Vivi e rivivi l’esperienza in Fattoria

SMART WORKING NEL VERDE ALLA FATTORIA DEL COLLE

Il WiFi è stato potenziato in ville, appartamenti e camere per consentire a chi vuole lavorare in smart working immerso nella natura e di alternare il pc con la vacanza rigenerante

 

Smart working e vacanza in Toscana alla Fattoria del Colle

Smart working e vacanza in Toscana alla Fattoria del Colle

Lavorare guardando le vigne e un paesaggio creato dai contadini in quasi mille anni, nel silenzio di una campagna incantata e magari con un calice di Brunello da sorseggiare con calma ….

Non assomiglia all’idea stressante dell’ingegnere che verifica i calcoli del cemento armato oppure dell’avvocato che studia una causa, ma forse la qualità del lavoro è anche migliore. Anzi forse arriva l’idea geniale, il colpo d’ala che fa risolvere i problemi!

 

SMART WORKING CON VISTA E TREKKING

Smart working e vacanza in Toscana alla Fattoria del Colle

Smart working e vacanza in Toscana alla Fattoria del Colle

Lavorare in un territorio bellissimo permette di rigenerarsi ed accrescere le proprie performance professionali. La Fattoria del Colle è nella campagna più fotografata e utilizzata per spot pubblicitari al mondo. A cavallo fra la Val d’Orcia e le Crete Senesi. Ha un ristorante che serve antichi piatti toscani. C’è una sala banchetti dove, covid permettendo, organizzare compleanni o feste di laurea, ma anche team building e meeting di lavoro. Ci sono percorsi di trekking dedicati alla natura e al vino, 3 parchi attrezzati, un safari fotografico per immortalare i paesaggi più belli. Cosa più importante, il programma di esperienze propone ogni giorno più di un’attività. Intorno, il numero di piccole città d’arte da visitare è enorme: Cortona, Pienza, Montepulciano, Montalcino e poco più lontano Siena, Assisi, Arezzo ….

 

ESPERIENZE CON BRUNELLO E GRANDI VINI ROSSI

Ovviamente le opportunità più eccezionali sono per gli amanti dei grandi vini rossi e della buona tavola. Visite guidate nelle cantine del Brunello – Casato Prime Donne a Montalcino – e della Doc Orcia – Fattoria del Colle. Degustazioni itineranti che riguarderanno anche il vigneto. La scoperta dei piccoli segreti dei vini di Montalcino, del Chianti Superiore e dei Supertuscan avverrà anche durante degustazioni guidate. Vengono proposte la verticale di varie annate di Brunello e il “piccolo enologo” in cui ciascuno prepara il suo superuscan da etichettare e portare a casa per un assaggio con gli amici.

 

VACANZE BIO ALLA FATTORIA DEL COLLE

Ricarica per le auto elettriche, vigneti e oliveti BIO, pannelli solari, orto con erbe alimentari toscane… per vacanze sicure e a contatto con la natura

 

La novità è la colonnina di ricarica delle auto elettriche che i turisti più ecologisti troveranno proprio all’ingresso della Fattoria del Colle. E’ dell’azienda italiana E-Station ed ha una potenza massima di 22 kW con presa Tipo 2 (standard Europeo). Rimane sempre accesa, per cui chi vuole rifornirsi, anche di notte, può scaricare il QR code, pagare (Euro o,32/kWh ) e ricaricare la macchina.

Per ora le auto elettriche arrivate alla Fattoria del Colle sono poche ma in futuro sicuramente aumenteranno e dovremo mettere altre colonnine di rifornimento. Almeno speriamo!

 

COLONNINA PER LA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE

Ricarica elettrica per auto alla Fattoria del Colle con Enrico Pelagatti

Ricarica elettrica per auto alla Fattoria del Colle con Enrico Pelagatti

Gli amanti della natura e i più sensibili all’ambiente noteranno i nostri sforzi per adattare una fattoria con 400 anni di età a un minor impatto ambientale: sono state cambiare tutte le lampadine mettendo quelle a basso consumo. Sono stati sostituiti i motori che raffreddano tini e zone di affinamento del vino con impianti di ultima generazione. Ai pannelli solari sul tetto della cantina ne sono stati aggiunti altri vicino all’ingresso ….

