Vigne e vini

I gattopardi del vino

Gattopardi: cambiare per rimanere gli stessi. Questa è la domanda che si pongono tutti i produttori di vino del mondo di fronte al nuovo clima

 

Gattopardi del vino: cambiare per rimanere gli stessi

Gattopardi del vino: cambiare per rimanere gli stessi- Gattopardo di Tommasi di Lampedusa

di Donatella Cinelli Colombini

E’ evidente che il clima ha prodotto dei grandi cambiamenti nei vigneti. In certe situazioni ha migliorato le performance dei terroir dando la possibilità di produrre vini di altissima qualità dove prima la vite non veniva neanche coltivata, basta pensare agli sparkling inglesi per capirlo.

 

I VANTAGGI E I PROBLEMI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Per i territori già noti, il cambiamento climatico pone interrogativi e novità. A Montalcino ha moltiplicato le buone e ottime vendemmie. Ha beneficiato le zone più fredde, come quella Nord Ovest del Casato Prime Donne, ma impone a tutti una seria riflessione soprattutto sul modo di piantare, coltivare e raccogliere le vigne.
E’ rischioso cambiare i metodi che hanno portato un vino al successo. Ma conservarli, in presenza di un cambiamento come l’innalzamento delle temperature, è ancora più rischioso e allora applichiamo la celebre frase del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa … «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi». … In altre parole perché tutto rimanga com’è bisogna adattarsi ai cambiamenti diventare gattopardi del vino e solo in questo modo verranno conservate le posizioni di privilegio che sono state raggiunte in anni e anni di lavoro e di successo.

Gattopardi del vino

Gattopardi del vino- nelle vigne cambiare per rimanere gli stessi

 

I GATTOPARDI DEL VINO: CAMBIARE PER RIMANERE GLI STESSI

C’è un elemento guida: l’ascolto e il rispetto della natura.
Qui non parlo dell’impianto dei vigneti (porta innesti e cloni, scelta dei suoli, preparazione del terreno per l’impianto ….) e nemmeno della coltivazione del terreno. Mi limito a una sola nota: serve più terreno per ogni vite. Continuare a piantare oltre 5.000 ceppi all’ettaro equivale a non capire che piove meno e in modo monsonico per cui le viti soffrono la sete più di prima.
Ecco la mia ricetta per la coltivazione delle viti di Sangiovese: trasformarsi da cacciatori di sole a protettori dal sole. In altre parole bisogna imparare a usare le foglie in modo completamente diverso.

Brunello 2015 la parola di Monica Larner

I commenti e i giudizi di Monica Larner per Robert Parker Wine Advocate premiano i due Brunello 2015 di Donatella Cinelli Colombini con 94 e 95 centesimi

 

Brunello 2015

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini 94 e 95/100 da Robert Parker

94 centesimi per il Brunello e 95 per la selezione “Prime Donne” due splendidi giudizi e soprattutto due commenti che fotografano in modo perfetto i vini di Donatella Cinelli Colombini e le sue scelte stilistiche.
Monica Larner è super assaggiatrice dei vini italiani per Robert Parker – Wine Advocate, la pubblicazione enologica che, dal 1978, recensisce e giudica oltre 12.000 vini all’anno, valutando la migliore produzione mondiale e orientando i buyer più importanti. Dal 2013 Monica Larner è l’Italian reviewer e nel tempo si è distinta per una straordinaria capacità di talent scout individuando nuove tendenze e denominazioni emergenti. Le sue doti giornalistiche emergono negli articoli dove racconta eventi e personaggi con lucidità e profondità dando sempre un tocco personale.

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini 95/100 da Robert Parker Wine Advocate

Brunello 2015 Donatella Cinelli Colombini 95/100 da Robert Parker Wine Advocate

WINE ADVOCATE  – ROBERT PARKER

Wine Advocate-Robert Parker, recentemente acquisita dal gruppo Michelin della celebre guida rossa dei ristoranti, è l’unica pubblicazione di critica enologica che non accetta pubblicità. Scelte etiche rigorose che sono condivise da tutti i collaboratori e che Monica Larner ha esteso ad altri ambiti come nel 2013 quando rifiutò di assaggiare i vini di un produttore che aveva scritto offese razziste contro una donna di colore.
Le parole di Monica Larner sui Brunelli 2015 di Donatella Cinelli Colombini sono un esempio di intelligenza giornalistica e grande capacità di assaggio.

 

Chianti Superiore e Rosato IGT 2018 BIOLOGICO a casa tua

3 bottiglie di Chianti Superiore DOCG e 3 di Rosato IGT Toscana entrambi 2018 ed entrambi BIO direttamente a casa a un piccolo prezzo per brindisi speciali

 

Continuiamo a bere insieme grandi vini. Per gli aperitivi on line con gli amici oppure per valorizzare il tempo passato in cucina, trasformando il pranzo in un momento speciale, quasi da ristorante stellato!

