 sarà ricordata come la più piccola e travagliata degli ultimi cinquant’anni a causa di una gelata alla fine di aprile, di un’estete asciutta e torrida, infine delle grandinate di settembre. Un clima impazzito che miracolosamente risparmiò Montalcino dove l’unica diversità, con le altre annate, fu l’anticipo del calendario della raccolta nella prima metà di settembre.

Baldinini e Donatella Cinelli Colombini: wine & fashion

Vendemmia in Via Monte Napoleone con le calzature fashion di Baldinini gustando due vini rari:  Brunello Prime Donne e Rosa ti tetto IGT

Vendelmmia-in-via-Monte-Napoleone-Baldinini-DonatellaCinelliColombini

Vendelmmia-in-via-Monte-Napoleone-Baldinini-DonatellaCinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Fantasia e grande artigianalità, prestigio internazionale e clientela esigente, soprattutto uno stile attuale adatto a chi ama le occasioni di incontro raffinate, questi sono gli ingredienti che legano Baldinini azienda di calzature femminili con oltre cento anni di storia e i vini di Donatella Cinelli Colombini che insieme partecipano alla  Vendemmia milanese 2019 con una shopping and wine experience il 10 ottobre dalle 19,30 alle 21,30 nella boutique di Via Monte Napoleone 25 ( per prenotare boutiqueviamontenapoleone25@baldinini.it).

ROSA DI TETTO 2018 e BRUNELLO PRIME DONNE 2013  PER ASSAGGI MEMORABILI

Una buona occasione per provare le nuove calzature inverno sorseggiando vini che fanno sognare: il Brunello 2013 Prime Donne e IGT Rosa di tetto 2018 ottenuto da

Vendemmia-in-via-Monte-Napoleone-Baldinini-e-Brunello

Vendemmia-in-via-Monte-Napoleone-Baldinini-e-Brunello

Sangiovese e primo vino biologico dell’azienda. Vini curati in ogni dettaglio che trasmettono la passione coraggiosa delle grandi sfide. Il Brunello Prime Donne è una piccola selezione di sole 10.000 bottiglie nata a Montalcino nella prima cantina italiana con organico interamente femminile.

Sommelier russi, non immaginate quanto sono bravi!

Due master class sul vino in Toscana, il sangiovese e il Brunello mi fanno scoprire l’impressionate competenza dei sommelier russi

DonatellaCinelliColombini-con-i-sommelier-russi-di -Mosca

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Di Donatella Cinelli Colombini

22 settembre, arrivo a Mosca ed è freddo ma la città è bellissima, non l’ho mai vista così bella. I palazzi ottocenteschi che prima neanche si vedevano, sono stati restaurati e ora rivaleggiano con quelli di San Pietroburgo.

MOSCA PIU’ SPLENDIDA CHE MAI

Tutte le strade sono ben tenute, i marciapiedi rifatti le ringhiere riverniciate, ci sono luci ai cornicioni di tutti gli edifici di pregio … impressionate! Se a questo aggiungiamo le vetrine di alta moda, i ristoranti eleganti, la gente per strada tutta giovane e ben vestita con in mezzo tante donne che ostentano vestiti griffati si ha l’impressione di un gigantesco boom economico. Appena scesi dal taxi assistiamo a uno spettacolo di luci, immagini e suoni sulla facciata del Bolshoi che diventa un enorme palcoscenico. L’albergo è quello del recente scandalo politico, il Metropol, a due passi dal Cremlino e pullula di delegazioni estere in costumi etnici.