 

ORTO DI PIANTE ALIMENTARI SELVATICHE TOSCANE

Questi sono interventi che non influiscono sulla vacanza dei turisti mentre altre scelte ambientaliste si: l’orto ad esempio. Caterina ci ha guidato nella scelta delle piante alimentari selvatiche della Valdorcia. Erbe che fanno parte da secoli dei nostri prati e ora ci permettono di servire zuppe di pane e panzanelle di tipo ancestrale. Ovviamente l’orto contiene anche pomodori, zucchine … che arrivano in tavola per la gioia degli amanti delle insalate ma l’aglione, il dragoncello, la borragine … sono invece essenze che raccontano storie millenarie. Sapevate che il tipico aglio gigante che cresce nei nostri terreni sabbiosi è senza aglina e quindi non fa puzzare l’alito e viene chiamato “a prova di bacio”?

 

WINE DOGS – CANI DI CANTINA ORA E’ IL LORO MOMENTO

Cani come attrattiva turistica e come visitatori. Anche Wine Spectator mette i wine dogs in evidenza raccogliendo le immagini dei cani di produttori e wine lovers

 

wine-dogs-cani-vignaioli-Fattoria-del-Colle-Felix ottobre 2018

wine-dogs-cani-vignaioli-Fattoria-del-Colle-Felix ottobre 2018

Donatella Cinelli Colombini

Come ogni abbonato al Wine Spectator ricevo giornalmente delle comunicazioni, generalmente non le apro, ma questa era troppo forte <<Nel numero del 31 marzo, in vendita la prossima settimana, metteremo in evidenza una delle parti più apprezzate delle cantine visitabili: i loro cani! Abbiamo pensato che sarebbe stato divertente mettere in risalto anche alcuni dei cani dei nostri lettori! Inviaci le tue foto preferite del tuo cane o di te con il tuo cane, insieme ad alcuni elementi divertenti, fra ci selezioneremo quelle da pubblicare in WineSpectator.com/Dogs>>

WINE DOGS CHE PASSIONE ANCHE NOI NE AVEVAMO UNO E TUTTI LO AMAVANO

In effetti il mio adorato Felix, era la vera star della Fattoria del Colle. Ricordo quanti turisti ci hanno scritto <<how is Felix?>> oppure <<greetings to Felix>> perché lo ricordavano con affetto. Alfredo Santo, che ha celebrato il suo sessantesimo compleanno alla fattoria del Colle con un gruppo di amici ha poi raccolto le immagini della festa in un volume mettendo la sua foto con Felix in copertina. Quando Felix è morto, nell’inverno dello scorso anno ho ricevuto messaggi da tutto il mondo. Forse presto riprenderemo un nuovo Felix  intanto stiamo organizzando l’accoglienza per i cani e i gatti alla Fattoria del Colle. Chi ha la fortuna di avere un piccolo amore peloso deve sentirsi accolto.

Fattoria del Colle, ingresso di cantina,cuccie dei gatti

Fattoria del Colle, ingresso di cantina-cucce-dei gatti

Per questo l’iniziativa di Wine Spectator mi sembra giusta e opportuna. I cani sono grandi amici dei produttori di vino e degli appassionati di grandi vini.
Qui in Italia in una casa su due ci sono animali. Con il 52% abbiamo battuto i britannici (34%) che tradizionalmente adorano i quadrupedi. Nel nostro Paese la vendita dei prodotti per cani e gatti ha superato quella di prodotti per bambini. In altre parole quando Wine Spectator dice che in cantina dobbiamo aspettarci molti visitatori a quattro zampe dice la verità!

WINERY DOG HARD ROCK PER WINERY E LIBRI SUI CANI DELLE CANTINE

Poi c’è The Winery Dogs un super gruppo di hard rock formato nel 2012 a New York
C’è il Pet Winery Pet Bar creato per offrire bevande e prelibatezze salutari per cani e gatti analcoliche addizionate con vitamine e ottenute solo da materie prime BIO in California. Nel sito è visibile un video dove i quadrupedi bevono da calici da vino e da coppe per Champagne dei liquidi evidentemente molto graditi e sicuramente carissimi.
Altra cosa incredibile è la collana di libri di Craig McGill & Susan ElliottCraig sui cani delle cantine di California Oregon e di tutti gli Stati Uniti a cui si aggiunge il volume Wine cats. La seconda edizione del libro sui cani delle cantine californiane contiene oltre 120 ritratti dei fedeli pelosi – dai purosangue ai bastardini-intervallati da brevi saggi di Robert Parker Jr, Nick Ryan, Eve Bushman, Sam Neill e Max Allen. Da non credere.