Chianti Superiore DOCG 2018 Fattoria del Colle Toscana Donatella Cinelli Colombini

Chianti Superiore DOCG 2018 Fattoria del Colle Toscana Donatella Cinelli Colombini

In pochi giorni il corriere ti porterà 6 bottiglie molto speciali, al portone di casa vostra.
Ti proponiamo due vini in “edizione limitata”, poche bottiglie di vini “di fattoria”, quelli che in USA chiamano family wine. Due vini speciali: il Chianti Superiore 2018 DOCG è in anteprima, lo assaggerai prima di tutti. E’ un vino BIO come il Rosato IGT Toscana che è la tipologia di tendenza. Un vino da bere fresco con salumi e formaggi dando un tocco speciale al tuo aperitivo oppure al tuo brunch.

 

OFFERTA

3 BOTTIGLIE DA 0,75 Cl di Chianti Superiore DOCG 2018 – 3 BOTTIGLIE DA 0,75 Cl di IGT Toscana Rosa di Tetto 2018
Il prezzo speciale a voi riservato fino al 9 aprile è di
39,50€ per i membri del club
44,90 € per chi non fa parte del club
La spedizione in Italia avrà un costo di 16,00 €
Si accettano pagamenti tramite bonifico bancario o Carta di Credito Visa o Mastercard

 

Igt Toscana rosato 2018 Rosa di Tetto Fattoria del Colle

Igt Toscana rosato 2018 Rosa di Tetto Fattoria del Colle

PER PRENOTARE IL VINO MANDARE UN’EMAIL A

vino@cinellicolombini.it
Questa offerta si concluderà il 9 aprile 2020

 

FATTORIA DEL COLLE DOVE NASCONO QUESTI VINI

La Fattoria del Colle fu fondata nel 1592 dagli antenati di Donatella Cinelli Colombini. La fattoria ha una storia di oltre 400 anni nelle vigne e nel vino. Al centro c’è un piccolo borgo con villa, cappella, cantina e case di contadini oggi trasformate in agriturismo con ristorante. Intorno il panorama è bellissimo (sembra un dipinto medioevale) e ci sono i parchi con 3 piscine.
Si trova nel Sud della Toscana, a 404 metri sul mare, in un territorio vocato alla produzione di vini rossi che confina con quelli del Chianti Classico, Brunello e Vino Nobile. Il terreno è di età neo quaternaria con sabbie marine e argille. I 17 ettari di vigneto sono coltivati in modo biologico e quasi interamente a mano, anche la vendemmia è manuale.

 

Rosso di Montalcino DOC 2018 Bio direttamente a casa

Dalla cantina di Montalcino, direttamente al vostro portone un Rosso di Montalcino BIO in anteprima. Prezzo speciale per #iobevoacasa #iorestoacasa

Rosso di Montalcino 2018 #iostappoacasa

Rosso di Montalcino 2018 BIO di Donatella Cinelli Colombini #iostappoacasa

State a casa, saremo noi a farvi arrivare un vino straordinario, il nostro primo Rosso di Montalcino biologico. E’ un’anteprima, per questo, vi chiediamo di rendere speciale il momento in cui lo portate in tavola. Fotografatelo e postate le immagini  #donatellacinellicolombini #iobevoacasa #iorestoacasa Servirà per renderci più uniti e forti in questo momento condividendo una bella esperienza.

6 BOTTIGLIE DI ROSSO DI MONTALCINO 2018 BIO

Riceverete una scatola da 6 bottiglie da 0,75 Cl direttamente al vostro portone. Ora come non mai è il momento per rimanere nelle nostre case ma senza rinunciare ai grandi vini da gustare con la famiglia per portare in tavola un segno di speranza e di amore per la vita. Coraggio, tutto andrà bene!

Offerta valida fino al 30 Marzo 2020
PREZZO speciale di € 97,00 (+ spedizione in Italia di 16€) anziché € 108,00.
SOLO PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA Spedizione gratuita in Italia e sconto di € 10,00 sulle spese di trasporto all’estero

Sangiovese Vendemmia 2018 Montalcino

Vendemmia Montalcino 2018

Pagamento con bonifico bancario o Carta di Credito Visa o Mastercard
Per ordinare il vino scrivere a vino@cinellicolombini.it oppure telefonare 0039 0577 662108

VI PRESENTO IL ROSSO DI MONTALCINO DOC 2018 BIO

Prodotto interamente con uve Sangiovese dagli stessi vigneti del Brunello nel territorio di Montalcino, considerato il migliore del mondo per la coltivazione di questo storico vitigno.
Amiamo la nostra terra ed è per questo motivo che dal 2018 tutti i nostri vini avranno in etichetta il simbolo BIO della fogliolina verde, sinonimo di attenzione e rispetto per la natura!