LA SCOPERTA DELLA STUPEFACENTE COMPETENZA DEI SOMMELIER RUSSI

Brunello-2013-con-cucina-russa-innovativa-ristorante--Nomo-San-Pietroburgo

Brunello-2013-con-cucina-russa-innovativa-ristorante–Nomo-San-Pietroburgo

Sono in Russia per fare due lezioni ai sommelier russi sul vino toscano, il sangiovese e il Brunello. Le lezioni sono in inglese e io mi sono allenata da dieci giorni per esporle in modo fluente. Ho scelto la tecnica dello storytelling alternando numeri e dati tecnici a racconti storici. Oltre alla lezione frontale c’è la degustazione verticale dal barrel tasting al Brunello 2006.
La prima lezione davanti a 25 sommelier di Mosca è sconvolgente. Sanno tutto. Il quiz finale, che a me era sembrato troppo difficile, non basta a selezionare un vincitore perché 4 danno quasi tutte le risposte esatte.
Mi chiedo se i sommelier italiani reagirebbero allo stesso modo di fronte a una lezione sul Malbec oppure sulla più vicina e facile Borgogna. Mi spiegano che la scuola russa è nozionistica e sta progressivamente diventando ancora più difficile. Per questo loro diventano enciclopedie viventi del settore di cui si occupano e forse per questo i sommelier studiano il vino con una profondità da noi impensabile.

NON SOLO VINO MA ANCHE ARTE GRANCHI REALI A MOSCA

Prima di partire per San Pietroburgo in treno io e mio marito Carlo visitiamo San Basilio e rimaniamo impressionati dalla pittura religiosa russa che è rimasta la stessa per cinquecento anni. Anche le manifestazioni dell’ascetismo dei Santi sono shoccanti con catene di ferro e croci pesantissime di evidente scopo espiatorio. Una devozione vissuta in privato in tante cappelline scintillanti e altissime come qualcosa di riservato agli Zar e alla più alta aristocrazia. Non meraviglia che i rivoluzionari russi avessero chiuso le chiese così come non meraviglia la loro riapertura e restauro da parte di Putin. La religione è in Russia un supporto formidabile dell’identità nazionale.

Il grappolo di Sangiovese perfetto

Il Sangiovese perfetto è maturo, sano, piccolo, regolare e alato. Non sempre la vendemmia lo regala ai produttori ma nel 2019 a Montalcino ce n’è tanto

Di Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese-perfetto-vendemmia-2013

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IL SANGIOVESE PERFETTO E’ MATURO DENTRO E FUORI

Gli acini d’uva devono maturare contemporaneamente nella buccia e nella polpa. La maturazione tecnologica della polpa, valutabile in base al potenziale zuccherino che diventerà alcol e agli acidi -PH che assicureranno la longevità al vino, devono arrivare contemporaneamente alla maturazione polifenolica delle materie nobili contenute nella buccia e insieme serve la lignificazione dei vinaccioli che deve essere completa. Quando il clima non è favorevole può avvenire una maturazione troppo veloce o insufficiente. Nel 2019 la maturazione è perfetta.
Un altro elemento importante della maturità è il carattere omogeneo. Nelle grandi annate ogni vigna ha un livello di maturazione uniforme. Quando questo non avviene i bravi vignaioli passano più volte fra i filari selezionando, a mano, l’uva con la stessa maturità e ripetono la stessa operazione togliendo l’uva pronta per andare in cantina. Un lavoro certosino ma utilissimo per innalzare il livello qualitativo del futuro vino. Le grandi vigne, come la nostra Ardita del Casato Prime Donne di Montalcino portano a perfetta maturazione ogni anno tutti i grappoli contemporaneamente. La cosa sorprendente è che le migliori vigne sono anche quelle più facili da coltivare perché la natura fa tutto da sola.

Di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Negli anni Novanta del Novecento, nell’epoca dei “vini potenti”, l’uva veniva colta quando era surmatura per avere il massimo di estrazione di sostanze nobili. In realtà l’uva è come qualunque frutto che offre il meglio di se al culmine della maturazione, non prima e non dopo. Se infatti prima lascia tracce verdi e ruvide nel vino, quando è surmatura l’uva perde i caratteri varietali e territoriali e i vini che ne derivano hanno poca personalità distintiva. Questo momento magico è valutato attraverso l’assaggio degli acini e determina la scelta del giorno della vendemmia di ogni vigna.

