Vivi e rivivi l’esperienza in Fattoria

San Clemente la casa dei sogni

Fattoria del Colle - San Clemente - salotto

Fattoria del Colle - San Clemente - salotto

Paola e Paolo, i “creativi” della Fattoria del Colle trasformano il podere San Clemente in un nido romantico, confortevole, giovane ma col sapore della “nonna toscana”

San Clemente è in cima alla collina della Fattoria del Colle poco sopra le piscine e il campo da tennis. Tutto intorno ci sono vigneti di Sangiovese  e oliveti, più lontano le dolci colline della Val d’Orcia e delle Crete Senesi fino a Montalcino e Siena.  Un silenzio quasi assordante e l’impressione di trovarsi dentro un film sulla Toscana tanto è bello il panorama.

Il podere in pietra e mattoni, all’esterno,  è rimasto intatto come all’epoca contadina. Da un cortile con sedie e tavoli, è possibile salire una scala che conduce a due appartamenti: Sanchimento e San Clemente. Lo stesso Santo col suo nome vero e  la sua storpiatura medioevale. 

Il Dolce della pastorella senese è alla fattoria del Colle

La pasticcera della Fattoria del Colle Patrizia Cenni ha creato un nuovo buonissimo dolce e vi aspetta per farvelo assaggiareSu un disco di pastafrolla è stato steso un impasto di crema e ricorra con scorza di arancia. Sopra Patrizia ha sbriciolato dei[caption id="attachment_6615" align="alignright" width="225" caption="FattoriaDelColle-Osteria-PatriziaCenni"][/caption]ricciarelli appena fatti da lei. L’effetto visivo è simile a una mimosa ma il gusto è strettamente senese dato che tutti gli ingredienti e soprattutto la ricetta dei ricciarelli, sono del nostro territorio.All’anteprima del dolce erano presenti i docenti e gli studenti dell’ American Univeristy of Rome che hanno assaggiato la torta e poi hanno...

Per la dichiarazione d’amore usa la pigna

Il tirso cioè¨ la pigna, simbolo della divinità  greca Dioniso, continua a essere simbolo d’amore, nella  tradizione cattolica della domenica in Albis

Santa Maria a Lamula -Arcidosso

Santa Maria a Lamula -Arcidosso

La domenica dopo Pasqua – in Albis – era il giorno in cui i battezzati deponevano le vesti bianche usate per la cerimonia di Pasqua e  in cui gli innamorati chiedevano in sposa le fanciulle davanti alla Chiesa e con il consenso delle famiglie. Oggi questa tradizione sopravvive alla Pieve di Santa Maria a Lamula nel comune di Arcidosso, sulle pendici del Monte Amiata, a 35 km da Montalcino e a 50 dalla Fattoria del Colle di Trequanda. Una buona occasione per vivere una consuetudine antica con qualche piacevolezza enoica.

Vediamo dunque come fare. Ovviamente bisogna recarsi al santuario Mariano di Lamula che si trova in un castagneto secolare poco distante da Arcidosso, domenica le tre del pomeriggio. Intorno alla severa costruzione della chiesa, in grigia pietra locale, con tetto a capanna e archetti decorativi, troverete bancarelle con dolciumi e lunghi bastoni con una pigna in cima. Se avete intenzione di dichiarare il vostro amore procuratevene uno, se invece il flirt è solo all’inizio vi basterà  un rametto verde.

Un 25 Aprile 2012 alla Fattoria del Colle dedicato al carciofo di Chiusure

Sagra del Carciofo di Chiusure

Sagra del Carciofo di Chiusure

Un giorno di vacanza immergersi nelle Crete Senesi e nei suoi sapori, partendo dalla Fattoria del Colle a Trequanda che, in occasione della Sagra del Carciofo di Chiusure, dedica un menù speciale al delizioso carduccio delle nostre terre. Un punto di partenza per conoscere queste terre ricche di storia, di paesaggi e prodotti unici, proprio come questo carciofo. Avrete modo apprezzare i vini da noi prodotti, come il Brunello di Montalcino DOCG del Casato Prime Donne e il Cenerentola Orcia DOC della Fattoria del Colle. Il 25 aprile, dalle ore 11.00 in poi, nel borgo medievale di Chiusure, che si erge su un colle sopra l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, inizia la sagra con stand gastronomici dedicati al carciofo e ad altro ancora, ed intrattenimento musicale con la banda di Asciano.

Il Barrino di Montisi ed è subito festa e che festa!

