Vivi e rivivi l’esperienza in Fattoria

Costole con i rapi di Montalcino

Ricetta autunnale delle case contadine di Montalcino che anticamente, con i primi freddi, uccidevano il maiale grasso e gustavano il delizioso costoleccio

 

di Donatella Cinelli Colombini

Il costoleccio o rostinciana, insieme al fegato, erano le parti meno conservabili del maiale per questo venivano mangiate subito ed erano motivo di festa nelle povere case contadine dove la carne arrivava in tavola molto di rado.

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Il modo più succulento di gustare il costato di maiale è sulla griglia, con sale e pepe nero ma, per chi non dispone di un barbecue, la ricetta delle costole con i rapi, è un’ottima alternativa. Tutta la cucina montalcinese è molto saporita e adatta ai vini rossi di grande struttura che nascono dal super Sangiovese di questo territorio. In questo caso non consiglio di accompagnare il piatto con il Brunello perché è una pietanza molto semplice e casalinga ma propongo un bel Rosso di Montalcino. Notate che ho scritto rapi in vernacolo senese e non rape termine corretto italiano.

 

IL TRIONFO DELL’OLIO NUOVO

Inizia la vendita dell’olio extravergine 2020 alla Fattoria del Colle: 2 monocultivar di Moraiolo e Correggiolo e un misto di entrambe le varietà

 

Zuppa e olio fattoria del Colle

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Strepitoso raccolto di olive 2020 per qualità e quantità.
Olio nuovo: tantissime olive piccoline che infatti hanno avuto una resa, cioè una trasformazione in olio, bassa, intorno al 10%. L’olio extravergine 2020 ha un profumo di fruttato inebriante (pomodoro, carciofo, erba tagliata) ed una qualità gustativa eccellente.

 

OLIO NUOVO: EXTRAVERGINE 2020 DELLA FATTORIA DEL COLLE 2 MONOCULTIVAR E UN MISTO

Bottiglie da 750 Cl Olio extravergine 2020 Fattoria del Colle, 19,50€
BIO e DOP Terre di Siena appena arriveranno le certificazioni già richieste
Bottiglia da 500 Cl Moraiolo, Olio extravergine monocultivar 2020 Fattoria del Colle 17,50€
Bottiglia da 500 Cl Correggiolo, Olio extravergine monocultivar 2020 Fattoria del Colle 17,50€
Latta da 5 Lt Olio extravergine della raccolta Fattoria del Colle 95,50€

Chi vuole comprarlo può venire alla Fattoria del Colle oppure ordinarlo per farselo spedire a casa scrivendo un’email a vino@cinellicolombini.it
La spedizione in Italia per scatole da 6 bottiglie costa 16€.

 

GLI OLIVETI SENZA CHIMICA DELLA FATTORIA DEL COLLE

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Toscana-Olio-nuovo-extravergine-2020-Fattoria-del-Colle

La Fattoria del Colle ha 6 ettari di oliveto con le varietà moraiolo e correggiolo (frantoio).
Si tratta di una delle zone della Toscana più conosciute ed apprezzate per l’olivicoltura: alte colline ventilate con terreno sabbioso dove gli olivi sono coltivati da oltre 2000 anni.
In questo ambiente incontaminato sugli olivi non vengono mai usati prodotti chimici semplicemente perché non ce n’è bisogno, visto che la perfida mosca olearia, che depone le sue uova nelle olive, è arrivata una sola volta in 20 anni. La natura fa tutto da sola, chiedendo all’uomo solo le potature e la pulizia del terreno. La certificazione BIO ed il marchio DOP vengono richiesti solo per l’olio misto che è in maggiore quantità e consente la stampa di una nuova etichetta appena arrivano le certificazioni che, a causa del Covid, quest’anno potrebbero essere molto in ritardo.
La raccolta è manuale, con l’uso di piccoli rastrelli che sostituiscono le mani durante la “brucatura”. Vengono usati dagli uomini, mentre le donne recuperano le olive dalle reti distese sotto gli olivi. Alla sera le cassette piene di olive arrivano al frantoio e il giorno dopo l’olio extravergine torna per riempire di profumo l’orciaia della Fattoria del Colle.

