Vigne e vini

Bordeaux, la Citè du Vin e Millésima

Donatella Cinelli Colombini a Bordeaux per visitare la Cité du Vin e Millésima il suo nuovo prestigiosissimo importatore in Francia

Bordeaux-Donatella-Cinellicolombini-a-Chateau-Margaux

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Di Donatella Cinelli Colombini

Bordeaux è la capitale mondiale del vino con intorno un distretto enologico che fattura oltre 14 miliardi di Euro l’anno cioè  più di tutta l’Italia
E’ la capitale della provincia romana dell’ Aquitania terra lungamente contesa fra i re di Francia e d’Inghilterra, da quando, nel 1154 Eleonora d’Aquitania duchessa di Aquitania e Guascogna, sposò Enrico Plantageneto e si ritrovò ad essere regina d’Inghilterra portando in dote le ricche terre francesi.
Grazie a questo passato anglo-francese Bordeaux sviluppò il business del vino con l’isola britannica e ne fece il trampolino di un successo mondiale. Furono gli inglesi i primi estimatori del Claret e poi del vino di Bordeaux rosso e potente, ancora prima dei francesi.

Bordeaux-Millésima-Chateau-Margaux

Bordeaux-Millésima-Chateau-Margaux

L’Aquitania è diventata definitivamente francese nel 1653 ma l’istinto ribelle ha continuato ad animarla tanto da avere un regolamento edilizio che vi impediva la costruzione di edifici alti per agevolare il tiro dei cannoni del re di Francia. Nonostante questo, o forse per essere sempre bastian contraria, nell’epoca napoleonica Bordeaux appoggiò i Borboni e durante l’occupazione tedesca divenne il luogo migliore per espatriare illegalmente.

Violante al Gambero Rosso

Corso ” I nuovi orizzonti del vino ” organizzato dal Gambero Rosso con Paolo Zaccaria, Marco Sabellico e Gianni Fabrizio per Agivi giovani imprenditori del vino

Gambero Rosso-corso-Agivi

Gambero Rosso-corso-Agivi

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Due giorni full immersion – giovedí 22 e venerdì 23 febbraio- per Violante Gardini, energetica Cinellicolombini jr – e alti 18 giovani produttori di vino, a Roma nella sede del Gambero Rosso, la mitica redazione della più importante guida italiana dei vini.
Il corso era organizzato da Agivi un’associazione che riunisce imprenditori e futuri imprenditori di ogni parte d’Italia. Giovani che credono nei vantaggi di fare squadra e affrontare il futuro forti di una rete di amicizie capaci di dare stimoli e aiuto reciproco.

Violante-Gardini-corso-AGIVI-al-Gambero-Rosso

Violante-Gardini-corso-AGIVI-al-Gambero-Rosso

Nel corso dell’anno Agivi propone viaggi didattici, incontri con imprenditori di successo e occasioni formative di tipo molto diverso: dal public speaking, al marketing, oppure, come in questo caso, degustazioni che insegnano l’evoluzione stilistica e culturale del vino in uno scenario internazionale.
Giovani che alla fine vanno volentieri a ballare ma vogliono migliorare sé stessi e le prospettive delle rispettive aziende. In questo spirito, determinato ma anche allegro, Violante e i suoi amici sono entrati nelle aule del Gambero Rosso.
Paolo Zaccaria ha fatto la lezione sui vini bianchi con 12 assaggi. <<Ha scelto per noi vini molto vari che spaziavano dal nord al sud Italia fino alla Mosella e alla Francia>> racconta Violante <<Etna Bianco Cantine Nicosia, Fiano di Avellino di Villa Raiano, Poggio della Costa di Sergio Mottura fino ad uno splendido Chenin blanc Saumur Domaine des Roches >>.