La wine destination Fattoria del Colle riapre a maggio

Non vediamo l’ora di mostravi la nuova cantina con la zona spumante, i piccoli restauri, l’orto e farvi assaggiare le nuove annate dei vini le nuove ricette

 

Wine destination Fattoria del Colle - Trekking nei Vigneti - Toscana

Wine destination Fattoria del Colle – Trekking nei Vigneti – Toscana

di Donatella Cinelli Colombini

Siamo stati chiusi al pubblico ma non siamo mai stati fermi. Chi ci ha seguito sui social ha visto i premi che arrivavano da tutto il mondo per i nostri vini, la nascita del safari fotografico e la nuova cartellonistica, la sperimentazione dei piatti da parte della chef Doriana, le bottiglie di spumante sulle pupitre, la piantagione delle erbe spontanee valdorciane nell’orto ….

 

WINE DESTINATION: SALA IMMERSIVA CON LA VIGNA NELLE 4 STAGIONI

Tante piccole cose che stanno trasformando la Fattoria del Colle in una wine destination capace di offrire esperienze autentiche e coinvolgenti con il vino e con le antiche tradizioni toscane.

Wine destination Fattoria del Colle - Cantina

Wine destination Fattoria del Colle – Cantina

Ovviamente i cambiamenti più grandi sono nella cantina della Fattoria del Colle. La tinaia è ora chiusa ed ha una pensilina che coprirà l’uva in arrivo durante la vendemmia. Nella zona di confezionamento è già in funzione la nuova imbottigliatrice e fra poco ci sarà la nuova etichettatrice per garantire la massima cura anche nell’ultimo ma importante momento della produzione del vino. C’è una stanza immersiva dove i visitatori potranno vedere e sentire quello che avviene nella vigna nelle 4 stagioni e nelle diverse ore del giorno. Per imparare che la luce cambia il paesaggio e le cicale non si sentono sempre, ma anzi l’estate e l’inverno hanno i loro rumori e la tramontana ha un suono diverso dallo scirocco, mentre le campane sono ancora l’orologio delle campagne. Un’esperienza immersiva dove suoni, immagini e luci insegnano ai turisti che la meravigliosa campagna che hanno introno va guardata con occhio attento e fra qualche mese sarà completamente diversa.

 

UNA CANTINA CHE SOMIGLIA AD UN BOSCO CON DENTRO BOTTIGLIE

La nuova bottiglieria sotterranea di 450 mq (18°C) contiene la stanza, a temperatura più bassa (12°C), dove lo spumante riposa sui lieviti dopo la presa di spuma. Si tratta di una produzione artigianale di 1800 bottiglie all’anno di spumante metodo classico ottenute da uve Sangiovese. Anche il remuage delle bottiglie sulle pupitre viene fatto a mano.
La cosa più spettacolare è il rivestimento esterno della nuova sezione della cantina con un bosco in corten disegnato dall’Architetto Elisa Boldi a somiglianza delle querci nel periodo invernale. Di notte il bosco di metallo è retroilluminato e fa pensare ad uno scenario fiabesco. Naturalmente la cosa più preziosa, anche se meno scenografica, sono le bottiglie all’interno. Stanno ottenendo una raffica di premi da tutto il mondo. Gli ultimi sono dalla GuidaBIO che ha assegnato l’eccellenza di 5 foglie al Chianti Superiore 2018 e 4 foglie al Leone Rosso Doc Orcia e al Rosso di Montalcino Doc 2018.

 

Mamma Francesca finisce 90 anni

Francesca Colombini Cinelli spenge 90 candeline ma rimanda la festa dopo il mio piede ingessato per gustare insieme tortellini, meringhe e Brunello

 

Francesca Colombini Cinelli con Carlo, Donatella, Violante, Stefano e Giovanni

Francesca Colombini Cinelli con Carlo, Donatella, Violante, Stefano e Giovanni

Di Donatella Cinelli Colombini

Mia madre Francesca è nata a Modena dove suo nonno, Pio Colombini, insigne dermatologo, era rettore dell’Università. Un ruolo prestigioso, nel secondo più antico ateneo italiano (che Pio Colombini riempì di lapidi autocelebrative), e in una città piccola ma colta e ricca, che tutta la famiglia visse molto felicemente. A riprova di questo sentiment, mia madre, ha appeso in camera da letto, la foto dell’edificio dove nacque, ma ricorda con una punta di orgoglio <<nella casa di Montalcino arrivò la corrente elettrica prima che in quella di Modena>>. Del periodo emiliano è rimasto, in famiglia, un amore sviscerato verso i tortelli fatti a mano.