 

IL FRANTOIO DOVE LE OLIVE DIVENTANO OLIO EVO

Donatella Cinelli Colombini ha scelto per produrre il suo olio evo il frantoio Sant’Angelo di Castelmuzio che dista pochi chilometri dalla Fattoria del Colle. Il maestro frantoiano Paolo Bindi usa il suo frantoio Pieralisi con tocco gentile, lentamente e a bassa temperatura (meno di 27°C) per preservare la fragranza del frutto e le sue virtù salutari.
La Fattoria del Colle produce olio extravergine monocultivar Moraiolo, Correggiolo (varietà frantoio) e, in maggiore quantità, un olio evo misto con le due varietà insieme per il quale viene chiesta la certificazione DOP Terre di Siena. Un’attestazione che generalmente arriva dopo qualche mese dalla raccolta.

 

ZUPPA FRANTOIANA PER GODERSI L’OLIO NOVO

Tipica della Toscana in ottobre e novembre, cioè dei giorni di raccolta delle olive, deriva il suo nome dalla capacità di esaltare il sapore dell’olio extravergine

 

Come tutte le minestre povere, la zuppa frantoiana diventa un piatto regale se è preparata con ingredienti sopraffini, come i fagioli migliori. Meglio usarne di diversa qualità e magari di tipologie antiche come il fagiolo di Sorana rosso, tanto amato da Leonardo da Vinci. I fagioli e il cavolo nero, così come il pane toscano lievitato naturalmente, sono capaci di esaltare l’olio extravergine di grande qualità come quello della Fattoria del Colle.

 

La fattoria ha sei ettari di oliveto in una delle zone più vocate della Toscana, sulle colline di Trequanda, nella bassa Valdorcia.

Olio-evo-.Trequanda

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Olivi di varietà Moraiolo e Correggiolo (frantoio). Le olive non hanno mai avuto trattamenti chimici e sono raccolte quando sono ancora verdi per essere subito spremute in un piccolo frantoio artigiano che lavora lentamente e a bassa temperatura.

Covid e turisti un 2020 tragicomico

Dal lockdown al braccio di ferro con i turisti desiderosi vivere la vacanza come se il covid non ci fosse: l’estate 2020 nella campagna toscana del vino

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Devo premettere che io, come tantissimi altri produttori di vino con wine resort, ero decisa a rimanere chiusa al turismo per tutto il 2020.
Troppo pericoloso e troppo costoso!

 

LA RIAPERTURA AL PUBBLICO NONOSTANTE IL COVID

E’ stato il matrimonio di mia figlia Violante e l’incertezza sulla durata della cassa integrazione a farmi cambiare idea. Così, a Giugno, è iniziata una vera corsa per intercettare clienti e organizzare le sanificazioni.
Per fortuna avevamo preparato i piani, ma non ci aspettavamo che fosse così difficile comprare un paio di guanti di gomma. Ora abbiamo di tutto: casse di mascherine, schermi, bidoncini a pedale, sanificanti, fazzolettini disinfettanti, impianti a ozono, pistole sanificanti, pistole per la febbre, registri …..
Un’impresa costosa ed impegnativa che è diventata un incubo poco prima del matrimonio di Violante, quando lo chef ed il maitre del ristorante ci hanno lasciato quasi all’improvviso.
Mi è venuto persino l’herpes per lo stress.
Quasi subito abbiamo trovato Doriana Marchi per la cucina e nella sala del ristorante la squadra si è riformata intorno ad Alfio Bari. Ma io non riuscivo neanche a dormire.

 

ISPEZIONI DURANTE IL LOCKDOWN E PAURE FORSE ESAGERATE

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-apertura-delle-piscine

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Per mesi il lavoro è andato avanti solo nelle vigne e a turno in cantina. Abbiamo lasciato imballata la nuova imbottigliatrice perché il collaudo lo dovevano fare tecnici di Bergamo e non abbiamo fatto lo spumante perché il camion per l’imbottigliamento arrivava da Brescia. Insomma più che prudenti eravamo fifoni.
Durante il lockdown abbiamo avuto 3 ispezioni in una sola settimana. Poi più niente neanche quando abbiamo riaperto al turismo.

 

IL VINO TIENE MA IL TURISMO AFFONDA

La riapertura è avvenuta in un clima di scoraggiamento e paura. Sapevamo di rischiare il contagio e di andare incontro ad un disastro economico senza precedenti: una perdita di fatturato dell’80% con gli stessi costi fissi e un bel carico di mano d’opera.