IL SANGIOVESE PERFETTO E’ SANO

Il Sangiovese è un’uva particolarmente delicata perché la buccia è composta da pochi strati di cellule meno della metà del Cabernet. Per questo le grandi piogge nel momento della vendemmia, quando la buccia è ormai delicatissima, hanno effetti disastrosi. Per la stessa ragione i cloni più qualitativi di Sangiovese hanno grappoli piccoli e quindi meno aggredibili dalla muffa. Ancora per proteggersi dalla muffa, la terribile botrite, i vignaioli di Montalcino usavano sfogliare le viti scoprendo i grappoli. Una pratica che permetteva all’uva di asciugarsi velocemente dopo le piogge ma oggi espone i grappoli alle scottature per qui è del tutto sconsigliabile, soprattutto su lato più esposto al sole.
Montalcino ha poche zone con culture irrigue e pochi frutteti concentrati a Sud Ovest. Insieme all’ottima ventilazione, il clima secco e la mancanza dei moscerini suzukii provenienti da frutteti sono elementi determinanti per la sanità dell’uva.
E’ sbagliata la convinzione che usando più prodotti chimici l’uva sia maggiormente protetta dalle muffe e dai parassiti. Anzi è il contrario

Aspettando la vendemmia di Brunello 2019

Salvo imprevisti la vendemmia 2019 sarà una delle migliori del nuovo millennio. La raccolta del Brunello nelle date classiche fra fine settembre e primi di ottobre

Di Donatella Cinelli Colombini

Vendemmia-2019-L'enologa-Sabrina-con-l'uva-di-Merlot-della-Fattoria-del-Colle

Vendemmia-2019-L’enologa-Sabrina-con-l’uva-di-Merlot-della-Fattoria-del-Colle

IL CLIMA 2019 NELLE VIGNE DI BRUNELLO

Il 2019 è stata un’annata piuttosto arida. L’inverno ha avuto poche piogge e niente neve. E’ stato freddo ma non freddissimo anche per il gran numero di giornate soleggiate. La primavera, sebbene molto piovosa, non è riuscita a reidratare il terreno del tutto. Tuttavia il maltempo ha ritardato l’inizio del ciclo vegetativo delle viti e ha disturbato la fioritura dando vita a grappoli leggermente sotto dimensionati.
In estate le ondate di caldo africano sono state interrotte da perturbazioni nordiche con piogge di grande entità. Abbiamo registrato fino a 50 mm di precipitazioni in un solo giorno. Piogge che hanno comunque abbassato le temperature e idratato il terreno con più frequenza alla Fattoria del Colle e leggermente di meno al Casato Prime Donne di Montalcino.
La perturbazione più violenta il 28 luglio ha letteralmente sconvolto, con chicchi di grandine grandi come albicocche, la zona di Arezzo mentre da noi ha prodotto solo nubifragi. Dal I°luglio al 15 settembre, sui vigneti del Casato Prime Donne sono caduti 97 mm di pioggia.
In settembre il cielo sereno ha mantenuto le temperature alte fino alla metà del mese per poi rannuvolarsi e accrescere l’escursione termica fra la notte e il giorno. Circostanza quest’ultima, molto favorevole alla sintesi dei profumi nell’uva e nel vino.

