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	<title>lieviti &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Le vespe sono i custodi della tipicità dei vini</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 08:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache di gusto]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Fra gli elementi che determinano la specificità di un’area viticola entrano anche <a href="http://www.unifi.it/not-3660-genomica-calabroni-e-vespe-custodi-della-tipicita-dei-vini.html" target="_blank"><strong>vespe sociali e calabroni</strong> </a>nella cui pancia vivono e si accoppiano i<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lievito" target="_blank"> lieviti</a></strong></em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, <strong>Brunello</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong></p>
<p>C’è una notizia buona e una cattiva.<br />
La notizia buona è che un gruppo di studiosi dell’Università di Firenze e della Fondazione Edmund Mach di San Michele all&#8217;Adige, coordinati da <strong><a href="http://www.unifi.it/p-doc2-2015-0-A-2b333d2e342d-0.html" target="_blank">Duccio Cavalieri</a></strong>, ha scoperto come nascono i lieviti indigeni cioè quelli specifici di un determinato territorio, quella cattiva è che l’uso diffuso di lieviti industriali potrebbe inquinare l’ambiente determinando nuovi ibridi cioè metterebbe a rischio la tipicità dei vini. Infatti la biodiversità è qualcosa di vivo, i lieviti  sono un patrimonio microbiologico originario e assolutamente unico di ogni zona ma anche molto fragile perchè soggetto ai cambiamenti.</p>
<p>Per capire la dimensione del problema basta ricordare il crescente valore attribuito all’identità. Nella civiltà attuale parole come naturalezza, diversità e autenticità sono sempre più requisiti indispensabili per le produzioni di alto livello: vino, formaggi, ortaggi, pane …. Ma non basta; c’è poi il rischio della sparizione di alcuni caratteri dei vini di pregio, come la mineralità, che i recenti studi collegano direttamente al patrimonio biologico della vigna e della cantina ma soprattutto ai lieviti indigeni. Lieviti che vivono e si riproducono nella pancia di vespe sociali e calabroni e, in presenza di ceppi diversi, danno origine a nuovi ibridi.<br />
Dobbiamo quindi allargare anche a loro il nuovo concetto di terroir comprendendo suolo, clima, vitigni, lavoro dell’uomo e patrimonio biologico vespe comprese.&#8230;</p>
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		<title>Degustazione delle Prime Donne</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 16:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nella nuova scuola di cucina della Fattoria del Colle si è svolta la degustazione delle Prime Donne condotta da Barbara Magnani, per la selezione dei futuri Brunello</strong></p>
<p style="text-align: center;">&#160;</p>
<p>Per la prima volta Barbara Magnani ha condotto la <strong>degustazione</strong> del panel femminile che assaggia il futuro <strong>Brunello Prime Donne</strong>.  A causa di un grave problema familiare dell’enologa <strong>Valérie Lavigne</strong> e di una serie di malattie di stagione il gruppo era insolitamente ridotto ma l’assaggio era straordinariamente buono con due delle migliori <strong>vendemmie</strong> degli ultimi cinquant’anni: 2007 e 2010. <strong>Daniela Scrobogna</strong> ha prediletto i campioni più minerali, <strong>Astrid Schwarz</strong> ha dimostrato di amare i rossi con più struttura ma entrambe orientano le loro scelte su Brunelli classici austeri e eleganti. La degustazione si è svolta nella nuova <strong>scuola di cucina della Fattoria del Colle</strong> dove c’è un’ampia sala con camino. Le degustatrici hanno assaggiato 5 campioni di ogni annata: per il 2010 si trattava di vigne diverse vinificate con lieviti diversi. Il futuro Brunello 2007 proveniva invece da contenitori in legno di dimensione, età e legno diversi.&#8230;</p>
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