Per fortuna le vendite del vino, sorprendentemente, tenevano. Forse, grazie ad uno strepitoso Brunello 2015 e a una Violante scatenata che è riuscita persino a trovare 4 nuovi importatori durante il lockdown, a fine anno il calo del business dovrebbe arrestarsi intorno al 25%. E’ tantissimo, ma in confronto al turismo sembra poco.
Ma torniamo al turismo. Abbiamo avuto quasi solo clientela italiana mentre la Fattoria del Colle è pensata per clientela estera. Cosa complicata di per sé ma aggravata da una circostanza imprevista: per molti turisti essere in vacanza significava cancellare il coronavirus come se il 2020 fosse un anno normale.

 

Weekend del tartufo bianco in Toscana

Vi aspettiamo alla Fattoria del Colle per cercare, cucinare e gustare il tartufo bianco delle Crete Senesi nel weekend di Ognissanti

 

Tartufo-bianco-delle-crete-senesi-weekend-per-cercarlo e-assaggiarlo

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Da venerdì 30 ottobre a domenica I° novembre, tre giorni (due notti) nel periodo del foliage, dei tartufi bianchi e dell’olio nuovo nella Toscana del Brunello e dei grandi vini rossi. Vivere nella Fattoria del Colle (clicca per il programma e la prenotazione) in mezzo ai vigneti, cenare con antiche pietanze locali, andare con i cani e i tartufai a cercare le preziose trifole e poi imparare a cucinarle. E ancora visitare vigneti e (parzialmente) le cantine, degustare i grandi rossi e finalmente cenare con un tartufo profumatissimo e forse persino afrodisiaco.

 

PROPOSTA WEEK END DEL TARTUFO BIANCO ALLA FATTORIA DEL COLLE

  • 2 notti in camera doppia con bagno alla Fattoria del Colle
    ricerca tartufi-bianchi-alla-Fattoria-del-Colle

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  • 2 colazione a base di salumi, formaggi e dolci tipici caffè, latte succhi e yogurt
  • La ricerca del tartufo con il tartufaio e i suoi cani
  • Piccola lezione di cucina al tartufo con la chef della Fattoria del Colle Doriana Marchi
  • Visita guidata dei vigneti e parzialmente della cantina del Brunello Casato Prime Donne con piccolo assaggio
  • Visita guidata della Fattoria del Colle con degustazione itinerante di tre vini

 

LA BELLEZZA DELL’AUTUNNO NELLA CAMPAGNA TOSCANA

L’autunno è il momento del foliage, cioè quello in cui i vigneti e i boschi cambiano di colore trasformando la Valdorcia e le Crete Senesi in uno scenario da fiaba. E’ forse il periodo in cui la campagna è più bella. Ideale per fare trekking e safari fotografici rigenerando corpo e mente.

Anche i piaceri della tavola sono al massimo in autunno perché le lunghe serate permettono di godere lentamente dei piaceri golosi. La Fattoria del Colle è infatti nell’area di produzione del tartufo bianco delle Crete Senesi e di un olio extravergine fra i migliori della Toscana. Ultimo ma più importante il grande vino rosso: il Brunello proveniente dalla cantina Casato Prime Donne a Montalcino della stessa proprietà, il Chianti Superiore e la Doc Orcia prodotto dai vigneti tutti intorno.

 

Fattoria del Colle vince il premio Food & Travel 2020

We are the winner!!!! La Fattoria del Colle in Toscana è l’agriturismo dell’anno 2020 di Food and Travel Award, il 2 ottobre al San Barbato Resort Spa&Golf

 

Food-and-Travel-Award-2020-alla-Fattoria-del-Colle-con-Violante-a-ricevere-il-premio

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Un grande riconoscimento che arriva alla Fattoria del Colle da Food and Travel, testata internazionale capace di orientare il turismo più esigente e fargli scoprire le eccellenze enogastronomiche in tutto il mondo.

 

FATTORIA DEL COLLE UN PREMIO ALLA TOSCANA PIU’ AUTENTICA

L’Award 2020 come miglior agriturismo italiano premia le scelte di Donatella Cinelli Colombini in favore della riproposta “filologica” della civiltà rurale. Una scelta che si traduce in appartamenti arredati con mobili di piccolo antiquariato, ricette tradizionali eseguite a mano nel ristorante, verdure dell’orto … fino alle visite guidate che insegnano la storia toscana oppure il trekking per imparare i segreti delle vigne. La Fattoria del Colle ha un’anima e un’autenticità molto forti, frutto di scelte coraggiose e decisamente contro corrente. Questo distingue l’agriturismo premiato da Food and Travel dai resort, dove gli interventi di restauro hanno omologato i caratteri originari.