Le due nuove giovani enologhe di Donatella

Lo staff femminile delle cantine di Donatella Cinelli Colombini aumenta di numero con l’arrivo delle due giovani enologhe Sabrina e Giada

Le cantine del Casato Prime Donne di Montalcino e della Fattoria del Colle a Sud del Chianti, le prime in Italia con un organico interamente femminile, si arricchiscono di due nuove unità: Sabrina Buzzolan e Giada Sani.

LE DUE GIOVANI ENOLOGHE DEL CASATO PRIME DONNE E DELLA FATTORIA DEL COLLE

cantina Donatella Cinelli Colombini le enologhe Barbara Giada e Sabrina

cantina Donatella Cinelli Colombini le enologhe Barbara Giada e Sabrina

Due giovani enologhe che si divideranno la responsabilità della produzione di Brunello, Chianti Superiore e Doc Orcia sotto la supervisione di Barbara Magnani che da vent’anni è il braccio destro di Donatella Cinelli Colombini. Il piano a medio termine, è il rinnovamento generazionale anche se, per il momento, Donatella e Barbara intendono mantenere le giovani leve sotto le ali per irrobustire le loro capacità e stimolare la voglia di innovare senza perdere d’occhio il rispetto delle tradizioni e della natura. <<Un’alchimia che richiede coraggio, amore per la terra e passione per il lavoro di cantina>> spiega Donatella Cinelli Colombini presentando le sue due pupille. Piccole e minute entrambe sono diverse sia nell’aspetto che nel carattere. Giada, toscana di Asciano, a 10 km dalla Fattoria del Colle, è bruna, ha capelli lunghi e adora l’ordine. Sabrina Buzzolan arriva da Malo Vicenza ed ha i capelli biondi ricci e la carnagione rosata delle donne di Tiziano.

SABRINA BUZZOLAN ENOLOGA GIRAMONDO

Barbara Giada e Sabrina enologhe di Donatella Cinelli Colombini

enologhe di Donatella Cinelli Colombini Barbara Giada e Sabrina

Anche nel percorso professionale hanno seguito strade diverse. Sabrina ha studiato a San Michele all’Adige e poi all’Università di Udine dove si è laureata in viticultura e enologia. Ha iniziato a viaggiare per il vino giovanissima facendo un’esperienza nel laboratorio di analisi di Antonio T. Palacios Garcìa e poi l’Erasmus all’Universidad de La Rioja. Sono seguite vendemmie da Kooyong Winery in Australia, poi più volte in Francia nelgli Château Guadet, Chateau Puygueraud e nel famosissimo Chateau Pavie Macquin, ha fatto esperienze a Journey’s End in Sud Africa e da Carrick Wines in Nuova Zelanda.
Un percorso formativo di grande profilo e di ampi orizzonti intercalato con il lavoro in Italia che inizia nella cantina Maculan di Breganze fino ad arrivare da Donatella Cinelli Colombini.
Grazie alla sua buona conoscenza delle lingue estere Sabrina ha affiancato l’attività di enologo nella cantina montalcinese del Casato Prime Donne con il marketing assumendo un profilo molto vicino a quello indicato da Riccardo Cotarella come enologo del futuro <<che oltre produrre vino sa anche venderlo>>. Per questo ha anche frequentato il corso Wset ed ha iniziato ad affiancare nelle fiere, Violante Gardini export manager dell’azienda.

Un botte verde e Signorvino per la Festa delle Donne

Una botte verde è il simbolo della Festa delle Donne del Vino. L’8 marzo da Signorvino un aperitivo gratis a tutte le clienti. Vino ambiente e charity

Signorvino 8 marzo

8 marzo 2020 Signorvino offre un calice gratis alle donne

di Donatella Cinelli Colombini

La Festa

La Festa delle Donne del Vino riempie le aziende femminili di botti colorate in verde su cui ogni Donna del Vino ha scritto le azioni di difesa ambientale realizzate negli ultimi 3 anni. Dal I° al 14 marzo riempiranno il web ma nei mesi successivi rimarranno come una testimonianza dell’impegno femminile in favore di un’enologia e un mondo più sostenibile.
Ma non è l’unica iniziativa che festeggia la Festa delle Donne in chiave enoica. L’8 marzo Signorvino accoglierà le clienti con un calice di benvenuto gratuito.