 

FRANCESCA COLOMBINI A MONTALCINO NEL LIBRO “IL VINO FA LE GAMBE BELLE”

Figlia unica, mia madre è stata educata quasi come un uomo: andava a caccia e sapeva guidare trattori e camion. Prima e durante la seconda guerra mondiale, mio nonno Giovanni Colombini la rendeva partecipe di tutto ciò che avveniva. Gran parte dei suoi ricordi sono raccontati nel libro intitolato Il vino fa le gambe belle (2005). Una narrazione che riguarda anche la successiva metamorfosi di Montalcino da borgo rurale florido e guerriero, in insediamento povero a causa dell’esodo delle campagne e infine nelle città del Brunello.

Francesca Colombini Cinelli con Donatella e Stefano

Francesca Colombini Cinelli con Donatella e Stefano

Il soggiorno a Montalcino di mia madre si interruppe nel dopoguerra con un lungo soggiorno a Firenze, città a lei molto cara. Qui ha frequentato Istitut Français di Firenze, una scuola superiore dove lei acquisì una padronanza della lingua che ha mantenuto tutta la vita. Viveva nella “Casa di Boccacio” dove ora abita mia figlia Violante con il marito Enrico. Qui siamo cresciuti io e mio fratello Stefano, prima del trasferimento a Siena che coincise con la morte di mia nonna Giuliana, adorata moglie di Giovanni Colombini.

 

GIOVANNI E FRANCESCA COLOMBINI ALLA FATTORIA DEI BARBI

Fu in questi anni che mia madre iniziò a lavorare alla Fattoria dei Barbi andando avanti e indietro, ogni giorno, con una Cinquecento FIAT bianca. La ricerca di alternative all’agricoltura mezzadrile del passato, fu un’impresa che mio nonno Giovanni e mia madre Francesca, vissero insieme con fatica, tenacia e creatività. Lui estroverso e cresciuto fra gli accademici, amava circondarsi di intellettuali e aveva un approccio più colto e visionario. Lei pragmatica e dotata di un’eccellente capacità organizzativa (lei, io e mia figlia Violante siamo dislessiche, una disabilità che diventa un punto di forza per i managers) si dedicava al lavoro operativo. Una situazione che in qualche modo mi favorì, perché mamma Francesca sfuggiva le occasioni sociali amate da mio nonno, per cui ero soprattutto io ad accompagnarlo. Questo mi dette modo di capire il cambiamento di considerazione verso il vino e il lavoro della terra, così come mi insegnò a progettare mescolando lungimiranza e concretezza. Credo di aver avuto la mia vera formazione professionale proprio in quei viaggi.
Mia madre Francesca e mio nonno Giovanni, insieme misero le basi dell’azienda attuale trasformando le piccole attività di cantina, caseificio, salumeria e ristorazione, nel prototipo dell’attuale agricoltura polifunzionale che sa affrancarsi dall’industria agroalimentare e parte dai campi per arrivare sulla tavola dei consumatori. Un anticipo di quasi cinquant’anni al progetto europeo Farm-Fork.
Dopo la morte di mio nonno Giovanni Colombini, nel 1976, mamma ha guidato la Fattoria dei Barbi da sola per oltre vent’anni dando alle cantine un mercato e una reputazione internazionali. Se mio nonno aveva avuto le intuizioni, fu lei a creare le strutture produttive con muri ed impianti.

 

Antipasto toscano: insalata di soppressata

Insalata con un mix di soppressata, arance e finocchio con olio extravergine e pepe nero. Sapore, dolcezza e piccante per un’insalata invernale squisita

 

Insalata di sopressata: ingredienti

Insalata di sopressata: ingredienti

di Donatella Cinelli Colombini
Piatto povero che è diventato ricco ed ha acquistato dignità con l’arrivo delle nuove tendenze salutistiche e attente allo spreco, della cucina del nuovo millennio. In effetti la soppressata è il salume più povero, ricavato cuocendo gli scarti del maiale come le teste, le cotenne o la coda, insieme alle spezie e alle scorze di agrumi.
Di per sé, non è un alimento dietetico, anzi è molto grasso, ma diventa adatto ad un pasto salutare aggiungendo arance, finocchi e olio extravergine.
Il risultato è un antipasto gustosissimo e tipicamente invernale. La soppressata infatti viene prodotta solo nei mesi freddi e non ha una lunga capacità di conservazione.