Food-and-Travel-Award-2020-alla-Fattoria-del-Colle-con-Violante-e-Enrico-a-ricevere-il-premio

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Donatella Cinelli Colombini, ex storica d’arte e oggi produttrice di vino di successo, ha tenacemente voluto trasformare la Fattoria del Colle in una wine destination capace di far vivere esperienze emozionanti e autentiche, trasmettendo ai visitatori il vero spirito della campagna toscana. Questo premio ci dice che ci è riuscita.

 

 

Vitello tonnato dal Piemonte in Toscana

Voglia di cucinare e scarso talento, due elementi diffusi in tante case e soprattutto da me. Per questo vi propongo ricette facili e storiche come il vitello tonnato

Di Donatella Cinelli Colombini

Nella mia infanzia, a casa mia, il vitello tonnato arrivava spesso in tavola: in inverno con la ricetta originaria e la salsa fatta con il brodo della carne, in estate nella versione con la maionese più fresca ma meno saporita.
Quando alla maionese fatta in casa con l’olio extravergine fu sostituita quella industriale in barattoli, nessuno di noi ha più chiesto il vitello tonnato. Aveva un altro sapore. Per questo vi invito a evitare le scorciatoie e eseguire la ricetta nel modo corretto. La cucina è fatta di gusto, passione e tradizione. Senza questi tre ingredienti non è niente.

Vitello-tonnato-Fattoria-del-Colle-Toscana

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Non si tratta di una ricetta toscana ed è infatti quasi sconosciuta alle anziane massaie. E’ arrivata da noi una quarantina

d’anni fa quando, anche in campagna, fra i più giovani, si diffusero gli aspic e i cocktail di gamberetti.

INGREDIENTI DEL VITELLO TONNATO

Girello di bue 1 kg, una costola di sedano, una carota, una cipolla e uno spicchio d’aglio. 250 g di vino bianco, 3 chiodi di garofano, un pizzico di grani di pepe nero, 3 cucchiai da minestra di olio extravergine (nel caso venga fatta la maionese l’olio diventa molto più abbondante), sale. PER LA SALSA 2 uova, 150 g di tonno sottolio, 3 filettini di acciughe sott’olio, mezzo limone, un manciatino di capperi sotto sale e qualche cetriolino sottaceto.

FRANCO PALLINI IL SANGIOVESE LOVER

Franco Pallini e le differenze fra il Sangiovese di Montalcino più sensuale ed esuberante con quello del Chianti Classico più muscolari e aristocratici

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

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La masterclass di Franco Pallini per la Vendemmia Experience  (la prossima nel weekend del 9-11 ottobre con Leonardo Taddei) organizzata da Donatella Cinelli Colombini alla Fattoria del Colle si è incentrata sulla differenza fra il Sangiovese di Montalcino e del Chianti Classico. Franco ha rivelato un amore sviscerato per questo vitigno soprattutto nelle sue espressioni più difficili.

 

FRANCO PALLINI E L’EVOLUZIONE DEL SANGIOVESE

Il Sangiovese si adatta più o meno a tutti i luoghi ma arriva all’eccellenza solo in determinati terroir esattamente come il Nebbiolo. Per questo, pur avendo origini meridionali ha in Toscana la sua terra di elezione, questo perché ogni vitigno esprime il meglio di sé in situazioni “al limite”. Un elemento che potrebbe spingere ancora più a Nord la terra promessa del Sangiovese se avvenisse un ulteriore innalzamento delle temperature.
Attualmente siamo in un momento di passaggio e di evoluzione: dall’americanizzazione di trent’anni fa, che aveva spinto i produttori verso vini costruiti e opulenti, più adatti ai concorsi che al pubblico, stiamo tornando alle origini con vini più adatti alla tavola, gradevoli, diversificati, con forte impronta di territorio.

