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	<title>etruschi &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Chiusi e gli etruschi prendono sapore</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 08:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>A 40 km dalla Fattoria del Colle Chiusi ci accoglie con la città sotterranea, i resti etruschi e persino i sapori etruschi come il brustico. Il turismo è scoperta</em></p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/turismo/soggiorni-a-tema/"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>Io mi sento etrusca, sono cresciuta in Toscana da antenati toscani e soprattutto ho una parte dei tratti somatici tipici degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Etruschi"><strong>etruschi</strong></a>, come gli occhi a mandorla, i capelli neri e dritti, la pelle molto chiara. Tratti asiatici che forse dipendono dalla provenienza di questo popolo di cui, tuttavia, non sappiamo niente.</p>
<h3>BRUSTICO IL PESCE DI LAGO COTTO AL MODO ETRUSCO</h3>
<p>Sta di fatto che in Toscana, culla della civiltà etrusca, siamo fieri dei nostri predecessori e a<strong> Chiusi</strong> è possibile conoscerli. Dista 40 km dalla <a href="https://www.cinellicolombini.it/turismo/appartamenti/"><strong>Fattoria del Colle</strong></a> e offre la possibilità di assaggiare i sapori etruschi: il “<a href="https://www.taccuinigastrosofici.it/ita/ricette/antica/pesci/Brustico.html"><strong>brustico</strong></a>” pesce di lago fresco cotto sulle canne fino a carbonizzare la pelle e poi servito con olio extravergine e limone, offre un esempio fedele dei sapori gustati dagli Etruschi. Lische a parte è delizioso e costituisce un’esperienza unica.</p>
<h3>CHIUSI SOTTERRANEA E IL LABIRINTO DI PORSENNA</h3>
<p>Ma non fermiamoci ai peccati di gola. Gli Etruschi vanno conosciuti nel profond</p>
<p>o e quando dico profondo intendo sotto terra. Anche se le opere d’arte e le testimonianze archeologiche più importanti sono conservate nel Museo Nazionale, fra i maggiori del mondo, da cui partono anche le visite alle tombe (le più suggestive sono la tomba della Pellegrina, scoperta nel 1928 e la tomba della Scimmia, scoperta nel 1846) l’esperienza più emozionante è nel Labirinto sotterraneo del Museo Civico che contiene l’unica esposizione in Italia interamente dedicata all’epigrafia funeraria etrusca.&#8230;</p>
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		<title>Le origini del vino. La Toscana sempre in prima fila. 2° Parte</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2016 07:19:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><em>Dagli Etruschi a <strong>Wine Spectator</strong>, la Toscana insegna a fare il <strong>vino</strong> e detta le regole della qualità</em></p>
<p>di Sara Mazzeschi</p>
<p>Ieri eravamo rimasti al <em>Risorgimento del vino italiano</em>: Bettino <strong>Ricasoli</strong>, detto il “barone di ferro”, voleva creare un rosso toscano di qualità in grado di inserirsi nel mercato nazionale ed internazionale, per questo nella metà dell’800 scrive un vero e proprio <em>Regolamento agrario </em>imponendo ai suoi fattori e contadini la presenza di tecnici preparati durante tutto il ciclo produttivo e regole rigidissime che dovevano essere scrupolosamente seguite. Ed ecco che viene alla luce la formula del Chianti di Brolio, poi detta del <strong><a href="http://www.chianticlassico.com/" target="_blank">Chianti Classico</a></strong>, arrivata a noi: 7/10 di Sangiovese 2/10 di Canaiolo e 1/10 di Malvasia.  Negli stessi anni – 1865 &#8211; ma su altre colline, Clemente <strong><a href="http://www.biondisanti.com/Ita/Prodotti.php" target="_blank">Biondi-Santi</a></strong> vinifica il sangiovese in purezza vincendo il primo premio all’esposizione vinicola di Montepulciano e ponendo le basi del famoso <strong>Brunello</strong>. Insomma è chiaro che <strong>Firenze</strong> e la <strong>Toscana</strong> tutta erano allora come oggi il centro nevralgico dell’enologia.</p>
<p>La rinascita del vino del XIX secolo non fu dovuta solo ai grandi maestri come Ricasoli ma anche alle cosi dette “<strong>Cattedre ambulanti</strong>”. Nel 1839, in occasione della Prima riunione degli scienziati italiani a Pisa, venne capita la necessità di diffondere le conoscenze in campo agrario e vinicolo soprattutto ai piccoli produttori, da qui la nascita delle famose cattedre che per oltre un secolo e mezzo furono la principale fonte di istruzione nelle campagne. &#8230;</p>
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		<title>Le origini del vino. La Toscana sempre in prima fila. 1° Parte</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2016 07:06:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><em>Dagli Etruschi a <strong>Wine Spectator</strong>, la Toscana insegna a fare il vino e detta le regole della qualità</em></p>
<p>di Sara Mazzeschi</p>