 

INGREDIENTI DELL’INSALATA DI SOPPRESSATA

per 4 persone. Facilissimo, 15 minuti per prepararla

200 g di soppressata, 2/3 arance, 3 finocchi, qualche grano di melograno, olio extravergine di oliva, sale, pepe nero.

 

BUON ANNO 2021

Salutiamo un 2020 difficilissimo e brindiamo, con il nuovo Brunello, al 2021 che arriva, augurando pace e bene a tutti per un futuro splendente

 

matrimonio di Violante ed Enrico - più bel ricordo 2020

matrimonio di Violante ed Enrico – più bel ricordo 2020

Di Donatella Cinelli Colombini

Ci vuole un brindisi porta fortuna e non c’è di meglio del Brunello 2016 Prime Donne. Come ben sanno tutti i wine lovers il Brunello diventa legalmente Brunello solo allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo dell’anno. Questa volta la nuova annata è stata preceduta da squilli di tromba e i grandi critici internazionali gli hanno dato punteggi stratosferici ancora prima che uscisse nel marcato. Quindi, oltre al carattere di vino portafortuna, che tutto il Brunello possiede, questa volta siamo davanti a un Brunello fortunello capace di scacciare l’ombra malefica del covid e farci sperare in un nuovo anno gravido di speranze.
Brindo dunque con Brunello Prime Donne 2016 augurando a tutti salute e felicità nel nuovo anno.

 

FINISCE IL 2020 ANNO DEL COVID

Finisce il 2020 ed è un momento di consuntivi: salvo mio fratello che tuttavia era asintomatico, nessuno di noi si è ammalato di covid19 in famiglia e in azienda.

2020 nuovo staff delle cantine di Donatella Cinelli Colombini con 3 enologhe: Giada,Barbara e Sabrina

2020 nuovo staff delle cantine di Donatella Cinelli Colombini con 3 enologhe: Giada,Barbara e Sabrina

La provincia di Siena è stata complessivamente fra le meno toccate dall’epidemia ma per proteggerci abbiamo fatto davvero tanto; mascherine, sanificanti, pistole per disinfezione secca, apparecchi a ozono … ambienti per la quarantena dei cuscini dei letti …. schermi di plexiglass, turni negli uffici …. Abbiamo persino cacciato una turista sospetta….
Il lavoro è andato avanti come sempre nelle vigne dove la vendemmia è stata scarsa di quantità e abbondante di qualità. Ci aspettiamo 5 stelle. La raccolta delle olive, invece, è stata abbondante in quantità e qualità mentre i tartufi bianchi erano pochissimi.

 

CONSUNTIVI 2020 BENE IL VINO MALE IL TURISMO

Il business del vino è andato bene grazie ai mercati esteri che hanno comprato e ricomprato un eccellente Brunello 2015. E’ stato lui il nostro campione che ha sconfitto il covid. Le vendite del vino in Italia e la vendita diretta delle cantina sono molto calate ma, grazie alle minori spese (niente Prowein e Vinitaly, nessun viaggio all’estero, sospensione del Premio Casato Prime Donne …) il bilancio economico dell’azienda agricola è positivo.
Meno allegra la situazione dell’agriturismo e del ristorante della Fattoria del Colle che hanno lavorato solo da metà luglio a metà ottobre perdendo tutti i matrimoni stranieri e il 70% del fatturato normale. Ancora più disastroso il bilancio dei 3 negozi ToscanaLovers con quello di Cortona quasi azzerato e gli altri due ridotti all’osso per cui i ricavi 2020 saranno un quinto di quelli normali.

Buon Natale Happy Xmas

<<And so this is Christmas>> e così questo è il Natale covid. John Lennon ha scritto Happy Xmas cinquanta anni fa (1971) augurando a tutti di cambiare e scegliere l’amore, il rispetto del prossimo e la pace come vero spirito del Natale

 

Buon Natale - Cinelli Colombini family nel Presepio della Fattoria del Colle

Buon Natale – Cinelli Colombini family nel Presepio della Fattoria del Colle

Un augurio a credenti e non credenti.