Cos’è  Signorvino

Signorvino è una rete di 15 wine shops ed enoteche nata nel 2012 da Sandro Veronesi presidente del gruppo Calzedonia. Grazie a un approccio più trendy negli arredi e più smart nel rapporto con i clienti basato sugli eventi e la proposta del vino come intrattenimento e socializzazione, Signorvino è diventato un vero hub per i wine lovers. Compra direttamente dalle cantine e propone 100% vini italiani.

una botte verde per la Festa delle Donne del Vino

Donatella Cinelli Colombini Festa delle donne del vino 2020

Nel 2020 Signorvino ha deciso di celebrare al Festa della Donna facendo una donazione alla Fondazione Doppia Difesa Onlus, costituita da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, contro la violenza di genere.

Ma c’è di più, nel mese di marzo, l’Osservatorio Signorino, ha effettuato un focus sui consumi femminili di vino scoprendo alcuni particolari interessanti: le donne acquistano meno ma sono più fedeli dei maschi al punto vendita, tornano infatti nello stesso negozio il 7% in più dei wine lover uomini. Inoltre scelgono con maggiore attenzione guardando il packaging, preferendo le cassette di legno e ponendo maggiore attenzione alle confezioni. Ecco che l’uomo cerca brand e denominazioni famose mentre la donna predilige ascolta i consigli dei professionisti addetti alla vendita. Se guardiamo invece alle vendite delle bottiglie prodotte da donne (150 etichette oggetto dello studio) è stato calcolato un’incidenza dell’11% a valore sull’incassato, senza variazioni sull’anno precedente.

Ciao Daniel e grazie

Daniel Thomases ci ha lasciato questa mattina. Grandissimo assaggiatore del vino italiano ne è stato un portabandiera competente e appassionato

di Donatella Cinelli Colombini

Mi mancheranno le sue risate, l’accento americano del suo italiano – fiorentino, il suo parlare sotto voce che poi salivano di tono

Daniel Thomases

Daniel Thomases

all’improvviso quando si arrabbiava.
Daniel Thomases era, come Gino Veronelli, un uomo di enorme cultura con la passione per la terra e i vignaioli. Daniel si era laureato in lettere a Harvard, l’università che ha sfornato 75 vincitori di Premi Nobel, e insegna soprattutto a pensare con profondità, un’attitudine che poi resta per sempre. Per questo, arrivando in Italia, Daniel si è avvicinato al grande Gino e come lui ha mescolato cultura e coltura ma anche fermezza nelle convinzioni, arrabbiature esplosive e giocondità goliardica nel raccontare gli aneddoti.

Lettieri, Brozzoni, Thomases

Lettieri, Brozzoni, Thomases

DANIEL THOMASES GRANDE PALADINO DEL VINO ITALIANO NEL MONDO

La sua capacità di volare alto per poi fermarsi a guardare i particolari da vicino hanno fatto di Daniel Thomases un interprete molto particolare dell’enologia italiana. Con punti di vista suoi, un impegno fortissimo sul lavoro. E’ stato corrispondente in Italia per Wine Spectator, per International Wine Cellar e per Wine Advocate. Hugh Johnson gli affidò il capitolo sui Vini d’Italia nel suo Pocket Wine Book. Per oltre trent’anni è stato fra i curatori della Guida Veronelli.

Donatella Cinelli Colombini Rosso di Montalcino 2018

Il primo Rosso di Montalcino biologico del Casato Prime Donne, la cantina di Montalcino di Donatella Cinelli Colombini mette la fogliolina verde in etichetta 

 

La vendemmia 2018 ha dato vini ricchissimi di aromi grazie alla forte differenza di temperatura fra la notte e il giorno, a settembre, durante l’ultima fase della maturazione.

Cinelli Colombini Rosso Montalcino

Rosso Montalcino 2018

STORIA DELL’ANNATA 2018

Quella 2018 è stata una vendemmia con poca uva ed ha richiesto del vero coraggio per aspettare a raccogliere dopo che le bucce degli acini si erano ammorbidite diventando capaci di cedere al mosto le sostanze nobili: i polifenoli.
Infatti nel 2018 le previsioni del tempo promettevano la pioggia e grandine. Se fossero davvero arrivati i temporali avrebbero rovinato i grappoli. Donatella e le sue cantiniere hanno scommesso sul sole e hanno vito la sfida portando in cantina dell’uva meravigliosa.

Rosso di Montalcino

Rosso di Montalcino 2018 Cinelli Colombini

Per la prima volta, nel 2018, abbiamo ripreso un’antica abitudine dei vignaioli di Montalcino, l’uva è stata selezionata nella vigna grappolo per grappolo raccogliendo solo quelli con lo stesso livello di maturazione. Questo ha permesso di vinificare in ogni tino uva con caratteri omogenei. Ovviamente il lavoro dei vignaioli è diventato più lento e sono tornati più di una volta nelle stesse vigne sempre scegliendo l’uva.
Il vantaggio di questo tipo di raccolta selettiva è di avere l’uva perfetta sia per il Brunello che per il Rosso di Montalcino.