Montisi, solo 400 abitanti, ma sembra il centro della Toscana. Il suo cuore è il Barrino dove broker  londinesi miliardari e contadini prendono il caffè insieme

Montisi -il Barrino l'ombelico du mondo

Montisi -il Barrino l'ombelico du mondo

Il successo del barrino deriva dal fatto che è un posto vero, dove la gente fa amicizia unicamente per il piacere di stare insieme. Dove non sei mai solo, dove ti vesti come ti pare e trovi sempre qualche pettegolezzo divertente.  Ne scaturisce un miscuglio di lingue, abitudini e stili di vita che è la vera chiave del suo fascino.

Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire. Siamo a 10 km dalla Fattoria del Colle nel Sud Est della Toscana, in una zona dove il turismo di massa non esiste.

Montisi deriva il suo nome alla dea Iside (Montisi –monte d’Iside)alla quale gli etruschi avevano dedicato un tempio proprio in quel luogo. Infatti a Montisi c’è anche una necropoli etrusca. Il paese attuale sorse intorno al 1100 come un castello della famiglia Cacciaconti che nel 1295 lo donarono all’Ospedale del Santa Maria della Scala di Siena.  Il nucleo fortificato più antico è nella parte alta dell’abitato ed ha tutt’ora una forma circolare, la Grancia – cioè il granaio fortificato – fu invece costruita dall’Ospedale nel Trecento.  

Ricordi della Pasqua 2012

Una Pasqua 2012 tranquilla fra Montalcino e Trequanda [caption id="attachment_7225" align="alignleft" width="300" caption="Zuppa pasqualina di Montalcino"][/caption]Di questa festa ricorderò la cena della vigilia da Alfredo e Helle Tesio con un sorbetto di mandarino stratosferico, la bella predica di Don[caption id="attachment_7226" align="alignright" width="150" caption="Trequanda Chiesa dei Santi Pietro e Andrea"][/caption]Urbano nell'affollatissima chiesa di Trequanda e la zuppa pasqualina gustata a casa di mia madre a Montalcino. Soprattutto la preoccupazione per la gelata di Pasquetta prevista dai metereologi e poi non avvenuta.Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini[caption id="attachment_7227" align="aligncenter" width="300" caption="Schiacciata di Pasqua senese"][/caption]...

Vi auguro buona Pasqua

Spero che la Resurrezione porti nei vostri cuori amore, speranza e bontà.

Vi racconto le tradizioni di Pasqua della Fattoria del Colle di Trequanda

Fattoria del Colle - l'albero delle uova di Pasqua

Fattoria del Colle - l'albero delle uova di Pasqua

Il sabato Santo la nostra campagna è percorsa dal l’”Eco Trail di Pasqua” organizzato dal Comune e dalla Pro loco di San Giovanni d’Asso. La corsa passa davanti alla nostra Cappella ed è lunga 22 km.  Ieri i  corridori sono arrivati coperti di fango e senza fiato per aver percorso sterrati e sentieri boschivi  pieni di salite e discese. A Pasquetta la corsa viene replicata su un circuito legato al tartufo e lungo 19 km con partenza e arrivo da San Giovanni d’Asso.

Altra tradizione sono le schiacciate di Pasqua: salate in Val di Chiana, dove sono arricchite da rigatino e formaggio, dolci a Montalcino e a Siena con un delizioso profumo di anice. A dispetto del nome, le schiacciate di Pasqua sono molto alte. L’esterno è color cioccolato mentre la pasta è giallo oro. Qui a Trequanda la schiacciata serve a rompere la “vigilia” cioè viene servita a colazione o all’inizio del pasto ed è il primo cibo a base di carne dopo l’astinenza dei giorni precedenti.

Sembra un moderno geppetto ma è un maestro del legno

Giorgio Romani: falegname per mestiere, artista per vocazione. Le sue creazioni in legno sono a Siena nella boutique dell’artigianato d’arte: Toscana Lovers

Siena- Toscana Lovers - creazioni in legno di Giorgio Romani

Siena- Toscana Lovers - creazioni in legno di Giorgio Romani

Il legno d’olivo racconta la storia centenaria della pianta da cui è ricavato. Annate calde, periodi freddi, fulmini, potature … un rincorrersi di lee curve che assomiglia a un ritmo musicale che l’artista asseconda, tornisce, scava fino a trovare un’armonia perfetta.  Ecco come nascono le creazioni di Giorgio Romani  giovane Geppetto moderno arrivato sulle colline Toscane dall’Abruzzo per creare col legno. Forme pure, essenziali le sue,  curate nei minimi particolari. Forme che nascondono la maestria e  direi quasi il virtuosismo,  dietro un’apparente semplicità. Ecco che la ciotola è talmente sottile da lasciar passare la luce, mentre il bordo della zuppiera è scalpellato a mano con un effetto piacevole al tatto ….