Un augurio adatto al Natale covid del 2020 che anch’io voglio mandarvi.

 

AND SO THIS IS CHRISTMAS , IL NATALE COVID 2020

<<And so this is Christmas>>… E’ Natale anche se non sembra, anche se dentro di noi c’è più paura che speranza, anche se il ricordo delle persone care che ci hanno lasciato stringe il nostro cuore. Anche se siamo stanchi e sconcertati dopo un anno tremendo.

Ma proprio il Natale mette dentro di noi nuove energie per affrontare i mesi futuri per non arrenderci e creare prospettive per le nostre famiglie, le nostre comunità e, se ci riusciamo, per il nostro Paese e  il mondo intero.

 

Tordi finti, ricetta di Montalcino

Deliziosi involtini dal sapore così intenso da sembrare tordi in salmì, cacciagione molto apprezzata a Montalcino, con la cottura in tegame

 

Tordi finti e Brunello di Montalcino

Tordi finti e Brunello di Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino è un territorio di grandi boschi dove, tanti anni fa, la caccia, era il modo per procurarsi la carne e sopravvivere all’inverno.

Una delle prede più ambite dai cacciatori erano i tordi ed a loro è dedicata la festa dell’ultimo week end di ottobre “Sagra del tordo” in cui i 4 quartieri Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio, sfilano in costume medioevale per le vie del centro storico, per poi sfidarsi in un torneo di tiro con l’arco.
I tordi sono uccelli migratori che scendono dal Nord Europa, specialmente in gruppo, per svernare nelle zone calde. Gli stormi arrivano in autunno e il loro arrosto allo spiedo oppure la preparazione in salmì sono particolarmente adatti ad accompagnare grandi Brunello.
Ma non tutti amano la cacciagione così come molti gourmand sono contrari alla caccia. Per loro esiste un’alternativa al tordo in salmì, una ricetta inventata dalle massaie di Montalcino per portare in tavola qualcosa di straordinariamente saporito e capace di esaltare il grande Brunello.

 

Vitello in arrosto morto

Il nome spinge a fare gli scongiuri, ma in realtà il vitello in arrosto morto è una ricetta deliziosa e adatta all’inverno e a vini raffinati come il Brunello

 

di Donatella Cinelli Colombini

Era una delle ricette predilette da mia nonna Giuliana Colombini che serviva la carne con della purea di patate. A me piaceva anche se, da piccola, il nome mi faceva paura e ancora di più la descrizione <<si chiama così perché cuoce nel tegame sempre chiuso come fosse una cassa da morto>>. Ci vuole fantasia per pensare ad una spiegazione più lugubre, neanche fosse il piatto di Halloween!!!!!
Scusate se vi ho rovinato l’appetito e cercate di recuperare entusiasmo perché quella che segue è la ricetta di un piatto di carne delizioso, che può essere preparato in anticipo e quindi vi permette di godere gli amici invitati a cena e il vino, con tutta tranquillità.

Ingredienti per il Vitello in arrosto morto

Ingredienti per il Vitello in arrosto morto

 

INGREDIENTI DELL’ARROSTO MORTO PER 4 PERSONE

Mezzo chilo di carne di vitello (cappello del prete), 2 carote, 2 costole di sedano, 1 cipolla, mezzo bicchiere di vino, olio extravergine e sale.

Costole con i rapi di Montalcino

Ricetta autunnale delle case contadine di Montalcino che anticamente, con i primi freddi, uccidevano il maiale grasso e gustavano il delizioso costoleccio

 

di Donatella Cinelli Colombini

Il costoleccio o rostinciana, insieme al fegato, erano le parti meno conservabili del maiale per questo venivano mangiate subito ed erano motivo di festa nelle povere case contadine dove la carne arrivava in tavola molto di rado.

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Il modo più succulento di gustare il costato di maiale è sulla griglia, con sale e pepe nero ma, per chi non dispone di un barbecue, la ricetta delle costole con i rapi, è un’ottima alternativa. Tutta la cucina montalcinese è molto saporita e adatta ai vini rossi di grande struttura che nascono dal super Sangiovese di questo territorio. In questo caso non consiglio di accompagnare il piatto con il Brunello perché è una pietanza molto semplice e casalinga ma propongo un bel Rosso di Montalcino. Notate che ho scritto rapi in vernacolo senese e non rape termine corretto italiano.