SCHEDA TECNICA DEL ROSSO DI MONTALCINO 2018

TIPOLOGIA: rosso secco.
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne
CARATTERI DELL’ANNATA: Primavera molto piovosa con maggio piovosissimo. Estate con giorni caldi alternati a piogge. Settembre assolato. Il germogliamento e l’invaiatura sono avvenuti nei tempi normali. La pioggia ha fortemente ostacolato la fioritura riducendo il numero e la dimensione dei grappoli. A settembre le viti sono state sfogliate soprattutto nella parte meno esposta al sole. Gli acini d’uva che, alla metà di settembre, apparivano irrigiditi e di calibro superiore alla media si sono progressivamente ammorbiditi e ristretti fino ad essere in condizioni ottimale nel momento della raccolta
UVAGGIO: 100% Sangiovese
VENDEMMIA: 24-25 settembre. Raccolta manuale basata sulla scelta dei grappoli nella vigna. In cantina l’uva è stata privati dei graspi e gli acini sono stati selezionati sul tavolo di cernita.
VINIFICAZIONE: in tini tronco conici di acciaio e cemento con cappello aperto, follatore e controllo automatico delle temperature. Lieviti indigeni selezionati al Casato Prime Donne.

MATURAZIONE IN BOTTE: 6-12 mesi di tonneau di rovere di 5-7 ettolitri.

Benvenuto Brunello un successo durato 28 anni

Edizione trionfale di Benvenuto Brunello con le 5 stelle della super annata 2019, Vittorio Sgarbi, il presidente del Coni Malagò e un assalto di wine lovers

Benvenuto brunello 2020

Benvenuto Brunello 2020 Violante Gardini Cinelli Colombini con vip friends

di Donatella Cinelli Colombini

COME NASCE BENVENUTO BRUNELLO

Si racconta che l’idea delle anteprime nacque durante un viaggio a Tokyo del Consorzio del Brunello quando l’allora presidente Sante Turone annunciò al suo vice Andrea Costanti e al direttore Stefano Campatelli <<faremo un evento per presentare il Brunello che sta per entrare in commercio e dare la valutazione (da una a 5 stelle) dell’ultima vendemmia. Si chiamerà Benvenuto Brunello>>. Nonostante la reazione sbalordita dei due interlocutori il progetto andò in porto e la prima edizione venne organizzata nel 1992 nelle sale polivalenti sotto il Comune di Montalcino mentre la mattonella con le due stelle della vendemmia fu dipinta da Roberto Turchi.
Anno dopo anno l’evento crebbe spostandosi sotto un tendone allestito nella fortezza trecentesca di Montalcino e poi (con un mio contributo

Benvenuto Brunello la piastrella di Giovanni Malagò

Giovanni Malagò firma la piastrella del Brunello 2019

personale), nella sede attuale del complesso di Sant’Agostino. Cresceva di pari passo l’afflusso di giornalisti specializzati di tutto il mondo e quello dei buyer a cui tradizionalmente sono riservati gli ultimi due giorni delle degustazioni. Nel successo di Benvenuto Brunello ha avuto un ruolo determinante l’agenzia montalcinese WineNews di Irene e Alessandro Regoli che cresceva di reputazione e di importanza quasi alla stessa velocità.

LE REPLICHE DI BENVENUTO BRUNELLO DIVENTA IL FENOMENO DELLE ANTEPRIME DEI VINI

Mentre l’evento montalcinese veniva replicato a New York e poi in altri mercati strategici esteri, altri consorzi del vino italiano iniziarono a seguire la scia del Brunello. In Toscana Chianti Classico, Vino Nobile e Vernaccia furono poi seguiti dagli altri consorzi coordinati dall’Amministrazione Regionale. Nelle altre parti d’Italia tutte le grandi denominazioni hanno organizzato le anteprime fino a formare un calendario estenuante sia per i buyer che per i wine critics.

I terreni del Sangiovese: Chianti Classico e Montalcino

La natura del suolo imprime uno specifico carattere sensoriale al vino,  per cui capire i terreni è determinate per capire il vitigno più variabile: il Sangiovese

 

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Sanguis Jovis – scuola di alta formazione sul sangiovese – Fondazione Banfi

di Donatella Cinelli Colombini

E’ ben noto che il Sangiovese ha il maggior numero di cloni (108) e la maggiore variabilità. E’ insomma un vitigno “mutante” che si esprime al meglio in due zone: il Chianti Classico e Montalcino.

 

I SUOLI DEL SANGIOVESE NEL CHIANTI CLASSICO E A MONTALCINO

Capire i suoli di queste due aree serve per individuare le specificità dei vini nelle loro versioni più eccezionali. Ci facciamo condurre dal Professor Edoardo Costantini e dalle sue lezioni alla Scuola di alta formazione “Sanguis Jovis” della Fondazione Banfi pubblicate nel Quaderno “Il Sangiovese del futuro” (2019).