Poi ci sono le sculture vere e proprie dove Giorgio gioca col tronco d’albero, lo scava come un uccello che vuole fare il nido e alla fine ritrova un’armonia perduta fra l’uomo e la natura. Ma questa è un’altra storia destinata alle gallerie d’arte contemporanea.

Da “E’ primavera svegliatevi bambine” a “Maledetta primavera”

Le canzoni descrivono il clima? Forse si, circa la primavera danno un’idea del cambiamento avvenuto in un secolo. Ora alla Fattoria del Colle è troppo caldo

Cortile della Vecchia officina

Cortile della Vecchia officina

Maledetta primavera! Questa frase fotografia di un clima impazzito con temperature che nel mese di febbraio sono passate da -10 a + 15.

Un tempo andava di moda un’altra canzone E’ primavera, svegliatevi bambine … anche qui la fotografia è precisa ma raffigura un momento gioioso con il sole e il caldo che svegliano la natura e gli uomini. Non trasmette ansia, turbamento, disagio. Le frasi di queste due canzoni, pur in estrema sintesi, sono quindi emblematiche del passaggio da una situazione in armonia a una situazione di crisi e in effetti c’è di che preoccuparsi. Negli ultimi mesi abbiamo visto un clima “esagerato”. I temporali che diventano cascate d’acque capaci di travolgere interi paesi, le nevicate in collina non hanno precedenti nella storia ( nella strada della fattoria del Colle era alta un metro e mezzo), il settembre scorso è stato il più caldo in 200 anni…. E ora una primavera troppo calda e troppo anticipata che spinge le piante a germogliare esponendole alle gelate primaverili.

Ma!!!!!! Intanto qui all’agriturismo della Fattoria del Colle piantiamo i fiori nei vasi e cominciamo a togliere i rami rotti dalla neve.

Gli home restyler della Fattoria del Colle a lavoro

Le nuove professioni della campagna:  landscape designer, home restylers, entertainers …. Nomi inglesi per attività che i contadini toscani hanno sempre fatto

Ed eccoli in azione Paolo e Paola gli “home restylers” della Fattoria del Colle. Lui falegname e giardiniere, lei ragioniera, ma

Fattoria del Colle appartamento imbottigliamento- Paola e Paolo

Fattoria del Colle appartamento imbottigliamento- Paola e Paolo

insieme fanno una coppia formidabile. Sono riusciti a riadattare vecchi mobili e dare calore e piacevolezza a due appartamenti per agriturismo: Giardia e Imbottigliamento.

Guardia era la casa del guardiacaccia, è l’appartamento più panoramico della fattoria ma ora è anche il più romantico. Soggiorno, cucina abitabile, una camera matrimoniale, una doppia e un bagno.  La vista sulle Crete senesi e sulla Val d’Orcia sembra un quadro rinascimentale.  L’ambiente è talmente curato che dà l’impressione di entrare nella casa dei nonni dopo l’intervento di un ottimo arredatore.

L’appartamento Imbottigliamento è a piano terra e consente ai turisti di magiare all’aperto nel giradinetto davanti alla porta d’ingresso.  Molti mobili antichi, in qualche caso di pregio, qualche tocco più moderno  e un pavimento diseguale che racconta la storia centenaria dell’edificio dove cinquant’anni fa era stato organizzato l’imbottigliamento del vino.

La scrittrice Romano e il jazzista Mangalavite al Colle

Gabriella Vittoria Romano e il notissimo artista jazz Natalio Mangalavite  alla Fattoria del Colle si raccontano ai soci del Lions Club Montalcino La Fortezza

NatalioMangalavite-GabriellaVittoriaRomano- Fattoria del Colle- Lions Club Montalcino la Fortezza

NatalioMangalavite-GabriellaVittoriaRomano- Fattoria del Colle- Lions Club Montalcino la Fortezza

Una serata diversa, quasi in famiglia, ospiti della presidente del Lions Club Donatella Cinelli Colombini che ha offerto una cena di antiche pietanze contadine senesi

Oltre ai soci del club c’erano il Presidente di circoscrizione Luciano Micheli, il Delegato di zona Giancarlo Batignani, il Presidente del Lions Club di Chiusi Giannetto Marchettini con le consorti e Maria Raffaella Lambardi coordinatore GLT.

Poi, nella cantina storica della Fattoria del Colle, ha avuto luogo il vero clou della serata con la presentazione di “Isole” di Gabriella Vittoria Romano (CDG Kpkomoro pp. 142 € 13) e il concerto di pianoforte di Natalio Mangalavite .

Andiamo per ordine partendo dal libro. Si tratta della prima opera letteraria della Romano in cui racconta quattro storie di donne, in gran parte autobiografiche. Le protagoniste partono da situazioni di sofferenza per giungere alla pace interiore.