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

Vendemmia-2019-Fattoria-del-Colle-vigneto-Traminer-biologico

CALENDARIO DELLA VENDEMMIA 2019

Primo giorno di vendemmia il 9 settembre con la scelta dell’uva di Traminer per il passito che grazie agli ottimi rating della stampa estera più importante è diventato uno dei vini di punta dell’azienda. La vendemmia del vigneto Sanchimento è continuata manualmente per mandare in cantina i grappoli destinati al vino bianco della Fattoria del Colle.
L’11 e il 12 settembre è stata raccolta l’uva di Sangiovese per lo spumante. I grappoli provenivano dai vigneti Fondo di Collepiccino e Cancello nero della Fattoria del Colle e la loro raccolta ha sostituito il diradamento – vendemmia verde in queste due vigne. Infatti mentre l’uva dello spumante deve provenire da viti con tanti grappoli poco maturi, quella per i rossi ha bisogno di viti scariche e grappoli maturi a puntino. Prima di andare nel tino l’uva della “base spumante” è stata raffreddata in un vecchio camion frigo. Il mosto appena pressato aveva una naturale colorazione rosata per l’ottima capacità di cessione delle bucce.
Il 16 settembre è iniziata la vendemmia del Merlot, ancora alla Fattoria del Colle. Alla fine della stessa settimana inizierà la vendemmia del Sangiovese ancora alla Fattoria del Colle. L’uva è pronta e purtroppo anche i cinghiali se ne sono accorti per cui, le due vigne non recintate, sono letteralmente prese d’assalto. Purtroppo i cinghiali costituiscono un problema irrisolto in Toscana ed hanno trasformato le zone del vino in immensi campi di concentramento con reti, recinzioni elettrificate, cannoni … per difendere l’uva dai voraci ungulati.

Brunello 1997 in bicchieri di plastica

Storia quasi comica dello Chef Gegè Mangano, del ristorante Li Jalantuu’mene multato per aver servito all’aperto un Brunello 1997 in calici di cristallo

Di Donatella Cinelli Coombini

Li-Jalantuùmmene-ristorante-Monte-Sant'Angelo-multato-per-aver-servito-Brunello-in-calici-di-cristallo

Li-Jalantuùmmene-ristorante-Monte-Sant’Angelo-multato-per-aver-servito-Brunello-in-calici-di-cristallo

La notizia mi arriva da Paolo Marchi e dal suo “ Identità di Vino”  ma ha fatto il giro di tutta la stampa italiana. A raccontarla è lo chef Gegè Mangano, che all’esterno del suo ristorante Li Jalantuu’mene ha la concessione di una zona di suolo pubblico dove regolarmente apparecchia i tavoli per servire la clientela gourmet che arriva nella deliziosa cittadina pugliese insignita di ben due iscrizioni nel Patrimonio dell’Umanità Unesco.

LO CHEF GEGE’ MAGNANO SERVE ALL’APERTO DEL BRUNELLO IN CALICI DI CRISTALLO E VIENE MULTATO

Ecco che i suoi clienti chiedono un Brunello di Montalcino 1997, un’annata cinque stelle, celebrata dalla critica di tutto il mondo. Ovviamente il vino viene versato in calici di cristallo ma proprio in quel momento sopraggiunge la polizia municipale di Monte Sant’Angelo che intima l’uso dei bicchieri di plastica e multa per 100€ in base a un’ordinanza del comune.

Brunello-di-Montalcino-2012-Casato-Prime-Donne

Brunello-di-Montalcino–Casato-Prime-Donne

Tale ordinanza sembra un’applicazione maldestra della circolare Gabrielli del 2018 sull’uso dei contenitori in vetro in occasione di eventi in luoghi pubblici, emessa a seguito dei 1500 feriti e i due morti in Piazza San Carlo a Torino durante la finale di Champions League quando il suolo era coperto di bottiglie di rotte. La giunta di Monte Sant’Angelo ha infatti approvato un documento in cui compare la frase «ai titolari o gestori di alimenti e bevande (bar, chioschi abilitati alla somministrazione ed ambulanti itineranti e in sede fissa) è fatto divieto di vendere per asporto o cedere a terzi, a qualsiasi titolo, alimenti e bevande dalle 21 alle 7, nonché bevande di qualsiasi specie in contenitori di vetro; agli stessi è consentita la somministrazione di bevande alcoliche in contenitori di vetro esclusivamente all’interno dei propri locali; negli spazi esterni di propria pertinenza la somministrazione di tutti i tipi di bevande deve avvenire solo in contenitori di plastica>>.
I vigili urbani hanno applicato alla lettera questo provvedimento anche se il sindaco , Pierpaolo D’Arienzo, ha ribattuto alle critiche che gli sono arrivate dai giornali di mezza Italia, dando proprio la colpa a loro <<La mia ordinanza è chiara nel caso specifico purtroppo c’è stata una leggerezza dell’operatore della Polizia municipale che sarà prontamente risolta nel ricorso alle autorità competenti>>.