 

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Sangiovese del futuro – Fondazione Banfi -Quaderni Sanguis Jovis

COS’E’ IL SUOLO

Va premesso e ben sottolineato, il concetto generale di suolo: esso è la parte superficiale della crosta terrestre, quella che varia a seconda del clima e dell’intervento dell’uomo. I suoli italiani rappresentano il 51% della variabilità geologica mondiale. Nel nostro paese c’è dunque un’enorme concentrazione di epoche: da quella più antica (Gallura) a quelle secondaria, terziaria e quaternaria.

 

L’EFFETTO DEL SUOLO SUL VITIGNO E SUL VINO

L’effetto del terreno sul vino è maggiore nelle annate calde e asciutte quando i caratteri distintivi del terroir sono più evidenti.
La vite, come qualunque pianta, reagisce in base alla quantità d’aria, d’acqua del suolo su cui è piantata. A seconda della profondità a cui le radici riescono a scendere e a trovare questi elementi per tutto il ciclo vegetativo annuale. Ecco che i migliori vini si ottengono su suoli profondi ma poco fertili.

 

Violante a New York fra turismo e Sangiovese seminar

Violante di nuovo in USA, questa volta con il fidanzato Enrico fa una fotogallery divertente a New York e guida con Francesco Rosi un  Sangiovese seminar con assaggio

Oculus Calatrava

New York Oculus Calatrava con Violante Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Viaggiare per lavoro con mia figlia Violante è una cosa massacrante. E’ piccola ma ha una resistenza alla fatica impressionante, per cui riesce a prendere un aereo dietro l’altro dormendo poche ore e facendo cene, degustazioni, incontri per moltissimi giorni sembrando sempre fresca e entusiasta. Anzi sceglie sempre alberghi con la palestra per fare anche dello sport.

I VIAGGI DI VIOLANTE CINELLI COLOMBINI JR.

Ovviamente vede solo aeroporti, ristoranti e enoteche delle città dove si ferma. Solo il fine settimana, quando gli agenti dell’importatore e i distributori non lavorano, ha il tempo per fare shopping e guardarsi

Sangiovese Seminar New York

Sangiovese Seminar da Banville Wine Merchants

un po intorno ma anche città dove è stata decine di volte, come New York, per lei sono ancora, in gran parte da scoprire. Ecco che questo febbraio, eccezionalmente, ha deciso di unire l’utile al dilettevole chiedendo al suo fidanzato Enrico di raggiungerla nella grande mela. Finalmente un po’ di turismo! Ed ecco che viene fuori un reportage divertentissimo dove Violante diventa parte del paesaggio. A Wall Street davanti al palazzo del New York Stock Exchange c’è una bambina di bronzo e una gemella a noi molto familiare, così come l’Oculus di Calatrava al World Trade Center ha un’ala in più che si armonizza con le linee curve dell’architetto spagnolo. E ora guardate la farfalla dedicata ai trans da Rubem Robierb, vedrete che il corpo della farfalla è Violante.

SANGIOVESE SEMINAR DALL’IMPORTATORE BANVILLE WINE MERCHANTS

Ovviamente c’è il lavoro. L’appuntamento clou del primo viaggio in USA del 2020 è il Sangiovese Seminar tenuto dall’enologo della cantina Tolaini nel Chianti Classico Francesco Rosi e Violante presso il nostro importatore Banville wine Merchants 

Piccolissima selezione di straordinario Vin Santo

Piccola selezione di 350 piccole bottiglie di Vin Santo del Chianti 2007 prodotto  dalla Fattoria del Colle  con cura artigianale 

Vin Santo Selezione 2007 DOC Chianti

Vin Santo Selezione 2007

Gioielli da veri appassionati che, con l’annata precedente, hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali come i 95/100 da parte di Robert Parker/ Wine Advocate.
Il Vin Santo DOC Chianti è il risultato più prestigioso e riuscito del progetto sui vini da dessert voluto dal marito di Donatella Cinelli Colombini, Carlo Gardini. Donatella non beve vini dolci e aveva fortemente ridimensionato la loro produzione alla Fattoria del Colle benché questa azienda, situata nel sud del Chianti, avesse una tradizione centenaria di Vin Santo. Carlo è invece un appassionato di bianchi amabili ed ha dedicato tempo ed energie a creare delle piccole selezioni di signature wine curate artigianalmente nei minimi dettagli. Ne fanno parte il passito, il Vin Santo e il prestigioso Vin Santo selezione di cui stiamo parlando.

