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	<title>liz thach &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Il vino di lusso sempre più vincente</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 07:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[liz thach]]></category>
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		<category><![CDATA[Wine Searcher]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Uno shopping da 253 miliardi di Euro all’anno per i vini oltre 100 € e di 12 miliardi per le bottiglie “dei sogni” dal prezzo superiore a 1000€</em></p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/i-nostri-vini/"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>Il mercato del vino di fascia alta era  cresciuto ultimi anni. E’ passato da 77 miliardi di Euro nel 1995 a 253 miliardi di Euro nel 2015 (studio Bain &#38; Company del 2016). Nello stesso periodo, l&#8217;indice delle aste WS aveva mostrato un aumento del 300% in valore.<br />
Balzi in avanti degni dei titoli di borsa più remunerativi e una evidente predilezione dei consumatori più ricchi per il grande vino. Durante il  2020, a causa della pandemia, tra i beni esperienziali, i settori maggiormente in difficoltà risultano quelli dell’ospitalità (giù tra 55% e 65% sul 2019) e delle crociere di lusso (-65/-75%), fortemente condizionati dal crollo dei flussi turistici. I segmenti quali vini e liquori , mostrano invece maggiore tenuta, per la maggiore propensione al consumo da casa. Per quanto riguarda il vino, la fascia più alta viene definita resiliente rispetto a quella medio-alta (entry to luxury) essendo più legata al collezionismo e a momenti di gratificazione personale.</p>
<p>&#160;</p>
<h3>Luxury Wine Marketing di Liz Thach e Peter Yeung</h3>
<p>&#60;&#60;La categoria del vino di lusso incarna tutto ciò che è scarso e possiede un&#8217;estetica bellissima &#62;&#62; spiegava a <a href="https://www.wine-searcher.com/m/2019/02/the-changing-face-of-luxury-wine" class="broken_link"><strong>Wine Searcher</strong> </a>Liz Thach, Master of Wine e professore al Wine Business Institute di Sonoma &#60;&#60;fornisce un senso di privilegio e eleganza&#62;&#62; in altre parole chi può comprare bottiglie esclusive e costose si sente un privilegiato e questa è un’attrazione sempre più irresistibile.&#8230;</p>
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		<title>Quale vino bevono gli americani?</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 07:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Dall’indagine del <strong><a href="http://www.winespectator.com/">Wine Spectator</a></strong> su quale vino bevono gli americani, molti gli stereotipi confermati, qualche novità e una riflessione</em></p>
<p>Di<strong><a href="https://www.facebook.com/alice.bracciali?fref=ts"> Alice Bracciali</a></strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/?page_id=32098">Fattoria del Colle</a></strong></p>
<p>Wine Spectator di febbraio riporta in sintesi i risultati della seconda indagine annuale del <strong><a href="http://www.sonoma.edu/sbe/wine-business-institute/">Sonoma State’s Wine Business</a></strong> Institute sulle preferenze dei consumatori di vino in America. I campioni erano di un’età compresa fra i 21 e i 68anni. Nonostante il mercato in crescita degli ultimi anni per il <strong><a href="http://www.quattrocalici.it/vitigni/pinot-nero">Pinot Noir</a></strong>, i grandi rossi e qualche vino bianco meno conosciuto, il 50% ha incluso lo<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chardonnay_(vitigno)"> Chardonnay</a></strong> nella lista dei vini preferiti. Il 40% ha inserito il<a href="http://www.pinot.it/pinot-grigio/"><strong> Pinot Grigio</strong> </a>che, come aveva predetto <strong><a href="http://www.monchierocarbone.com/index.php?method=news&#38;action=zoom&#38;id=12068">Leonardo Lo Cascio</a></strong> in un’<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=msaHEOuoniQ">intervista al Vinitaly del 2011</a></strong>, ha un mercato in crescita, non come alternativa allo Chardonnay (impossibile da trovare) ma come vino completamente diverso da quest’ultimo, con buona acidità e ottimo rapporto qualità prezzo.<br />
Più della metà degli intervistati preferisce un vino che sia fruttato, semi dolce e morbido. Solo il 26% si orienta su uno stile più secco. “This is the perfect example of the American palate”, questo è il perfetto esempio del palato americano, ha commentato <strong><a href="https://lizthach.wordpress.com/">Liz Thach</a></strong>, docente di wine business alla Sonoma State University. In effetti la cultura del vino e del cibo negli USA sta iniziando adesso, gli americani si approcciano al vino solo dopo aver bevuto per molto tempo bevande dolci, molto zuccherate. Il gusto americano è ancora immaturo e poco sofisticato, come rivela Lo Cascio nell’intervista.&#8230;</p>
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