La stella del rock Sting e le 4 stelle del Brunello 2017

A message in the bottle di Sting apre la stagione delle anteprime di Toscana a Firenze e la conclude a Montalcino davanti al popolo del Brunello entusiasta

Sting-Benvenuto-Brunello-2018

Sting-Benvenuto-Brunello-2018

Di Donatella Cinelli Colombini

<<Al Festival di Sanremo ho chiesto un bicchiere di vino ma non me l’hanno dato>> ha esordito Sting prima di cantare “A message in the bottle”. La sua performance che inaugura le Anteprime di Toscana e lascia tutti di stucco per la forza espressiva della sua voce e quando inaspettatamente Shaggy gli si avvicina e inizia un duetto il risultato è da brivido.
A Firenze l’ex leader dei Police insieme alla moglie Trudie Styler fanno il giro dei banchi d’assaggio dei consorzi dei vini toscani e poi vengono letteralmente sequestrati da Mediaset. Meno male perché mia figlia Violante che girava da oltre un’ora con una grande macchina fotografica e il cavalletto si era appena accorta di aver lasciato la pila a casa. In questi casi meglio non avere rimpianti! Lasciamo la rock star produttore di

Casato-Prime-Donne-Benvenuto-Brunello-2018

Casato-Prime-Donne-Benvenuto-Brunello-2018

vino a Figline Valdarno e torniamo alle Anteprime di Toscana. L’Assessore Marco Remaschi ci comunica le misure per impedire lo “scippo” di vigneti che pare stia avvenendo, soprattutto in Sicilia, a opera delle cantine venete. Chi affitta un vigneto in Toscana con l’intento di portare i diritti di impianto fuori regione dovrà aspettare sette anni prima di avere l’autorizzazione. Bravo assessore!

Casato-Prime-Donne-Benvenuto-Brunello-2018

Brunello-Casato-Prime-Donne-Benvenuto-Brunello-2018

Le anteprime si mescolano con Buy-Wine organizzato dalla Regione Toscana attraverso PromoFirenze con incontri B2B e poi visita nei territori del vino. Nell’Orcia arrivano 20 buyer provenienti da dieci diversi Paesi. Lo splendido palazzo Chigi di San Quirico, con i suoi saloni affrescati lascia gli ospiti sbalorditi. Dopo il seminario guidato da Suzanne Branciforte e la degustazione dei vini delle 9 cantine partecipanti, i buyer vanno nelle aziende. Da noi alla Fattoria del Colle arrivano  importatori da Azerbaijan, Olanda, Messico, Brasile e Taiwan.

Ladri “sommelier” nelle cantine di Brunello

Il 5 dicembre a Cupano e il 20 gennaio a Col d’Orcia. La prima volta 900 bottiglie e la seconda mille scegliendo accuratamente le annate più care

Ladri-nella-cantina-Cupano-a-Montalcino

Ladri-nella-cantina-Cupano-a-Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Un tempo i furti su commissione riguardavano opere d’arte talmente famose da non poter essere esposte per cui il nuovo proprietario doveva goderle in solitudine. In pratica il collezionista truffaldino poteva avere un Caravaggio pagandolo solo poche centinaia di migliaia di Euro invece dei 10 milioni che gli sarebbe costato sul mercato, ma poi non poteva mostrarlo ad altri o venderlo senza rischiare le manette.
Ora i furti su commissione hanno cominciato a interessare il Brunello ed è evidente che hanno alle spalle un’organizzazione capace di riciclare grandi vini perchè i malviventi scelgono le bottiglie come esperti sommelier ma non le possono immettere sul mercato.

ladri-nella-cantina-Col-d'Orcia-a-Montalcino

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La prima volta i ladri sono andati nell’azienda Cupano mentre i proprietari, Lionel e Ornella Cousin erano assenti. Sono entrati in ufficio cercando le chiavi della cantina e non avendole trovate hanno forzato le porte portando via 900 bottiglie di Brunello Riserva.  Detto così potrebbe sembrare una banda che poi fa entrare il Brunello nel normale circuito commerciale delle enoteche e dei ristoranti. Ma invece questo non è possibile perché il contrassegno di stato che chiude ogni bottiglia ha un numero progressivo che viene registrato dal Consorzio del Brunello e pubblicato nel sito per cui, qualunque acquirente, digitandolo, potrebbe sapere di avere davanti una bottiglia rubata e denunciare chi l’ha venduta. Quindi la refurtiva ha un’altra destinazione, verosimilmente dei wine lovers ricco ma poco onesti e capaci di consumare quantità enormi di bottiglie molto pregiate. Infatti il secondo furto è arrivato poco dopo, ed è stato ancora più abile e consistente del primo.