8 Marzo 2012 festa della donna nelle cantine delle donne

Le cantine di Donatella Cinelli Colombini sono le prime in Italia con sole donne. Quale luogo migliore per un soggiorno all’insegna della femminilità?[caption id="attachment_6792" align="alignleft" width="150" caption="Appartamento del Granduca, villa padronale, Fattoria del Colle"][/caption]Relax nelle campagne tra Crete Senesi e Val d’Orcia, un centro benessere intimo e accogliente, che richiama le odalische di quadri di Ingres, una cena con vista sul borgo medievale di Trequanda, accompagnata dal Cenerentola Orcia DOC, un vino dal nome fiabesco e femminile, ma che nasconde una donna di gran carattere e determinazione. A conclusione c’è la visita guidata della Fattoria del Colle, con le stanze dove...

La polenta con friccioli, pecorino e acciughe di Montalcino

La polenta o “pulenda” come viene chiamata a Montalcino è un tipico alimento dei mesi freddi e soprattutto dei giorni di neve perchè riscalda e da energia

polenta

polenta

Durante la raccolta delle olive, che alla Fattoria del Colle e in tutta la Toscana è manuale e dura da novembre a gennaio,  la polenta serviva per rinfrancare i coglitori che, nonostante la tramontana, dovevano salire sulle scale e “brucare” cioè cogliere le olive a mano.

Un’altra tradizione riguarda la svinatura nelle cantine del Brunello. Tanti anni fa torchiare la vinaccia alla fine della vinificazione, era un lavoro faticosissimo e gli uomini facevano abbondantissime colazioni.  L’ultimo giorno era consuetudine fare una benfinita con la polenta.

Nelle case contadine la polenta era povera e solo raramente al sugo. La massaia la girava nel paiolo di rame al caldo del camino e poi la versava su una tavola di legno dove  ognuno tagliava la sua fetta con un filo. La polenta avanzata arrivava in tavola per pranzo tostata o fritta.  Ancora oggi nelle botteghe di Montalcino la vendita della farina gialla per la polenta aumenta quando c’è la neve. Chi sa quanto ne hanno venduta questo febbraio che è stato il più nevoso dal 1985!

Sabato alla Fattoria del Colle un grande libro e un grande jazz

 Gabriella Vittoria Romano  parla del suo libro Isole con 4 storie di donne, al piano  Natalio Mangalavite, uno dei più grandi interpreti Jazz, ci aiuta a capirlo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Isole-GabriellaVittoriaRomano

Isole-GabriellaVittoriaRomano

Questa breve nota vuole presentare la serata del 3 marzo alla Fattoria del Colle quando, alle 21 nella sala della cantina storica, Gabriella Vittoria Romano presenterà il suo libro Isole (CDGEdizioni 142 € 13) accompagnata dalla musica del compagno Natalio Mangalavite, grande interprete Jazz che per 20 anni è stato il pianista di Ornella Vanoni.  Saranno presenti i soci del Lions Club Montalcino la Fortezza che faranno, poco prima, la loro conviviale nelle sale della villa del Colle.  Ma parliamo del libro: al suo esordio da scrittrice Gabriella Vittoria Romano rivela un talento strepitoso. Una scrittura fluida, chiara, profonda, sempre capace di sorprendere e far riflettere. Racconti densi di fatti, di personaggi e di significati.

I miei antenati eretici, scomunicati ma celebri: i Socini

Ho due eretici in famiglia: Lelio e Fausto Socini e voglio ricordarli nell’anniversario della morte di Giordano Bruno arso vivo a Roma il 17 febbraio del 1600

 

Campo_de_Fiori-Giordano_Bruno

Campo_de_Fiori-Giordano_Bruno

di Donatella Cinelli Colombini

Ai mei avi andò meglio perché riuscirono a fuggire ma la famiglia perse tutto ciò che aveva. La scomunica e la confisca ridussero all’assoluta povertà quelli rimasti a Siena, per cui furono costretti a caricare su un carro delle pietre da Percenna, presso Buonconvento, luogo originario della stirpe, e con quei sassi costruirono una catapecchia in un vicolo che tutt’ora si chiama Via dei Percennesi.  Persero il Palazzo in città, la villa di Spannocchia e la Fattoria del Colle che, per caso e per fortuna, fu poi ricomprata dal mio bisnonno nel 1919. Dopo oltre trecento anni.

Quando ero Assessore al Comune di Siena ero intimidita dai miei antenati  raffigurati nel soffitto nell’ufficio del sindaco. Ogni volta che c’era una riunione in quella stanza mi perdevo su quei personaggi vestiti di nero che facevano ambascerie per la città. Almeno uno di loro era decisamente bello con lunghi capelli ondulati e lineamenti regolari. 

                                                                       

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