La festa dei vignaioli più grande del mondo

In Svizzera con l’Académie internationale du Vin per la Fete des Vigneron la festa dei vignaioli più grande del mondo e poi vini, Chaplin e il podio olimpico

Di Donatella Cinelli Colombini

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

LA FESTA DEI VIGNAIOLI -FETE DES VIGNERONS

5.500 vignaioli impegnati a ballare, cantare, sfilare in costume e 20.000 spettatori ogni sera in un’arena costruita appositamente. La Fete des vigneron festa dei vignaioli, avviene  ogni 20 anni a Vevey e, se un tempo era una manifestazione dell’orgoglio dei produttori di vino, ora è un’attrazione di prima grandezza che richiama un milione di visitatori di tutto il mondo durante un mese di rappresentazioni. Tutti i vignaioli del territorio partecipano comprando i costumi, a loro spese, e facendo prove da febbraio in poi. Lo spettacolo è impressionante fino dall’arrivo in battello a Vevey accolti da un concerto di enormi corni di montagna. La piccola città appare trasformata con giostre, ristoranti e animazioni ovunque. L’arena è enorme e tutto funziona con precisione svizzera e con garbo vignaiolo. All’interno, l’assistenza agli spettatori è fatto da vignaioli vestiti da cornacchie (quelle che mangiano l’uva). L’arena è coperta da un tappeto a led che permette effetti variopinti mentre le scalinate si alzano per far passare gli allestimenti più grandi e si abbassano per ospitare il coro. Lo spettacolo è grandioso, con balletti senza interruzione, degno di un’inaugurazione olimpica e quando entrano 30 mucche da latte, suonano i cori di montagna e 200 coristi intonano Lyoba, la canzone tradizionale delle mandrie alpine,

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

fete des vignerons 2019 festa dei vignaioli

tutti gli svizzeri si sono commossi. Bellissima la partecipazioni dei disabili e il ringraziamento finale a tutti, persino agli uomini che pulivano dopo il passaggio delle mucche e che hanno ballato sventolando le scope. Alla fine rimane lo stupore per un’organizzazione di dimensioni enormi e la gratitudine per questi vignaioli che hanno saputo

dare dignità al lavoro della terra con un evento di queste dimensioni. Bravi!

I VINI SVIZZERI

Il viaggio in Svizzera con l’Académie Internalionale du Vin è anche l’occasione per ammirare la viticultura eroica lungo il lago Lemano dove ogni angolo di terra, strappato alle Alpi, è coltivato in piccoli vigneti lavorati a mano e trattati con gli elicotteri (spruzzare il rame con la botte e il trattore sarebbe impossibile). I vini sono buoni e diventeranno ancora migliori nel futuro se gli agronomi useranno i vitigni autoctoni come la Petite Arvine in forma di locomotori dei loro distretti enologici e sapranno interpretare il cambiamento climatico che spinge la produzione mondiale proprio verso le montagne dove già sono loro.
I bianchi mostrano una capacità di invecchiamento sorprendente. Abbiamo assaggiato vini Dezaley del 2017, 2015, 1995, 1985, 1979 e gli ultimi due erano straordinari.
La produzione avviene in piccolissimi vigneti, che lo stato aiuta a sopravvivere ( anche con aziende modello come quella di Grand Brûlé) e che stanno cercando di consorziarsi per produrre e commercializzare riunendo le f( orze. Tuttavia alcune individualità spiccano come l’Ermitage di Marie Théresè Chappaz (Liaudisaz) e il Pinot Noir de La Colombe -di Raymond Piccot.