 

IL TRIONFO DELL’OLIO NUOVO

Inizia la vendita dell’olio extravergine 2020 alla Fattoria del Colle: 2 monocultivar di Moraiolo e Correggiolo e un misto di entrambe le varietà

 

Zuppa e olio fattoria del Colle

Olio-nuovo-extravergine-2020-e-zuppa frantoiana-Fattoria-del-Colle

Strepitoso raccolto di olive 2020 per qualità e quantità.
Olio nuovo: tantissime olive piccoline che infatti hanno avuto una resa, cioè una trasformazione in olio, bassa, intorno al 10%. L’olio extravergine 2020 ha un profumo di fruttato inebriante (pomodoro, carciofo, erba tagliata) ed una qualità gustativa eccellente.

 

OLIO NUOVO: EXTRAVERGINE 2020 DELLA FATTORIA DEL COLLE 2 MONOCULTIVAR E UN MISTO

Bottiglie da 750 Cl Olio extravergine 2020 Fattoria del Colle, 19,50€
BIO e DOP Terre di Siena appena arriveranno le certificazioni già richieste
Bottiglia da 500 Cl Moraiolo, Olio extravergine monocultivar 2020 Fattoria del Colle 17,50€
Bottiglia da 500 Cl Correggiolo, Olio extravergine monocultivar 2020 Fattoria del Colle 17,50€
Latta da 5 Lt Olio extravergine della raccolta Fattoria del Colle 95,50€

Chi vuole comprarlo può venire alla Fattoria del Colle oppure ordinarlo per farselo spedire a casa scrivendo un’email a vino@cinellicolombini.it
La spedizione in Italia per scatole da 6 bottiglie costa 16€.

 

GLI OLIVETI SENZA CHIMICA DELLA FATTORIA DEL COLLE

Olio-nuovo-extravergine-2020-

Toscana-Olio-nuovo-extravergine-2020-Fattoria-del-Colle

La Fattoria del Colle ha 6 ettari di oliveto con le varietà moraiolo e correggiolo (frantoio).
Si tratta di una delle zone della Toscana più conosciute ed apprezzate per l’olivicoltura: alte colline ventilate con terreno sabbioso dove gli olivi sono coltivati da oltre 2000 anni.
In questo ambiente incontaminato sugli olivi non vengono mai usati prodotti chimici semplicemente perché non ce n’è bisogno, visto che la perfida mosca olearia, che depone le sue uova nelle olive, è arrivata una sola volta in 20 anni. La natura fa tutto da sola, chiedendo all’uomo solo le potature e la pulizia del terreno. La certificazione BIO ed il marchio DOP vengono richiesti solo per l’olio misto che è in maggiore quantità e consente la stampa di una nuova etichetta appena arrivano le certificazioni che, a causa del Covid, quest’anno potrebbero essere molto in ritardo.
La raccolta è manuale, con l’uso di piccoli rastrelli che sostituiscono le mani durante la “brucatura”. Vengono usati dagli uomini, mentre le donne recuperano le olive dalle reti distese sotto gli olivi. Alla sera le cassette piene di olive arrivano al frantoio e il giorno dopo l’olio extravergine torna per riempire di profumo l’orciaia della Fattoria del Colle.

 

IL FRANTOIO DOVE LE OLIVE DIVENTANO OLIO EVO

Donatella Cinelli Colombini ha scelto per produrre il suo olio evo il frantoio Sant’Angelo di Castelmuzio che dista pochi chilometri dalla Fattoria del Colle. Il maestro frantoiano Paolo Bindi usa il suo frantoio Pieralisi con tocco gentile, lentamente e a bassa temperatura (meno di 27°C) per preservare la fragranza del frutto e le sue virtù salutari.
La Fattoria del Colle produce olio extravergine monocultivar Moraiolo, Correggiolo (varietà frantoio) e, in maggiore quantità, un olio evo misto con le due varietà insieme per il quale viene chiesta la certificazione DOP Terre di Siena. Un’attestazione che generalmente arriva dopo qualche mese dalla raccolta.