Wine business e arte dei Pizzajuoli napoletani

All’Università di Salerno per il Master in Wine business e per festeggiare il riconoscimento Unesco all’Arte dei Pizzajuoli napoletani

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Di Donatella Cinelli Colombini

Arrivo a Fisciano sede dell’enorme Università di Salerno e mi si apre il cuore di fronte a un campus che sembra quello di una US University. Sono reduce da un viaggio di 4 ore sotto la pioggia e da una telefonata di due ore e mezzo con la Fondazione MPS per partecipare alla Deputazione Generale. Sono più stanca di mio marito Carlo che ha guidato la macchina senza sentire niente e senza poter accendere la radio. La mia è l’ultima lezione del Master in Wine Business 2017 diretto dal bravissimo Professor Giuseppe Festa .In aula ci sono anche le Donne del vino della Campania guidata da Lorella Di Porzio. Il clima è natalizio e mi permette di fare una lezione meno schematica

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Master in Wine Business Università di Salerno 2017 e Donne del vino

di quelle che tengo abitualmente. Spero comunque di aver lasciato agli studenti degli spunti di riflessione e di incoraggiamento. Al termine degustiamo Cenerentola DOC Orcia, IGT Super Tuscan Il Drago e le 8 colombe e il futuro Brunello 2013. Cenerentola colpisce al cuore per la sfida coraggiosa di una giovanissima DOC che vuole emergere con le sole forze dei vitigni autoctoni. Il Drago stupisce per l’orizzonte internazionale che guarda e la sua evidente capacità di accompagnare le cucine asiatiche. Ma è il Brunello non ancora nato (diventerà Brunello a mezzanotte dell’ultimo dell’anno) che li lascia tutti di stucco con il suo tessuto di tannini setosi e la aristocratica piacevolezza.

Un video da fiaba per Cenerentola DOC Orcia

La storia del vino diventa fiaba durante la vendemmia e la scarpa di Cenerentola ci porta a vedere vigneti, tinaie e bottaie fino alla sorpresa finale

Ecco il paggio del principe con in mano un cuscino su cui è adagiata una scarpa che brilla come un raggio di luna. Entra nella vigna di Sangiovese, sulle alte colline della Fattoria del Colle, durante la vendemmia, vede una ragazza che coglie l’uva e le chiede di provare la scarpa. Non è lei.
Allora va nella tinaia dove il mosto di Sangiovese e di Foglia Tonda, in tini diversi, si sta trasformando in vino; il paggio vede una cantiniera e le chiede di provare la scarpa. Non è lei.
Altro tentativo nella bottaia, dove, a lume di candela, fra le botti e i tonneau di rovere, il paggio trova un’altra cantiniera. Le prova la scarpa ma non è lei. Benché nella cantina lavorino solo donne e quindi ci sia ampia possibilità di scelta, nessuna riesce a mettersi la piccola scarpa di Cenerentola.
Finalmente il paggio del principe arriva alla Fattoria del Colle vicino all’enorme camino della cucina cinquecentesca della villa. Qui trova una giovane che sta sorseggiando un vino rosso. Le prova la scarpa e lei si trasforma in principessa. Appare la bottiglia del DOC Orcia 2015. Il vino che, dopo 15 anni dalla sua prima vendemmia, ha raggiunto uno straordinario livello di armonia e personalità. Ecco Cenerentola!
Questa è la storia narrata nel breve video creato da Tommaso Dironato mostrandoci, in un gioco, fra il fiabesco e il reale, dove nasce il vino Cenerentola e come diventa una principessa dell’enologia internazionale.

MERCATI E RICONOSCIMENTI
Il vino Cenerentola ha fatto molta fatica per affermarsi ma oggi ha fan in tutto il mondo. E’ esportato in 15 Paesi. Oltre ai consumatori anche i critici i wine critics apprezzano Cenerentola: ha ottenuto 90/100 da Robert Parker Wine Advocate e 91/100 da Wine Spectator.