Calici di stelle 2019 brindando al chiaro di luna

Per la giovane e grintosissima Orcia DOC la festa di Calici di Stelle sarà sabato 10 agosto a Castiglion d’Orcia dove sarà in assaggio Cenerentola 2016

Calici-di-stelle-Castiglion-d'Orcia-degustazione-ONAV

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CALICI DI STELLE 2019 DEDICATO ALLO SBARCO SULLA LUNA

Il programma nazionale delle serate di Calici di Stelle 2019 inizia il 2 agosto e finisce l’11 con tanti appuntamenti nelle piazze delle Città del Vino e nelle cantine del Movimento Turismo del vino. In occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna l’edizione 2019 sarà incentrata sull’osservazione della volta celeste e in particolare del satellite della terra che, con le sue fasi, influisce da secoli anche sulla produzione del vino e soprattutto sull’imbottigliamento. Per antica tradizione al primo quarto, in fase di luna crescente, è adatto per confezionare i vini frizzanti, all’ultimo quarto, in fase di Luna calante, vanno in bottiglia i vini a lungo invecchiamento, mentre con la luna piena è possibile imbottigliare qualsiasi tipo di vino.

CALICI DI STELLE A CASTIGLION D’ORCIA

Calici-di-stelle-Castiglion-d'Orcia-banchi-di-assaggio-coi-produttori

Calici-di-stelle-Castiglion-d’Orcia-banchi-di-assaggio-coi-produttori

Piccolo anticipo della festa il 9 agosto, nel pomeriggio con la Masterclass di musica tenuta dalla scuola di percussioni Octomusic School di San Quirico d’Orcia e alle 21 il concerto dei Psychomoles, batteria, percussioni e musica elettronica in piazza Cesare Battisti
Il 9 e l’11 agosto i ristoranti di Castiglion d’Orcia ospiteranno le “Cene con i produttori” Io vi aspetto nel ristorante Le Rocche  domenica 11 agosto,  per cenare insieme gustando cucina valdorciana e grandi vini.

Il 10 agosto, come di consueto, Calici di Stelle vive il suo momento più bello e trasforma Castiglion d’Orcia in un borgo in festa. La Doc Orcia entra nella cornice di una delle piccole città d’arte più belle d’Italia.
Inizio alle ore 18 quando il centro storico si riempirà di bancherelle con prodotti artigianali e specialità gastronomiche della Valdorcia. Ci sarà anche un’esposizione di veicoli antichi e le opere dell’artista Susanna Deiana, il cooking show di cucina castiglionese e lo street food preparato dai ristoranti del borgo. La sala d’arte con le due splendide Madonne di Simone Martini e Pietro Lorenzetti, sarà aperta per visite guidate con assaggi dei vini Orcia. Ci sarà uno spazio per i bambini con la Piccola Fattoria Forte e le animazioni di Circusbandando.
Dalle 20 inizieranno le degustazioni di vini Orcia Doc con tavoli dove saranno presenti personalmente i produttori e la degustazione guidata condotta dagli assaggiatori ONAV.
Ancora alle 20 inizierà l’intrattenimento musicale dei TriTone clarinetto, fisarmonica, chitarra e contrabbasso Jazz che eseguirà una kermesse folk and world music trascinante e ballabile.

6 vini oltre i 90/100 su Wine Advocate-Robert Parker

Donatella Cinelli Colombini festeggia i rating ottenuti da Brunello, Doc Orcia, Igt Toscana, Passito e Vin Santo da parte di Robert Parker – Wine Advocate

Wine-Advocate-Robert-Parker-6 vini-di-Donatella-Cinelli Colombini

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I giudizi positivi fanno sempre piacere ma quando arrivano da Robert Parker fanno ancora più piacere perché le valutazioni in centesimi della rivista creata nel 1978 dall’avvocato di Baltimora, sono accettati come autorevoli in tutto il mondo e influenzano i monopoli canadesi così come i grandi buyer.
Per questo avere da Wine Advcate Robert Parker un giudizio sopra i 90/100 su sei vini in una stessa annata è una cosa entusiasmante e importantissima. Donatella Cinelli Colombini fa salti di gioia!
Fra i vini con punteggi stellari ci sono i due Brunello di Montalcino usciti quest’anno (annata 2014 e riserva 2013), il Vin Santo e il Passito che si accaparrano i voti più alti con grande gioia del marito di Donatella, Carlo Gardini, vero artefice di questi vini insieme alla cantiniera Barbara Magnani. Ma ci sono anche le due etichette principali della Fattoria del Colle: la Doc Orcia Cenerentola e l’IGT Toscana Il Drago e le 8 colombe.