 

ZUPPA FRANTOIANA PER GODERSI L’OLIO NOVO

Tipica della Toscana in ottobre e novembre, cioè dei giorni di raccolta delle olive, deriva il suo nome dalla capacità di esaltare il sapore dell’olio extravergine

 

Come tutte le minestre povere, la zuppa frantoiana diventa un piatto regale se è preparata con ingredienti sopraffini, come i fagioli migliori. Meglio usarne di diversa qualità e magari di tipologie antiche come il fagiolo di Sorana rosso, tanto amato da Leonardo da Vinci. I fagioli e il cavolo nero, così come il pane toscano lievitato naturalmente, sono capaci di esaltare l’olio extravergine di grande qualità come quello della Fattoria del Colle.

 

La fattoria ha sei ettari di oliveto in una delle zone più vocate della Toscana, sulle colline di Trequanda, nella bassa Valdorcia.

Olio-evo-.Trequanda

Olio-nuovo-Fattoria-del Colle

Olivi di varietà Moraiolo e Correggiolo (frantoio). Le olive non hanno mai avuto trattamenti chimici e sono raccolte quando sono ancora verdi per essere subito spremute in un piccolo frantoio artigiano che lavora lentamente e a bassa temperatura.

Covid e turisti un 2020 tragicomico

Dal lockdown al braccio di ferro con i turisti desiderosi vivere la vacanza come se il covid non ci fosse: l’estate 2020 nella campagna toscana del vino

 

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-nuova-chef-Doriana-Marchi

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-nuova-chef-Doriana-Marchi

di Donatella Cinelli Colombini

Devo premettere che io, come tantissimi altri produttori di vino con wine resort, ero decisa a rimanere chiusa al turismo per tutto il 2020.
Troppo pericoloso e troppo costoso!

 

LA RIAPERTURA AL PUBBLICO NONOSTANTE IL COVID

E’ stato il matrimonio di mia figlia Violante e l’incertezza sulla durata della cassa integrazione a farmi cambiare idea. Così, a Giugno, è iniziata una vera corsa per intercettare clienti e organizzare le sanificazioni.
Per fortuna avevamo preparato i piani, ma non ci aspettavamo che fosse così difficile comprare un paio di guanti di gomma. Ora abbiamo di tutto: casse di mascherine, schermi, bidoncini a pedale, sanificanti, fazzolettini disinfettanti, impianti a ozono, pistole sanificanti, pistole per la febbre, registri …..
Un’impresa costosa ed impegnativa che è diventata un incubo poco prima del matrimonio di Violante, quando lo chef ed il maitre del ristorante ci hanno lasciato quasi all’improvviso.
Mi è venuto persino l’herpes per lo stress.
Quasi subito abbiamo trovato Doriana Marchi per la cucina e nella sala del ristorante la squadra si è riformata intorno ad Alfio Bari. Ma io non riuscivo neanche a dormire.

 

ISPEZIONI DURANTE IL LOCKDOWN E PAURE FORSE ESAGERATE

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-apertura-delle-piscine

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-apertura-delle-piscine

Per mesi il lavoro è andato avanti solo nelle vigne e a turno in cantina. Abbiamo lasciato imballata la nuova imbottigliatrice perché il collaudo lo dovevano fare tecnici di Bergamo e non abbiamo fatto lo spumante perché il camion per l’imbottigliamento arrivava da Brescia. Insomma più che prudenti eravamo fifoni.
Durante il lockdown abbiamo avuto 3 ispezioni in una sola settimana. Poi più niente neanche quando abbiamo riaperto al turismo.

 

IL VINO TIENE MA IL TURISMO AFFONDA

La riapertura è avvenuta in un clima di scoraggiamento e paura. Sapevamo di rischiare il contagio e di andare incontro ad un disastro economico senza precedenti: una perdita di fatturato dell’80% con gli stessi costi fissi e un bel carico di mano d’opera.

Per fortuna le vendite del vino, sorprendentemente, tenevano. Forse, grazie ad uno strepitoso Brunello 2015 e a una Violante scatenata che è riuscita persino a trovare 4 nuovi importatori durante il lockdown, a fine anno il calo del business dovrebbe arrestarsi intorno al 25%. E’ tantissimo, ma in confronto al turismo sembra poco.
Ma torniamo al turismo. Abbiamo avuto quasi solo clientela italiana mentre la Fattoria del Colle è pensata per clientela estera. Cosa complicata di per sé ma aggravata da una circostanza imprevista: per molti turisti essere in vacanza significava cancellare il coronavirus come se il 2020 fosse un anno normale.

 

                                                                       

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