 

LA FEMMINILITA’ E MASCOLINITA’ DEL SANGIOVESE SECONDO FRANCO PALLINI

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

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Il Sangiovese ha aspetti femminili e maschili e ama i contrasti come, ad esempio, l’escursione termica fra la notte al giorno. E’ donna nella vite, la cui parte legnosa è morbida e si “taglia bene”, nel legame con la terra dove cresce, nella fertilità che tende ad essere troppa.
Il Sangiovese è maschio nel vino. Si apprezza con pazienza. All’inizio è scontroso e assomiglia a un atleta scattante, alto, dotato di grandissima tecnica. E’ spigoloso, non è un vino piacione.

 

DIFFERENZE FRA IL SANGIOVESE DEL CHIANTI CLASSICO E DEL BRUNELLO

Montalcino e il Chianti Classico, questi sono i terreni magici del Sangiovese dove il vino raggiunge finezze speciali.
Franco Pallini confessa di amare di più il secondo perché più ricco di differenziazioni grazie alla vastità della zona di produzione. Franco apprezza la muscolarità del Sangiovese chiantigiano trainata da una buona struttura acida e tannini particolarmente fini. <<Quelli che prediligo non mostrano colori fitti e hanno facilmente qualcosa di meno nel peso e nel calore ma qualcosa in più sul piano della freschezza>>. A Montalcino la zona di produzione è più piccola, più meridionale e più vicina al mare. Un terroir caratterizzato da maggiore luminosità e ventilazione, temperature più alte e vendemmie più precoci. Caratteristiche che danno origine a vini più aperti, più “concessivi” e persino esuberanti di quelli chiantigiani. Per questo a Montalcino il Sangiovese <<basta a sé stesso>>. Solo li <<riesce a farsi così compiuto, senza troppi spigoli e senza zone d’ombra>>.

Romanelli e la sua masterclass sul vino in Toscana

Prima delle 3 masterclass della Vendemmia Experience proposte da Donatella Cinelli Colombini ai wine lovers desiderosi di veder nascere i grandi vini toscani

 

Leonardo-Romanelli-asterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

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Sono iniziate con Leonardo Romanelli e una super super super lezione. Il progetto continuerà alla Fattoria del Colle nei week end 25-27 settembre con Franco Pallini e in quello 9-11 ottobre con Leonardo Taddei.
Unire esperienze pratiche della vendemmia, visite in vigna ed in cantina a degustazioni guidate con una straordinaria lezione tenuta da un grandissimo esperto, si sta rivelando una formula vincente e capace di appassionare e arricchire di conoscenze i turisti appassionati e persino i membri dello staff di Donatella Cinelli Colombini che si sono aggiunti agli ascoltatori.
Qualche chicca dalla lezione di Leonardo Romanelli durata quasi due ore davanti ad un pubblico letteralmente ipnotizzato ed entusiasta. Riporto le opinioni e quello che suscita la riflessione omettendo la didattica pura che, i più volenterosi, possono trovare nei siti internet.

 

ROMANELLI E IL RUOLO DEL CRITICO ENOLOGICO

Leonardo-Romanelli-asterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

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Leonardo Romanelli comincia parlando del suo lavoro <<già la parola critico è brutta, fa pensare ad un giudice, a uno che punisce>>. Meglio ispirarsi al modello dei critici d’arte come Achille Bonito Oliva con la transavanguardia e l’anticipazione delle nuove tendenze.
L’importanza dell’emozione nell’assaggio è sottostimata e questo è un male. Gli assaggiatori stanno interpretando il loro lavoro in un senso quasi maniacale che li allontana dalla gente. Caricano dettagli tecnici, sensazioni organolettiche sempre più sofisticate che il pubblico, spesso, neanche capisce. <<Ieri durante la degustazione di un vino del 1930 c’era chi si concentrava sull’analisi sensoriale, al palato, parlando di sensazioni acide …. Invece la cosa importante era vivere e trasmettere l’emozione di bere il frutto di una vendemmia avvenuta quasi un secolo fa. Senza dare valore all’emozione di questa esperienza, la gente a cui la raccontiamo, non capisce il suo vero significato>>.

 

Sugo bugiardo dei contadini poveri

Il proverbio dice <<il bisogno aguzza l’ingegno>> e anche <<contadino scarpe grosse e cervello fino>>, il sugo bugiardo nato nelle campagne povere li dimostra

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Il sugo bugiardo o finto era quello delle famiglie contadine toscane più povere che non potevano comprare la carne da mettere nel condimento della pasta e avevano escogitato una ricetta che sembrava avere il sapore del sugo tradizionale ma, in realtà, era fatta con maiale e verdure.