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

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Un risultato che premia il grande lavoro fatto nei vigneti, coltivati in modo biologico e molto manuale, ma anche la scelta di puntare su fusti in rovere di media e grande dimensione realizzati in piccoli laboratori artigiani. Vengono scelti ogni anno in 5 tonnellerie in base alle caratteristiche della vendemmia con un criterio tailor made – cucito su misura, quasi ottocentesco.

MONICA LARNER SCRIVE UN ARTICOLO SULLA DOC ORCIA PER WINE ADVOCATE ROBERT PARKER

L’occasione di far recensire i vini della Fattoria del Colle è arrivata quando Monica Larner, la bravissima Italian reviewer per Wine Advocate -Robert Parket ha ceduto all’insistenza di Donatella ed ha dedicato un articolo alla DOC Orcia. Un articolo che comincia con questa frase <<It may be Italy’s most beautiful wine territory>> forse il territorio del vino più bello d’Italia.
Quando Monica Larner chiese la documentazione per l’articolo la figlia di Donatella, Violante, si buttò <<mamma mandiamo anche gli altri vini della Fattoria del Colle, chiedi a Monica il favore di assaggiarli>> e, con grande buona volontà, Monica nonostante sia sommersa di lavoro, li ha assaggiati e recensiti tutti.

Rosso di Montalcino DOC un vino da scoprire

Rosso di Montalcino, il fratello più giovane e sorridente del Brunello ottenuto dalla stessa uva di Sangiovese e nella stessa zona di Montalcino ma destinato ad essere bevuto prima

Rosso-Montalcino-2011-bottle with walnuts

Rosso-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

Montalcino, la terra dove l’uva di Sangiovese si esprime meglio nel mondo e fa nascere vini centenari, riesce a produrre anche un grandissimo rosso giovane. Sembra un controsenso ma non lo è. Dimostra la sapienza dei vignaioli di questo territorio. Infatti le caratteristiche del futuro vino nascono nei grappoli; le uve destinate al Brunello oppure al Rosso di Montalcino vengono coltivate per questo loro destino fino dalla nascita. Più poveri i terreni del primo più fertili quelli del secondo. Meno grappoli per il primo, leggermente di più per il secondo. Soprattutto nel momento della vendemmia le specificità di ciascuno devono venire fuori scegliendo con precisione il giorno della vendemmia e vinificando in modo più delicato.

Location: Casato Prime Donne a Montalcino

Il Casato Prime Donne è una proprietà di 40 ettari nel lato Nord di Montalcino. E’ di proprietà della famiglia di Donatella Cinelli Colombini almeno dalla fine del Cinquecento quando i suoi avi pagavano già le tasse per i prodotti agricoli che vi si coltivavano. Nelle ultime tre generazioni è passato di madre in figlia: era della nonna Giuliana Tamanti, poi della madre Francesca Colombini e Donatella la lascerà alla figlia Violante.
Donatella Cinelli Colombini dirige questa azienda dal 1998 e le ha ridato lo splendore di quando i suoi antenati vi trascorrevano la luna di miele. Ha anche dato a questo luogo uno speciale significato facendone la prima cantina italiana dove lavorano solo donne, una bandiera per l’enologia al femminile. Ogni anno il Casato Prime Donne finanzia un premio che porta il suo nome e valorizza le donne che sono di esempio e di incoraggiamento al genere femminile. Ogni vincitrice detta una dedica che rimane in modo permanente lungo un percorso meditativo nei vigneti e in cantina. Accanto a ogni scritta c’è un’opera d’arte di un’artista toscano che arricchisce ulteriormente lo splendido territorio della Valdorcia in cui si trova la cantina

Bottiglie Prodotte

Sangiovese grappolo 2012 Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese grappolo Donatella Cinelli Colombini

Da 30.000 a 50.000 ogni anno in base alla produzione di Brunello di Montalcino.