DOVE NASCE IL VIN SANTO DELLA FATTORIA DEL COLLE

Vin-Santo-Chianti-DOC-2007-Panforte-Fattoria-del-Colle

Vin-Santo-Chianti-DOC-2007-Panforte-Fattoria-del-Colle

Chi visita la Fattoria del Colle può entrare nella vinsantaia salendo nel sottotetto. Qui il vino rimane per oltre dieci anni nei caratelli (piccole botti da 50 a 200 litri) mentre il caldo estivo e il freddo invernale attuano la maturazione così come vuole la tradizione toscana.
Alla fine il Vin Santo che esce dai caratelli è pochissimo, molto meno dei 35% previsto dal disciplinare del Chianti. Per questo le bottiglie di questa selezione sono così piccole e poche. Qualcosa di esclusivo e raffinato da donare solo a chi sa apprezzarlo.

LE SPECIFICITA’ DEL VIN SANTO DEL CHIANTI DELLA FATTORIA DEL COLLE

TIPOLOGIA: bianco amabile
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle.
CLASSIFICAZIONE: DOC
UVAGGIO: uve bianche autorizzate in Toscana
VINIFICAZIONE E MATURAZIONE: Le uve sono state raccolte a mano all’inizio della vendemmia scegliendo i grappoli uno per uno e deponendoli in cassettine traforate. L’appassimento è avvenuto naturalmente al sole. A dicembre i grappoli sono stati diraspati e vinificati. Il liquido è stato poi chiuso ermeticamente nei caratelli (da 50 ai 200 litri) dove è rimasto dieci anni.
GRADO ALCOLICO: 16 %vol.
QUANTITA’ PRODOTTA: 350 bottiglie ogni anno

Vin Santo del Chianti 2008 dalla Fattoria del Colle

Vin Santo del Chianti DOC - Fattoria del Colle

Vin Santo del Chianti DOC – Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini vi presenta  il suo Vin Santo 2008 maturato nei caratelli per undici anni  Una  piccolissima selezione di pochissime bottiglie per gli amanti dei vini dolci

 

Il Vin Santo fa parte della storia della Toscana. Anticamente tutte le famiglie nobili avevano i caratelli (piccole botti) in cui maturava il  Vin Santo nel sottotetto delle loro ville.Nei banchetti importanti veniva servito il Vin Santo.
Non sappiamo quando nacque la produzione di questo vino dolce biondo e raffinato, sicuramente esisteva già a Siena nel Trecento. Ma fu proprio durante un banchetto che il Vin Santo smise di chiamarsi “vino pretto” cioè puro e prese il nome attuale. Secondo la leggenda, avvenne nel 1439 dorante il Concilio di Firenze. A quell’incontro prese parte il Cardinale greco Giovanni Bessarione che assaggiandolo esclamò << Questo è il vino di Xantos!>> in riferimento all’isola in cui si producevano vini dolci all’epoca particolarmente apprezzati. Da allora vino xantos divenuto poi Vin Santo è rimasto a indicare il prelibato nettare toscano.
Anche la Fattoria del Colle, ha la sua vinsantaia nel sottotetto della villa cinquecentesca. Traversando la bottaia e salendo una scala è possibile arrivare nel sottotetto dove d’inverno è molto freddo e d’estate è molto caldo. Qui ci sono le botticelle in cui il liquido biondo, spremuto dall’uva appassita, rimane a maturare per oltre dieci anni.
Lo scorso anno il Vin Santo del Chianti della Fattoria del Colle ha ottenuto 93 centesimi da parte di Robert Parker/Wine Advocate. Un successo che, speriamo, si ripeterà anche in futuro.
Raccomandiamo di non  inzuppare i biscotti nel Vin Santo. E’ una pratica popolare molto diffusa in Toscana ma assolutamente dannosa perché altera il profumo e il gusto del vino.

 

DESCRIZIONE DEL VIN SANTO  DEL CHIANTI DOC  DELLA FATTORIA DEL COLLE

 

TIPOLOGIA: bianco amabile
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle.

CLASSIFICAZIONE: DOC Chianti
UVAGGIO: uve bianche autorizzate in toscana
VINIFICAZIONE E MATURAZIONE: Le uve vengono raccolte a settembre e messe ad appassire in cassette esposte al sole. A gennaio sono vinificate e chiuse nei caratelli dove rimangono 12 anni esposti a forti escursioni termiche in estate e inverno. Le botticelle sono di legni e dimensioni diverse dai 50 ai 200 litri.

 

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

COLORE: giallo ambrato intenso.
AROMA: molto intenso, complesso con un chiaro richiamo al miele.
GUSTO: pieno, armonico, molto intenso e persistente.