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Fino a cinquant’anni fa i lavori agricoli estivi più pesanti, come la mietitura e la trebbiatura, comportavano lo “scambio d’opera” fa le famiglie contadina toscane. In altre parole ciascuna andava ad aiutare i parenti o i vicini con uno o due persone e poi riceveva lo stesso supporto. Naturalmente bisognava dare da mangiare a un numeroso gruppo di lavoratori affamati e questo comportava due o tre pranzi con antipasti, minestra in brodo, pastasciutta, carne in umico, carne arrosto e dolce.

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Non tutti potevano permettersi di comprare carne di bue e per questo l’orto diventava decisivo. Il sugo povero nasce da questa esigenza. E’ un sugo buonissimo che sembra un ragù ma non lo è perché contiene sono del rigatino salato e in certi casi è totalmente vegetariano.

 

INGREDIENTI DEL SUGO BUGIARDO

1 cipolla, una carota, una costa di sedano, olio extarvergine, 200 g di rigatino di maiale salato, 600 g di pomodori maturi, 200 g di fagioli bianchi, mezzo bicchiere di vino bianco, sale e pepe, salvia, aglio, peperoncino e pecorino stagionato.

 

Lago Trasimeno nell’Umbria sacra e golosa

Trekking, paesaggi, animali selvatici, sole, grandi spazi, cibi con il sapore dell’antica Roma, il lago Trasimeno ti regala una serenità millenaria

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

E’ il lago più grande dell’Italia centrale e il quarto per superficie ma ha una profondità minima con un massimo di 6 metri. Un luogo di incantevole quiete circondato da dolci colline. Non ha un vero fiume come affluente e neanche come emissario. Il Lago Trasimeno è insomma una gigante “vasca da bagno” di 128 km2 circondato dal paesaggio umbro che sembra appena uscito dal medioevo. Dista mezz’ora di auto dalla Fattoria del Colle.

Il fatto storico più rilevante fu la battaglia del 217 a.C. quando Annibale dette una solenne batosta all’esercito romano. Prima del covid, in estate, venivano organizzate rievocazioni dello scontro dove i turisti potevano impersonare i cartaginesi oppure i legionari del Console Gaio Flaminio.  Conto di andarci in futuro, l’idea di andare dietro all’elefante vestita da cartaginese è troppo forte!

 

torciglione-umbro-Lago-Trasimeno-dolce-tipico

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COSA FARE AL LAGO TRASIMENO

Festival Trasimeno Blues a fine luglio.

Coloriamo i Cieli festival degli aquiloni di aprile.

Escursione in battello all’Isola Maggiore e passeggiata nei sentieri circondati da oliveti e macchia mediterranea. Nell’isola Polvese oasi naturalistica piena di animali selvatici.

Visita del Museo della Pesca a San Feliciano, pittoresco borgo di pescatori, dove i bambini faranno l’esperienza di essere “pescati” con la rete.

Visita del Castello dei Cavalieri di Malta a Magione (su prenotazione).

Castello del Leone nel parco regionale del Trasimeno.

Palazzo Ducale con affreschi del Pomarancio e Rocca del Leone a Castiglione del Lago.

 

I protagonisti della Vendemmia experience

Romanelli, Taddei e Pallini speaker di eccezione della Vendemmia Experience 2020 raccontano la Toscana del Vino alla fattoria del Colle

 

Leonardo Romanelli-parlerà-di-vino-in-Toscana-e-sangiovese-in-uno-dei-week-end-della-vendemmia-alla-Fattoria-del-Colle

Leonardo Romanelli-parlerà-di-vino-in-Toscana-e-sangiovese-in-uno-dei-week-end-della-vendemmia-alla-Fattoria-del-Colle