Montalcino paese di vino e di vinattieri

Curiosiamo nelle enoteche e nei ristoranti di Montalcino per scoprire come cambia il turismo del vino e come cambia il tessuto commerciale che lo accoglie

Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Su un punto tutti concordano <<il 2017 è stata un’annatona per il turismo del Brunello>> . Complice il sole che ha fatto scappare i visitatori dalle città e ha messo a dura prova i vigneti ma ha anche fatto crescere il turismo in campagna mettendo in fila una sequenza impressionate di belle giornate.
Tanti turisti e tanta voglia di assaggiare e comprare.
Parlando con chi lavora a contatto con i visitatori è possibile scoprire qualcosa di curioso sul loro comportamento. I wine lover che arrivano a Montalcino desiderano principalmente scoprire il Brunello e concentrano i loro acquisti su questo vino <<neanche sul Rosso di Montalcino, vogliono solo Brunello>> mi dice Sergio Pierangioli che tuttavia ammette <<il suo Cenerentola Doc Orcia si vende bene, sarà il nome, sarà l’etichetta, sarà il fatto che è diverso …>>.

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Enoteca-BD-Bruno Dalmazio-Montalcino

C’è però un’altra tipologia di wine lover che desidera assaggiare e soprattutto comprare ottime bottiglie delle denominazioni più famose d’Italia e quindi si fa spedire a casa Barolo, Amarone, Aglianico … <<non hanno tempo per visitare tutte le zone dei vini famosi ma li vogliono comprare perché in Brasile oppure in Canada costerebbero molto di più>> mi spiegano nell’enoteca BD Bruno Dalmazio.

Il messaggio nella bottiglia di vino

Non la mappa del tesoro ma quasi: il messaggio nella bottiglia potrebbe raccontare la zona di origine del vino o i valori e le speranze che lo rendono unico

tatuaggio-di-vino

tatuaggio-di-vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Tutti pensiamo che il vino porti, dentro di se, il messaggio del suo territorio di provenienza, ma non sempre chi beve riesce a capirlo. Così come spesso le etichette contengono messaggi grafici e scritte non sempre capaci di trasmettere al consumatore i valori, la natura, il talento di chi ha fatto il vino. Anzi spesso il packaging è costruito su logiche di marketing e porta l’impronta digitale del grafico più che quella del produttore.
E allora come fare perché la bottiglia di vino trasmetta il suo racconto, la storia di

Scritte-sui-capi-di-abbigliamento-Tendenze-moda-autunno-inverno-2017-2018

Scritte-sui-capi-di-abbigliamento-Tendenze-moda-autunno-inverno-2017-2018

come e perché è nata in un determinato luogo e non sarebbe potuta arrivare da nessun altro posto nel mondo? Ovviamente c’è Vivino, WineSearcher e altri portali che forniscono le schede tecniche con la semplice azione di inquadrare le etichette con il telefonino ma non è quello tecnico il contenuto a cui mi riferisco. C’è la possibilità di scrivere alcuni dati in etichetta. C’è il QRcode che apre web o video ma piace poco…. Eppure sono i valori che stanno dentro la bottiglia quelli che trasformano l’esperienza sensoriale di bere un grande vino in un arricchimento umano, sono loro quelli che nobilitano l’atto di degustare fino a farne cultura e civiltà.

Un QR Code a forma di Drago

Il Drago e le 8 colombe si racconterà attraverso un QR Code nell’etichetta che apre un testo in italiano e inglese pieno di curiosità

Il Drago e le 8 colombe IGT Fattoria del Colle Toscana

Il Drago e le 8 colombe IGT Fattoria del Colle Toscana

Per una che pretende di sapere la comunicazione del vino è il colmo: Donatella Cinelli Colombini arriva fra gli ultimi a fare lo storytelling del suo vino in etichetta … ma finalmente chi beve il suo Drago e le 8 Colombe potrà scoprire le ragioni di questo strano nome e dello strano uvaggio, inquadrando con il telefonino il QR Code. Un modo per sentire le suggestioni della Toscana non solo nel bicchiere ma anche nelle descrizioni.

Il Drago e le 8 Colombe nasce nella Fattoria del Colle nel cuore più antico e intatto della Toscana e porta con se i profumi di frutti rossi maturi e il sapore potente e armonioso tipico di un territorio di alta collina dove l’aria è pulita e la maturazione dell’uva è lenta. Sono tipici di questa stessa zona la bistecca di bue cotta sulla brace e il formaggio pecorino che si accompagnano meravigliosamente al Drago e le 8 colombe IGT Toscana.