Riconoscimenti

90 – 91/100 da parte delle principali testate specializzate internazionali

Uvaggio e vigneti

100% Sangiovese

Le vigne del Casato Prime Donne sono coltivate in modo biologico e complessivamente hanno un’estensione di 16 ettari, di cui 3 sempre destinati alla produzione di Rosso di Montalcino. Si trovano nella zona Nord di Montalcino, quella più fresca, su una collina di 225 con una splendida esposizione a mezzogiorno. Il terreno è di origine neo-quaternaria composto da argille e sabbie marine. I vigneti sono divisi in 6 piccole particelle e contengono 5.500 viti per ettaro. Sono coltivate a cordone speronato. La produzione media è di 60 quintali d’uva per ettaro.

Wine Show Todi: festa di vino nel gioiello dell’Umbria

Apre oggi Wine Show Todi: cene stellate, 100 cantine in degustazione, masterclass, concerti e premi nella cornice della bellissima città umbra

Todo-wine-show-sunset_wine

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Anche Donatella Cinelli Colombini fra le premiate della quarta edizione del Wine Show Todi (7-9 giugno) insignita del #BeWine insieme alla giornalista svedese Asa Johansson. Altri premi a Niccolò Mario Zanchi cofondatore di Gotto Wine Tour e alla direttrice della scuola di alta formazione di sala Intrecci, Marta Cotarella.

WINE SHOW TODI

Con la cerimonia nel Nido dell’Aquila di Todi inizia una kermesse di tre giorni dedicata al vino  con i premi  coordinati dalla wine critic e blogger Chiara Giorleo.
La prima serata ha per tema “Todi, una città, una donna e i suoi tanti volti. Colori, Gusti e Sorsi”, e vede impegnate 5 chef di altissimo profilo: Catia Ciofo coadiuvata dalle Lady Chef umbre Gianna Farfano e Anna Maria Lombardo e le

Chiara-Giorleo-organizzatrice-del-Todi-Wine-show

Chiara-Giorleo-coordinatrice-dei-premi-del-Todi-Wine-show

toscane Sara Barbara Guadagnoli e Sandra Paccetti. La brigata tutta al femminile proporrà quattro piatti abbinati a quattro dipinti del pittore umbro Alvaro Quagliarini e a quattro pezzi musicali. Il tutto ovviamente accompagnato dal vino prodotto delle 13 cantine aderenti all’associazione “Todi terra di vini” che dopo la recente costituzione si presenterà ufficialmente proprio in occasione di Wine Show.
Dal pomeriggio di sabato 8 giugno Wine Show entrerà poi nel vivo con il ricco cartellone di iniziative e degustazioni che ruoteranno intorno alla mostra mercato con circa 100 cantine provenienti da tutta Italia ospitate nei palazzi comunali di Todi. Da non perdere, a partire dalle 19 di sabato, il Sunset Wine al Nido dell’Aquila con una degustazione di vini pugliesi al tramonto, in virtù del gemellaggio con il DueMari Wine Fest di Taranto, unita ad una emozionante milonga di tangheri. In serata, in piazza del Popolo, il concerto degli Swingle Kings con una degustazione di birra artigianale. In programma nei due giorni anche il Wine Tour a cura della Fisar Orvieto e le masterclass “Doc Excellence”, dedicata al Grechetto di Todi e guidata dal referente per l’Umbria della guida Vitae dell’Ais Gianluca Grimani, e “Un4gettable”, i migliori vini del Mondo secondo la rivista Wine Spectator raccontati da Maurizio Dante Filippi, miglior sommelier d’Italia Ais 2016.

                                                                       

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