Per la prima volta Donatella Cinelli Colombini cede il microfono e lascia raccontare storie e leggende del vino in Toscana a tre super esperti: Leonardo Romanelli, Leonardo Taddei e Franco Pallini. Avviene durante i week end dedicati alla vendemmia in programma alla Fattoria del Colle 18-20, 25-27 settembre 2-4 e 9-11 ottobre. I partecipanti vivranno esperienze di raccolta e assaggio dell’uva, vedranno la vinificazione e degusteranno il vino in tutte le sue fasi dal mosto alla maturazione in botte fino alle grandi riserve cimentandosi persino nell’impresa di essere “enologi per un giorno”. Nella cantina del Brunello di Montalcino, Casato Prime Donne, e in quella del Chianti e dell’Orcia, Fattoria del Colle, i wine lovers saranno coinvolti in visite, assaggi e pranzi degustazione in modo divertente ma con un ritmo serrato. Il clou del programma sarà l’incontro con alcuni dei maggiori esperti del vino toscano. Personaggi capaci di raccontare l’anima appassionata dei territori e i gossip vignaioli. Un mix di storie e leggende, conoscenze e emozioni riservato al piccolo gruppo dei partecipanti che avranno la possibilità di dialogare e domandare.
Vi presento i tre super docenti Leonardo Romanelli, Leonardo Taddei e Franco Pallini.

 

LEONARDO ROMANELLI

Nasce a Firenze <<oltre mezzo secolo fa>> ed inizia come cuoco per poi diventare docente in Istituti alberghieri, attività che continua tutt’ora affiancata dell’insegnamento universitario di comunicazione nei corsi per gli operatori del settore enogastronomico.

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Diventa Sommelier AIS e poi assaggiatore per la Guida dei Vini del Gambero Rosso. Contemporaneamente coltiva la sua passione per l’arte fino a fondare, nel 1995 Arte e Fede -Arc Italia, associazione di guide operanti nelle maggiori cattedrali europee.
Leonardo Romanelli ha pubblicato 22 libri di gastronomia e cultura del cibo e del vino ma è anche un personaggio televisivo come ospite fisso di Chef per un giorno su LA7, Sabato e Domenica e… la Tv che fa bene alla salute su RAI 1 e GEO su RAI 3. Commediografo teatrale, attore, curatore di premi, rassegne, mostre, fondatore della rivista Golagioconda … ha sviluppato la sua attività contaminando il cibo e il vino con espressioni artistiche diverse e con ambiti culturali diversi ma sempre con leggerezza e uno spirito quasi giocoso. Leonardo è dunque il più eclettico e sperimentalista dei grandi comunicatori dell’enogastronomia.

 

LEONARDO TADDEI

Per il suo compleanno è andato a donare il sangue all’Ospedale di San Luca a Lucca. Questo è Leonardo Taddei, un uomo di grandi valori oltre che un grande sommelier delegato AIS per Lucca e responsabile della didattica e della guida Vitae per tutta la Toscana attività, quest’ultima, che lo costringe o meglio, gli offre l’opportunità di assaggiare, ogni anno, tutte le migliori bottiglie prodotte in regione.

Uova ripiene alla toscana

Le uova ripiene sono l’antipasto più tradizionale della campagna toscana insieme a salumi, cacio pecorino, carciofi sott’olio e panzanella

 

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Uova ripiene alla Toscana – ingredienti – Fattoria del Colle

di Donatella Cinelli Colombini

Nell’infanzia le uova ripiene erano una delle mie passioni così come adoravo le merende con pane e acciughe sotto pesto. Trovavo invece salato e poco invitante il baccalà al pomodoro.
Fino a cinquant’anni fa il pesce fresco era rarissimo in campagna. A Montalcino arrivava un pescivendolo una volta la settimana, il venerdì e aveva il suo banco dentro il mercato che, a quell’epoca, si svolgeva nel centro del paese. Il pesce stava dentro una specie di grotticina ricavata sfruttando il dislivello del terreno sotto piazza “padella”. In casa mia avevano dei dubbi sulla freschezza di quel pesce che quindi non veniva comprato. Ma arrivavano in tavola tutti i pesci conservati: baccalà, acciughe e tonno.
Non sempre, ma spesso, mia nonna faceva cucinare “di magro” il venerdì anche se aveva dei dubbi sul precetto cattolico della penitenza trasformata in abbuffata di pesce, per cui proponeva il pesce come norma alimentare anticipando le conoscenze scientifiche che hanno ridotto la carne nella dieta.

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Uova ripiene alla Toscana – Fattoria del Colle

 

INGREDIENTI DELLE UOVA RIPIENE PER 4 PERSONE

6 Uova (2 per la maionese), 120 g di olio extravergine, mezzo limone, 100 g di tonno all’olio, 4 acciughe, burro, capperi, aceto, sale e pepe.