Il Drago e le 8 colombe IGT Fattoria del Colle Toscana

Il Drago e le 8 colombe IGT Violante Gardini Cinellicolombini Jr

Le vigne sono coltivate in modo biologico e manuale come avviene da secoli e secoli. In cantina lavorano solo donne, sono le colombe che danno il nome al vino e si vedono nell’etichetta. Ma c’è anche un drago, è Carlo Gardini, il marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini, che è uno degli ispiratori delle nuove sperimentazioni. Un gioco di simboli per dire che la cantina della Fattoria del Colle è femminile ma non femminista perché i grandi vini non hanno genere e sono prodotti e bevuti da tutti quelli che amano la natura, la cultura e le cose buone.

TOP 100 Wine Spectator Brunello Casanova di Neri 4°

Il Brunello tiene alto il nome del vino italiano nelle classifiche mondiali: I° per il Wine Enthusiast con Costanti e 4° per WS con Casanova di Neri

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

TOP 100 Wine Spectator Three Palms Merlot 2014 della cantina Duckhorn

TOP 100 Wine Spectator Three Palms Merlot 2014 della cantina Duckhorn

E’ il Brunello il vero simbolo del grande vino italiano nel mondo. In due classifiche più attese dell’anno tiene alta la reputazione degli “italian wines” con il primo posto nella TOP 100 dei vini più eccezionali assaggiati nell’anno dal Wine Enthusiast attribuito a Costanti e il 4° posto di Casanova di Neri nel Wine Spectator TOP 100.
L’altra cosa bella è che due dei tre vini sul podio sono firmati da un enologo donna.
Qui vorrei esaminare il podio mondiale 2017 di Wine Spectator per capire cosa rende così straordinari i vini arrivati in cima. Forse c’è una parola per definirli: unici. Sono vini che escono dal coro, sono diversi.

TOP 100 Wine Spectator K Vintners Charles Smith

TOP 100 Wine Spectator K Vintners Charles Smith

Comincio con Three Palms Merlot 2014 della cantina Duckhorn di Napa Valley numero 1 della POT 100. La storia di questa cantina e di questo vino sono degne di nota. Duckhorn è una delle prime 40 aziende enologiche create a Napa Valley nel 1976 da parte di Dan and Margaret Duckhorn. Due anni dopo fanno la loro prima vendemmia di Merlot dal vigneto che poi diventerà una leggenda, Three Palms così chiamato per tre altissimi alberi che spiccano in fondo ai filari. Si tratta di uno dei primi Merlot californiani da “single-vineyard”.

L’Orcia e gli assaggiatori toscani delle guide dei vini

In un mese: degustazione con AIS Siena, incoming di giornalisti USA, partecipazione a Merano, masterclass con gli assaggiatori toscani delle guide dei vini

Orcia e gli assaggiatori toscani delle guide dei vini -Mostra mercato del tartufo bianco 2017

Orcia e gli assaggiatori toscani delle guide dei vini -Mostra mercato del tartufo bianco 2017 Maurizio Castelli guida la degustazione

Di Donatella Cinelli Colombini, Presidente DOC Orcia, Fattoria del Colle

La Doc Orcia è giovane, piccola ma grintosa. Si vede dal numero e dalla qualità delle iniziative che realizza. Soprattutto si vede dal modo con cui affascina ogni volta che si presenta in pubblico. Aziende piccole, a volte piccolissime che fanno sperimentazione e vini da medaglia senza complessi di inferiorità ma anzi con orgoglio. L’orgoglio di chi ci sta riuscendo con le sue sole forze stando giorno in vigna con talento, coraggio e passione.
Qualcosa che colpisce prima il cuore e poi i sensi.

Degustazione Orcia guidata da Maurizio Castelli Mostra Mercato del Tartufo bianco 2017

Degustazione Orcia guidata da Maurizio Castelli Mostra Mercato del Tartufo bianco 2017

Venerdì 17 novembre, sfidando la superstizione con una data da paura, la Doc Orcia si presenta agli assaggiatori toscani delle guide del vino. I degustatori che valutano le bottiglie prodotte nel granducato con bicchieri, grappoli e stelle. Si tratta di un passo importante per la giovane denominazione Orcia nata il 14 febbraio 2000 nel territorio fra il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, uno dei distretti d’eccellenza per i grandi vini rossi. Un territorio, in gran parte iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco per l’integrità e l’armonia del paesaggio agricolo, circostanza da cui nasce la definizione “Orcia il vino più bello del mondo”.