 

Il futuro del vino di lusso è femmina

Orientate ai vini biologici, sostenibili ed equi ma convenienti hanno un potenziale di spesa che aumenta, anche nel vino, con il loro reddito e ruolo sociale

Millennials USA

8-milioni-di-consumatrici- USA-comprano-vini-premium

Di Donatella Cinelli Colombini

Wine intelligence, la mega agenzia di analisi sul mercato del vino, con base a Londra, ha evidenziato come le donne siano in crescita fra i consumatori anche nel segmento dei vini premium cioè sopra i 15€ a bottiglia.

GLI UOMINI CONSUMANO IL 64% DEI VINI PREMIUM IN USA

Per trasformare questa tendenza in business bisogna che produttori e rivenditori ci credano e coltivino il segmento rosa con lo stesso impegno dedicato al mercato cinese e ai giovani perché le opportunità di crescita sono simili.
In Usa, Canada, Regno Unito, Giappone, Cina e Australia le donne comprano bottiglie meno care degli uomini. Solo il 35% spende più di 20 Dollari mentre per i maschi questa quota sale fino alla metà di chi consuma abitualmente vino.
Il report “US Premium Wine Drinkers 2019”, ci dice che 64% dei vini sopra i 15$ a bottiglia sono acquistati dal sesso forte. Su 22 milioni di consumatori USA di premium wines solo 8 sono donne.
Le donne hanno redditi più bassi come ben evidenziato dal gender gap, ma anche meno fiducia nelle proprie scelte per cui sono caute, anche nella spesa.

giovani e vino in USA

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C’è poi la componente dell’abitudine per cui sommelier e maitre consegnano ai clienti maschi la lista dei vini al ristorante.

COME INCENTIVARE IL CONSUMO FEMMINILE DI VINI PREMIUM

Il consiglio di Wine Intelligence è di investire tempo e risorse per creare vini e comunicazione adatti alle donne. Una strategia che potrebbe portare a un incremento dei consumi partendo da azioni come la creazione di carte dei vini destinate alle wine lovers donne e alle loro esigenze. Le donne fanno attenzione alla linea nella scelta del cibo e quindi del vino. Amano sperimentare e sono consumatrici infedeli … tenerne conto potrebbe essere un primo passo.

Brunello Prime Donne: storia di una sfida

Donatella Cinelli Colombini aveva appena iniziato a progettare l’azienda che porta il suo nome quando si accorse che manager e consumatori donne non contavano niente

Brunello-Prime-Donne-2015-storia-di-una-sfida

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Il Brunello di Montalcino Prime Donne è di stile molto tradizionale, prodotto in una piccola selezione esclusiva.

Deve la sua eccezionalità alle uve di Sangiovese da cui nasce. La piccola dimensione dei grappoli e degli acini gli permettono di unire alla longevità, una straordinaria eleganza e una sorprendente piacevolezza. La solida struttura acida e tannica è infatti appena percepibile grazie a una perfetta armonia.

STORIA DI UNA SFIDA: IL BRUNELLO PRIME DONNE

Il Brunello selezione Prime Donne fu prodotto per la prima volta con l’annata 1993.
Donatella Cinelli Colombini aveva appena iniziato a progettare l’azienda che porta il suo nome e che si caratterizza per le due cantine – il Casato Prime Donne a

Brunello-Prime-Donne-2013-storia-di-una-sfida

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Montalcino e la Fattoria del Colle a Trequanda – con un organico interamente femminile. L’attenzione al ruolo femminile nel vino portò Donatella a osservare che i wine critics e i curatori delle guide italiane dei vini erano, nel 1998, tutti uomini. Decise quindi di riaffermare l’importanza del gusto delle donne nella scelta del vino creando il primo Brunello selezionato da un pannel femminile e internazionale. Il primo gruppo era composto da 4 assaggiatrici la Master of Wine inglese Maureen Ashley, l’enotecaria tedesca Astrid Schwarz, una delle migliori sommelier italiane Daniela Scrobogna e la Pr italo americana Marina Thompson. Nel corso degli anni, il gruppo si è modificato fino a diventare quello attuale composto da due Master of Wine, l’inglese Rosemary George e la svedese Madeleine Stenwreth, oltre che da Astrid Schwarz e Daniela Scrobogna.
Le assaggiatrici degustano i vini delle diverse vigne in modo bendato e poi decidono la tipologia delle botti da usare, la durata della maturazione e il blend fra le diverse tipologie.
All’inizio il Brunello Prime Donne costituiva una sfida coraggiosa, un vino rosso premium tradizionalmente pensato per consumatori maschi che si inchina al gusto delle donne. Nel corso degli anni il suo successo di pubblico e di critica è andato di pari passo all’affermazione del genere femminile come acquirente di vini rossi di alta gamma. Oggi il Brunello Prime Donne è esportato in 30 Paesi del mondo ed è un simbolo di coraggio, valori etici e sfida ai luoghi comuni.

                                                                       

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