 

San Quirico il salotto della Valdorcia

Le 10 cose da vedere, fare, assaggiare e comprare a San Quirico d’Orcia, la piccola città d’arte più glamour, più fotografata e raffinata della Toscana

 

San Quirico d'Orcia

San Quirico d’Orcia

Di Donatella Cinelli Colombini

San Quirico d’Orcia è una delle più belle piccole città d’arte d’Italia (30 km dalla Fattoria del Colle). Sembra un salotto all’aperto per la bellezza dei monumenti e la storia millenaria  che si mescolano con un turismo glamour di vip internazionali intenzionati ad avere una casa qui: l’ultima è Jennifer Lopez che ha cercato un casale per le sue vacanze.
L’abitato è sorto prima dell’anno Mille lungo la Via Francigena – da Canterbury a Roma – quando questo percorso sostituì la via romana Cassia diventata impraticabile per l’impaludamento della Valdichiana. Il passaggio di sovrani come Federico Barbarossa, pellegrini, mercanti e interi eserciti, fece la fortuna delle località poste ogni 20 km lungo la strada. Era questa infatti la distanza per la sosta di chi andava a piedi oppure doveva cambiare i cavalli.

 

COSA VEDERE

Collegiata di San Quirico d'Orcia

Collegiata di San Quirico d’Orcia

1) PALAZZO CHIGI edificato nel Seicento dalla famiglia dei banchieri senesi-romani, per ospitare il loro congiunto Papa Alessandro VII che non realtà non ci andò mai. All’interno sale affrescate con soggetti mitologici. Attenzione ad avventurarvi nelle sale dipinte, potreste entrare nella stanza del sindaco.
2) HORTI LEONINI splendido esempio di giardino all’italiana realizzato da Diomede Leoni alla fine del Cinquecento.
3) COLLEGIATA DEI SANTI QUIRICO E GIULITTA costruita su una pieve dell’ VIII secolo. Magnifici portali della fine del Duecento. All’interno le tarsie di Antonio Barilli provenienti dal Duomi di Siena. La pala di Sano Di Pietro e la tomba di Enrico di Nassau morto qui nel 1451.
4) VIA FRANCIGENA che percorre tutto l’abitato con il nome di Via Dante. Notare le case torri e i palazzi sui due lati del percorso. Quasi in fondo, in direzione sud, a sinistra c’è lo “Spedale” costruito dall’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena per ospitare i pellegrini.
5) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA risalente all’XI secolo in stile romanico.

 

Con il Club, in Toscana per la vendemmia “experience”

Una proposta speciale per i Membri del Club di Donatella in occasione della vendemmia 2020 di Brunello, Chianti, Orcia

 

Vendemmia-experience-alla-Fattoria-del-Colle-Toscana

Vendemmia Experience alla Fattoria del Colle – Toscana

In Toscana, alla Fattoria del Colle, nei due ultimi week-end di settembre e nei primi due di ottobre per vedere nascere i grandi rossi ma anche per capire la storia del vino in Toscana e le specificità del Sangiovese con l’aiuto di tre grandissimi wine expert: Leonardo Romanelli, Leonardo Taddei e Franco Pallini.
Saranno loro a condurre i seminari di approfondimento riservati ai partecipanti a cui si unisce un intenso programma di esperienze nella vigna – toccando i grappoli e imparando ad assaggiarli – e in cantina vedendo le fasi della vinificazione e degustando mosti, vini e riserve. I partecipanti prepareranno il proprio Supertuscan diventando “enologi per un giorno” ed infine riceveranno un attestato.

Partecipare alla Vendemmia Experience 2020 è un modo per conoscere nuovi amici wine lovers ed entrare nella storia delle cantine di Donatella Cinelli Colombini, condividere con lei l’impegno nell’eccellenza qualitativa che hanno portato i vini del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle a grandi successi internazionali.

Un’esperienza emozionante e straordinaria da vivere serenamente nei grandi spazi della campagna e nell’ambiente salubre di vigneti BIO.

 

Vendemmia-experience-alla-Fattoria-del-Colle-Toscana

Vendemmia experience alla Fattoria del Colle – Toscana

OFFERTA RISERVATA AI MEMBRI DEL CLUB DI DONATELLA

€ 228 a persona

 

PER CHI NON E’ ANCORA MEMBRO DEL CLUB DI DONATELLA

€ 268 a persona

 

PER PRENOTARE

Inviare una mail a: info@cinellicolombini.it oppure telefonare al numero: +39 0577 662108

 

                                                                       

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