Giappone: racconti di viaggio e di vino

Dietro le quinte di una missione all’estero: in Giappone con il Brunello per scoprire i wine lovers con gli occhi a mandorla e le curiosità nipponiche 

Giappone, viaggio di vino con il Brunello

Giappone, Osaka viaggio di vino con il Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Fra gli inconvenienti più frequenti dei viaggi di lavoro all’estero c’è quello di sentirsi male; il Jet-lag, gli appuntamenti di lavoro troppo fitti, il cambio di clima … fanno un mix terribile. Una volta Violante si è salvata dalla bronchite rastrellando tutti gli antibiotici nelle valige dei produttori di Brunello che erano con lei. Questa volta, durante il viaggio in Cina, sono diventata verde come un ramarro con capogiri e vomito. Sono andata all’ospedale di Shenhzen e posso testimoniare che è enorme, attrezzatissimo, efficientissimo e ha dei medici formidabili. Nonostante il mio scetticismo la cura che mi hanno dato ha funzionato e sono arrivata alla tappa successiva del viaggio, in Giappone, sulle mie gambe anche se vedendo le scale ondeggiare e con continui attacchi di mal di mare.

Giappone Donatella Cinelli Colombini al tempio per il lavaggio rituale

Giappone Donatella Cinelli Colombini al tempio per il lavaggio rituale

Però si va avanti!
Altro inconveniente dei viaggi di lavoro è di andare in giro senza vedere niente. A Tokyo ho scoperto per la prima volta la baia quest’anno dopo essere stata nella capitale nipponica altre tre volte. Beh, meglio tardi che mai!
Gli inconvenienti di viaggio più piccoli sono i meno i più fastidiosi, come quello di dimenticare cose che non si possono comprare. Questa volta ho lasciato a casa la spazzola per i capelli, quella senza i pallini in cima alle punte. Sembra una cosa da niente ma è indispensabile per le chiome mediterranee come la mia. In Cina o in Giappone hanno capelli dritti come spaghetti per cui le spazzole senza pallini non ci sono e ora io ho letteralmente i capelli dritti.

Rebecca Meïr-Liebman sommelier blogger rock

Qualche giorno fa mi è arrivata una splendida foto rock della sommelier-blogger canadese Rebecca Meïr-Liebman, con il mio Brunello Prime Donne in mano

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Una foto talmente intrigante e inconsueta da spingermi a indagare su questa giovane donna che assaggia mille vini all’anno e recensisce solo quelli che le piacciono. Ho scoperto un personaggio appassionato, talentuoso ma soprattutto capace di raccontarsi e raccontare il vino in un modo nuovo e affascinante. Per questo voglio presentarvela.
Il suo linguaggio è diretto, sincero, fino a raccontare le sue vicende sentimentali quasi come un’adolescente: <<amo Eyal Liebman e ogni anno che passa lo amo di più>> scrive riferendosi al bravissimo chef e pubblica immagini che li ritraggono abbracciati fra pentole e calici di vino.

Rebecca Meïr-Liebman-

Rebecca Meïr-Liebman-

La foto che mi riguarda la ritrae vestita di nero seduta a terra mentre versa il Brunello in un calice in primo piano. Ha un’espressione dura del viso e guarda diritto davanti a sé. Insomma pare una cantante rap più che una sommelier. E’ fatta da Bill Leontaritis un grandissimo fotografo e l’accompagna un frase che, per me, suona come musica <<Donatella Cinelli Colombini wine bottle that symbolizes a lot to me>>. Brava Rebecca e W la donne!
L’articolo che accompagna la foto è pubblicato nel blog di Rebecca Meïr-LiebmanSommelier Selects” dove lei si diletta a condividere le sue esperienze di assaggio, dopo 10 anni di lavoro come sommelier nei migliori ristoranti di Toronto << I’m excited to share the knowledge and palate I have developed>>.

                                                                                               

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