<p>La <strong>storia del vino</strong> si intreccia con quella della civiltà umana fin dagli albori, non a caso Sapere e Sapore, Cultura e Coltura, Vita e Vite hanno la stessa radice etimologica. Alcune leggende, spesso legate al Cristianesimo, vogliono l’uva come frutto proibito al posto dell’anonima mela ed un passo della Genesi racconta di come Noè, passato il Diluvio Universale, avesse piantato una vite e bevuto il succo fino ad ubriacarsi. Bibbia a parte, in <strong>Toscana</strong> e più precisamente vicino ad Arezzo, sono stati ritrovati fossili di Vitis Vinefera di oltre 2 milioni di anni fa.</p>
<p>A testimonianza che il vino di eccellenza proviene sempre dalle stesse zone, a <strong><a href="http://www.consorziovinonobile.it/main.php" target="_blank">Montepulciano</a></strong> esiste un documento del 789 dC che sancisce il lascito di una vigna alla Chiesa e a <strong>Tenuta Capezzana</strong>, nella zona del Carmignano, è conservato un contratto di affitto della fattoria, con vigneti ed ulivi, datato 804 dC.<span id="more-26885"></span></p>
<p>Non si può parlare di vino senza nominare gli egizi, da grandi agricoltori quali erano avevano fatto propria la viticoltura e già nel 2500 aC indicavano con un geroglifico specifico ogni tipologia di vite ma non è tutto, nella tomba di Tutankamon (1339 aC)</p>
<p>sono state trovate anfore contenenti vino invecchiato da anni con sopra riportata la zona di provenienza, l’annata ed il produttore…insomma vere e proprie DOC dell’antichità!  Greci e Romani perfezionarono le tecniche di vinificazione e conservazione ma i veri maestri furono gli <strong>Etruschi</strong>, grandissimi produttori ed esportatori in grado di prendere semi di vite dall’Oriente, acclimatarli nel Mediterraneo e rivenderne il succulento prodotto a tutto il mondo conosciuto.&#8230;</p>
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		<title>Metti in tavola il Medioevo</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 14:05:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: right;">[gplusone]</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La </em><strong><a title="Cinta senese razza suina molto antica e tipica della Toscana meridionale" href="http://www.agraria.org/suini/cintasenese.htm" target="_blank">cinta senese</a></strong><em>, un maiale rustico, abituato a vivere nei boschi cibandosi di ghiande, conosciuto dagli </em><strong><a title="Etruschi antico popolo abitante nell'Italia centrale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_etrusca" target="_blank">Etruschi</a></strong><em><a title="Etruschi antico popolo abitante nell'Italia centrale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_etrusca" target="_blank"> </a>e poi dai Romani, è ora un simbolo della gastronomia </em><strong><a title="Toscana regione dell'Italia centrale celebre per le sue città d'arte e per il suo meraviglioso paesaggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toscana" target="_blank">Toscana</a></strong><em>. Assaporarlo è un&#8217;esperienza culturale, turistica e soprattutto golosa </em></p>
<p>Chi visita il <strong><a title="Palazzo Pubblico di Siena, uno degli edificio gotici più importanti del mondo in cui c'è la sala della pace con gli affreschi di A. Lorenzetti" href="http://www.comune.siena.it/main.asp?id=3887" target="_blank">Palazzo pubblico di Siena</a> </strong>e entra nella “Sala della Pace” ( il nome deriva dall’immagine di donna vestita di bianco scelta dall’Unesco come simbolo mondiale della pace) affrescata da <strong><a title="Ambrogio Lorenzetti artista del Trecento senese autore delle allegorie del Buono e del Cattivo governo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ambrogio_Lorenzetti#Rientro_definitivo_a_Siena:_Le_Allegorie_del_Buono_e_Cattivo_Governo_e_dei_loro_Effetti" target="_blank">Ambrogio Lorenzetti </a></strong>fra il 1337 e il 1339,  vedrà sulla destra “Gli effetti del buon governo”. Una città prospera e una campagna ben organizzata dalla quale proviene un contadino che conduce il suo maiale a Siena. E’ un maiale cinta, tutto nero con una fascia bianca all’altezza delle scapole.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a vent’anni fa la sua carne era stata disprezzata: troppo grassa, troppo cara …. così</p>
<p style="text-align: justify;"> come il prosciutto senese salato &#8220;a secco&#8221; era giudicato troppo saporito per i palati abituati al Parma e al San Daniele. Ma la voglia di difendere le antiche tradizioni e il bisogno di sapori meno globalizzati hanno fatto il miracolo e ora i salumi di cinta senese sono di moda. Una moda che ha consentito di salvare</p>
<p style="text-align: justify;">questa razza ormai in fase di estinzione. Inoltre l’assaggio del maiale medioevale senese è considerato un “must” per chi vuol capire la civiltà di cui fanno parte Duccio di Buoninsegna, il Duomo di Siena e persino il Palio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra i salumi di cinta, il più pregiato è sicuramente il prosciutto.&#8230;</p>
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